If you want to translate:

Translate Italian to English Translate Italian to German Translate Italian to French

lunedì 26 marzo 2007

Anni '90

Prima di continuare a riempire il cassetto dei ricordi, devo raccontare un'aneddoto riguardante i miei ricordi cartacei....
Sarà stato per l'entusiasmo, o forse per la metodologia che spesso uso, ma dalla mia prima gara avevo iniziato a rilegare cartina e classifica; avevo riposto il tutto, nei classici libroni con anelli, dividendolo per annate. Purtroppo, un giorno, mio padre fece la classica pulizia annuale della casa e non sapendo che cosa fosse tutta quella cartaccia penso, male, di buttarla (Lui negò sempre di aver buttato quanto sopra...); risultato? le mie cartine dal 1989 al 1996 saranno state riciclate in qualche libro più o meno interessante.
Per questo motivo, mi trovo ora a raccontare fatti che fanno parte della mia memoria e che non possono essere stimolati da vecchi documenti.
Tornando al nostro mondo, volevo raccontare il cambiamento radicale che molte attività hanno subito.
Posso iniziare dalle classifiche: oggi con un semplice clic sul sito FISO, posso vedere punteggi, tempi, split, velocità, ecc..... ma la parola "stenditoio" (vedi foto) dovrebbe ricordare qualcosa ai veterani... era la classifica in dettaglio, dove il cartellino più a sinistra era il vincente, con la speranza che tutti i nuovi aggiunti finissero a destra del proprio! Arrivarono poi le prime stampe, con caratteri stampati ad aghi, ma solo dove c'era qualche ritrovo provvisto di energia elettrica.
Non voglio poi ricordare la difficoltà con cui si ottenevano le classifiche finali, una copia per società, spedita per posta ordinaria; l'alternativa era un foglio di carta e penna per trascrivere l'ordine di arrivo prima che qualcuno passasse a portarsi via l'ultimo foglio esposto.
Angolo iscrizioni: ora con una semplice e-mail tutto viene risolto in fretta.... ma come non ricordare i malintesi telefonici, i fax fantasma e griglie di partenza a sorpresa nella busta di società!
Spit time: l'utilizzo della S.I. card è stato davvero un passo enorme e la morte degli ..... orologi Casio con le memorie! a tutt'oggi ne posseggo ancora uno, con 30 memorie; all'epoca erano di moda perchè era l'unico modo di confrontarsi fra amici.... e magari arrabbiarsi perchè si saltava una lanterna non sapendo quale fosse.
Calendario nazionale: Q.N. = qualificazione nazionale! un circuito di una decina di gare in giro per l'Italia a fare da contorno alla più rinomata Coppa Italia. Non ricordo l'utilità di quel circuito, ma almeno si correvano molte più gare di spicco; sicuramente di MBO e TRAIL-O non c'era traccia ed, anzi, ricordo una gara per cavalieri .....
Lista base questa sconosciuta ..... non ricordo se la prima fosse stata creata nel '93, ma molti impazzivano a capire il quadrato del tempo ecc.... ricordo che mi trovai classificato attorno al 60 posto assoluto e lì capii che c'era qualcosa che non andava...
HA, ovvero la categoria più giovane del lotto 21/34, più o meno vecchia quanto la lista base, inserita ad hoc per far fare un pò di gavetta a chi l'elitè non la meritava.
Bussola a dito, entrata, piano piano, a soppiantare la classica bussola con il filo rosso, ora usata dagli esordienti e dai meno agonisti; potrei anche aggiungere il porta descrizione-punti, anche se non tutti hanno optato per questo cambiamento, anche perchè non è da molto tempo che si stampano le descrizioni singole.
Altro passo avanti è stato fatto nella scenografia dell'arrivo: dalla tenda ove erano seduti i coniugi Aniello, con valigetta cronometrica al seguito, si è passati ai palloni gonfiati, speaker, stampa split, ecc...
Dal lato cartine, la cosa più evidente è stata l'abbassamento della scala, dal 15000 si è passati al, molto più leggibile 10000 e 5000, al miglioramento della stampa comprensiva di tracciati (quanti cerchietti sporcati con il pennarello indelebile..) ed all'uso di materiale idrorepellente.
Corpi militari: beh, col colpo di grazia del 2006, questo ricordo diventa ancora più marcato; c'erano ben 2 staffette (a testa) delle fiamme oro e fiamme gialle a contendersi il titolo italiano, e ricordo pure Andrea C. che correva per i Carabinieri!
Titoli italiani, ora sono davvero aumentate le possibilità di vincerne qualcuno, all'ora si correva solo il "sacro" week-end dei Campionati italiani (ovviamente long e staffetta).
Le 3/5 giorni .... cos'erano? Ricordo che la prima 3 giorni trentina era stata dipinta come un'evento storico (e lo fu per l'Italia), mentre recentemente si è riusciti a sovrapporne 2 contemporaneamente!
Gare internazionali molto più facili da gestire, seguire, organizzare questo sicuramente grazie ad internet con il quale abbiamo migliorato molto sotto l'aspetto mediatico.
Forse avrò dimenticato qualcosa, ma proseguendo nel racconto avrò modo di rimuovere un pò di polvere dal cassetto dei ricordi.

sabato 24 marzo 2007

Tutto ebbe inizio ...

Che potessi essere un predestinato dell'orienteering sarebbe, forse, esagerato, ma che abbia vissuto per più di vent'anni in mezzo a tre cartine è un dato di fatto! ebbene: nonostante ciò, il mio avvicinamento a questo sport non è stato poi così scontato.
Iniziai a sentirne parlare al tempo del liceo (anno '82), dal mio compagno di banco; ricordo che aveva un nome importante (il "pablito" mondiale di calcio) ed ogni lunedì mi raccontava delle sue sfide con i nostri pari età. Mi rimase impresso anche il nome del suo avversario più acerrimo, tale Lorenzo C. (figlio di un'ex presidente FISO) che ebbi l'onore di conoscere anni dopo.
Lasciato il tempo del liceo ed impegnato nella "solita" squadretta di calcio del paese, risentii parlare di lanterne in quel di Bedolpian al tempo del campionato italiano. Ma fu per una coppa Italia al Laghestel che ebbi il colpo di "fulmine"! infatti lì conobbi la famiglia Rampado e, complice una cugina di Elena (almeno così ci disse), rimasi coinvolto mentalmente nel mondo delle bussole e curve di livello.
Purtroppo, forse a causa dell'impegno calcistico, non m'impegnai a cercare la società che m'introducesse in questo mondo e lasciai perdere questo desiderio.
La svolta venne nel 1989, un sabato pomeriggio passai dalle parti dello stadio del ghiaccio di Miola di Pinè e notai dei ragazzini che stavano correndo in mezzo ai prati con le cartine in mano. Fu lì che conobbi Walter D., trascinatore del ramo orienteering del G.S. Costalta, il quale mi spiegò in un'attimo tutto ciò che c'era da sapere quando si prendeva una cartina in mano. Da buon marpione, non mi lasciò molto tempo per riflettere e m'iscrisse il giorno successivo ad una gara esordienti in quel di Fiera di Primiero.
L'esordio avvenne nel marzo del 1989 in una semitappa mattutina di paese.... secondo classificato! replica pomeridiana: stesso risultato di tappa e di classifica finale.
Da buon coach, Walter, ebbe la brillante idea d'iscrivermi in categoria la domenica successiva: Bosco di Tretto! chi ci ha corso sa che non è come il parco di Monza....
La domenica mattina non sapevo cha avrei fatto una gara che non avrei dimenticato per sempre!
Memore della facilità con cui avevo corso nella trasferta primierotta, prenotai il pranzo in un ristorante della zona e mi avviai alla partenza con qualche ora di sonno arretrato (all'epoca andavo ancora in discoteca il sabato sera...). Non feci molto caso alla dicitura: " H21-34 - lunghezza 8000 dislivello 400 (o giù di lì)"......
Pronti, via, fino alla quinta lanterna riuscii a stare nella norma, arrivai alla sei senza cartellino! carico del mio entusiasmo da principiante, ritornai sui miei passi, e lo trovai impigliato su un cespuglio. Continuai, corsi, sbagliai, fino a ... mezzogiorno! ebbene, finii la benzina e ricorderò sempre la scena: chiesetta, prato molto scosceso in fondo al quale c'è la lanterna! Pensai: "se scendo lì non riesco più a tornare su!". Iniziò una crisi di fame, decisi di prendere la strada asfaltata e tornare all'arrivo, sognavo quel pranzo che prenotai il mattino anche se in quel momento ero dall'altra parte della carta. All'improvviso sopraggiunse una vettura, la fermai e chiesi se mi potesse accompagnare al ritrovo.
Andai al mio tavolo e m'ingozzai con tutto ciò che ci potesse stare .... sarà passata un'ora da quando avevo abbandonato la corsa! Ma qui successe la pazzia: chiesi di riportarmi alla chiesetta e continuare! ebbene sì, continuai, ricordo che giù in un vallone mi veniva da vomitare il pranzo, che delle ragazze del mio team mi vennero a cercare, ma alla fine conclusi quella gara durante le premiazioni..... il tempo 4h 45' contro le 3h 30' di Walter e l' ora e 45' del vincitore (Janos). Mi premiarono con una bottiglia di vino ma dopo quella gara nessun'altra esperienza mi avrebbe fatto più paura.
TO BE CONTINUED.....

domenica 18 marzo 2007

Rovio

Era da parecchio tempo che non andavo a correre una gara di TMO; convinto dal "solito" Stegal67, decido di saltare Pavone per provare la trasferta svizzera.... ho bisogno di fare salite ripide e il Ticino è il posto ideale. Opto per la M40, forse perchè stò invecchiando o forse perchè il buon Stefano vuole lanciarmi la sfida.
Al ritrovo incontro parecchie facce conosciute, lombarde e non, l'arrivo è in un comodo campo da calcio tutto in discesa. Pago la mia iscrizione al cambio "orientistico" di 13 franchi = 10 euro.
La partenza dista 45 minuti al passo, ma non dev'essere un passo atletico: in 15/20 minuti si è già in zona riscaldamento. Tra coloro che aspettano il via, ci sono le atlete della nazionale svizzera; si riconoscono perchè sono le uniche che saltellano sul pianetto.
Alle 10.56 si parte! subito vado sulla strada e scendo verso la prima lanterna; devo decidere dove scendere.... improvvisamente vedo la scarpata sottostante e la individuo sulla carta: è un'ottimo punto d'attacco; infatti trovo la piazzola, il sasso con la lanterna donne elite, e sotto il mio punto. Bene, abbiamo iniziato nella maniera giusta, continuamo così! Salgo in direzione fino in cima alla collina, scendo nel vallone prendo l'altezza della sorgente e proseguo in costa; mi fermo qualche metro prima della lanterna a controllare se abbia commesso errori, ma poi la sagoma di un'orientista m'indica il punto esatto.
Successiva salita ripida, passo per il giallo con recinto, poi salgo al sentierino; arrivo alla buca con lanterna ed entro in costa..... penso di vederla di lì a poco, appena fuori dal verde, invece nulla! noto il leggerissimo naso della costa ed allora mi fermo; vorrei capire se il verdino è terminato ma i pungitopo si sono sparpagliati non lasciando capire dove finisca la linea retta. Studio sulla carta ciò che posso aver sbagliato, eppure non può essere lontana. Vedo avvicinarsi una ragazza bionda, probabilmente una nazionale svizzera, anche lei mi sembra incerta, lei va nella zona in cui mi sono fermato, io mi alzo ed incontro un signore supermaster che mi chiede se ho visto la 72! rispondo che è la 92, ma lui mi risponde che la 92 è 10 metri indietro! arrabbiatura momentanea e corro a punzonare; incontro alla lanterna la biondina...
avrò perso 3 minuti! per il punto successivo bisogna salire ma ci sono più opzioni: scelgo l'aggiramento a sinistra della collina arrivo facile sulla lanterna. Le due lanterne successive sono veloci, ma rimpiango un pò di non aver portato la bussola; vado a occhio e comunque arrivo abbastanza celermente. La settima scelta è semplice: costa, alzandomi 10 metri.
La otto è distante, quindi decido di scollinare vicino alla lanterna 4 per poi prendere la strada; invece ad un certo punto cambio direzione e faccio il giro del dosso ripassando dalla 3 (che trovo subito!) finchè arrivo alla strada; lì, parto dalla svolta a destra ed entro sulla curva di livello giusta per trovarla. La successiva scelta viene dettata dal terreno scosceso: scendo al muretto, cerco la strada e proseguo fino alla fine del recinto; lì scendo cautamente fino al sasso giusto. Le tre lanterne che seguono sono tutte su strada e sentieri, ma bisogna stare attenti, tra le case, alle viette strette. Superato l'ostacolo paese, si sale perpendicolarmente il pendio per arrivare ad una facile lanterna.
Subito via, verso il recinto, sentiero, casa con giardino e costa fino alla roccia; vedo una lanterna ma non me ne curo, proseguo verso la roccia isolata. Ad un certo punto mi fermo a controllare e prendo come riferimento la roccia con la lanterna non punzonata, osservo e la vedo dentro un cerchietto con scritto 14! caspita: ho saltato una lanterna, stavo andando alla 15! Ritorno, sbigottito da questa leggerezza, alla lanterna giusta ; avrò perso almeno un minuto e mezzo. Riprendo la strada verso la quindici.... la raggiungo facilmente anche se non mi convince molto la roccia che c'è appena sopra.... non la vedo in carta! Scendo verso la 16 attento a non sbagliare, e corsa convinta verso la 100 ed arrivo.
Arrivo sudatissimo, convinto di aver fatto una bella gara, ma con quei due errori a macchiare una mattinata divertente.
Nel dopogara mi godo l'arrivo dei nazionali svizzeri di oggi e ieri (Thomas B.); noto la prova davvero dignitosa del Madda e di Hiltebrand di fronte ai giovani leoni rossocrociati.
Premiazioni e poi un salto in riva al lago di Lugano.
In conclusione, bella gara su una cartina che, a dispetto del nome, di verde 3 aveva solo i pungitopo. CLASSIFICA , SPLIT

sabato 17 marzo 2007

Parco delle cave & Ivrea

Sabato scorso, alla conclusione del circuito brianzolo di corsa campestre, pensavo di dover passare i successivi giorni prefestivi girovagando per qualche centro commerciale o distrazioni simili. Invece, anzichè lasciare, ho raddoppiato!
Di buon mattino, grazie alla bella giornata, mi sono recato con Mary al parco delle cave di Milano, luogo mai frequentato dal sottoscritto. In un primo momento non pensavo nemmeno di correre, ma solo di dare una mano al factotum Stegal67. Al mio arrivo rimanevo sbigottito da questa scena: un paio di bambini, con cartellino, di circa 7-8 anni (solo all'estero mi era capitato di vederne!) e all'ultima lanterna una coppia di anziani, di cui non saprei dare l'età (70 anni?), che terminano il giro lungo! Vuoi vedere che qualcosa si stà muovendo? Scambio quattro chiacchiere con i compagni di club, ormai consolidati nei propri ruoli, Piero e Roby con il Refa al gazebo, il Brambi e Lombardi allo start, Steve e Maria Adele a tirare nastri e deviare coloro che sono titubanti e, non ultimi, Davide e Paola diventati, ormai, come i rimpianti cogniugi Aniello.
Dò un'occhiata al parco e questo m'invoglia a visitarlo: quale altra buona scusa mi serve per sfidare il tracciato? Mi accordo con Mary, lei davanti a fare da locomotiva e io dietro a vedere cosa combina! lasciando perdere il successivo lato agonistico, ne ho approffitato per dare uno sguardo in giro..... molti ragazzi e bambini nei prati, pescatori assiepati sulle sponde dei laghetti (non so che pesci possano uscire da lì), improvvisi cambi di vegetazione degni delle peggiori cartine lombarde, strade cementate, sterrate e sentieri tipici dei boschetti cittadini.
Alla fine ci siamo fatti una bella corsetta, non so nemmeno quanto sia durata, ma rimane in mente l'immagine festosa di tanti giovincelli che almeno una volta nella vita potranno raccontare qualcosa d'orienteering. Rapido saluto a tutti, pure al Dipa alias Caputo, reduce dai fasti della sera prima e direzione Ivrea.
Non ero mai stato in questa cittadina piemontese, sono stato a Pavone 2-3 volte ma sono sempre scappato via di corsa. Era l'occasione per visitarla e meglio di una corsa nel centro storico cosa ci poteva essere?
Dalle griglie penso che la partecipazione sia scarsa, è normale in un sabato pomeriggio..... invece un pò alla volta un nugolo di ragazzini e boy scout inizia ad invadere il parcheggio e l'oratorio S.Giuseppe. Saluto il mio avversario principe, "Bruno Andrea" parliamo un pò di tutto mentre ci avviciniamo alla partenza. Lo start è in piazza centrale; la difficoltà principale è quella di capire in che casella si dovrà punzonare, avendo a disposizione solo il codice lanterna. Alle 15 partiamo in 8 (dovremmo essere una specie di elitè) ma non penso minimamente al risultato; sono venuto qui per farmi un giro e fare una corsetta.
Al via vedo scattare i miei "avversari" tutti verso est; cavolo, sono dei mostri, io non ho ancora capito dove sia la partenza! infatti ho piegato la carta a metà e l'ho girata dalla parte sbagliata! sono convinto di essere in una piazza e scendo verso sud.... capisco subito che le cose non quadrano; riapro la cartina e finalmente inizio ad immagazzinare dati certi.Dò una rapida occhiata e decido già il giro.... inizio dalla 22, 21, 29 (dove incrocio Martinetto senior), 20, 28, mi accorgo che gli altri hanno fatto un giro diverso... meglio, così non ho problemi di coda al punzone, cosa tipica delle score con partenza in massa. Dopo la 28 punto alla 27, ma a metà strada cambio idea e scendo prima alla 23; dopo la 27 arrivo alla 26 che però è un pò nascosta essendo posata in cima ad una scalinata non perfettamente visibile. Mi butto facile sulla 38, mentre la 31 mi costa parecchio! penso almeno 1 minuto. Infatti, non noto subito l'incrocio ed arrivo nella strada sottostante; ripiego velocemente e corro a punzonare disturbato da un piccolo cagnolino che si diverte a tagliarmi la strada rischiando la vita! eluso l'aspirante suicida, ripercorro la strada verso la 33. Successiva salita e giungo in ....... pronto soccorso! infatti la 32 è posata appena lontana dall'entrata del nosocomio. Sono in cima al dosso ed ora c'è solo da scendere, verso la 34, la 36 dal lato fiume, ritorno sul vialone e la 35 è lì! sì, ma dove? giro come una trottola in 10 mq. alla ricerca dell'albero isolato giusto, ma è proprio nascosta bene.... maledetti ragazzi, lo sapete che la prima regola è quella di non nascondere il telo! Si continua, 25, 37, vado verso la 24 ma, non vedo giardini..... anzi sprofondo sotto terra! non mi dire che vado a finire in qualche garage..... seguo un pò titubante un corridoio semiscuro finchè torno alla luce nel piazzale giusto della 24.
A questo punto dò un'occhiata al cartellino e vedo che ne mancano 2: il conto torna! stò attento a non sbagliare gli incroci e faccio una tirata direzione 30 e poi 100.
Una bella sudata, fa caldo, ma non sono nemmeno tanto stanco perchè non ho mai tirato al massimo (e forse ho fatto bene). Controllo il tempo finale (21') e vedo che sono secondo dietro al pronosticato Andrea (19'50"). Aspetto l'arrivo di Mary e ci facciamo un giretto in attesa delle premiazioni.
A proposito di premiazioni: in Lombardia si discute sui premi e la loro utilità! In casa Curzio sono davvero dei "grandi".... premi a tutti, e con un meccanismo meritocratico: il primo sceglie il regalo che vuole e, a ruota, tutti gli altri ritirano quanto è rimasto.
In conclusione, è stata una giornata piena di orienteering e di ragazzi entusiasmi di correre con una cartina.

domenica 11 marzo 2007

Menaggio

Di scena la terza tranche del trittico Trofeo Lombardia e, potrei dire, nuovo tipo di allenamento.... le ripetute in salita! Infatti, dopo il long tecnico di Carrega ed il long veloce di Taino, oggi il mio fisico ha testato la salita e la discesa ripida. Sapevo che la cartina ed il tipo di gara mi erano più favoreli rispetto alle prime due uscite e che la campestre del giorno prima mi aveva dato buone sensazioni.
Giornata soleggiata, non calda, trasferimento in pulman parcheggio - partenza; leggo in fretta l'articolo del Dipa sul lantenino..... quanti ricordi! grazie Ale.
Innanzitutto mi concentravo sulla partenza, poichè nelle prime due gare ero partito troppo veloce e avevo rovinato la mia prestazione; parto allo stesso minuto del Madda.... grande onore e stimolo. La prima tratta sembra semplice, seguire il filo della luce e cercare sulla sinistra; purtroppo, come di consuetudine, il terreno sotto il filo elettrico è pieno di rovi e piante spinose. Non resta che salire nel bosco pulito di destra parallelamente al predetto filo e cautamente controllo il terreno finchè arrivo in zona punto; partenza lenta ma sicura. Vicino al punto 2 noto subito il giallo lì vicino; la difficoltà stà solo nel raggiungerlo in fretta..... raggiungo subito il sentiero che costeggia il muretto ed ad un certo punto attraverso il recinto di pietra buttandomi sul prato: tutto OK. La lanterna successiva si trova poco distante dalla strada che scende dalla collina, quindi tratta da dividere in 2 parti; scendo subito lungo il pendio e raggiunta la strada entro in costa fino alla fontanella. Lì, vedo una tuta degli AAA Genova, spero sia Carbone, partito 6 minuti prima, ma invece è Gallo. Il punto 4 è semplice: trasferimento su sentiero, rampa di 30 metri ed arrivo in zona punto. Nel tratto successivo scelgo di andare ad azimut, ma la vegetazione me lo impedisce.... allora mi getto verso il sentiero, arrivo sopra gli avvallamenti ma non vedo subito la lanterna; vado un pò lungo ma capisco che dev'essere lì! perdo circa 15 secondi. E' un campanello d'allarme: infatti salendo ancora, per la lanterna 6, la lucidità inizia a mancare; incrocio il primo, il secondo sentiero, trovo un muretto e lo seguo, arrivo all'incrocio dei muretti ... penso di trovare la lanterna, invece.... nulla. Un pò sorpreso, cerco di capire il motivo, vedo il prato e capisco dopo un pò che mi sono spostato sulla sinistra! quel muretto non era il mio. Vabbè, corro lungo il prato in direzione del punto ed arrivato in zona punto vedo Martina che mi indica dov'è la lanterna. Peccato avrò perso un paio di minuti stupidamente! Mi concentro subito per non sbagliare ancora: raggiungo il sentiero che sale, arrivo vicino alla casa e seguo la costa aiutandomi con i muretti; non sono veloce ma penso solo a non sbagliare ancora. La lanterna 8 mi mette un tarlo in testa: scendere nel prato e seguire il sentiero fin sotto il punto o andare in costa? Sulla carta scelgo la prima opzione, ma alzati gli occhi e vista la vegetazione cambio idea. Corro in costa, controllo la carta, raggiungo una radice con lanterna, e trovo il sentiero che viene su dal prato; mi fermo prima del bivio e la vedo su, molto in alto! Mi faccio forza perchè capisco che sarà l'ultima salita. Scendo nuovamente sul sentiero, supero i fili della luce ma .... c'è qualcosa che non va! il sentiero non mi convince.... controllo bene la carta e vedo che ho preso il sentiero alto! mi butto giù in direzione, trovo un sasso in mezzo ad un piano e lo individuo sulla carta; ok, ci sono. Punzono e poi via, un pò a casaccio verso la 10, so che devo trovare una strada; mi trovo un pò spostato a sinistra ma va bene lo stesso..... arrivo all'acquedotto, filo della luce, e oplà ... eccola la; peccato che l'uscita sbagliata mi sia costata quasi un minuto senza accorgemene! la 11 è subito memorizzata: destra sulla prima collina e sinistra sulla seconda: ottimo. Lanterna successiva senza difficoltà, basta arrivare sulla strada in fretta.... facile. Mi accorgo che ormai è quasi fatta! scendo con cautela verso la 13, giunto sulla strada controllo di essere in rotta e vedo che sono perfetto.... via di corsa in costa e dietro il muretto c'è il telo bicolore. La 100 è in mezzo al prato sotto il filo della luce singolo, nessun problema. Anche per oggi è fatta.
Parlo con Carbone, appena arrivato, mi dice di non essere molto soddisfatto..... replico che neppure io lo sono e che avrei potuto fare almeno 3/4 minuti meglio. Poi scendendo verso il ritrovo divaghiamo sulle corse campestri ed altri discorsi che ci fanno dimenticare in fretta la fatica appena fatta.
In conclusione, devo dire che ho confermato di essere portato per le middle: nonostante la salita e gli errori, il mio tempo non è stato malvagio. La cartina è un pò particolare, non è facile distingere le roccie dalle case: entrambe sono segnate con i rettangoli neri! Almeno ho dovuto leggere la carta per 40 minuti, cosa che non mi è riuscita la domenica prima.
Un pensiero per Mary: ha perso molto ad entrare in carta la sua prima tratta era davvero difficile, tanto che una scelta molto probabile, era quella di tornare indietro sul sentiero che portava alla partenza! nel resto del tracciato ha ritrovato sicurezza e qualche compagna di viaggio non proprio gradita!

domenica 4 marzo 2007

Taino

"Se il buongiorno si vede dal mattino ...." è un vecchio detto che si addice alla gara odierna. Infatti, già dalle prime luci, le notizie negative si sono accumulate in modo tale che considero la mia prestazione la conseguenza di una giornata nata sotto cattivi auspici (eclisse di luna?). Prima brutta nota la rinuncia di Mary a correre; infatti il dolore alla schiena, che non le aveva permesso di correre la campestre brianzola del pomeriggio prima, non era sparito; quindi, dopo molto tempo, domenica da spettatrice. Vabbè, esco di casa ed il tempo mi mette di cattivo umore: già alle 7.30 fa caldo..... chissà come soffrirò oggi! Arrivo a Taino prendo la descrizione punti e .... caspita solo 14 punti in più di 10 kmsf.! Questo vuol dire trattoni interminabili e poca lettura di carta; la MA addirittura peggio! Se poi aggiungo che il tracciatore è alla prima esperienza..... speriamo bene.
Trovo, dopo molto tempo, il ticinese Roby che mi racconta della sua trasferta portoghese, dei programmi estivi e di vecchi ricordi. Saluto la famiglia Anuchkin e qualche altra vecchia conoscenza. Chiedo a Dario che fine abbiano fatto Marzari e Parmigiani quando.... ecco il "nostro" Marzi con la fidanzata!
E' ora di andare in partenza, mi porto la borraccia con l'acqua e corricchiando con Daniele arrivo su allo start. Dò un'occhiata alla cartina, purtroppo è un 15.000 e questo non mi piace.
Via, subito alla svedese, giù per un sentiero a destra.... giù, giù, ma dove? sono partito senza avere la testa in carta.... inizio a rallentare, trovo un bivio e mi convinco di essere in un punto. Attraverso una zona di verde prendo una strada che scende ma ancora non mi trovo; ed ora? decido di scendere fino in fondo! arrivo ad un prato, quindi a bordo carta; finalmente penso di aver capito dove sono. Inizio a risalire su una strada ma ..... ancora non ci siamo. Cavolo, sono appena partito e già sono perso! ritorno al prato e decido di capire veramente dove sono. Dopo aver controllato un pò, riesco a tornare in carta. Mi è passata la voglia, non posso partire così senza testa..... poi penso al mio blog, cosa scriverò di questa gara, cosa raccontare alle mie fans (almeno una ne ho....)? mm... combattuto nei miei sentimenti mi avvicino alla lanterna che trovo agilmente (ora); dietro di me arriva Hosmer che mi vede punzonare e mi chiede dove siamo .... ma come? guarda che questa è la nostra! Lui è partito 5 minuti dopo.... penso di averne perso solo cinque, invece arriva anche Di Stefano..... allora sono 10 i minuti di black out.
Demotivato, mi avvio verso la 2, faccio una scelta tutta mia e lascio loro due alla loro: chi arriva prima? ovvio, io. A parte la battuta, riparto per la lanterna successiva ancora per la mia strada scendo nei valloni forse un pò presto ma arrivo ancora con loro due. Lì finisce la mia gara: vedo un'assurdo trasferimento su sentiero per la 4 e 5 e lì loro corrono via.... fa niente, sono demotivato, fa caldo, uso la borraccia ma.... sorpresa: la carta si spappola! ma come: ma nessuno ha pensato che uno può anche sudare? Durante il trasferimento verso la 6 punto al traguardo: ne ho abbastanza! arrivo davvero vicino al ritiro, immerso nei miei pensieri ..... poi ? boh! scatta qualcosa che mi convince di andarci a quella sei tanto posso ritirami dopo la 8. Ed allora decido di riguardare la carta, passo vicino alla 13 e mi avvicino alla zona punto sfruttando i numerosi sentieri; arrivo al ristoro (bottigliette sparse per terra), non mi fermo, faccio azimut cerco la collinetta col sentiero e seguendolo arrivo alla buca.
Per la lanterna successiva non vedo alternative: solo sentiero e se si vuole, tagliare in salita. La seguente non presenta grosse difficoltà: scollinare o girare sul sentiero... vedo Grassi senior, scambio una battuta veloce sul tracciato, rinfrancato dalla sua risposta vado a punzonare in tranquillità. Ora dovrei ritirami, ma ormai mi è passata la rabbia iniziale e decido di finire l'allenamento fisico. Corro in costa fino a raggiungere un sentiero parallelo alla linea rossa, dove incrocio Di Stefano, arrivo in zona punto e .... ahimè la cartina è rovinata proprio sul punto 9 e 10. Guardo la descrizione punti ed ad intuito cerco dove possano essere le buche; un pò titubante avanzo nel bosco e trovo i 2 punti misteriosi. Ad andare alla 11 finalmente un punto tecnico: anche se è in salita almeno non ci vado con un sentiero! Punto alla successiva, non voglio andare a prendere il sentiero che passa sopra... voglio andare in costa... purtroppo vengo fermato da un sentiero perpendicolare che non trovo sulla carta e la cosa mi lascia perplesso.... allora decido di andare lungo fino alla macchia verde; passo sopra il punto di circa 1o metri, arrivo fino al verde e trovato il sentiero diventa tutto facile. Le successive 2 lanterne non presentano problemi se non causati dalla vegetazione. Arrivo con Mary che mi aspetta alla 100 .... capisce subito che non è giornata....
In conclusione, l'unica cosa che mi è rimasta, è l'ora e mezzo di fatica con la convinzione che una decina di lanterne in più avrebbero reso divertente una gara che, invece, si è sviluppata su lunghi trasferimenti la cui difficoltà era quella di non sbagliare bivio. Ho dato una sbirciata ai percorsi di altre categorie e mi è venuto in mente un'altro detto datato: "mal comune mezzo gaudio".