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lunedì 22 dicembre 2008

Festa di società

Come ogni anno, presso il centro sportivo "Tuberose" di Milano, si svolge la cena sociale dell' UL. Non sempre ho la possibilità di partecipare ma quest'anno è stata la volta buona; molti i soci presenti, circa una quarantina.
Le regole d'entrata sono due: portare, a scelta, qualcosa di gastronomico da consumare insieme agli altri soci; consegnare al responsabile un pacchetto dove vi sia custodito un regalo del valore di circa 10 euro.
Se la prima regola è abbastanza ovvia, portando ciascuno qualche cosa da mangiare si può organizzare una buona cena, la seconda incombenza va spiegata: ad ogni regalo viene associato un numero, poi a festa ultimata, ognuno pesca un numero a sorte e si aggiudica il relativo pacco.... piccola variabile: prima di scoprirne il contenuto si può barattare l'involucro!
L'antipasto alla cena è stato preparato dalla famiglia Pompele: sul pavimento della palestra vi erano disseminati dei triangoli, cerchi, quadrati (in plastica) con un codice assegnato.
Il gioco consisteva in una sfida ad eliminazione diretta: si riceveva un foglio bianco dove erano disegnate le varie forme geometriche disposte sul terreno; un numero variabile di oggetti erano stati cerchiati (come in una score) ed il compito del concorrente era quello di identificarne il codice che veniva trascritto sul cartellino.
Davvero coinvolgente e bello dove le sorprese non sono mancate....
Dopo la consumazione del pasto si è passati al discorso presidenziale ed alla premiazione delle varie classifiche societarie tra cui quella storica dello "stankanov" che ha visto prevalere Remo a Stegal nel numero di gare fatte nel 2008 (79-75 comprese trail-o, giro del vicinato, orienteering in metro, ecc..).
Volto storico orientistico ma ormai pensionato, quello di Marco Piana che ha promesso di ritornare a correre nel bosco per sfidare i suoi rivali d'un tempo: Roberto Biella e Ruggero Jenna!
Uno sguardo alle gare future da organizzare e ai risultati ottenuti... dopodiché tutti a scartare i regali di Natale con il criterio sopra descritto.
E con questo un augurio a tutti i lettori e non, di buon Natale ed inizio anno nuovo, in attesa di trovare il tempo di aggiungere qualche nuovo post.

lunedì 8 dicembre 2008

Rivoli

Week end di freddo e di sole; per questo motivo, io e Mary, non ci siamo fatti scappare l'occasione per continuare a faticare con cartina e senza.
Domenica mattina, di buon'ora, la tappa è quella di Gorgonzola; la scusa è quella di vincere la "pandinella", ma in realtà c'è la solita campestre mattutina che varia dai 6-12-21 km.
In zona ci sono anche gli amici
dell' "ortica team" ormai giramondo delle maratone e similari...
Inizialmente, pensando anch
e alla gara del lunedì optavo per una tranquilla 12 km., al pari di Mary; raggiunto il quinto chilometro mi sono trovato di fronte al bivio: freccia rossa (12) o freccia azzurra (21)? come di solito accade al masochista corridore, sotto sforzo, la scelta è sempre la peggiore! ecco quindi che improvvisamente la cifra 12 s'inverte.
Corro tranquillo (4'30"-4'40") fino a metà gara, quando un triatleta mi supera in modo netto; ho un leggero sussulto ed inizio ad accelerare. I miei propositi vanno a farsi benedire ed incomincio a viaggiare 15" più basso; la lotta a distanza viene interrotta dai due ristori e sembra quasi che il mio avversario ci prenda gusto.... dopo
l'ultimo ristoro si accoda al sottoscritto e a tre km. dall'arrivo forza il ritmo staccandomi inesorabilmente.
Il percorso si snodava dal centro cittadino alle campagne circostanti con un tratto in un bosco dove si faticava a stare in piedi; sterrato ed asfalto, alla fine, si sono equivalsi!
Al traguardo trovavo Mary tutta felice per il suo tempo ed il suo formaggio.... alla faccia di Bibi
ed Attilio!
Lunedì appuntamento vicino a Torino; nonostante la bella giornata alcuni inconvenienti minavano la nostra tranquillità. La solita organizzazione "Martinettiana" che è sempre sobria ma efficiente; una trentina di persone al via a cercare i teli "invisibili" del posatore che ormai, essendo una vecchia conoscenza, ho imparato a conoscere. Molte
le difficoltà a trovare il punzone di turno; due le chicche: il telo apposto in cima allo scivolo colorato (c'è chi ha perso 20" per notarlo), la torre di osservazione (circa 15 metri) con descrizione "edificio parte alta".
Il tracciato MA-WA
è stato molto vario e divertente: prima parte nel centro storico di Rivoli, poi punto spettacolo al castello, un paio di lanterne nel verde ed ultimo anello all'interno del seminario.
Personalmente ho affrontato la gara con ritmo costante in quanto il dolore muscolare non mi permetteva di forzare i tempi; ho capito subito la difficoltà nello scorgere i teli e quindi ho curato molto la ricerca all'interno dei cerchi. Il fatto che ci fossero molte lanterne mi ha permesso di non annoiarmi e rimanere sempre concentrato; solo un paio di sbavature ma entro il minuto di errore.
Mary, che aveva il mio stesso percorso, ha faticato i primi punti a trovare la giusta misura poi si è ripresa anche se, in mezzo al verde
è riuscita a graffiarsi tutte le braccia! peccato sia finita la stagione perchè in quest'ultimo mese ha fatto più gare di un anno intero.
Perla della giornata, secondo me, è stato il passaggio dopo il punto 4: nemmeno a Venezia ho trovato un passaggio così stretto; se avessi incontrato qualche "sovrappeso" non so come sarebbe andata a finire!
Al termine, le premiazioni con l'usuale scelta dei premi da parte dei concorrenti; panettone e spumante gentilmente offerto (fam. Cattaneo) e pomeriggio passato a gironzolare fra le bancarelle del paese.
Cold and sunny weekend; for this reason I and Mary didn’t miss the opportunity to go on running with or without map.
On Sunday morning early we went to Gorgonzola (near Milan); we made the pretest of“Pandinella” (a local cheese), but it was really the usual morning cross-country race of 6, 12 or 21 km..
At the beginning, as I would have run on Monday too, I opted for a quiet 12 km. race, like Mary; but when I arrived at the fifth km I was in front of a fork: red arrow (12 km) or blue arrow (21 km)?
As it usually happens to the under exertion masochist runner, the choice is always the worst! So, suddenly the number 12 is inverted.
I ran in a quiet pace (4’30” - 4’40”) for the first half of my race, when a triathlon runner passed me in a marked way; I had a slight start and I began to increase the speed. My intentions (to run slowly) vanished and I started to run 15” less; the challange was interrupted by the two refreshments and it seemed my contestant took a liking to it....after the last refreshment he follow me and at 3 km to finish he speeded up and left me behind.
The route started from the city centre towards the sorrounding country with a part of it in the wood where it was difficult to keep oneself balance; dirt patch and asphalt were equivalent!
At finish I found Mary who was happy and satisfied with her good time and her cheese...
On Monday the competition was near Torino; although there was a beautiful sunny day our peace was threatened by some hitches.
We were about 30 runners to look for the “invisible” flags (the maker route is well known because he hides the flags behind or inside the object). Lots of difficulties to find the “needle punch”; two pearls: the flag located at the top of the coloured children’s slide (somebody lost 20’’ to see it), the observation tower (about 15 meters) which was marked on control description as “upper part”.
The route MA-WA was very varied and amusing: the first part was in the old town centre of Rivoli, then the “middle point” at the Castle, two controls in the green and a circle route in the park of the seminary.
Personally I ran with a regular pace because of my muscular pain; I understood immediately the difficulty to note the flags so I took care of the search of details marked inside the circles. As there were many controls I wasn’t bored and always concentrated; only a couple of mistakes about 1’ delay for my time.
Mary, who had the same route of mine, was in trouble at the beginning but then she corrected herself and was able to scratched herself on her arms in the “green” part!
I think that the pearl of this day was a very narrow passage after control 4: not even in Venice I found such ones; if I had met a “overweight” man I don’t know how it would be ended up!
At the end there was the prize giving where the competitors could choose the prize; panettone (a dome-shaped cake with sultanas and candied fruit eaten at Christmas) and sparkling wine were kindly offered. In the afternoon I and Mary went for a walk in Rivoli.

domenica 30 novembre 2008

Montichiari

Come di consueto l'ultima gara lombarda coincide con un centro storico per poi dare vita alla "festa del Lanternino".
Quest'anno è stata la volta di Montichiari, cittadina a sud-est di Brescia, dove non mi ero mai fermato, nonostante il castello e la basilica siano due bellezze attraenti per chi passa da quelle parti.
Purtroppo la pioggia ad intermittenza ha rovinato la gior
nata ma almeno abbiamo schivato la nevicata che, durante la settimana, mi aveva fatto temere l'annullamento delle gare.
Notoriamente non
amo i centri storici per la monotonia delle gare; ebbene: in questo mese ho scoperto come poter scombussolare uno sport come l'orienteering!
La nuova formula ideata dal Tumiza era un condens
ato della precedente gara di Besana e della "score" antica.... il problema è che ne è nato un orribile regolamento!
Infatti anche questa volta si doveva ottenere un punteggio minimo per poter essere classificato (610 per la M35); fin qui tutto già testato in precedenza....
Prima variante: le lant
erne con i codici inizianti per 3 (31-39) valevano 10 punti, quelli col 4 (40-49) 20 p., quelli col 5 (50-59) 30 p., quelli col 6 (60-69) 40 p. come la 100! già a questo punto le cose sono più complicate....
Ma attenzione: i codic
i non sono segnati vicino al cerchio ma solo sulla descrizione punti (solo sulla carta);non solo: la descrizione punti non conteneva i codici in ordine crescente bensì in modo casuale! e nemmeno la logica che le lanterne vicino all'arrivo valessero meno era stata rispettata.
Quanto sopra descritto sarebbe bastato a mettere in crisi qualsiasi cervello normale sotto sforzo agonistico.... eppure un'altra nuova trappola era in agguato: ogni categoria aveva lanterne diverse ma sopra
ttutto c'era il tempo limite! (40') dopo il quale scattava una penalità di 5 punti al minuto...
Ecco, secondo me
quest'ultima trovata ha rovinato la gara.... tanto per iniziare trovo spregevole squalificare chi avesse fatto tutte le lanterne della M35 (690 punti) in un tempo superiore ai 56' (56'-40'= 16' * 5 = 80 punti di penalità); infatti alla fine del calcolo si arriverebbe al massimo a 605 punti che sono inferiori ai 610 punti minimi.
Trovo poco sportivo squalificare chi fa 610 punti ed impiega 40'01"; anche perchè se Angelo ha impiegato p
oco più di 30' a fare il punteggio minimo, non potevano essere molti quelli che sarebbero riusciti a entrare in classifica...
Infatti in alcune categorie erano più i nomi dei non classificati che di quelli col tempo assegnato; peccato, perchè qualcuno ci teneva al trofeo dei ce
ntri storici e quest'ultima gara potrebbe aver falsato alcune classifiche.
Vabbè, passiamo alla gara: io e Mary partiamo col secondo
lancio; tra i master ci sono Alberto G., Angelo B., Roberto B. tra i nomi illustri mentre l'UL è al completo.
Dopo essermi riempito la testa di numeri e codici decido di partire alla cieca senza guardare il valore delle lanterne; guardo solo
da che parte iniziare a cercare le lanterne.
Verso il primo controllo vengo raggiunto da Angelo e Alberto e con loro punzono; subito dopo l'atleta del Varese fa la scelta giusta, a differenza
mia e di Alberto, di passare dalla 5; io rimango con il portacolori del Cus Parma fino alla 16 poi decido di proseguire dritto in direzione 21-20.
Ed è proprio in questo frangente che perdo 1'30" poichè, immerso nella lettura della carta e dei codici, salto completamente la lanterna 20! mentre ritorno indietro incontro Angelo e capisco che la vittoria è ormai compromessa.
Piano piano riesco a mettere a fuoco i vari punteggi ed
alla fine, per non sbagliarmi, faccio anche 10 punti in più; rivedendo il percorso a mente fredda mi sono accorto di non aver fatto un gran tragitto ma comunque sono stato in grado di non incorrere in penalità.
Mary è riuscita a combinarne una delle sue: abituata a se
gnarsi le lanterne fatte con la penna, si è ritrovata con la carta inzuppata d'acqua ed alla fine ha saltato un paio di lanterne vicino al traguardo in quanto i cerchietti erano ormai scomparsi...
Nemmeno il tempo di asciugarsi e di ris
caldarsi che eravamo di nuovo in giro per la cittadina a caccia di lanterne di trail-O!
Era da un che non facevo una gara di questo tipo: ero rimasto deluso dalla scarsa professionalità e cura con cui venivano organizzate.
Personalmente non mi dispiace questa disciplina: di testa, di precisione, di riflessione...
Oggi, finalmente, ho assistito ad una gara seria che mi ha messo in difficoltà non per lanterne opinabili (forse una) ma
per mia superficialità o ignoranza delle convenzioni. Ringrazio Luigino per la piccola lezione post gara che mi ha aperto gli occhi su alcuni aspetti per me oscuri... ed aspetto con curiosità il regolamento tradotto in italiano!
Un piccolo esempio d'ignoranza può essere il punto sei
: descrizione "fra due alberi". Ok, facile no? il problema è che ci sono tre lanterne posate in fila indiana fra i due alberi... per la descrizione sono giuste tutte e tre! scopro che la convenzione dice che il punto giusto è quello equidistante dalle due piante.
Nemmeno quel punto delle 3 lanterne sul recinto (11) lo avrei mai indovinato: io a guardare la direzione e la proiezione dei vari edifici, ed alla fine scoprire che è Z perchè le lanterne non sono attaccate al recinto ma posate nel verde privato davanti ad una siepe!!!
Vabbè, almeno mi sono fatto una cultura di trail-O, e molto interessante ho trovato la pubblicazione delle risposte esatte commentate (vedi foto); colui che mi ha fatto sorridere è stato un tizio che si è alterato perchè convinto che volessimo copiare la sua punzonatura!
Dopo il pranzo con i superstiti GOK, è stata la volta delle premiazioni dei vari trofei; una festa per tutti q
uelli che si sono impegnati durante l'anno!
Ho ufficialmente chiesto a Dipa (rappresentante lombardo atleti) di poter cambiare il mio premio da 50 euro con un meno costoso ma più significativo trofeo, con scritta indicante ciò che ho vinto; faccio parte
di coloro che sentono maggiormente il premio dedicato piuttosto che un anonimo buono sconto che, appena speso, non sarà più fra i miei ricordi.
Per questo ho molto apprezzato il premio con targhetta dedicata ai campioni italiani: grazie, per chi, come me, è arrivato alle vittorie lentamente e con fatica, questi premi rappresentano molto, come la prima tuta lombarda del trofeo delle regioni (e all'epoca era molto dura venire convocato!).
E con oggi è finita ufficialmente la stagione 2008 e da mercoledì (street-O by Rem) inizierà il 2009.
As usual the last competition in Lombardy is an orienteering city race and then “Lanternino Party”.
This time we were in Montichiari (BS), a small town to the south-east of Brescia, where I was never been , even if the castle and the cathedral are two interesting building to visit.
Unfortunately there was an intermittent rain so it wasn’t a nice day, but we dodged the snowfall, that, during the week, made me afraid of cancellation of the race.
As I pointed out, I don’t like very much orienteering city races because of the monotony of the race, but in this month I discovered how to upset a sport like orienteering!
The new formula made by Tumiza (an orienteering team of Lombardy) was a mixed between the previous race in Besana and the original “score race”...but the result was an orrible competition rule!
You had to obtain at least a minimum score to be ranked (610 for class M35) like in Besana race.
First change: the control codes from 31 to 39 counted 10 points, from 40 to 49 20 points, from 50 to 59 30 points and from 60 to 69 counted 40 points like the control 100!
And now the situation is much more complicated.....
Be careful: the control codes are not marked near the circle on the map, but only on the control description (only on the map); and then: the control codes on the control description were not marked in rising order but accidentally! Normally the controls near finish are worth less than those far; in this case this rule wasn’t observed.
These changes are enough to make the “mentale race” very difficult but there was another trap: every class had different controls but above all there was a time limit! (40’) after this time there was a penalty (5 points per minute for delay).....
I think this kind of rule has spoiled the race.....In the first place I believe it’s not good to disqualify the runners of class M35 who punched all the controls (690 points) later than 56’ (56’- 40’= 16x5= 80 points penalty); in fact over this minute the result of this calculus was 605 points, not enough to be ranked.
I think it’s not a good sporting spirit to disqualify who got 610 points in 40’01, too; if Angelo (the winner of M35) took a little more than 30’ to obtain the minimum points, not lots of runners could rank.......
There were some classes with much more disqualified runners than classified; pity, because some runners cared for the orientereering city Trophy and this last race could have distorted some final results.
Now let’s speak about the race: I and Mary began with the second start; as master there were the most notable names of Lombardy and there was the whole UL (my team).
As my mind was in confusion due to lots of numbers and codes I decided to start without looking the controls’ value; I only looked at the starting direction to look for the controls.
Towards the first control Angelo and Alberto reached me and I punched together with them; straight after Angelo made the right choice to pass through control 5; I and Alberto (Cus Parma Team) ran together up to control 16 and then I decided to go straight on towards 21-22 alone.
It’s just in this circumstances that I lost 1’30’’ because reading the map and codes I completely forgot control 20! while I was coming back I met Angelo and I understood the victory was compromised. Slowly I was able to count the points and at the end of the race I made 10 score more; when I looked my route on the map, after the race, I realized I didn’t do a good course, but, however I was able not to have penalties.
Mary was able to get into trouble: as she use to mark by a pen on the map the controls already punched, she took out the map from the plastic envelope so she had the map drenched with rain and she forgot a couple of controls near the finish, because the circles on the map were disappeared.....
Just the time to dry and warm ourselves and we were again to look for Trail-O controls!
It was a little time I didn’t take part in this kind of race: in the past I was disappointed by the poor professionalism and care about the organization of these competitions. Personally I quite like this sporting branch: mental, precise, thoughtful.....
Today, finally, I took part in a serius race that put me on the spot not because of debatable controls (maybe one) but because of my superficiality or out of ignorance about the rules.
An example of ignorance may be control six: description “between two trees”. Ok, easy, isn’t it? The problem was that there were three flags located in single file between the two trees....According to the description all the three controls were right! I discovered that in accordance with the convention the right control was that ones equidistant from the twoo trees.
I would have never guessed control 11 (3 flags near the fence); I looked at the direction and the projection of the buildings and then I discovered the right answer was “Z”, because the controls were not attached to the fence but they were situated in the private green in front of a hedge!!!
After lunch with some friends it was the time of prize giving; a party for all those who trained hard during the year! I won a voucher of value 50 € to buy orienteering goods; I’m not satisfied with it for this reason: as I took many years and hard training to be able to win some important races I want to win a prize which reminds me my victories. When I’ll spend this voucher I’ll have no memorie of this win.
So I appreciated very much the prize with plate dedicated to the Italian champions: these prizes are very important for people like me, who obtained victories slowly and with efforts; for example the first Lombard call in Italian Countries Trophy (and in the past it was very hard to be called!).
Today the season 2008 is officially over but next Monday we start again!

domenica 23 novembre 2008

Montemerlo - Canonica

Valloni, sentieri e rovi: ecco tre parole per descrivere la gara di oggi! il tutto condito da una distanza (12 kmsf.) long, da 27 lanterne middle ed una classifica con distacchi da sprint...
Dopo la sgambata del sabato mi attendeva una gara importante poichè decideva la classifica finale del trofeo Lombardia; ad inizio anno non avevo fissato questo circuito come un obiettivo stagionale, ma poi, mi sono ritrovato nelle battute finali a competere con i migliori master lombardi e dintorni per la corona in M35.
Sulla carta erano ben 5 gli aspiranti vincitori, ma la mancanza di Biella veniva sopperita dalla presenza di Bozzola sceso di categoria dopo aver vinto in anticipo la M40.
La giornata serena rendeva la temperatura tiepida anche grazie alla mancanza del vento gelido del sabato; il ritrovo era situato nel piazzale di un bar e la partenza era a vista, mentre l'arrivo veniva collocato a circa 10' di strada.
La griglia di partenza prevedeva il numero 3 per me: davanti solo Bocchiola e Carbone mentre dietro tutti i migliori a c
accia del sottoscritto. Prima dello start un di pubbliche relazioni in quanto questa era l'ultima gara nel bosco e quindi scattavano propositi e saluti in vista del 2009.
Appena ritirata la cartina dalla cassetta, riconsegnavo la bussola a Mary in quanto rimanevo sconcertato da ciò che stavo osservando: una enorme macchia gial
la centrale che circondava il paese di Canonica e due valloni paralleli a fare da confine!
Con una rapida occhiata capivo subito ciò che mi sarebbe aspettato in gara: su e giù dal pendio dei ruscelli in
cerca dell'avvallamento giusto, cercando di trovare il sentiero ideale, sperando di non rimanere incastrato in qualche cespuglio di rovi!
Tecnicamente, l'unico problema risultava essere quello della scelta migliore fra scendere a valle oppure salire al bordo dei prati...
Fortunatamente il tracciato di tipo middle non permetteva momenti noiosi in quanto la lettura doveva essere costante.
La mia gara è stata abbastanza lineare
e costante con qualche errore e qualche difficoltà nel salire certi pendii; il primo errore (1') vicino al punto sei dove ho aggirato dall'alto il verde 3. Al punto otto ho raggiunto Bocchiola, che fungeva da lepre; il tratto 9-10-11 sembrava il paradiso vista la rarità del colore bianco in questa carta! Errore da quasi 2' al punto 12: ho attaccato la lanterna dal fondovalle convinto di sbatterci addosso invece, nonostante la descrizione dica "scarpata al piede", il paletto si trovava su una carbonaia giacente circa 5 metri sopra il letto del ruscello! nulla da obiettare, ma capirlo in carta era davvero difficile... fra l'altro sapevo di essere il primo a passare in quanto, prima del punto 11, notavo Carbone intento a cercare la lanterna (per lui era ancora la 7).
Subito dopo il trasferimento commettevo il secondo errore (2'): dal punto 14 cercavo di rimanere in quota, cosa impossibile! dopo essere sceso e
risalito notavo un avvallamento molto visibile dove iniziavo a cercare il telo bicolore; peccato che 20 metri più a nord ci fosse quello giusto e sinceramente non ho notato grandi differenze morfologiche che invece appaiono in carta!
Le successive tratte erano un gran correre su e giù dal letto del torrente (con molta più acqua del precedente); un paio di volte ho preferito passare dal settore giallo anche per spezzare la monotonia delle scelte.
Sorpresa durante
il tragitto 21-22: una serie di colpi di aria compressa mi faceva capire la presenza degli uomini in mimetica che erano intenti a simulare una battaglia! niente paura anche perchè se non sono abituato io...
Ultimo brivido alla 24: arrivo in zona punto ma inizio ad essere stanco, un attimo di panico in quanto non mi torna ciò che vedo; faccio un ultimo sforzo di concentrazione e
piano piano arrivo a vedere il telo... è andata! sul Monte Beigua ho perso la gara in una situazione come questa.
Riesco a finire indenne nonostante l'ultima ennesima ramp
a! sono stremato e non riesco a vedere Mary che stà aspettando al finish (nemmeno lei mi vede...); non è finita poichè per arrivare al ritrovo bisogna ancora orientarsi...
Per essere l'ultimo week end stagionale sono riuscito a macinare 2 ore e mezza di gara; ancora domenica a Montichiari e poi potrò archiviare questa stagione che mi ha riservato sorprese inaspettate ma di cui scriverò in un apposito post!
Deep valleys, paths and briers: three words to describe the today’s race! Besides there were: long distance (12 kmsf), middle controls (27) and sprint leads (few seconds between the first five runners).
This race was very important because it would have decided the final results of “Lombardy Trophy”; at the beginning of the year I didn’t think about this trophy as a seasonal aim, but then, I found myself to challenge the best masters of Lombardy and around to win the “crown” in class M35. There were 5 contenders for the title, but the absence of Biella (one of them) was replaced with Bozzola who changed class because he already won M40 in advance.
It was a clear day with a warm temperature thanks to the less of the cold wind of Saturday; the meeting place was situated in the large square of a Coffe Shop and the start was on sight, whereas the finish was about 10 minutes walking on the street.
In the starting grid I was the 3rd runner to start: before me there were only Bocchiola and Carbone and behind there were all the best runners to stalk me. Before starting I made public relations because it was the latest race in the wood, so we spoke about our new year’s resolutions and we said goodbye to each other.
As soon as I collected the map from the box I gave my compass to Mary because I was disconcerted about what I was looking: a big central yellow color stain that sorrounded the village of Canonica and two parallel deep valleys like boundary!
After a quick look I immediately understood what I should have found during my race: up and down from the streams’ slope to find the right re-entrant, to look for the ideal path and to hope not to get caught on some briers!
Technically the only problem was to do the best choice: to come down to the plane or to climb and to follow the border of lawns....
Fortunately during the route (like a middle) there were no boring moments because you costantly had to read the map.
My performance was enough consistent and constant with few mistakes and some difficulties to go on some slopes; the first mistake (1’) near control 6 where I moved around green 3 passing through the grass. At control 8 I reached Bocchiola, who acted as hare; the course 9-10-11 seemed the orienteering heaven because it was the only “white” part on the map! A mistake about 2’ at control 12: I looked for the control from valley floor because I convinced myself to to find it near the stream because the control description showed “heart bank,foot”; but the pole of the control was situated on a charcoal burning ground about 5 meters above the stream bed! I have nothing to say against it, but it was difficult to understand it on the map. I knew I was the first runner to pass because before control 11 I saw Carbone looking for his control (number 7).
Straight after the long leg I made the 2nd mistake (2’): from control 14 to 15 I tried to stay upper-level, impossible!
I went down and up and near the control I saw a re-entrance and I looked for it there; but after a few time I realized the right re-entrance was 20 meters far. I think this part of the map is inexact.
The following routes were easy because you had to follow the river (with much more water than the previous one); twice I preferred to pass through the “yellow” and also to break the monotony of my choices.
During route 21-22 I had a surprise: a series of compressed air shots made me understand that there were men wearing camouflaged combat clothings who simulated a battle.
The last thrill at control 24: I arrived near my control but I began to be tired, I was panic-stricken because I didn’t realized what I saw; I made another effort to concentrate and slowly I was able to see the control.
On Monte Beigua I lost the race because of a situation like this one.
I was able to finish without mistakes in spite of the last slope! I was exhausted ant I couldn’t see Mary who was waiting for me at finish (she didn’t see me too); but it’s not finished because we still had to orientate ourself to come back to the meetinf place...
In this last week end I was able to run for 2 hours and half during my races; next Sunday we’ll be in Montichiari and then I’ll shelve this sports season that gave me unexpected surprises, but I’ll write about them in an appropriate post!
FINAL RESULTS "LOMBARDIA TROPHY"

sabato 22 novembre 2008

Besana in Brianza

Secondo appuntamento con i centri storici quello di oggi pomeriggio. Dopo le piogge dei giorni scorsi ecco uscire il sole ed il sereno ma, purtroppo, anche un freddissimo vento da nord che ,a raffiche, raggela le velleità degli orientisti.
Ho già corso altre volte in questa cittadina brianzola, sia con la carta che nelle campestri invernali, appuntamenti annuali fissi.
La rete viaria non presenta
grosse difficoltà; solo il dislivello è più accentuato del solito visto che il paese non è il classico dormitorio dell'hinterland.
Il menù della polisportiva besanese prevede l'esatto opposto d
i quello di Lissone: 10 lanterne in sequenza eppoi una serie di cerchi sparpagliati sulla carta, con la differenza che ogni lanterna ha un valore numerico variante da 5 a 40....
Il regolamento prevede che
la classifica venga stilata su base cronometrica, ma solo dopo aver raggiunto almeno un minimo di punteggio, differente per ogni categoria.
La nostra socie
tà è davvero numerosa in questa occasione e quindi la categoria M35 si trasforma in una specie di gara sociale, con solo un paio di intrusi.
La mia idea è
quella di punzonare tutte e 27 lanterne il cui punteggio è attorno ai 250 punti; il minimo da raggiungere è 171, quindi non sarebbe nemmeno necessario farsi i circa 13 km. di strada che alla fine congiungono tutti i cerchietti.
L'u
nica cosa che non avevo capito era che non vi fosse un tempo massimo oltre il quale scattassero delle penalità, cosa abbastanza usuale nelle score con punteggio.
In gara ho badat
o soprattutto a viaggiare regolare in quanto domani mi aspettano i 12 kmsf. nel bosco, in una gara molto importante con ottimi avversari.
Alla fine,
abbastanza a sorpresa, sono salito sul podio alle spalle di Remo e Stegal e qualcuno, malignamente, mi ha chiesto: "ma sei andato a bere una cioccolata in qualche bar?"
Da parte sua, Mary no
n è riuscita a calcolare esattamente il suo punteggio minimo, forse ingannata dal colore rosso dei cerchietti che in alcuni punti era difficilmente visibile; già sta imparando ad orientarsi meglio ma vorrà dire che, dopo la penna, le farò portare anche una calcolatrice.... o è vietata anche quella?
In conclusione è stato un bel sabato pomeriggio, seppur freddo, ma l'organizzazione logistica e gastronomica è riuscita a tenerci caldi.

Today, in the afternoon, there was the second appointament with the orienteering city race. After the last rainy days there was a sunny weather, but, unfortunately, there was also a very cold north wind, which froze off the orienteers’ will by its blows.
I already ran other times in this town of Brianza, both with map and in winter cross-country races, which are yearly regular meetings; the road network of this town had not big difficulties; only the climb wasn’t the same than usual, because the village wasn’t like the company towns situated in the suburbs of Milan, where there aren’t slopes.
The program of “Besanese Team” was just the contrary than that one of Lissone: 10 controls in sequence and then a number of circles scattered on the map with the only difference that every control scored from 5 to 40 points...
The regulation said the final results had to be made on the base of precision timing, but only after reaching at least the minimum score, which was different for every class.
In this occasion there were many members of my team (Unione Lombarda), so the class M35 became a fight inside the team with only a couple of outsiders.
When I started, my purpose was to punch all the 27 controls that scored about 250 points; the minimum score to reach for my class was 171 points, so it wasn’t necessary to run about 13 km that linked all the circles.
But I didn’t understand one thing: there was no a time limit over which there were penalties, as it usual happens in score races.
During the run I payed attention to have a regular pace, because the next day I should have run 12 kmsf. into the wood, in a very important competition against strong challengers.
In the end, to my surprise, I stepped on to the podium (3rd place) behind Steagal (2nd place) and Remo (1st place) and somebody maliciously asked me: “But did you stop in a bar to drink a chocolate?”.(I was asked this question because I usually run faster than them).
Mary didn’t count exactly her minimum score (166 points in Class W35) maybe because of the red color of the circles, sometimes difficult to note on the map; she is improving her orienteering feeling, but after this experience I’ll sugget her not only a pen but a calculator too... Or is this also forbidden? (see Lissone post).
It was a nice Saturday afternoon, even if it was cold, but the organization was able to warm ourself.
CLASSIFICA

domenica 9 novembre 2008

Presidenza FISO

Today, FISO (Italian orienteering federation) has a new president; his name is Grifoni and here is his picture; his job will be for 4 years.
Tornando agli orientisti italiani di seguito il programma quadriennale presentato dallo stesso:

Cari amici Orientisti,
a questo punto del dibattito preelettorale vorrei fare qualche considerazione.
Nella riunione di venerdì 14, invitato dal Presidente del Comitato Trentino Bepi Simoni ad un confronto aperto a tutti, ho potuto annunciare la disponibilità di Franco Falco ad assumere il ruolo di Segretario Generale della nostra Federazione. Franco Falco, Maestro dello Sport in pensione da due anni, ha diretto il Centro FIDAL di Schio (che ci ha spesso ospitato), ha l’incarico per la FIDAL di omologatore degli impianti sportivi e, a termine (luglio 2009), il coordinamento di una dozzina di federazioni ai Giochi del Mediterraneo 2009 che si terranno a Pescara. Penso che, grazie alla sua conoscenza e presenza negli ambienti del CONI, Falco potrà dare un grande contributo alla nostra Federazione, soprattutto al fine di ottenere l’ambito riconoscimento. Il primo passo sarà quello di avere un appoggio logistico presso gli uffici del CONI a Roma. Spesso diciamo che dobbiamo uscire dai boschi per farci conoscere; dovremmo anche uscire dal chiuso del nostro movimento e aprirci al vasto mondo di tutto lo sport italiano.
Presso il Centro di Schio, dotato di infrastrutture sportive e logistiche (è uno dei quattro Centri FIDAL, anche se il più piccolo), potrà prendere l’avvio, se il Consiglio Federale lo riterrà opportuno, il nostro Centro Federale, ad un’ora di distanza dai comprensori di Asiago e di Lavarone.
Non è mia abitudine parlare di quello che ho fatto fuori dalla FISO, ma poiché si è discusso giustamente di esperienze manageriali e metodi di lavoro, ritengo utile far conoscere la mia esperienza sportiva e lavorativa. Dai 14 anni in poi ho praticato sport quasi ininterrottamente, due anni hockey su ghiaccio, otto anni rugby e poi orienteering. Ma contemporaneamente ho sempre studiato prima e lavorato poi.
Da giovane, ricercatore all’ENEA, ho diretto un’attività di ricerca su un particolare tipo di combustibile nucleare cui collaboravano Italia, Stati Uniti, Svezia, Norvegia ed Euratom (è questo progetto che mi ha portato prima negli USA e poi in Scandinavia, dove ho incontrato l’orienteering).
Da ultimo, all’Ansaldo, sono stato il Capo Progetto di una attività di ricerca applicata che ha portato all’inserimento di cinque elementi sperimentali nel reattore nucleare di Caorso, coordinando il lavoro di Ansaldo, General Electric, Agip Nucleare (ENI), ENEA ed ENEL. Progetti molto complicati e costosi (10 M.di di Lire anni ‘80 quest’ultimo), che hanno richiesto il superamento di notevoli difficoltà non solo tecniche ma anche politiche. Nel mezzo e dopo, tanti altri progetti condotti a termine con successo. Perciò se mi eleggerete vostro Presidente, condurrò con successo anche questo impegno.
Poiché negli ultimi vent’anni della mia attività lavorativa ho fatto di mestiere il Capo Progetto, cioè il coordinatore e responsabile tecnico/economico di attività di ricerca e di ingegneria, considero ovvio che chi guida una organizzazione complessa debba coinvolgere e motivare su obiettivi condivisi le persone che contribuiscono al progetto. Forse per questo ho preferito insistere sugli obiettivi, sui quali ho cercato la vostra condivisione. Ma, l’ho detto e lo ribadisco, i mezzi per raggiungerli saranno prevalentemente gli uomini e le donne che daranno il loro contributo nel Consiglio Federale, nelle Commissioni, negli Organi Periferici.
Conto su di loro e su tutti voi.
Sergio Grifoni

Augurando un buon lavoro, la prossima scommessa sarà: quanto durerà? dopo aver letto la cronaca di Stegal (ma chi te l'ha fatto fare di perdere una bella giornata di sole...) credo che la convivenza sarà alquanto difficile.

Lissone

Normalmente non partecipo ai centri storici specialmente quelli poco tecnici; per il mese di novembre ce ne sono in programma tre e siccome voglio che Mary faccia qualche gara, per giustificare la tessera da agonista, utilizzo queste gare per fare degli allenamenti veloci anche se il periodo stagionale non è il più indicato.
Il tempo meteorologico è bello, clima quasi caldo ed il ritrovo è a due passi da Milano; arriviamo in anticipo e ne approfittiamo per farci due passi fra le vie deserte della cittadina brianzola; scoprirò in gara che siamo alla periferia ed il centro, molto più carino, si trova abbastanza distante.
Il popolo orientistico dei centri storici è abbastanza diverso da quello boschivo... ma, con sorpresa, incrocio volti noti provenienti dalla Svizzera e dal Trentino; per una promozionale c'è chi si è fatto più di 200 km. .... di sola andata! la concomitanza delle gare in Piemonte ed Emilia Romagna non ha assottigliato le presenze, anzi, ci sono molti esordienti di cui uno raccomandato da Stegal!
Da presunto favorito vengo cacciato in coda alla griglia e davanti a me, sei minuti, parte Remo; durante il riscaldamento mi confida il suo obiettivo: non farsi raggiungere da me! se fino a quel momento non avevo alcun stimolo agonistico adesso ce l'ho! e sarà decisivo....
Mary parte una decina di minuti in anticipo sulla mia partenza: quest'anno ha corso solo a Bergamo in una score molto particolare di cui non ho voluto lasciare traccia sul mio blog...
Conoscendo i suoi problemi con la sequenza libera le ho consigliato di portarsi una penna e disegnare subito la tratta migliore; alla fine non ne avrà bisogno in quanto ha capito che, quando la testa c'è tutto il resto non è difficile.
La gara è ben congegnata: prima parte composta da una decina di lanterne talmente bene sparpagliate che nessuno ha capito quale fosse il giro migliore! al doppio cerchio ritiro di una nuova carta e altre dieci lanterne in sequenza usuale.
Durante il minuto lasciato ai concorrenti per osservare la carta, ho notato l'impossibilità di mettere assieme un percorso logico per cui ho deciso di fare un giro concentrico: prima le lanterne più esterne, raggiungibili tramite strade lunghe e dritte, e lasciare la parte finale quella centrale, più insidiosa.
Fino al cambio carta non ho avuto grossi problemi, qualche sbavatura causata dal calo di concentrazione in quanto ero sempre in anticipo riguardo alle scelte; dopo il ritiro della seconda carta, una provvidenziale fontanella mi è servita a rinfrescarmi in quanto i 18° si sono fatti sentire! ho rischiato grosso, in quanto la carta non era anti spappolo!
Il momento di crisi si è materializzato nel passaggio 11-13 dove ho avuto qualche rallentamento di troppo, causato dall'improvvisa insicurezza sorta, forse, per l'eccessivo sforzo.
Durante l'avvicinamento al punto 15, ho notato subito che ci fosse qualcosa di pericoloso: infatti, come al solito, quando ci sono scale, portici o cancelli io sbaglio sempre! l'errore è stato di 20", ma ancora una volta ho capito che fra le case non mi ci trovo!
Finale molto di corsa con la speranza di agganciare Remo.... alla fine lui è già al traguardo ma da appena un minuto: missione fallita!
Anche Mary è appena arrivata e sembra molto felice in quanto è riuscita a non sbagliare nulla proprio perchè è riuscita a calibrare la sua corsa....
Il migliore di giornata è stato Alberto G. che ha fatto la score in modo simile alla mia scelta; la differenza l'ha fatta la sua corsa che è senz'altro nota agli avversari più giovani.
Premiazioni molto apprezzate anche dai Ticinesi, senz'altro meno bene abituati a portarsi a casa i vini e le vettovaglie offerte dalla Punto nord.
Usually I don’t take part in orienteering city race especially if they are not much technical; in November there will be three of them and as I want Mary participates in some races to justify her agonistic card, I use these competitions to make fast races even if the time is not the best-able, because the sport season is over.
The weather is nice, the climate is almost warm and the meeting place is not far from Milan; we arrive in advance and we avail ourself of the opportunity to walk among the lonely streets of the town; during my race I’ll discover we are in the suburb and the downtown, much more nice, is enough far from there.
The orienteers of city race are enough different from those that run in the forest......but, to my surprise, I meet well-known faces from Switzerland and Trentino; these countries are far from here and somebody travelled for more than 200 km just to take part in this not much important race.
Even if to coincide with this competition there are two races in Piemonte and Emilia Romagna, there are enough persons, especially many beginners.
As I am a presumed favourite I’m at the bottom of the starting grid and Remo starts 6 minutes before me; during the warm-up he confides to me his aim: he doesn’t want me to reach him! Till that moment I had no stimulus, but now I have ones! And it will be crucial....
Mary starts 10 minutes before me; this year she only ran in Bergamo. It was a particular score race, of which I didn’t leave mark in my blog....
As I know her problems with a score race I suggest her to bring a pen to mark immediately the best route to follow; in the end she’ll not need it, because she understood that orienteering is not difficult if the mind is concentrated.
The competition is involving: in the first part there are about ten controls so well scattered that nobody understood which was the best route to do! At the “double circle” on the map you must collect a new map with other ten controls in a fixed sequence.
During the minute we have to watch the map before starting I notice the impossibility to follow a logical course, so I decide to make a concentric route: first, the most outer controls, that you can reach trough long and straight streets and then the central part, more treacherous.
Untill the change of the map I didn’t have big problems, some imperfection because of the decrease of my concentration, because I studied the next route in advance. After collecting the second map I could cool down with a providential drinking fountain, because I began to feel warm (18° temperature)! I ran a big risk, because the paper wasn’t water resistant!
From control 11 to 13 I had a moment of brain crisis, because my speed was too fast.
While I was reaching control 15 I immediately realized there was something dangerous: in fact, as usual, when there are stairs, arcades or gates I always make a mistake! I made a mistake about 20’’ and once again I understood I’m not able to run with this kind of map!
In the last part of the race I ran faster and I hoped to reach Remo......but he was already arrived at finish from about 1 minute: failure mission!
Mary was just arrived and she seemed happy as she didn’t make mistakes, because she was able to run at a steady pace.
The best was Alberto G. who ran the score making a choice similar to mine; the difference was in running.
The prize giving was very appreciated from Ticinesi (Switzerland) too, who are not used to receive wines and provisions offered by Punto Nord (the team that organized the competition). CLASSIFICA (click on "
Pubblicate le classifiche della gara TCSL di Lissone")

domenica 2 novembre 2008

Monte Beigua

Gara di vecchio stampo quella odierna, vuoi per la lunghezza del tracciato, per il terreno, per la pioggia e per la nebbia; insomma: sfida per uomini duri!
Dopo la pioggia dei giorni scorsi, speravamo di non trovare il diluvio; la partenza da Milano era promettente ma avvicinandosi alla vetta del Monte Beigua le cose volgevano al peggio. L'ampia sala del ristorante, adibita a ritrovo, si riempiva celermente di infreddoliti orientisti; in un angusto angolo, appena dentro l'entrata, molti si assiepavano a studiare le griglie e le classifiche provvisorie del trofeo interregionale.
Il ritardo della partenza non agevolava certo l'umore visto che, fuori dalle finestre, il colore bianco opaco della nebbia lasciava una visibilità poco superiore alla decina di metri.
Nonostante tutto, la temperatura non era proibitiva e solo un fastidioso vento faceva sentire l'umidità sotto i propri indumenti; partenza ed arrivo erano a due passi dal parcheggio, ma nessuno (escluso la fotografa) ha avuto il coraggio di fermarsi ad osservare i superstiti....
La mia partenza è fissata a poco prima di mezzogiorno ma se non fosse per l'orologio non si avrebbe l'idea in quale parte del giorno ci si trovi.
Appena partito, litigo subito con il sacchetto di plastica esageratamente ampio rispetto alla carta... i primi metri sono di circospezione in quanto devo tarare la mente per queste condizioni di gara; non c'è la luce solare e quindi gli aperti e semiaperti sono difficili da distinguere; nonostante l'acqua caduta non tutti i rivoli sono visibili e spesso si confondono con le canalette.
La prima scelta è sul sicuro: percorro la strada fino alla lanterna degli esordienti, che rivedro altre due volte, prima di scendere nel bosco ed iniziare la gara. I primi quattro punti li faccio tranquillo, concentrato, magari lento ma voglio viaggiare sicuro perchè mi accorgo che tutto è molto simile e basta una distrazione per con capire più nulla.
Molto presto incrocio una vecchia conoscenza, Andrea Rebora ormai londinese, partito 3' prima di me e capisco che ha già perso la giusta direzione.
Al punto 4 c'è da scegliere che strada fare per la lanterna successiva: non è semplice, ci sono poche scelte logiche e sicure e qualcuno ha scambiato il bianco sotto la linea rossa come un bosco piatto....
Io opto per ritornare alla 2, poi alla 1, passare dall'arrivo, percorrere la strada asfaltata, passare dalla 9 e giù fino al punto; l'alternativa è stare a bordo carta dalla parte bassa! a fine gara, confrontando gli split con Alberto G. che ha fatto questa seconda scelta, la differenza è stata di 10" in suo favore!
Logicamente il dubbio di aver fatto una buona scelta mi accompagna fino alla fine ma tant'è che tutto funziona bene e non commetto errori. Questa parte di carta è diversa da quella dei primi punti: bosco più uniforme, ripido, buio, sassoso.
Non commetto errori fino alla 11 anche se la doppia salita-discesa (5-8 e 10-11) iniziano a fiaccare la resistenza; scopro ancora dagli split di aver perso più di 2' al punto 8 ma sinceramente non lo avevo messo in conto durante la mia gara.
Tratto 11-12 per ritornare nella zona di partenza; decido di stare alto e scendere all'ultimo momento! Qui termina la mia benzina.... me ne accorgo piano piano poichè non riesco più a tenere la concentrazione!
Primo errore al punto 13: scendo dall'angolo del sentiero, vedo una lanterna vicino al sasso e scendo tranquillo; arrivo troppo a destra e scendo fino al sentiero fino alla curva dove sbaglio l'attacco... scopro che lo pago 5'!
Errore alla lanterna successiva: passo vicino al punto 1 ed arrivato alla strada scendo fino alla zona punto, inizio a confondere i sassi e di minuti ne perdo altri 2....
Passo indenne il punto 15 raggiungendo Remo e cosa faccio? mi metto davanti a tirare fino al recinto poi scendo alla strada asfaltata; tutto bene no? infatti anzichè salire alla curva scendo e vado a quella sotto! come se non bastasse inizio a ragionare sul perchè il recinto sia cambiato.... in poche parole dopo 3 minuti ritorno allo stesso punto dove ho perso Remo!
Il destino ha voluto che fossi all'ultimo punto altrimenti avrei anch'io un bel RIT.....
Sono talmente arrabbiato che non saluto nemmeno la povera Mary tutta infreddolita al finish... per fortuna che sa come sono fatto!
Una volta all'asciutto davanti ad un piatto di polenta ho la possibilità di riflettere e rivedere mentalmente la mia gara; davvero buona per poco più di un'ora con intertempi non velocissimi ma molto costanti (escluso il predetto numero 8). Ultima mezz'ora da dimenticare ma questa volta a causa della mancanza di energia fisica; probabilmente il dislivello che ho fatto è molto superiore a quello ipotizzato dal tracciatore e la pesantezza del sottobosco ha lasciato il segno.
Più di una persona ha borbottato: "è già una vittoria finirla!"; è vero e forse per questo mi rammarico della mia gara perchè disputata in condizioni a me favorevoli.
In conclusione, non posso nemmeno dire che sia stato una bella domenica di sole e nemmeno di aver potuto godere del panorama sul golfo ligure.... insomma una giornata un pò così senza infamia nè lode. CLASSIFICA
The today’s competition was an old kind race, because of the length ot the route, the ground, the rain and the fog; in conclusion: a challange for hard men!!
After the rain in the last days we hoped don’t find a downpour; our start from Milan looked promising, but going towards Monte Beigua top (1.260 m) the weather got worse. The meeting place was in the big dining room of a restaurant, where there were lots of cold orienteers; in a narrow corner, at the entrance, a lot of them were studing the starting grids and the temporary results of the Inter-regional Trophy. The start’s delay was not good for our mood, because out of the windows we only saw the opaque white fog with a poor visibility about ten meters.
In spite of everything it wasn’t very cold, there was only a tiresome wind that let us feel the umidity under our clothes; start and finish were within a stone’s throw from the car park, but nobody was so brave to stop to watch the survivers (only the photograph – Mary -).
My start was set a short time before midday and only looking at the watch you can understand in which hour of the day you were.
Just starting I quarrelled with the plastic bag, because it was too much big for the map.... In the first minutes I ran warily to get my mind used to this kind of race conditions; there wasn’t the sunny light, so open land and roug open lands were difficult to distinguish; even if it rained a lot, not all the trickles were visible and you often could confuse them with gullies.
I did the first choice safety: I ran up to the beginners control (I’ll see it twice again) when I reached the wood and I started my race. When I found the first four controls I was quiet, concentrated, maybe slow, but I wanted to run with safety, because I realized that everything was similar and it was enough a litlle distraction to get lost in the fog. Very soon I met an old acquaintance, the already Londoner Andrea Rebora, who started 3’ before me and I understood he had lost the rigth direction. At control 4 I had to choose which was the best way to go to the next control: it wasn’t easy because there were few logical and sure choices and somebody confused the “white” under the red line as a flat wood instead of a deep valley.
I decided to come back to control 2, than 1, to pass by the finish, to run along the pave road, to pass by control 9 and down to the control; the alternative choice was to follow the border of the map in the lowest part! At the end of the race I compared my split time with Alberto G., who did this second choice and there was a difference of 10’’ in his favour! During the whole race I had the doubt if I did the right choice, but everything was going well and I didn’t make mistakes. That part of the map was different from that one of the first controls: a more uniform wood, steep, dark and stony.
I didn’t make mistakes up to control 11even if after the double climb-slope (5-8 and 10-11) I began to be tired; reading my splits I noticed I lost 2’ at control 8, but sincerely I didn’t took it into account during my race. Route 11-12: I came back near the start; I decided to go down only in the last part of my way! Here my power finished......I gradually noticed it, because I began to lose my concentration! The first mistake was at control 13: I went down from the corner of the path, I saw a control near the stone and I proceeded calmly; I arrived too much on the right and I ran up to the path, to the curve and I lost about 5’ before finding the control! Then another mistake at the next control: I passed by control 1 and when I reached the road I went down to control area, I began to confuse the stones and I lost other 2 minutes... At control 15 I reached Remo and what did I do? I began to run up to the fence then I went down up to the the road; all right, isn’t it? In fact, instead of coming up the curve I went down to that one below! I began to ask myself because of the changing of the fence.... in short, after 3’ I came back at the same point where I lost Remo! If I wasn’t been at the last control I should have dropped out.....
In front of a “polenta” dish (a typical food of North Italy) I could think and to see again mentally my race; it was a good race for about 1 hour, my split time weren’t very fast, but ever-during (except for control 8). The last half an hour is to forget because of the lack of my forces; probably I did a climb higher than that one the route maker thought. More than one person said: “It was already a win to finish!”; it’s truth and maybe this is the reason because I were angry, because the weather conditions were in favour of me. In short, I cannot tell it was a nice sunny day and I couldn’t admire the view of Ligurian Gulf, but it was only a simple orienteering Sunday.