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domenica 26 agosto 2007

2 giorni dei Lessini - long

Rabbia e dolore, queste sono le cose che mi porto a casa dal secondo giorno di gara; tutto avrei voluto tranne che la parola "ritiro" a causa di un infortunio.
Rabbia per essere arrivati ad una settimana dagli appuntamenti importanti in buona forma e rischiare di vanificare tutto per una distorsione; dolore, quello che ho sentito e sento a causa del gonfiore della caviglia.
La mattinata si presenta soleggiata, calda, il lungo cammino per arrivare in partenza non aiuta; Mary mi accompagna e ci godiamo la visuale che ci circonda.
Allo start vedo la cartina e capisco che di tecnico ci sarà davvero poco; pensavo ad una gara diversa da ieri, invece anche oggi si deve correre nei prati e cercare in mezzo alle rocce. Non è proprio l'orientamento che mi piace, ma per fare gamba si corre un pò ovunque....
Parto lungo il prato che costeggia una fila di roccioni, cerco un punto d'attacco, ma è davvero difficile indivuarlo; ad un certo punto decido di entrare nel verde, salto da una roccetta a piedi uniti e..... crack, cado a terra con entrambe le caviglie doloranti! cerco di rialzarmi, faccio fatica ad assorbire il dolore; dopo un minuto tento di ripartire, ritorno al prato, trovo un sasso e lo prendo come punto d'attacco; rientro nel verde, giro un paio di rocce e finalmente trovo la lanterna.
Navigando verso la seconda lanterna capisco che non riesco a correre normalmente, ogni piccolo sbalzo del terreno diventa un rischio distorsione; comunque continuo, seguo il prato fino al muretto e mi ributto fra le rocce: ora cammino cautamente cerco fra le rocce e dopo una trentina di secondi trovo il punto.
Lasciando da parte il dolore, mi rendo conto che questo tipo di tracciato sia proprio tipo "bingo": non ci sono problemi ad arrivare nel cerchietto ma i secondi si perdono fra i neretti della carta.
Andando alla terza vengo condizionato dalla necessità di correre su sentiero, infatti giro largo a nord utilizzando il più possibile la strada carraia; qui la zona punto è invece banale.
Avendo corso per qualche centinaio di metri su strada, mi sembra di stare meglio; per il punto quattro seguo la linea rossa ed arrivo bene al check. Il punto successivo è insidioso quindi controllo bene il terreno ed arrivo assieme a Lorenzo F. alla lanterna. Penso che, aver perso solo 4 minuti da lui non fosse poi così male......
Arriviamo praticamente al punto 6 assieme, nonostante ognuno avesse fatto una differente scelta. Ci buttiamo in discesa, sul pratone verso la sette, ma, mentre controllo la carta sento un dolore tremendo alla caviglia sinistra: è andata!
Mi fermo e scendo lentamente, camminando arrivo alla sette dove vengo raggiunto da Gambini. A quel punto continuo, sempre camminando fino alla 8, ma il fatto di non poter più correre ed il crescente dolore mi inducono a desistere dal continuare.
Cerco il sentiero che passa sopra la nove e ritorno mestamente all'arrivo.
Qui grazie al ghiaccio dell'ambulanza e lo spray di Attilio riesco a fermare il gonfiore.
Al ritorno guida Mary: in queste occasioni si capisce quanto sia utile, oltre che bello, avere una persona vicina.
A questo punto penso sia a rischio la mia partecipazione al trofeo delle Regioni, anche se a Marileva andrò lo stesso.
A questo punto largo al signor Nessuno.

sabato 25 agosto 2007

2 giorni dei Lessini - middle

Ultimo test d'agosto quello in terra veronese; si ricomincia ad entrare nel vivo delle competizioni, complici le cronache live dall'Ucraina.
Pomeriggio assolato a Sega di Ala, qualche problema ad arrivare al ritrovo (causa inversione della freccia posta presso il passo); alla fine, circondati da pascoli frequentati da molteplici bovini, ci troviamo su grande parcheggio adiacente una malga.
Il panorama è splendido, la visibilità anche....
Prima di avviarmi allo start, saluto i compagni di sfida nei master; oggi la gara sarà combattuta in quanto mancano i veri big di categoria. Meglio così: sarà una sfida avvincente!
La mia bestia nera parte dopo di me, ha passato una settimana in infermeria, ma se è qui a correre vuol dire che non stà male...... anche se lui non lo ammetterà mai!
Andando in partenza con Bisoffi, parliamo di nuove e vecchie esperienze orientistiche e non, rischiando di superare il tempo di 30 minuti calcolati dagli organizzatori.
Mi preparo con le consuete cuffie e borraccia, mi concentro e inizio a scendere il pratone che mi conduce alla prima lanterna; non è difficile, anche se quella X nera non sapevo cosa fosse.
La due è in una zona che già ho calpestato in Coppa Italia di qualche anno fa; fatico solo un'attimo ad intravvedere i sassi nel bosco. Nessun problema alla 3, mentre la quattro mi porta via una trentina di secondi, poichè ancora non ho capito che la X è un rudere.
La quinta è semplice, anche se visivamente c'è un brutto angolo acuto fra le due tratte consecutive.
La sesta lanterna mi fa perdere quasi 2 minuti; in effeti non ho sbagliato, ma la conformazione del dosso nel prato mi ha ingannato.... avevo deciso di scendere nel bianco appena la costa cambiava direzione, purtroppo quel cambio netto in realtà non si è visto. Mi sono fermato prima, seguivo il recinto, ma il sospirato angolo tardava ad arrivare..... avevo paura ci fosse un nuovo recinto ad ingannarmi. Finalmente il filo spinato cambiava direzione e quindi era giunto il momento di punzonare.
Per il punto successivo non prendevo la discesa ripida: troppa paura di farmi male e quindi mi direzionavo verso il prato dove venivo superato da un capriolo; una volta giunto all'aperto vedevo la pozza d'acqua posta di lato alla lanterna.
Il punto 8 mi costava qualche decina di secondi in quanto il rudere a cui giungevo era difficilmente visibile in carta.
Ora la tratta lunga: il colpo d'occhio diceva strada ad ovest della linea rossa; prima di seguirla notavo che la parte finale era tutta in salita ... mm... cambio idea, salgo al prato e dalla curva della strada prendo il sentiero che va in costa. E' vero: salgo 25 metri in più, ma arrivo dall'alto e sicuro in zona d'attacco al punto.
Il decimo controllo è un'arrampicata sul dosso, dove vengo raggiunto da Enrico; qui incrociamo anche Giuliani...
Uscendo verso la undici venivo "agganciato" da un rovo all'orecchio.... altro che musica! comunque corro con Enrico sul lungo prato e sentiero; per fortuna non è in formissima e quindi faccio la mia bella figura.
Tratto finale a ruota del mio paesano poichè ormai non ci sono da fare più scelte.
In conclusione, una buona corsa, qualche minuto lasciato per strada ma la condizione fisica c'è; luglio non è ancora sparito dalle gambe e a Milano non ha fatto più quel caldo insopportabile.
Stegal ha rischiato un'altra Bedolpian: quel ragazzo lavora troppo, fa tardi la sera e non s'allena: fermatelo!
Viceversa la Roberta, senza mai dare nell'occhio, sta tornando ad affacciarsi con costanza sul podio. Sarà l'effetto Marileva?

domenica 19 agosto 2007

Memorial "W. Gruber"

Dopo più di un mese dall'ultima cartina su cui ho corso, il calendario italiano offriva una gara che, magari, gli organizzatori avrebbero fatto a meno di organizzare, ovvero un memorial.
Quale migliore occasione se non quella di rivedere l'amico Rudi M., che quest'anno non ha ancora corso.....; conoscendolo un pochino sapevo che il tracciato ed il bosco sarebbero stati un buon test pre-autunnale molto valido.
Partiti il sabato pomeriggio verso Bolzano, io e Mary siamo stati fortunati col traffico da bollino rosso; abbiamo alloggiato in un "gasthaus" di Ponte Nova.
La domenica, il clima era ideale: sole, ma non faceva caldo. Incontro il gruppo Gok e ci raccontiamo delle rispettive trasferte estive post 5 giorni dei Forti.
Apprendo da Angela che Enrico non è presente causa malanno da anzianità..... meglio così perchè quest'anno non riesco a batterlo ed almeno mi sono risparmiato un'altra sconfitta.
Dopo essere andati assieme in partenza, alla spicciolata ci apprestiamo allo start; io sono l'ultimo del gruppo e ne approfitto per isolarmi con le mie musiche orientistiche.
Da precisare che si correva col cartellino: siccome ho copiato dal testimone di Stegal, ho semplificato il tutto segnando numero ed oggetto, senza mettere quelle voci corollario che mi sembrano inutili.
Parto e subito c'è da studiare la tratta... la distanza è 1 cm.; devo stare attento perchè all'inizio non è semplice entrare in carta. Fortunatamente sono freddo e trovo subito sentiero e rotta giusta.
Il punto due me lo ricorderò per parecchio tempo.... infatti arrivo bene in zona punto, arrivo alla roccia da sopra guardo in basso e non vedo la lanterna; più in basso vedo il sentierino che scende.... mi guardo attorno vedo altre rocce, provo a capire se stò sbagliando, ma arrivo sempre allo stesso punto. Faccio un ultimo tentativo: mi alzo fino al roccione, inizio a scendere in bussola ed arrivo sempre lì. Sono stufo: decido di andarmene....scendo di un paio di metri e in una fessura vedo il colore arancio/bianco; penso a chi ha tracciato e posato e capisco subito che il moto di Rudi è: prima vedere oggetto poi lanterna! il problema è che avendo segnato solo l'oggetto sul cartellino non avevo altri indizi. Guardo l'orologio e vedo che sono passati quasi 12 minuti.....
Nonostante l'amarezza mi convinco che sono venuto a questa gara per testare la mia condizione fisica, quindi niente ritiri!
Inizio a prendere il ritmo, ho qualche esitazione alla terza, ma inizio a correre in maniera più precisa e sicura.
Prima del punto 5 raggiungo Attilio, lo vedo un pò spaesato e gli indico dove sia la lanterna.
Non subisco nemmeno fisicamente la rampa 6-7 e questo mi dà coraggio e soddisfazione per l'allenamento svolto.
La lanterna 8 è davvero tosta: è tutta in costa ma bisogna alzarsi ancora 50 metri. Decido di salire subito, vado in costa ed arrivo ad un sentiero che è quello segnato in carta; il problema è che in realtà finisce in mezzo a delle erbacce alte e questo mi mette a disagio poichè la carta non dice ciò. Proseguo un pò incerto finchè vedo un sentiero sottostante: decido di scendere e valutare dove sono esattamente. Noto che ero davvero vicino ma essendo insicuro, non avrei mai capito con certezza la strada da fare; qui avrò lasciato un paio di minuti.
Continuo, faccio bene 9 e 10, mentre al laghetto ho qualche problema: prima con la vegetazione che impedisce di seguire il sentiero, poi trovato il laghetto non si vedeva la lanterna.... memore di quanto successo alla 2 seguo il perimetro dell'acqua e dal lato opposto scorgo il telo; qui un minutino in più se n'è andato.
Il tratto 12-17 è quasi perfetto: velocità di crociera, sempre in carta, ottimo....
Anche per la 18 è tutto ok solo che, ad un tratto, scorgo un bimbo sul sentiero che mi fa tristezza; intuisco che voglia sapere dove sia.... sembra una scusa, ma a causa di quella fermata inattesa, proseguo in una direzione completamente sbagliata! intuisco che c'è qualcosa che non va.... mi fermo ad un incrocio, guardo con calma la carta e capisco dove sono; a quel punto è molto più semplice arrivare al punto.
Le tre lanterne successive non mi offrono grossi problemi; il punto 22 mi trova un pò deconcentrato ed impiego qualche secondo di troppo in quanto ho preso una direzione non proprio perfetta.
Il giretto finale merita attenzione (soprattutto la 23, veramente invisibile), ma non mi costa nulla in termini di errore.
Arrivo ancora abbastanza pimpante fisicamente ed abbastanza divertito per tutti questi punti fatti da solo in un bosco per nulla facile.
All'arrivo incrocio Rudi, con il quale parliamo un pò di tutto e sono contento che in autunno torni a sfidarmi.
Prima di andarcene vediamo le premiazioni dove Roberta B. raggiunge il podio, dimostrando che l'oringen le è servito per bene.
Rientro tranquillo nonostante il pericolo controesodo.

venerdì 17 agosto 2007

Il "sacro" Bolettone

Dopo averne sentito parlare dal Dipa e da Oscar, ho deciso di rendere visita a questo monte palestra di allenamento del deportivo pippo.
Contavo sul fatto che Ale fosse al nastro di partenza, dopo aver rinviato l'appuntamento di martedì. Invece il Red nazional-orientista mi chiamava appena in tempo per cercare di dissuadermi ad andare..... ma, sentita la mia ferma decisione ad andarci, cercava di spiegarmi il loro itinerario.
Siccome c'era il rischio di perdersi (sigh!), chiedevo se per andare al rifugio Bolettone ci fossero problemi di scelta.
La risposta fu: ".... no, niente incroci, ci vogliono 20-30 minuti a salire; noi facciamo una salita un più morbida..."
Parto da Milano verso le 18.20 e nonostante il poco traffico arrivo dopo quasi un'ora con l'autostrada; le strade mi sembrano familiari, devo aver già fatto qualche gara in zona.
Mary mi aspetta al parcheggio, dopo aver sopportato la mia guida sportiva in quella salita molto invitante....
Dò un'occhiata alla cartina appesa alla casetta, giusto per capire l'andamento della strada; poi, parto con la mia borraccia vedendo da lontano quello che presumo essere il rifugio.
L'idea iniziale è che sia un panettone tipo la gara di Prato...
Si parte in piano nel parcheggio e sulla prima parte di strada, poi dopo circa 1-2 minuti inizia la salita: la pendenza non è subito impossibile, ma, appena si notato le due strisce di cemento fatte per i fuoristrada, si capisce che non sarà una passeggiata.
Bisogna subito trovare il ritmo giusto, se si sbaglia, ci si pianta; si arriva alla prima curva e finisce il cemento; lì, sembra che la strada diventi meno cattiva.....
Prima curva a gomito sulla sinistra e vedo che sono a circa 10 minuti; per fortuna che le gambe girano e hanno forza, altrimenti sarebbero dolori.
Si continua sullo sterrato, anche difficoltoso, intermezzato da tratti di cemento (soprattutto in curva). Incontro dei cani liberi, ci sono delle coppie che stanno scendendo, non chiedo nulla circa la distanza dalla cima.
Ad un tratto faccio un tornante e noto lo scorcio del panorama sul lecchese, mi tornano in mente le frasi dei blog e forum al riguardo.
Continuo ed arrivo ad un bivio.... due frecce di cui una dice "bolettone - 30 minuti"; faccio due conti: sono a 14' metti che ci siano altri 20', sono quasi a metà strada.....
Intanto il bosco lascia il posto al pascolo ed ad un tratto, dopo una curva, riesco a vedere praticamente tutto il sentiero mancante che termina in un boschetto....
Ormai ho preso il ritmo e quindi la salita non è più un problema essendo molto costante, basta solo salire di passo e non esagerare.
Piano, piano arrivo al boschetto dove vedo un cancello; credo sia terminata la fatica, invece da un lato ci sono dei scalini che portano ad un sentierino.
Seguo per un tratto e vedo la sommità dove c'è il punto panoramico che da sul comasco.
Guardo l'altimetro e vedo che sono esattamente 400 i metri di dislivello.... ho corso quasi 23 minuti, forse poco rispetto alla durata che mi ripromettevo di fare, ma almeno ho affrontato questo test non certo semplice.
Mi guardo un in giro, ma le nuvole, basse, non mi permettono di gustare l'orizzonte.
Inizio la discesa e mi dico di stare attento poichè sarebbe molto facile prendere una storta o scivolare, soprattutto per me che non capace di correre in discesa.
Arrivo sano ed integro, nemmeno tanto stanco ma felice di sapere che cos'è il "sacro" Bolettone.

giovedì 9 agosto 2007

Aspettando l'autunno

Dopo aver esaurito il mio personale calendario orientistico primaverile/estivo ed aspettando, tra un blog ed un forum (a proposito: che cosa è successo al forum del Comitato lombardo? le verità hanno bruciato la connessione?), le prossime manifestazioni d'agosto, è il momento di pensare su ciò che è stato in questi mesi.
Gli obbiettivi principali erano piuttosto generici: il salto di categoria mi avrebbe aiutato, tagliando fuori parecchi avversari validi; quindi, la speranza era quella di ben figurare e di divertirmi, conscio che comunque mi sarei impegnato maggiormente rispetto al 2006.
Preferisco iniziare dalle note negative in quanto non sono molte.
Fra le gare che avrei potuto tranquillamente saltare, penso che Taino, Busalla, Zocca,Costa di Folgaria e la 2^-3^ tappa francese siano le candidate; alcune per la cattiva qualità della carta altre per i tracciati non divertenti.
All'opposto, mi sono divertito molto a Fusine, Lavarone, Boschi di Carrega, Cademario.
Per quanto riguarda i risultati, il mio più grosso rammarico rimane il Campionato italiano sprint dove, nonostante il buon 10° posto, ho perso la grande occasione di salire sul podio a causa di un errore non proprio tecnico.
Potrei dire che, pure la finale del C.I. middle mi ha riservato qualche amarezza, ma la parte finale di gara, non è stata fatale solo a me e quindi sarei comunque rimasto fuori dai migliori piazzamenti.
Per il resto non ho grossi rimpianti anzi, in Coppa Italia mi trovo clamorosamente in testa (con una gara in più su Pradel R.) e nel trofeo Lombardia non sono molto indietro nonostante Taino.
Se dovessi incorniciare qualche gara, direi senza dubbio: Prato! in quell'occasione ho azzeccato la scelta giusta a metà percorso e nella seconda parte di gara ho fatto meglio di Roberto P., inimmaginabile.....
Devo ricordare Aviano perchè la prima vittoria in coppa Italia non si può dimenticare... mentre ho vissuto intensamente la staffetta inedita con Stegal ai campionati trentini/veneti.
Altra nota positiva, i buoni piazzamenti al TMO in M40, considerando il livello medio dei ticinesi.
Buone, nel complesso, le prestazioni nelle multiday, cosa che in passato mi è riuscita davvero poco.
Unico rammarico, il caldo di maggio che ha troncato lo stato di forma che normalmente mi accompagna fino a giugno/luglio, quando si alza la temperatura nella pianura padana e gli allenamenti non sono più redditizi....
Questo autunno mi basterebbe continuare su questo livello e rimanere costantemente allenato in modo da non faticare troppo a finire le long che mi aspettano a settembre, quando normalmente sono fuori forma.

sabato 4 agosto 2007

Ricordi di luglio

Da una settimana è finita la prima parte delle vacanze estive, l'arretrato è stato smaltito, finalmente torno a scrivere sul blog.
Potrei dire le solite frasi: ".... che impatto con il lavoro, dura stare al caldo, io qui e voi a fare gare, ecc..."; niente di tutto ciò! il lavoro è diminuito, non fa eccessivamente caldo e di gare ne ho fatte parecchie anch'io.
L'unica cosa che mi dispiace è che sia finito il mio allenamento intenso: eh si, a fine luglio ero davvero entrato in forma!
15 giorni di gare, corse e camminate in montagna, sono servite a mettermi in linea.
Purtroppo, le corse serali milanesi non possono essere paragonate a ciò che ho fatto nel mese di vacanza.
Delle mie gare ho già scritto i particolari, ora annoterò qualcosa di generico.
Gli Highland open, sono stati un ottimo trampolino di lancio, gare non lunghe, tecniche e combattute. E' vero che gli avversari non erano degli elitè, ma ogni tanto fa bene correre per vincere e soprattutto riuscire a partire a caccia. Il ricordo migliore è senza dubbio la foto ricordo del podio M/W 40, dove, solo un bizzarro destino, poteva riservare la stessa piazza a due fidanzati. Note negative, il mio errore nella seconda tappa ed il nostro albergo......
La cinque giorni italiana l'avevo preparata mentalmente da tempo: mai ero partito per finire una gara a più giorni; quest'anno volevo metterci maggior impegno e terminare decorosamente. A parte l'ultima tappa, sono abbastanza soddisfatto della mia prestazione: è vero che ogni giorno ho fatto almeno un errore da circa 5 minuti (purtroppo!), ma la difficoltà a correre nei boschi trentini si è sempre tradotta in pessime gare, negli anni passati; probabilmente, correre il mese di maggio in trasferta mi è servito.
Devo dire che, nonostante non gradisca il 15000, le cartine di Lavarone mi piacciono molto a causa della loro difficoltà tecnica. Come già scritto nei post precedenti, la lunghezza si è fatta sentire, un conto è correre una long domenicale altro è affrontarne 3 di fila.
Se sotto l'aspetto organizzativo c'è stato qualche problema, il livello di tracciati e cartine è stato davvero alto e, sinceramente, non ho proprio notato quell'errore dei colori della cartina di Folgaria.
Ricordo troppo positivo del nostro albergo: la signora Mary è riuscita a farmi ingrassare di 2 kg. nonostante la dieta del ristorante di Asiago e gli oltre 50 kmsf.!
Altro tipo di vita dopo il trasferimento in Francia: dai boschi e l'altura/frescura trentina alle immense spiagge atlantiche. Cambio di bosco, vegetazione, cartine, praticamente l'incontrario di ciò che era stato fino a 48 ore prima.
Se dal punto di vista numerico (di iscritti) la cinque giorni di Francia è stata in vantaggio, non posso dire che lo sia stato sotto l'aspetto tecnico; dal punto organizzativo nulla da dire, non è mancato nulla di necessario.
Tralasciando l'aspetto morfologico abbastanza particolare (dune ricoperte da boschi "artificiali" con classici tagli geometrici), hanno lasciato a desiderare l'approssimità dei colori, il modo di tracciare, la scrittura dei codici lanterna, l'utilizzazione delle stesse lanterne in due gare, la vicinanza di troppi punti controllo.
Non riesco a spiegarmi come mai abbiamo una nazionale così forte e poi si perdano in cose basilari.... probabilmente la zona di Bordeaux non dev'essere orientisticamente molto avanzata....
La settimana successiva è stata dedicata ad un pò di relax e di recupero forze, visto che l'ultima tappa ho rischiato il collasso! Qualche corsetta serale per non dimenticare ed una pomeridiana in riva al mare passando fra i bagnanti.
Ritorno in Italia ed ultima settimana a Marilleva 1400; quindici giorni di riposo sarebbero stati troppi e quindi abbiamo sfruttiamo il territorio circostante per tenerci allenati.
Personalmente ho fatto due volte la salita che va da Marilleva 900 a 1400 (sono 7 km. di salita con 600 metri di dislivello), poi un tour che partiva da Marilleva 1400 fino a Malga Panciana, rifugio Orti e discesa.
Il piatto forte è stata la camminata di 6 ore e mezzo, su sentieri non sempre comodi, dove abbiamo visto un panorama incredibile che dava sul gruppo del Brenta; partiti da Malga Panciana, transitati sopra il lago delle Malghette, passati dal lago alto, dai tre laghetti, raggiunto il lago gelato e ritorno dalla val gelada sul sentiero 203 (davvero impervio a causa dei sassi), giungendo a malga Artuich.Il mio GPS segnava oltre 19 km. ma senza contare il dislivello....
Una visita l'abbiamo fatta anche al lago dei Caprioli, ricordo di una gara HB di qualche anno fa ed al lago di Tovel (che una volta diventava rosso) con conseguente arrampicata verso la malga Tuena.
Ora ci godiamo la Milano d'agosto, dove (finalmente), traffico e smog si sono ridotti e si può vivere con un pò di calma. Quando tutti rientreranno partiremo nuovamente per le trasferte settembrine di Marilleva e Monte Livata.