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domenica 30 settembre 2007

S. Giovanni al Monte

E così se ne va anche l'ultima gara nazionale del 2007.... ormai rimangono un paio di mesi di centri storici e gare regionali.
Quest'ultima manifestazione è stata organizzata dalla società Trent-o a cui vanno 3 miei ringraziamenti: primo, avermi fatto scoprire una località che nemmeno immaginavo esistesse in Trentino; secondo, aver organizzato una bella gara su una cartina veramente tecnica; terzo, aver riservato agli M40 la scala 10000!
Che fosse un buon fine settimana lo avevo capito il pomeriggio di sabato: andiamo a Riva del Garda, chiediamo alloggio ad un paio di hotel, alla fine optiamo per la frazione di S.Giorgio dove, casualmente, arriviamo ad un agritur aperto da un mese che ci propone un prezzo veramente modico. La sera, sempre casualmente, ceniamo ad Arco in una caratteristica pizzeria del luogo ed incontriamo una tavolata di giovani orientisti lombardi circondati da gruppi di stranieri.
La strada che porta al ritrovo è molto stretta e tortuosa, ma ogni tanto si scorge il panorama che da sulla valle del Sarca; il sentiero che porta dal parcheggio all'arrivo è un toboga davvero rischioso.
Raggiunto il grande pratone centrale, sentiamo la voce dello speaker che si diverte a fare domande agli ospiti circa le classifiche di quest'anno; ad un certo punto mi compare alle spalle e mi chiede quale sarà il mio tempo: mah... rispondo 1 ora e dieci, senza però avere nessun riferimento.
Davanti al mio telo ci sono gli "Mogensen travel", un gruppo di orientisti danesi tutti abbastanza forti al seguito dell'ex campione del mondo che farà la M35.
Arrivano Rudi e Carbone, i primi miei avversari di categoria, l'atleta del Tol rimarca il fatto di essere partito tardi.... ingannato dal bicchiere del warm-up! Subito dopo arriva SuperBacc, il quale dichiara: " non ho parole, forse la gara e la zona più bella degli ultimi anni in Italia".
Queste parole mi caricano: se lo dice lui allora questo sarà il mio esame; infatti volevo testare i miei miglioramenti tecnici e da quello che intuisco qui è il posto giusto.
Questa volta non ho la mia compagnia (borraccia ed MP3), un po' mi dispiace ma proverò lo stesso a fare il massimo; allo start dò uno sguardo alla cartina: la forma è particolare ma sembra davvero bella. Subito dopo vedo il Frizz il quale mi dice: "oggi si vedrà chi è davvero tecnico!"; queste parole sono l'ultima carica necessaria per tirare fuori il meglio in questa gara!
Si parte, scelgo subito la via più semplice, cioè prendere il sentiero di sinistra; alla curva entro nel bosco percorro l'avvallamento e poi giù alla lanterna. Bene, ora mi butto di nuovo sul sentiero di prima e dopo la curva, in prossimità del sasso, attacco il punto 2; salgo, arrivo in un piano ma non vedo il punto, decido si scendere per qualche metro in direzione sud ma capisco che non può essere lì; ritorno indietro e proseguo altri 20 metri .... eccola lì! caspita ho perso circa 2 minuti rimanendo a ridosso del cerchio....
Parto deciso in costa, arrivo in zona punto e trovo ottimamente il terzo controllo.
La prima tratta media la prendo un alla larga: scottato dall'errore precedente corro praticamente sui sentieri fino a ridosso del giallo coi pallini verdi; in questo frangente supero l'amico Ruggero partito qualche minuto prima; la lanterna 39 è un nascosta fra la vegetazione, ma l'errore è meno di 30".
Il quinto punto è quello che mi ha dato maggior soddisfazione: scendendo dopo la strada capisco che è un punto insidioso... appena mi fermo guardo a destra e vedo il telo. Il sesto e settimo punto si assomigliano, bisogna stare attenti al movimento della costa scegliendo l'altezza giusta; comunque tutto bene.
Prima tratta lunga: ci sono varie opzioni, scelgo quella sul sentiero a sinistra del bivio che si trova a metà strada; salgo lentamente ma precisamente i 30 metri di dislivello arrivando giusto alla radura.
Nuova tratta lunga: qui, il primo obbiettivo è arrivare ai prati; non vado per il sottile e grazie ad un sentierino arrivo nei pressi della casa circondata dai bicchieri. La seconda parte della scelta è più difficile ma quella traccia di sentiero che entra dal prato è un jolly da non sprecare; infatti arrivo alla lanterna molto bene.
Qui inizia la zona intricata e quindi decido di rallentare un pochino ad osservare meglio il bosco. Mi avvio verso la 10, arrivo alla strada entro a nord della depressione gialla, supero le due collinette e trovo un sasso... quale sarà dei due? rapido sguardo attorno e op là.... si corre a punzonare.
Il punto undici non lo voglio sbagliare.... scendo per il sentiero, arrivo fino all'avvallamento a nord-ovest del cerchio, risalgo il pendio e cerco nel pianetto... provo ad andare per 20-30 metri a sud ma capisco che non è lì che devo cercare, quindi ritorno al punto di prima e ... ecco Roberto P. sbucare fuori da quella V. Il suo incontro è agro-dolce: è vero, ho perso solo 8 minuti da lui (di cui almeno 4 in errore), però avevo sperato...
Il punto successivo non lo calcolo mio, poichè avendo lui davanti 20-30 metri mi ha agevolato; per la tredici avrei la tentazione di accodarmi, non sarebbe difficile poichè il bosco è sporco e tecnico e la sua andatura non impossibile. No, dopo un m'impongo di fare la mia scelta ed infatti opto per la traccia di sentiero che aggira il dosso; arrivo alla lanterna e scorgo la tuta del Primiero che scappa via....
Mi getto verso la solita strada, passo per la stessa depressione gialla, salgo sulla collina ma vengo attirato da una lanterna col codice 52! no, non è la mia, eppure devo essere vicino.... riesco a capire che sotto di me c'è il pianetto col sasso e quindi corro subito alla mia depressione; incontro Renato B. che sta cercando il punto 10, ma rispondo che lì dovrebbe esserci la 14: infatti, seminascosta nel sottobosco ecco la lanterna; un paio di minuti buttati anche qui!
Mi rifaccio subito con la 15 dove capisco molto bene tutto quel movimento del terreno. Ora trattone lungo finale: guardo per la prima volta l'orologio.... appena passata l'ora, ormai Baccega non lo batto più, ma al microfono di Andrea, in precedenza, aveva dichiarato di aver fatto la scelta dritta in questa tratta...
Se la fatta lui.... per non essere da meno, metto la bussola e via! attraverso senza guardare nulla, tutti i verdi, sentieri e gialli; mi fermo in fondo alla discesa dove c'è un recinto non segnato in carta; lo scavalco e trovo il primo sentiero. Sinceramente non so il punto esatto dove io sia, ma proseguo verso sud; arrivo ad un bivio con una strada, c'è una curva... sì, ora ho solo un dubbio: quale delle due curve sarà? da entrambe partono dei sentierini verso sud-est.... decido di scendere fino al semi aperto, in uno dei due casi non ci potrà essere.
Avevo imboccato quello giusto, infatti perdo qualche secondo per risalire le due curve di livello in eccesso e punzono; ormai sento lo speaker e vedo il prato finale: lunga volata e finish.
Dò un'occhiata al tempo, vado da Andrea S. e gli faccio notare la differenza con la mia previsione.... poco più di un minuto!
Sì, sono davvero soddisfatto, anche se il tempo perso è di circa 5-6 minuti, sono riuscito a domare un tracciato ed una carta che qualche anno fa mi avrebbero sconfitto.
Dopo la spaghettata, ritorno a casa con la consapevolezza di essere diventato un mediocre orientista; mentre stavo pensando alla mia gara, scendendo dalla stradina di S.Giovanni, chi supero? certo, la mia bestia nera stagionale! all'ultimo tentativo sono riuscito a batterlo.... anche se adesso lui inizierà a dire che alla 13 era davanti.....

venerdì 28 settembre 2007

Cassina d'Agno - Lui&Lei

Da più di un anno non correvo una notturna e nel mio carnet non ne ho più di due: Jesolo e Refrontolo! Considero questo tipo di gare, fatte con luce debole, l'espressione massima dell'orientamento vero e proprio.
Avevo notato questa gara nel calendario ticinese e correrla assieme a Mary mi ispirava proprio; l'unico handicap il fatto che si disputasse il venerdi sera, con la conseguenza di un traffico esagerato.
Per non essere smentito, il viaggio è durato 2 ore e mezzo, code ovunque prima e dopo il confine; fortunatamente l'orario di partenza previsto (20.15) lasciava tutto il tempo necessario.
La prima sorpresa è stata la partenza non in massa, mentre a seguire, l'arrivo di molti volti noti a partire da Stegal-Roby, Dipa e Farah con i due nuovi amici, Daniela P. - Luca B., Brambi-Giuga; scegliamo di fare il percorso A, quello più impegnativo che comportava quasi 5 kmsf.
Il minuto di partenza viene assegnato in base all'ordine d'iscrizione con distanza di 3 minuti; proviamo le nostre pile, la luce non è eccelsa ma solo il Brambilla ha portato il faro da 10-mila.
Dopo le foto di rito, ci avviamo alla partenza poco distante e qualche goccia inizia a cadere; ormai ci stiamo calando nei panni degli atleti.... io leggerò la cartina e Mary andrà a punzonare con la S.I. card.
Allo start vedo la cartina, è un 5000 molto bello, bianco con molti setieri, ideale per una sprint! Peccato sia una notturna dove fatico a distinguere gli incroci che, in questa gara sono fondamentali.
Partiamo benino, riesco ad intravvedere i sentieri ed in zona punto ci fermiamo a cercare quella che dovrebbe essere la lanterna: siamo convinti che ci siano quelle che avevamo visto a Jesolo, invece sono quelle normali.
I primi problemi, per Mary, arrivano dopo la due, in quanto dobbiamo salire una rampetta: le scarpe non sono quelle giuste e non pensavamo ad un percorso del genere.... ogni tanto in gara sentirò dei tonfi, ma dopo le prime cadute della mia partner non ci farò più caso.
La prima perdita di tempo, di circa un minuto e mezzo, arriva alla quarta lanterna: mi fermo nel punto esatto e dico a Mary di scendere qualche metro sotto la strada..... purtroppo lei non vede la lanterna e quindi sono costretto a scendere per cercarla assieme; ovviamente il telo è lì, dietro un sassone. All'uscita dal punto, incrociamo il lampione del Brambilla e udiamo l'inconfondibile voce della Giuga.
Cerco di scappare via, ma Mary non riesce a seguirmi e quindi arriviamo con alla 5 assieme al duo di Lucino Montano; ora la tratta lunga, non voglio farla in 4 e quindi aspetto che Barbara dia le sue direttive al marito.
A quel punto opto per un'altra scelta, più complessa ma in solitudine; non sarebbe nemmeno male come idea, il problema è che non vedo l'ultimo incrocio arrivando lungo al prato... proseguo sul perimetro del giallo e rientro nel bosco ma arrivo alla curva del sentiero! capisco l'errore ma sono passati più di 2 minuti di errore.
Le punzonature seguenti servono ad arrivare al cambio carta, dove c'è un primo controllo della coppia; la seconda carta è più scorrevole bisogna solo riconoscere i sentieri giusti. In questo tratto faccio "morire" Mary in quanto c'è poco spazio per recuperare fiato, la lettura e più facile e quindi la mia andatura è aumentata senza accorgermene.
Alla sedici raggiungiamo una coppia chiodata (tanto è rumorosa la loro andatura) e riconosciamo la sagoma di Stegal; Roby è davanti, ma ad un certo punto cambia direzione, io continuo ed arrivo facile alla 17.
Ultimo trattone per la 18, rifacciamo il sentiero usato per la sei, ci supera una coppia di giovani svizzeri; alla lanterna c'è Lidia che controlla la composizione del team: tutto ok.
Ultimo tratto ed ultima caduta verso le ultime 2 lanterne ed arrivo al parcheggio.
Tutto sommato ci siamo divertiti, Mary era alla sua prima esperienza e la sua paura era quella di rimanere sola. Confermo che la grossa differenza si faccia con una pila adeguata, nel nostro caso qualche errore e rallentamento è stato causato solo per non aver visto un incrocio.
Per fortuna che il viaggio di ritorno è molto più scorrevole e siamo a casa ad un orario decente.
CLASSIFICA (utilizzare l'indirizzo che appare dopo l'enter)

domenica 23 settembre 2007

Sondrio

Prima di parlare della gara odierna, volevo segnalare l'ottimo affare fatto ad alloggiare all' hotel "Pizzo scalino" di Chiesa Valmalenco .... non so da cosa derivi il nome, ma la camera e lo stile ricettivo di questo albergo è stato davvero ottimo, soprattutto in confronto al prezzo pagato (30 euro mezza pensione).
Lo stupendo paesaggio che si vede dal balcone, preannuncia una nuova bella giornata; arriviamo a Sondrio e gironzoliamo in cerca di parcheggio e ritrovo.
Entrambe le operazioni sono piuttosto complesse, anche perchè in concommitanza vi è la partenza di una gran fondo di MTB; fortunatamente la città non è grande e quindi riusciamo a scorgere la piazzetta del ritrovo in tempo utile.
La partenza è vicina e ne approfitto per parlare con Julia (che parte al mio stesso minuto) del suo blog e dei suoi allenamenti; arrivo nuovamente al limite del tempo allo start (ho scoperto che il mio orologio è qualche minuto indietro).
Guardando la carta capisco che per il tracciatore non c'è molta scelta: ci sono parecchie strade ma nessuna zona particolarmente intricata.
Anche questa volta non stò a descrivere le varie tratte, poichè sono abbastanza semplici da capire guardando la carta. Posso dire che ho perso una decina di secondi a cercare l'entrata al parco alla prima lanterna, altri 15 secondi all'uscita della sette, qualche secondo di troppo nella scelta per la 11, altri 10 secondi alla 13; lo so, sembrano spiccioli, ma alla fine i distacchi si contano con i secondi; comunque direi che il tracciato non è stato male viste anche le caratteristiche cittadine.
Mary, tornava alle gare dopo parecchio tempo, ma se la sua condizione fisica è ancora buona, quella orientistica è regredita; questo ha comportato un'alternanza di tratte che andavano dal miglior tempo a quello peggiore....
Il palco premiazioni è sempre stato in uso, infatti si è partiti dalla gara di pesca, alla corsa non competitiva di 10 km., alla gran fondo di MTB e orientireeng. Lunga tavolata per i buongustai di pizzoccheri, e premiazione doppia (c'era anche la combinata dei 2 giorni) dove mancava il vincitore della MA.... dov'era?

sabato 22 settembre 2007

Triangia

Devo dire che sono andato in Valtellina solo per onorare la memoria di M.Galbusera. L'idea di correre una sprint ed un centro storico non mi allettava, ma per l'ex presidente FISO ho voluto esserci.
Avevo chiesto partenza tardi, pensavo di partire da Milano dopo il lavoro, ma l'orario di partenza (16.14), non mi lasciava il tempo sufficiente per partire in tempo; per questo mi sono preso un giorno di ferie.
Quindi partenza di buon mattino ed arrivo nello splendido lago di Triangia, soprannominato, dai più, "pozza".
Abbiamo passato la mattinata al sole caldo di settembre, il clima tiepido, ottimo momento di distensione.
Noto che il bosco è abbastanza sporco e ripido, mentre la parte bassa è composta dal paesino e dai prati pianeggianti.
Andando in partenza mi fermo con Mary sulla strada ad osservare i primi master cimentarsi fra i campi e prati sottostanti.... vedo Remo, la coppia Marco C. ed Alberto G. Capisco che la differenza si farà nel tratto iniziale nel bosco in circa 7-8 minuti.... poi sarà corsa pura!
Arrivo in partenza proprio al pelo... nonostante la corsa in salita come ottimo riscaldamento.
Mi aspetto un tracciato veloce in quanto già di per stesso il bosco non è semplice.
Parto e subito sono in difficoltà a leggere la carta: i cerchietti sono poco visibili e fatico a capire dov'è il triangolo; ulteriore attenzione è necessaria in quanto i sentieri non sono disegnati col solito tratto nero.
Fortunatamente entro subito in carta ed in successione faccio bene le prime 5 lanterne; nonostante siano nel bosco ci sono evidenti forme di terreno e colori che permettono una rapida lettura e decisione. Sono veramente a tutta e già inizio a pensare alla seconda tratta di gara....
Inizia la discesa sul costone e spariscono i riferimenti: dopo aver attraversato il sentiero si deve scendere di alcuni metri ma mi mancano riferimenti immediati. A quel punto decido di risalire velocemente alla terza lanterna e prenderla come punto d'attacco; scendo, scendo, e scendo, ma nessuna lanterna è visibile. Cerco di ricollocarmi ma non si capisce più molto.... ci sono muretti, sassi, curve di livello a 2,5 ..... troppi oggetti per capire in fretta dove sono!
A questo punto mi passa la voglia e me ne ritorno all'arrivo.
Ora: se fosse stata una gara come quella di Menaggio (middle, su costone simile), avrei accettato volentieri questo tipo di tracciato; anzi, mi piacciono le gare con variazioni di vegetazione e tipologia di terreno.
Ma questi erano i campionati Lombardi sprint! il problema è che nell'ultimo corso tracciatori, Zonato ci spiegava che, il tempo necessario alla lettura e decisione della tratta, dev'essere molto limitato; ebbene, dopo un inizio veloce, quel tratto non era indicato per una sprint.
Si può obbiettare che bisognava cambiare ritmo, stare attenti, ecc... vero, ma allora che sprint è?
In Lombardia ricordo la sprint di Besana.... lì, addirittura, era una corsa campestre... fortunatamente ricordo pure Fusine e Marcesina dove invece mi sono molto divertito.
Morale? eviterò accuratamente nuove sprint lombarde....

mercoledì 19 settembre 2007

Ancora un lutto

Non siamo ancora a fine settembre eppure quest'anno il fato sembra aver scoperto l'orienteering...
E' vero: esiste la legge dei grandi numeri, sappiamo che è una cosa certa per tutti, però fa sempre dispiacere sapere che uno di noi se n'è andato per sempre; questa volta fa più male poichè i 39 anni vissuti da Pietro sono davvero pochi.
La speranza è che la moglie ed i figli possano ricordarlo come esempio da seguire, non solo nello sport, ma anche nella vita.

domenica 16 settembre 2007

Pian San Giacomo

Dopo qualche mese, sono tornato a fare il TMO in terra elvetica; m'ispirava il nome del luogo dove si correva in quanto non è semplice gareggiare in piano oltre confine...
Il viaggio non è lunghissimo, molte trasferte italiane sono più onerose; il cielo non è limpidissimo ma a 1300 metri non si stà male. Il luogo è carino, poco sotto il passo di San Bernardino, in una valle cieca con i prati al centro; c'è anche il bacino artificiale per l'energia elettrica dove l'acqua è talmente limpida che si vede il fondo.
Come al solito, in Svizzera, il parcheggio non è mai molto vicino al ritrovo, come del resto la partenza e l'arrivo; incrocio Vincenzo e Paolo C., forse gli unici italiani venuti fino a qui; ci sono anche gli stand per il materiale orientistico.
Da lontano si vede la partenza, in cima ad un prato su un costone ripidissimo..... anche stavolta non si sono smentiti! salgo alla partenza con Mary, zigzagando fra le mucche le quali sembrano ammaestrate tanto sono tranquille.
Questa volta decido di non portare la borraccia.... forse ho fatto male, ma il clima non sembrava caldo, invece alla fine tanto fresco non è stato.
Pronti, via, con le mie cuffie a correre su una strada sterrata verso il primo punto; noto che ci sono 24 controlli e il tracciato è simile ad una middle. La prima parte si snoda su ripido crinale con sottofondo stile Marilleva e Fusine, poi si attraversa la valle e si finisce in una zona più "trentina" sempre con sottobosco insidioso per le caviglie.
Senza fare la cronistoria delle lanterne, dico che ho perso circa 3 minuti alla seconda lanterna, poichè la roccia così netta in carta, in realtà era inserita in quel contesto dove il cartografo non sa che pesci pigliare.....
Fino alla 11 è stata una serie di cambi di direzione e corsa in costa, ostacoli naturali hanno resa abbastanza lenta la corsa; solo il tratto 8-9 mi ha dato la possibilità di usare la strada. Qualche dubbio l'ho avuto sulla posa della sesta lanterna in quanto il telo non era sul sasso a bordo del giallo; probabilmente l'aggiornamento del 2007 non ha completamente sistemato le differenze.
Dopo il trasferimento verso la seconda parte, si doveva cambiare tipo di tecnica; l'addolcirsi della pendenza e la presenza di molti giallini permetteva l'aumento della velocità e degli errori. Ho avuto qualche problema con il sotto passo 15 e 22, mentre altri 2 minuti sono andati persi alla 16: purtroppo sono passato di fianco al sasso (come al solito in zona sassosa) e sono salito lungo il naso per qualche curva in più.
Un minutino anche alla 19 sempre per lo stesso problema: riconoscere il sasso fra i sassi!
Altri 30" al 23, dove ho raggiunto la lanterna che stava al sasso sottostante... lì, la vegetazione è un cambiata e secondo me il verde1 ingloba, ora, anche la canaletta.
Alla fine mi sono davvero divertito, su una carta ed un percorso che mi si addicono, poichè per un'ora sono rimasto incollato alla carta.
Dopo gara all'insegna della passeggiata con Mary, fino alle premiazioni molto veloci e sobrie.
Dovrò lanciare un concorso: come si ricompone quella tenda che si monta da sola? alle prossime gare qualcuno mi dia la soluzione perchè stiamo impazzendo!

mercoledì 12 settembre 2007

Premi

Essendo spesso sul podio .... volevo dire la mia sui premi e le premiazioni in generale.
Molte volte ci sono state discussioni, se farle o meno, come farle, quando farle, ecc...
Personalmente apprezzo molto la premiazione, lo trovo l'unico momento in cui l'ambizione personale viene ripagata; molte volte, ho visto in faccia persone il cui nome leggevo solo sulle classifiche e che rimanevano fredde lettere; dai ragazzini agli anziani, tutte persone che non ho la possibilità di conoscere poichè non hanno il mio percorso.
Salire sul podio è comunque un'emozione, che aumenta in maniera esponenziale in relazione alla frequenza con cui ci si sale. Molte volte, si è costretti a disertare questa festa per motivi esterni, quali il ritorno in famiglia, il pericolo di trovare coda sulla strada, la voglia di farsi una doccia calda, ecc....
Certo è che, prima si fanno le premiazioni maggiore è la possibilità che tutti assistano al rito meritorio; trovo triste vedere quei podi dove mancano dei componenti....
Il capitolo premi: se andassi alle corse per il valore del premio rimarrei a casa! contando spese di viaggio, iscrizione ed altro, non verrei mai ripagato a sufficienza.
Partendo da questo presupposto, sono più legato, al contrario di molti, alle medaglie e alle scritte/magliette dedicate; infatti i prodotti tipici locali ed affini, fanno molta più scena, ma appena consumati e regalati non lasciano traccia di quella premiazione. Invece, quando sfoglio il mio librone delle gare e vedo una medaglia, ritorno subito con la mente a quello che è stata per me quella gara; non da meno uso le magliette vinte, a partire da quella arancio del trofeo delle regioni di qualche anno fa, alla felpa completa (avendo vinto un pezzo per anno) del collegio S.Alessandro, alla tuta del Cus Torino, non da ultimo la polo, stile Forestale, di Subiaco. Tutto questo non perchè mi manchino i ricambi, ma solo per ricordarmi dei sacrifici e soddisfazioni che questo sport mi ha dato.
E' capitato in una occasione che i premi fossero davvero pietosi.... ebbene: personalmente non mi cambiava nulla, ma la figura che ha fatto quella società è ancora indelebile nella mia mente; preferisco, e di molto, una premiazione stile famiglia Curzio dove vengono esposti tutti i premi ed ognuno sceglie quelli rimasti.
A parte ciò, il quesito sulla premiazione continuerà anche in futuro, ed ogni volta ci saranno pareri contrastanti.

domenica 9 settembre 2007

Campionato Italiano staffetta

Scrivo mentre sto tornando, in autostrada, dai Piani di Jenne; davanti a me c'è il furgoncino del Nirvana verde e poco dietro l' Interflumina....
Stegal ha già aggiornato il sito Fiso senza sapere nulla della mia staffetta; ebbene, le sensazioni odierne sono opposte a quelle di ieri: buon risultato, ma la mia gara appena sufficiente.
Arrivo in zona gara che i lanci sono già terminati, pensavo che tutto partisse alle 10.00 invece i primi sono scattati dalle 09.30.
Non ho quindi visto la partenza di Angelo, ma va bene così, in queste gare meno ci si fa coinvolgere meglio è. Le prime impressioni sono quelle di una gara più impegnativa di ieri, fa caldo, ed i tempi di percorrenza sono abbondantemente oltre l'ora.
Mi vado a posizionare presso il punto spettacolo, mi gusto la sfida appassionante nelle categorie elitè, raccontata dallo speaker romano; dopo circa 40 minuti transita Pradel, ha fatto il vuoto, anche se Balboni e Gambini stanno tenendo botta.... sono in compagnia di Carbone, già agitato per non vedere apparire il suo primo uomo.
Il tempo passa e finalmente appaiono Carenini e Bozzola, il loro distacco è sopra i 5 minuti dall'ultimo transitato; Angelo sembra più stanco, mentre Carlo vaga senza meta fra le bandierine del tratto obbligato.
Intanto Pradel ha già dato il cambio a Sacchet, il suo tempo di 51 minuti è pulito, quindi la gara sarà davvero lunga; sette minuti dopo cambia Faenza ed undici l'Erebus. Quando ormai si aspetta la coppia UN. Lombarda e AAA Genova, arriva la prima sorpresa: a diciassette minuti dal Primiero arriva solo la squadra lombarda!
Dico a Carbone che forse è meglio così, almeno Remo potrebbe arrivare con Di Stefano e noi partire assieme e farmi battere allo sprint.... il ritardo di Carlo inizia a farsi pesante, alla fine darà il cambio dopo un'ora e venti.
Al secondo passaggio dal punto spettacolo transita Daniele, il suo tempo non è eccezionale, ma lui scherza e parla con gli spettatori presenti; ormai si lotta per l'argento (e lo si sapeva), quindi dovrò tenere d'occhio i successivi passaggi.
Sotto l'arco giallo del punto spettacolo passa Ercolani (Faenza), ha perso qualcosa rispetto ai tempi dei primi frazionisti ma è sempre secondo; poi tocca a Sartori (Erebus) ma subito dietro appare Madella (UL); il suo correre è quasi scandaloso, ma il suo tempo è buono, fa cenno di essere finito ma dovrà stringere i denti.
A questo punto lascio perdere l'andamento della gara e vado a prepararmi con i miei compagni di viaggio (borraccia e MP3). Aspetto nel recinto del cambio, vedo che Faenza cambia con Bussi, atleta veloce ma non preciso tra l'altro non udente. Dopo sette minuti arriva il cambio dell'Erebus ma subito dietro c'è Remo: ok, siamo quarti ma non posso perdere il podio da Dal Bello (senza superbia, ma dai risultati passati non avrei giustificazioni in caso di sconfitta).
Ora il mio pensiero è Faenza, ma anche gli AAA in quanto, appena prima di partire, ho notato Di Stefano passare nel corridoio del punto spettacolo.
Parto concentrato e deciso, arrivo bene alla prima assieme al veneto. Lo voglio staccare, riparto velocemente, ma come ieri, la lanterna 2 mi è nemica! anticipo la discesa a destra della collina gialla ed arrivo in una zona molto simile a quella dove c'è la lanterna. Inizio ad innervosirmi, giro a vuoto perchè tutto sembra combaciare; ad un certo punto risalgo al giallo vedo passare Dal Bello e questo mi consola leggermente....
Riparto mentalmente, capisco l'errore ed arrivo al check a ruota dell'Erebus. A questo punto mi dico chiaramente che quest'errore comprometterà l'inseguimento all'argento; ora devo lottare per il bronzo. Finalmente riesco ad isolarmi, non tento nemmeno di sentire, oltre alla musica, se c'è qualcuno dietro.
Ed ecco che allora tutto ritorna facile, c'è molto sforzo fisico ma il terreno diventa familiare; riesco a staccare Mirco e sono tutto solo; mentre salgo verso la lanterna che precede il tratto lungo, vedo arrivare da destra una tuta riconoscibile sebbene sia nuova: è quella di Bussi! non ci posso credere, nonostante l'errore l'ho agganciato.
Il problema diventa ora come staccarlo, è migliore di me allo sprint e nella gara di ieri ha preso solo 3 minuti dal mio tempo. Fa nulla, per ora penso ad andare avanti, poi vedremo....
Faccio bene le lanterne successive, dopo una tenace resistenza Mauro inizia a staccarsi, penso di potercela fare. Purtroppo, la tratta per l'undicesimo punto è una costa maledetta, con rami a terra e senza grossi riferimenti; mi fanno male i piedi a causa delle vesciche ma so che devo resistere. Arrivo perfettamente al naso dove c'è la lanterna, ma sono alto; cerco per un , poi mi convinco che devo scendere (ero titubante poichè scendere a vuoto fa paura psicologicamente) e finalmente vedo la piazzola giusta.
Sono incavolato per i due minuti persi ed ora non so dove sia il mio avversario; come per beffa, poco prima della dodici lo vedo fermo intento a leggere la carta: forza che me la posso ancora giocare....
Invece la gara finisce lì, poichè da quel punto in poi me lo rivedrò sempre davanti, sempre 20/30 secondi, sempre con la speranza di riprenderlo eppure sempre irraggiungibile. L'ultima chance mi capita all'ultimo punto nel bosco, tento il tutto per tutto: corro sulla cresta arrivo in fondo e mi butto giù, lo vedo 50 metri avanti, ormai lo punto e non guardo più la carta...
Grave errore! quel gruppo di massi è sbagliato, lui riesce a capirlo subito, mentre io, non avendo osservato la carta, impiego qualche secondo in più. Mentre scendo verso la 200, Paco annuncia l'arrivo di Faenza e questo mi rende malinconico, incapace di gioire per questo podio, perchè dentro di me mi sento sconfitto.
Comunque, devo dire che le staffette danno veramente qualcosa in più a livello emozionale, danno il tempo di gustare la gara, come la differenza che c'è tra essere spettatore di un 100 metri ed una maratona.
Dopo la gara incontro Carbone, il quale mi confida di avermi visto poco dopo il mio secondo errore; da lì sono nati i suoi problemi.....
Grandi premiazioni e fotografie con un terzetto al primo posto che qualche anno fa era da nazionale.

sabato 8 settembre 2007

Campionato Italiano Long

Dopo la settimana di Marilleva, dove le temperature si sono avvicinate di molto allo 0°, siamo passati al clima più mite di Fiuggi; durante il tragitto abbiamo incontrato, in due autogrill, la squadra della Forestale completa di aspiranti campioni italiani.
Con questo auspicio è iniziato il mio week-end laziale, su terreni già visionati l'anno scorso alla cinque giorni, dove la velocità la fa da padrone.... non ci sono grossi dislivelli, il bosco è pulito e la visibilità anche troppa.... molti i gialli, che possono essere un grosso aiuto o all'incontrario generare confusione.
Con queste premesse sapevo di non aver grosse speranze per il podio, infatti mi sarei accontentato di entrare nei 5.
La griglia di partenza, invertita con timing di 2 minuti, mi vedeva partire per ultimo, non che mi dispiacesse, ma la cosa buffa era che venivo considerato il favorito.... (hanno preso come base la Coppa Italia 2007 dove sono in testa con una gara in più).
Davanti a me partivano i veri favoriti, in sequenza: Carbone, Mair, Baccega, Di Stefano, Pradel; probabilmente il più penalizzato dalla velocità del terreno, come il sottoscritto era Antonio B.
Arriviamo in zona ritrovo, un enorme distesa priva d'alberi, i quali, la circondavano sulle colline dislocate a macchia di leopardo. Questo immenso vuoto mal si coniugava con i pochi partecipanti al campionato, rendendo il colpo d'occhio abbastanza desolante.
Inizio a fare un giretto fra i miei compagni d'avventura, rivedo dopo mesi lo speaker della manifestazione Francesco Valente, detto Paco, il quale gironzola tra le tende in cerca di voci da intervistare.... anch'io e Cipriani veniamo catturati, dal futuro padre, ed obbligati a fare i pronostici.
La partenza è molto vicina, io parto dopo mezzogiorno; per l'occasione ho cambiato il mio MP3, in quanto a Marilleva ero rimasto in panne...
In attesa dello start, incontro in zona riscaldamento, super atleti di ieri e oggi; partirò con Rigoni, fa la M35 .... ci ha graziati tutti questi anni ma ora è venuto a prendersi gli onori.
Si parte su un comodo sentiero che porta alla svedese, poi da lì inizio a correre seguendo la cresta; Carlo, in 20 metri, mi fa capire la differenza atletica che c'è fra noi due.... capisco che mi dovrò accontentare di divertirmi.
Comunque corro abbastanza bene, mi sono messo due cavigliere rigide, sto molto attento alla discesa che porta alla prima lanterna; rami a terra e sassi sparsi sono un rischio molto alto per le mie sfortunate caviglie.
Non avendo avuto problemi con il primo punto parto spedito verso il seguente.... troppo spedito, infatti non ho il contatto con la carta; seguo ad occhio la tratta ma non con quella precisione che serve. Infatti arrivo ad un prato e vado in crisi....vedo passare da lontano Cipriani; sono solo e me la devo cavare! prendo qualche riferimento e piano piano mi avvicino al punto: una buca poco distante dalla mia (non segnata in carta) tenta d'ingannarmi ulteriormente, ma alla fine riesco a rimediare; circa 3'30" il tempo perso, capisco che la gara è ormai andata.
Verso la terza lanterna vado con Jonas, il suo passo non è esagerato; ad un certo punto lui prende la sua direzione ed io arrivo sotto il mio punto; ancora non sono precisissimo, circa 20" lasciati per strada.
Fortunatamente la tratta corta che arriva ora mi permette di calibrare la velocità e la precisione; infatti inizio a correre meglio e più sicuro.
Uso la strada asfaltata per il punto cinque e non ho problemi per il sei.
Il settimo punto mi costa una trentina di secondi, in quanto il sasso non è molto visibile dall'alto; ho fatto la scelta sopra la collina e non quella sulla strada.
L'ottavo check è il punto spettacolo, notoriamente semplice, invece qui ce ne sono due e moltissimi, compreso il sottoscritto, hanno fatto la staffetta fra le due lanterne.
Verso la nove ho come riferimento il Dipa, con la sua corsetta costante, mi carica d'adrenalina l'averlo raggiunto e superato.... infatti, infilo molto bene le ultime lanterne, anche se durante il tragitto per la cento prendo una storta nella caviglia sana....
Arrivo allo sprint finale con Simion (neo campione italiano), mi chiedo: "ma questo fa solo lo sprint?"
Durante lo scarico S.I. card, confronto tempi e scelte con quelli che mi hanno preceduto... ognuno ha fatto un piccolo errore che rende amaro il proprio piazzamento.... ma forse è stato questo il bello della gara: a parte Pradel, tutti hanno pensato che il proprio piazzamento potesse essere da podio se...
Il complimento indiretto più bello me lo ha fatto lo stesso Roberto, confidandomi di aver tirato al massimo in quanto pensava di avermi visto al punto spettacolo nonostante lui non avesse sbagliato nulla...... se non è considerazione questa....
In conclusione, anche se non sono entrato nei 5, sono contento perchè per una volta nella vita, ho cullato il sogno di poter giocarmi un podio ai campionati italiani; cosa che, fino a qualche anno fa, era fantaorienteering.

domenica 2 settembre 2007

Trofeo delle Regioni - Individuale

Ed eccoci qui, a commentare una gara che è stato un vero esame per le mie condizioni fisiche.... Erano solo 8 kmsf. molta discesa, nessuna pressione agonistica, solo un collaudo ulteriore alla mia guarigione..... eppure ho corso poco: ma chi c'è riuscito? Eh si, la cura Bezzi ha fatto vittime illustri: percorsi da 10' al kmsf. per i migliori.... il terreno non permetteva quasi mai di correre ma solo salvare la gamba dalle buche e crepe nascoste dal muschio e dall'erba.
Sarebbe stato un terreno ideale per me, nel senso che chi corre forte viene penalizzato e solo i big riescono a fare la differenza.
Ma partiamo dal mattino, bella giornata, lunga rampa sulla pista da sci e bosco ripido per andare in partenza, un bell'antipasto rispetto a ciò che ci attenderà più tardi.
I 50 minuti dichiarati non sono esagerati.... anche perchè il mio gonfiore (tra cavigliera e calzini) al piede non mi permette di spingere molto.
Inizio con un minuto di ritardo, nel senso che arrivo alla svedese inverto la carta ed inizio a salire.... me ne accorgo e tornando alla lanterna iniziale sono assieme a quelli partiti un minuto dopo..... bell'inizio! Fortunatamente vado via liscio e trovo bene la lanterna n.1. Il bosco è tutto in costa, ma non si riesce a correre.... è tutto un susseguirsi di cespugli, buche, sassi, rami tagliati, di strade ce ne sono pochissime...
la cartina è 15.000 quindi non si arriva più ai punti d'arresto.
Nonostante ciò riesco a trovare con costanza tutte le prime lanterne..... non mi sembra vero! le caviglie, nonostante le paurose sbandate reggono.
I primi minuti di errore li faccio alla lanterna 8; mi ricorda una lanterna di maggio in Alto Adige dove avevo perso un'eternità.... stavolta appena capisco che sono incerto, preferisco uscire dal verde per poi rientrare con sicurezza; penso 2-3 minuti andati ma accettabili.
Qui iniziano i segnali negativi.... la mia musica si spegne all'improvviso e questo m'innervosisce.... andando alla nove vengo raggiunto da Corradini che partiva 9 minuti dopo. Qui faccio una scelta diversa da lui e riesco ad arrivare assieme alla lanterna.
Ecco, la mia testa si esalta e mi fa fare lo stesso errore che ho già fatto 2 volte quest'anno: penso di essere già alla dieci e scendo stupidamente verso il basso! inizio a cercare su una specie di naso convinto che sia la collinetta.... penso che il black out sia durato 3-4 minuti, poi finalmente capisco l'errore e torno sui miei passi trovando facilmente il punto. Bene la successiva, ma verso la dodici inizio a correre poichè il terreno lo permette.... grande errore: passo sotto il punto ed arrivo lunghissimo perdendomi a cercare attorno ai sassi 30-40 metri sotto il punto. Trovo una lanterna e capisco l'errore madornale.... qui penso che il tempo perso sia 7-8 minuti.... un'eternità!
Mi convinco che forse sia meglio tornare a ragionare ed infatti non ho più grossi problemi tecnici nella parte finale. L'ultimo atto della gara accade poco prima della 16 quando infilo la gamba in una buca e giro la caviglia infortunata in maniera dolorosa!
Per fortuna che è quasi finita, stringo i denti e riesco a concludere.
La cosa buffa è che mi ritrovo nel dopogara a rammaricarmi degli errori fatti, in una gara che non dovevo nemmeno disputare....
Ma ancora peggio è sentirsi dare del piagnisteo dai lettori del blog che, ingannati dalla classifica finale, non credono più a quello che scrivo.

sabato 1 settembre 2007

Trofeo delle Regioni -staffetta

Wow.... è andata bene, non per il risultato ma per la mia caviglia. Eh sì, fino a giovedì sera di fare la staffetta e la gara del trofeo delle regioni proprio non c'era speranza. Caviglia ancora gonfia, dolore ai tendini, il programma del week end prevedeva una due giorni da spettatore con eventuale passeggiata con Mary nella sua staffetta.
Solo venerdì, durante il viaggio a Marileva, iniziavo a camminare e le sensazioni non erano certo eccellenti; sabato mattina, salto in farmacia ed acquisto di una cavigliera speciale....
L'idea era quella di provare a camminare/corricchiare per vedere come reagivano le mie caviglie (anche l'altra era infortunata ma in maniera minore), in vista del fine settimana laziale.
Parlo con Luca B., mio compagno di staffetta, chiarisco il mio malessere e lui è ben felice che io non sia al massimo per ovvie pressioni agonistiche. Rivedo Marco C., sempre in forma e sempre a dire che è scoppiato.

La lista dei partenti è impietosa, ci sono davvero grandi avversari: Anuchkin, Corradini, Feehan, Grilli, Carbone, Arduini, Loss e Zarfatti sono loro che mi accompagneranno nel lancio. Non mi faccio coinvolgere dal lato agonistico, sono lì solo per far presenza; scambio qualche battuta con Corrado in zona start ed è ora di partire.
Al via lascio passare coloro che hanno fretta, i treni, si sa, bisogna penderli al volo. La strada asfaltata mi agevola nel partire e subito il 90% dei partenti si butta nel bosco. Io opto per una scelta su strada asfaltata e davanti a me solo Corradini ed Arduini.....
Ad un certo punto sento che posso accelerare, supero Lombardia 1 e mi accodo al Trentino; salendo sul prato vedo che non faccio grossa fatica a tenere lì il campione trentino.
Punzono per secondo, vedo sopraggiungere da un sentiero laterale il trenone condotto da Feehan; la corsa nel bosco diventa difficile, il sottofondo non è liscio, rami e sassi si susseguono ininterrottamente.
Lascio sfilare i miei avversari lentamente, concentrato tra la cartina e dove appoggio i piedi; faccio fatica a frenare l'istinto di mettermi a ruota...
Non ho problemi alla 2 ed alla 3 dove vedo Grilli davanti a me. Il punto quattro in condizioni normali lo avrei attaccato diversamente; oggi opto per una scelta dritta ma rischiosa: arrivo fino alla lanterna 7, vado in costa cercando di alzarmi ancora qualche metro..... arrivo nella zona vallonata con Loss nei paraggi. Purtroppo non vedo il telo bianco-arancione in quanto e piegato, comincio a scendere per un avvallamento e vedo una lanterna a cui sta arrivando il treno condotto da Oleg. Purtroppo è la sei..... torno di nuovo in alto e dopo un pò di tempo riesco finalmente a vedere il control. Penso che se ne siano andati minimo 5 minuti.
Il piede, molto stretto, mi fa un pò male, ma riesco a muovermi con disinvoltura. Continuo tranquillo la mia gara da solo fra terreni lenti, giallo grezzo, sentierini appena visibili.... la carta mi ricorda Ziano di Fiemme e la parte finale di Val Vigezzo (domenica).
Dopo l'errore entro definitivamente in carta e non ho più grossi problemi se non al punto spettacolo, dove ci sarebbe un percorso obbligato, ma ognuno gira come vuolr.
Sulla rampa finale vedo la sagoma di Zarfatti che mi tiene a distanza per tutto il tratto conclusivo.

Arrivo abbastanza contento, era una gara a cui non dovevo nemmeno partecipare ed invece sono riuscito a dare il cambio a Luca con un tempo decente e nemmeno troppo lontano da quelli alla mia portata.
Mi metto ad aspettare Mary, tornata per l'occasione a fare coppia con Piero; quest'anno non so se la rivedrò ancora con la tuta d'orienteering....
Domani proverò a testare il piede su una distanza maggiore anche se l'ora odierna non è stata proprio una passeggiata.