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sabato 26 aprile 2008

Capanne di Marcarolo

Semifinale del Campionato Italiano middle, gara che a me piace ma oramai troppo indigesta…
Partiti presto da casa rischiavamo di arrivare in ritardo in quanto dall’uscita di Masone ci sono 10 km. di stradina tipo rally; fortunatamente, tolta di mezzo una vettura che fungeva da safety car, siamo arrivati in tempo.
Il paesaggio è tipico appenninico, mi sembra di essere al passo del Faiallo, con ripidi pendii ricoperti da erba ancora gialla e spelacchiati alberi che poco riparano da un sole primaverile; non mancano i classici “valloni”, il terreno sassoso e …. qualche zecca! (pensavo di avere un moscerino nell’occhio invece…) La partenza è molto comoda, non vicina al ritrovo, ma facilmente raggiungibile dalla strada asfaltata; questa volta non mi porto nulla di superfluo e mi sorprende il fatto che la descrizione punti non sia in carta; questo mi obbliga ad appendere il foglietto volante al pettorale (infatti poi l’ho perso…). La partenza è classica e subito noto la difficoltà a vedere i sentieri (questa volta non sulla carta); la prima lanterna la trovo seguendo il naso, per la seconda giro largo tornando indietro, e così via senza grossi problemi seguendo tratte semplici.
Non perdo molti secondi in zona punto, nonostante mi accorga che la gara sia molto selettiva.
A metà gara, punto 8, sono messo bene (poco più di 21’), ma dopo una rampa qualcosa nella mia testa si altera; probabilmente la temperatura del cervello è salita troppo e non ho la mia classica borraccia per raffreddarla. Infatti, scendendo al punto 9 inizio a perdere completamente il contatto con la carta fino al punto di perdermi completamente e confondere gli oggetti in modo preoccupante; mi sembrava di essere tornato ai tempi dell’ HB quando incameravo certe “pascolate” memorabili. Solo un filo della luce (per fortuna l’unico in zona) mi riconduceva al punto esatto e, nonostante il tempo perso, avrei avuto ancora speranze di qualificazione. Il colpo di grazia arrivava nel tratto successivo: 150 metri su prato da fare ad azimut ebbene, prima di arrivarci ho percorso una ipotetica circonferenza visitando luoghi e lanterne posti nelle vicinanze ma che mi facevano capire la casualità con cui stavo continuando. A quel punto decidevo di mettere fine a quel black out mentale, infischiandomene della possibilità di qualificazione che sarebbe arrivata solo per demeriti degli avversari e non per la mia prestazione. Peccato perché il tracciato era molto buono e selettivo ideale per evidenziare i migliori atleti.
Fortunatamente non tutti i mali vengono per nuocere: domani è previsto il WRE che, inizialmente, mi aveva tentato; probabilmente confrontarmi con i veri elite mi darà altre motivazioni sperando che mi basti il ristoro per non andare in ebollizione, visto che non ho al seguito la mia preziosa borraccia.

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