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sabato 30 giugno 2007

Highland open - 2^ tappa

Si replica sulla stessa carta ma i tracciati sono di Tiziano Z.; la zona mi è abbastanza familiare avendoci corso altre volte.
Oggi si parte presto, cielo variabile e clima sopportabile. Adotto gli stessi accorgimenti di ieri avendo avuto buone sensazioni.
Sono l'ultimo in griglia, quindi non avrò la compagnia del leader della classifica. La zona di partenza è in salita e penso a grossi dislivelli, invece sulla descrizione, appare un modesto 195 m., meno di ieri; ci sono pochi punti quindi saranno tratte più lunghe.
Via, il primo punto non è vicino ed osservando bene la carta, noto che è nella zona del cimitero di guerra che avevo sfiorato ieri; infatti mi avvicino sfruttando sentieri e prati, in zona punto niente errori. Sequenza 2,3,4 fatta di brevi tratte ma senza grossi riferimenti, viaggio di bussola e curve del terreno; alla tre, vedo Oscar che ancora cerca la lanterna, partiva sei minuti davanti, e lo indirizzo a grandi linee.
Il tratto cinque è semplice basta seguire, in senso inverso, i prati e i sentieri appena percorsi per la uno; chissà perchè sono restio a farlo ..... cerco sempre una via diversa per poi trovarmi sempre là! comunque arrivo benino ma non sono soddisfatto delle sbandate fatte; qui raggiungo il mio compagno di squadra, nonchè ex campione italiano staffetta, Battelli.
La lanterna sei è semplice, avendo un sentiero che ti accompagna, mentre la successiva va presa con le pinze poichè le due buche non sono così evidenti in quel terreno.
Comunque tutto scorre bene ed anche otto e nove, utilizzando i sentieri si rivelano semplici.
Ora mi aspetta la scelta lunga: o si corre, aggirando il dosso a destra per poi salire al punto, o si fa come l'anno scorso, cioè sentiero verticale fino in cima e poi giù seguendo le tracce dei sentieri; siccome ho la gamba buona e non il fiato, rifaccio la stessa scelta: si sale!
Noto che solo uno ha fatto la stessa strada, penso che solo Stegal abbia il coraggio di farlo; invece è stato Sandro e lo capisco poichè lo raggiungo in discesa poco prima della lanterna.
Qui, la mia mente ha un'attimo di pazzia: al punto 9 avevo raggiunto D'Amico che, come immaginavo, avrebbe fatto il giro sulla strada. Purtroppo, arrivando alla 10, lo rivedo: caspita non ho recuperato nulla, anzi....
Questo ragionamento mi fa catapultare verso la undici senza pensare molto; arrivo alla strada, credo di essere ad una curva invece sono a quella 100 metri prima! questa valutazione errata mi costerà ben otto minuti (da Renato B.), poichè scendendo ancora esco di carta! Nonostante l'arrivo di D'Amico e Sandro la situazione rimane invariata, poichè i sentieri che vediamo in realtà non riusciamo a proiettarli in carta. Cosa più grave per me, è che loro se ne vanno e trovano il punto, mentre io mi ostino a voler capire dove sia quella maledetta casetta (già vista in altre gare, sigh!). Finalmente, tenendo d'occhio la strada asfaltata, capisco dove sono, ma ho impiegato 16 minuti due in più di quelli necessari a fare la tratta lunga.
Di rabbia faccio le ultime due lanterne, raggiungo nuovamente Sandro ma sono conscio del grave errore.
Peccato, fino alla nove avevo fatto una buona gara, poi ho rovinato tutto per la voglia di strafare.
Mary, intanto, aiutandosi con la signora Calandry, riesce a stare in tempi accettabili, peccato che domani, a caccia, dovrà gestire la propria gara in modo diverso.
News del giorno, poichè presumo che lui non lo abbia potuto scrivere, è il primo posto del Dipa davanti a Jimmi e Remo e quindi domani sarà una caccia spettacolare tra il massiccio Ale ed il minuto Jaime!

venerdì 29 giugno 2007

Highland open - 1^ tappa

Oggi s'inizia a fare sul serio; pensavo ad una semplice e veloce middle, invece i 7,4 kmsf. si sono fatti sentire.
Si parte alle ore 11.00, io quasi alle 13 sotto un sole caldo ma un'aria fresca. Mary approfitta per fare il warm up, io curo molto di più l'abbigliamento; non voglio rischiare quelle fastiose vesciche, i piccoli traumi, che si possono accumulare nei giorni. Oggi decido di prendere la borraccia che mi sarà molto utile.
Non avendo potuto tenere la cartina vado un pò a memoria; primo punto, seguo un sentiero finchè un muretto e un largo naso mi fanno arrivare bene. Lanterne 2 e 3 sono molto vicine e buche simili. La prima buca la trovo grazie alla piazzola soprastante, mentre la seconda mi fa perdere quasi tre minuti perchè sono troppo a destra; questo è il ritornello che molti diranno a fine gara.... o la bussola non funziona oppure il disegno non è proprio preciso.
In quel punto mi raggiunge il norvegese partito due minuti dopo e favorito della gara. Lanterna quattro e cinque le trovo agevoli, mentre alla sesta vengono superato e indirizzato dal predetto straniero.
Prima lanterna medio-lunga, la sette, decido di fare la mia scelta costeggiando i prati ed anticipando la salita sulla collina; arrivo bene e vedo che il mio avversario diretto è appena andato via.
Discesa verso l'ottava, vedo il biondo Helge fare una scelta strana... io preferisco scendere fino alla strada e giù al giallino per poi salire leggermente a raggiungere l'avvallamento di roccia; ottima scelta, con la coda dell'occhio vedo sopraggiungere sempre lui....
Cerco di scappare in costa verso la nove ed arrivo all'avvalamento dove c'è il telo; sono ancora davanti.
La decima è molto tecnica, non bisogna distrarsi perchè cercare dei sassi di un paio di metri in una zona di rocce e sassi non è facile; rallento un attimo e vedo arrivare in zona punto il buon Fossoy con il quale punzoniamo assieme.
La lanterna undici l'ho fatta da parassita: intento a cambiare posizione alla carta decido di accodarmi al norvegese per un minuto.
Ora tocca alla tratta lunga: a questo punto decido di togliere il disturbo al mio compagno d'avventura e cerco una via alternativa. Punto al prato sottostante, passo davanti al cimitero di guerra e salgo fino ad un sentiero che arriva molto sopra alla lanterna; arrivo alla casetta e scendo sul naso giusto. Magari non è stata la scelta migliore ma sono arrivato bene. Le tre lanterne successive sono degli spostamenti attraverso i prati, cambi di direzione e tenuta dell'altezza; qui serve correre e non è il mio terreno preferito.
Non sbaglio e già comincio a pensare di avercela fatta. Il punto 16 è di quelli maledetti, poichè è in discesa ripida ma non perpendicolare; infatti mi sposto leggermente troppo a sinistra e mi fermo sulla traccia del sentiero: sono un pò esitante e perdo un minuto su una tratta brevissima.
Riprendo la concentrazione e scendo deciso verso la 17, arrivo sopra il punto e mi fermo un'attimo per capire la vegetazione: sulla carta sembrava più semplice, invece qualche secondo in più serve a non sbagliare.
Mi dirigo verso la 18 e sento lo speaker che intervista un francese e poi mi nomina come esempio di unico pazzo che abbinerà la 5 giorni italiana con quella transalpina; penso che mi prenda in giro e così gli indirizzo dei gestacci perdendo la concentrazione....
Arrivo a bordo prato ed entrando nel bosco impiego qualche secondo di troppo a vedere il telo bicolore.
Volata verso il traguardo, passando dalla 100, con buone sensazioni di corsa.
Alla fine sono contento, anche se l'atleta nord-europeo mi ha rifilato 6 minuti, d'altronde ho notato che è molto preciso e veloce.
Mary arriva poco dopo, contenta e sorprendentemente terza in classifica. La cosa comica è che Mr. Calandry è terzo dietro di me, mentre la signora Calandry è seconda davanti a Mary..... sfida incrociata e pareggiata!
Complimenti all'organizzazione per le classifiche già on line!

giovedì 28 giugno 2007

Highland open - prologo

Essendo arrivati a Gallio nel primo pomeriggio, siamo andati a dare un'occhiata al prologo. Come al solito, non ho resistito alla tentazione di cimentarmi anch'io nella sprint di paese.
Molto pochi i partecipanti, parecchi stranieri e gruppo forestale a dare lustro alle categorie elite; per la UL ci sono Remo e Andrea arrivati con il bus appena in tempo.
Chiedo un posto vacante, ma la risposta è che si può scegliere solo esordienti o open; opto per la seconda categoria, ma sono il solo iscritto.
Alla partenza, colgo il suggerimento dell'atleta Erebus lì presente il quale mi dice di fare un'altra categoria, anche se non apparirò in classifica.
A questo punto un solo dubbio: M21 o M35?
Nonostante il pensiero dei prossimi impegni e con il pranzo ancora da digerire, ho un sussulto d'orgoglio: perchè non provare a vedere quanto prendo da Teno?
Allo start prendo la cartina dei top e parto verso la scalinata della chiesa. Piano piano entro in carta e prendo il giusto ritmo per fare una bella corsa. Non sto a descrivere le varie tratte anche perchè, molte, sono solo questione di velocità di testa e gambe. L'unico dubbio sulla tratta lunga dove ho scelto lungo ma senza problemi di lettura; unica perdita di tempo alla lanterna 14 dove il disegno della casa ed il suo ingresso nel garage non mi sembravano perfettamente corrispondenti alla realtà. (comunque avrò lasciato 10 ").
Per il resto mi sono divertito perchè non l'ho trovata così banale avendola fatta in velocità.
Il mio confronto con Teno? può darsi che lui abbia sbagliato (non avendo vinto...), perchè il minuto e dieci, che ho preso da lui, mi sembra troppo poco.
Meglio così, almeno per una volta non ho sfigurato in un centro storico!

lunedì 25 giugno 2007

Una domenica alla finestra

Nonostante mi fossi ripromesso di staccare, ieri pomeriggio non ho resistito al caldo milanese e anzichè andare all'arena sono andato al fresco.
Eh si, verso le 16, partenza destinazione Val Vigezzo! Il programma prevede un'ora di lezione tecnica alla mia allieva, la quale dovrà ripercorrere il mio tracciato della finale, visto che lei non aveva corso la domenica; a seguire, per me, simulazione di gara facendo il percorso della qualificazione all'incontrario....
Nonostante la molta salita, il tempo mi ha dato una mano perchè, oltre ad esserci meno di 20 gradi, ha anche piovuto.
Sono abbastanza soddisfatto della fatica fatta, in vista di venerdì..... ho notato il grosso cambiamento di vegetazione nella cartina delle finali: i prati e la zona delle radici erano praticamente un muro d' erba!
Da buon spettatore, mi sono messo a sbirciare tra le manifestazioni domenicali: la staffetta degli europei ha dato un verdetto netto, cioè che Repubblica Ceca e Svizzera possono dormire tranquille. Ho notato la mancanza della Svezia ed in generale che i paesi nordici non avevano M/W 16 (se non ho visto male); molti nomi dell'europa dell'est, mentre la Francia esce un ridimensionata se paragonata a quella nazionale A che veleggia in coppa del Mondo.
I risultati italiani non mi sorprendono, rispecchiano i valori del nostro movimento al cospetto europeo; stona (in senso positivo) la prestazione di Nicole, ragazza veramente talentosa. La mia speranza è che non sia lei una "superdonna", ma che siano i suoi compagni ad avere ancora tanto margine di miglioramento.
L'importante è che la FISO abbia iniziato quel percorso di formazione giovanile che non poggia solo sulla singola società, ma che renda i comitati regionali ed i tecnici federali parti attive della crescita dei ragazzi.
Chiusa la finestra europea, ho passato in rassegna, complici i blog di Ale e Teno, le gare sprint emiliane (romagnole?), liguri e la gara ad otto di Martinetto.
La mia attenzione si soffermata sul pezzo scritto da Angelo per il Comitato Lombardo a proposito del trofeo delle regioni di MTBO; dalle sue parole trasparivano grossi risultati ed una prestazione corale soddisfacente.
Mi sono preso la briga di andare a vedere le classifiche: beh, è stato veramente desolante vedere la partecipazione a Pianfei..... ci voleva ben poco ad ottenere il podio! Ed il divario col Trentino è stato quello di avere due catogorie con un PM; fermo restando il plauso per l'impegno di tutti quelli che hanno pedalato per ore, ad iniziare da Mr. Anfossi!
Ora, finalmente, si parte per le vacanze estive.

venerdì 22 giugno 2007

Week end a riposo

Dopo parecchio tempo passato a correre in giro per l'Italia, con la cartina in mano, riesco a starmene a casa per preparare il necessario ad affrontare il mese di ferie che mi aspetta.
Capita che riesco a trovare il tempo per curiosare i siti delle prossime due cinque giorni che ho in programma, leggerne i contenuti e fare già qualche considerazione.
Innanzitutto il numero di partecipanti, la Francia ha quasi il doppio degli iscritti; ma la cosa che mi risulta più fastidiosa è che il numero dei tesserati francesi è superiore alle 1000 unità!
probabilmente, vista sotto l' aspetto percentuale, la differenza non è evidente, ma in realtà sono i numeri assoluti che impressionano.
Non mi voglio dilungare sui motivi ed i perchè di tale differenza, so per esperienza che l'atleta italiano non ama le gare su più giorni in Italia.
Lo ricordo benissimo ai mondiali master, dove su 3000 persone, forse un decimo avevano il tricolore vicino al proprio nome. Anche l'anno scorso, nel Lazio, ho contato molti più francesi che connazionali.....
Non so se sia un problema di tempo, denaro, lavoro, ma tant'è che la multiday italiana affascina poco i connazionali.
Passando alle anteprime pubblicate on line, finalmente a poco più di una settimana so chi parteciperà nella mia categoria: sul sito francese, ogni 15 giorni, venivano aggiornati gli iscritti, nel sito italiano (scritto solo in inglese.... povero Enrico!), vi erano pubblicati solo i numeri.....
Quando mi comunicarono le distanze delle gare, la prima cosa che risposi fu: "guarda che sono iscritto alla M40 e non alla M35!". Purtroppo la verità è che, chi ha pianificato le distanze, non ha avuto molto rispetto per i "non professionisti" della CO. Far fare così tanti kmsf. in pochi giorni, non credo attiri molti ad iscriversi in categoria..... ancor meno invidio ME e M35! infatti ho fatto cambiare la categoria a Mary, perchè vorrei trovarla ancora in forza per la trasferta francese; nel giorno di stacco dalle due gare dobbiamo farci più di 1000 km. in auto!
Altra osservazione la vorrei fare a chi ha pensato di far fare 45' di camminata, per andare alla partenza, nelle due gare più lunghe! Stesso discorso lo potrei dire a chi ha pensato di affidarsi, nelle tre tappe centrali, alla cartina 15.000; ho cambiato categoria apposta per non vederle più!
Ultima velata critica la voglio fare a coloro che hanno pensato di chiedere dei soldi per parcheggiare vicino al ritrovo e per la vendita delle classifiche: non metto in dubbio che ci siano spese ed oneri particolari da sostenere, ma dal modo in cui è stata scritta la cosa sembra che ci sia un'organizzazione che si attacchi a qualsiasi motivo per fare cassa. Probabilmente fare un pacchetto "all inclusive" e chiedere 5-10 euro in più all'iscrizione sarebbe passato più inosservato.
A parte tutto ciò, non vedo l'ora di incominciare, perchè non reggo più questo caldo che non solo m'impedisce di allenarmi, ma nemmeno di dormire.

martedì 19 giugno 2007

Convocazioni Trofeo delle Regioni C.O.

Da qualche ora ho ricevuto una e-mail societaria, classificata top-secret, dove vi sono i nominativi dei possibili convocati per il week end di inizio settembre.
Tanta grazia non mi è stata fatta per motivi politici o di simpatia, ma solo perchè sono uno dei possibili eletti.
Siccome sul sito ufficiale non vi è traccia di tale lista, non so se per motivi tecnici, scaramantici o di pretattica, dovrò limitare le mie considerazioni ai soli master (35/45) senza scoprire le carte.
Innanzitutto non so chi ringraziare, poichè Corrado non mi risulta più essere il selezionatore; la firma della e-mail è di Stefano G. (da non confondere con Stegal) ma non so chi abbia realmente scritto quei nomi; potrebbe essere una buona tattica contro le lamentele....
La prima cosa di cui sono felice è che quest'anno non vi è lo straniero di turno di passaggio (Harvey, Hayman), non ho nulla contro di loro ma la mia visione del trofeo delle Regioni è un particolare.
Infatti, non reputo questa gara come una guerra contro gli altri comitati, bensì un incontro tra realtà diverse, dove lo stimolo è sì quello di superarsi agonisticamente, ma con le proprie forze e capacità senza ricorrere ad atleti che in comune con quella realtà hanno ben poco. Considero la rappresentativa come una piccola nazionale, visto che quella vera è irraggiungibile.
A livello personale, credo che la convocazione sia una soddisfazione davvero grande, perchè è il riconoscimento di sacrifici fisici e trasferte in giro per l'Italia. Io ho voluto tenere la tuta della Lombardia, il primo anno di convocazione, e la conservo gelosamente perchè, all'epoca, rappresentava l'arrivo di una lunga rincorsa.
Tornando alle convocazioni credo che non fossero molte alternative tra i master. Quattro nomi (escluso il mio) sono davvero meritevoli; soprattutto due hanno dimostrato di essere tra i migliori a livello nazionale.
Tralasciando il mio nominativo (potrei essere troppo di parte sia in bene che in male), l'interrogativo rimane sul sesto nome: ebbene, seguendo il discorso fatto sopra, sono felice che il convocato sia lui! quest'anno è migliorato molto, ha corso un dappertutto e credo che anche per lui la convocazione rappresenti un grande traguardo.
Si potrebbe obbiettare che altre due - tre persone sono, sulla carta, superiori, ma è vero che o hanno corso poco o comunque hanno già partecipato ad altre edizioni.
Ho dato un'occhiata alle varie gare nazionali e sinceramente le classifiche master non pullulano di lombardi; non è un bel segnale, ma probabilmente avranno altri problemi da risolvere.
Per quanto mi riguarda, a settembre sarò a Marileva con Mary, indipendentemente dalla convocazione, in quanto, un grande amico mi ospita in uno di quei miniappartamenti che danno sulle piste da sci.
Settembre, per me, è un mese negativo anche perchè quest'anno starò tutto agosto a Milano, quindi, credo che di allenamenti seri ne potrò fare ben pochi; ecco l'unico motivo per cui rinuncerei a correre con la divisa lombarda.

domenica 17 giugno 2007

Vezzena ovest

Ultimo sforzo prima del tour delle multiday, ancora in Trentino e finale col botto! Eh sì, il botto l'ho fatto io.
Purtroppo sto iniziando a pagare la minore intensità degli allenamenti e la mancanza di stimoli particolari; il risultato non può essere altro che un lento peggioramento delle prestazioni.
Il week end inizia con l'arrivo al "Nido verde", dove ci ricevono accoglienti camere e una cena troppo abbondante. Ultimamente mi controllo meno nella quantità, forse perchè l'idea di fare 13 gare in 17 giorni, mi mette paura: l'anno scorso scoppiai alla quarta tappa della 5 giorni del Lazio, svuotato di energie fisiche.
Dopo i temporali della settimana, troviamo una giornata serena e splendente, ideale per una passeggiata lungo le strade dei pascoli che circondano l'Hotel Vezzena.
Strategicamente, l'organizzazione non aveva comunicato le distanze; il segreto è ben presto svelato: sono davvero long e con molto dislivello. Se poi aggiungiamo che il bosco non è veloce ..... sarà un'altra faticaccia!
Come già scritto sopra, la durata dei miei allenamenti è scesa attorno ai 40', quindi capisco che le mie forze saranno appena sufficienti a terminare la gara. Come nelle precedenti occasioni, decido di correre libero dagli schemi di gara, lasciandomi seguire l'istinto.
Mary parte presto e se ne va con Stegal allo start; io parlo un col mio omonimo Colombo visto che è un sacco di tempo che non lo vedo; mi racconta della settimana trascorsa con i ragazzi e dei suoi "soliti" problemi fisici.
Alle 10.48 si parte, correndo su un prato interminabile; niente errori e prima lanterna trovata. Successiva tratta presa un larga ma sicura.
Sono partito bene e già mi lancio verso la terza lanterna: è una tratta lunga, all'inizio penso di prenderla dal basso, ma incrociando un sentiero vedo un'alternativa migliore, cioè prendere il sentiero che arriva appena sopra. L'idea mi piace, arrivo alla strada asfaltata, prendo il sentiero e corro tranquillo fino a quando ..... il sentiero s'inerpica sulla montagna! non può essere, controllo e vedo che ho preso il sentiero parallelo a destra; la recente ristrutturazione mi ha ingannato.
Ritorno indietro, sono perplesso e spaesato, per fortuna che, giunto all'incrocio iniziale, riconosco il bivio trovando la giusta via. Ho perso parecchio, ho peccato di superficialità ma anche la cartina non mi ha aiutato.....
Dopo aver trovato il punto mi aspetta il filotto di 3 lanterne che faccio bene. Ormai ho capito che mi trovo bene nei punti vicini, mentre le tratte lunghe sono sempre delle incognite.
La settima lanterna ovvero lanterna 59! chiedete a chi ha corso se ricorda questo codice.....
Sulla carta sembra semplice, personalmente sono stato alto, a bordo del recinto fino alla torretta, poi sono entrato nel bosco in costa, aggirato il verde 3 dal basso e sembrava fatta! invece il verde non è così compatto, vi sono dei piccoli gialli/bianchi disseminati all'interno di quel colore intero; vi sono anche altri sassi ma non sono segnati.
Dopo aver fatto un paio di tentativi a vuoto, sono passato alla mia solita prima regola: sono risalito al recinto ho trovato il punto d'attacco giusto e seguendo la linea del verde (piccoli abeti) sono piombato sopra la lanterna. Anche qui ho perso almeno 5 minuti, ma so che alcuni hanno girato molto di più e magari in comitiva.
Andando alla 8 vedo Lorenzo F., partito 6 minuti dopo, penso stia venendo anche lui in zona invece va già alla 13! davvero bravo e complimenti per il secondo posto davanti a Niccolò.
Otto, nove, dieci, non mi danno grossi problemi, nonostante la scritta 1400 abbia penalizzato Stegal, qualche secondo di troppo a trovare la 11; la cerco un prima, ma le voci di chi la trova mi fanno strada. I secondi che guadagno qui li pago alla 12: probabilmente la concentrazione inizia a scemare e la stanchezza a salire....
Anziché arrampicarmi sulle 3-4 curve di livello in direzione vado in costa e mi fermo a cercare la lanterna sul naso sottostante quello giusto; il problema è che, la strada vicina, aumenta la mia sicurezza. Solamente dopo aver verificato che a sud ci fosse un tornante anziché l'incrocio, ho capito l'errore.
Capisco che sono stanco mentalmente, purtroppo il traguardo è lontano ed anche ritirandomi dovrei fare ancora molta strada. Mi aggrappo alle ultime forze e punto alla 13, la sfioro di qualche metro ma il sasso sotto il verde mi da lo stop per l'eventuale pascolata. Perso un'altro minuto, ma ormai penso solo a finirla.
Quando ormai pensavo solo a trascinarmi verso il traguardo, scattava in me un d'orgoglio e complici le ultime lanterne abbastanza vicine fra di loro, infilavo una serie finale davvero buona, non velocissima ma precisa.
Al termine dell'ora e mezzo di corsa, sono davvero stanco, forse più mentalmente, in quanto non sono più abituato a rimanere concentrato per così tanto tempo.
Ritrovo i compagni di trasferta tutti soddisfatti, Mary ha fatto una buona gara e Stegal ha l'amaro in bocca per aver sfiorato la vittoria nello scontro diretto.
Adesso voglio staccare la spina per dieci giorni perchè dal 28 inizia un'altra battaglia, quella di resistenza.
In complesso, queste quattro tappe trentine mi hanno riportato alla normalità, di classifica, di stress agonistico, voglia di correre. Ben tre le long sopra i 75 minuti, peccato averle corse nel periodo meno favorevole.
L'importante è stato divertirsi, passare bei week end, tornare a correre fra gli abeti ed i larici.
P.S.: c'era attesa per confrontare gli split, soprattutto la lanterna 59. Ebbene: il Vangelo lo aveva già detto 2000 anni fa che "gli ultimi saranno i primi". Complimenti a Rizzoli che potrà sempre vantarsi di aver battuto, su una lanterna da 10 minuti, il "già campione del Mondo di sci-o ....." e non solo lui.
Un rammarico personale è quello di essere rimasto fuori dai 6: questa gara valeva veramente 75 punti in lista base e Lorenzo si sarebbe meritato un punteggio elite.

giovedì 14 giugno 2007

World cup - Lapua (FL)

Ho seguito la prova sprint di coppa del mondo in Finlandia sul web; mi piace molto vedere il livello mediatico che ha questo sport a quelle latitudini. Chissà se riuscirò mai a vedere in Italia quello che accade attorno agli eventi orientistici del nord Europa....
Una cosa ha attirato la mia attenzione: ci sono 5 francesi nella finale A e nessun italiano. Lasciando perdere il fenomeno Thierry, è il livello medio degli altri 4 che mi stupisce! nemmeno la Svizzera, nazione che consideravo superiore, è riuscita a fare meglio.
Ho sempre pensato, frequentando qualche gara francese, che il livello medio orientistico d'oltralpe fosse pari o addirittura inferiore a quello italiano.
Ad inizio luglio farò la 5 giorni di Francia e mi renderò conto personalmente se tale livello è cambiato.
La mia domanda è dunque: come ha fatto la Federazione francese a produrre questi campioni? in Italia è possibile arrivare a tale livello? dopo la chiusura delle Fiamme gialle avremo ancora dei Tavernaro?
Ho visto che la FISO stà cercando, attraverso i propri allenatori, di far crescere i migliori talenti. La mia paura è che, non potendo vivere di solo orienteering, questi ragazzi dovranno cercarsi un lavoro e questo porterà inevitabilmente ad un peggioramento delle prestazioni.
Probabilmente l'avvento di sponsor o l'appartenere ad un gruppo sportivo militare avrebbe dato la possibilità di dedicarsi al 100%; ho letto che il montepremi per la sprint era di 5000 euro.
La realtà è che, forse, in Italia i numeri sono davvero troppo piccoli per poter pensare in grande; ma in Francia? e davvero così diversa la situazione? oppure devo considerare questi ragazzi come un manipolo di superuomini emersi dal deserto orientistico?
Tanti interrogativi, magari superflui, ma che hanno una sola risposta: Francia -Italia 5-0!

martedì 12 giugno 2007

M.T.B.O.

Ho appena curiosato sui siti / blog di Laura e Alessio, circa il racconto dell'avventura europea svoltasi in Toscana.
A parte il loro racconto dal lato tecnico / atletico, mi sono chiesto il motivo per cui io non abbia mai fatto una gara. Nei loro siti ho trovato le risposte che già mi ero dato qualche anno fa....
Ho visto la cartina, ebbene: o non ci capisco nulla io oppure tra strade sbarrate, obbligate, non riesco a vedere dove si possano fare scelte tecniche; mi sembra di vedere la sprint tracciata da Zonori, anzi, quest'ultima gara presenta quasi sempre due scelte alternative.
Non so se tutti i tracciati siano come quello che ho visto, ma se un campionato europeo long è di quel tipo allora potrebbero correrci anche moltissimi bikers non orientisti.
Altro motivo negativo sono gli infortuni: quando ho letto ciò che è successo a Ivan (che non mi sembra un novellino), capisco che è meglio cadere a piedi piuttosto che su due ruote.
Avevo provato, tempo fa, a farmi un giro con la bici a Bedolpian e Costalta; lì, ho capito che, soprattutto in discesa, o ti butti e rischi, altrimenti sei sempre fermo e magari cadi lo stesso.
Altro aspetto non trascurabile sono le rotture / forature; mal sopporterei farmi un'ora a tutta per poi piantarmi a causa del mezzo!
Per ultimo lascio l'ingombro della bici, casco, leggio e quant'altro, dovrei usare un furgoncino solo per quello; figuriamoci in due!
A parte tutto ciò, mi complimento con chi ha più coraggio e voglia di me, perché so bene cosa significhi andare in bici sui sentieri di montagna. Tanto coraggio e fatica!
Quando verrò ad una M.t.b.o. lo farò da spettatore.

domenica 10 giugno 2007

Bedolpian

Terza tappa trentina, delle quattro previste, sulla carta di casa; ne ho approfittato, anticipando la trasferta, per rivedere amici e parenti.
Mary, non volendo salire per la sola gara, mi ha lasciato un week-end da single.
Nonostante molti possano pensare che il terreno adiacente il campo sportivo "Millepini" mi sia familiare, devo dire che ho corso 3-4 volte e raramente ho fatto degli allenamenti. La lunghezza dei percorsi e la presenza di alcuni runner già mi avevano fatto capire che non avrei bissato la vittoria del 2006.
La giornata si presenta soleggiata e nemmeno tanto fresca; mentre mi preparo, a casa, mi chiama il gruppo lombardo annunciandomi un possibile ritardo causa apertura tardiva della A4 tratto MI-BG.
Sono impegnato a studiare e scaricare programmi per il suunto x9i appena ritirato; in teoria vorrei memorizzare il tracciato e scaricarlo sulla mappa di google.
Verso le 09.30 vado al ritrovo ed incontro i presunti ritardatari; Stegal presenta subito segni di debolezza fisica ma dice che vuole provare....
Mi presento alla partenza concentrato più sul funzionamento del gps che sulla gara. Sento che è già caldo e mi verrebbe voglia di prendere la borraccia.
Parto per il sentiero in discesa seguo la mia scelta ma cerco la lanterna vicino ad una roccia che si trova prima del sentiero..... capisco che non sono proprio concentrato! fortunatamente rientro in carta e non impiego molto a trovare il controllo.
La seconda tratta la leggo bene, mi fermo a punzonare vicino al sasso che precede di una cinquantina di metri la mia roccia. Salitone successivo senza grossi problemi per il terzo check.
Il trasferimento a cavallo del dosso in direzione quarto punto non è proprio perfetto, in quanto sbaglio sentierino e per riprendere quello giusto corro su una costa ripida che mi rallenta parecchio; in zona punto niente incertezze.
La diagonale per la quinta lanterna ha due possibilità: giù e su oppure il classico giro. Opto per questa seconda scelta che mi fa transitare per la "baita del Nello", luogo abbastanza frequentato nei primi anni della mia vita; su questo itinerario incontro Enrico e Stegal. Quest'ultimo mi fa cenno di stare bene, ma appena lo lascio, sento dei versi inequivocabili: stava vomitando! istintivamente mi fermo e gli chiedo se debba chiamare qualcuno, ma come sempre, lui nega ogni aiuto.
Titubante, ritorno al mio percorso e punzono la 5. Le lanterne 6-7-8 sono in una zona inedita della carta, molto tecnica anche se a molti è sembrata poco precisa. Personalmente il punto sei mi ha fatto perdere un paio di minuti a causa della copertura, del cerchio rosso, di un avvallamento parallelo a quello giusto. Quello successivo mi ha portato via un minutino a causa di una nuova traccia di sentiero presente nelle vicinanze della buca.
Lanterna 8 senza grossi problemi e inizio il ritorno verso la nove; controllo il distacco da Enrico, che avevo incontrato poco prima, noto che sono già dietro di circa 5 minuti.
Anche il punto nove non mi riserva grosse sorprese, mentre per quello dopo ho bisogno di un minuto in più perchè non vedo subito il telo e vado lungo sulla roccia più a sud; all'atto del check incontro Niccolò che partiva 10 minuti dopo.
Sapendo che il nostro passo è completamente diverso, non accenno minimamente a fare la sua scelta; il sasso 11 è davvero difficile da trovare scendendo dall'alto, perchè la vegetazione è cambiata in peggio e quindi il verde è molto più diffuso. Orientandomi con le curve, giungo proprio sopra la lanterna dove trovo Andrea S. e Stefano G., che sembra essersi un po' ripreso.
Il punto 12 sembra facile e lo sbaglio: anticipo troppo la risalita dal sentierino e vado a finire sul sentiero che mi dava lo stop; purtroppo non riesco a capire subito dove sia l'incrocio col giallino e poco mi aiuta una lanterna posta in un piccolo avvallamento. Dopo un'attenta analisi riesco a ricollocarmi, ma ho perso almeno un paio di minuti.
I tre punti successivi, dove raggiungo nuovamente Andrea, non mi creano problemi, mentre il punto 16 è lento in quanto un recente disboscamento, ancora in atto, mi fa sembrare un canguro; era meglio prendere il sentiero!
Lunga corsa per la lanterna 17, priva di errore e poi il penultimo check: qui faccio un errore parallelo dettato dalla stanchezza. Infatti, sbaglio completamente il punto d'attacco confondendo la curva del sentiero con un incrocio; entro seguendo la canaletta e vado a finire su un sentiero senza trovare ciò che vorrei incontrare. Appena noto che tutto non mi torna, seguo la mia nuova regola 1: tornare indietro! faccio bene, perchè capisco di aver seguito la canaletta a nord, che non c'entra proprio nulla. Appena lo comprendo, impiego un'attimo a trovare la lanterna; persi almeno 3-4 minuti.
Il tratto finale non presenta difficoltà e vedo per la terza volta Andrea che si sfoga per gli errori compiuti.
Al traguardo incrocio altri due Andrea, uno dei quali, Cipriani, mi prende in giro per il distacco che ho da Niccolò.
La cartina non è sembrata molto precisa, il verde e le nuove tracce danno più insicurezza nella lettura della carta; un bravo al tracciatore, perchè ha scelto luoghi abbastanza inediti per la posa dei punti.
Sinceramente sono contento di aver corso un lungo-veloce (sigh!), ho fatto qualche errore di troppo, ma la velocità del terreno ed il caldo hanno influito sulla mia gara; probabilmente non avrò recuperato dall'ultimo allenamento di venerdì sera. Qualche giorno riproverò il tracciato ma penso di non fare meno di 65 minuti.
Nota negativa il mio orologio: o non ho capito come funziona oppure non è idoneo per ciò che speravo di fare.
Attendo l'arrivo di Stegal, arriva barcollante ed assente, non so come abbia potuto finire la gara; ci vorranno parecchie ore a farlo riprendere completamente.
In questa situazione, mi sono compiaciuto nel vedere molti pseudo-avversari interessarsi alle sue condizioni fisiche; c'è ancora umanità!
Commiato da Bedolpian e pranzo alla "vecchia segheria" prima di lasciar partire gli amici direzione Milano.

martedì 5 giugno 2007

C.R.L.

Essendo oggi una giornata in cui ho lo spirito battagliero, voglio dire la mia opinione in merito a ciò che appare dalla vicenda Comitato Regionale Lombardo.
Come già ribadito in passato, non ho incarichi o interessi in qualsiasi angolo di orienteering parlato. So perfettamente che qualcuno si sentirà tirato in causa, ma da uomo libero senza conflitti societari potrò dire liberamente il mio pensiero.
Innanzitutto ho sempre considerato le varie cariche federali come un salotto "buono", paragonabile ad un consiglio dei Ministri, dove le varie società si spartiscono gli incarichi. Per questo, ho sempre subito passivamente le varie decisioni adottate in questi anni in quanto non andavano ad intaccare il divertimento e la mia gioia di gareggiare.
Avrei potuto tranquillamente rimanere indifferente anche a questi ultimi avvenimenti, recitando il detto: " hai voluto la bicicletta....." o qualche altra simile citazione; avendo a disposizione questo blog, non soggetto a censura o limitazioni imposte dall'istituzionalità del forum lombardo, potrò spiegare il mio pensiero.
Iniziai ad incuriosirmi di ciò che succedeva nel comitato dopo le dimissioni di Tatiana, la quale sembrava molto ben disposta a lavorare ed invece se ne andava parlando di mancanza di comunicazione. Non sono così ingenuo da pensare che mancassero telefono, fax, mail, quindi il problema era che il consiglio l'aveva isolata.
La cosa che attirò maggiormente la mia attenzione fu la nomina del rappresentante atleti; in effetti avrei potuto sentirmi parte in causa. Quando conobbi i nomi dei candidati mi sentii tranquillo: pensavo che sia Paolo Mario o Angelo fossero idonei per rivestire tale ruolo.
Rimasi davvero stupito dall'elezione di Paolo B. (nulla di personale) soprattutto perchè quattro società su sei lo votarono! non entro nel merito della regolarità o della democrazia di quel voto, ma da spettatore capii che quel ruolo valeva davvero poco. Parlai, informalmente, di quella decisione con Beppe e Dario, mi spiegarono che quel tipo di figura fungeva da portavoce degli atleti; non ci pensai più tanto anche perchè la cosa non mi cambiava la vita.
Poi fu il turno di Vincenzo: io me lo ricordavo ad un raduno invernale, con la febbre, a guidare un pulmino; tanta buona volontà e amore per i ragazzi lombardi. Mi sembrava una persona volonterosa con tante idee da realizzare. Il suo abbandono mi suonava strano, non poteva aver perso tutto l'entusiasno! Siccome di ragazzi in società non ne abbiamo, la cosa passò inosservata anche se qualche interrogativo lo lasciò.
Ora si parla di Corrado: nei verbali che ogni tanto leggo, noto che la sua assenza viene additata come un peso. Non voglio entrare nei particolari delle sue giustificate, o meno, assenze. Non lo conosco di persona, ci incrociamo da anni sui campi di gara, lo considero uno dei miei più forti avversari; lo osservo da lontano, lo vedo sempre impegnato a parlare con i ragazzi, so che ha una società che ha sede fuori dal mondo orientistico; poche cartine, magari monotone. Eppure quella società ha ragazzi che vanno bene, che vengono portati a correre su terreni diversi, in modo da insegnare un orientamento completo.
Pensavo fosse una sicurezza all'interno del comitato.....
Ora vedo tutto un rincorrersi di voci, si cerca di tranquillizzare i giovani ma la cosa che mi stupisce è che nessuno scrive o dice qualcosa! solo un semplice comunicato, formale, come se coloro che operano in consiglio fossero su un'altro pianeta. Mi imbarazza il fatto che si dica che il forum del comitato non è il luogo idoneo per spiegare la situazione; e quale sarebbe il luogo ideale? una stanza chiusa agli osservatori dove accordarsi su come sostituire il "dissidente" di turno? perchè non si spiega cosa significasse "mancanza di comunicazione interna" oppure perchè sono state accolte le dimissioni di due consiglieri senza neppure tentare di risolvere i problemi? ma poi, quali sono questi problemi?
Invece no, si usa il forum per mettere semplici comunicazioni e decisioni, anzichè essere chiari anche con chi pensa solo a correre la domenica.
Sia chiaro: io non tifo per chi è uscito o è ancora dentro, non ho la possibilità di giudicare proprio perchè manca la trasparenza.

domenica 3 giugno 2007

Barricata - Staffetta Campionati Trentini

Da settembre scorso non correvo più una staffetta, quindi le sensazioni erano ormai assopite dal tempo; cosa c'era di meglio che correrne una qui, dove avevo fatto il mio peggior piazzamento due anni fa?
All'atto dell'iscrizione, decidemmo d' incrociare le partenze: io, al lancio con Stefano, Mary seconda frazionista con Roberta; questo per permetterci di fare le foto e seguirci vicendevolmente.
La giornata è buona, un tiepido sole ci accompagna verso il ritrovo, non prima di essere passati dal caseificio adiacente il nostro albergo.
Guardo le griglie di partenza, mi accorgo che non ci sono mostri sacri in M35 ed inizio a mettere pressione al mio compagno di squadra; in effetti ci sono almeno sei-sette squadre molto equilibrate e sarà davvero una gara tirata e divertente.
Personalmente, non sono teso per il risultato, ho già avuto le mie soddisfazioni; quello che mi preme di più è dare la possibilità a Stegal di poter correre una staffetta coi primi, renderlo partecipe di un'emozione unica che è quella di sentirsi lì, coi primi, a lottare per qualcosa che non lo renderà più ricco e famoso, ma lascerà un ricordo indelebile nella sua storia orientistica.
Mi preparo per il lancio, qualche minuto di riscaldamento (ieri mi sono leggermente strappato un polpaccio, PLab docet) e sono nell'arena assieme ad un nugolo di ragazzi scalpitanti.
Di fianco vedo che i nostri avversari già hanno piazzato i loro pezzi migliori: Trent-o (Segatta, Frizzera), Erebus (Gambini), Montello (Martignago A.), Forestale (Baldassar), Primiero (Orler). Purtroppo, come mi disse A.Cipriani, io ero considerato la testa di serie n.1 del lotto (scopro il lato negativo delle buone prestazioni fatte fin'ora), quindi molti si aspettano già che io passi con i primi.... inizio a capire cosa vuol dire "non avere nulla da guadagnare e tutto da perdere".
Si parte, ormai l'esperienza mi ha insegnato ad isolarmi e concentrarmi sulla carta, nonostante i soliti esaltati corrano all'impazzata in cerca di un momento di gloria. La prima lanterna è nel giallo quindi molta attenzione alle curve di livello; riesco a notare anche le leggere tracce del sentiero e così punzono in testa tra quelli che hanno il mio nodo.
Subito via per il bordo del prato, sembra facile arrivare al filo spinato e salire.... invece arrivo in un punto che mi mette in crisi: il filo spinato entra nel bosco ed in carta non vedo tutto ciò.
Sinceramente, in una gara individuale avrei dedicato qualche secondo in più alla ricollocazione, invece penso di sfruttare il vantaggio staffetta: osservo la direzione di quelli che mi seguono, riprogrammo il mio software mentale e riconosco la collina dove ci sarà il mio punto. Ho avuto quindici secondi di black-out che rischiavano di farmi tornare indietro di due anni, quando nella staffetta dei campionati italiani persi 17 minuti alla prima lanterna, che era poco distante da quel punto.
Scottato da quell'incertezza, metto ancora più concentrazione nella mia gara: infilo le lanterne 3 e 4 molto bene, raggiungendo il barbuto Armando che mi aveva lasciato al bordo del prato.
In direzione della lanterna cinque c'è un dislivello notevole, qui ho modo di capire come si stia svolgendo la gara: siamo io, Segatta, Martignago, veniamo raggiunti da Baldassar (in salita è stato l'unico a correre!), mentre poco dietro ci sono Orler e Gambini e Frizzera; penso che non sarà facile fare la differenza!
Dopo aver passato il controllo 65, c'è un nuovo nodo: faccio la mia scelta, pian piano raggiungo l'atleta della Forestale e, a sorpresa, punzono la lanterna sei senza che, chi mi circonda, se ne accorga. Indifferente, scappo via sul sentiero e cerco di fare il vuoto andando sicuro alla sette.
Ora mi aspetta un tratto lungo ed insidioso: vado in direzione seguendo la costa. Lentamente mi avvicino ad una tuta del Trent-o: è Frizzera! (scoprirò che aveva una combinazione diversa e più favorevole in quella zona). Lo seguo a distanza cercando di rimanere concentrato; improvvisamente guardo a destra e sulla strada noto la sagoma di Gambini: caspita, la strada! non c' avevo proprio pensato. Il bosco è pulito ma non troppo veloce; decido di buttarmi anch'io su quella scelta. Infatti è stata un'ottima intuizione, arriviamo alla lanterna e noto che Friz è alto! Memore di questa scelta decido di replicare in quella successiva: punterò al prato ed entrerò al momento giusto; tutto bene.
Da qui all'arrivo non vedrò più nessuno!
La tratta per la dieci sembra insidiosa; ieri ho imparato a fare un pò d'azimut e quindi ne approfitto per applicarlo in questa tratta. Arrivo al cerchio rosso un pò spostato, ma sapendolo, non ho problemi a capire dove sia la lanterna. Ora mi aspetta il punto spettacolo: una lunga corsa nei prati con una cinquantina di persone sparpagliate, che gridano ed osservano i propri compagni; faccio un pò di fatica a capire dove sia il punto esatto in quanto gli spettatori occultano la visuale.
Adesso mi aspetta una parte corta ma insidiosa, da fare con un ritmo inferiore perchè molto dettagliata. Il punto del rudere lo faccio seguendo il recinto, un suo passaggio mi indica perfettamente dove io sia. In pratica non ho più grossi problemi, sono un pò basso alla 14 ma lo capisco subito.
Soddisfatto, incito Stefano e gli dico che può farcela. Dietro di me arrivano alla spicciolata: Erebus, Trent-o, Montello, Forestale, Trent-o 2, e Primiero.
Più tardi vedo arrivare Roberta e quindi approfitto per incoraggiare Mary e farle qualche foto.
Poi mi metto pazientemente al punto spettacolo ad aspettare gli eventi.
Assisto ad un curioso treno Zonato-Zanetello che mi lascia perplesso.... come il PM finale dello stesso Zonato e Cavazzani passato subito dopo.
Torniamo alla nostra staffetta: da lontano intravvedo la sagoma di Giuliani, ha recuperato circa 3 minuti ma ci può stare; spero solo che Stegal non si sia fatto prendere dall'agitazione, perchè fisicamente stà bene.
Invece eccolo là, è in buone condizioni un minuto dietro il Trent-o e subito davanti (circa un minuto) a Dal Bello (Erebus). Lo vedo entrare nel bosco subito, io avevo optato diversamente, ma magari non ha il rudere.
Mi vado a collocare alla 100 e, da lontano, ancora Giuliani sbuca per primo. Aspetto, intravvedo le sagome degli atleti nel bosco.... ah, è una tuta verde, Erebus, i compagni incidano il nome di Mirco; subito dietro sbuca anche la "minuta" sagoma di Galletti, stà dando il massimo per raggiungere il vicentino. Hanno lo stesso passo, entrambi sono impegnati a fondo: è bello vedere lo sport in questa maniera.
Sono contento anche per loro, uomini che magari non hanno mai avuto la possibilità di lottare per la vittoria ed ora sono qui a faticare e stringere i denti per qualcosa di non tangibile.
Mi complimento con il mio compagno, mi confida che ha sperato a lungo di vincere, ma va bene anche questo risultato, davanti a persone che magari ci tenevano maggiormente.
Ora aspetto Mary, arriva correndo ancora bene, peccato non abbia trovato un punto nella zona che io ricordo benissimo (anzi malissimo). La devo un pò consolare, è un misto di rammarico fra il non aver classificato la staffetta e l'ipotesi di non capire nulla di cartine..... capita quando si è demoralizzati; forse dimentica che questa è una delle cartine più difficili da interpretare.
Nel dopo gara, ho tempo di conoscere e parlare con più di una persona, fra cui Corrado e Vincenzo che mi raccontano la loro verità su quanto stà succedendo in Lombardia; davvero interessante sentire tutte le campane!
E' stato un bel week-end, anche il tempo ha dato una mano, nonostante il luogo della gara fosse isolato non è mancato nulla, compresa la cucina "made in orienteering" davvero buona. Prima del viaggio di ritorno mi avvisano del lutto che ha colpito la famiglia Galbusera, poche parole: sentite condoglianze.

sabato 2 giugno 2007

Barricata - C. Trentino Middle

Ritorno fra i boschi trentini (?), per affrontare un fine settimana molto importante per il calendario locale; la cartina è quella di Barricata una delle più tecniche in Italia.
Partenza da Milano verso le ore 07.00, viaggio abbastanza lungo tra sprazzi di pioggia e sole; per fortuna che gli organizzatori ci hanno fatto partire tardi e quindi nessun problema di orario.
La giornata è fresca, leggero vento, ma non piove; zona arrivo e partenza molto vicine quindi tutto ok. Mentre mi accingo a partire, una gentile signora mi vuole conoscere causa l'articolo del mio blog apparso sul lanternino.....quante sorprese riserva la vita!
La cartina è scala 10000, ma in realtà è un'ingrandimento del 15000; la stampa è buona, ma la mancanza dei particolari tipici del diecimila, si farà sentire.
Parto per ultimo, appena dopo Stegal ed Attilio; farò ancora PM?
Corro verso la prima lanterna abbandonando subito il sentiero e dirigendomi sul bordo del prato; arrivo bene in zona e non ho nessun problema. La successiva tratta mi porta a ridosso del filo spinato, prima di addentrarmi nel bosco cerco l'avvallamento giusto dopodichè salgo sulla collina a sinistra e arrivo in zona punto perdendo qualche secondo di troppo.
Il terzo segmento è il più tecnico: non ci sono linee di conduzione visibili, quindi è un buon esercizio di bussola. Vado abbastanza preciso ad azimut superando i primi due sentieri, arrivo al terzo vicino al giallo e penso già di aver fatto un buon lavoro quando scendo verso la depressione; purtroppo non vedo il telo bicolore... decido di buttarmi sul sentiero adiacente per riattaccare il punto, ma la traccia è poco visibile. Mi dirigo verso ovest dove trovo una lanterna: è nel giallo circondato dal verde! capisco che mi sono allontanato troppo e quindi ritorno nel luogo precedente; da quella direzione noto una lanterna abbastanza lontana, provo ad andarci, leggo il codice ma non capisco che è la mia..... mah! ci penso un pò, ricontrollo e finalmente mi accorgo che c'è poco da ragionare! maledetti numeri..... ho perso almeno 3-4 minuti, anche se sono convinto che l'ingrandimento della scala qui ha dato qualche problema.
Visto il tempo perso, decido di rischiare la gara, meno prudenza e più corsa, perchè questo bosco invita a correre.
Inizio ad infilare buone scelte, prima della lanterna 6 mi fermo una decina di secondi a controllare; anche verso la sette incrocio un sentiero nuovo ma rallenta solo la mia corsa di qualche secondo.
Praticamente corro bene, aiutandomi un pò con i sentieri ed un pò con i gialli fino alla lanterna 13. Prima di quella punzonatura raggiungo Stegal, che anche oggi sembra in palla.
Per la lanterna 14, punto la bussola e via di corsa fino al secondo sentiero; lì mi fermo perchè non ho l'esatta percezione della realtà. Stefano mi supera e va per la sua scelta, io voglio capire quale sia il prato che vedo in lontananza; dopo una quindicina di secondi comprendo quale sia l'esatto angolo retto giallo. Prendo la direzione, arrivo in zona punto e vedo Stefano intento a cercare; sembrerebbe nel punto esatto ma non ha punzonato. Arrivando da est, so che la lanterna può essere solo ad ovest e quindi proseguo; infatti trovo il cocuzzolo con la lanterna. Tirata finale nel pratone con l'arrivo. In questo tratto finale devo sfatare un luogo comune: Stegal corre davvero forte! non è più parente dell'impiegato; ora capisco perchè ultimamente non mi riesce facile prenderlo! domani vedremo, in staffetta cosa potremo fare.
Mary, ha iniziato a cimentarsi su terreni e cartine davvero tosti; ancora una volta se l'è cavata egregiamente, magari non al 100% ma comunque in netta crescita.
A fine gara ritorna la pioggia, ma ormai siamo in viaggio verso l'albergo Pennar, ubicato un pò fuori Asiago, ma decisamente confortevole ed economico. Una buona scelta di Mary in vista degli Highland open.