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sabato 8 settembre 2007

Campionato Italiano Long

Dopo la settimana di Marilleva, dove le temperature si sono avvicinate di molto allo 0°, siamo passati al clima più mite di Fiuggi; durante il tragitto abbiamo incontrato, in due autogrill, la squadra della Forestale completa di aspiranti campioni italiani.
Con questo auspicio è iniziato il mio week-end laziale, su terreni già visionati l'anno scorso alla cinque giorni, dove la velocità la fa da padrone.... non ci sono grossi dislivelli, il bosco è pulito e la visibilità anche troppa.... molti i gialli, che possono essere un grosso aiuto o all'incontrario generare confusione.
Con queste premesse sapevo di non aver grosse speranze per il podio, infatti mi sarei accontentato di entrare nei 5.
La griglia di partenza, invertita con timing di 2 minuti, mi vedeva partire per ultimo, non che mi dispiacesse, ma la cosa buffa era che venivo considerato il favorito.... (hanno preso come base la Coppa Italia 2007 dove sono in testa con una gara in più).
Davanti a me partivano i veri favoriti, in sequenza: Carbone, Mair, Baccega, Di Stefano, Pradel; probabilmente il più penalizzato dalla velocità del terreno, come il sottoscritto era Antonio B.
Arriviamo in zona ritrovo, un enorme distesa priva d'alberi, i quali, la circondavano sulle colline dislocate a macchia di leopardo. Questo immenso vuoto mal si coniugava con i pochi partecipanti al campionato, rendendo il colpo d'occhio abbastanza desolante.
Inizio a fare un giretto fra i miei compagni d'avventura, rivedo dopo mesi lo speaker della manifestazione Francesco Valente, detto Paco, il quale gironzola tra le tende in cerca di voci da intervistare.... anch'io e Cipriani veniamo catturati, dal futuro padre, ed obbligati a fare i pronostici.
La partenza è molto vicina, io parto dopo mezzogiorno; per l'occasione ho cambiato il mio MP3, in quanto a Marilleva ero rimasto in panne...
In attesa dello start, incontro in zona riscaldamento, super atleti di ieri e oggi; partirò con Rigoni, fa la M35 .... ci ha graziati tutti questi anni ma ora è venuto a prendersi gli onori.
Si parte su un comodo sentiero che porta alla svedese, poi da lì inizio a correre seguendo la cresta; Carlo, in 20 metri, mi fa capire la differenza atletica che c'è fra noi due.... capisco che mi dovrò accontentare di divertirmi.
Comunque corro abbastanza bene, mi sono messo due cavigliere rigide, sto molto attento alla discesa che porta alla prima lanterna; rami a terra e sassi sparsi sono un rischio molto alto per le mie sfortunate caviglie.
Non avendo avuto problemi con il primo punto parto spedito verso il seguente.... troppo spedito, infatti non ho il contatto con la carta; seguo ad occhio la tratta ma non con quella precisione che serve. Infatti arrivo ad un prato e vado in crisi....vedo passare da lontano Cipriani; sono solo e me la devo cavare! prendo qualche riferimento e piano piano mi avvicino al punto: una buca poco distante dalla mia (non segnata in carta) tenta d'ingannarmi ulteriormente, ma alla fine riesco a rimediare; circa 3'30" il tempo perso, capisco che la gara è ormai andata.
Verso la terza lanterna vado con Jonas, il suo passo non è esagerato; ad un certo punto lui prende la sua direzione ed io arrivo sotto il mio punto; ancora non sono precisissimo, circa 20" lasciati per strada.
Fortunatamente la tratta corta che arriva ora mi permette di calibrare la velocità e la precisione; infatti inizio a correre meglio e più sicuro.
Uso la strada asfaltata per il punto cinque e non ho problemi per il sei.
Il settimo punto mi costa una trentina di secondi, in quanto il sasso non è molto visibile dall'alto; ho fatto la scelta sopra la collina e non quella sulla strada.
L'ottavo check è il punto spettacolo, notoriamente semplice, invece qui ce ne sono due e moltissimi, compreso il sottoscritto, hanno fatto la staffetta fra le due lanterne.
Verso la nove ho come riferimento il Dipa, con la sua corsetta costante, mi carica d'adrenalina l'averlo raggiunto e superato.... infatti, infilo molto bene le ultime lanterne, anche se durante il tragitto per la cento prendo una storta nella caviglia sana....
Arrivo allo sprint finale con Simion (neo campione italiano), mi chiedo: "ma questo fa solo lo sprint?"
Durante lo scarico S.I. card, confronto tempi e scelte con quelli che mi hanno preceduto... ognuno ha fatto un piccolo errore che rende amaro il proprio piazzamento.... ma forse è stato questo il bello della gara: a parte Pradel, tutti hanno pensato che il proprio piazzamento potesse essere da podio se...
Il complimento indiretto più bello me lo ha fatto lo stesso Roberto, confidandomi di aver tirato al massimo in quanto pensava di avermi visto al punto spettacolo nonostante lui non avesse sbagliato nulla...... se non è considerazione questa....
In conclusione, anche se non sono entrato nei 5, sono contento perchè per una volta nella vita, ho cullato il sogno di poter giocarmi un podio ai campionati italiani; cosa che, fino a qualche anno fa, era fantaorienteering.

3 commenti:

stefano ha detto...

Complimenti per il sesto posto. Quando un sesto posto ai campionati italiani assoluti viene visto in questo modo distaccato e tranquillo vuol dire che si è entrati a far parte di quella ristretta cerchia che può giocarsi qualunque gara.
Ci sarà mai un campionato riservato ai grami? :-(

Rusky ha detto...

Parole.... io penso che anche il decimo in M35 sarebbe valso lo stesso peso.... pensa che Oleg è quarto, a 12 minuti dal primo! Complimenti a Hueller primo degli "umani". E pure a Etter... si ripresenta dopo mesi e opplà! mette dietro pure Pilat.
Domani ci giochiamo il bronzo con Faenza.... penso che gli AAA, Carenini permettendo, siano superiori a noi. Mi basterebbe lo stesso piazzamento dell'anno scorso, solo che quest'anno perto per terzo.... e con il mio sprint -(

stefano ha detto...

Parole.. ma anche fatti. Ulteriori conferme del fatto che si può cambiare marcia a 35 anni, cambiare modo di allenarsi, e potendo disporre del tuo talento e della tua forza di volontà arrivare a grandi risultati