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sabato 15 marzo 2008

2 Giorni del Ticino - 1^ tappa

Prima trasferta stagionale in terra elvetica quella odierna; non una semplice promozionale bensì la più famosa 2 giorni del Ticino.
Mano a mano che ci avviciniamo al ritrovo, capisco la zona dove dovrò correre; infatti, noto che è dalle parti di Cademario dove l'anno scorso corsi un TMO.
Dal dislivello e dalla lunghezza immagino che bisserò la fatica del parco dei colli; non fa nulla poichè quest'anno mi mancano allenamenti sotto sforzo e non c'è di meglio che farsi 50 metri di dislivello tutti insieme....
Arriviamo alle scuole di Bedigliora proveniendo da Miglieglia e notiamo una serie interminabile di fettucce lungo la strada; sinceramente non capiamo subito cosa segnalino poichè sono abbastanza lontane dalla zona del parcheggio.
Parcheggiamo proprio nel momento in cui arrivano 2 auto, targate italiane, ma dalle quali scendono un gruppo di ragazzi/e biondi con tute bianco-azzurre: è il gruppo della nazionale finlandese! la mia ignoranza non mi permette di associare nomi importanti, letti sui vari siti, ai visi di coloro che mi sono accanto: per fortuna che ci saranno Ale Dipa e Stegal a farmi da guida.
In zona ritrovo, incontro vecchi volti: Roby T., Oleg, Moritz oltre ai più giovani italiani presenti in buona quantità e qualità.
La partenza dista 45' al passo ed inizio a capire la lontananza di alcune fettuccie e bandierine; con alcuni commentiamo che in Italia una partenza simile sarebbe molto criticata.
Come accompagnatori scelgo Ale ed un ragazzo del JPT; durante il lungo tragitto parliamo della sua carriera cestistica e di altri argomenti che vengono spezzati dal passaggio dei vari concorrenti finnici e non solo; è in questo frangente che Ale da il meglio di sè, snocciolando cognomi e risultati a memoria.
Rimaniamo davvero impressionati dalla massa muscolare delle braccia di una delle due campionesse mondiali 2007: al limite dell'anoressia!
Il riscaldamento è uno spasso poichè, oltre ai vari campioni presenti, c'è n'è uno che osserva con insistenza il nostro Dipa.... forse si rivede in lui con qualche anno di meno! il problema è quel tizio si chiama Peter Muller e qualche anno fa vinceva medaglie nella discesa libera.
Dopo questo rilassante prologo è ora di concentrarsi: anche oggi partirò con il solo bricchetto; ormai bussola e descrizione punti sono quasi un impiccio.
La prima lanterna è insidiosa in quanto bisogna rimanere perfettamente in quota; arrivo giusto ad una lanterna vicino ad un sasso e punzono, ma chissà perchè non sono convinto e controllo il codice: 31. Fortunatamente questa volta ricordo subito che in carta c'è la descrizione punti e questo mi salva in quanto quello era il sasso segnato un centinaio di metri prima del mio.
Scampato il pericolo PE, attacco bene le successive 3 lanterne posate in modo strategico a cavallo dell'unica zona "poco ripida" della carta.
Il quinto punto è, secondo me, il più difficile: lo si attacca dall'alto su un pendio ripido senza avvallamenti o nasi, i pochi riferimenti sono dei sassi sparpagliati; a quel punto faccio una scelta più decisa cioè scendere fino al muretto e risalire a colpo sicuro. La scelta non è stata male ma il rammarico è stato quello di essere passato a circa 10 metri senza vedere il telo bicolore.
Il punto sei non è difficile anche se costringe a correre su un terreno ripido ricoperto di fogliame e alberi a terra; appena parto verso la sette sento alle mie spalle un paio di atleti che respirano affanosamente mentre si avvicinano... uno di questi è Jacopo B. che mi supera, ma mi fa da riferimento per la lanterna successiva: infatti solo nel tratto di discesa ripida mi da qualche metro ma in zona punto arriva qualche secondo in anticipo.
Durante l'ulteriore discesa lascio strada al secondo atleta che, con sorpresa, è un'atleta finnica.
Quello delle discese ripide è un mio punto debole: siccome sono restio a farmi il taping scendo con estrema cautela conscio che un infortunio mi farebbe perdere la forma e giorni di lavoro.
In quest'ottica, dopo il trasferimento obbligato anzichè scendere dal ripido pendio continuo sulla strada per raggiungere il punto da una direzione più dolce.
Il punto 10, dopo il tratto asfaltato propone varie scelte d'attacco: io opto per la via più diretta ma che viene rallentata dal sottobosco; a fine gara constaterò che ci sarebbe stata una scelta migliore.
I controlli finali non offrono grossi problemi tecnici bensì uno sforzo fisico per superare i vari saliscendi degli avvalamenti ripidi.
Dopo il punto 11 noto l'arrivo di Oleg, partito 6 minuti dopo; stringo i denti e cerco di non farmi raggiungere; con soddisfazione riesco a salvare 30" che, classifiche alla mano, diventeranno il distacco dal vincitore di tappa.
Le sorprese non erano però terminate: il ritorno al ritrovo diventava un lungo defaticamento di quasi 20'! (e non di cammino...); solo allora capivamo cosa servissero tutti quei nastri bianchi.....
Domani si parte a caccia: sinceramente mi piacerebbe viaggiare da solo ma, visti i distacchi, sarà difficile in quanto, davanti a me, ci sarà un inevitabile assembramento che si giocherà, come minimo il terzo posto.Infine una chicca personale: a parte la foto di Janne Salmi, tecnico della nazionale di Finlandia e grande orientista mondiale, il buon Stegal mi ha presentato al suo amico Pasi I.; oltre a sottolineare che in comune abbiamo il cattivo rapporto con la bussola non è mancata la sua solita famosa frase tradotta in inglese: "ex Italian relay championship master" (non assicuro la mia esatta traduzione.....)

6 commenti:

oli ha detto...

Salmi

Rusky ha detto...

Grazie..

stegal ha detto...

"He is the national champion relay..."

rusky ha detto...

Aspetta: ex national champion relay master!

stegal ha detto...

Ma io non ho detto "master", l'ho aggiunto solo dopo. Quindi secondo me ti ha scambiato per Tavernaro!

Così adesso in Finlandia girano due leggende: una è che anche Tavernaro non usa la bussola, l'altra che in Ticino fanno fare l'HAL anche ai panzottelli...

Anonimo ha detto...

Stegal=Nostradamus??