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sabato 31 maggio 2008

L'Italia ed il livello internazionale

Approfittando dello svolgimento degli europei, e considerato che andrò a vedere i mondiali a luglio, voglio lasciare un post dedicato all'orienteering italiano nel mondo...
Innanzitutto, tengo a dire che, personalmente, terrei maggiormente vedere un italiano sul podio europeo di orientamento piuttosto che la nazionale di calcio.
Purtroppo questo desiderio rimarrà tale a lungo poichè, al momento, non riesco a vedere chi e quando possa centrare il predetto obiettivo.
La riflessione che sto facendo porta al risultato realistico che la colpa non è di nessuno....
Molti additano la federazione come causa della mancanza dei risultati: personalmente non ho mai letto i bilanci federali, ma credo che il denaro incassato dalla FISO sia come la classica coperta corta; ognuno vorrebbe spendere i contributi in modo differente: nazionale, società, giovani, promozione, contributi, le voci di spesa possono diventare le più disparate.
Finchè qualcuno non mi dimostra la cattiva fede, nella gestione del denaro, di consiglieri ed organi federali non mi permetto di condannare l'attuale o precedente guida. Diverso è il discorso sulla capacità di coloro che sono preposti ai vari incarichi....
In quest'ottica possono essere portati dei correttivi, non dimenticando però che quasi nessuno vive di solo orienteering! e forse è proprio questo il limite del nostro sport.
Siccome questo post è dedicato alla nazionale che corre, mi soffermerei sulle voci che ho sentito e letto in questi giorni.
Non voglio soffermarmi tanto sulle prestazioni dei singoli, cioè dire che tizio è stato migliore di caio, ma sul movimento in generale.
In modo superficiale potrei affermare che questo è il nostro livello: i numeri ci condannano, poichè il movimento è sempre quello, sia nel numero di persone che di società; anche il tipo di terreni, di gare, di regioni è sempre lo stesso, cioè l'orienteering italiano è stagnante.
E' normale che da questa situazione escano poche eccezioni, le quali, molte volte, sono figli di orientisti o di società ben radicate.
Oltre al problema della quantità vi è quello della qualità: per fortuna o purtroppo abbiamo montagne bellissime da visitare ma che rendono il tipo di mappe abbastanza simili: personalmente conosco le curve di livello come le mie tasche ma non parlatemi di azimut! viceversa ho visto la nazionale finlandese, in Svizzera, in grande difficoltà a seguire le "contour lines".
Questo significa che se un italiano vuole imparare a correre sulla maggioranza delle cartine dell' Europa dovrà viaggiare spesso all'estero; tutto ciò significa costi e spese non sempre sostenibili dal singolo. L'abbandono dei corpi militari ha dato un'ulteriore mazzata al movimento d'elitè, nonostante Forestale ed Esercito cerchino di tenere insieme gli ultimi irriducibili orientisti.
La cosa che mi fa sorridere, ma senza offesa, è sentire i nostri ragazzi dire che per poco hanno sfiorato la finale! il nostro sport si chiama "corsa" e questo vuol dire che a parità di livello tecnico conta il tempo al km. Siccome sembra che la volontà IOF sia quella di semplificare i tracciati e le difficoltà di lettura è normale che ormai conti sempre più la velocità.
Chi corre in pista o su strada sa che fare 10 km. in 30' o in 35' c'è una differenza enorme eppure ci sono "solo" 5' di differenza.....
Quei "solo" 5' cominciano a farsi sentire anche nelle gare di livello internazionale!
Eppure so che fra i ragazzi ci sono alcuni che sono grandi corridori! probabilmente con la cartina in mano non riescono a spingere al massimo; forse è su questo che devono lavorare... ma come?
Qui entrano in ballo i tecnici e le gare elitè: credo che si debba organizzare un circuito o qualcosa di simile per tutti quelli che possono/vogliono puntare alla nazionale. tale circuito dovrebbe essere seguito da tecnici o persone in grado di poter dare quel qualcosa in più ai giovani che vogliono migliorare.
Ma ci sono i fondi? ci sono persone che vorrebbero impegnarsi? le idee ci sono ma sono praticabili nella realtà?
Credo quindi che finché i numeri (persone e denaro) non aumenteranno rimarremo sempre a raccontarci le stesse cose; sperando in un Corradini di turno dietro al quale però rimane un vuoto incolmabile.
Ci sarebbero altre cose da scrivere ma questo post diventerebbe più noioso ed illeggibile di quello che è già.
Adesso vado a seguire se Mr. Thierry (che non è scandinavo est-europeo) riuscirà a centrare un altro oro.
A parte tutto continuerò a cercare e sperare che la scritta ITA sia nelle parti alte della classifica!

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