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domenica 29 aprile 2007

Cademario

Seconda puntata stagionale in terra elvetica, sia per ritestare le cartine ticinesi, sia per andarmene dai primi caldi insopportabili della città.
Sveglia alle 05.30, non per il viaggio, bensì per seguire sul pc la mitica 10mila; in particolare ero curioso di seguire i ragazzi italiani impegnati in 2 squadre e curiosare fra i grandi nomi dell'orientamento mondiale. Ebbene, è stata una bella emozione vedere Emiliano C. portare IFK Bombarda fino al 45° posto parziale; ho poi scrutato, per un , la TV dove provenivano immagini davvero uniche per l'Italia.... chissà quando potremo vederle anche qui.
Immerso da questo susseguirsi di risultati, malinconicamente staccavo la linea per recarmi al ritrovo svizzero; lì, trovavo Checco G. che mi confortava sul fatto che, anche lui, si era goduto il grande evento svedese.
Solita giornata calda, ormai una costante di questo periodo, ritrovo in una scuola piuttosto ampia e subito in partenza visto l'orario (minuto 13).
Il bosco è bello, abbastanza pulito e non eccessivamente ripido; dalla descrizione punti ho una buona notizia: 20 punti!
Non ho idea su che tattica adoperare, mi regolerò in base alle sensazioni; non ho portato la borraccia .... voglio abituarmi a leggere sotto pressione.
Partenza! svedese a 50 metri su un'incrocio, colpo d'occhio e capisco subito qual'è la traccia buona: discesa, poi sinistra fino al giallo poi giù di fianco all'avvallamento. Sembra tutto ok, ma in zona punto non capisco cosa devo cercare, un'oggetto nero..... mah! mi dirigo al centro del cerchio e casualmente vedo la lanterna dietro una radice. Ok, ho capito cos'è la X nera!
La tratta successiva è una costa con dei sentieri che aiutano a percorrerla; in zona punto c'è un capanno che non è segnato, la cosa mi rallenta un pochino ma poi, complici altri orientisti vedo la lanterna.
Terzo controllo senza problemi prendendolo dalla strada; anche il seguente non è difficile seguendo la canaletta....
Dal punto 5 iniziano le difficoltà: taglio ad azimut, trovo l'incrocio, vado a nord ma non vedo il sentiero da cui iniziare la discesa; appena dopo la collinetta decido di scendere, so di essere a sinistra ma non so quanto. Inizialmente avevo deciso di scendere al sentiero e poi salire all'avvallamento, poi capisco bene la mia posizione ed arrivo al punto dalla costa. Una trentina di secondi andati per indecisione.
Capendo la mia situazione (sto iniziando a sudare e sono un sopra ritmo), avanzo più cautamente verso la sesta lanterna; tutto sembra essere giusto ed infatti arrivo ad un telo bianco-arancio con codice 89. Caspita! ma io ho il 68! inizio ad innervosirmi pensando ad un errore, vado verso la strada sottostante e risalgo il pendio .... ma come? ancora questa lanterna? ricontrollo il codice e ..... lasciamo perdere, non mi era mai capitato di leggere il codice rovesciato! almeno 2 minuti persi ....
Decido di continuare più lentamente, probabilmente ho tirato troppo e sono andato in tilt.
Purtroppo i guai non erano finiti: arrivo bene in zona punto, arrivo in un piano apparentemente bianco e vedo una radice; bene allora è il sasso sarà appena sotto. Giro un , ritorno alla radice, scendo un'altra volta, niente! sono un demotivato tre lanterne consecutive sbagliate..... decido di salire sopra la radice e... trovo il sasso! In pratica sotto il masso c'era un'altra radice.
A questo punto sono in una situazione abbastanza deprimente: neanchè metà gara e già oltre 7 minuti persi. Fa niente, continuerò cercando di forzare in modo d'abituarmi a correre sopra ritmo.
Il punto otto lo trovo facile essendomi raffreddato.... il successivo faccio un'azimut e mi butto giù dandomi il sentiero come stop. Trovo la traccia e vedo che sono un a sinistra, scendo ancora e faccio un pezzo di costa fino al check. Potevo far meglio ma non ho badato alla sicurezza.
Dieci ed undici sono formalità, mentre ora c'è il trattone. Sembra complicato, invece seguendo sentieri e prati non trovo particolari difficoltà.
Le tre punzonature successive presentano difficoltà superabili seguendo le curve di livello; nessun problema!
Secondo tratto lungo: all'inizio decido di andare sul giallo e seguirlo, per questo scendo male dal costone; poi decido di seguire il sentiero ed attraversare il torrente nei pressi della casa nel giallo. Lì, quando sto per costeggiare i prati, decido all'ultimo momento di seguire il sentiero che va nel bosco; non male, infatti arrivo sopra al punto e scendo al sasso, anche se non perfettamente.
Il punto diciassette si raggiunge solo facendo rafting... quello dopo costeggiando i prati fino ad naso ben visibile. Anche gli ultimi due punti non presentano difficoltà avendo la strada di fianco.
E' finita, arrivo abbastanza disidratato, incapace di capire come sia andata; sono contento anche se ho l'amaro in bocca, per quelle 2-3 lanterne centrali di cui non posso nemmeno avere grossi rimpianti (lettura errata del codice e radice non segnata).
Dopo la lunga passeggiata per tornare al ritrovo, incontro Mary che finalmente trovo soddisfatta della sua gara; non sarà tanto per il tempo impiegato, quanto per essere riuscita ad interpretare nel modo giusto gli insegnamenti ricevuti. Sono contento anche per lei che pensava di non essere portata per questo sport.
Si ritorna a casa comunque soddisfatti della bella trasferta. Martedì c'è Busalla, carta e terreno che non amo, ma tant'è, di meglio non c'è.

venerdì 27 aprile 2007

Punti di vista ...

Tornando dall'appennino emiliano, dibattevo con Mary su alcuni aspetti orientistici.
Ad un certo punto le proponevo due domande "Marzulliane", apparentemente banali, che però nascondevano, nella risposta, il lato agonistico dell'antagonista; avrei voluto fare un sondaggio, ma non avendo un seguito sufficientemente numeroso lascio ad altri ori-blogger più famosi dello scrivente tale facoltà.
Premetto che non ho pregiudizi contro eventuali commenti, in quanto, la risposta è talmente personale che verrebbe rispettata poichè ognuno di noi ha caratteri e mentalità diverse.
Tutto questo preambolo per rispondere a quanto segue:
- Preferite iscrivervi in una categoria migliore sapendo che non potrete arrivare sul podio oppure scegliete di correre in una meno blasonata ma dove siete il/la favorito/a?
- Preferite correre una bella gara, senza errori, contenti del vostro percorso e poi scoprire che siete a metà classifica oppure arrivare al traguardo "incavolati" a causa degli errori, rabbiosi per aver buttato via una gara, ma poi leggere le classifiche e scoprire che avete vinto?
Penso che, per qualche secondo, ognuno di voi ci penserà poi chi vorrà dire il proprio pensiero sarà benaccetto.

mercoledì 25 aprile 2007

Zocca

L'assenza, per motivi lavorativi, alla multi day in terra tedesca, mi ha costretto ad organizzare, in fretta e furia, un trittico di gare in preparazione delle importanti manifestazioni di maggio.
Il primo impegno era quello in terra modenese, in una località collinare (750 metri) in apparente zona turistica.
Partiamo il martedì pomeriggio, senza problemi di traffico ed arriviamo a Zocca in serata alla ricerca di un posto da pernottare. Durante la passeggiata nella via centrale, incontriamo i coniugi Gozzer che cercano disperatamente la zona ritrovo; l'antico ospitaletto (zona menzionata nel volantino) sembra essere una casa fantasma.
Contattiamo i 3 hotel presenti in paese, ma due sono chiusi ed uno è già pieno; fortunatamente troviamo un bed&breakfast poco lontano, gestito da due signori anziani molto disponibili a farci pernottare nella loro struttura, ex fienile. Serata davanti al televisore a seguire la champion's league; dormita tranquilla e colazione molto abbondante con chiacchierata di commiato.
Raggiungiamo la zona di partenza, solito sole caldo ma arietta fresca che m'inganna non facendomi prendere la borraccia. Noto, in segreteria, una serie di schermi di pc che serviranno a visualizzare, in tempo reale, la classifica di ogni categoria. Bell'esperimento!
Vado in partenza con Mary e già correndo capisco che ho sbagliato a non bagnarmi; purtroppo allo start non ci sono fontane.
Si parte dal "famoso" vecchio ospedale, la carta presenta un dosso centrale bianco circondato da grandi prati.
Non essendo una data programmata, decido una tattica di gara diversa dalle ultime prestazioni: anzichè gareggiare con il passo sicuro, cercherò di forzare la velocità e di resistere al caldo che farà.
Il primo tratto è molto semplice: seguire un sentiero ed entrare nel bosco controllando alcuni particolari presenti sulla tratta. Tutto ok, dopo l'entrata in carta del primo tratto, si presenta un secondo check più tecnico; infatti non ci sono linee di conduzione nette che portino in zona punto e quindi bisogna correre in costa fino a raggiungere il sentiero che arriva sotto la lanterna. Trovo la roccia giusta, anche se ho la sensazione che non sia perfettamente allineata con la direzione del sentiero....
La rotta successiva passa per un sentiero che arriva a delle case, l'unico problema è che c'è una recinzione a bordo prato che non permette la scelta fatta sulla carta.
Successivo angolo acuto che riporta verso la cima del colle, opto per la scelta meno banale cioè risalire l'avvallamento ed arrivare al punto dal basso.
Punto 5, primo errore: corro verso il primo sentiero, scendo alla ricerca del sentiero che passa sopra il cerchio rosso.... arrivo al sentiero, corro, ma mi accorgo che c'è qualcosa che non va. Mi fermo, controllo e dopo un pò di tempo capisco che sono sceso al sentiero basso (non capisco come possa essere sceso 25 metri); allora vado alla collina con la roccia e riprendo la giusta direzione. Avrò perso 2-3 minuti!
Le successive due lanterne non offrono difficoltà particolari, l'ottava potrebbe essere pericolosa avendo solo un punto d'arresto centrale; capisco il tranello e l'affronto ottimamente.
Lanterna 9, secondo errore: qui ho poco da rimproverarmi. Decido di fare una "tirata" fino alla collina posta oltre l'avvallamento, arrivo in zona e trovo il sentiero che avevo memorizzato come stop; lo percorro, arrivo in fondo e sorpresa...... gira a destra e non a sinistra! ma come? la cosa mi lascia perplesso.... capisco che qualcosa è cambiato in realtà, ma cosa? decido di affidarmi alle curve di livello ed oltrepasso il sentiero; in lontananza vedo gli oggetti particolari e capisco che il sentiero trovato in precedenza è fittizio.... peccato! altri 2-3 minuti andati!
Deluso dall'errore, non trovo la motivazione per puntare alla 10 andando ad azimut, decido di utilizzare la rimanente parte di gara per correre veloce sul sentiero; infatti costeggio il colle e raggiungo il sentiero che arriva, dopo un largo giro, in zona lanterna. Scelta banale, ma in quel momento non mi andava di seguire la linea rossa.
I punti 11 e 12 non presentavano difficoltà tecniche e forse nemmeno la 13 se non fosse altro che il bianco in realtà era un giallo con dei castagni distanti 10-15 metri appena "tosati". Questo cambiamento finale ha messo in difficoltà più di una persona, compreso lo scrivente, il quale, ha deciso di saltarlo dopo aver esplorato la zona verde sottostante.
Nonostante quest'ultimo inconveniente, la gara non è stata male, tenendo conto dei problemi legati alla cartina che andrebbe aggiornata; personalmente avrei evitato di mettere i punti 9 e 13 in quanto la zona punto non corrispondeva fedelmente.
Per i curiosi, visto che apparirò con un PM, il mio tempo è stato di circa 43 minuti e considerati gli errori posso considerarmi in un buon stato di forma fisica.
Mary, dopo la lezione di Tesserete, non ha potuto applicare quanto appreso, in quanto il suo percorso non presentava scelte che si adattassero a quella lezione.... comunque quel tipo di vegetazione non riesce a digerirlo!
Ritorno tranquillo senza traffico con una cartina in più d'archiviare.

sabato 21 aprile 2007

Ori - Team story

Facendo seguito ad un mio precedente post, mi sono mosso verso persone più inflenti in seno alla FISO per cercare di organizzare il lavoro di ricerca di vecchi documenti, classifiche, mappe, ecc...
Le prospettive sembrano essere buone, per il momento mi limiterò ad inserire i link delle società che hanno scritto qualcosa del loro passato. Spero che qualcuno mi segnali qualche indirizzo buono da aggiungere a quelli che riuscirò a trovare.

mercoledì 18 aprile 2007

Adolescenti...

In attesa degli split di domenica scorsa (mah!), stavo pensando ad una civile discussione avvenuta in quel di Prato circa il movimento giovanile orientistico.
Tutto è nato dalle considerazioni post Monte Stella e dal fatto che la nostra società sportiva fosse al terzo posto, provvisorio, fra i veterani in Coppa Italia.
Ci si chiedeva come poter inglobare così tanti ragazzini ed indirizzarli nel circuito nazionale/regionale.
Da lì, nella mia testa, sono venuti a galla i soliti ricordi (ne ho fatto diventare un post!) e quindi, il raffronto con le mie origini sportive è tornato d'attualità.
Il primo appunto che è stato mosso è stato: "... nelle province autonome i contributi ed i soldi sono maggiori ...."; ripensando al G.S. Costalta, ricordo che il denaro del Comune era davvero molto limitato, mentre i contributi arrivavano dalle Casse Rurali che per statuto destinano parecchi soldi alle attività ludico-culturali. Il controsenso è che a Milano ci sono banche che sono 100 volte più grandi di quella della "mia" Baselga, ma nessuna è interessata a dare denaro ad un gruppo di ragazzi di uno sconosciuto sport. Magari meglio darli al settore giovanile di qualche squadra di calcio!
Altro punto dolente: " ...... i genitori di paese sono diversi da quelli di città ....."; qui sono d'accordo, nel senso che non penso siano stupidi gli uni o gli altri, ma bensì che le mentalità siano davvero diverse. Ricordo che i genitori dei ragazzi pinetani a malapena sapevano cosa fosse l'orienteering e comunque non erano impressionati dal fatto che i figli andassero a correre in un bosco; non credo che non gliene importasse nulla dei propri pargoli, bensì erano propensi ad accettare il rischio che magari tornassero con qualche graffio. In città ho trovato genitori che sono al limite del ridicolo: "... oddio, mio figlio da solo in un bosco, dove vado a cercarlo se si perde, .... poverino stà sudando, stà facendo fatica...." e tanta premura, con la quale non si rendono conto di danneggiare lo sviluppo psichico del ragazzo/a. L'esempio più ecclattante lo prendo sempre dal calcio: al "millepini" di Bedolpian, mai ho visto mio padre a vedermi giocare (aveva ben altro a cui pensare...) ed erano davvero pochi i genitori che assistevano alle partite dei ragazzi; a Milano mi è capitato di assistere a delle partite giovanili, ebbene i peggiori erano i genitori! ho sentito frasi "... spaccagli le gambe...." o bestemmie nei confronti di avversari ed arbitro..... come si può poi pretendere che la gioventù d'oggi cresca in modo genuino?
Un'altro fattore determinante è, secondo me, l'habitat in cui si vive. Sull'altipiano organizzare allenamenti in carta, sedute tecniche, o semplici corse era davvero facile. In dieci minuti ci si trovava in piazza ed in un'attimo si decideva dove e cosa fare.... Il gruppo di adolescenti era poi molto unito in quanto frequentatori delle stesse scuole, bar, compagnie .... l'unico elemento di dissidio era la rivalità amorosa classica di quell'età.
Per attraversare la metropoli milanese ci vuole più di un'ora, magari solo per correre assieme, se poi si volesse andare in carta beh, sarebbe come organizzare una gara vera e propria. Diventerebbe davvero difficile far confluire dei ragazzi in qualche località fuori mano, di genitori disponibili nel pomeriggio ce ne sono davvero pochi, meglio lasciare i propri figli in casa con pc e playstation oppure in centro città con gli amici a bigellonare sfoderando abiti D&G.
Sarò stato, forse, di parte, avrò portato agli eccessi due realtà opposte, ma se le classifiche che vanno dai 16 ai 20 anni sono rade e comunque dominate da atleti/e provvenienti da piccole realtà o dinnastie orientistiche un motivo ci sarà!
Dimenticavo di aggiungere che è, invece, un mal comune, quello di perdere i ragazzi verso la maggiore età per ovvi motivi ...... ormonali!

domenica 15 aprile 2007

Monteferrato

Sinceramente ho fatto più fatica a trovare il ritrovo che a fare la gara ..... Essendo sceso il sabato pomeriggio, avevo memorizzato la località di Vernio come direzione da prendere per andare in zona gara, ma pernottavo in quel di Prato. Dopo una passeggiata per il centro città, pizzeria con il gruppo Panda Valsugana e nottata non proprio perfetta (finestra che dava su una piazza piuttosto trafficata), la mattina di buon'ora la mia auto si dirigeva verso il predetto paese di Vernio; peccato aver scoperto tardi che non c'entrasse nulla!
Raggiunta la zona ritrovo, un bel parco riempito per l'occasione da tende e palloni gonfiabili dell'Esercito, mi rendevo conto che il terreno di gara sarebbe stato una costa esposta al sole. Il fatto di aver posticipato di 30 minuti lo start complicava ulteriormente le cose, poichè il sole e la temperatura iniziavano a farsi sentire.
Qui facevo la mia scelta decisiva: oltre alle cavigliere, mi addobbavo della mia vecchia borraccia da mezzo litro riempita d'acqua; un peso non indefferente ma funzionale!
Direzione partenza, in compagnia del Carbone che mi parte 8 minuti davanti, sentiamo subito che il clima è quello del '92! infatti, mi racconta di una gara lì disputata con un solo arrivato e tutti ritirati in crisi di liquidi..... altri tempi.
Dopo essermi ben bagnato, mi concentro su me stesso in quanto sono conscio che questo tipo di cartina e terreno (lento), mi si addice, essendo buon amico delle curve di livello; per le rocce cercherò solo di non farmi male.
Via, salgo seguendo il sentiero e lo percorro fino al giallino, poi inizio a cercare la buca di roccia; ne trovo una ma non è quella giusta. Guardo sulla sinistra, vedo una lanterna, controllo e noto che è posizionata dietro la collinetta a sud del mio punto.... ritorno indietro e capisco che la buca era quella azzurra (con acqua ?); ok, la prima c'è, persi una trentina di secondi ma sono in carta.
La lanterna seguente mi fa fare lo stesso errore fatto dal fuoriclasse Michele T. in questa giornata: vado in costa, aggiro alto il verde ed anzichè salire 20 metri e scollinare, seguo la costa e punto alla lanterna 9; corro bene, arrivo sotto il punto e lo punzono..... codice 82? cosa c'entra? rimango perplesso e finalmente mi accorgo dell'errore. Peccato, memorizzo la zona e mi dirigo verso il punto giusto; non è difficile perchè risalgo il sentiero ed all'incrocio mi butto in cerca della lanterna con ottimi risultati; sinceramente non so quanto io abbia perso, ma ad occhio almeno un paio di minuti buoni.
La terza tappa è ancora una corsa in curva, arrivo all'incrocio dei tre sentieri e scelgo di scendere fino al bivio sotto il cerchio rosso: è vero, ho perso dei metri di dislivello ma sono davvero vicino al punto; infatti salgo e arrivo facilmente al check.
Quattro e cinque non presentano particolari difficoltà mentre la sei..... mm.. mi sa che qui può decidersi la gara! Non so perchè, forse la voglia di stupire o forse la spregiudicatezza di non aver nulla da perdere, decido di fare una scelta che mai avrei pensato.
Ebbene, 40 curve di livello in salita non mi affascinano, quindi devo aggirarle, ma dove? tutti penseranno a destra invece io parto dalla parte opposta; seguo il sentiero in salita che va a nord, al suo termine punto alle rocce (il terreno è molto lento e mi viene quasi il rimorso della scelta fatta), aggiro l'ostacolo nella parte bassa e inizio a risalire il giallo in cerca del sentiero che entra nel verde. Lo trovo, perfetto, allora è fatta! infatti mi butto in mezzo al verde su un sentiero che mi porta fin sopra il punto; rallento un'attimo agli incroci ed in zona lanterna, ma alla fine arrivo bene; non so se sia stata una scelta felice, ma almeno ho provato qualcosa di diverso dalla logica.... nella parte finale del sentiero mi raggiunge Gianluca C., che mi farà compagnia fino al traguardo, senza però influire sulle mie scelte successive.
Il punto sette è molto vicino, sembra ostico, ma affrontato con la giusta velocità e concentrazione risulta abbastanza agevole. Il controllo seguente sembra difficile, ma il posizionamento del ristoro lo rende facile: infatti basta seguire la costa senza alzarsi e si arriva alle rocce poste poco prima del cerchio.
Il check nove l'ho già fatto, quindi mi dirigo sulla collina, cerco la pozza d'acqua ed una volta imboccato il sentiero che scende non guardo più nemmeno la cartina.
Parto per la lanterna numero 10 utilizzando il sentiero sottostante, ad un certo punto diventa difficile da interpretare ed allora cambio tecnica e punto sulle "mie" curve di livello.... non guardo più le varie tracce di sentiero ma inseguo il largo naso che sovrasta la lanterna, scendo, raggiungo una grande buca ed una volta individuata in carta diventa facile andare a punzonare.
Le successive tre tappe sono abbastanza semplici, l'unico problema è quello di non sbagliare i sentieri.... non faccio questo errore ed in poco tempo sono già alla lanterna 13.
Sento che è fatta, lascio che Gianluca mi porti verso la 100, invece inizia a rallentare.... allora riprendo a leggere la carta, punto in direzione laghetto, cerco di passare vicino al cerchio giallo e ..... sorpresa, c'è un cespuglio inespugnabile che mi ferma. Non stò lì a pensare, d'istinto torno indietro, aggiro l'acqua e finalmente intravvedo il prato con l'arrivo. E' finita, sono soddisfatto, lo speaker mi onora di un'intervista (sigh!) e vado ad aspettare che arrivino gli altri quarantenni.
Ma non faceva caldo? come dicevo all'inizio, la migliore scelta è stata la mia borraccia che, versata costantemente in testa, mi ha permesso di non alterare la concentrazione nella lettura della carta; l'unica cosa che non avevo previsto sono state le vesciche ai piedi.....
Alla fine vado via con una soddisfazione che mai avrei pensato di provare: discutere con Roberto P. su una scelta di percorso...... quando gliel'ho fatto notare ho aggiunto: "io ho iniziato a correre negli esordienti, nell'anno in cui tu sei diventato campione italiano elite...."
P.S.: solitamente non bado molto ai premi, considero la premiazione un momento di gloria e soddisfazione personale davanti agli orientisti; questa volta devo dare merito all'organizzazione di avermi sorpreso per la varietà e qualità dei premi...... regalare 2 biciclette ai giovani lo trovo davvero stimolante anche perchè, potranno sempre raccontarlo ai loro figli .....

Le tre fotografie sono dedicate agli OriBlogger....

giovedì 5 aprile 2007

Master .....

Durante la mia corsetta serale, immerso nei miei pensieri orientistici, riflettevo su chi fossero i miei avversari diretti e su chi fossero tutti quei vecchietti arzilli, over 50, che ad ogni gara si divertono a lottare fra di loro e contro loro stessi.
Da lì, partiva tutta una serie di idee e desideri a cui mi piacerebbe dare una risposta futura, magari con l'ausilio degli interessati.
Ebbene: io ho iniziato nel '89 e sulla scena italiana imperversavano, fra gli altri, G.Dellasega e C.Vanzo; poi, mentre Cristina continuava a correre ancora per anni, di Peppino perdevo le tracce. Ho fatto questi due nomi a caso, ma potrei dire le stesse cose di altri nomi di cui, magari, ignoro l'esistenza.
Personalmente gradirei consultare una sezione del sito FISO, o, in alternativa, mi piacerebbe farlo io, un sito dedicato agli anni orientistici del secolo scorso. Vorrei costruirlo non solo con classifiche e vecchie cartine, ma con testimonianze di chi ha corso, organizzato, vissuto manifestazioni dell'epoca. Probabilmente, a molti atleti d'oggi, i memorial "Aniello", "Plancher", "Gianmoena", ecc... sembreranno solo etichette per manifestazioni domenicali, ma perchè non lasciare qualcosa che dica anche chi fossero e perchè ricordarli?
Molte volte mi chiedo quanto valessero Rampado, Fauner, Bertoldi, Weber, Zanetello, Zonato, Pilat, Orler, ecc.... (non si offendano coloro che ho tralasciato) in quegli anni in cui correvano in 21/34, ora li vedo lottare come dei giovani nonni ma in realtà cosa potrebbero raccontarmi ?
Ricordo di aver parlato con gli svizzeri Dieter e Ursula Wolf che ancora a 50 anni si divertivano a sfidare le nuove leve, ma che già nelle classifiche mondiali degli anni settanta apparivano spesso.
A livello mondiale si trova qualcosina in rete, ma a livello italiano il sito FISO riporta risultati fino al '98. Non so se in sede ci siano documenti da consultare, magari chiederò se si possano vedere, ma vorrei avere documentazione anche dagli orientisti passati.
Lancio quindi un'appello a chi possa fare una sezione simile in Federazione, in alternativa mi piacerebbe collaborare per poter crearne una.
La mia classificazione degli atleti master si divide in tre categorie:
- Ex professionisti o elite d'alto livello
- Orientisti ..... fai da te
- Orientisti ..... della domenica.
Nella prima classe ci sono coloro che provengono dai corpi militari e quelli che hanno vestito la maglia della nazionale. Tutto questo gruppo ha alle spalle tante gare, allenamenti, esperienza internazionale, per cui l'unica preoccupazione rimane quella di non ingrassare; non serve fare molti nomi, basta guardare le classifiche domenicali master per capire chi possano essere.
Nella classe centrale, ci sono coloro che hanno imparato a correre benino a forza di sbattere la testa in "pascolate" ed errori paralleli, causate da inesperienza, stanchezza, voglia di fare.... Ebbene, dopo anni di allenamenti fisici e trasferte in ogni parte d'Europa per immagazzinare cartine, sono riusciti ad ottenere qualche onorevole risultato ed a ritagliarsi qualche momento di gloria all'ombra del primo gruppo.
Nel terzo gruppo.... beh, ci sono gli altri. Coloro che non hanno tempo e voglia di allenarsi, quelli che fanno 10 gare all'anno tanto per non dimenticare cos'è una cartina, persone costrette a lottare settimanalmente con problemi di lavoro, famiglia e che vedono la gara domenicale come una gita fuoriporta magari non proprio economica.
Sinceramente non ho nessuna intenzione di giudicare alcuna di queste categorie, perchè sono frutto di una mia personalissima visione dell'insieme over 35; penso che ogni master interessato alla lettura sappia già dove collocarsi.

domenica 1 aprile 2007

Aviano - Campo delta

Avevo impostato il week-end come quello dell'anno scorso a Refrontolo, notturna + middle. Invece, complice il lavoro, ho dovuto rinunciare a quella che considero la più tecnica delle gare d'orienteering: la notturna con pila da sub!
Partenza verso le 15 da Milano ed arrivo alle 19 in Friuli; giriamo (parlo al plurale per ovvii motivi) in cerca di un'hotel e seguiamo l'indicazione per il residence "Posta". Arriviamo proprio mentre la ragazza se ne stà andando via..... 48 euro per un carino mini-appartamento, dove già alloggiano altri orientisti, è un buon inizio di week-end.
Vorrei andare a vedere la notturna, ma leggo che è alle 20! E' troppo tardi, si va in piazza a gustare ciò che i locali italo-americani (ormai si sono tutti adeguati alla clientela made U.S.A. della vicina base aerea) ci propongono. Mi sarebbe piaciuto fare un giro a Pordenone ma, nonostante l'ora legale, il buio e la stanchezza hanno il sopravvento.
Ci svegliamo di buon'ora e durante, il tragitto per la colazione, passeggiamo fra le bancarelle del mercatino anni '900, raccontandoci aneddoti e curiosità in base all'oggetto che vediamo esposto.
E' ormai l'ora di andare al ritrovo, in una specie di ranch circondato da recinti e prati.
Ritrovo e saluto (torno al singolare) molti amici trentini che vedo per la prima volta quest'anno .... ogni volta a scherzare e prenderci in giro con spirito gogliardico, lasciando da parte quella rivalità sportiva che alcune volte viene troppo esasperata, dimenticando che il nostro è uno sport ed un passatempo diverso dallo stare in poltrona.
Si parla della zona, a me sembra un misto fra il bosco lombardo e le grave del piave con dei pratoni insidiosi perchè infarciti da cespugli che molte volte nascondono la lanterna.
Parto un minuto davanti a Mary, quindi decidiamo di andare in partenza assieme; durante il tragitto le mostro le insidie che possono essere nascoste nel letto di un torrente largo come quello che si attraversava..... le dico di controllare i colori e le modalità di disegno delle scarpate, del suolo ghiaioso ecc.... tutto questo per metterle ulteriore confusione in testa!
A parte gli scherzi è ora di partire e quindi inizio a pensare alle difficoltà che potrò incontrare.... mi aiuta molto vedere la carta alla prepartenza per rendermi conto di ciò che serve memorizzare e seguire.
Alla svedese mi fermo, perchè so che quel sentiero così invitante non porta a nulla; mi concentro sul sentiero ad ovest del punto su come raggiungerlo in fretta senza perdere tempo a leggere la carta. Andando un pò ad azimut ed un pò zigzagando fra i verdini raggiungo il sentiero e da lì non ho più problemi, solo in zona punto rallento per evitare brutte sorprese.
La tratta successiva mi propone due alternative: salire e scendere o stare in curva.... preferisco questa seconda scelta, leggermente più lunga ma molto sicura. Bene, sono entrato in carta ma spero che le successive siano più tecniche.
Continuo sul sentiero arrivo alla strada asfaltata e "finalmente" si comincia a correre in una zona inedita per me; il greto di un fiume e d'intorni non è terreno che mi è familiare, quindi lo affronto con molta attenzione. Prendo la direzione, controllo le scarpate come vengano disegnate (lo avevo appena detto a Mary), e inizio l'attraversamento; arrivo alla roccia la supero e mi fermo ad un piccolo avvallamento, cerco ma nulla! cavolo, eppure dev'essere qui.... riguardo la carta e solo ora mi accorgo che sono 2 le rocce! allora diventa tutto più chiaro. Una quindicina di secondi buttati non sono poi molti rispetto a quanto potevo rischiare.... La successiva sembra facile, azimut, a bordo torrente per un centinaio di metri.... corro in direzione ma, ahimè, rovi e piante spinose iniziano a deviare la mia corsa.... capisco che la soluzione azimut è andata a quel paese. Vedo un muretto e lo attraverso ne costeggio un'altro e mi fermo in corrispondenza di 3 mucchi di sassi; li cerco sulla carta ma non ho la sicurezza di averli individuati.... allora decido di spostarmi verso il terreno grezzo e noto un'altro mucchio di sassi... vuoi vedere che è il mio? avvicinandomi vedo la fettuccia e poi il telo! Sono in credito con la fortuna avrei potuto perdere di più. Per fortuna si esce da quel terreno a me poco familiare e mi butto nel prato dove punzono facile la 5. La sei è una formalità se non fosse che..... è si, pensavo fosse il muretto il punto d'arrivo invece quel cespuglio era lì apposta per farmi perdere altri 15 secondi a pensare dove cercare.
Il tragitto successivo lo scelgo seguendo il giallo, attenzione al filo spinato, attraversamento del bianco fino alla macchia gialla e .... anzichè proseguire vengo attratto (chissà perchè) da due tizi che stanno percorrendo un sentiero che passa a nord del punto; li raggiungo arrivo sotto il semiaperto e mi chiedo: perchè sono venuto qui? appena il mio cervello capisce la risposta mi dò del cretino e mi ributto dov'ero prima..... però 30 secondi se ne sono andati.
Le due lanterne successive sono una manna: sentiero, terreno piatto, pulito, costa leggibile, circa 3 minuti di scarico mentale e fisico!
Lanterna 10: qui si gioca la gara! o taglio o faccio il sentiero che aggira il dosso. Qui entra l'utilità di questo blog (peccato averlo scoperto tardi!); penso: con che faccia metto il mio tracciato in rete disegnando un percorso che segue pari pari un sentiero per esordienti? Dimostra che i tuoi punti in lista base non sono stati comprati al supermercato FISO!
Mi armo di bussola, metto l'azimut, studio il punto d'arresto prima dell'attacco e parto.... salita, incrocio il primo sentiero, m'infilo (e qui sbaglio) nel verde finchè trovo il sentiero che mi porta in un bellissimo piano tutto bianco, scollino, trovo un sentiero, impiego qualche secondo a capire quale sia, ma appena riacquisto sicurezza vedo che è fatta! infatti prendo il sentiero che scende nel verde impenetrabile al termine del quale viaggio in costa fino alle due depressioni, collina, muretto, ultimo controllo ed eccola! penso che a rifarla potrei tirare giù al massimo una trentina di secondi.
Mi rilasso un'attimo e mi butto sul sentiero che mi porta verso la 11; alla curva vorrei subito buttarmi su quello parallelo ma la vegetazione non mi piace, decido, allora, di andare fino al bivio e risalire in un secondo momento.... ma, come delle volte mi accade, cambio scelta in corsa poichè mi sembra di aver scorto un piccolo passaggio nel verde.
Arrivo in prossimità del sentiero ed intravvedo un'altro M40 che partiva 4 minuti prima di me ed era uno dei favoriti; penso stia andando alla lanterna, mi accodo per 5-10 metri ma poi capisco che deve averla già fatta! mi fermo e ritorno indietro arrabbiandomi per quella distrazione. Risalgo il sentiero da dove arrivano altri atleti, arrivo ad un incrocio e controllo attentamente prima di muovermi: non posso rovinare tutto ora.... ritorno in carta e trovo velocemente il punto.
Ora non mi resta che correre.... giù, giù, molta attenzione al cambio bianco-giallo, ma poi via con la testa che inizia a pensare come possa essere andata.
Alla fine sono abbastanza contento, mi sono divertito, anche se, (auguri di pronta guarigione allo sfortunato tracciatore) sono convinto che, su una carta simile, si potesse tracciare in modo molto più tecnico, non solo in M40 ma anche in altre categorie.
Nel post gara, in attesa dell'arrivo di Mary, con cui avevamo in comune parecchie tratte (già questo non è molto bello...), mi godevo l'arrivo dei migliori, fotografando, qua e là, le facce stanche e concentrate di chi stava arrivando.
Peccato che il lungo viaggio di ritorno non mi abbia lasciato il tempo di visitare Aviano ed il suo mercatino, oppure la base aerea americana che dev'essere davvero enorme vista la lunghezza del perimetro che correra parallelo alla strada del ritorno.