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domenica 27 maggio 2007

Santa Colomba - Montepiano

Guardando la classifica potrei dire: tanta fatica per nulla! Ed invece no, torno dal Trentino senza rimpianti per non aver partecipato al trofeo Lombardia.
Avevo deciso con Mary di andare al Pian del Gacc per tre motivi: scappare dal caldo milanese, tornare a fare una long dopo qualche settimana di middle e sprint, iniziare a correre nel bosco di pino ed abete dove a fine giugno inizierò un ciclo di gare su questo tipo di terreno; non ultimo, un motivo extra-orientistico, cioè rivedere i miei genitori.
Dopo essere passato, il sabato pomeriggio, a Villazzano per la gara CSI, domenica mattina un temporale annuncia che la giornata non sarà la solita "caldazza".
In zona ritrovo, tutti sono rintanati nelle proprie autovetture e sotto gli ombrelli a ripararsi dalla pioggia battente. Poi, per incanto, il sole illumina il bosco e tutti iniziano ad andare in partenza col morale sollevato.
Io e Mary partiamo presto; questo non evita un ulteriore temporale che porta qualche chicco di grandine. Non avendo nulla da perdere o guadagnare decido di correre tranquillo, senza forzare la corsa e le scelte; so che sarà lunga e che le due volte in cui ho corso su questa carta, non ho fatto una gran figura.
Parto per il primo grappolo di 4 lanterne; corro sul sentiero per entrare in carta, aggiro la collina ed incrocio il sentiero; perdo, però, una trentina di secondi a trovare la lanterna in quanto è circondata da vegetazione folta (probabile verde 1 non segnato). Riparto verso nord, ma sono a sinistra e trovo l'acquedotto; azimut ad est arrivo nel presunto giallo che non riconosco a causa della vegetazione presente; comprendo che non ho ancora capito molto della carta, ritorno indietro e riattacco il punto; supero la vegetazione e capisco dove sia posata la lanterna; qui penso di aver perso un paio di minuti. Nonostante la pioggia inizi ad aumentare non mi scompongo e cerco di metterci più attenzione.
Infatti, il punto 3 e 4 riesco a punzonarli senza errori anche se quest'ultima lanterna non ha il telo; sono un po' lento, ma voglio correre sicuro.
Verso il check 5 trovo la grandine, mentre stò correndo a bordo del prato, teatro del trofeo delle Regioni di qualche anno fa, dove debuttai con la Lombardia; la radice non è difficile da trovare e quindi mi dirigo verso la sesta che sembra più tecnica.
Decido di correre in costa ed all'altezza del primo sentiero incrocio Mary; rapidamente le chiedo come vada e se abbia bisogno; lei mi rassicura, quindi proseguo al bordo del verde, prima sopra e poi sotto.
Senza intoppi mi dirigo verso la cima dell'avvallamento del punto 7; vedo un rudere che a prima vista scambio con la X nera, poi però noto il quadratino giusto e capisco l'equivoco.
Primo tratto lungo: fosse stata una gara importante avrei scelto un itinerario più corto, invece non volendo rischiare scelgo di fare un largo giro passando dai ristori; l'ultima parte non voglio più farla sul sentiero e quindi decido di correrla nel bosco. Al punto mi raggiunge Michele C., partito qualche minuto dopo di me, ma la cosa non mi scompone molto. Esco male per il punto 9, la bussola appena comperata (vedi post C.I. Sprint), mi segnala malamente la direzione, fortunatamente, l'esperienza mi fa comprendere di stare attento e rifare la scelta; questa volta è tutto ok e in poco tempo punzono 9 e 10.
Secondo tratto lungo: sembra complesso, invece mi accorgo che è solo una lunga corsa su sentiero; intanto è uscito il sole. Durante il tragitto ho un paio di esitazioni e faccio una piccola deviazione non voluta, comunque arrivo tranquillo alla buca. Dodici e tredici sono punti sprint, quindi volata lungo i prati in zona 14: arrivo basso, nel giallo sottostante la lanterna, mi accorgo subito della mia posizione, salgo e trovo la lanterna anche se il muretto sia poco riconoscibile a causa del muschio che lo ricopre.
Trasferimento attraverso il giallo per la lanterna dopo; entro nel bosco un po' a sud a causa della vegetazione fitta, affianco la torretta e in direzione nord vedo una casacca conosciuta: è quella di Stegal! caspita, bravo, gli ho recuperato solo sei minuti, ma sono così fermo? eppure avrò perso 6/7 minuti in totale.....
Pensieroso, punzono la lanterna e decido di non farmi vedere da lui! vedo che va a destra sul bordo carta; decido di prendere la strada, a bordo prato, sulla sinistra; corro lungo la linea nera, sbaglio pure incrocio, ma alla fine trovo la buca del punto 17. Dirigendomi verso la successiva buca, sul sentiero, incrocio nuovamente Stefano: bravo, non ha perso molto facendo la sua scelta; salgo deciso fino al bordo del sentiero e vedo il punto.
Rapida occhiata ed anche la 19 è ok. Scendo a bordo buche e vedo il sasso 20.
Il punto 21 mi ricorda la partenza della long del trofeo delle Regioni; avevo sbagliato all'epoca e anche questa volta non ho fatto del mio meglio. Sono lento a capire che sono alto e perdo più di un minuto per arrivare al sasso giusto. Un po' contrariato corro sul sentiero per la 22, alla curva entro e la vedo abbastanza chiaramente.
Ormai siamo in zona arrivo: il penultimo punto è sotto il muretto parallelo alla strada, mentre la 100 si trova in fondo al sentiero che sbocca al parcheggio.
Finisco abbastanza stanco, ma contento della corsa fatta; correre per quasi 90 minuti nel bosco senza morire dal caldo è stata davvero una fortuna.
Vado a scaricare il bricchetto e ...... sorpresa! manca la 72. Il sorpasso a Stegal mi è stato fatale..... per penitenza devo starmene zitto, perchè nel tendone a fianco del finish è in corso una cerimonia religiosa. E se Stefano avesse dovuto fare lo speaker?
Un sconsolato ritorno verso l'auto ed inizio a pensare a Mary, chissà dov'è, speriamo non si sia spaventata per il temporale e la grandine oltre che per la cartina non semplice.....
Invece eccola là, intenta ad asciugarsi, felice della sua gara e per aver superato un test importante contro la paura della solitudine nel bosco. Sono talmente felice per lei che dimentico in fretta la mia lanterna 16.
In conclusione, molti sono parsi contenti della loro gara; secondo me, qualche punto in meno middle ed un'altra tratta lunga avrebbero potuto fare più differenza su una carta che, penso, sia ormai troppo conosciuta dagli atleti trentini.

giovedì 24 maggio 2007

Fusine - Staffetta Master sprint

Secondo appuntamento fittizio della saga "staffette master"; dopo Val Vigezzo ecco la replica di Fusine. Questa volta ho voluto cambiare la composizione del numero di atleti: da 3 a 2.
Questo aggiustamento è dovuto al fatto che avrei cancellato molte società mancanti del terzo frazionista. Mi sembrava un peccato non evidenziare molte buone frazioni di atleti che non hanno sufficienti partner in società.
Ho inserito anche squadre B e C della stessa denominazione societaria.
Come si può notare, ci sono molte squadre in lizza; a vincere è la squadra del Gronlait, i cui componenti (Girardi, Baccega) non hanno brillato individualmente, ma i loro tempi sono stati buoni.
Un a sorpresa il secondo posto dove assieme al vincitore Cipriani, si è aggiunta l'ottima prova di Vidale (primo fino al quarto punto!); medaglia di bronzo per il tandem Visioli-Grilli. Grosso rammarico per l'altro vincitore, Arduini, caduto al penultimo posto....
A seguito di questo gioco la società vincitrice, cerca il terzo frazionista per settembre: cercasi volontari!

martedì 22 maggio 2007

Gare sprint: chi accontentare?

Prendo spunto dalle dichiarazioni post gara di Marco Seppi: ".... bello, bellissimo, ma non va bene..."; cosa vuol dire? poi parlando nel parterre dei laghi di Fusine ho compreso il significato.
Innanzitutto, premetto di non avere cariche federali, tecniche o similari: parlo come orientista libero da vincoli ed interessi di parte.
Un anno fa, mentre frequentavo il corso teorico di tracciatore, su domanda specifica, il maestro FISO, Stefano Z., mi disse chiaramente che non vi era nessuna direttiva IOF in merito a quale terreno utilizzare per la gara sprint. Unico vincolo, quello del tempo e della velocità di corsa.
Rimasi molto perplesso a proposito dell'arbitrarietà lasciata agli organizzatori di quel tipo di gara; si sa che, quando non si danno chiare direttive, ognuno interpreta a proprio modo e convenienza il significato delle parole.
Ho quindi assistito, col passare degli anni, al centro storico di Fondo (con spettacolare passaggio nel canyon), a quello di Mezzano (ottimo misto fra prato e paese), a quelli più simili fra loro di Prà Riondo,Trivigno, Marcesina e Fusine; non ricordo se ce ne siano stati altri.
Anche se riesco a piazzarmi sempre abbastanza bene (non ho mai capito perchè), non amo molto questo tipo di gara, in quanto non lascia spazio ad errori ed anzichè farti vivere la cartina ti obbliga a viaggiare spedito sperando di azzeccare le scelte; se poi è troppo semplice diventa una campestre ed allora preferisco quelle della Brianza.....
Ma non è questo il tema del post: la mia attenzione è rivolta verso "che cosa serve la sprint".
La mia prima risposta è che, se deve durare un quarto d'ora, facciamola come vogliamo ma che rispetti i tempi.
Dietro a questa frase nasce però un grosso dibattito: c'è chi vorrebbe una gara veloce e tecnica, chi solo veloce e chi vorrebbe farla su una pista di atletica! ecco quindi fioccare le proposte: in città, nei parchi, nel bosco facile e veloce; ognuno dice la propria proprio per la mancanza di direttive.
Scopro dalle parole di Marco S. che la FISO vorrebbe adeguare le sprint italiane a quelle estere, salvo poi farle disputare su cartine come quella di sabato.
Personalmente, ragionando da orientista, preferisco quel tipo di cartina. Vi è, però, un'altra faccia della medaglia: vogliamo accontentare i velocisti puri ed adeguarci all'estero? allora facciamola pure nei parchi e città, ma approfittiamo di questa manifestazione per veicolare la curiosità dei media e della gente comune.
Ho appena visto la sprint di Lugano: prendiamo esempio oltre confine! sfruttiamo le metropoli o i grossi parchi cittadini per fare queste gare. Portiamo anche noi 500 persone il sabato pomeriggio in qualche località famosa e ragioniamo solo in termini di pubblicità.
L'importante è non fare una via di mezzo, cioè un parco o un paese dove la gara passerebbe inosservata; altrimenti è meglio farla ai Laghi di Fusine dove, nel dopo gara, ci si può rilassare e gioire della bellezza della natura.

domenica 20 maggio 2007

Laghi di Fusine - Coppa Italia

Fusine 2, ovvero l'altra faccia della medaglia: ieri cartina pulita, senza riferimenti particolari, veloce, oggi .... una spruzzata d'inchiostro nero (citazione da un noto commentatore orientistico). La cartina di oggi si ama o si odia!
Dopo la mia bella prova di ieri (da non confondere con classifica), oggi decido di rischiare; so che la cartina è lenta, tecnica, difficile. Non voglio pensare alla classifica di coppa Italia, voglio capire se sono migliorato tecnicamente su una carta, per me, inedita: infatti non ho mai corso in Slovenia (dove molte zone sono speculari a quella odierna) e l'unica cartina similare, dove ho già corso, è quella di Kaberlaba.
Solita bella giornata, partenza vicina, ne approfitto per controllare gli split della sprint; ne parlo con Mary e tale colloquio si protrae talmente a lungo che non mi accorgo che è giunto il mio minuto di partenza! Il riscaldamento non mi serve in quanto so che non ci sarà molto da correre.
Si parte dall'unico giallo della carta, si segue un sentiero e ... opplà! si inizia a camminare sui sassi. Scelgo un inizio semplice, correndo sul sentiero, dopo l'incrocio vado verso il verde, lo attraverso e giù nella depressione.
La lanterna due potrebbe già essere impegnativa, ma non sono ancora pronto e quindi scelgo di riprendere il sentiero che mi porta fin sotto la lanterna. Ok, ho iniziato bene semplificando le scelte.
Il terzo punto non mi da alternative: azimut! risalgo l'avvallamento verde, sentiero con roccione e lanterna che mi sorride.
Lanterna quattro, primo esame in quanto è abbastanza distante e senza grossi riferimenti. Inizio a prendere velocità a scapito della precisione; infatti seguo per un pò il verde, poi lo attraverso per arrivare sul piano. Vedo sulla sinistra il giallo, taglio il sentiero ma sono troppo a nord-ovest; so che non devo scendere ma la mia posizione non è precisa.... mi aiuto con una lanterna posata dietro una roccia e costeggio fino al punto. Impreciso! un paio di minuti andati.
Colpo d'occhio al cerchio numero 5 e subito mi dirigo sul sentiero che gli passa vicino; nessun problema. Idem per la sei, azimut veloce e punto fatto.
Guardo il punto sette e vedo che dev'essere sopra un ripido pendio; mi dirigo a est, ma anzichè salire stò scendendo.... strano, eppure sono in bussola! ad certo punto trovo un giallo... mi fermo, c'è qualcosa che non quadra. Controllo attentamente e ... caspita, sono completamente fuori! com'è possibile? mi faccio coraggio: mi aspettano 100 metri di dislivello. Arrivo al piano intermedio, roccione gigante, due rocce e .... anzichè la lanterna vedo Gianluca D. (partito 3 minuti prima) che sta andando verso la otto. Sono titubante, l'avrà già trovata? lo seguo per una decina di metri ma poi ritorno indietro; riesamino il terreno, sono sempre lì, eppure.... lieve spostamento della visuale ed ecco il telo! proprio nel punto dove avevo visto Gianluca. Questa distrazione mi sarà costata un paio di minuti e non è la prima quest'anno..... non è facile togliere questo difetto!
Mi dirigo verso il punto 8, so che devo attraversare tutta la cima fino al pendio opposto; infatti arrivo bene e trovo il check. Il successivo è semplice, ma impiego 30 secondi a vedere la lanterna, nonostante fossi a 10 metri!
Punto 10: passo alla cassa (ad incassare minuti di ritardo)! decido di correre in costa fino dove gira il dosso; sembra tutto bene quando un tratto di vegetazione, diversa dal sottobosco, mi fa pensare di essere arrivato alla macchia verde. Quindi scendo una decina di metri, trovo una roccia simile a quella del cerchio 10 ma niente cocuzzolo. Cerco per un pò, scendo fin sul piano e mi arrabbio perchè non ho seguito la mia idea. Ora non mi rimane che rifare la scelta, ovvero cercare dove finisce la costa.... infatti salgo un pò di metri vedo la roccia e capisco in anticipo che avrei trovato il punto marrone! Valuto in cinque minuti il tempo perso. Troppo per una lanterna del genere.
Un pò demoralizzato, decido di utilizzare la sponda del laghetto per dirigermi alla undici; tutto sentiero fino al piano e poi buca. La tratta successiva potrebbe riservare sorprese; esco un pò male sul sentiero arrivo ad un bivio e giro a sinistra, credo di percorrere la traccia giusta, ma i sassi che la circondano mi fanno nascere un dubbio; rapida occhiata alla carta, trovo il giusto tratteggio, riprogrammazione della tratta ed arrivo bene al punto.
Il controllo successivo è quello che mi rode maggiormente: lo attacco in modo sicuro perchè scelgo di arrivare fino alla curva del sentiero dopo l'incrocio nel giallo; faccio azimut, risalgo l'avvallamento e vedo una lanterna. Accidenti, non è la mia! ritorno indietro mi localizzo nel piano dove ci dev'essere la X verde; inizio a scrutare tutti i possibili obbiettivi ..... all'improvviso noto quello che sembrava un cocuzzolo/roccia è in realtà la parte posteriore della radice; peccato averlo capito dopo più di un paio di minuti.
Questa perdita di tempo mi fa innervosire e ne pago la conseguenza sull'uscita successiva: impiego un pò troppo a trovare il sentiero che mi porta fin sotto la penultima punzonatura; per fortuna che non ho difficoltà a trovare il telo bicolore.
L'ultima tratta è simile a quella del giorno prima e quindi ho davvero terminato la mia prova.
Arrivo soddisfatto, non tanto dalla mia classifica, ma per aver provato i miei limiti su un terreno inedito ; ho fatto circa 15/16 minuti di errore, sono davvero tanti; probabilmente avessi viaggiato con sicurezza ne avrei fatto la metà, ma sono curioso di capire qual'è la differenza tra i grandi ex professionisti e noi comuni orientisti (le mie, già descritte, categorie master).
Citazione particolare per Oscar che, dopo anni, fa una bella gara nel bosco e ne sceglie uno davvero "facile"; un augurio di guarigione a Luca C., caduto tra le rocce in modo innaturale.
Successivamente aspetto Mary, temo, per un pò, che la sua gara diventi un calvario, invece arriva in tempo utile per metterci in fila (grazie PLab) alla mensa degli orientisti.
Al rientro, durante le sei ore di viaggio, decidiamo di tornare, un giorno, in questo magnifico scenario per distrarci sul laghetto color smeraldo e magari fare un salto nella pietraia.

sabato 19 maggio 2007

Laghi di Fusine - Sprint

Rammarico! ecco qual'è la parola giusta per descrivere il mio stato d'animo attuale.
Eh sì, purtroppo ho buttato al vento l'occasione di fare il quarto d'ora perfetto! Non m'importa molto della classifica, del podio, di chi mi ha preceduto; so solo che per colpa della mia foga non sono riuscito a fare la gara "flawless" come dice Remo.
Incantevole lo scenario offerto dal terreno di gara e dalle montagne circostanti, bella giornata di sole, ritrovo invitante e capiente, speaker delle grandi occasioni. Tutto sembra mettersi nel modo giusto, arriviamo al ritrovo accompagnati da Piero, Roby, Farah, e Stegal il quale già scalpita perchè dovrà fare da lepre.
Io parto tardi, quindi mi prendo una buona pastasciutta, mentre attendo l'arrivo dello Stefano; il suo tempo non dice nulla, infatti è tarato su una middle! peccato che il macchinario dei tempi in diretta salti subito..... non mi resta che aspettare Mary, partita presto.
Dopo poco più di mezz'ora arriva la mia W35 e non sembra troppo delusa; qualche errore alla prima lanterna ma poi avanti con cautela. In serata vedrò il suo tracciato e sinceramente l'ho trovato più tecnico del mio...... comunque un bravo a lei, perché alla fine sarà nella prima metà della classifica.
Ora tocca a me: buon riscaldamento per arrivare in partenza e, prima sorpresa, la mia bussola ha finito l'acqua! ora è praticamente da buttare. Non mi scoraggio, anche perché di gare senza bussola ne ho fatte molte, ma mi scoccia un po' perché questa carta sembra essere senza punti di riferimento.
Parto determinato anche perché noto che buona parte del tracciato è in discesa!
Via, dietro la casa, mi alzo qualche metro e vado in costa; perfetto, ci sbatto contro. Per la successiva uso la stessa tecnica: costa fino al giallo "sporco", individuo gli alberi sparsi per terra e capisco che sono arrivato. Qui trovo Hueller, partito un minuto prima, e capisco che ho iniziato bene.
Per la terza mi butto verso il sentiero che mi darà lo stop; arrivo, corro verso nord-ovest fino alla curva e seguo i prati che precedono il punto.
La tratta seguente è una diagonale pericolosa: all'inizio penso di arrivare fino al ruscello, scendere al termine della scarpata ed entrare nel bosco. Purtroppo non seguo questa scelta in quanto raggiungo anche Carbone, partito 4 minuti prima, ed istintivamente lo seguo; poi noto che siamo entrati nel verde e quindi siamo alti; appena torniamo nel bianco io mi sposto verso valle, trovo una lanterna posta presso il sasso più a sud e capisco dov'è il mio punto.
Ora succede quello di cui mi rammarico.... faccio lo stesso errore della semifinale middle di 15 giorni fa: penso di essere già alla roccia del punto 5 e quindi mi getto verso la lanterna 6; arrivo al sentiero diritto e capisco subito l'errore! dietro ho Gianluca, mentre Fabio ha capito subito la mia scelta errata. In un primo momento mi verrebbe voglia di mollare la gara ma poi mi faccio forza e decido di continuare; risalgo fino al sentiero soprastante il cerchio numero cinque ed attacco il punto nella maniera corretta.
Da qui inizia un tandem con Gianluca C., veramente a tutta; ci buttiamo nuovamente verso la sei, arriviamo al giallo adiacente il sentiero a bordo carta e facciamo due scelte diverse che ci fanno ritrovare alla lanterna.
Altra diagonale per il punto sette, io lo incito ad andare a tutta fino al prato, passiamo all'incrocio fra i due sentieri, poi io sto a bordo dei gialli fino al check.
Punto 8 in discesa, entrambi arriviamo sul sentiero, in punti diversi, corriamo fino alla curva e poi giù alla lanterna, anche se sinceramente il giallino non l'ho proprio visto.
Il nono punto è più adatto a me, raggiungiamo l'inizio del sentiero e decido subito di arrivare all'avvallamento color giallo-verde; poi supero il verde 1 e vedo la collina giusta.
Punto spettacolo per Gianluca che a velocità doppia mi supera nel prato adiacente il lago e d'impeto arriva alla collina del punto 11 dove lo raggiungo.
Avanti per il sentiero con scalinata per il punto 12 dove ritorno davanti avendo capito al volo dove fosse la lanterna.
Il tratto finale è tutta una tirata dove Carbone prende il volo.....
Arrivo davvero contento della gara, ma incavolato per la leggerezza compiuta! Non ho gli split, ma penso che quei 2 minuti in più che ho in classifica .....
In conclusione, mi sono comunque divertito e sono abbastanza sorpreso nello scorrere la classifica finale; fuori dal podio numerosi ex campioni italiani a testimonianza che la gara non fosse proprio banale.
Coda polemica alla manifestazione circa l'utilità di svolgere il campionato sprint su questa cartina: al momento, non entro in merito alla questione, mi limito a dare una preferenza tecnica personale che, ovviamente, propende per questo tipo di gara....
Domani ci aspetta tutta un'altra gara, middle ma tecnicissima.

mercoledì 16 maggio 2007

Trail-O: quale futuro?

A seguito della gara di San Donato e raccogliendo un grido d'allarme di Remox, voglio analizzare alcuni aspetti, senza la pretesa di essere il proprietario della verità.
Innanzitutto mi fa pensare una cifra: week-end S.Donato (centri storici nazionali + Coppa Italia trail-o) partecipanti 160+20; week-end Fusine ( sprint + C.I. di c.o.) oltre i 500 per giornata.
Cosa significa? non entro in merito sull'utilità di ciascuna manifestazione, bensì la soddisfazione che una società possa aver avuto nell'organizzare tali gare! Personalmente sono stato impegnato in una piccola parte domenicale, non mi è costata granché di sacrificio, ma penso a coloro che nelle settimane passate hanno impegnato il loro tempo in tracciati, controlli, organizzazione, ecc.... n'è valsa la pena? a guardare le cifre penso che sia molto deprimente per Remo, Paolo, Lucia e tutti quelli che hanno creduto in questo week-end. Colpa del caldo? della lontananza del luogo? oppure scarso interesse?
Siccome ho intitolato questo post "trail-o", lascerò questo interrogativo a coloro che sono preposti a stilare calendari e mi limiterò a dare dei giudizi tenendo presente, però, che il mio bagaglio di conoscenza e composto da sole 3 gare.
Innanzitutto, penso che tale disciplina sia indicata per tutti coloro che giustificano le loro sconfitte in c.o. dicendo "... ma tu corri..."! Nella trail-o lo sforzo fisico è limitato alla vista ed al cervello. Sarà forse per questo che non viene considerato uno sport dagli orientisti?
Nonostante io sia un estimatore di questa disciplina, l'entusiasmo con cui ero partito si è spento a causa di problemi legati all'organizzazione.
A livello di gara, non capisco cosa servano una decina di lanterne a tempo libero, in quanto, se il livello dei partecipanti è alto, non dovrebbero fare la differenza; quindi, personalmente, vedrei assai più coinvolgente la possibilità di fare meno grappoli ma tutti a tempo.
Proprio delle lanterne a tempo ho avuto un'altra delusione: domenica scorsa non ci sono stati grossi intoppi, vuoi per la scarsa partecipazione sia per la linearità del percorso. Nelle precedenti esperienze ho trovato intasamenti, code, tutte cose che portano al nervosismo ed impazienza dei partecipanti; ad Asiago venni penalizzato perché avrei dovuto aspettare per quasi 30 minuti in un punto a cronometro, andai avanti e tornai a quella lanterna quando la coda fu smaltita!
Altro punto debole è la griglia di partenza che sinceramente non serve a nulla.... non ci sono controlli in zona punto, per quanto riguarda l'invasione del campo di gara sul fatto che due concorrenti possano gareggiare in coppia.
Ulteriore e personale fattore negativo è la lanterna Z. Domenica tale risposta era davvero chiara, nelle altre occasioni ho avuto difficoltà in quanto la cattiva posa della lanterna non rendeva possibile se fosse una Z oppure una di quelle segnalate (per assurdo, una lanterna a N-E di un punto anziché E dovrebbe essere Z, ma magari il posatore avendo trovato il terreno duro ha posato nel primo punto morbido trovato...).
Non so se ho partecipato alle competizioni più sfortunate, magari all'estero questa specialità è vista meglio, ma 20 persone in una coppa Italia sono davvero poche.
Non so quali siano le soluzioni, magari rendere migliore e più appetitoso il circuito, conteggiare una o più gare assieme alle altre discipline, non so.... so solo che così questa disciplina è proprio da serie Z.

domenica 13 maggio 2007

San Donato Milanese

Domenica senza corsa ma non priva d'impegni orientistici. La mia società era impegnata nell'organizzazione delle due manifestazioni nell'hinterland milanese; il mattino si svolgeva il centro storico nazionale, il pomeriggio una gara di Coppa Italia di trail -o.
Mary, che corre, è impegnata in partenza, mentre io sono assieme a Stephen, Luca C., Angelo B., Paola F., sono coinvolto ad organizzare l'arrivo. Dopo aver montato il gazebo, tavolino, cronometro, stenditoio per il recupero carte, aspetto l'arrivo dei concorrenti. Una volta tanto, vedo in faccia molti miei avversari, tutti sudatissimi e mai completamente felici; ognuno ammette di aver fatto errori, forse per il caldo, forse per aver tirato troppo. Gli oltre 160 partecipanti arrivano tutti entro mezzogiorno e la gara sembrava finita..... peccato che, complice un "baco" del computer di giuria, alle 13.15 arrivi una ragazza WB che, disorientata, cerca insistentemente le lanterne già rincasate.
Mary se la cava in un'oretta, abbastanza soddisfatta per non aver fatto grossi errori, ma conscia che il tempo impiegato ad orientarsi in sicurezza è ancora troppo rispetto alle migliori.
Dopo le premiazioni, mi calo nei panni dell'orientista per affrontare il percorso trail-o; ho già fatto un paio di gare l'anno scorso e non mi sono piaciute in quanto le ho definite l'orientamento d'imprecisione! infatti questa variante dell'orienteering mi piace, ma l'incapacità di rendere inopinabile la scelta della lanterna giusta, rovina sempre la sensazione di divertimento.
Questa volta decido di fare la gara con Mary per spiegarle il funzionamento e di fotografare ogni grappolo di lanterne.
La partenza prevede la prima lanterna a tempo; ci viene spiegato quanto dovremmo sapere già prima di partire. Seduto al tavolino osservo per qualche secondo la base del tralicio e ..... voilà! si parte, rapida occhiata alla carta ed alla descrizione e decido lanterna D, tempo: 4"47; se non ricordo male quella giusta era la lanterna ad est. (la foto è scattata da sud). C'incamminiamo lungo il tratteggio ed incontriamo un punzone in mezzo ad una siepe con cartello "punto d'osservazione"; dico a Mary che probabilmente era il punto di partenza previsto ma poi, per qualche motivo, si era pensato di spostare il punto di osservazione. Non ci facciamo più caso ed andiamo al secondo punto; ci sono 3 lanterne, una vicino all'albero isolato le altre due al termine della siepe; il punto da trovare è quello fra la siepe e l'albero isolato. Osservando la foto 2 (fatta da nord) si comprende che l'unica possibile è la B. Una delle cose che odio è la punzonatura manuale in quanto penso di timbrare la B e trovo i buchi a cavallo tra il quadrato A e B!
La prossima tappa ci porta a bordo di un prato e le tre lanterne posate al bordo dello stesso non sembrano nascondere insidie. La descrizione indica la parte interna dell'angolo di erba e l'unico punto possibile è quello A.
La quarta scelta è davvero tosta: tre lanterne attorno a dei sassi, lanterna a nord-est... sembra facile: la A! non mi convince, ricontrollo e .... caspita il gruppo di sassi non è quello giusto! è quello accanto.... risposta Z, ma davvero un bello scherzo mi stava facendo il buon Remo....
Andando verso la cinque, trovo Stegal che sta parlando con Di Stefano e gli sta spiegando che la lanterna 1 era quella del punzone nella siepe.... ma come? quello era il punto uno? ma non era mica quello a tempo? ma come si fa a pretendere che un neofita capisca, oltre a quale lanterna scegliere anche le stranezze del trail -o? Gianluca torna al punto saltato mentre la sua famiglia lo aspetta, non molto felice, sulla panchina... io dico a Mary che ci passerò prima di fare la 11. Mentre la compagnia si scioglie, ci concentriamo sull'avvallamento che contiene quattro lanterne; ho qualche dubbio sulla C, ma controllando meglio preferisco dare la preferenza alla D.
Un pò infastiditi dalla notizia ricevuta, ci avviamo alla sesta punzonatura. Arriviamo in una piazza dove c'è un muretto con tre lanterne sopra; vedo lato sud e scelgo la A guardando il sole (non ho portato la bussola e qui Piero mi prenderà in giro....); poi osservando la posizione del palazzo di fronte, mi accorgo che il sud non può essere in quell'angolo; chiedo a Stegal, che si sta allontanando, dove sia esattamente il nord e ciò mi conferma che la risposta sia la Z.
Successiva scelta è quella di una lanterna sopra il naso, delle quattro in fila, l'unica possibile sembra la lettera A; le altre sono tutte nella parte bassa del bosco.
Le lanterne 8-9 sono le stesse viste da 2 posizioni diverse: da sud-est e sud-ovest; la lanterna da individuare è sempre la stessa ma cambia la posizione del lato visivo.
Dal lato lontano si riesce a notare che la lanterna giusta è quella davanti all'albero, quindi la C.
Dal lato corto, la stessa lanterna, è visibile come lettera B ma la curiosità è vedere come scompare la quarta lanterna dietro l'albero.
Se fino a qui le cose sembravano funzionare bene, il punto 10 è uno di quelli che io chiamo.... opinabili.
Infatti, non capisco come si possa percepire se la lanterna A o B (o eventualmente Z) sia quella esatta da quella distanza e in quella posizione! la descrizione dice lato sud-ovest del bianco.
A primo acchito la lettera A sembra quella giusta, poi osservando la porta d'entrata a sinistra potrebbe essere che quel punto sia davanti al bivio dei sentieri; la lanterna B è davanti ai due cespugli (potrebbero essere le macchie verdi) in corrispondenza della fine del bianco.... ma sarà a sud-ovest? mah, vado qualche metro a ritroso, allineo le due porte del campo da calcio (le 2 X nere) e noto che la lanterna B è l'unica sulla direttrice. Scelgo la B, ma non mi è piaciuta la posizione di questo grappolo.
Prima di andare al punto 11, faccio un salto al punto 1, ma ormai tutto è stato asportato.... ragiono un pò e capisco che il punto a sud era la lettera A.
Punto undici, visto da nord-ovest, presenta tre lanterne poste al lato nord ed ovest della pianta; la descrizione dice parte sud.... quindi Z!
Si prosegue in mezzo ai campi da tennis ed osservando le tre lanterne poste al grappolo 12, non sembrano soddisfare la descrizione del punto; fra il primo e secondo tendone non vedo lanterne anche perchè il punto è nascosto da un motore. Scelgo la risposta Z.
Il punto 13 si trova sul retro del campo da tennis e dal punto di osservazione si capisce subito che il punto C è quello esatto!
Si torna al grappolo 11, diventato ora il 14; ci sono le tre lanterne di prima più una quarta in prima linea che non c'entra nulla. Osservando da lontano sembra che l'unica lanterna ad est della pianta sia la B, ma sarà veramente a est? purtroppo i grappoli così lontani non fanno percepire la profondità e quindi diventa difficile capire la reale ubicazione dei punti rispetto agli oggetti!
Andiamo al punto finale (non ho messo la foto perchè ci sarebbe voluto il grand'angolo, tale era la distanza fra i 3 punti....) e sembra chiaro che l'unica scelta possibile sia la B.
Ci avviamo all'arrivo, ma manca la seconda a tempo.
Vengo condotto dietro un tendone e appena apro gli occhi conto quattro lanterne allineate di fronte a me!
Alessandro M. gira la cartina e parte il tempo.... osservo la descrizione e vedo parte nord-ovest... ma di che cosa? un'oggetto particolare, ma quale? non riesco a farmi entrare in testa che quel groviglio di biciclette faccia parte della cartina! chiedo al cronometrista perchè abbiano costruito quella cosa obrobriosa, ma mi risponde che è una cosa fissa! sono talmente sorpreso ed innervosito che rinuncio a dare la risposta, poi, dopo l'incoraggiamento di Mary rispondo subito che è la D ma non m'importa granchè.
Quella scena mi ha messo una tale amarezza che rimango senza entusiasmo, passo dalla segreteria senza controllare se le mie punzonature siano esatte e me ne vado con Mary, un pò sorpresa dall'esito della gara....
Non so cosa sia scattato in me, ma è stato come una storia finita male.
Sinceramente è stata la migliore delle trail-o a cui ho partecipato, peccato che qualche grappolo ed il punto uno (sinceramente non ho proprio capito che si doveva fare 2 volte) abbiano un pò rovinato il buon esito del tracciato.
Vorrà dire che, a luglio, mi rifarò a Lacanau dove ci saranno gli Europei di questa disciplina.

sabato 12 maggio 2007

Spettacolo a Lugano

Causa termine iscrizioni molto anticipate, non mi sono potuto iscrivere ai Campionati sprint svizzeri. Questo non ha inficiato sulla mia voglia di esserci e quindi, dopo parecchio tempo, mi sono divertito a fare il turista / spettatore di un'importante manifestazione orientistica.
Il pomeriggio assolato, ma non afoso, ha fatto il resto e quindi mi sono gustato, fino alla fine, il bello della diretta.
Giunto in città, mi accorgo subito dove possa essere il centro nevralgico: infatti un fittissimo nugolo di orientisti si aggira, correndo, sul lungo lago luganese.
Metto in azione la mia telecamera ed inizio ad immortalare volti più o meno noti. In attesa di vedere dal vivo i campioni svizzeri e francesi, m' inoltro, con Mary, nelle vie interne cittadine alla ricerca di lanterne ed emozioni particolari. Soffro un pochino a non poter essere lì a correre, ma tant'è, mi diverto lo stesso.

Dopo aver gironzolato un pò, trovo posto, dopo una battaglia psicologica e fisica con dei bambini, in prima fila, dove riesco a vedere il megaschermo e l'arrivo allo stesso tempo.
E' quindi con grande coinvolgimento, sempre crescente, che seguo l'arrivo degli atleti, aiutato dallo speaker che si perde, grave colpa, l'arrivo di Thierry G.!
Dopo aver memorizzato, su nastro, gli arrivi di Gianotti, Consoli, Madella, e preso atto degli ottimi risultati di Guizzardi e Seppi, seguo senza un'attimo di distrazione le performances delle categorie elite. Sono davvero impressionato nel vedere la velocità con cui corre la maggior parte dei partecipanti!
Ed è così che tra uno sguardo al megavideo (dove una telecamera trasmetteva il punto spettacolo ed altre immagini catturate sul percorso) ed uno al finish, si giungeva verso le 19.30, quando si concludeva anche l'ultimo sforzo.
Devo dire che sono stato davvero entusiasta nel vedere tutto ciò, circa 1500 persone che correvano nelle vie di Lugano lasciando, residenti e cinesi, molto perplessi su cosa fosse tutta quella fretta.
Detto delle ottime prestazioni degli italiani Seppi, Guizzardi, Simion, dei ticinesi Maddalena, Tettamanti's family, Guglielmetti Checco, Bea Arn, torno a casa con il rammarico di non poter assistere ad uno spettacolo simile a casa mia.....
Per la cronaca, il percorso HE in visione è stato percorso in circa 13'20" da M. Merz (se non ricordo male; sono stato bombardato da talmente tanti nomi famosi che alla fine non so nemmeno chi abbia realmente vinto!).
P.S.: Che S.Maddalena fosse un mito è ormai assodato, ma vederlo, a 39 anni, giungere 4° ai campionati svizzeri middle in HE, beh.... digerisco molto meglio certe batoste che ho preso da lui! Bravo Madda!

giovedì 10 maggio 2007

Val Vigezzo - staffetta master

Ebbene sì: domenica si è corso, all'insaputa di tutti, il campionato italiano middle a staffetta!
Mi sono divertito a sommare i tre migliori tempi dei rappresentanti di società.
Ma come? ho preso i tempi di coloro che hanno corso la finale A scegliendo le migliori prestazioni. Nel caso non ci fossero almeno 3 atleti, ho preso i migliori tempi della finale B aggiungendo un minuto di handicap per ciascun tempo ( 1 minuto penso sia la reale differenza fra le due gare).
Nella tabella verranno visualizzati i tempi in ordine crescente, partendo dalla finale A e successivamente (evidenziati in giallo) quelli della B.
Note: sia per il team russo che per quello del TOL ho utilizzato Anuchkin; per il Trent-o ho utilizzato i tre finalisti anche se in finale B vi era un tempo migliore (sulla carta).
Si replica a Fusine, prima della vera sfida di settembre.

martedì 8 maggio 2007

Val Vigezzo - split

Come a volte accade, mi diverto ad analizzare gli split per capire l'andamento della gara e studiare coloro che corrono con me; sinceramente, non lo faccio con scopi particolari, ma solo per il gusto di valutare le cifre fredde che magari nascondono situazioni particolari e personali.
La finale master penso si possa dividere in quattro parti: il tratto partenza - lanterna 2, nella zona difficile e un pò fortunosa delle canalette e palude; il tratto 2 - 5 piuttosto veloce con pochi margini d'errore; il pezzo 5 - 8, terreno piatto nel bosco con radici unico riferimento visibile; sequenza 10 - 19, nel tratto di bosco sassoso in costa. Ho quindi tralasciato 8 - 10 e 19 - traguardo dove non penso a grosse difficoltà.
Nella tabella ho, appunto, inserito i quattro parziali di ciascuno; in ciascuna sequenza ho evidenzato in giallo i tempi migliori e precisamente: meno di 6' (1), meno di 9' (2), meno di 4' (3), meno di 15' (4).
Già a prima vista si nota che Di Stefano ha fatto una gara perfetta; è l'unico che sia riuscito a colorare tutto di giallo.
La coppia Carenini - Anuchkin stava viaggiando veramente forte ma l'ultimo tratto è stato fatale.
Pradel e Pilat, in maniera inversa, hanno colorato metà gara; l'unico che sia riuscito a fare altrettanto è stato Visioli, ma nei suoi settori bianchi si evidenziano grossi errori.
Per un'altro gruppetto un solo settore giallo, troppo poco per puntare al podio.
Il fatto che quasi nessuno sia riuscito a fare un gara regolare la dice lunga sul tipo di tracciato: veramente vario ed equilibrato. L'unica pecca, dettata dalle partenze ravvicinate, si è manifestata nell'ultimo tratto lento, dove si sono formate alcune coppie che hanno avuto alterne fortune.... ci sono ben 4 dei 9 tempi migliori nella seconda metà della classifica!
Una curiosità l'ha destata il medesimo destino avuto dai due russi più forti: sono arrivati al punto spettacolo con grandi tempi e sono caduti al punto 12 e 18 entrambi!

lunedì 7 maggio 2007

Campionati italiani Middle

Come anticipato ieri, in questo post lascerò da parte l'aspetto puramente agonistico post-gara per pensare ad altri aspetti di questa due giorni.
Innanzitutto, ritorno a casa con una sensazione mai provata prima: essere stato inserito come uno dei favoriti! questa situazione mi ha fatto provare i due lati della medaglia: da un lato ho capito la pressione a cui sono soggetti i veri campioni, quella di non poter sbagliare, sfigurare, dall'altra parte, però, mi ha fatto "vivere" la gara sentendomi parte di essa. Non importa se poi io ero il primo a non crederci (ho indovinato i 2/3 del podio, scambiando Gianluca con Corrado), il bello è stato sentirsi nel gruppo; mi ha dato tristezza notare la mancanza di 12 dei primi 13 classificati dell'anno scorso, non avere più in classifica Baccega, Corradini, Beltramba, Mair, ecc... mi è sembrato mancare un pezzo importante dell'orienteering master! Non a caso, anche ieri, i primi classificati sono stati sempre loro, per questo non mi sono mai sentito uno dei favoriti, nonostante qualche buona prova recente.
Osservando la classifica ho notato che è davvero troppo corta rispetto ai valori reali; non ho ancora ben capito da cosa è stato dovuto questo appiattimento di tempi, in batteria la differenza è stata molto più marcata.
Altro capitolo merita la gestione dell'evento: mi ha fatto piacere notare che la società organizzatrice, sulla carta non molto numerosa, sia riuscita a gestire bene un'importante manifestazione. Peccato che alla fine, come al solito, rimangano in mente solo gli errori.... uno, quello della stampa, è stato indolore, nel senso che tutti sapevano ciò che era stato sbagliato; il problema dei cerchi non perfetti sarebbe passato inosservato se non ci fosse stato quel tipo di bosco. A proposito di ciò, non so se sia regolamentare, pensavo che un'estratto al 5000 non sarebbe stato male, visto che ho sentito parecchi over 35 lamentarsi non della difficoltà tecnica ma della lettura della carta. Personalmente ho fatto molta fatica a vedere i cerchi delle lanterne ....
Altro piccolo neo, aver esposto le griglie di partenza della domenica nel buio del ritrovo, costringendo tutti ad inventarsi sistemi d'illuminazione alternativi.
Un bravo al neo tracciatore Paolo, su quelle cartine ha saputo inserire ogni tipo di difficoltà e terreno; personalmente, in finale, avrei inserito una lanterna in più nella parte iniziale (come per gli elite) e cercato di evitare la tratta 13-14 (ma ho visto che non c'erano molte alternative) a bordo carta.
Altro aspetto, meno sportivo, quello logistico.... la valle, molto tranquilla, mi ricordava quelle trentine di una volta, dove tutto è in ordine, preciso, carino, ma un po' spento. Forse per questo la signora "gendarme" del nostro hotel era molto nervosa.... trovare il pienone la prima domenica di maggio è davvero una stranezza. Nonostante questo è riuscita a far pagare la tariffa piena al bimbo di 5 anni.... sicuramente più d'uno non tornerà lì un'altra volta.
Ultimo capitolo, il più doloroso, per lo speaker: si parla tanto di fare un pool di speaker, uomini immagine, e chi ci mettono ai campionati italiani? un tizio che prima va a correre la gara, fa la finale elite senza essersi nemmeno qualificato nella sua, annuncia arrivi a caso sperando che nessuno conosca chi arriva, salvo poi correggersi a causa dei rimbrotti del pubblico; dare dei tempi assurdi come 35 alto, altissimo, 36 basso, molto basso.... (che gioco è ?) parlare sempre del 10mila o della 3 giorni della Baviera, oppure citare il curriculum fermo a qualche anno prima di qualche buon orientista. Stegal: grazie di esistere!

domenica 6 maggio 2007

Val Vigezzo - Finale

Bel week end quello passato in provincia di Verbania; dopo la gara di ieri si è conclusa, oggi, una bella manifestazione in generale, un po' meno per me.
In questo post parlerò solo della mia gara mentre, a mente un po' più fredda, aggiungerò delle considerazioni personali.
Il tempo è molto differente dal giorno prima: soleggiato, venticello abbastanza sostenuto da far volare gli aquiloni in partenza, non eccessivamente caldo.
Purtroppo, avendo fatto bene in qualificazione, devo partire alle 12.36, orario davvero inusuale per me: speriamo in bene. Passo la mattinata al punto spettacolo a fotografare gli altri orientisti, più o meno conosciuti, poi vado a controllare la partenza di Mary.... la incontro, in lacrime, mi dice di non stare bene. La consolo un po' e la convinco a non correre per evitare guai maggiori; quello che mi stupisce è che, a differenza di qualche tempo fa, è lei stessa la più rammaricata di non poter gareggiare.
Mi preparo alla partenza, osservo i miei avversari e noto che quasi tutti sono stati miei punti di riferimento in passato.... a dire il vero lo sono ancora, ma probabilmente qualche miglioramento l'ho fatto anch'io.
Dopo lo start mi aspetta un lungo tratto nel prato, seguo la traccia lasciata da quelli già partiti prima.... mi sorge subito un domanda: mi porterà nel punto dove io vorrei entrare? intanto che mi dò una risposta arrivo al bosco e capisco che non era quello il punto esatto..... allora seguo una canaletta sperando che vada nella giusta direzione; purtroppo piega verso nord e decido di arrivare al suo termine ed attaccare il punto da nord-sud. Infatti trovo la casa ed arrivo nel punto esatto. Non mi sono piaciuto, sapevo che era tecnica e l'ho sbagliata! un paio di minuti saranno già stati buttati! So che dietro di me partono due treni: il primo è Carlo C., meno tecnico, ma da corsa campestre, il secondo è Oleg A. che non ha bisogno di presentazioni.
Incavolato mi butto, senza pensarci tanto, verso il vallone, lo attraverso nei pressi del giallo, direzione esatta, stop al prolungamento del muro privato. Ottimo!
Guardo la tratta tre e mi demoralizzo: un trasferimento su prati... provo a correre al massimo, ma come immaginavo, pago in lucidità; dopo la strada asfaltata sbaglio il giallo e fortunatamente me ne accorgo abbastanza presto. Nonostante la correzione in corsa vedo arrivare già Carlo con dietro Oleg! incredibile, ma sono così fermo? un po' demoralizzato li seguo verso il punto quattro, molto vicino.
Ahimè, il punto cinque è il replay inverso del tratto 2-3! cerco di seguire i due cavalli da corsa, ma ad un certo punto devo decidere: o metto via la cartina e mi concentro solo sulla corsa sperando di non perderli, oppure li lascio andare e vado avanti con i miei mezzi. Faccio un rapido esame di coscienza: quello è il treno del podio, ma se devo essere da podio devo farlo da solo..... faccio orientamento per mettermi alla prova quindi niente inseguimenti e campestri. Lascio che vadano via, torno a leggere la carta e seguo il giallo fino alla curva a gomito, costeggio il ruscello in discesa e punzono.
Dò un'occhiata ai tre punti seguenti e vedo che sono pericolosi: entro alla sei in direzione mi fermo alla canaletta e sulla sinistra vedo la radice giusta; direzione sette non perfetta, intravvedo la canaletta e cerco di seguirla: con un po' di difficoltà riesco a trovare il giusto incrocio. La otto sembra semplice sulla carta, meno facile è capire quale sia la striscia bianca; comunque tutto bene.
Per giungere alla nove basta non distrarsi, il giallo mi accompagna fino alla roccia che affianca l'avvallamento giusto. Qui noto che i cerchi non sono molto centrati, infatti, anche nel prosieguo della gara, dovrò sempre controllare sulla descrizione cosa trovare, perché non sempre combaciavano gli oggetti da cercare.
Il punto successivo è il punto spettacolo, avendoci passato qualche ora a fotografare lo conosco abbastanza bene; qui trovo Mary che sembra essersi un po' ripresa dal malore. Torno nel verde a cercare l'undicesima tratta, anche qui perdo qualche secondo perché non capisco subito che la mia lanterna è dietro un sasso e non in un avvallamento.
Qui finisce una gara e ne inizia un'altra, più triste....
Per andare al punto 12 faccio una scelta buona, infatti salgo dopo il ruscello, arrivo in zona punto e chi trovo? i miei due cavalli pazzi! sono fermi in una zona molto vicina al punto, ma dove? dico ad Oleg che potrebbe essere più alta, ma dopo un po' non ci credo neanche io... allora vado a ovest e trovo un avvallamento netto, lo cerco in carta e capisco dov'é. Sono alto una decina di metri! scendo subito ed incontro Anuchkin che punzona venendo dal basso! Non c'è Carlo e quindi facciamo subito la 13 molto vicina.
Parto in direzione quattordici e capisco subito che Oleg non lo rivedrò più: troppo agile su quel tipo di terreno fatto di costa, sassi e rami intricati. Fa nulla, mi sono arrangiato anche prima.... il problema è che sono davvero troppo lento, quel terreno non lo digerisco, non riesco a stare in piedi. Se poi aggiungo che la carta si legge poco e mi fermo molto a guardarla.... Incontro Carlo, ancora intento a cercare la 12! Gli indico la direzione giusta, non m'importa che sia mio avversario per la classifica.... finalmente arrivo ai roccioni, sono sceso all'ultimo momento nella striscia gialla perché ero stufo di ballare in quel verde.
Le ultime quattro lanterne nel bosco sono simili: il tipo di terreno è troppo contorto, sono lento a trovare i giusti riferimenti; capisco che essere da soli in quella zona è molto più penalizzante che avere altre persone attorno..... come disse, poco prima, Thomas H. all'arrivo: "... bisogna avere occhi d'aquila...". L'emblema è la lanterna 17: ero a bordo del verde nell'avvallamento a destra del cerchio e non riuscivo a vedere quale fosse la roccia giusta. Sarò stato fermo quasi un minuto a curiosare fra i sassi, finché l'ho trovata semi nascosta poco distante.
Da lontano sento lo speaker che annuncia l'arrivo di Gianluca D., partito 2 minuti prima di me.... io sono ancora in mezzo a questa pietraia!
Finalmente il calvario finisce e mi butto sulla penultima.....dietro ho Roby T., partiva 10 minuti dopo..... prima corro per non farmi superare, poi lo aspetto all'ultima curva, tanto per me non cambia più nulla.
Subito dopo l'arrivo, il solito scambio di vedute generali, anche per l'arrivo di altri "maestri" orientisti, fra cui i miei 2 cavalli da corsa che si sono persi in quel bosco "maledetto".
Alla fine non cosa pensare, forse ho tirato troppo o forse no, non riesco a capire che tipo di gara ne sia uscita...
Fa lo stesso, alla fine mi sono divertito anche se non è andato tutto perfetto, ma forse non è ancora arrivato il mio momento.....