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giovedì 20 dicembre 2007

Pausa invernale

Complici il lavoro ed il freddo sceso ultimamente, il mio interesse per le cartine e gli allenamenti è sceso parecchio. Meglio così, almeno ho scaricato mentalmente e fisicamente quest'annata ricca di gare e di trasferte.
In questi giorni, mi sono capitati in mano alcuni dépliant dedicati alle muldiday estive: probabilmente la trasferta che più mi attira è la Slovenia, con le sue cartine particolari; attorno a questa data stò valutando quali altre attività associare.
Stegal sta organizzando per i mondiali master in Portogallo, poi volevo fare un salto a Davos a fare la gara di D.Wolf (una sorta di orientamento su lunghe distanze), anche un ritorno in Repubblica Ceca non mi dispiacerebbe.... In alternativa, un salto in Norvegia sarebbe un evento, per me, nuovo.
Magari salterà fuori qualche nuova gara, ma avrò ancora un di tempo per organizzarmi; nel 2008 ho pensato di partecipare maggiormente alle gare svizzere poichè quelle lombarde le conosco abbastanza. Quest'anno mi sono divertito abbastanza ed il mio compagno Stefano B. (che non è Stegal) mi ha consigliato di tesserarmi con una squadra luganese..... chissà, potrebbe essere un nuovo input importante quello di sfidare i 40enni svizzeri.
A parte qualche fuoriclasse, ben noto al pubblico orintiestico italiano, gli altri sono alla mia portata come ho già avuto modo di sperimentare quest'anno.
Al momento mi limito a riprendere gli allenamenti: ho notato che ogni anno passato pesa davvero molto in termini di resa... ultimamente, quando corro, penso a quei giochi manageriali dove bisogna allenare degli atleti: ora capisco perchè, ad una certa età, lo sviluppatore del gioco, fa regredire le performance dei giocatori nonostante l'allenamento sia sempre uguale....
L'importante è esserne consci ed accettare che i propri limiti peggiorano inesorabilmente con l'avanzare degli anni: penso che il mio massimo fisico lo abbia raggiunto nel 2005 e nella primavera di quest'anno (prima del caldo di maggio).
L'importante è divertirsi ancora e stare sani, tutto il resto è solo cronaca da far raccontare e scrivere dal "gettonato" Stegal (nel senso di pagato a gettone!).
TANTI AUGURI DI BUON NATALE

domenica 25 novembre 2007

Volpiano

Era da più un mese che non toccavo una cartina diversa da un centro storico; ero ormai rassegnato a chiudere la stagione a Dervio, invece un annuncio a sorpresa: "gara long, cartina nuova, tutta nel bosco!"; a nulla serviva la dicitura " Martinetto's organisation" posta in calce al volantino, tanta era la voglia di ritornare a correre tra gli alberi.
Nonostante la pioggia caduta negli ultimi giorni, arriviamo di buon mattino nei d'intorni di Torino con il sole che inizia a fare capolino; non sono mai stato in questa zona, ma a poco a poco capisco che il bosco in realtà siano i cespugli...
L'entusiasmo inizia a spegnersi appena vedo la cartina appesa al ritrovo: è una serie di colori che vanno dal giallo al verde3, ma di bianco (colore preferito sulle carte) davvero poco.... Renato mi avverte che probabilmente ci saranno parecchi rovi e le paludi sono aumentate a causa delle piogge.
Andando in partenza inizio a pensare che non era proprio quello che speravo, anche perchè sarebbe bastato andare in Brianza per trovare lo stesso terreno; comunque quello che mi serve è correre per un'oretta su terreno soffice.
Lo start è posto a bordo paese, dove una compagnia di cani tiene svegli gli abitanti delle case circostanti; parto correndo per un buon tratto su una strada invitante, ad un certo punto imbocco una traccia (non rilevata) di sentiero che mi porta in zona punto.
Il bosco è in effetti piuttosto sporco e capisco quasi subito che è impossibile fare scelte diverse dai sentieri; ci provo alla seconda tratta: corro in costa, salgo fino in cima al dosso e percorro il perimetro dei campi; quello che in teoria doveva essere terreno duro, si è trasformato in una specie di sabbia mobile che risucchia le scarpe....
Punzono il terzo e quarto punto rimanendo sempre corto (inizio a capire il senso di un commento sul blog di orimaster) a causa della mutata percezione della distanza causata dai centri storici.
Andando verso il quinto punto il mio cervello dice che oggi non ne vuole sapere di lavorare e scarica l'incombenza sulle gambe, risultato: inizio a correre su una strada senza nemmeno guardare dove io sia e lo faccio per almeno 20 minuti!
Scaricata l'adrenalina, dettata dalla voglia di correre, torno alla partenza: chiedo a Renato che minuto di partenza sia e inizio nuovamente la gara.
Questa volta privilegio le scelte semplici, abbastanza scontate; ogni tanto sento qualche sparo e noto la presenza di cani e cacciatori. Il tracciato non presenta grosse difficoltà: le lanterne più tecniche sono quelle prima della 15: una zona piatta senza grossi riferimenti, subito visibili, da fare ad azimut senza bussola.
La lanterna 15 presenta, invece, un trabocchetto: la X blu è in realtà un grosso tubo di cemento posto verticalmente, seminascosto dai cespugli... poco distante c'è una casetta simile ad un acquedotto dove c'è un'altra lanterna.... solo l'esperienza mi ha fatto capire l'errore che stavo commettendo!
Giunto nei pressi della sedicesima lanterna, notavo l'ingresso al paese ed avendo scarpe chiodate decidevo di fermarmi e proseguire lungo la via principale, camminando.
In conclusione, è stato un ottimo allenamento fisico, durato un'ora ed un quarto, mentre la gara vera è propria è stata di 45 minuti: Michele C. ha impiegato poco più di 38 minuti, ma lui è un elitè per davvero....
Con questa trasferta si chiude l'anno orientistico 2007, un anno ricco di gare e soddisfazioni personali, di cui avrò tempo di scrivere in questo inverno privo di impegni domenicali.

domenica 18 novembre 2007

Voghera

Dalla lunga serie dei post di quest'anno, mancava un centro storico nazionale; ecco quindi l'opportunità di correre dietro casa in una cittadella che non avevo mai visitato.
La giornata è solare ma molto fredda; nessun problema a raggiungere il centro gara, nonostante le indicazioni siamo abbastanza enigmatiche.
Devo prepararmi velocemente in quanto parto presto; mi riscaldo con Stegal, che parte quattro minuti dietro, parliamo dei programmi futuri societari...
Anche oggi parto senza bussola, descrizione punti e .... testa! Tutto come a Venezia, solo che, invece di 3 lanterne oggi ne ho impiegate 2 a riscaldare il cervello.
Complice la cattiva interpretazione della posizione del sole (ero convinto fosse ancora ad est, non pensando che con l'ora solare era quasi a mezzogiorno), mettevo la carta orientata male e partivo con 90° gradi di errore; dopo essere entrato in una via, iniziavo a capire che la scelta non fosse stata felice: dietrofront e ritorno in piazza per ricominciare la gara!
Non contento del primo errore ne facevo un altro durante il tragitto per la due: in poche parole dopo 3'30" di gara avevo già un minuto e mezzo di distacco.
Questa partenza chiudeva il discorso podio, ma per fortuna il mio scopo era solo quello di correre su alti ritmi per parecchi chilometri.
La gara scivolava via abbastanza monotona: durante uno di quei tratti di puro scorrimento e poca concentrazione, riuscivo a perdere altri trenta secondi in quanto confondevo la lanterna 8 con la 3, sia per la similitudine della cifra che per la distanza fra i due cerchi.
Nonostante il tracciatore abbia cercato con delle farfalle di ravvivare la gara, la cartina non offre difficoltà se non 4 portici attigui alla piazza principale.
Alla fine sono soddisfatto per il ritmo tenuto durante i 45 minuti di corsa e quindi anche i due minuti persi per strada, con conseguente uscita dal podio, non mi pesano nemmeno tanto.
Nel post gara, prima di gironzolare in città a caccia di foto (pubblicherò quelle richiestemi), ho scoperto, con Elisa, una nuova occupazione: il dog-sitter per Steven!
In conclusione, una giornata passata in un luogo a me sconosciuto che di orientistico ha davvero poco.... da un centro storico nazionale speravo qualcosa di meglio.

domenica 11 novembre 2007

Venezia

Come consuetudine di questi ultimi anni, anche nel 2007 siamo andati a Venezia. Dopo la bella prestazione dell'anno scorso, non avevo molta voglia di impegnarmi in una gara vincente; l'unico scopo coinvolgente del week end, era la gita nella città lagunare. La partenza è prevista il sabato mattina per Jesolo; da qualche anno abbiamo deciso di alloggiare in un hotel fuori Venezia ed andare alla gara con l'ausilio del traghetto. Purtroppo, il vento forte e freddo, vanificava i programmi pomeridiani che prevedevano corsetta sulla spiaggia e passeggiata serale.
Dopo aver passato la notte tra il vociferare continuo di ragazzine austriache, ci avviamo verso il ritrovo accompagnati da una bella giornata meno fredda del solito. Siamo ormai di casa nella palestra veneziana, quindi evitiamo lunghe code al bagno ed i soliti problemi creati da 3000 persone che affollano i locali.
Per prima parte Mary, la quale ha lo stesso minuto di start di una vecchia nostra conoscenza, quella Hazel Dean che corre ancora in WE nonostante sia negli "anta".
Poco dopo è il mio turno, non sono concentrato, non ho grosse motivazioni e decido di correre senza bussola e descrizione punti; il colpo di grazia lo ricevo appena prendo la cartina: non so se il triangolo rappresenti la partenza o la svedese!
Probabilmente, in una gara importante, avrei messo molta più attenzione, invece decido di addentrarmi nel centro senza alcuna idea di dove io sia.... corro a sensazione cercando di andare verso nord. Dopo cinque minuti, stò ancora correndo a casaccio in cerca di un punto riconoscibile, il primo stop me lo da un canale chiuso: ritornando indietro inizio a dirmi che forse sarebbe il caso di cominciare a fare orienteering!
Il cervello inizia a scaldarsi e molto lentamente inizio a riconoscere piazze, calle, sottopassi e ponti; impiego ben 3 lanterne ad entrare in carta! questa sensazione mi fa ricordare/capire come sia davvero facile perdersi a Venezia se non ci si mette le testa; ulteriore difficoltà è data dalla quantità di persone che stanno passeggiando nei vicoli: non solo per la corsa ma soprattutto per l'osservazione della carta!
Finalmente, dopo la terza lanterna, inizio a prendere un ritmo decente, non tanto fisico ma mentale, cioè memorizzare i tratti da percorrere senza rallentare a ragionare. Come altre volte mi è capitato, la voglia di correre inizia a manifestarsi sempre più prepotente: nonostante io non sia in una giornata particolarmente lucida riesco ad alternare tratti buoni ad altri con errori banali (entrare in vicoli chiusi).
Dagli split mi rendo conto quanto minima la differenza fra i migliori parziali e quelli mediocri: bastano 15-30 secondi per scendere di 40 posizioni! Nel mio caso, ho notato l'87° posto in cui mi trovavo alla terza lanterna: ci vuole davvero poco a cadere in fondo alla classifica!
Col senno di poi, mi dispiace essere partito così male, poichè il tracciato era molto buono: niente vialoni, poche tratte scontate, sempre duplici scelte e nemmeno banali; unico appunto, quello di aver lasciato il tratto magenta a coprire alcuni ponti strategici per la scelta.
Mary, nonostante la classifica poco edificante, si è divertita, iniziando a capire quali siano le cose principali da osservare e come muoversi fra le intricate calle; paradossalmente si è trovata in difficoltà nelle piazze...
Dopogara all'insegna della passeggiata sul vialone principale ad osservare i numerosi personaggi che affollano questa città.

domenica 4 novembre 2007

Casatenovo

Dopo parecchio tempo, torniamo a correre in località a corta gittata; l'occasione è il centro storico di Casatenovo, gara valida per i centri storici lombardi.
Nonostante la nebbia mattutina, s'intuisce che anche oggi ci sarà il sole; la zona dove si corre ci risulta familiare: tra campestri, gare di c.o. e centri storici il paesaggio di Besana, Carate e paesi limitrofi non ci riserva più molte sorprese.
Sia io che Mary, non abbiamo obbiettivi particolari da rincorrere, in quanto non siamo in corsa per alcuna classifica regionale; per questo siamo molto rilassati mentalmente e decidiamo di trasformare questa gara nel nostro allenamento settimanale.
La partenza è proprio a due passi dal ritrovo; la news che la musica sia equiparata al doping ha ormai preso piede: nonostante ciò, sia io che Stegal decidiamo di doparci ugualmente.
La carta non presenta grandi insidie: il paese si estende in modo lineare e poco intricato percui diventa difficile, per il tracciatore, mettere del pepe alla gara.
Proprio il fatto che ci sia poca selezione a livello tecnico, mi spinge a fare un errore da circa un minuto: durante la tratta 3-4 scelgo un itinerario, ma giunto a metà strada decido di rischiare un cambio volante, cioè tagliare per il verde 2 sperando che non sia troppo verde.
Arrivato al bordo del colore capisco che la scelta non sia attuabile e torno sui miei passi... a fine gara saprò che Gianluca passerà da lì! Questo errore tattico mi deprime in quanto sono conscio che un minuto in questa gara è un'eternità.
Il resto della gara scorre via lineare, sebbene perda una ventina di secondi a cercare il punto otto e qualcosa meno al punto undici, dove il color magenta nasconde la scalinata adiacente al punto.
Nonostante sia novembre il sole scalda parecchio ed arrivo davvero sudato; avendo corso meno dell'ora preventivata, ritorno in paese e corro un pò a casaccio in cerca di volti noti.
Ritorno all'arrivo mentre giunge il Dipa molto concentrato, ma che a dire di molti sembra che abbia preso sottogamba l'impegno....
Con voto maggioritario le premiazioni vengono anticipate in modo che tutti possano assistere: siccome non sono riuscito a farmi il regalo di compleanno (anche se il podio non è male), c'ha pensato Mary a farmelo; aveva corso a Sondrio, con risultato deludente, ma come suo solito, quando è in giornata è capace di tutto.
Domenica prossima c'è Venezia, centro storico un pò diverso da quello odierno.

domenica 28 ottobre 2007

Locarno

Non avendo più nulla da chiedere al trofeo Lombardia ed avendo già corso a Borgo Ticino, abbiamo deciso di trascorrere una domenica nella cittadina svizzera di Locarno, dov'era di scena la tredicesima ed ultima prova del TMO; nulla di paragonabile rispetto alle precedenti gare, ma una doppia sprint da disputarsi nel centro balneare.
Il cambio d'orario ci permette di partire tranquilli e rilassati, il tempo è buono e la temperatura tenue; il parcheggio non è proprio vicino e quindi arriviamo non troppo in anticipo rispetto allo start. Accertata la "bidonata" di Stegal, che dovrebbe partecipare al TMO per l'AGET come master, ma ormai viene considerato solo come giornalista, la presenza italiana viene nutrita dalla presenza del Cus Parma, capitanato da Visioli, che s'imporrà nella meno nobile delle HA.
La prima partenza, poco distante, m'introduce nel primo parchetto cittadino; dopo aver trovato agevolmente la prima lanterna, sbaglio angolazione per la seconda (scriverò un post su quante gare ho rovinato quest'anno alla seconda lanterna...) e mi trovo in zona cinque... memorizzo il punto e corro verso la due; da lì in poi entro in carta ed inizio a macinare buoni intertempi.
Dopo i cinque punti del primo parco, c'è un trasferimento al secondo parco dov'è tracciata la parte finale della prima manche; tutto prosegue bene e chiudo in crescendo; aspetto per qualche minuto l'arrivo di Checco G. (partito 3 minuti dopo) ma non lo vedo arrivare nemmeno 10 minuti dopo.
Pensieroso, vado verso la seconda partenza, l'organizzazione è buona ed appena arrivo allo start posso partire subito; mi si spezza il porta descrizione punti e quindi decido di correre senza. Il cambio di carta e tipologia di terreno mi mette in leggera difficoltà, dai sentierini del parco ai vicoli del centro storico; ancora una volta trovo bene la prima lanterna, ma la sua collocazione mi fa tornare in mente il centro storico di Lugano, dove vi erano dei punti posati all'interno di porticati chiusi da porte....
Vado verso la due, siccome devo piegare la carta in modo diverso, memorizzo primo porticato a destra dopo la piazza di destra: destino vuole che, durante la manovra di piegatura della mappa, con la coda dell'occhio vedo una porta aperta ed all'interno un portico con giardino molto simile a quello che dovrei trovare io; entro, cerco per qualche secondo, finisco in uno sgabuzzino e capisco di aver sbagliato entrata! esco e proseguo in maniera corretta, ma penso di aver perso una trentina di secondi.... sempre alla seconda!
Da lì in poi, nessun problema, anzi, la concentrazione è talmente buona che memorizzo sempre i tratti successivi; arrivo ancora in forza e meglio di quello che pensavo alla vigilia; venivo da un periodo di infortuni e febbre, mentre gli allenamenti sono ormai meno consistenti.
Approfittiamo della giornata per trascorrere il pomeriggio in zona: giretto in paese per ammirare i resti del castello nonchè la partenza di una manifestazione d'auto e moto d'epoca. Dopo la premiazione, partecipiamo alla rappresentazione della Falconeria di Locarno: davvero curioso osservare dei rapaci sorvolare il pubblico e giocare con i loro partner umani; nonostante il prezzo non fosse proprio scontato, preferisco gratificare dei ragazzi che si stanno dedicando a questa attività ludica.

martedì 23 ottobre 2007

Monte Moira

Doveva essere l'ultima gara nel bosco del 2007, una di quelle che amo maggiormente, invece si è trasformata in una gita fuoriporta nemmeno troppo apprezzata.
Purtroppo, il riacutizzarsi del dolore alla caviglia, il primo freddo invernale, mi hanno rimesso ko; giovedì, durante la corsa serale, devo aver respirato di tutto in quel vento che si era appena alzato, portatore del gelo che imperversa in Italia.
Questa mattina, appena sveglio, sentivo subito che il fisico non era in condizione, una leggera febbre mi aveva debilitato; decidevo, con Mary, di sfruttare la giornata di sole per visitare questo luogo a noi sconosciuto, descrittomi dai fratelli Grassi come un'ottima opportunità di divertimento.
Dopo l'uscita dall'autostrada, una lunga strada tortuosa porta in una piccola conca dove c'è un piccolo albergo con una torre artificiale per l'arrampicata sportiva.
La temperatura e fresca, quella che piace a me quando corro, il bosco, di foglia, alterna tratti di sottobosco pulito a zone più intricate; quando m'inoltro verso la partenza sento che la temperatura è decisamente diversa da quella presente nel prato soleggiato del ritrovo.
Capisco che farò da spettatore dal freddo che sento, nonostante indossi maglione e giacca pesante; poco lontano ci sono intrepidi personaggi che stanno a torso nudo (e non solo) ad abbronzarsi!
Approfitto della situazione per osservare gli atleti in gara, trovo il punto giusto e ne approfitto per scattare qualche foto; vedo passare molti atleti di varie categorie e mi rendo conto di essere in un punto strategico. Purtroppo, la temperatura è tale che dopo un devo tornare al sole....
Aspetto l'arrivo di qualche faccia nota, poi organizziamo una tavolata presso l'albergo; prima passiamo dal tavolo imbandito da Paolo M. che ha appena celebrato l'addio al celibato.
Dopo aver assaporato la polenta (non certo la migliore assaggiata), passo dalle classifiche dove noto che Marco C. si è riconfermato campione lombardo: dice sempre di non essere in forma ma alla fine riesce sempre a piazzarsi bene.
Alla fine me ne ritorno a casa con il proposito di tornare qui e correre la mia gara in solitudine.

domenica 14 ottobre 2007

Arge Alp - Long

La domenica si svolge la prova individuale, sulla stessa zona, ma con cartina stile "lenzuolo". La bella giornata accompagna il serpentone che va verso la partenza, attraverso il paesino di Gofis, frazione di Feldkirch; ogni tanto, sbucano da dietro le case, le tute variopinte dei vari lander presenti: Lombardia, Alto Adige, Ticino, Baviera, Trentino, Vorarlberg, Grigioni, San Gallo, Tirolo, Salisburgo.
Partire senza pressione psicologica è molto comodo, ma ha una controindicazione: la deconcentrazione! La gara odierna è per me una semplice corsa nel bosco, come dovrebbe sempre essere, senza il pensiero di classifica, tempo, punti lista base, trofei ecc... Stegal mi ha iscritto in M35 facendomi ritornare indietro nel tempo; l'unico stimolo può essere quello di sfidare i soliti noti ma sinceramente non ne ho molta voglia.
Il primo punto sembra davvero semplice: trovare un bivio di sentieri in mezzo al verde 3, roba da esordienti.... vado tranquillo, forse troppo! Qui scatta il black-out: durante la gara ho pensato di aver aggirato il punto per 360°; tracciando sulla carta il mio percorso mi sono accorto (tratteggio azzurro) di essere passato accanto alla lanterna (posata a bordo sentiero nell'erba) e di non averla proprio vista. Quello che ricordo è di aver compreso l'errore appena arrivato nel bianco, ma il capanno che vedevo verso est era quello coperto dalla riga magenta anzichè quello a nord-ovest del cerchio! Amareggiato dalla cattiva partenza, ritorno alla svedese e ricomincio nuovamente la mia gara; questa volta opto per la scelta ad aggirare il verde (tratteggio magenta). Durante il raggiungimento della lanterna vengo superato da Fabio H. partito 6 minuti dopo di me....
Probabilmente qualche anno fa avrei mollato la gara dopo una partenza simile; questa volta decido di continuare, ma senza la grinta e la cattiveria necessaria ad aggredire il bosco.
Infatti, i primi punti li corro in modo soft, con passo turistico senza impegnarmi troppo con la carta; addiritura per andare alla 7 ritorno alla svedese, per ripercorrere quel maledetto sentiero iniziale.
Finalmente, verso la lanterna otto, inizio a risentire le sensazioni di gara, aumento il passo e la concentrazione; mi aiuta molto la scelta per il punto 10 dove ripercorro, a ritroso, il sentiero del giorno prima.
Continuo in modo sempre più convinto, verso la lanterna 14 mi ritrovo a correre con un atleta del San Gallo partito subito dopo di me; la sua corsa è molto simile alla mia e mi sembra un'ottimo orientista. Grazie a questa compagnia torno a viaggiare in soglia, con tempi buoni, anche grazie alla semplicità del bosco; un paio di volte cerco di variare la scelta rispetto allo svizzero ma alla fine siamo sempre molto vicini.
Scendendo dalla costa dopo la lanterna 23, vedo la sagoma di Stegal, ma nel contempo sento una dolorosa fitta alla solita caviglia: purtroppo, il piede è guarito per l'attività giornaliera, ma appena trovo il terreno sconnesso in discesa il dolore si ripresenta.
Comunque riesco a terminare in modo discreto questa gara a due facce; saluto il mio compagno di avventura e aspetto l'arrivo di Stegal che non ha demeritato; la sua vittoria sul Brambilla ora ha meno valore di qualche anno fa, ma sempre un passo avanti....
Dopo le premiazioni e saluti vari, il ritorno in motel e rapido giro serale in cerca di qualche caratteristico locale.
Come anticipato, il lunedì, durante il rientro in Italia, tappa sul S.Bernardino ad assaporare l'ultimo momento di quiete in alta quota per quest'anno orientistico.

sabato 13 ottobre 2007

Feldkirch - Arge Alp - Staffetta

Fine settimana all’insegna della manifestazione internazionale che da molto tempo, assieme al trofeo delle regioni, raggruppa le rappresentanze regionali.
Quest’anno il luogo ospitante è stato Feldkirch (Austria), cittadina posta strategicamente sul confine di 4 nazioni; nonostante i vari divieti e discussioni inutili del CRL, un gruppo di orientisti lombardi ha voluto partecipare alla due giorni, non tanto per sete di gloria, ma solo per poter parlare e confrontarsi orientisticamente con altre regioni maggiormente evolute della nostra (non solo per il livello di risultati).
Io e Mary abbiamo deciso di fare un week end lungo, cioè partire il venerdì mattina e rientro il lunedì, in modo da trasformare quest’ultima trasferta in una gita anziché un mordi e fuggi classico delle domeniche di gara.
La nostra base è situata a Dornbirn, paese distante una ventina di km. a nord di Feldkirch; ci ospita un motel di nuova fattura, moderno, tipico luogo d’incontro di manager in trasferta.
Il giorno d’arrivo lo dedichiamo a gironzolare fra Vaduz e Dornbirn: la prima città, capitale del Liechtenstein non offre nulla di particolarmente accattivante, mentre la seconda, ha un piccolo centro storico modernizzato e molte nuove case.
Fa senso notare la miriade di centri commerciali, concessionarie d’auto, benzinai, che ci sono sulla direttrice Feldkirch-Bregenz; queste attività stridono con le distese verdi condite di mandrie di bovini ed in generale, con lo stile di vita degli abitanti, rimasti ad una cultura di qualche decennio fa: in un certo modo tutta questa realtà mi ricorda l’Alto Adige misto di tradizione e modernità.
Anche qui non potevano mancare i ristoranti/pizzerie italiani, con i nomi di “Bella Napoli”, “San Remo”, “Bene,bene,molto bene”, con musica italiana del secolo scorso con i sempreverdi Ramazzotti, Pausini, Celentano, Baglioni, ecc..
Il sabato mattina, dopo la passeggiata con visita ai due bovini che vivono nel prato davanti al nostro balcone, andiamo al ritrovo di Gofis che dista un paio di km. da Feldkirch: nonostante il buon anticipo sui lanci, la maggior parte delle squadre sono già disposte sul prato adiacente il campo da calcio. Il gruppo GOK ed i transfughi lombardi sono già arrivati, ma quando raccontiamo la situazione lombarda agli amici presenti veniamo ascoltati con un misto di ilarità e compassione…. Fortunatamente gli organizzatori hanno accettato, dietro il compenso di 25 euro pro capite (non rimborsabile ed anche per la sola staffetta), la nostra partecipazione, alla faccia dei contributi della Regione Lombardia e di tutti coloro che scelgono la loro attività ludica in conseguenza di politiche che poco hanno a che fare con il tempo libero di ognuno di noi.
I sei elementi GOK daranno vita a due staffette: quella in M35 sarà composta da me, Attila e Stegal, la Open long da Roby, PLab e Mary. Per far correre Mary ho dovuto prometterle che avrei fatto da ombra nel bosco….
Alle 14 si parte, ma rischio di saltare lo start perché mi fermo a parlare con Rudy della gara di S.Giovanni; le cartine sono posate troppo vicine e quindi lascio al mio vicino la possibilità di partire davanti.
La svedese si trova ad almeno 200 metri: lascio che tutti corrano davanti a me, non devo curare treni o avversari. La carta è discreta, ci sono troppi sentieri, non vale la pena tagliare per il bosco, poiché si rischia di confondersi le idee. L’unico errore, da circa un minuto, lo faccio alla prima lanterna poiché arrivo troppo a ovest del cerchio; altri avversari non ne vedo, sono già da solo! Ottimo. I primi punti non riesco a farli benissimo, ho qualche incertezza ma nulla di irreparabile; pian piano entro nel ritmo gara comincio a scegliere solo sentieri e tutto diventa più scorrevole. Al quarto punto mi trovo col mio vicino di partenza, uno svizzero nemmeno tanto scarso; lui, molto veloce, tenta di tagliare nel bosco, ma non riesce ad andarsene perché in zona punto è meno sicuro. Al sesto punto ci raggiunge Trentino 1, che come al solito il suo errore lo deve fare….. da lì, lui e lo svizzero iniziano a tirare forte, ma al punto 7 arriviamo assieme da tre punti diversi. Il punto successivo iniziano a distanziarmi: la differenza fisica e di motivazione si fanno sentire, anche se tengo duro fino al nono punto dove li rivedo.
Salendo le tre curve di livello, per prendere la strada verso la dieci, capisco che la mia benzina sta per finire e quindi decido di prendere il mio passo senza più pensare a loro. Riesco a rivederli in uscita del punto 10 e, da lontano, sul salitone per la 13.
Fisicamente, il trappolone mentale è la sequenza 13-15, in quanto si sarebbe portati a pensare ad un sentiero su cresta ondulata ma piatta, invece è un continuo salire che termina alla roccia con codice 53. Da quel punto in avanti s’inizia a scendere verso il punto spettacolo e risalire nuovamente per l’ultimo anello.
Arrivo senza grossi problemi, lancio Attilio e vado a confrontarmi con i compagni di partenza; gara molto veloce, fisica, nulla di difficile, lo capisco dalla mia media al kmsf.: 8,9 in 51’, mai fatto gare con media così elevata!
Successivamente mi faccio coinvolgere dai passaggi delle staffette, in attesa che arrivi PLab a dare il cambio a Mary. La sua frazione open è quella più lunga quindi non sarà una passeggiata breve; Roby e Piero impiegano lo stesso tempo a fare lo stesso percorso ed ora tocca a noi. Io cerco di limitare i miei interventi, lascio che sia lei a cercare la strada; rimango sempre qualche metro dietro cercando di memorizzare la strada percorsa in caso di necessità. Purtroppo Mary alterna tratte molto precise a preoccupanti passaggi a vuoto, durante i quali rischia davvero di perdersi. Ora inizio a capire il motivo della sua paura a correre nel bosco da sola… in un paio di occasioni, nonostante fossimo a 50 metri dalla lanterna, la sua testa non riusciva a darle la giusta direzione nonostante vi fossero chiari rilievi orografici che l’aiutassero.Comunque alla fine siamo arrivati in tempo per essere classificati, poiché alle 17.30 si chiudeva la gara. Le classifiche della staffetta non venivano ufficializzate per problemi legati al software, al tracciatore, o …. Insomma qualcosa non andava.

domenica 30 settembre 2007

S. Giovanni al Monte

E così se ne va anche l'ultima gara nazionale del 2007.... ormai rimangono un paio di mesi di centri storici e gare regionali.
Quest'ultima manifestazione è stata organizzata dalla società Trent-o a cui vanno 3 miei ringraziamenti: primo, avermi fatto scoprire una località che nemmeno immaginavo esistesse in Trentino; secondo, aver organizzato una bella gara su una cartina veramente tecnica; terzo, aver riservato agli M40 la scala 10000!
Che fosse un buon fine settimana lo avevo capito il pomeriggio di sabato: andiamo a Riva del Garda, chiediamo alloggio ad un paio di hotel, alla fine optiamo per la frazione di S.Giorgio dove, casualmente, arriviamo ad un agritur aperto da un mese che ci propone un prezzo veramente modico. La sera, sempre casualmente, ceniamo ad Arco in una caratteristica pizzeria del luogo ed incontriamo una tavolata di giovani orientisti lombardi circondati da gruppi di stranieri.
La strada che porta al ritrovo è molto stretta e tortuosa, ma ogni tanto si scorge il panorama che da sulla valle del Sarca; il sentiero che porta dal parcheggio all'arrivo è un toboga davvero rischioso.
Raggiunto il grande pratone centrale, sentiamo la voce dello speaker che si diverte a fare domande agli ospiti circa le classifiche di quest'anno; ad un certo punto mi compare alle spalle e mi chiede quale sarà il mio tempo: mah... rispondo 1 ora e dieci, senza però avere nessun riferimento.
Davanti al mio telo ci sono gli "Mogensen travel", un gruppo di orientisti danesi tutti abbastanza forti al seguito dell'ex campione del mondo che farà la M35.
Arrivano Rudi e Carbone, i primi miei avversari di categoria, l'atleta del Tol rimarca il fatto di essere partito tardi.... ingannato dal bicchiere del warm-up! Subito dopo arriva SuperBacc, il quale dichiara: " non ho parole, forse la gara e la zona più bella degli ultimi anni in Italia".
Queste parole mi caricano: se lo dice lui allora questo sarà il mio esame; infatti volevo testare i miei miglioramenti tecnici e da quello che intuisco qui è il posto giusto.
Questa volta non ho la mia compagnia (borraccia ed MP3), un po' mi dispiace ma proverò lo stesso a fare il massimo; allo start dò uno sguardo alla cartina: la forma è particolare ma sembra davvero bella. Subito dopo vedo il Frizz il quale mi dice: "oggi si vedrà chi è davvero tecnico!"; queste parole sono l'ultima carica necessaria per tirare fuori il meglio in questa gara!
Si parte, scelgo subito la via più semplice, cioè prendere il sentiero di sinistra; alla curva entro nel bosco percorro l'avvallamento e poi giù alla lanterna. Bene, ora mi butto di nuovo sul sentiero di prima e dopo la curva, in prossimità del sasso, attacco il punto 2; salgo, arrivo in un piano ma non vedo il punto, decido si scendere per qualche metro in direzione sud ma capisco che non può essere lì; ritorno indietro e proseguo altri 20 metri .... eccola lì! caspita ho perso circa 2 minuti rimanendo a ridosso del cerchio....
Parto deciso in costa, arrivo in zona punto e trovo ottimamente il terzo controllo.
La prima tratta media la prendo un alla larga: scottato dall'errore precedente corro praticamente sui sentieri fino a ridosso del giallo coi pallini verdi; in questo frangente supero l'amico Ruggero partito qualche minuto prima; la lanterna 39 è un nascosta fra la vegetazione, ma l'errore è meno di 30".
Il quinto punto è quello che mi ha dato maggior soddisfazione: scendendo dopo la strada capisco che è un punto insidioso... appena mi fermo guardo a destra e vedo il telo. Il sesto e settimo punto si assomigliano, bisogna stare attenti al movimento della costa scegliendo l'altezza giusta; comunque tutto bene.
Prima tratta lunga: ci sono varie opzioni, scelgo quella sul sentiero a sinistra del bivio che si trova a metà strada; salgo lentamente ma precisamente i 30 metri di dislivello arrivando giusto alla radura.
Nuova tratta lunga: qui, il primo obbiettivo è arrivare ai prati; non vado per il sottile e grazie ad un sentierino arrivo nei pressi della casa circondata dai bicchieri. La seconda parte della scelta è più difficile ma quella traccia di sentiero che entra dal prato è un jolly da non sprecare; infatti arrivo alla lanterna molto bene.
Qui inizia la zona intricata e quindi decido di rallentare un pochino ad osservare meglio il bosco. Mi avvio verso la 10, arrivo alla strada entro a nord della depressione gialla, supero le due collinette e trovo un sasso... quale sarà dei due? rapido sguardo attorno e op là.... si corre a punzonare.
Il punto undici non lo voglio sbagliare.... scendo per il sentiero, arrivo fino all'avvallamento a nord-ovest del cerchio, risalgo il pendio e cerco nel pianetto... provo ad andare per 20-30 metri a sud ma capisco che non è lì che devo cercare, quindi ritorno al punto di prima e ... ecco Roberto P. sbucare fuori da quella V. Il suo incontro è agro-dolce: è vero, ho perso solo 8 minuti da lui (di cui almeno 4 in errore), però avevo sperato...
Il punto successivo non lo calcolo mio, poichè avendo lui davanti 20-30 metri mi ha agevolato; per la tredici avrei la tentazione di accodarmi, non sarebbe difficile poichè il bosco è sporco e tecnico e la sua andatura non impossibile. No, dopo un m'impongo di fare la mia scelta ed infatti opto per la traccia di sentiero che aggira il dosso; arrivo alla lanterna e scorgo la tuta del Primiero che scappa via....
Mi getto verso la solita strada, passo per la stessa depressione gialla, salgo sulla collina ma vengo attirato da una lanterna col codice 52! no, non è la mia, eppure devo essere vicino.... riesco a capire che sotto di me c'è il pianetto col sasso e quindi corro subito alla mia depressione; incontro Renato B. che sta cercando il punto 10, ma rispondo che lì dovrebbe esserci la 14: infatti, seminascosta nel sottobosco ecco la lanterna; un paio di minuti buttati anche qui!
Mi rifaccio subito con la 15 dove capisco molto bene tutto quel movimento del terreno. Ora trattone lungo finale: guardo per la prima volta l'orologio.... appena passata l'ora, ormai Baccega non lo batto più, ma al microfono di Andrea, in precedenza, aveva dichiarato di aver fatto la scelta dritta in questa tratta...
Se la fatta lui.... per non essere da meno, metto la bussola e via! attraverso senza guardare nulla, tutti i verdi, sentieri e gialli; mi fermo in fondo alla discesa dove c'è un recinto non segnato in carta; lo scavalco e trovo il primo sentiero. Sinceramente non so il punto esatto dove io sia, ma proseguo verso sud; arrivo ad un bivio con una strada, c'è una curva... sì, ora ho solo un dubbio: quale delle due curve sarà? da entrambe partono dei sentierini verso sud-est.... decido di scendere fino al semi aperto, in uno dei due casi non ci potrà essere.
Avevo imboccato quello giusto, infatti perdo qualche secondo per risalire le due curve di livello in eccesso e punzono; ormai sento lo speaker e vedo il prato finale: lunga volata e finish.
Dò un'occhiata al tempo, vado da Andrea S. e gli faccio notare la differenza con la mia previsione.... poco più di un minuto!
Sì, sono davvero soddisfatto, anche se il tempo perso è di circa 5-6 minuti, sono riuscito a domare un tracciato ed una carta che qualche anno fa mi avrebbero sconfitto.
Dopo la spaghettata, ritorno a casa con la consapevolezza di essere diventato un mediocre orientista; mentre stavo pensando alla mia gara, scendendo dalla stradina di S.Giovanni, chi supero? certo, la mia bestia nera stagionale! all'ultimo tentativo sono riuscito a batterlo.... anche se adesso lui inizierà a dire che alla 13 era davanti.....