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lunedì 23 luglio 2007

5 Giorni di Francia

1^ Tappa - 9 luglio - CLASSIFICA - SPLIT
Delusione! Comincia così la mia 5 giorni francese. Dopo aver corso davvero bene, scopro di aver confuso il codice 81 con il 91.
Dopo la gara di Folgaria, dove la stanchezza fisica e mentale si era fatta sentire, un giorno di viaggio (dalle 06 alle 19.30), oggi si cominciava la terza multiday programmata.
Siamo alloggiati in una
casetta di legno, davvero graziosa, a circa 50 km. a nord del centro gara; ritiriamo la nostra documentazione e ci facciamo un giretto fra i vari gruppi sportivi presenti alla ricerca di facce note; italiani siamo pochi, in bella vista Franco Orler e moglie con il gazebo del JWOC 2009.
Il tempo è variabile, tira un forte vento dall’oceano e non fa nemmeno caldo. Accompagno Mary alla partenza e do un’occhiata al terreno circostante; siamo stati qui a Pasqua 2006 e quindi conosciamo il tipo di carta.
Il mio turno arriva poco prima di mezzogiorno, lunga corsa verso la lanterna svedese e inizia l’avventura. Sinceramente, arrivando da dieci giorni di gare tecniche e lunghe distanze, trovo davvero facile orientarmi fra queste collinette; evito i sentieri perché sono fatti di sabbia e quindi molto faticosi. La cartina è fatta di un tipo di plastica che non riesco a piegare, sembra una molla!
Come dicevo non ho problemi ad orientarmi e diventa subito una corsa a tutta velocità. Le uniche difficoltà nascono dai cespugli bassi che non permettono di individuare le colline di 2-3 metri segnati in carta. Infatti perdo qualche secondo al punto 5 perché punzono una lanterna distante meno di 100 metri dalla mia che si trova nello stesso gruppo di cespugli.
Noto subito due pericoli: la vicinanza di tante lanterne nella stessa zona e la difficoltà nell’individuare e leggere il codice punto.
Il sesto controllo ha il codice 93 e lo confondo con un 83; verifico meglio e noto la similarità dei numeri 8-9 e 3-5.
Al punto 8 arrivo davvero convinto di essere giusto e punzono la lanterna con codice 81; sono convinto di aver visto 91 (il mio codice esatto) e non presto molta attenzione visto che anche in precedenza avevo avuto questo problema.
Proseguo bene fino al punto 11 dove non riesco ad individuare la macchia verde 3; da noi, di solito, non si passa in mezzo a quel colore…. Qui, non sono riuscito a capire dove fosse! Ho perso un paio di minuti a girare per capire dive fossero cocuzzoli e verde 3.
Ricomincio a correre al limite, fino alla lanterna 18, dove perdo un minuto e mezzo a cercare la depressione “bingo”, non capendo molto dai rilievi a bordo carta.
M’impegno sul rettilineo finale sabbioso, sono contento per la corsa tirata, ho avuto ottime sensazioni fisiche, ho sbagliato circa 4 minuti tutti in zona punto; purtroppo il terreno è talmente piatto e cespuglioso che in alcuni punti ci vuole più fortuna che bravura.
Arrivo allo scarico e la signora mi dice PE; le dico che è impossibile ma quando mi spiega l’errore maledico questi codici francesi e ricordo che, l’anno scorso, Mary fece lo stesso errore confondendo il 3 ed il 5.Meglio così, perché domani dovremmo partire poco dopo le 8, invece partiremo quando vogliamo noi.
2^ Tappa - 10 luglio - CLASSIFICA - SPLIT
A guardare la classifica odierna si potrebbe pensare ad una nostra debacle; tempi superiori alle 3 ore di gara! Ebbene: come anticipato ieri l’orario di partenza ce lo siamo fatti noi.
Quello ufficiale era 8.06 e 8.27; questo significava partire da casa almeno alle 06.30 con conseguente levataccia e conseguenze del caso; siccome la classifica non era importante abbiamo pensato di fare tutto con calma e ci siamo presentati al via dopo le 10.
Ho approfittato per provare alcune cose: l’orologio col GPS e le tratte ad azimut.
Il primo sembra aver funzionato per l’intero percorso, in Italia era sempre saltato a causa della vegetazione troppo spessa. Le tratte ad azimut non mi hanno soddisfatto pienamente, devo ancora lavorare parecchio.
Parto verso il primo punto, arrivo ad una curva e vado ad azimut; in zona punto ci sono degli arbusti che rendono poco visibile la buca ma alla fine ci sono facilmente. Insisto nell’usare le bussola, bene 2 e 3 mentre alla quarta, una volta arrivato in cima alla collinetta diventa problematico capire dove sia la canaletta; dopo una paio di minuti trovo quello che sembra l’oggetto da ricercare. Confermo che in alcuni punti la difficoltà e proprio capire dove sia la lanterna all’interno del cerchio!
Continuo la gara alternando azimut a curve di livello: fino alla lanterna 11 non ho grossi problemi. Nel tratto per la 12 uso la bussola, ma non sono proprio preciso; perdo una trentina di secondi ma la mia insoddisfazione nasce dalla cattiva direzione presa.
Il punto 13 è davvero un disastro: esco sul terreno aperto e non capisco proprio la differenza fra i due giallini. In poche parole arrivo alla lanterna 16 e vengo salvato dai ristori…… ritorno nel bosco e tutto s’aggiusta.
Nessun problema alla 14, mentre alla 15 mi accodo ad un gruppetto di orientisti uno peggio dell’altro: impiego un minuto in più a trovare quella buca.
Per la sedici torno a navigare da solo ed infatti perdo pochi secondi; mentre corro verso la 17 inizio a sentire la stanchezza e mi chiedo perché nelle 5 giorni gli organizzatori si divertano a mettere queste tappe lunghe….
Per la 18 tengo le ultime forze mentali e corro tutto nel bosco, in direzione, sotto la linea rossa. Sono davvero al lumicino e a qualche metro dalla 19 inizio a vagare su ogni lanterna posata in zona; dopo un paio di minuti trovo il mio codice e vado a chiudere la gara davvero stanco.
Il mio tempo reale è di circa 1 ora e 28’ mentre calcolo in circa 13’ il tempo in eccesso.
Poco dopo arriva Mary, sempre insoddisfatta, perché vorrebbe trovare facili questi boschi ed invece quando incontra difficoltà pensa che stia regredendo.Fuggiamo via subito perché inizia a piovigginare, nonostante fossimo partiti col sole.

3^ Tappa - 11 luglio - CLASSIFICA - SPLIT
Giorno centrale di questa settimana e prima volta in cui la mia voglia di correre rimane a letto. Eh si, questa mattina avrei preferito girarmi dall’altra parte ma, grazie a Mary, mi sono presentato al via.
Peccato, perché il clima (ha piovuto fino a qualche minuto prima della mia partenza) ed il tracciato erano di quelli a me congeniali.
Mary fugge subito verso lo start, io mi attardo a parlare con il gruppo torinese presente; arrivo giusto in tempo per iniziare in orario.
Parto verso il primo punto correndo in scioltezza, arrivo alla curva del sentiero, entro nel bosco e trovo una lanterna; con sorpresa noto che non è la mia. Cavolo, sono appena partito e già non trovo la mia! Ritorno al sentiero, faccio azimut e in lontananza vedo la mia lanterna. E’ davvero vicina a quella che avevo appena trovato prima.
Scendo verso la due senza convinzione, appena supero la strada vengo attratto da un beep, è un po’ a sinistra ma ci vado lo stesso; come immaginavo non era la mia. Ritorno in zona e trovo il nuovo beep molto vicino.
Sempre più demotivato, mi avvio verso il terzo punto; salgo in cima alla costa e vado in direzione; qui noto come il colore verde 1 venga usato un po’ casualmente. Infatti, la collina col sentierino che è a sud del punto, in realtà è già piena di arbusti tipici del verdino. Perdo qualche secondo a capirlo, ma finalmente trovo un punto senza difficoltà!
Purtroppo i punti 4 e 5 diventano dei punti bingo; nel primo caso cercavo il giallo in cima alla collina ma quando arrivo alla lanterna non scommetterei nulla sulla sua esatta posizione. Nel secondo caso, dopo vari tentativi di evitarlo, ho dovuto utilizzare il sentiero ad ovest come punto d’attacco. In questa mezz’ora di gara avrò perso in errori almeno la metà del tempo: sono talmente nervoso che inizio a canticchiare mentre corro.
Finalmente riesco a concentrarmi un po’ ed inizio ad aggiustare la mira; decido di andare tutto di bussola senza utilizzare altri riferimenti.
I tre punti successivi comincio ad inquadrarli meglio e perdo molto meno per punzonare. Il punto 9 provo a farlo tutto nel verde con il nord; lo sfioro sulla destra, arrivo al sentiero angolo taglio giallo, rientro nel bosco e con grande meraviglia trovo la lanterna nel bosco bianco!
Ritorno nel bosco bianco e trovo bene 10,11,12.
Il punto 13 lo provo con la bussola, ma la macchia gialla adiacente alla lanterna non capisco cosa centri; ormai sto capendo che i colori non sono affidabili oppure non gli ho ancora capiti.
Ne ho un’ulteriore conferma alla 14: sbuco in qualche modo sul sentiero perpendicolare alla mia direzione, dovrei costeggiare il verdino nel bosco bianco, invece il bosco reale è completamente bianco. Andando verso la 16, rimango perplesso nel vedere 3 lanterne posate davvero vicine sulla mia direzione di corsa. In questa fase di gara ho iniziato ad avere un buon ritmo e un po’ di voglia in più di cercare lanterne. Quando penso di aver finito la mia fatica, affondo nella depressione a nord della mia 20; c’è una lanterna ma non capisco dove possa essere posata! Quando capisco che è la depressione sono passati quasi 5 minuti ma di fantasia ce né voluta parecchia.
Dopo la lunga passeggiata sulla sabbia finale, trovo Mary al finish ed anche lei non è soddisfatta: sta meditando di abbandonare le gare. Da un lato la capisco, su questa carta c’è poco da divertirsi e per lei, che ha bisogno di trovare sicurezza, diventa dura capire come orientarsi.
Alla fine stimo in almeno 25 minuti il tempo perso, davvero troppo; domani correremo assieme perché ormai non ci stiamo più divertendo.
4 ^ Tappa - 12 luglio - CLASSIFICA - SPLIT
Quarta tappa e primo forfait di Mary. Ieri eravamo d’accordo di correre assieme, ma oggi ha preferito riposare.
Stamattina mi sono alzato convinto di fare una bella gara; sulla carta era la più impegnativa ma i 300 metri di dislivello, anziché demoralizzarmi, mi caricavano perché avrei potuto ricominciare ad orientarmi non solo con la bussola.
Notavo che il cartografo era cambiato e dopo l’esperienza dei colori era una bella notizia.
Decidevo, per la prima volta, di utilizzare l’ MP3 con la collezione dell’artista francese che mi ha accompagnato per tutti questi anni orientistici.
Mary mi accompagnava allo start, il mio stomaco era ancora in disordine per la colazione; arrivo 15” prima di partire.
Decido di correre senza schemi, utilizzando qualsiasi tecnica buona.
La prima tratta è la più lunga e senza alcuna remora decido di fare la scelta facile a destra utilizzando sentieri e tagli nel bosco. Vedo un tizio che mi supera sulla sabbia, ma non me ne importa molto; sono immerso nella mia musica e non sento nemmeno il beep della punzonatura.
Ingrano molto bene la marcia verso i primi punti: sono un po’ alto alla due, ma non ho grossi problemi fino alla cinque.
Andando verso la sei ho un campanello d’allarme: sono convinto di andare alla 7! Il taglio giallo mi riporta alla realtà e perdo davvero poco.
La tirata verso la otto la scelgo semplice: utilizzo la strada asfaltata ed arrivo perfetto alla lanterna.
Qui succede ciò che avevo rischiato prima: la mia mente è convinta di dover andare alla 10! Scendo sulla strada entro nel giallino ma inizio a non capire più nulla; la linea gialla che arriva dalla 8 la trasporto su quella che arriva dalla 9. Inizio una serie di ragionamenti assurdi che mi portano ad arrivare fino alla linea elettrica nord-sud vicino alla 11. In un lampo di lucidità capisco che il cerchio n.9 manca dalle mie punzonature! Ora mi trovo davanti ad una scelta: mollo tutto oppure faccio finta di niente? Questa volta decido di continuare; ritorno in zona punto ma sono un po’ disorientato arrivando da una direzione non prevista. Faccio la scelta più logica: mi posiziono sul sentiero ad ovest del punto e riattacco la lanterna; questa volta arrivo bene. Ho calcolato che questa pazzia mi è costata almeno 13/14 minuti!
Inaspettatamente ritorno ad essere concentrato. Riesco ad infilare in maniera precisa e costante praticamente tutte le rimanenti 12 lanterne; ho qualche secondo di esitazione alla 19 ed alla 22, ma davvero pochi attimi.
Arrivo ancora abbastanza pimpante, davvero contento della mia gara se non fosse stato per quella parentesi che non riesco a spiegarmi. Per ben due volte la mia mente era già troppo avanti alle mie gambe.Oggi è stata davvero un’altra gara dove la carta combaciava molto meglio col terreno e la zona punto non era una sala bingo.

5 ^ Tappa - 13 luglio - CLASSIFICA - SPLIT
Ultima tappa francese, ultima fatica delle 14 gare programmate, ma è stata la più dura da terminare.
Si corre sulla stessa carta di ieri, alcune lanterne sono uguali, ma è cambiato, e di molto, il tempo. Oggi è una giornata di mare, sole a picco, caldo, orario di partenza improponibile (11.37); immagino la differenza di clima fra la gara di E.Wymer e C.Hanselmann che si stanno giocando la M40; il primo è partito alle 8.00 il secondo parte 3 minuti dopo di me.
Prima di andare allo start vedo arrivare il “Madda” che fa secondo, a meno di un minuto dal vincitore, dopo cinque giorni combattuti.
Mentre vado in partenza con Mary, approfitto per fare una mezza doccia nel campeggio; incontriamo la signora Murer con la quale parliamo dei rispettivi programmi orientistici. Lo start è uguale a ieri, ho qualche problema con la descrizione punti (nuovo acquisto) e con l’ MP3; il minuto zero è già scattato quando sono ancora indaffarato nel sistemare il tutto.
Mi basta fare una gara come ieri senza quell’assurda dimenticanza centrale.
La prima lanterna si trova ancora abbastanza lontana; non ho problemi ad arrivarci, ma inizio ad assaggiare il clima torrido dei gialli tratteggiati verdi. Tralasciando il secondo punto davvero inutile, mi accorgo che il terzo è lo stesso di ieri; sfrutto il cambio di vegetazione che ricordo da ieri e non ho problemi a punzonare. Per il punto quattro si ritorna nel bosco bianco dove vedo poco lontano l’austriaco Max H., partito due minuti prima di me, che ho riconosciuto dalla gara di Fusine.
Per la quinta tratta non mi accorgo del sentiero che taglia il verde; aggiro il verde più scuro, arrivo al giallo in corrispondenza del sentiero e risalgo per qualche metro fino alla lanterna.
Durante il trasferimento sul sentiero verso la sei vengo superato da Hanselmann, ha un passo diverso dal mio anche se non impossibile per qualche quarantenne italiano. Ne sfrutto la scia fino al punto sette, anche se in realtà non ve n’è molto bisogno.
Per i punti 8 e 9 torno a navigare singolarmente e noto che quest’ultima lanterna è la stessa che stavo saltando ieri.
Il tratto verso la dieci sembra facile sulla carta: quel bel sentiero che porta in zona punto è messo apposta per ingolosire…. Ebbene: maledetto il momento in cui ho pensato di prenderlo! È una striscia di sabbia sotto il sole, dove bisogna correre perché appena tento di camminare non vado avanti; nell’ultima parte decido di correre nel verde perché almeno vado avanti e sono un po’ riparato.
Finalmente ritorno nel bosco fitto e riesco a trovare bene 11 e 12, sfruttando le tracce dei sentierini.
Verso il punto 13 rischio grosso: mi dirigo ad est, scendo il ripido pendio ma non è quello previsto; fortunatamente ho ancora un po’ di lucidità che mi permette di capire ciò che stavo combinando; faccio comunque una gran fatica mentale ad individuare il naso su cui è posata la lanterna.
Conscio del mio stato psico-fisico rifletto attentamente sulla tratta per la 14: faccio una scelta determinante passando per il verde 2 anziché dal giallino; arrivo perfetto al punto ed appena vedo il discesone verso la 15 capisco che ho fatto “bingo” a non passare di lì!
La 15 è simile a quella di ieri e l’unica difficoltà è attraversare l’ennesimo rombo verdino; la rampa verso la 16 la conosco già e devo camminare perché sono davvero al limite. Cerco solo di non sbagliare ad arrivare all’ultimo punto, lo stesso di ieri e poi sprint finale. Sono al limite di un collasso, devo ringraziare la mia borraccia a cui ho chiesto fino all’ultima goccia; non avendo bevuto nulla devo reintegrare in fretta tutto ciò che ho bruciato in questa ora e mezzo. Non sono il solo ad avere problemi: il mio MP3 si è scaricato come l’orologio con il GPS: abbiamo tutti bisogno di ricaricarci!Finalmente oggi sono riuscito a fare una gara decente, priva di grossi errori, condizionata dal caldo ma che quest’anno sembra portarmi bene.

sabato 7 luglio 2007

5 Giorni dei Forti - 5 ^ tappa

Gara conclusiva della mia seconda multiday; è stata una conclusione sottotono, sia per le nostre prestazioni che per l'intera edizione.
Giornata davvero soleggiata e calda, i primi partenti a caccia sono in giro dalle 09.00; dopo aver preparato bagagli e salutato la signora Mary dell' hotel Nido verde (non lo consiglio perchè vorrei trovarmelo sempre libero...), andiamo a Folgaria dove si consuma la truffa del "parking"; spiegherò in un altro post le cose più o meno buone viste in questa edizione.....
Arriviamo in zona arrivo, un prato appena falciato dove l'unico pezzo di ombra è off limits!
Stegal è già all'opera con gli arrivi, noto che il mio orario di partenza è cambiato di mezz'ora; mi cambio e vado con Roby e Piero allo start. Durante il percorso troviamo anche il Dipa che ci comunica che è diventato elite l'ultimo giorno utile; a settembre correrà, nel Lazio, il suo primo campionato italiano long.
La strada per lo start è in discesa ripida, il primo pezzo, e questo ci mette di cattivo umore poiché quel dislivello dovremo rifarcelo in gara!
Prima di me, due minuti, parte Enrico ma, nonostante le "gufate" non lo rivedrò più fino all'arrivo.
Si parte in discesa fino ad un ruscello: punto facile. Da qui iniziano una serie interminabili di lanterne da fare in salita ed in costa; non c'è molto da orientarsi, ma solo da spingere.
Arrivo bene fino alla sei, ma sono stanco fisicamente del continuo salire in costa su sottobosco pesante. La lanterna sette presenta una lunga tirata in costa; normalmente non sbaglio queste tratte, so stare abbastanza bene sulla curva di livello. Oggi, invece, perdo, senza accorgermene, almeno 20 metri, trovo una lanterna con codice 60 anziché 80 (sempre sasso) e stò per fare PE. Non capisco più dove sono, quel sasso non riesco a vederlo in carta. Decido di scendere a valle e trovo un'altra lanterna ai piedi di una roccia; finalmente mi accorgo di essere corto e basso e di non avere ancora incrociato il sentiero che mi avrebbe dato lo stop.
Ritorno in carta e trovo facilmente il punto. Ancora ripida discesa e salita per il punto otto, poi costa ed ancora costa fino al punto 12. Al punto undici lascio un minuto girando attorno al punto; nel frattempo vengo raggiunto da un ucraino partitomi due minuti dopo, il quale dev'essere abbastanza scarso.
Dopo il punto 13 mi supera Roberto Pradel, ma non ho voglia di accodarmi spudoratamente; l'ucraino ed altri, invece lo fanno. Arrivo facilmente a tutti i punti finali, ma non sono proprio contento.
A parte la mia prestazione, macchiata da quel pessimo errore, la cartina non mi è piaciuta, la gara è stata solo una lunga corsa fisica dove l'orientamento ha inciso davvero poco. Probabilmente saranno stati contenti coloro che, nei giorni scorsi, si erano persi nei dettagli del bosco di Lavarone.
Trovo Mary, la vedo scossa ma non capisco il motivo: mi racconta di essere stata rimproverata di seguire una tizia; vado a vedere le griglie e mi accorgo che quella partiva prima di lei e nei giorni scorsi non ha certo brillato per i risultati conseguiti.
Mi ha confidato che stava ritirandosi, ma, poi, pensando alla mia reazione e per dimostrare di saper andare da sola, finiva la sua gara incontrando più di una volta la presunta "locomotiva".
Malinconicamente salutavamo tutti gli amici di gruppo e qualche nuova conoscenza, avviandoci a Milano dove, domani, partiremo alla volta di Lacanau ocean per la cinque giorni di Francia.
Al ritorno farò il resoconto di quella multiday. CLASSIFICA

venerdì 6 luglio 2007

5 Giorni dei Forti - 4 ^ tappa

Oggi andava di scena l'ultima delle tre long distance. Posso dire che, effettivamente, nell'ultimo quarto d'ora ho iniziato a sentire la stanchezza fisica e mentale per la prima volta.
Ancora una bella giornata di sole, la partenza è a 45 minuti al passo, ma partiamo tardi.
Incontro Enrico e ritorniamo alla gara di ieri; alla fine ammette che il lavoro in coppia, nientemeno che con il finlandese secondo in classifica (che lui definisce lento!), è stato un gran bel colpo di fortuna. Ecco perchè dico sempre all'orientista perginese: "sei scarso!"; uno con una base di corsa del genere non può essere lì a competere con me.
Per oggi lo lascio con una profezia: arriverai con Beltramba che ti parte 12 minuti dietro.....
Vado con calma in partenza e sento che le gambe sono un imballate; ma non è la velocità che mi servirà oggi per fare i 12,3 kmsf.
Parto tranquillo sulle piste da sci, vedo Tavasci che scappa via di corsa; arrivo bene alla prima dove incontro Roby partita qualche minuto prima. Entro subito bene in carta e faccio velocemente 2,3,4.
La lanterna 5 offre una bella scelta: non è difficile arrivare in zona punto ma come farlo. C'è un dosso in mezzo e come spesso accade il dilemma è se risalirlo o fare il giro. Opto per il giro a sinistra usando prati e sentieri e passando in zona punto 8,9,10 do un'occhiata al bosco.
Mentre risalgo l'ultimo pezzo di giallo incontro la locomotiva umana A.Berg, partito 3 minuti prima di me, che sta andando verso la otto; non ho problemi a trovare la cinque se non quelli di vista prodotti dalla luce del sole. Bene anche la sei dove vedo Emiliano mentre la sette la pesco bene: non era facile capire dove fosse quell'albero particolare...
Ritorno in zona 8,9,10 e non perdo tempo mentre la undici è abbastanza bingo: scendo ottimamente sul sentiero fino al muretto e attacco dall'alto; purtroppo cercare la macchia gialla in quel bosco è davvero un'azzardo! Dopo un decido di scendere a cercare il rettangolo giallo che è a sud. Lo vedo in lontananza ed allora capisco come attaccare bene il punto; peccato, primo errore da almeno 4 minuti.
Sono ancora abbastanza lucido e ne approfitto per infilare degnamente le quattro lanterne successive. Perdo qualche secondo alla 16 dove inizio a sentire la stanchezza. Capisco che per il girotondo finale dovrò stare molto attento. La 17 la trovo ancora bene, ho leggermente rallentato ma non ho sbagliato. Lanterna successiva trovata con l'aiuto delle tracce del prato. Qui finisce la mia gara, mi raggiunge lo svedese della prima tappa e mi porta alla 19. Penso di sfruttarlo per la 20 invece quello sbaglia clamorosamente e devo arrivarci da solo dopo un minuto e mezzo di errore.
Il tratto per la 21 è il segno della mancanza di benzina: arrivo bene sotto le rocce ed anzichè salire ed accorciare, faccio un giro ridicolo che mi fa perdere almeno 3 minuti.
Con la coda dell'occhio vedo che manca poco alla fine, raccolgo le ultime forze e sfrutto tracce, concorrenti, per arrivare il prima possibile al traguardo.
Alla fine sono anche contento soprattutto per la bella gara fino al giro finale: probabilmente se dalla 17 si fosse arrivati alla 100 non avrei molto da rimproverarmi.
Aspetto pazientemente l'arrivo dei migliori italiani: arriva Beltramba, 1 ora e 15' e subito dietro chi c'è? la profezia si è avverata! Ormai nel parterre iniziano a conoscerlo tutti.
Mary mi aspetta già con la digitale in mano, ha fatto la gara un in compagnia ed un da sola. Sicuramente non è soddisfatta e non vede l'ora di tornare a correre col 10000.
Per la categoria MAK il Dipa perde ancora terreno da Gallo, mentre Galletti affonda lentamente fra le maglie dei "Uellini" che sperano di vederlo sempre al microfono.
Per le WAK, Paola viene raggiunta in gara da Roberta ma è ancora davanti rispetto a Mary e Roby. Maria Adele, partendo penultima, ha preferito saltare l'ultimo gruppo di lanterne per evitare un arrivo troppo avanti nel pomeriggio.
Domani è una gara a caccia, ma di cacciatori in casa non ne abbiamo. CLASSIFICA

giovedì 5 luglio 2007

5 Giorni dei Forti - 3 ^ tappa

Tappa centrale, quella odierna, della settimana degli altopiani. Per molti la più lunga, per me, una delle tre lunghe.
Un passo indietro per raccontare del "rest day" di ieri; mattinata passata con il gruppo GOK a "tarzanizzare" nel parco giochi di Centa S.Nicolò. io e Mary non avevamo mai provato questa esperienza; un di timore su qualche passaggio ma alla fine tutto bene. Quando qualcuno pregustava il bis, ecco una bella grandinata a mandarci in albergo, per la doppia sfida a "El Grande", gioco da tavolo della collezione PLab.
Come da tradizione, vittorie equamente divise fra i coniugi Labanti; ho notato una chiara sudditanza psicologica del Dipa nei confronti del Piero!
Chiusa la parentesi di ieri, ci raduniamo al ritrovo odierno che si trova a 300 metri dal nostro albergo.
E' una bella giornata, fresca, che si va facendo variabile col proseguire delle ore; sono le 10 e aspettiamo lo speaker, ma non è ancora tornato dal bosco. Arrivano i primi ragazzini, poi, finalmente, la sagoma dell'omone milanese appare all'arrivo.
Il quarantenne giornalista è davvero fuori di se: non ci sono parole per consolarlo ed all'improvviso esclama queste parole: "..... basta! mi ritiro dall'orientamento....."
Dopo cinque minuti, come se niente fosse, ecco la sua voce microfonica riecheggiare intorno al lago di Lavarone.
Con questo antefatto me ne vado in partenza, dove trovo il grande A.Berg che mi parte tre minuti davanti, ed (oggi) l'altrettanto grande E. Casagranda, che parte un quarto d'ora dopo di me.
La partenza è stranamente in discesa, le prime tre lanterne sono una specie di downhill; non ho grossi problemi a trovarle, ma non sono deciso e lascio qualche secondo di troppo per strada. Soprattutto alla terza perdo un minuto per mancanza di lucidità.
I primi problemi ci sono alla lanterna sei: arrivo molto vicino al punto, ma aver trovato una lanterna diversa, mi ha confuso le idee; impiego 3-4 minuti di troppo per trovare quell'invisibile avvallamento. Anche alla lanterna otto finisco un basso e perdo un'altro minuto. La gara non sta andando male, ma non sono in carta come vorrei.... sono troppo insicuro e mi fermo troppe volte a controllare; è anche vero che, con un 15000, non riesco a vedere bene i minimi particolari.
Durante la tratta lunga 9-10, incrocio Mary e Paola, mentre ancora una volta riesco a complicarmi la vita: nulla di scandaloso, ma un minuto perso per non aver seguito la scelta lineare che mi ero prefisso.
Dopo la dieci, si entra in un bosco un diverso oppure io entro in carta.... infatti non faccio più errori, magari avrò perso qualcosa nel leggere bene ma non mi posso lamentare. Forse alla diciassette sono entrato in costa un presto ma qui siamo nell'ordine dei 30".
Alla fine non sono dispiaciuto, ho sbagliato 7'-8' totali, sono stato insicuro nella prima parte, ma in una carta simile è facile fare il grosso errore.
Dopo l'arrivo mi posiziono alla 100 per fare fotografie ed aspettare Enrico: aspetto quasi mezz'ora e non lo vedo... penso ad una sua mega "pascolata" quando sento Stegal che annuncia il tempone di Enrico: 1 ora e 4 minuti! a nemmeno 5 minuti da A.Berg e sul podio virtuale.
Lo vado a cercare e mi racconta di avermi visto in gara e di non avermi chiamato. Con i 19' di distacco di oggi penso che la mia sfida sia quasi persa. Ma oggi è stato bravo lui!
Mary sta iniziando a pagare il susseguirsi di gare e l'inusuale scala di gara; non è facile essere precisi su terreni simili; io ho impiegato anni ad imparare a perdere meno tempo possibile nei boschi trentini .....
Citazione per il Dipa che, finalmente, riesce a battere Gallo in questa manifestazione; il sorpasso in generale è ancora lontano, ma il trend è iniziato a cambiare.

martedì 3 luglio 2007

5 Giorni dei Forti - 2 ^ tappa

E venne anche il giorno più duro, 12,8 kmsf. su carta 15.000, era da un'anno che non correvo su simili distanze.
Si deve partire presto, ci sono 40' per andare alla partenza ed io parto al minuto 21; incrocio subito Enrico che parte tre minuti prima e già concordiamo di andarci assieme.
Stegal ha fatto una levataccia ed alle 8.15 era già in gara. Il tempo è ancora buono non fa caldo, ma questa volta il mio mezzo litro d'acqua me lo porto.
Tra il gruppo lombardo c'è preoccupazione a causa delle lunghezze abnormi dei tracciati di P.P.Corona; Mary parte più tardi, ma anche lei non è tranquilla per la scala odierna.
Arrivo, con Enrico, alla partenza prima del previsto, osserviamo il leader della M40 A. Berg che già si scalda sulle piste da sci.
Arriva il via e vedo scattare A. Cavazzani come fosse una sprint.... mah, io bado solo a stare in piedi perchè prato e bosco sono molto sporchi. Il tratto per la prima lanterna, l'ho già percorso, a ritroso, il giorno prima; come già detto l'unico problema è quello di non scivolare sulla costa. La lanterna la trovo bene, anche se mi accorgo che le distanze sono differenti.
Il punto due me lo ricorderò per un pò: non è difficile arrivarci, c'è una pozza d'acqua che fa da punto d'attacco. Il problema nasce in zona punto: ci sono un mucchio di cocuzzoli, roccette, tutti ricoperti di vegetazione e con la scala odierna non riesco a capire a cosa corrispondano. Inizio a visitarli ad uno ad uno finchè riesco a trovare quello giusto. Penso a Stefano, che due ore prima era li da solo con i miei stessi dubbi.....
Abbastanza contrariato per aver buttato almeno 5-6 minuti in pochi metri quadrati, mi dirigo verso la tre. Affronto la rotta con cura anche perchè di correre non c'è verso; trovo la buca in modo perfetto e questo mi rinfranca.
Subito dopo arriva da dietro lo stesso svedese di ieri (quello forte..), partiva 9 minuti dopo....
Andiamo verso la quattro, una rampa gratuita sulla cui costa mancano parecchi particolari; alla fine arrivo io per primo ma non è stata una bella tratta.
Non pensavo che il peggio dovesse ancora arrivare: per giungere al cocuzzolo della cinque c'è una costa sporchissima e una rampa in mezzo a delle rocce; terreno davvero impervio dove perdo lo svedese; non ho difficoltà in zona punto.
Tratta successiva breve, perdo qualche secondo ad individuare la roccia giusta ma sono OK. Rivedo per un attimo e per l'ultima volta la tuta rossa del nordico.
La rotta per la sette è abbastanza contorta, discese ripide, intervallate da file di rocce, mi fanno guardare solo il terreno; per fortuna riesco a mantenere la rotta e centro in pieno il cerchio rosso.
Lanterna otto semplice, mentre la nove si trova appena sotto la maledetta due! questa volta non mi distraggo e faccio un buon tempo.
Ora c'è la tratta lunga: ci sono due scelte, salire-sentiero-scendere, oppure lungo giro in discesa su sentiero-bordo recinto-risalita su sentiero.
Ci penso un attimo e poi opto per la prima! non so se sia la migliore, il problema è che, in zona punto, perdo 3 minuti perchè cerco la lanterna in un avvallamento anzichè un sasso. Unica consolazione, aver incrociato un leprotto durante la discesa.
Probabilmente sono meno lucido, perchè sbaglio anche il punto successivo, un paio di minuti, zig-zagando malamente intorno al cerchio.
Per fortuna rientro in gara e faccio bene le ultime lanterne dentro-fuori dai prati. Solito volatone finale passando dal cavalcavia e finalmente è finita.
Non ho visto Enrico, perchè mi ha dato sette minuti; confrontiamo i tempi e vediamo che siamo pari nel computo degli errori: 11' a testa.
I big sono classificati a partire dall'ora e dieci, Pradel (5°) davvero bravo; la mia ora e 44' mi vede al 25° posto di giornata.
La gara l'ho trovata faticosa nella prima parte, molta salita inutile e bosco sporco hanno rallentato le andature. Dalla sette in poi è stata più piacevole.
Mary ha trovato più difficoltà nella prima parte, poi si è adeguata meglio al cambio di scala.
Questa sera gran concerto di Zarfo in piazza.

lunedì 2 luglio 2007

5 Giorni dei Forti - 1^ tappa

Cambio di manifestazione, di bosco e di tempo. Quinto impegno consecutivo su una cartina nuova, molto simile a quelle di Vezzena e Millegrobbe.
Si parte abbastanza tardi, le mucche e gli addetti al rifacimento stradale si chiederanno chi siano questi rompi.... visto che questa zona è davvero fuori mano.
La lunga fila di auto parcheggiate sulla strada segnala che siamo arrivati presso il ritrovo. L'ambiente è tipico delle gare numerose, soprattutto quelle a cui partecipano gli stranieri; sento che Stegal è già al microfono quindi ha già finito la gara; accanto a lui una vecchia conoscenza: il tecnico del suono della 5 giorni della Val di Non. Il suo commento è positivo, qualche minuto di errore, ma poco dopo rimane perplesso perchè, un dei primi arrivi è quello del vincitore di giornata della MAK, che rifila quasi mezz'ora al buon Stefano.
Presso la tenda societaria, che contiene anche il gruppo lombardo presente, si commentano i primi arrivi e si pronosticano i distacchi.
Mary è la prima a partire del gruppo, l'ho trasferita in WAK per una sfida in società non sapendo che il percorso fosse lo stesso della W40.
Io collaudo le scarpe nuove, ieri mi si erano aperte quelle comperate in Rep. Ceca due anni fa.
Lo start è in cima ad una salita ed ai suoi piedi c'è Denny che distribuisce warm up senza punti.
Alla partenza trovo Enrico, è da 15 giorni che mi manda sms in previsione di questa sfida; abbiamo nomi troppo eccellenti per poter aspirare a qualcosa: non bastano Pradel e Beltramba per l'Italia, ci sono ex nazionali come A.Berg, C. Hanselman, D. Humbel, Leo P., praticamente i primi dieci hanno un passato da campioni veri.
Pensiamo quindi a sfotterci ed a superarci senza malizia; eppoi ci sono anche mr. Calandry e Heim che arrivano, anche loro, dagli Highland.
Partenza e tratta lunga per il primo punto; l'altitudine si fa sentire. Il Dipa, che parte al mio minuto, scatta subito, ma piano piano lo riprendo e lo supero lasciandolo sbagliare da solo..... per me era ancora troppo gasato dal risultato della tre giorni.
Personalmente non ho grossi problemi fino al punto sei; lì inizio a sentire il caldo e non avendo preso la borraccia (pensavo ad una gara più corta e fresca), inizio ad essere meno preciso.
Infatti lascio una trentina di secondi in zona punto, ma soprattutto ne lascio un paio per la sette; ho notato che sono carente nel trovare i punti in costa ripida partendo dall'alto!
Mi riprendo bene sulla costa successiva dove raggiungo un tizio che mi si accoda; infatti scendo bene alla otto e lui non la vede. Scappo via, peccato che la mia uscita sia di 180°; dopo un pò capisco l'errore e cerco di rimediare; rimpiango l'acqua per rinfrescarmi e sono in crisi di lettura della carta. Per fortuna riesco a riprendermi lentamente e trovare la lanterna nove perdendo almeno tre minuti.
A quel punto trovo due svedesi, sembrano della mia categoria e vanno come dei treni (n. 1036 e n.1072); all'inizio mi accodo ma sono più veloci. Allora decido di recuperare sulla lettura della carta: infatti il distacco che prendo sulla corsa riesco ad annullarlo in zona punto.
Mi stupisco di come riesca a resistere al loro passo, forse, anzichè peggiorare fisicamente col tempo riesco a migliorare. La cosa che mi da soddisfazione è notare come le mie scelte riducano il gap; e farlo con due svedesi è davvero il massimo.
Lungo i prati finali, vedo il più forte dei due che corre davvero tanto! tutti siamo in apnea ed il finish è una liberazione.
Vedo che Mary è già arrivata, ormai sta migliorando davvero, anche se nei prossimi giorni, col 15000, diventerà difficile.
Io devo rammaricarmi per i tre minuti contromano, mentre i due del punto sei fanno parte della mia carenza tecnica su quel tipo di terreno.
Il mio tempo di 58' non è male, soprattutto se penso che sotto i 50' ci sono stati solo i "grandi".
La mia sfida con Enrico continua domani con la tappa più dura, oggi è andata a lui per un minuto ma non è certo quello che farà la differenza.

domenica 1 luglio 2007

Highland open - 3^ tappa

E venne anche un giorno da ricordare! la terza fatica sull'altipiano di Asiago mi ha riservato una grande sorpresa.
Non parlo della mia gara, ma quella di Mary! Ebbene, è stata davvero una grande gioia essere saliti sullo stesso gradino del podio per la premiazione finale degli Highland.
Con questa anticipazione, andrò a descrivere la mia tappa odierna.
Giornata ancora soleggiata, nella stessa cartina della gara individuale dell'Arge Alp 2006. Ricordo che ero arrivato quarto nella M35 e la cartina mi era piaciuta: molto tecnica e lenta.
Parto a caccia, venti minuti dopo il norvegese e sei dal francese; dopo di me si parte solo a minuti prestabiliti.
La gara sarà un pò più corta ed i punti abbastanza vicini e veloci, tutto sommato ciò che io desidero.
Parto un pò sfasato, non sono subito in carta avanzo a "tentoni"; alla fine individuo la collina col recinto che la taglia, seguo per un attimo Teno e poi decido di buttarmi sul prato; trovo gli alberi isolati e con essi la lanterna;mi è andata bene, ma mi convinco che devo velocemente trovare la concentrazione.
Per andare alla seconda non ho difficoltà poichè seguo il recinto ed attraverso il bianco; prima del punto trovo Joe, assieme a Sasha, e la incoraggio a punzonare.
La lanterna 3 vedo che è una di quelle toste: salgo sulla sommità della collina, vedo il sasso, scendo attraversando il verde, poi lo aggiro e con l'aiuto della canaletta trovo la buca.
Discesa verso la quarta che ha un solo problema: non funziona! punzonatura sulla carta ed avanti.
La successiva sembra facile sulla carta ma nella realtà è più ostica; comunque niente errori.
Il filotto 6,7,8,9 potrebbe nascondere insidie, ma la buona concentrazione mi permette di perdere poco tempo.
La lanterna 10 è posata per permettere un trasferimento in un'altra zona; non ho problemi perchè utilizzo strada e recinto.
L'undicesima mi porta via qualche secondo, avendo trovato una depressione molto vicina non richiesta; d'un fiato trovo la dodici, mentre la tredici mi fa perdere un minuto poichè mi perdo la canaletta che dovrebbe indicarmi la strada.
Ottima attraversata per la 14, percorrendo le tracce dei sentieri esatti; lì vedo Denny, mentre alla lanterna successiva ci arrivo con Teno. (Entrambi si stanno giocando il primo posto in elite)
L'ottima gara finisce qui, manca una lanterna, ma è posata nello stesso punto dell'anno scorso; decido di attaccarla da un punto facile, il sentiero nel giallo. Ebbene, ci passo a cinque metri ma un cespuglio non mi permette di vederla. Vado lungo, ritorno, ma ancora non la vedo. Finalmente, complice una voce familiare femminile, la trovo sempre lì a dieci metri.
Ho perso due minuti in pochi metri quadri ma è uno spazio davvero intricato!
Mi getto in discesa, arrivo sulla strada, ma mi blocco davanti ad un prato con l'erba alta; non capisco dove possano essere passati tutti gli altri! alla fine decido di fare il giro sulla strada.
Sono riuscito a mantenere il terzo posto, prima dell'errore finale ero secondo di tappa.
Tutto sommato sono felice perchè questa carta non mi ha tradito; dopo la gara mi metto pazientemente all'ultimo punto a fotografare ed aspettare Mary.
Sono convinto che oggi sarà dura per lei, parte a caccia per quarta e tutte le concorrenti sono lontane dal suo minuto di partenza. Ad un certo punto vedo arrivare la sua capoclassifica, poi la seconda e .... la sua tuta appare in cima alla collina, non è possibile che sia già qui! Invece no, è proprio lei, ha recuperato la signora Calandry e l'ha staccata...... davvero brava.
L'ultimo arrivo da descrivere è quello di Ale: Jimmi non ha fatto sconti e nell'ultima tappa ha ristabilito le gerarchie; ma il Dipa riesce a non sbagliare troppo e s'impone davanti a Edo e Remo.
Le premiazioni riservano belle soddisfazioni per molti nuovi volti.... la scarsità di atleti in alcune categorie ha dato lustro anche a chi il podio non l'ha nemmeno mai sfiorato.
Da domani si fa dura, il mio scopo sarà solo quello di resistere perchè di risultati non se ne parlerà proprio, visti i nomi e le distanze della M40.