If you want to translate:

Translate Italian to English Translate Italian to German Translate Italian to French

domenica 13 gennaio 2008

Si riparte da Tradate

A causa delle abbondanti piogge avevo già rinunciato alla campestre di ieri; volevo bissare con l'allenamento di oggi, ma poi, per rispetto di coloro che si sono impegnati in questo ingrato ruolo ho voluto partecipare comunque.
Ecco, dunque, in primis, un ringraziamento a Mario e Jaime ed a coloro che si sono prodigati per la disputa di questi allenamenti invernali; altro ringraziamento va al Varese Or. che ha regalato le cartine utilizzate.
A tal proposito, è mia convinzione personale, che 1-2 euro di rimborso cartine/spese, non sia per nulla scandaloso anche perchè, in termini economici, la trasferta costa senz'altro di più.
La partecipazione è stata buona, vicino ai volti noti da molti anni in Lombardia ho intravvisto nuove leve anche se non mi è sembrato di riconoscere il previsto pulmino "Interflumina".
Alle ore 10, la breve spiegazione di Mario, introduce l'inizio dei lavori; ci sono tre tipi di percorso che in ordine crescente di difficoltà sono definiti come blu, rosso, nero.
Personalmente ho scelto il nero, in quanto il mio obbiettivo giornaliero è quello di correre più di un'ora nel bosco e provare l'azimut in cui mi sento scarso.
Conoscendomi, so già che non seguirò alla lettera le istruzioni, ma che varierò, a seconda delle mie esigenze e sensazioni le varie tratte. Dopo la copiatura del tragitto, in modo grossolano e poco comprensibile mi avvio alla partenza; il giro prevederebbe una prima parte riservata al percorso "segui John", cioè correre seguendo perfettamente la linea tracciata sulla carta. Vi sono, in successione, alcune lanterne (in realtà nastri di colore verde) da trovare ad azimut e la parte finale con tratti lunghi dove è necessario fare delle scelte iniziali ben definite.
Appena partito ho già voglia di correre e leggere poco la carta; fortunatamente il primo esercizio è abbastanza lontano dal ritrovo e questo mi permette di scaricare un di adrenalina. Appena esco dal sentiero capisco che i colori sono cambiati, ma i rovi ed i rami insidiosi sono sempre lì.
Per questo motivo, non seguo perfettamente il filo invisibile del primo esercizio; anzi, appena trovo il ruscello ingrossato dalle piogge decido candidamente di fare un largo giro ed attraversarlo sul ponte.
A questo punto decido di passare direttamente al secondo step, quello che m'interessa decisamente di più; finalmente riesco a mettere in serie una quantità accettabile di lanterne fatte ad azimut, nonostante rami, alberi e quant'altro mi obblighino ad avanzare in modo non lineare.
Le tratte lunghe diventano un buon allenamento fisico: oltre alla corsa, vi sono ostacoli naturali che aumentano il carico di lavoro; ecco, quindi, che valloni, rovi, cespugli m'impegnano in modo costante sia fisicamente che tecnicamente.
Gli ultimi 10 minuti sono, invece, di corsa pura, lungo i sentieri che riconducono al ritrovo dove mi attente un insperato bicchiere caldo di thè.
In conclusione, ho centrato i miei obbiettivi, cioè correre circa 90 minuti e soprattutto essere un più convinto di saper utilizzare meglio la tecnica ad azimut.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao pippaccia,

mandami una email che non ho più il tuo indirizzo email.

Marco

rusky ha detto...

nome.cognome@unionelombarda.it , sperando che tu non scriva nome.cognome -))

zonori ha detto...

Ciao Rusky. Sono contento che tu abbia centrato i tuoi OBBIETTIVI.
Cosa ne dici adesso di provare a centrare anche gli OBIETTIVI?

stegal ha detto...

Spezzo una lancia (...CRACC!...) a favore del mio compagno di staffetta: il De Mauro - Paravia consente anche l'utilizzo di "obbiettivo"; ma soprattutto io capisco di più Marco quando dice "obbiettivo" che non quando parla la lingua universale del buon orienteering: perchè io questa seconda lingua non la conosco e lui invece si!

rusky ha detto...

Grazie per la segnalazione.... sono così ignorante che non avevo notato subito la differenza fra le due parole -)).
Stegal, grazie per avermi dato un appiglio.

zonori ha detto...

A Bologna direbbero:
"Soccc Stefano, mo' che dizionario c'haai!"
Con tutto il rispetto per i Sigg. DeMauro e Paravia ma obiettivo deriva dal latino objectum e sulla forma con le due B non se ne trova traccia in nessun altro dizionario.
A 'sto punto mi piacerebbe sapere cosa dicono i due citati prima a proposito della possibilità di usare ambedue le forme (curiosità personale). Grazie e scusate la nuova obiezione (o obbiezione?)