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mercoledì 12 settembre 2007

Premi

Essendo spesso sul podio .... volevo dire la mia sui premi e le premiazioni in generale.
Molte volte ci sono state discussioni, se farle o meno, come farle, quando farle, ecc...
Personalmente apprezzo molto la premiazione, lo trovo l'unico momento in cui l'ambizione personale viene ripagata; molte volte, ho visto in faccia persone il cui nome leggevo solo sulle classifiche e che rimanevano fredde lettere; dai ragazzini agli anziani, tutte persone che non ho la possibilità di conoscere poichè non hanno il mio percorso.
Salire sul podio è comunque un'emozione, che aumenta in maniera esponenziale in relazione alla frequenza con cui ci si sale. Molte volte, si è costretti a disertare questa festa per motivi esterni, quali il ritorno in famiglia, il pericolo di trovare coda sulla strada, la voglia di farsi una doccia calda, ecc....
Certo è che, prima si fanno le premiazioni maggiore è la possibilità che tutti assistano al rito meritorio; trovo triste vedere quei podi dove mancano dei componenti....
Il capitolo premi: se andassi alle corse per il valore del premio rimarrei a casa! contando spese di viaggio, iscrizione ed altro, non verrei mai ripagato a sufficienza.
Partendo da questo presupposto, sono più legato, al contrario di molti, alle medaglie e alle scritte/magliette dedicate; infatti i prodotti tipici locali ed affini, fanno molta più scena, ma appena consumati e regalati non lasciano traccia di quella premiazione. Invece, quando sfoglio il mio librone delle gare e vedo una medaglia, ritorno subito con la mente a quello che è stata per me quella gara; non da meno uso le magliette vinte, a partire da quella arancio del trofeo delle regioni di qualche anno fa, alla felpa completa (avendo vinto un pezzo per anno) del collegio S.Alessandro, alla tuta del Cus Torino, non da ultimo la polo, stile Forestale, di Subiaco. Tutto questo non perchè mi manchino i ricambi, ma solo per ricordarmi dei sacrifici e soddisfazioni che questo sport mi ha dato.
E' capitato in una occasione che i premi fossero davvero pietosi.... ebbene: personalmente non mi cambiava nulla, ma la figura che ha fatto quella società è ancora indelebile nella mia mente; preferisco, e di molto, una premiazione stile famiglia Curzio dove vengono esposti tutti i premi ed ognuno sceglie quelli rimasti.
A parte ciò, il quesito sulla premiazione continuerà anche in futuro, ed ogni volta ci saranno pareri contrastanti.

19 commenti:

night vincenz ha detto...

Ciao Marco,
ritengo le premiazioni un momento sportivo in cui complimentarsi con i vincitori per la prova sostenuta. Non essere presenti denota mancanza di cultura sportiva, anche se giustifico chi deve partire perchè distante.

Personalmente non vorrei mai essere premiato, e per fortuna capita poche volte, forse perchè un riconoscimento non mi regala emozioni... o meglio ritengo un premio sufficiente una gara vissuta bene dando il massimo...

Tuttavia credo che per i ragazzi siano importantissime, un po' meno per le altre categorie, dove il livello non è eccelso e forse nella nostra disciplina si potrebbero evitare, soprattutto per categorie con pochissime persone.

rusky ha detto...

Una cosa che ho notato in questi anni di orienteering è che l'agonismo non ha età. Ho visto gente di 50/60 anni più combattiva dei ragazzini, forse troppo.... anche loro si allenano e fanno sacrifici per poter arrivare a quel podio.... per questo ritengo ingiusto considerare le categorie master/supermaster come un ghetto di serie B. E' vero che bisogna lavorare sui giovani e la loro crescita, ma penso che non sia nemmeno equo non premiare coloro che nonostante l'impegno hanno come handicap la loro età anagrafica. Tanto prima o poi arriveremo tutti....

zonori ha detto...

Per chi vuole conoscere il mio parere sulle premiazioni, lo invito a leggere il post "Che noia 'ste premiazioni" pubblicato in settembre 2006 sul mio blog

zonori ha detto...

Pardon, novembre 2006

vincenz ha detto...

Mi sono espresso male... rifendomi ad altre categorie non intendevo le master dove vedo alcuni esempi (e il numero cresce) di serietà da apprezzare, bensì a quelle dove utilizzare la parola atleti per indicare i partecipanti mi sembra eccessivo mi sembra eccessivo.

Il tuo post Stefano l'ho letto con piacere... anche tu fai parte del mio giro settimanale di orientisti

stefano ha detto...

Io ultimamente le premiazioni le vedo da dietro il podio...
Tutto quello che posso dire è che, a mio personale parere, la premiazione "terza-seconda-prima-terzo-secondo-primo" (o terza-terzo-ecc.ecc.) con gli atleti che vengono chiamati a raffica, senza aspettare che il primo chiamato sia arrivato al podio e premiato, è da preferirsi (sennò col piffero che ad Asiago avremmo premiato 250 concorrenti in 50 minuti, discorsi delle autorità compresi, e 50 minuti sono già una enormità).
I premi? Non conosco l'argomento, sorry...

mengamar ha detto...

Se posso vorrei dire che il premio, giusto peraltro nelle gare agonistiche, mentre nelle non coompetitive va meglio una lotteria, dovebbe comunque premiare uno sforzo o un risulatto raggiunto. non vado a sindacare il valore venale o meno del premio, ma vorrei dire che , facendo da organizzator edi gare di Judo e di Sci, vedo i picccoli dare comunque l'anima anche per un pezzetto di medaglia, andare a dormire col pezzettino sotto il cuscino e mostrarlo ai nonni con una soddifazione enorme.
I piccoli saranno i campioni di domani, e noi ne abbiamo bisogno, in tutti gli sport cosidetti minori.
Ricordo ancora quando da piccoli a Natale si diceva. "andiao dalla zia Claudia, lì si che ci sono i regali".
Mi pare che almeno per alcune tipologie di gare, vedi campionati italiani, un pezzo di targa ai piccoli potrebbero anche darla, La ricorderanno per tutta la vita.
PS: Non lo dico per interesse personale, se qualcuno lo può pensare, ma ricpordo ancora la faccia di bambini di 7-8 anni arrivati ultimi in una gara di Judo con la medaglia in mano. Lo sport è fatto anche e sopratutto dagli ultimi e dai piccoli.

rusky ha detto...

E' giusto che ognuno la veda a modo proprio... io rimango dell'idea che a qualunque età l'impegno e la fatica vada premiata. Poi si può discutere su chi apprezzi di più il premio, ma ti posso dire che personalmente quel piccolo pezzo di ferro con una fascietta tricolore mi emoziona ancora, soprattutto se sul podio ci sono grandi campioni!
Io penso che se sono fatte bene sono una festa.
Prendo lo spunto per dire quanto sia importante anche lo speaker... al mio arrivo nella staffetta, con Bussi, probabilmente se Paco non avesse fatto notare la cosa saremmo passati come due pelandroni che arrivavano tardi... invece, come già scritto, la maggior gioia che ho avuto nello scorso week end è stata quella di vedere atleti come me che ci applaudivano.... e questo è un premio che non ha prezzo per uno sportivo.

Andrea S. Trent-O ha detto...

Anch'io la penso come Rusky. Non mi interessano le "celebrazioni" ma la piacevolezza di sentirsi chiamare su un podio, magari fatto con quattro sassi o qualche asse inchiodata, mi emoziona ancora, nonostante abbia avuto la fortuna di salirci qualche volta.
Anche a me piace "il ricordo" di una gara andata bene : la maglietta, la medaglia o qualcosa che in futuro mi ricorderà quella manifestazione. Ma qualsiasi cosa è sempre bene accetta, un qualcosa in più da ricevere con un sorriso ed un grazie a che ce l'ha regalata.
La cosa veramente importante è non farne la ragione del proprio gareggiare: oggi tocca a me, domani al mio avversario. E' proprio questo il bello.
La parte più bella dell'ultimo commento di Rusky per me è "...quel piccolo pezzo di ferro con una fascietta tricolore mi emoziona ancora". Nel mio piccolo posso dire che quando nel 2006 ho vinto il titolo italiano CSI, e ho potuto andare a ritirare la maglia con lo scudetto e farci una foto con la mia piccola Giorgia che allora aveva solo 6 mesi.... è uno dei più bei ricordi sportivi che ho. Credo fra qualche anno quando potrò far indossare quella maglia a Giorgia e fargli rivedere la foto sarà un emozione bellissima. E per questo sarò grato a chi ha fatto quella premiazione, e mi ha regalato quella maglietta.

rusky ha detto...

"...l'importante è non fatne la ragione di vita...", non è una barzelletta, ma c'è stato un orientista che ha comprato un premio all'autogrill per poter dire alla moglie che aveva vinto... ripeto: non è una barzelletta!

vincenz ha detto...

Alla fine pur non ritrovandomi al 100% nelle vostre opinioni, ma è normale credo, apprezzo in ognuno di voi alcuni passaggi... il premio come ricordo della fatica e dell'impegno dato, o come motore per l'entusiasmo nei giovani...

Sulla barzelletta... purtroppo anche io ne avrei da dirne molte... purtroppo esistono individui di questo tipo...

zonori ha detto...

Va tutto bene, il ricordo, la foto l'emozione, ecc. ma come la mettiamo con quei poveri sfortunati che partono da casa alle 7.00 perchè sono in griglia alle 10.01, e devono poi aspettare 5 ore per la premiazione, e magari essere chiamati sul podio quasi per ultimi, dopo l'intervento dell'assessore, del sindaco, del presidente, della premiazione delle scuole, degli esordienti, degli open, della MAK, MB, MC ...
L'anno prossimo ci saranno anche gli M e W 10! Siamo giunti al punto che le premiazioni durano più della gara! Non essere presenti a queste cerimonie, in queste condizioni, è giustificabilissimo, altro che mancanza di cultura sportiva! Lo Sport si fonda sul sacrificio, sulla costanza e sulla lealtà, non sulla medaglietta. Questo è quello che dovremmo insegnare ai nostri figli!

rusky ha detto...

Io la metterei ancora più drammatica: quello sfortunato che ha in macchina uno che è stato premiato.... e deve aspettarlo. Come ripeto, ognuno ha le proprie idee ed è giusto che le esprima. Probabilmente ognuno di noi ha anche aspettative, ambizioni, cultura diversa. Casualmente ero vicino alla figlia di Corradini durante una premiazione del padre... era felice come se avesse vinto lei! probabilmente le premiazioni genitori-figli sono quelle che fanno più effetto. Nella mia foto ricordo c'è il podio dell'Highland open: solo il destino poteva far arrivare me e Mary sullo stesso gradino, come a ricordarci gli allenamenti fatti assieme, l'inverno, nel bosco; e quella foto vale molto di più di tante parole.

Andrea S. Trent-O ha detto...

Zonori, non condivido il tuo approccio alla questione.
Che lo sport "..si fonda sul sacrificio, sulla costanza e sulla lealtà.." credo sia alla base della filosofia della maggior parte di tutti noi.
Mi soffermerei sulla capacità di sacrificarsi. Come sai prima di arrivare all'orientamento ho alle spalle 15 anni di atletica, circa 40.000 Km di allenamenti, 5 Maratone, 12 mezze e non so quante altre gare su strada e campestri. So cosa è il sacrificio e la corsa mi ha aiutato a formare il carattere anche nella vita di tutti i giorni. Però ricordo bene che a 15-18 anni MAI e poi MAI avrei pensato di essere disposto a tanto sgobbare. E' stato un processo lento e naturale, passato certamente anche attraverso piccole gratificazioni, magari anche come una premiazione davanti agli amici e compagni di gara.
Come dicevamo prima, l'importante è che non divenga lo scopo primario di fare sport. A volte si vince a volte si perde.
Per la durata delle premiazioni... io credo sia SOLO un problema di organizzaizione di chi le fa. Se si è veloci, dopo mezz'ora dall'arrivo dell'ultimo ocncorrente può essere tutto pronto. Certo che poi se per motivi vari l'organizzazione decide di aspettare le 14.30 , come spesso accade..... allora concordo che a meno che non si sia deciso di rimanere a trascorrere sul posto il resto della giornata la cosa si fa pesante.
Sono d'accordo con chi scriveva che le chiamate sul podio dovrebbero essere più "snelle" : condivido la chiamata di uomini e donne della stessa categoria in modo veloce terza donne... terzo uomini..seconda donne...secondo uomini, prima donne , primo uomini. Consegna premi, foto e via. In questo modo non credo ci vogliano più di 20-25 minuti a fare il tutto.
Diverso il discorso di una manifestazione importatne come ad esempi ocampionato Italiano in cui si può anche dare più importanza a tutte le categorie.
In ogni caso secondo me la premiazione è un bel momento, in cui si sta tutti insieme, ed è anche l'occasione per rendere onore a chi ha fatto meglio dei te, Accettare che c'è qualcuno più bravo di te e rendergli onore, è uno dei cardini educativi dello sport. E di certo non intacca quello che può essere la propensione al sacrificio sportivo. E' solo un piacevole "di più".

stefano ha detto...

20-25 minuti? Credimi, Andrea, non ce la si fa. Ed io credo di essere uno dei più veloci a chiamare... e a cacciare! (il classico "foto di rito... fatte... grazzzie!!! Altra categoria ecc.ecc."). Anche se, come al TDR o a Fusine, ci siamo organizzati per tempo e tutti i prmei erano in ordine di consegna (direi mitici Giuseppe Bezzi e i ragazzi del NordEstTarcento). Ci sono 30 categorie: farle sotto i 40 minuti è al limite delle possibilità e del rispetto verso i vincitori.
A meno di non trovare altre soluzioni che possono avere ciascuna pro e contro: premiazioni durante la gara appena è finita una categoria? (però chi è nel bosco si perde la premiazione, magari di un amico un figlio un genitore) Premiazioni appena le classifichedei primi 3 sono definitive? (e se c'è un reclamo? E ci non sono abbastanza organizzatori per gestire premiazioni e gli ultimi arrivi?).

Credo che da parte degli orientisti, come sempre, ci sarà tantissima buona volontà di fare le cose al meglio e nel rispetto degli altri, e che questo possa accontentare di volta in volta un buon 90% di partecipanti, magari diversi da una gara all'altra

rusky ha detto...

Prendo lo spunto dall'ultima premiazione.... sono arrivato a casa alle 23.45, eppure non ho maledetto quell'ora che ho perso per le premiazioni... era meglio arrivare a 22.45 e non farla o così? Potrei fare un discorso analogo, magari in un altro post, sull'utilità di fare gare lontane.... ma anche questo è un terreno minato!

stefano ha detto...

Sull'orario di rientro. Sai meglio di me la situazione per le gare in Trentino: se parti da qualunque luogo (tranne il Primiero, diciamo) alle ore 14.00 sai che puoi essere in autostrada alle 15.00, ad Affi alle 16.00, a Bergamo alle 17.30 e con ragionevole probabilità sei a Milano Nord alle 18.00 abbondanti. Ti fai 3 ore di viaggio abbastanza spedito e hai tempo per doccia-cena-lavatrici, un attimo di pausa prima di pensare che sei in ufficio il mattino dopo.
Se parti alle 15.30... probabilmente ti becchi la coda ad Affi, se la scampi ti becchi di sicuro quella a Desenzano o a Brescia... ed è comunque certo che da Bergamo a Milano la fai in coda. Da 3 ore, 3 ore e mezza ne metti in preventivo minimo 5 (se ti va bene), magari anche 6 (io ho provato a tornare in 9 o 10 ore dalla Valle di Non).
A questo punto di volta in volta faccio le mie considerazioni, sperando di essere scusato o un po' compreso... i milanesi si muovono spesso nella direttrice sbagliata: in uscita dalla città al sabato mattina e in ingresso alla domenica sera!

rusky ha detto...

Mal comune.... mezzo gaudio! colpa tua che vai in Trentino anzichè andare sull'appennino -)). Io ormai conosco la strada alternativa che esce da Brescia ed arriva a Milano.... siamo sempre lì: il traffico di rientro è sempre un'incognita... ti ricordi che ad agosto, tornando da Nova Ponente pensavamo di trovare caos? invece niente.... A tornare da Fusine? o da Aviano? ormai lo sai che se vai in trasferta quei rischi li corri.... e non sempre anticipare il rientro conviene. fa bene chi non viene alla Coppa Italia! o agli Italiani perchè sono lontani ... -))) (questa è solo per Stegal, non rispondetemi a questa battuta)

vincenz ha detto...

Da disobbediente ti rispondo...
non venire agli italiani o alle coppe italia significa perdere l'opportunità di gareggiare in un ambiente più stimolante di quello regionale... è vero c'è il rischio traffico... ma se si cerca la qualità bisogna fare dei sacrifici...

Poi certe volte ci sono i pazzi che si muovono all'estero perchè solo lì puoi provare il piacere e il divertimento di correre...

Chi resta rinchiuso nelle 4 mura domestiche... non conosce... resta limitato e limita...