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domenica 28 ottobre 2007

Locarno

Non avendo più nulla da chiedere al trofeo Lombardia ed avendo già corso a Borgo Ticino, abbiamo deciso di trascorrere una domenica nella cittadina svizzera di Locarno, dov'era di scena la tredicesima ed ultima prova del TMO; nulla di paragonabile rispetto alle precedenti gare, ma una doppia sprint da disputarsi nel centro balneare.
Il cambio d'orario ci permette di partire tranquilli e rilassati, il tempo è buono e la temperatura tenue; il parcheggio non è proprio vicino e quindi arriviamo non troppo in anticipo rispetto allo start. Accertata la "bidonata" di Stegal, che dovrebbe partecipare al TMO per l'AGET come master, ma ormai viene considerato solo come giornalista, la presenza italiana viene nutrita dalla presenza del Cus Parma, capitanato da Visioli, che s'imporrà nella meno nobile delle HA.
La prima partenza, poco distante, m'introduce nel primo parchetto cittadino; dopo aver trovato agevolmente la prima lanterna, sbaglio angolazione per la seconda (scriverò un post su quante gare ho rovinato quest'anno alla seconda lanterna...) e mi trovo in zona cinque... memorizzo il punto e corro verso la due; da lì in poi entro in carta ed inizio a macinare buoni intertempi.
Dopo i cinque punti del primo parco, c'è un trasferimento al secondo parco dov'è tracciata la parte finale della prima manche; tutto prosegue bene e chiudo in crescendo; aspetto per qualche minuto l'arrivo di Checco G. (partito 3 minuti dopo) ma non lo vedo arrivare nemmeno 10 minuti dopo.
Pensieroso, vado verso la seconda partenza, l'organizzazione è buona ed appena arrivo allo start posso partire subito; mi si spezza il porta descrizione punti e quindi decido di correre senza. Il cambio di carta e tipologia di terreno mi mette in leggera difficoltà, dai sentierini del parco ai vicoli del centro storico; ancora una volta trovo bene la prima lanterna, ma la sua collocazione mi fa tornare in mente il centro storico di Lugano, dove vi erano dei punti posati all'interno di porticati chiusi da porte....
Vado verso la due, siccome devo piegare la carta in modo diverso, memorizzo primo porticato a destra dopo la piazza di destra: destino vuole che, durante la manovra di piegatura della mappa, con la coda dell'occhio vedo una porta aperta ed all'interno un portico con giardino molto simile a quello che dovrei trovare io; entro, cerco per qualche secondo, finisco in uno sgabuzzino e capisco di aver sbagliato entrata! esco e proseguo in maniera corretta, ma penso di aver perso una trentina di secondi.... sempre alla seconda!
Da lì in poi, nessun problema, anzi, la concentrazione è talmente buona che memorizzo sempre i tratti successivi; arrivo ancora in forza e meglio di quello che pensavo alla vigilia; venivo da un periodo di infortuni e febbre, mentre gli allenamenti sono ormai meno consistenti.
Approfittiamo della giornata per trascorrere il pomeriggio in zona: giretto in paese per ammirare i resti del castello nonchè la partenza di una manifestazione d'auto e moto d'epoca. Dopo la premiazione, partecipiamo alla rappresentazione della Falconeria di Locarno: davvero curioso osservare dei rapaci sorvolare il pubblico e giocare con i loro partner umani; nonostante il prezzo non fosse proprio scontato, preferisco gratificare dei ragazzi che si stanno dedicando a questa attività ludica.

martedì 23 ottobre 2007

Monte Moira

Doveva essere l'ultima gara nel bosco del 2007, una di quelle che amo maggiormente, invece si è trasformata in una gita fuoriporta nemmeno troppo apprezzata.
Purtroppo, il riacutizzarsi del dolore alla caviglia, il primo freddo invernale, mi hanno rimesso ko; giovedì, durante la corsa serale, devo aver respirato di tutto in quel vento che si era appena alzato, portatore del gelo che imperversa in Italia.
Questa mattina, appena sveglio, sentivo subito che il fisico non era in condizione, una leggera febbre mi aveva debilitato; decidevo, con Mary, di sfruttare la giornata di sole per visitare questo luogo a noi sconosciuto, descrittomi dai fratelli Grassi come un'ottima opportunità di divertimento.
Dopo l'uscita dall'autostrada, una lunga strada tortuosa porta in una piccola conca dove c'è un piccolo albergo con una torre artificiale per l'arrampicata sportiva.
La temperatura e fresca, quella che piace a me quando corro, il bosco, di foglia, alterna tratti di sottobosco pulito a zone più intricate; quando m'inoltro verso la partenza sento che la temperatura è decisamente diversa da quella presente nel prato soleggiato del ritrovo.
Capisco che farò da spettatore dal freddo che sento, nonostante indossi maglione e giacca pesante; poco lontano ci sono intrepidi personaggi che stanno a torso nudo (e non solo) ad abbronzarsi!
Approfitto della situazione per osservare gli atleti in gara, trovo il punto giusto e ne approfitto per scattare qualche foto; vedo passare molti atleti di varie categorie e mi rendo conto di essere in un punto strategico. Purtroppo, la temperatura è tale che dopo un devo tornare al sole....
Aspetto l'arrivo di qualche faccia nota, poi organizziamo una tavolata presso l'albergo; prima passiamo dal tavolo imbandito da Paolo M. che ha appena celebrato l'addio al celibato.
Dopo aver assaporato la polenta (non certo la migliore assaggiata), passo dalle classifiche dove noto che Marco C. si è riconfermato campione lombardo: dice sempre di non essere in forma ma alla fine riesce sempre a piazzarsi bene.
Alla fine me ne ritorno a casa con il proposito di tornare qui e correre la mia gara in solitudine.

domenica 14 ottobre 2007

Arge Alp - Long

La domenica si svolge la prova individuale, sulla stessa zona, ma con cartina stile "lenzuolo". La bella giornata accompagna il serpentone che va verso la partenza, attraverso il paesino di Gofis, frazione di Feldkirch; ogni tanto, sbucano da dietro le case, le tute variopinte dei vari lander presenti: Lombardia, Alto Adige, Ticino, Baviera, Trentino, Vorarlberg, Grigioni, San Gallo, Tirolo, Salisburgo.
Partire senza pressione psicologica è molto comodo, ma ha una controindicazione: la deconcentrazione! La gara odierna è per me una semplice corsa nel bosco, come dovrebbe sempre essere, senza il pensiero di classifica, tempo, punti lista base, trofei ecc... Stegal mi ha iscritto in M35 facendomi ritornare indietro nel tempo; l'unico stimolo può essere quello di sfidare i soliti noti ma sinceramente non ne ho molta voglia.
Il primo punto sembra davvero semplice: trovare un bivio di sentieri in mezzo al verde 3, roba da esordienti.... vado tranquillo, forse troppo! Qui scatta il black-out: durante la gara ho pensato di aver aggirato il punto per 360°; tracciando sulla carta il mio percorso mi sono accorto (tratteggio azzurro) di essere passato accanto alla lanterna (posata a bordo sentiero nell'erba) e di non averla proprio vista. Quello che ricordo è di aver compreso l'errore appena arrivato nel bianco, ma il capanno che vedevo verso est era quello coperto dalla riga magenta anzichè quello a nord-ovest del cerchio! Amareggiato dalla cattiva partenza, ritorno alla svedese e ricomincio nuovamente la mia gara; questa volta opto per la scelta ad aggirare il verde (tratteggio magenta). Durante il raggiungimento della lanterna vengo superato da Fabio H. partito 6 minuti dopo di me....
Probabilmente qualche anno fa avrei mollato la gara dopo una partenza simile; questa volta decido di continuare, ma senza la grinta e la cattiveria necessaria ad aggredire il bosco.
Infatti, i primi punti li corro in modo soft, con passo turistico senza impegnarmi troppo con la carta; addiritura per andare alla 7 ritorno alla svedese, per ripercorrere quel maledetto sentiero iniziale.
Finalmente, verso la lanterna otto, inizio a risentire le sensazioni di gara, aumento il passo e la concentrazione; mi aiuta molto la scelta per il punto 10 dove ripercorro, a ritroso, il sentiero del giorno prima.
Continuo in modo sempre più convinto, verso la lanterna 14 mi ritrovo a correre con un atleta del San Gallo partito subito dopo di me; la sua corsa è molto simile alla mia e mi sembra un'ottimo orientista. Grazie a questa compagnia torno a viaggiare in soglia, con tempi buoni, anche grazie alla semplicità del bosco; un paio di volte cerco di variare la scelta rispetto allo svizzero ma alla fine siamo sempre molto vicini.
Scendendo dalla costa dopo la lanterna 23, vedo la sagoma di Stegal, ma nel contempo sento una dolorosa fitta alla solita caviglia: purtroppo, il piede è guarito per l'attività giornaliera, ma appena trovo il terreno sconnesso in discesa il dolore si ripresenta.
Comunque riesco a terminare in modo discreto questa gara a due facce; saluto il mio compagno di avventura e aspetto l'arrivo di Stegal che non ha demeritato; la sua vittoria sul Brambilla ora ha meno valore di qualche anno fa, ma sempre un passo avanti....
Dopo le premiazioni e saluti vari, il ritorno in motel e rapido giro serale in cerca di qualche caratteristico locale.
Come anticipato, il lunedì, durante il rientro in Italia, tappa sul S.Bernardino ad assaporare l'ultimo momento di quiete in alta quota per quest'anno orientistico.

sabato 13 ottobre 2007

Feldkirch - Arge Alp - Staffetta

Fine settimana all’insegna della manifestazione internazionale che da molto tempo, assieme al trofeo delle regioni, raggruppa le rappresentanze regionali.
Quest’anno il luogo ospitante è stato Feldkirch (Austria), cittadina posta strategicamente sul confine di 4 nazioni; nonostante i vari divieti e discussioni inutili del CRL, un gruppo di orientisti lombardi ha voluto partecipare alla due giorni, non tanto per sete di gloria, ma solo per poter parlare e confrontarsi orientisticamente con altre regioni maggiormente evolute della nostra (non solo per il livello di risultati).
Io e Mary abbiamo deciso di fare un week end lungo, cioè partire il venerdì mattina e rientro il lunedì, in modo da trasformare quest’ultima trasferta in una gita anziché un mordi e fuggi classico delle domeniche di gara.
La nostra base è situata a Dornbirn, paese distante una ventina di km. a nord di Feldkirch; ci ospita un motel di nuova fattura, moderno, tipico luogo d’incontro di manager in trasferta.
Il giorno d’arrivo lo dedichiamo a gironzolare fra Vaduz e Dornbirn: la prima città, capitale del Liechtenstein non offre nulla di particolarmente accattivante, mentre la seconda, ha un piccolo centro storico modernizzato e molte nuove case.
Fa senso notare la miriade di centri commerciali, concessionarie d’auto, benzinai, che ci sono sulla direttrice Feldkirch-Bregenz; queste attività stridono con le distese verdi condite di mandrie di bovini ed in generale, con lo stile di vita degli abitanti, rimasti ad una cultura di qualche decennio fa: in un certo modo tutta questa realtà mi ricorda l’Alto Adige misto di tradizione e modernità.
Anche qui non potevano mancare i ristoranti/pizzerie italiani, con i nomi di “Bella Napoli”, “San Remo”, “Bene,bene,molto bene”, con musica italiana del secolo scorso con i sempreverdi Ramazzotti, Pausini, Celentano, Baglioni, ecc..
Il sabato mattina, dopo la passeggiata con visita ai due bovini che vivono nel prato davanti al nostro balcone, andiamo al ritrovo di Gofis che dista un paio di km. da Feldkirch: nonostante il buon anticipo sui lanci, la maggior parte delle squadre sono già disposte sul prato adiacente il campo da calcio. Il gruppo GOK ed i transfughi lombardi sono già arrivati, ma quando raccontiamo la situazione lombarda agli amici presenti veniamo ascoltati con un misto di ilarità e compassione…. Fortunatamente gli organizzatori hanno accettato, dietro il compenso di 25 euro pro capite (non rimborsabile ed anche per la sola staffetta), la nostra partecipazione, alla faccia dei contributi della Regione Lombardia e di tutti coloro che scelgono la loro attività ludica in conseguenza di politiche che poco hanno a che fare con il tempo libero di ognuno di noi.
I sei elementi GOK daranno vita a due staffette: quella in M35 sarà composta da me, Attila e Stegal, la Open long da Roby, PLab e Mary. Per far correre Mary ho dovuto prometterle che avrei fatto da ombra nel bosco….
Alle 14 si parte, ma rischio di saltare lo start perché mi fermo a parlare con Rudy della gara di S.Giovanni; le cartine sono posate troppo vicine e quindi lascio al mio vicino la possibilità di partire davanti.
La svedese si trova ad almeno 200 metri: lascio che tutti corrano davanti a me, non devo curare treni o avversari. La carta è discreta, ci sono troppi sentieri, non vale la pena tagliare per il bosco, poiché si rischia di confondersi le idee. L’unico errore, da circa un minuto, lo faccio alla prima lanterna poiché arrivo troppo a ovest del cerchio; altri avversari non ne vedo, sono già da solo! Ottimo. I primi punti non riesco a farli benissimo, ho qualche incertezza ma nulla di irreparabile; pian piano entro nel ritmo gara comincio a scegliere solo sentieri e tutto diventa più scorrevole. Al quarto punto mi trovo col mio vicino di partenza, uno svizzero nemmeno tanto scarso; lui, molto veloce, tenta di tagliare nel bosco, ma non riesce ad andarsene perché in zona punto è meno sicuro. Al sesto punto ci raggiunge Trentino 1, che come al solito il suo errore lo deve fare….. da lì, lui e lo svizzero iniziano a tirare forte, ma al punto 7 arriviamo assieme da tre punti diversi. Il punto successivo iniziano a distanziarmi: la differenza fisica e di motivazione si fanno sentire, anche se tengo duro fino al nono punto dove li rivedo.
Salendo le tre curve di livello, per prendere la strada verso la dieci, capisco che la mia benzina sta per finire e quindi decido di prendere il mio passo senza più pensare a loro. Riesco a rivederli in uscita del punto 10 e, da lontano, sul salitone per la 13.
Fisicamente, il trappolone mentale è la sequenza 13-15, in quanto si sarebbe portati a pensare ad un sentiero su cresta ondulata ma piatta, invece è un continuo salire che termina alla roccia con codice 53. Da quel punto in avanti s’inizia a scendere verso il punto spettacolo e risalire nuovamente per l’ultimo anello.
Arrivo senza grossi problemi, lancio Attilio e vado a confrontarmi con i compagni di partenza; gara molto veloce, fisica, nulla di difficile, lo capisco dalla mia media al kmsf.: 8,9 in 51’, mai fatto gare con media così elevata!
Successivamente mi faccio coinvolgere dai passaggi delle staffette, in attesa che arrivi PLab a dare il cambio a Mary. La sua frazione open è quella più lunga quindi non sarà una passeggiata breve; Roby e Piero impiegano lo stesso tempo a fare lo stesso percorso ed ora tocca a noi. Io cerco di limitare i miei interventi, lascio che sia lei a cercare la strada; rimango sempre qualche metro dietro cercando di memorizzare la strada percorsa in caso di necessità. Purtroppo Mary alterna tratte molto precise a preoccupanti passaggi a vuoto, durante i quali rischia davvero di perdersi. Ora inizio a capire il motivo della sua paura a correre nel bosco da sola… in un paio di occasioni, nonostante fossimo a 50 metri dalla lanterna, la sua testa non riusciva a darle la giusta direzione nonostante vi fossero chiari rilievi orografici che l’aiutassero.Comunque alla fine siamo arrivati in tempo per essere classificati, poiché alle 17.30 si chiudeva la gara. Le classifiche della staffetta non venivano ufficializzate per problemi legati al software, al tracciatore, o …. Insomma qualcosa non andava.