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domenica 3 giugno 2007

Barricata - Staffetta Campionati Trentini

Da settembre scorso non correvo più una staffetta, quindi le sensazioni erano ormai assopite dal tempo; cosa c'era di meglio che correrne una qui, dove avevo fatto il mio peggior piazzamento due anni fa?
All'atto dell'iscrizione, decidemmo d' incrociare le partenze: io, al lancio con Stefano, Mary seconda frazionista con Roberta; questo per permetterci di fare le foto e seguirci vicendevolmente.
La giornata è buona, un tiepido sole ci accompagna verso il ritrovo, non prima di essere passati dal caseificio adiacente il nostro albergo.
Guardo le griglie di partenza, mi accorgo che non ci sono mostri sacri in M35 ed inizio a mettere pressione al mio compagno di squadra; in effetti ci sono almeno sei-sette squadre molto equilibrate e sarà davvero una gara tirata e divertente.
Personalmente, non sono teso per il risultato, ho già avuto le mie soddisfazioni; quello che mi preme di più è dare la possibilità a Stegal di poter correre una staffetta coi primi, renderlo partecipe di un'emozione unica che è quella di sentirsi lì, coi primi, a lottare per qualcosa che non lo renderà più ricco e famoso, ma lascerà un ricordo indelebile nella sua storia orientistica.
Mi preparo per il lancio, qualche minuto di riscaldamento (ieri mi sono leggermente strappato un polpaccio, PLab docet) e sono nell'arena assieme ad un nugolo di ragazzi scalpitanti.
Di fianco vedo che i nostri avversari già hanno piazzato i loro pezzi migliori: Trent-o (Segatta, Frizzera), Erebus (Gambini), Montello (Martignago A.), Forestale (Baldassar), Primiero (Orler). Purtroppo, come mi disse A.Cipriani, io ero considerato la testa di serie n.1 del lotto (scopro il lato negativo delle buone prestazioni fatte fin'ora), quindi molti si aspettano già che io passi con i primi.... inizio a capire cosa vuol dire "non avere nulla da guadagnare e tutto da perdere".
Si parte, ormai l'esperienza mi ha insegnato ad isolarmi e concentrarmi sulla carta, nonostante i soliti esaltati corrano all'impazzata in cerca di un momento di gloria. La prima lanterna è nel giallo quindi molta attenzione alle curve di livello; riesco a notare anche le leggere tracce del sentiero e così punzono in testa tra quelli che hanno il mio nodo.
Subito via per il bordo del prato, sembra facile arrivare al filo spinato e salire.... invece arrivo in un punto che mi mette in crisi: il filo spinato entra nel bosco ed in carta non vedo tutto ciò.
Sinceramente, in una gara individuale avrei dedicato qualche secondo in più alla ricollocazione, invece penso di sfruttare il vantaggio staffetta: osservo la direzione di quelli che mi seguono, riprogrammo il mio software mentale e riconosco la collina dove ci sarà il mio punto. Ho avuto quindici secondi di black-out che rischiavano di farmi tornare indietro di due anni, quando nella staffetta dei campionati italiani persi 17 minuti alla prima lanterna, che era poco distante da quel punto.
Scottato da quell'incertezza, metto ancora più concentrazione nella mia gara: infilo le lanterne 3 e 4 molto bene, raggiungendo il barbuto Armando che mi aveva lasciato al bordo del prato.
In direzione della lanterna cinque c'è un dislivello notevole, qui ho modo di capire come si stia svolgendo la gara: siamo io, Segatta, Martignago, veniamo raggiunti da Baldassar (in salita è stato l'unico a correre!), mentre poco dietro ci sono Orler e Gambini e Frizzera; penso che non sarà facile fare la differenza!
Dopo aver passato il controllo 65, c'è un nuovo nodo: faccio la mia scelta, pian piano raggiungo l'atleta della Forestale e, a sorpresa, punzono la lanterna sei senza che, chi mi circonda, se ne accorga. Indifferente, scappo via sul sentiero e cerco di fare il vuoto andando sicuro alla sette.
Ora mi aspetta un tratto lungo ed insidioso: vado in direzione seguendo la costa. Lentamente mi avvicino ad una tuta del Trent-o: è Frizzera! (scoprirò che aveva una combinazione diversa e più favorevole in quella zona). Lo seguo a distanza cercando di rimanere concentrato; improvvisamente guardo a destra e sulla strada noto la sagoma di Gambini: caspita, la strada! non c' avevo proprio pensato. Il bosco è pulito ma non troppo veloce; decido di buttarmi anch'io su quella scelta. Infatti è stata un'ottima intuizione, arriviamo alla lanterna e noto che Friz è alto! Memore di questa scelta decido di replicare in quella successiva: punterò al prato ed entrerò al momento giusto; tutto bene.
Da qui all'arrivo non vedrò più nessuno!
La tratta per la dieci sembra insidiosa; ieri ho imparato a fare un pò d'azimut e quindi ne approfitto per applicarlo in questa tratta. Arrivo al cerchio rosso un pò spostato, ma sapendolo, non ho problemi a capire dove sia la lanterna. Ora mi aspetta il punto spettacolo: una lunga corsa nei prati con una cinquantina di persone sparpagliate, che gridano ed osservano i propri compagni; faccio un pò di fatica a capire dove sia il punto esatto in quanto gli spettatori occultano la visuale.
Adesso mi aspetta una parte corta ma insidiosa, da fare con un ritmo inferiore perchè molto dettagliata. Il punto del rudere lo faccio seguendo il recinto, un suo passaggio mi indica perfettamente dove io sia. In pratica non ho più grossi problemi, sono un pò basso alla 14 ma lo capisco subito.
Soddisfatto, incito Stefano e gli dico che può farcela. Dietro di me arrivano alla spicciolata: Erebus, Trent-o, Montello, Forestale, Trent-o 2, e Primiero.
Più tardi vedo arrivare Roberta e quindi approfitto per incoraggiare Mary e farle qualche foto.
Poi mi metto pazientemente al punto spettacolo ad aspettare gli eventi.
Assisto ad un curioso treno Zonato-Zanetello che mi lascia perplesso.... come il PM finale dello stesso Zonato e Cavazzani passato subito dopo.
Torniamo alla nostra staffetta: da lontano intravvedo la sagoma di Giuliani, ha recuperato circa 3 minuti ma ci può stare; spero solo che Stegal non si sia fatto prendere dall'agitazione, perchè fisicamente stà bene.
Invece eccolo là, è in buone condizioni un minuto dietro il Trent-o e subito davanti (circa un minuto) a Dal Bello (Erebus). Lo vedo entrare nel bosco subito, io avevo optato diversamente, ma magari non ha il rudere.
Mi vado a collocare alla 100 e, da lontano, ancora Giuliani sbuca per primo. Aspetto, intravvedo le sagome degli atleti nel bosco.... ah, è una tuta verde, Erebus, i compagni incidano il nome di Mirco; subito dietro sbuca anche la "minuta" sagoma di Galletti, stà dando il massimo per raggiungere il vicentino. Hanno lo stesso passo, entrambi sono impegnati a fondo: è bello vedere lo sport in questa maniera.
Sono contento anche per loro, uomini che magari non hanno mai avuto la possibilità di lottare per la vittoria ed ora sono qui a faticare e stringere i denti per qualcosa di non tangibile.
Mi complimento con il mio compagno, mi confida che ha sperato a lungo di vincere, ma va bene anche questo risultato, davanti a persone che magari ci tenevano maggiormente.
Ora aspetto Mary, arriva correndo ancora bene, peccato non abbia trovato un punto nella zona che io ricordo benissimo (anzi malissimo). La devo un pò consolare, è un misto di rammarico fra il non aver classificato la staffetta e l'ipotesi di non capire nulla di cartine..... capita quando si è demoralizzati; forse dimentica che questa è una delle cartine più difficili da interpretare.
Nel dopo gara, ho tempo di conoscere e parlare con più di una persona, fra cui Corrado e Vincenzo che mi raccontano la loro verità su quanto stà succedendo in Lombardia; davvero interessante sentire tutte le campane!
E' stato un bel week-end, anche il tempo ha dato una mano, nonostante il luogo della gara fosse isolato non è mancato nulla, compresa la cucina "made in orienteering" davvero buona. Prima del viaggio di ritorno mi avvisano del lutto che ha colpito la famiglia Galbusera, poche parole: sentite condoglianze.

12 commenti:

vincenz ha detto...

Ottimo resoconto e correttissima la citazione su quanto sta succendendo in Lombardia...
la mia è solo la visione di chi ha vissuto la vicenda osservandola da un particolare punto di vista... credo che non sia imparziale e per questo non pretendo di imporla ma solo esporla... spero solamente che come ti ho detto si pensi solo al bene dei BOCIA e non si cerchi di dare dimostrazioni di forza inutili. Anche perchè la vera forza è altra...

Grazie per la chiaccherata... il piacere di andare alle gare oltre a quello di incontrare amici di tutte le regioni, attraversare boschi stupendi eè anche quello di discutere apertamente con persone come te che non pretendono di possedere IL parere, ma sanno di avere UN parere...

Buona settimana... e beato tu che sei trentino

Rusky ha detto...

Io ringrazio voi che dedicate il vostro tempo non solo a voi stessi ma anche a coloro che, magari, un domani non si ricorderanno nemmeno del vostro aiuto. Penso che l'orienteering (inteso come personaggi)non sia un'isola felice, anch'esso ingloba tutto ciò che c'è nella società. E' fatto di persone ed in quanto tale si porta con se i pregi ed i difetti di ognuno. Come ti ho già detto, fai sempre ciò che pensi sia giusto fare per te stesso e per coloro con cui stai lavorando. Il resto sono solo chiacchiere che possono avere effetto su chi non conosce l'ambiente.

stefano ha detto...

... e nessuno pensa a me che devo rivedere il mio obiettivo numero 1 della stagione? Pensare che ero a Barricata proprio per "lavorarmi" un certo personaggio! :-)

Rusky ha detto...

Sei arrivato tardi! invece che pensare a fare lo speaker dovevi allenarti prima e non sarebbe stato necessario andare a Barricata. Adesso vedremo chi dovrai "lavorarti"!

stefano ha detto...

Ho inserito il commento sulla due giorni della Valsugana sul sito Fiso. Non ho infierito :-)

calabrese vincenz ha detto...

Certi personaggi non si "lavorano"... si conquistano sul campo e non solo coi risultati!!

Essere dimenticati??? E' possibile... ma difficilmente se lavori in un certo modo non lasci il segno...

Stegal & Rusky fatevi clonare... sarebbe una gran cosa...

Buona settimana... io fra 24 ore subirò una cerriata!!! AHIA

Rusky ha detto...

Troppo buono, ma forse il segreto è che prendiamo questo sport come divertimento puro e non come un banco di prova da superare necessariamente! Nella propria vita ci sono ben altri problemi da affrontare, ci manca solo che ce li creiamo noi....

stefano ha detto...

Il bello della faccenda è che potrà sembrare che non siamo (o non sono) mai contenti della gara. Questa volta colui che ha scritto il pezzo sul sito Fiso sintetizza a sufficienza? "Gli atleti in gara gli uni contro gli altri, e tutti quanti contro il bosco, le difficoltà ed i tracciati" (o giù di lì... non ho letto bene)

Per come la vedo io, sabato mi sento di aver pareggiato con Baccega!

vincenz ha detto...

Io a dire il vero non mi sento mai contro il bosco o contro i tracciati...

Li vedo piuttosto come elementi positivi...

Sabato comunque bravissimo Baccega... tantissima gente si è divertita

Rusky ha detto...

Vedi come i punti di vista siano difformi? anch'io una volta ero felice solo per la classifica. Ora sono felice se faccio la gara perfetta, divertendomi, indipendentemente dalla posizione in cui arrivo. Per questo preferisco i boschi estremi e tecnici, maggiori difficoltà danno maggiore gioia. Vincere un centro storico a Castelletto Ticino (senza offesa), non mi dà la stessa gioia che arrivare ottavo a Barricata.

stefano ha detto...

Volevo solo dire che io intendo la parola "contro" in termini positivi. Non vedo il bosco come un nemico, né il tracciato o il tracciatore... potrei usare la parola "avversario" se non fosse che anche questo sembra mascherare una accezione negativa.
La sensazione alla partenza è sempre quella: ci sono io, io solo, e c'è un bosco ed un tracciato che mi aspettano. Voglio essere abbastanza bravo da mostrare di essermi meritato la chance di correrci dentro... no, è inutile, mi rendo conto che non riesco a spiegarmi bene. Riproverò appena avrò un po' di ispirazione

Rusky ha detto...

Stegal, se lo devi spiegare a qualcuno che fa orienteering e costui non ha mai provato quel tipo di sensazione..... beh, allora non può capire anche usando tutte le parole che vuoi!