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sabato 13 ottobre 2007

Feldkirch - Arge Alp - Staffetta

Fine settimana all’insegna della manifestazione internazionale che da molto tempo, assieme al trofeo delle regioni, raggruppa le rappresentanze regionali.
Quest’anno il luogo ospitante è stato Feldkirch (Austria), cittadina posta strategicamente sul confine di 4 nazioni; nonostante i vari divieti e discussioni inutili del CRL, un gruppo di orientisti lombardi ha voluto partecipare alla due giorni, non tanto per sete di gloria, ma solo per poter parlare e confrontarsi orientisticamente con altre regioni maggiormente evolute della nostra (non solo per il livello di risultati).
Io e Mary abbiamo deciso di fare un week end lungo, cioè partire il venerdì mattina e rientro il lunedì, in modo da trasformare quest’ultima trasferta in una gita anziché un mordi e fuggi classico delle domeniche di gara.
La nostra base è situata a Dornbirn, paese distante una ventina di km. a nord di Feldkirch; ci ospita un motel di nuova fattura, moderno, tipico luogo d’incontro di manager in trasferta.
Il giorno d’arrivo lo dedichiamo a gironzolare fra Vaduz e Dornbirn: la prima città, capitale del Liechtenstein non offre nulla di particolarmente accattivante, mentre la seconda, ha un piccolo centro storico modernizzato e molte nuove case.
Fa senso notare la miriade di centri commerciali, concessionarie d’auto, benzinai, che ci sono sulla direttrice Feldkirch-Bregenz; queste attività stridono con le distese verdi condite di mandrie di bovini ed in generale, con lo stile di vita degli abitanti, rimasti ad una cultura di qualche decennio fa: in un certo modo tutta questa realtà mi ricorda l’Alto Adige misto di tradizione e modernità.
Anche qui non potevano mancare i ristoranti/pizzerie italiani, con i nomi di “Bella Napoli”, “San Remo”, “Bene,bene,molto bene”, con musica italiana del secolo scorso con i sempreverdi Ramazzotti, Pausini, Celentano, Baglioni, ecc..
Il sabato mattina, dopo la passeggiata con visita ai due bovini che vivono nel prato davanti al nostro balcone, andiamo al ritrovo di Gofis che dista un paio di km. da Feldkirch: nonostante il buon anticipo sui lanci, la maggior parte delle squadre sono già disposte sul prato adiacente il campo da calcio. Il gruppo GOK ed i transfughi lombardi sono già arrivati, ma quando raccontiamo la situazione lombarda agli amici presenti veniamo ascoltati con un misto di ilarità e compassione…. Fortunatamente gli organizzatori hanno accettato, dietro il compenso di 25 euro pro capite (non rimborsabile ed anche per la sola staffetta), la nostra partecipazione, alla faccia dei contributi della Regione Lombardia e di tutti coloro che scelgono la loro attività ludica in conseguenza di politiche che poco hanno a che fare con il tempo libero di ognuno di noi.
I sei elementi GOK daranno vita a due staffette: quella in M35 sarà composta da me, Attila e Stegal, la Open long da Roby, PLab e Mary. Per far correre Mary ho dovuto prometterle che avrei fatto da ombra nel bosco….
Alle 14 si parte, ma rischio di saltare lo start perché mi fermo a parlare con Rudy della gara di S.Giovanni; le cartine sono posate troppo vicine e quindi lascio al mio vicino la possibilità di partire davanti.
La svedese si trova ad almeno 200 metri: lascio che tutti corrano davanti a me, non devo curare treni o avversari. La carta è discreta, ci sono troppi sentieri, non vale la pena tagliare per il bosco, poiché si rischia di confondersi le idee. L’unico errore, da circa un minuto, lo faccio alla prima lanterna poiché arrivo troppo a ovest del cerchio; altri avversari non ne vedo, sono già da solo! Ottimo. I primi punti non riesco a farli benissimo, ho qualche incertezza ma nulla di irreparabile; pian piano entro nel ritmo gara comincio a scegliere solo sentieri e tutto diventa più scorrevole. Al quarto punto mi trovo col mio vicino di partenza, uno svizzero nemmeno tanto scarso; lui, molto veloce, tenta di tagliare nel bosco, ma non riesce ad andarsene perché in zona punto è meno sicuro. Al sesto punto ci raggiunge Trentino 1, che come al solito il suo errore lo deve fare….. da lì, lui e lo svizzero iniziano a tirare forte, ma al punto 7 arriviamo assieme da tre punti diversi. Il punto successivo iniziano a distanziarmi: la differenza fisica e di motivazione si fanno sentire, anche se tengo duro fino al nono punto dove li rivedo.
Salendo le tre curve di livello, per prendere la strada verso la dieci, capisco che la mia benzina sta per finire e quindi decido di prendere il mio passo senza più pensare a loro. Riesco a rivederli in uscita del punto 10 e, da lontano, sul salitone per la 13.
Fisicamente, il trappolone mentale è la sequenza 13-15, in quanto si sarebbe portati a pensare ad un sentiero su cresta ondulata ma piatta, invece è un continuo salire che termina alla roccia con codice 53. Da quel punto in avanti s’inizia a scendere verso il punto spettacolo e risalire nuovamente per l’ultimo anello.
Arrivo senza grossi problemi, lancio Attilio e vado a confrontarmi con i compagni di partenza; gara molto veloce, fisica, nulla di difficile, lo capisco dalla mia media al kmsf.: 8,9 in 51’, mai fatto gare con media così elevata!
Successivamente mi faccio coinvolgere dai passaggi delle staffette, in attesa che arrivi PLab a dare il cambio a Mary. La sua frazione open è quella più lunga quindi non sarà una passeggiata breve; Roby e Piero impiegano lo stesso tempo a fare lo stesso percorso ed ora tocca a noi. Io cerco di limitare i miei interventi, lascio che sia lei a cercare la strada; rimango sempre qualche metro dietro cercando di memorizzare la strada percorsa in caso di necessità. Purtroppo Mary alterna tratte molto precise a preoccupanti passaggi a vuoto, durante i quali rischia davvero di perdersi. Ora inizio a capire il motivo della sua paura a correre nel bosco da sola… in un paio di occasioni, nonostante fossimo a 50 metri dalla lanterna, la sua testa non riusciva a darle la giusta direzione nonostante vi fossero chiari rilievi orografici che l’aiutassero.Comunque alla fine siamo arrivati in tempo per essere classificati, poiché alle 17.30 si chiudeva la gara. Le classifiche della staffetta non venivano ufficializzate per problemi legati al software, al tracciatore, o …. Insomma qualcosa non andava.

8 commenti:

vincenz ha detto...

Se la giornata merita fai qualche passo alpino se non hai il tempo tiranno... tornando a casa dal Ticino suggerisco il passo del San Bernardino... dall'Austria a te la scelta...

Noi tutto ok il viaggio di ritorno

stefano ha detto...

Anche io mezzo post... ovvero le gare. Le considerazioni "ambientali" ad una prossima stesura!
Ciao, buon ritorno a casa

rusky ha detto...

Vincent, senza leggere ho fatto ciò che hai scritto.... pausa di 2 ore sul S.Bernardino con piccola passeggiata a causa dell'infortunio.... ora sono impegnato a sistemare il nuovo pc portatile che ho appena comprato. Per il post prossimamente....

vincenz ha detto...

Attento Marco hai gli stessi gusti di un sovversivo :-P

Ottima scelta... è uno dei passi che preferisco, nonostante l'ultimo passaggio in quota è datato oltre un decennio fa...

Se andavi a casa dall'AUSTRIA ora che mi viene in mente il Silvretta era carino, ma in estate è meglio in quanto puoi abbinare il giro in battello sul lago ( sempre che dal 1994 le cose non sono cambiate )

rusky ha detto...

Beh, fare passi alpini è sempre stato un mio pallino... quando avevo la moto ne facevo parecchi: un giorno feci 7 dogane a forza di passare fra Austria, Svizzera e Italia....

vincenz ha detto...

Anche il mio... mi ricordo quella volta che di ritorno dalla scalata al Civetta ( pensione Montepelmo nei pressi di Zoldo come base ) si fecero tutti i passi dolomitici fino a sbucare a Pietralba...

Adesso la prossima vetta che ho in mente è il Triglav... a novembre la timbrerò ;-)

vincenz ha detto...

Anche il mio... mi ricordo quella volta che di ritorno dalla scalata al Civetta ( pensione Montepelmo nei pressi di Zoldo come base ) si fecero tutti i passi dolomitici fino a sbucare a Pietralba...

Adesso la prossima vetta che ho in mente è il Triglav... a novembre la timbrerò ;-)

Vincenz ha detto...

Le sorelle Torrgler e i fratelli Dissidenti... I partigiani nei boschi di Dongo...

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