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domenica 13 aprile 2008

La tapasciada della Barona

Non potendo andare in Emilia Romagna, per il week end orientistico, avevamo deciso, con Mary, di fare una corsetta domenicale fra le molte in calendario lombardo.
L'idea iniziale era quella di andare con Stegal, Attilio e Roberta in Brianza ma successivamente è balzato all'occhio la vicinanza della manifestazione "Tiremminanz" a pochi chilometri da casa.
Il programma prevedeva tre varianti: 6,12,21 km. Personalmente non ho mai provato la mezza maratona, sono arrivato, qualche volta ai 16/18 km. ma mai ho provato a misurarmi sui 21.097 metri.
Sulla carta ci sono due partenze: una per agonisti l'altra per i tapascioni; durante il pregara incrociamo parecchi volti noti di stampo orientistico: un gruppo numeroso del Punto nord ed il mio compagno di club Alessio.
Alle ore 09.15 uno sparo dà lo start ad una massa di circa 800 persone; davanti ci sono gli agonisti e dietro quelli, come me, che hanno il cartellino anzichè il pettorale.
Mentre Mary parte in coda al gruppo, io ed altre 5 persone sostiamo sotto l'arco della partenza in attesa dello smaltimento del gruppo; dopo alcuni minuti veniamo richiamati con un megafono ed abbiamo l'onore di partire con un nuovo colpo di pistola.
La giornata è soleggiata ma delle grosse nubi sono in avvicinamento, un venticello si fa sentire abbastanza insistente; il tragitto, prevalentemente asfaltato, si snoda fra la periferia di Milano e le risaie che dividono la città da Assago.
Parto concentrato in quanto non ho ancora deciso se cimentarmi sui 12 km. oppure tentare l'avventura del doppio giro (21 km.); lascerò al mio fisico la risposta quando arriverò al bivio decisivo.
L'ipod mi tiene compagnia e mi isola molto bene dal vociare dei partenti nonchè dal rumore delle scarpe che "mangiano" l'asfalto.
Dopo il quarto km., noto i primi cartelli segnadistanza con numeri superiori al 10; da questo capisco che dovrò rifare la medesima strada una seconda volta. Sfrutto la situazione per memorizzare i passaggi critici qualora decidessi di superare i 12.
La corsa fila via bene, un paio di cavalcavia rendono più dura la selezione ma la mia corsa in rimonta non conosce soste; il tratto più rilassante è quello fra le risaie dove ho notato una cappella in mezzo ai campi colmi d'acqua.
Tra l'ottavo ed il nono chilometro devo decidere cosa fare: la mia mente ha già impostato il ritmo per la lunga distanza ora dipende dalle gambe e dallo stomaco; nonostante la leggera difficoltà causata dal vento contrario decido di seguire il percorso rosso.
In questo tratto inizio a vedere lo sfoltimento del gruppo e notare quelli che bluffavano sul ritmo; infatti, nonostante sia una non competitiva, ci sono personaggi che hanno un orgoglio smisurato: appena si vedono affiancati cercano in ogni modo di rendere il sorpasso difficoltoso, salvo poi scoppiare inesorabilmente.
Dopo essermi bagnato al ristoro del decimo chilometro ho iniziato a correre in modo diverso, più di forza che di agilità; la mia fortuna è di avere un orologio in testa che sa cadenzarmi in maniera perfetta. Infatti, al termine della gara, noterò che i 3 parziali di 7 km. ciascuno saranno praticamente identici.
Dal 15 al 17 chilometro una sfida psicologica ha ravvivato la mia gara: un signore brizzolato tenta il sorpasso, non è il primo che lo fa, ma tutti sono rimbalzati indietro.... siccome sono abituato a correre con il ritmo non voglio fare l'orgoglioso e lascio che vada avanti.
Come molte altre occasioni, si tratta di quegli atleti corrono a strappi; dopo essersi accomodato davanti a me tende a rallentare.... allora mi sposto e cerco di superarlo ma ecco che scatta la sua reazione: ebbene, per circa 2000 metri ha tentato di non mollare il passo poi, complice il cavalcavia, non l'ho più visto.
Verso il diciannovesimo raggiungo una signora "agonista" con il compagno che fa da lepre; appena la supero le faccio i complimenti perchè il suo ritmo non è affatto male (sotto i 4'30").
Piano piano rientro in periferia e durante l'ultimo km. penso di essere a metà gara: no, la maratona non fa proprio per me.
Il fisico ha retto bene, quest'anno a forza di middle e sprint, oltre l'ora di gara non ero mai andato; sono contento di essermi cimentato, almeno una volta, con la misura olimpica dimezzata, anche se non è il mio genere di gara.
Al ristoro ritrovo tutto il gruppo orienteering, esclusa la Titoli M. che ho visto camminare nell'ultimo pezzo di strada....
In serata Stegal mi dice che lui ha voluto fare peggio: 20 km. con 700 metri di dislivello.... ma lui è un maratoneta!

10 commenti:

stegal ha detto...

Domani mi saprai dire in che condizioni sei sceso dal letto... Per la mia parte temo che i 700 metri di dislivello renderanno la mia calata dal materasso assai penosa! :-)

rusky ha detto...

Ti rispondo adesso.... sano e salvo!

stegal ha detto...

Bravo! Le mie ginocchia un po' meno, d'altronde ultimamente ho lavorato anche al sabato e non è che uno si può svegliare alla domenica e fare 20km+700 gratis senza risentirne... ma pensavo peggio

Anonimo ha detto...

Siete dei veri atleti! Mi chiedo come potrò competere con voi le prossime gare (sempre che abbia tempo di farne)

M.

rusky ha detto...

Ma proprio tu scrivi che vai ad allenarti di nascosto con fior di atleti.... tra cui qualcuno che punta alla nazionale!

Anonimo ha detto...

non ci sono prove che mi alleno di nascosto e con gente simile.

Fino a prova contraria non è vero!

M.

rusky ha detto...

Si vede che ti nascondi bene....

Andrea S. Trent-O ha detto...

E bravo Marco. Leggo che ti stai allenando bene. 21 Km sono sempre una distanza di tutto rispetto e se non sei preparato ad un livello medio, in fondo non ci arrivi nemmeno andando piano. L'unica cosa che non condivido è la musica nelle cuffiette: per me la cosa più fantastica della corsa è proprio la percezione di tutti quei micro messaggi che il tuo corpo, l'ambiente che ti circonda, gli altri concorrenti ti trasmettono. Ascoltare musica mentre corro mi sembrerebbe come essere in cima all'Everest ma dentro un cubo di plexiglas opaco, che mi impedirebbe di vedere con nitidezza cosa c'è fuori.
Fra meno di due settimane finalmente arrivano i "Middle" che son la mia gara preferita di tutta la stagione.
Troppo bella l'emozione della qualificazione e poi (si spera) la finale.
Mi auguro appunto che quest'anno sia la mia 5a finale consecutiva (fino ad ora 1 in Elite e 3 in M35)
In finale poi... via a tutta, sperando di azzeccarla. Sei pronto per un risultato di prestigio? Se reggi bene fisicamente potresti fare una gran gara.
Anch'io ci conto.. le prime uscite mi confortano su un buon progresso tecnico.
Sarà una bella sfida!

rusky ha detto...

Ciao, per quanto riguarda la musica devo confessarti che dopo un'ora si è scaricata la batteria.... comunque mi è servita per rimanere concentrato sul mio ritmo. Correndo con gli altri c'è il rischio di aumentare il passo in modo inpercettibile col rischio di fare o il grande tempo o un grande botto.... le sensazioni del mio corpo le sento lo stesso, anzi l'ultimo km. è meglio non ascoltarlo altrimenti non si sprinta nemmeno.
Per quanto riguarda le prossime gare il mio unico scopo è quello di divertirmi sperando di trovare cartine e tracciati che mi facciano venire la voglia di continuare questo sport. Purtroppo quest'anno ho dovuto usare davvero poco la testa ma molto le gambe; vorrei cambiare la proporzione e spero di poterlo fare soprattutto nelle gare trentine.
Per i risultati non mi faccio pressione: so qual'è il mio valore su scala nazionale e quello degli atleti che mi circondano.... trovo stimolante essere lì a potermela giocare se poi non vinco non fa nulla, la vera emozione è quella di poterci provare.... purtroppo quando c'è Oleg parto con un grosso handicap ma poi penso che lui è tra i migliori al mondo nella sua categoria e questo mi da la vera dimensione dei grandi master. L'importante è non esasperare il lato agonistico come qualche volta ho visto fare, non dimenticando che la gara è solo la causa per cui mi trovo in una determinata località e non la sola ragione per cui mi muovo....

stegal ha detto...

Vabbé Andrea e Marco... per questa volta vi lascerò vincere in Liguria. Farò la M21...

Comunque io la musica nelle orecchie la porto solo per non sentire il passo pesante in discesa - misurato al 4.5 della scala Mercalli - o l'ansimare in salita - misurato al 98% della scala "maniaci telefonici" -. Nel bosco no, passerei il tempo a disincastrare il filo dai rovi! E non arriverei più al traguardo...