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domenica 20 aprile 2008

Vigolana - Centa S.Nicolò

La seconda gara di Coppa Italia si disputa nella zona dell’altopiano della Vigolana; già altre volte ho corso nelle vicinanze e so che il bosco sarà pulito e veloce, ideale per i forti corridori. Il ritrovo è in una località nascosta appena sopra la strada statale: vedendo la ripidità della costa mi sono sorpreso nel trovare un posto davvero carino e pianeggiante. Lo scenario è abbellito dalla neve che biancheggia dalle cime della Vigolana ed un cielo sereno che promette una calda giornata. Parto molto tardi e quindi posso prendermela con comodo; la partenza non è molto distante così ho modo di ambientarmi meglio. Davanti a me parte Remo, anche lui con cuffie al seguito: chissà cosa avranno pensato in partenza circa la moda made in UL…. Dopo lo start subito una corsa su sentiero per iniziare ad entrare in carta e poi l’inizio tutto in discesa, mentre io litigo con uno dei due auricolari che non starà più al proprio posto. Già alla prima lanterna pago un dazio di circa 40” poiché, arrivato all’incrocio sopra la lanterna scendo per un avvallamento che parte da lì; ancora adesso non mi so spiegare se fosse o meno segnato in carta poiché, quando ho trovato il telo bianco-arancio, ho avuto molti dubbi sulla reale esistenza dell’avvallamento da ricercare. Nessun problema alla seconda e nemmeno alla terza, se non fosse che, la direzione della canaletta d’acqua sembrasse diversa; in questo frangente noto, poco distante, la tuta rossa di Alberto G. partito 3 minuti prima e che diventerà il tormentone della mia gara. Superato velocemente l’ostacolo n.4, arrivo al punto successivo leggermente basso confondendo, forse le due curve del sentiero; maggiore, invece, il tempo perso alla sesta lanterna: qui devo ringraziare la presenza dell’atleta del Cus Parma in quanto la mia ricerca si era concentrata sul verde sbagliato nonostante fossi passato a pochi metri dal sasso ricercato; penso che l’errore sia stato di circa un minuto ma poteva andarmi peggio! Il problema successivo è capire come superare indenne la supertratta: la risposta è troppo scontata in quanto quella curva di sentiero, esistente qualche metro sotto la lanterna, è troppo attraente per non fare quella scelta. In questo lungo tratto vengo superato in modo inesorabile da Alberto che mi fa capire come io possa perdere almeno un minuto su un trasferimento molto semplice….. Nessun problema a trovare le lanterne mentre si sale continuamente: dalla strada (sotto la 7) alla lanterna 10, ci sono ben 160 metri di dislivello….. Ecco: forse il tratto 9-10 è stato l’unico che si poteva definire tecnico in quanto ho sentito, nel dopogara, parecchie varianti; personalmente credo di aver fatto la migliore scelta e solo correndo maggiormente si sarebbe potuto fare di meglio; in quel frangente ho perso le tracce della tuta rossa. Fino al punto spettacolo non c’erano grossi problemi e nemmeno il punto 13 (che mi è parso abbastanza lungo rispetto alla sella) nascondeva trabocchetti; la numero 14 ha invece messo in crisi più di un atleta: io, mi sono limitato a seguire il sentiero tagliandone uno spigolo, ma stupidamente perdevo circa 15” in quanto confondevo il bivio per l’attacco al punto. Dirigendomi verso il sasso successivo raggiungevo Armando M. che mi trainava verso la lanterna mentre a mia volta venivo agganciato da Alberto. Durante l’attraversamento della palude, il super master veneto finiva a terra quasi inghiottito dal fango e a quel punto sceglievo di prendere il sentiero sicuro per l’arrivo dietro l'ormai familiare tuta rossa. Durante la salita finale, ormai privo di forze, venivo trascinato a forza da un vocione inconfondibile che gridava: “forza rusky!”: a quel punto non potevo proprio più mollare. Tutto sommato la gara non è stata male, ma alcuni dubbi mi sono rimasti: la zona è molto bella, merita di essere sfruttata e questo va a vantaggio della manifestazione; il rovescio della medaglia mi è sembrato che la carta non fosse proprio precisa in alcuni punti da me percorsi. Altro fattore, per me negativo, è stato il tracciato: o, durante il corso tracciatori, spiegano che i master sono ormai vecchi rimbambiti oppure mi dovrò rassegnare a correre gare tecnicamente povere…. Possibile che nessuno si ricordi che molti master sono ex-elite e che se corrono tra i “vecchi” lo fanno solo per motivi fisici? Nel tracciato odierno c’erano forse 2-3 lanterne che potessero fare un po’ di selezione…. Anche l’idea del tratto lungo è stata banalizzata dalla posa troppo sbilanciata verso il sentiero che costeggiava il monte. Anche il fatto di concentrare tutta la salita in un’unica soluzione non mi è sembrato molto sensato. Probabilmente, una diversa scelta di percorsi avrebbe reso più avvincente la mia categoria, ma magari non era questo lo scopo del tracciatore. A parte questa piccola nota, l’importante è che il week end sia stato bello e divertente; sicuramente posso dirmi soddisfatto di questi due giorni di vita.

1 commento:

stegal ha detto...

Vorrei comunque riepilogare:
Vigolana: 6 + 300 in 1h18m
Marcarolo: 4,9 + 250 in 1h26m con tre infarti
Praglia: 5,5 + 150 (mi pare) in 0h42m

Non esistono solo sprint middle e long. Esistono anche l'orienteering trentino e quello lombardo e quello veneto e quello altoatesino e quello svedese... ecc.ecc.