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domenica 25 novembre 2007

Volpiano

Era da più un mese che non toccavo una cartina diversa da un centro storico; ero ormai rassegnato a chiudere la stagione a Dervio, invece un annuncio a sorpresa: "gara long, cartina nuova, tutta nel bosco!"; a nulla serviva la dicitura " Martinetto's organisation" posta in calce al volantino, tanta era la voglia di ritornare a correre tra gli alberi.
Nonostante la pioggia caduta negli ultimi giorni, arriviamo di buon mattino nei d'intorni di Torino con il sole che inizia a fare capolino; non sono mai stato in questa zona, ma a poco a poco capisco che il bosco in realtà siano i cespugli...
L'entusiasmo inizia a spegnersi appena vedo la cartina appesa al ritrovo: è una serie di colori che vanno dal giallo al verde3, ma di bianco (colore preferito sulle carte) davvero poco.... Renato mi avverte che probabilmente ci saranno parecchi rovi e le paludi sono aumentate a causa delle piogge.
Andando in partenza inizio a pensare che non era proprio quello che speravo, anche perchè sarebbe bastato andare in Brianza per trovare lo stesso terreno; comunque quello che mi serve è correre per un'oretta su terreno soffice.
Lo start è posto a bordo paese, dove una compagnia di cani tiene svegli gli abitanti delle case circostanti; parto correndo per un buon tratto su una strada invitante, ad un certo punto imbocco una traccia (non rilevata) di sentiero che mi porta in zona punto.
Il bosco è in effetti piuttosto sporco e capisco quasi subito che è impossibile fare scelte diverse dai sentieri; ci provo alla seconda tratta: corro in costa, salgo fino in cima al dosso e percorro il perimetro dei campi; quello che in teoria doveva essere terreno duro, si è trasformato in una specie di sabbia mobile che risucchia le scarpe....
Punzono il terzo e quarto punto rimanendo sempre corto (inizio a capire il senso di un commento sul blog di orimaster) a causa della mutata percezione della distanza causata dai centri storici.
Andando verso il quinto punto il mio cervello dice che oggi non ne vuole sapere di lavorare e scarica l'incombenza sulle gambe, risultato: inizio a correre su una strada senza nemmeno guardare dove io sia e lo faccio per almeno 20 minuti!
Scaricata l'adrenalina, dettata dalla voglia di correre, torno alla partenza: chiedo a Renato che minuto di partenza sia e inizio nuovamente la gara.
Questa volta privilegio le scelte semplici, abbastanza scontate; ogni tanto sento qualche sparo e noto la presenza di cani e cacciatori. Il tracciato non presenta grosse difficoltà: le lanterne più tecniche sono quelle prima della 15: una zona piatta senza grossi riferimenti, subito visibili, da fare ad azimut senza bussola.
La lanterna 15 presenta, invece, un trabocchetto: la X blu è in realtà un grosso tubo di cemento posto verticalmente, seminascosto dai cespugli... poco distante c'è una casetta simile ad un acquedotto dove c'è un'altra lanterna.... solo l'esperienza mi ha fatto capire l'errore che stavo commettendo!
Giunto nei pressi della sedicesima lanterna, notavo l'ingresso al paese ed avendo scarpe chiodate decidevo di fermarmi e proseguire lungo la via principale, camminando.
In conclusione, è stato un ottimo allenamento fisico, durato un'ora ed un quarto, mentre la gara vera è propria è stata di 45 minuti: Michele C. ha impiegato poco più di 38 minuti, ma lui è un elitè per davvero....
Con questa trasferta si chiude l'anno orientistico 2007, un anno ricco di gare e soddisfazioni personali, di cui avrò tempo di scrivere in questo inverno privo di impegni domenicali.

domenica 18 novembre 2007

Voghera

Dalla lunga serie dei post di quest'anno, mancava un centro storico nazionale; ecco quindi l'opportunità di correre dietro casa in una cittadella che non avevo mai visitato.
La giornata è solare ma molto fredda; nessun problema a raggiungere il centro gara, nonostante le indicazioni siamo abbastanza enigmatiche.
Devo prepararmi velocemente in quanto parto presto; mi riscaldo con Stegal, che parte quattro minuti dietro, parliamo dei programmi futuri societari...
Anche oggi parto senza bussola, descrizione punti e .... testa! Tutto come a Venezia, solo che, invece di 3 lanterne oggi ne ho impiegate 2 a riscaldare il cervello.
Complice la cattiva interpretazione della posizione del sole (ero convinto fosse ancora ad est, non pensando che con l'ora solare era quasi a mezzogiorno), mettevo la carta orientata male e partivo con 90° gradi di errore; dopo essere entrato in una via, iniziavo a capire che la scelta non fosse stata felice: dietrofront e ritorno in piazza per ricominciare la gara!
Non contento del primo errore ne facevo un altro durante il tragitto per la due: in poche parole dopo 3'30" di gara avevo già un minuto e mezzo di distacco.
Questa partenza chiudeva il discorso podio, ma per fortuna il mio scopo era solo quello di correre su alti ritmi per parecchi chilometri.
La gara scivolava via abbastanza monotona: durante uno di quei tratti di puro scorrimento e poca concentrazione, riuscivo a perdere altri trenta secondi in quanto confondevo la lanterna 8 con la 3, sia per la similitudine della cifra che per la distanza fra i due cerchi.
Nonostante il tracciatore abbia cercato con delle farfalle di ravvivare la gara, la cartina non offre difficoltà se non 4 portici attigui alla piazza principale.
Alla fine sono soddisfatto per il ritmo tenuto durante i 45 minuti di corsa e quindi anche i due minuti persi per strada, con conseguente uscita dal podio, non mi pesano nemmeno tanto.
Nel post gara, prima di gironzolare in città a caccia di foto (pubblicherò quelle richiestemi), ho scoperto, con Elisa, una nuova occupazione: il dog-sitter per Steven!
In conclusione, una giornata passata in un luogo a me sconosciuto che di orientistico ha davvero poco.... da un centro storico nazionale speravo qualcosa di meglio.

domenica 11 novembre 2007

Venezia

Come consuetudine di questi ultimi anni, anche nel 2007 siamo andati a Venezia. Dopo la bella prestazione dell'anno scorso, non avevo molta voglia di impegnarmi in una gara vincente; l'unico scopo coinvolgente del week end, era la gita nella città lagunare. La partenza è prevista il sabato mattina per Jesolo; da qualche anno abbiamo deciso di alloggiare in un hotel fuori Venezia ed andare alla gara con l'ausilio del traghetto. Purtroppo, il vento forte e freddo, vanificava i programmi pomeridiani che prevedevano corsetta sulla spiaggia e passeggiata serale.
Dopo aver passato la notte tra il vociferare continuo di ragazzine austriache, ci avviamo verso il ritrovo accompagnati da una bella giornata meno fredda del solito. Siamo ormai di casa nella palestra veneziana, quindi evitiamo lunghe code al bagno ed i soliti problemi creati da 3000 persone che affollano i locali.
Per prima parte Mary, la quale ha lo stesso minuto di start di una vecchia nostra conoscenza, quella Hazel Dean che corre ancora in WE nonostante sia negli "anta".
Poco dopo è il mio turno, non sono concentrato, non ho grosse motivazioni e decido di correre senza bussola e descrizione punti; il colpo di grazia lo ricevo appena prendo la cartina: non so se il triangolo rappresenti la partenza o la svedese!
Probabilmente, in una gara importante, avrei messo molta più attenzione, invece decido di addentrarmi nel centro senza alcuna idea di dove io sia.... corro a sensazione cercando di andare verso nord. Dopo cinque minuti, stò ancora correndo a casaccio in cerca di un punto riconoscibile, il primo stop me lo da un canale chiuso: ritornando indietro inizio a dirmi che forse sarebbe il caso di cominciare a fare orienteering!
Il cervello inizia a scaldarsi e molto lentamente inizio a riconoscere piazze, calle, sottopassi e ponti; impiego ben 3 lanterne ad entrare in carta! questa sensazione mi fa ricordare/capire come sia davvero facile perdersi a Venezia se non ci si mette le testa; ulteriore difficoltà è data dalla quantità di persone che stanno passeggiando nei vicoli: non solo per la corsa ma soprattutto per l'osservazione della carta!
Finalmente, dopo la terza lanterna, inizio a prendere un ritmo decente, non tanto fisico ma mentale, cioè memorizzare i tratti da percorrere senza rallentare a ragionare. Come altre volte mi è capitato, la voglia di correre inizia a manifestarsi sempre più prepotente: nonostante io non sia in una giornata particolarmente lucida riesco ad alternare tratti buoni ad altri con errori banali (entrare in vicoli chiusi).
Dagli split mi rendo conto quanto minima la differenza fra i migliori parziali e quelli mediocri: bastano 15-30 secondi per scendere di 40 posizioni! Nel mio caso, ho notato l'87° posto in cui mi trovavo alla terza lanterna: ci vuole davvero poco a cadere in fondo alla classifica!
Col senno di poi, mi dispiace essere partito così male, poichè il tracciato era molto buono: niente vialoni, poche tratte scontate, sempre duplici scelte e nemmeno banali; unico appunto, quello di aver lasciato il tratto magenta a coprire alcuni ponti strategici per la scelta.
Mary, nonostante la classifica poco edificante, si è divertita, iniziando a capire quali siano le cose principali da osservare e come muoversi fra le intricate calle; paradossalmente si è trovata in difficoltà nelle piazze...
Dopogara all'insegna della passeggiata sul vialone principale ad osservare i numerosi personaggi che affollano questa città.

domenica 4 novembre 2007

Casatenovo

Dopo parecchio tempo, torniamo a correre in località a corta gittata; l'occasione è il centro storico di Casatenovo, gara valida per i centri storici lombardi.
Nonostante la nebbia mattutina, s'intuisce che anche oggi ci sarà il sole; la zona dove si corre ci risulta familiare: tra campestri, gare di c.o. e centri storici il paesaggio di Besana, Carate e paesi limitrofi non ci riserva più molte sorprese.
Sia io che Mary, non abbiamo obbiettivi particolari da rincorrere, in quanto non siamo in corsa per alcuna classifica regionale; per questo siamo molto rilassati mentalmente e decidiamo di trasformare questa gara nel nostro allenamento settimanale.
La partenza è proprio a due passi dal ritrovo; la news che la musica sia equiparata al doping ha ormai preso piede: nonostante ciò, sia io che Stegal decidiamo di doparci ugualmente.
La carta non presenta grandi insidie: il paese si estende in modo lineare e poco intricato percui diventa difficile, per il tracciatore, mettere del pepe alla gara.
Proprio il fatto che ci sia poca selezione a livello tecnico, mi spinge a fare un errore da circa un minuto: durante la tratta 3-4 scelgo un itinerario, ma giunto a metà strada decido di rischiare un cambio volante, cioè tagliare per il verde 2 sperando che non sia troppo verde.
Arrivato al bordo del colore capisco che la scelta non sia attuabile e torno sui miei passi... a fine gara saprò che Gianluca passerà da lì! Questo errore tattico mi deprime in quanto sono conscio che un minuto in questa gara è un'eternità.
Il resto della gara scorre via lineare, sebbene perda una ventina di secondi a cercare il punto otto e qualcosa meno al punto undici, dove il color magenta nasconde la scalinata adiacente al punto.
Nonostante sia novembre il sole scalda parecchio ed arrivo davvero sudato; avendo corso meno dell'ora preventivata, ritorno in paese e corro un pò a casaccio in cerca di volti noti.
Ritorno all'arrivo mentre giunge il Dipa molto concentrato, ma che a dire di molti sembra che abbia preso sottogamba l'impegno....
Con voto maggioritario le premiazioni vengono anticipate in modo che tutti possano assistere: siccome non sono riuscito a farmi il regalo di compleanno (anche se il podio non è male), c'ha pensato Mary a farmelo; aveva corso a Sondrio, con risultato deludente, ma come suo solito, quando è in giornata è capace di tutto.
Domenica prossima c'è Venezia, centro storico un pò diverso da quello odierno.