If you want to translate:

Translate Italian to English Translate Italian to German Translate Italian to French

domenica 27 aprile 2008

Piani di Praglia

Sono un deluso, questa volta non dalla mia prestazione, dalla cartina, dal luogo....ma dalla scarsità tecnica della gara.
Dopo la "cotta" di ieri, un giretto turistico a Masone (non invidio chi ci vive tutto l'anno) e una serata all'agritur con la compagnia del superteam "US Primiero", gemellato col GOK, l'alba di quest'oggi si presentava piena di aspettative in quanto avrei fatto da lepre, nella gara che conta, dell'elitè.
L'arrivo ai Piani di Praglia era di buon auspicio, in quanto il sole era semicoperto da deboli nuvole ed un'aria fresca teneva la temperatura a me più consona; il fatto di partire presto mi metteva di buon umore avendo sempre in testa il pessimo quarto d'ora passato il giorno prima.
Durante la vestizione assisto all'arrivo solitario di Stegal e già capisco che non dev'essere molto difficile, almeno la MB.
La partenza è distante e quindi scappo via quasi subito dal ritrovo;
quest'ultimo si trova in una posizione davvero felice, per poter seguire la gara, un meno per ristoro e scarico SI Card.
Qualche segnale negativo arriva allo start: il ritardo di circa 25' nelle chiamate, permette al sole di uscire allo scoperto e nonostante il venticello s'incominciano a sentire i primi raggi caldi.
Per far passare i 45' di attesa chiacchiero con Attilio scrutando in lontananza il mare e le varie cime liguri, tutte abbastanza simili.

Parto, non prima di essermi bagnato la testa, verso la prima lanterna e noto che la carta è quasi completamente giallina con punti neri e molte curve di livello a movimentarla.
In zona punto, procedo con cautela in quanto devo capire le dimensioni reali delle rocce disegnate in carta; fortunatamente interpreto bene il disegno e continuo sempre con cautela a cercare il secondo telo.
L'inizio mi piace, due punti sassosi non impossibili ma insidiosi; improvvisamente appare la terza tratta:
una lunga tirata con tre varianti. La mia scelta, semplice, a cercare la strada asfaltata, seconda variante a cavallo del dosso oppure terza scelta, fattami notare a fine gara da Bepi, prendere il sentierino che passa a nord del dosso e che arriva dalle parti della quattro.
Il mio incedere non trova grossi problemi tecnici ma un iniziale accaldamento che riesco a smorzare utilizzando il ristoro (magari sono stato l'unico ad utilizzarlo ma mi è servito).
Le lanterne successive sono semplici tecnicamente ma non voglio rischiare di andare in ebollizione perchè temo la parte tecnica, che sicuramente ci sarà....
Verso la otto vengo superato da un giovane Erebus (Michele F.) e noto la differenza di corsa nonostante lui non sia nemmeno un top elitè; la lanterna da trovare non è male ma la z
ona di rocce è abbastanza circoscritta.
Lungo tuffo verso il punto spettacolo e corsa in costa leggera per un filotto
10-11 sulla stessa direzione; più insidiosa la discesa verso la 12 in quanto questo è l'unico angolo coperto da un pò di vegetazione.
Persi pochi secondi e tirata verso le paludi finali dove trovo subito, quasi incredulo, anche la penultima lanterna; ormai sono alla 100 ed ho ancora molta forz
a nelle gambe.
All'arrivo mi chiedo dove siano i punti tecnici! possibile che io abbia corso un Campionato italiano middle elitè sbagliando praticamente un minuto?
Rifletto se io sia diventato così bravo da non avere più difficoltà tecniche oppure il livello di tracciatura stia clamorosamente scadendo verso il basso, inteso come semplicità.
Lascio da parte
questi pensieri e passo alle vere emozioni: complice la voce, a tratti rauca, dello speaker ed il punto spettacolo ben piazzato, mi lascio trascinare nello spettacolo degli arrivi a raffica delle varie categorie, col duo Simion - Stegal a dare suspance al pubblico.
Mi sono emozionato a vedere la corsa e l'impegno dei sing
oli, il susseguirsi di arrivi, i veri complimenti e le occhiate invidiose che giravano aldilà dell'arrivo; un flash mi è rimasto negli occhi: il passaggio di Di Stefano e Tavernaro al punto spettacolo! Durante la corsa verso la lanterna successiva ho capito cosa significhino gli anni che passano.... Gianluca, che probabilmente viaggiava alla mia velocità, si doveva confrontare con un altro passo, velocità, freschezza in una lotta impari che magari 10-15 anni fa sarebbe stata diversa.
Ecco perchè oggi sono contento della mia prestazione; ho sfigurato solo davanti a grandi atleti agevolati da un tracciato troppo veloce; viaggiare a 4' al kmsf. in una middle mi sembra forse eccessivo... e se il mio percorso era il più tecnico sulla carta non oso pensare come potessero essere gli altri.

A fine gara sono tornato a vestire i panni del master; mi dispiace non aver corso la M35A, non tanto per il titolo in palio (complimenti a Corrado e Andrea perchè quando conta loro ci sono sempre), bensì perchè il tracciato era molto più stimolante.
L'ultimo pensiero, tornando dalla Liguria, va all'amico Carbone: mai l'ho visto così teso, con telefonino sempre in mano a correre in ogni angolo a cercare di risolvere i problemi. Purtroppo molte volte non basta tutta la buona volontà per far funzionare le cose, ci vogliono tante persone che sappiano essere autosufficienti ed abbiano esperienza e tutto questo solo poche società se lo possono permettere.

15 commenti:

stegal ha detto...

Grazie, eh :-)
Io non faccio bene solo le MB... !!! :-)))

Rusky ha detto...

Non devono essere solo MB ma anche facili! -))

stegal ha detto...

La mia MB era più difficile del tuo WRE!!! :-)

rusky ha detto...

Ma è la nuova scuola tracciatori italiana.... più sei forte meno devi orientarti! un MC deve capire subito che l'orienteering non è una passeggiata -))

Anonimo ha detto...

Sempre belli i commenti sul tuo sito. Peccato per la gara. A vedere la carta non è difficilissima, ma non penso così facile come dici tu. Sarai migliorato davvero, sai l'età fa anche di questi scherzi...
A presto
Beppe M.

Anonimo ha detto...

Purtroppo penso che il futuro (almeno nelle gare internazionali) sembra che si indirizzi verso gare del genere. Se tu avessi partecipato alla conferenza di sabato (molto interessante, soprattutto,anhe se non riguarda l'argomento, la parte relativa al laserscan), avresti sentito che i vertici mondiali dell'orienteering hanno deciso, per tanti e vari motivi più o meno condivisibili, di dirigersi verso questo tipo di gare, con più spettacolarità e molta velocità. Conferenza che si è conclusa con l'affermazione: "se si è favorevoli o meno a queste direttive purtroppo poco importa. Sappiamo che gli atleti di punta dovranno adattarsi sempre più a gare del genere, perchè all'estero nelle gare importanti in futuro ci saranno solo questo tipo di gare".
Sinceramente io preferisco (penso come te) una gara tipo Coppa Italia a Fusine e immagino che anche i nostri atleti di punta siano di questo parere, ma se le cose stanno così, ci dovremo adattare a vedere più spesso(e a partecipare...cavoli...io non penso che farò mai un WRE!! Quindi riguarderà di più gli altri) gare come quella di ieri. Nelle gare regionali spero che comunque si continui a "perdersi nei boschi"!
ciao
Galimba

Cosimo ha detto...

ditemi che sbaglio ma ho sentito che il tracciatore dei Campionati Italiani Long sarà lo stesso di ieri... vi prego, ditemi che sbaglio...

stegal ha detto...

C'è gente che venderebbe alla Besanese un compagno di squadra per correre una finale in vita sua... e tu "ah no, non mi voglio qualificare per demerito altrui!".

Strasone! :-)))
(se non capisci il significato chiedi a un milanese...)

rusky ha detto...

Come ti ho spiegato a voce, la mia filosofia sportiva è molto semplice: se io avessi fatto il tempo di un'ora e mi fossi qualificato non sarei stato felice per nulla. So che il mio tempo doveva essere inferiore ai 45' e per questo non mi sentivo di meritare moralmente la finale. Preferisco lasciare il posto a chi ha impiegato un'ora e 10 ma ha fatto il massimo per le sue capacità. Faccio sport per divertirmi e non per vincere ad ogni costo! Per questo sono preoccupato dal resoconto di Galimba.... ho scelto l'orienteering per usare anche la testa invece penso che dovrò specializzarmi nel trail-o sperando che diventi una cosa seria!

Andrea S. Trent-O ha detto...

Caro Marco
la nostra disciplina si chiama corsa-orientamento e già il nome spiega bene che è una miscela indissolubile di due azioni : correre ed orientarsi.
Come nello sci c'è la discesa libera,il super G, il gigante e lo speciale, anche nell'orientamento ci sono gare veloci e meno tecniche e gare più lente e tecniche.
A mio modo di vedere anche le capacità richieste sono diverse : nelle gare veloci, oltre alla preparazione atletica la capacità richiesta è di fare cose più facili a velocità sostenute. Altra bravura è fare cose tecnicamente più complicate a ritmi più bassi.
Ognuna delle due "filosofie" ha a mio modo di vedere un suo senso, una sua collocazione, un "pubblico" di utenza che le apprezza.
Tanto per non parlare di estranei a te piace l'una, a me l'altra.
La gara di Piani di Praglia mi è piaciuta moltissimo, anche se riconosco che la metà delle tratte era abbastanza semplice. Fare tutto perfetto a ritmi di corsa infernali invece era meno facile : io infatti mi mangio le mani per un erroraccio a cui non sono riuscito a porre rimedio in meno di 4 minuti, e senza il quale avrei ottenuto un risultato per me fantastico.
Concludendo io ritengo che il fattore atletico debba avere un certo suo peso altrimenti dovremmo parlare solo di orientamento e non di corsa orientamento.
Ci sono state gare, anche recenti, in cui sono riuscito a correre per il 20% della durata della competizione: a volte per cercare di non ammazzarmi a volte per altri motivi che puoi immaginare. A me personalmente quelle gare piaccio MOLTO di meno di quella di Piani di Praglia.

Anonimo ha detto...

Anche quello che dice Andrea in effetti è vero. Pur essendo una gara facile sulla carta io ho commesso tre errori e ho perso qualche minuto. Aspetto gli split per vedere realmente quanto mi sono costati. Non penso che sia stata preponderante la componente fisica, perchè altrimenti non avrei beccato così tanto distacco da Remo. Ho pure fatto da punto di riferimento a qualcuno che solitamente è molto più tecnico di me. A fine gara mi ha confidato che si era "spento" per qualche minuto a causa di una tratta corsa al limite. Sono state due gare completamente diverse e comunque lo si sapeva già prima di correre. Meglio che si sappia prima di iscriversi a cosa si va incontro o no? Un conto sono invece le sorprese negative, quando le aspettative sono diverse. E' come andare in Slovenia nella cartina di Lome (qualcuno ha ancora gli incubi...) e aspettarsi una gara tipo Praglia,... o viceversa.
Personalmente mi diverte di più una cartina tecnica, ma non disdegno i centri storici. Sono corse completamente diverse e così deve essere. L'importante è sapere a cosa vai incontro. Mi irrita di più trovare sorprese durante una mia scelta, che sulla carta dovrebbe essere azzeccata, che una gara molto veloce e poco tecnica. Per esempio sentieri che spariscono o il verde 3 che nel frattempo ha fatto molta strada dagli ultimi rilevamenti!
Comunque è stato un weekend positivo, organizzato bene se consideriamo il fatto che erano veramente in pochi e si sono sbattuti veramente tanto.
Galimba
Ciao

stegal ha detto...

Aaaarghhhh!!!!
Chi si permette di citare LOME ?!?!?!?!?

Aiutooooo....

Andrea S. Trent-O ha detto...

PS : a conferma di quanto scrivevo prima faccio notare a Marco che l'M35 è stata vinta da Corrado Arduini che è noto essere un orientista molto tecnico e non certo un "corridore di prima fascia" (Quindi grandi complimenti a Lui!)
Anche in percorsi che sembrano solo fisici, la tecnica, nelle sua varie applicazioni (in questo caso grande velocità di esecuzione in uno stato fisico di grande affaticamento) , ha sempre un importanza ENORME!!!

zonori ha detto...

Un plauso agli organizzatori, però sarebbe ora di finirla con le gare nazionali che si organizzano in pochi volenterosi. Passi per le regionali, ma almeno i Campionati Italiani meritano che l'organizzazione sia impeccabile. E lo meritano anche i partecipanti.

rusky ha detto...

X Andrea: la M35 era disegnata molto bene e ho scritto che l'avrei fatta volentieri... sul fatto che Corrado corra poco ho i miei dubbi poichè l'ho visto passare e non era fermo. Mi sarebbe piaciuto vedere Enrico su un terreno del genere poichè sarebbe stato il vero metro del mio giudizio.
Comunque la mia delusione riguarda la gara Elitè: capisco che la sprint debba essere veloce e spettacolare ma che anche la middle (quella che ritengo il connubbio migliore tra tecnica e velocità)diventi banale allora veramente sono in uno sport sbagliato. Per quanto riguarda gli esempi singoli andrei sempre cauto: io ho impiegato anni a dosare la velocità alla lucidità mentale (e sabato si è visto che qualche grado di troppo mi ha messo ko); io il confronto cerco di farlo con atleti "maturi" (ex elitè) in quanto non dovrebbero avere problemi d'interpretazione dellla carta e diventano irrimediabilmente i termini di paragone. Comparando le due classifiche (semifinale e finale) si notano differenze enormi nei distacchi della classifica M35 e non fatemi sorridere dicendomi che molti si sono risparmiati!