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domenica 20 maggio 2007

Laghi di Fusine - Coppa Italia

Fusine 2, ovvero l'altra faccia della medaglia: ieri cartina pulita, senza riferimenti particolari, veloce, oggi .... una spruzzata d'inchiostro nero (citazione da un noto commentatore orientistico). La cartina di oggi si ama o si odia!
Dopo la mia bella prova di ieri (da non confondere con classifica), oggi decido di rischiare; so che la cartina è lenta, tecnica, difficile. Non voglio pensare alla classifica di coppa Italia, voglio capire se sono migliorato tecnicamente su una carta, per me, inedita: infatti non ho mai corso in Slovenia (dove molte zone sono speculari a quella odierna) e l'unica cartina similare, dove ho già corso, è quella di Kaberlaba.
Solita bella giornata, partenza vicina, ne approfitto per controllare gli split della sprint; ne parlo con Mary e tale colloquio si protrae talmente a lungo che non mi accorgo che è giunto il mio minuto di partenza! Il riscaldamento non mi serve in quanto so che non ci sarà molto da correre.
Si parte dall'unico giallo della carta, si segue un sentiero e ... opplà! si inizia a camminare sui sassi. Scelgo un inizio semplice, correndo sul sentiero, dopo l'incrocio vado verso il verde, lo attraverso e giù nella depressione.
La lanterna due potrebbe già essere impegnativa, ma non sono ancora pronto e quindi scelgo di riprendere il sentiero che mi porta fin sotto la lanterna. Ok, ho iniziato bene semplificando le scelte.
Il terzo punto non mi da alternative: azimut! risalgo l'avvallamento verde, sentiero con roccione e lanterna che mi sorride.
Lanterna quattro, primo esame in quanto è abbastanza distante e senza grossi riferimenti. Inizio a prendere velocità a scapito della precisione; infatti seguo per un pò il verde, poi lo attraverso per arrivare sul piano. Vedo sulla sinistra il giallo, taglio il sentiero ma sono troppo a nord-ovest; so che non devo scendere ma la mia posizione non è precisa.... mi aiuto con una lanterna posata dietro una roccia e costeggio fino al punto. Impreciso! un paio di minuti andati.
Colpo d'occhio al cerchio numero 5 e subito mi dirigo sul sentiero che gli passa vicino; nessun problema. Idem per la sei, azimut veloce e punto fatto.
Guardo il punto sette e vedo che dev'essere sopra un ripido pendio; mi dirigo a est, ma anzichè salire stò scendendo.... strano, eppure sono in bussola! ad certo punto trovo un giallo... mi fermo, c'è qualcosa che non quadra. Controllo attentamente e ... caspita, sono completamente fuori! com'è possibile? mi faccio coraggio: mi aspettano 100 metri di dislivello. Arrivo al piano intermedio, roccione gigante, due rocce e .... anzichè la lanterna vedo Gianluca D. (partito 3 minuti prima) che sta andando verso la otto. Sono titubante, l'avrà già trovata? lo seguo per una decina di metri ma poi ritorno indietro; riesamino il terreno, sono sempre lì, eppure.... lieve spostamento della visuale ed ecco il telo! proprio nel punto dove avevo visto Gianluca. Questa distrazione mi sarà costata un paio di minuti e non è la prima quest'anno..... non è facile togliere questo difetto!
Mi dirigo verso il punto 8, so che devo attraversare tutta la cima fino al pendio opposto; infatti arrivo bene e trovo il check. Il successivo è semplice, ma impiego 30 secondi a vedere la lanterna, nonostante fossi a 10 metri!
Punto 10: passo alla cassa (ad incassare minuti di ritardo)! decido di correre in costa fino dove gira il dosso; sembra tutto bene quando un tratto di vegetazione, diversa dal sottobosco, mi fa pensare di essere arrivato alla macchia verde. Quindi scendo una decina di metri, trovo una roccia simile a quella del cerchio 10 ma niente cocuzzolo. Cerco per un pò, scendo fin sul piano e mi arrabbio perchè non ho seguito la mia idea. Ora non mi rimane che rifare la scelta, ovvero cercare dove finisce la costa.... infatti salgo un pò di metri vedo la roccia e capisco in anticipo che avrei trovato il punto marrone! Valuto in cinque minuti il tempo perso. Troppo per una lanterna del genere.
Un pò demoralizzato, decido di utilizzare la sponda del laghetto per dirigermi alla undici; tutto sentiero fino al piano e poi buca. La tratta successiva potrebbe riservare sorprese; esco un pò male sul sentiero arrivo ad un bivio e giro a sinistra, credo di percorrere la traccia giusta, ma i sassi che la circondano mi fanno nascere un dubbio; rapida occhiata alla carta, trovo il giusto tratteggio, riprogrammazione della tratta ed arrivo bene al punto.
Il controllo successivo è quello che mi rode maggiormente: lo attacco in modo sicuro perchè scelgo di arrivare fino alla curva del sentiero dopo l'incrocio nel giallo; faccio azimut, risalgo l'avvallamento e vedo una lanterna. Accidenti, non è la mia! ritorno indietro mi localizzo nel piano dove ci dev'essere la X verde; inizio a scrutare tutti i possibili obbiettivi ..... all'improvviso noto quello che sembrava un cocuzzolo/roccia è in realtà la parte posteriore della radice; peccato averlo capito dopo più di un paio di minuti.
Questa perdita di tempo mi fa innervosire e ne pago la conseguenza sull'uscita successiva: impiego un pò troppo a trovare il sentiero che mi porta fin sotto la penultima punzonatura; per fortuna che non ho difficoltà a trovare il telo bicolore.
L'ultima tratta è simile a quella del giorno prima e quindi ho davvero terminato la mia prova.
Arrivo soddisfatto, non tanto dalla mia classifica, ma per aver provato i miei limiti su un terreno inedito ; ho fatto circa 15/16 minuti di errore, sono davvero tanti; probabilmente avessi viaggiato con sicurezza ne avrei fatto la metà, ma sono curioso di capire qual'è la differenza tra i grandi ex professionisti e noi comuni orientisti (le mie, già descritte, categorie master).
Citazione particolare per Oscar che, dopo anni, fa una bella gara nel bosco e ne sceglie uno davvero "facile"; un augurio di guarigione a Luca C., caduto tra le rocce in modo innaturale.
Successivamente aspetto Mary, temo, per un pò, che la sua gara diventi un calvario, invece arriva in tempo utile per metterci in fila (grazie PLab) alla mensa degli orientisti.
Al rientro, durante le sei ore di viaggio, decidiamo di tornare, un giorno, in questo magnifico scenario per distrarci sul laghetto color smeraldo e magari fare un salto nella pietraia.