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domenica 29 aprile 2007

Cademario

Seconda puntata stagionale in terra elvetica, sia per ritestare le cartine ticinesi, sia per andarmene dai primi caldi insopportabili della città.
Sveglia alle 05.30, non per il viaggio, bensì per seguire sul pc la mitica 10mila; in particolare ero curioso di seguire i ragazzi italiani impegnati in 2 squadre e curiosare fra i grandi nomi dell'orientamento mondiale. Ebbene, è stata una bella emozione vedere Emiliano C. portare IFK Bombarda fino al 45° posto parziale; ho poi scrutato, per un , la TV dove provenivano immagini davvero uniche per l'Italia.... chissà quando potremo vederle anche qui.
Immerso da questo susseguirsi di risultati, malinconicamente staccavo la linea per recarmi al ritrovo svizzero; lì, trovavo Checco G. che mi confortava sul fatto che, anche lui, si era goduto il grande evento svedese.
Solita giornata calda, ormai una costante di questo periodo, ritrovo in una scuola piuttosto ampia e subito in partenza visto l'orario (minuto 13).
Il bosco è bello, abbastanza pulito e non eccessivamente ripido; dalla descrizione punti ho una buona notizia: 20 punti!
Non ho idea su che tattica adoperare, mi regolerò in base alle sensazioni; non ho portato la borraccia .... voglio abituarmi a leggere sotto pressione.
Partenza! svedese a 50 metri su un'incrocio, colpo d'occhio e capisco subito qual'è la traccia buona: discesa, poi sinistra fino al giallo poi giù di fianco all'avvallamento. Sembra tutto ok, ma in zona punto non capisco cosa devo cercare, un'oggetto nero..... mah! mi dirigo al centro del cerchio e casualmente vedo la lanterna dietro una radice. Ok, ho capito cos'è la X nera!
La tratta successiva è una costa con dei sentieri che aiutano a percorrerla; in zona punto c'è un capanno che non è segnato, la cosa mi rallenta un pochino ma poi, complici altri orientisti vedo la lanterna.
Terzo controllo senza problemi prendendolo dalla strada; anche il seguente non è difficile seguendo la canaletta....
Dal punto 5 iniziano le difficoltà: taglio ad azimut, trovo l'incrocio, vado a nord ma non vedo il sentiero da cui iniziare la discesa; appena dopo la collinetta decido di scendere, so di essere a sinistra ma non so quanto. Inizialmente avevo deciso di scendere al sentiero e poi salire all'avvallamento, poi capisco bene la mia posizione ed arrivo al punto dalla costa. Una trentina di secondi andati per indecisione.
Capendo la mia situazione (sto iniziando a sudare e sono un sopra ritmo), avanzo più cautamente verso la sesta lanterna; tutto sembra essere giusto ed infatti arrivo ad un telo bianco-arancio con codice 89. Caspita! ma io ho il 68! inizio ad innervosirmi pensando ad un errore, vado verso la strada sottostante e risalgo il pendio .... ma come? ancora questa lanterna? ricontrollo il codice e ..... lasciamo perdere, non mi era mai capitato di leggere il codice rovesciato! almeno 2 minuti persi ....
Decido di continuare più lentamente, probabilmente ho tirato troppo e sono andato in tilt.
Purtroppo i guai non erano finiti: arrivo bene in zona punto, arrivo in un piano apparentemente bianco e vedo una radice; bene allora è il sasso sarà appena sotto. Giro un , ritorno alla radice, scendo un'altra volta, niente! sono un demotivato tre lanterne consecutive sbagliate..... decido di salire sopra la radice e... trovo il sasso! In pratica sotto il masso c'era un'altra radice.
A questo punto sono in una situazione abbastanza deprimente: neanchè metà gara e già oltre 7 minuti persi. Fa niente, continuerò cercando di forzare in modo d'abituarmi a correre sopra ritmo.
Il punto otto lo trovo facile essendomi raffreddato.... il successivo faccio un'azimut e mi butto giù dandomi il sentiero come stop. Trovo la traccia e vedo che sono un a sinistra, scendo ancora e faccio un pezzo di costa fino al check. Potevo far meglio ma non ho badato alla sicurezza.
Dieci ed undici sono formalità, mentre ora c'è il trattone. Sembra complicato, invece seguendo sentieri e prati non trovo particolari difficoltà.
Le tre punzonature successive presentano difficoltà superabili seguendo le curve di livello; nessun problema!
Secondo tratto lungo: all'inizio decido di andare sul giallo e seguirlo, per questo scendo male dal costone; poi decido di seguire il sentiero ed attraversare il torrente nei pressi della casa nel giallo. Lì, quando sto per costeggiare i prati, decido all'ultimo momento di seguire il sentiero che va nel bosco; non male, infatti arrivo sopra al punto e scendo al sasso, anche se non perfettamente.
Il punto diciassette si raggiunge solo facendo rafting... quello dopo costeggiando i prati fino ad naso ben visibile. Anche gli ultimi due punti non presentano difficoltà avendo la strada di fianco.
E' finita, arrivo abbastanza disidratato, incapace di capire come sia andata; sono contento anche se ho l'amaro in bocca, per quelle 2-3 lanterne centrali di cui non posso nemmeno avere grossi rimpianti (lettura errata del codice e radice non segnata).
Dopo la lunga passeggiata per tornare al ritrovo, incontro Mary che finalmente trovo soddisfatta della sua gara; non sarà tanto per il tempo impiegato, quanto per essere riuscita ad interpretare nel modo giusto gli insegnamenti ricevuti. Sono contento anche per lei che pensava di non essere portata per questo sport.
Si ritorna a casa comunque soddisfatti della bella trasferta. Martedì c'è Busalla, carta e terreno che non amo, ma tant'è, di meglio non c'è.

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