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domenica 15 giugno 2008

JTT - Forte Cherle

Ultimo appuntamento primaverile quello del Jtt, gara giunta alla sesta edizione che dovrei aver fatto quasi tutte.
L'appuntamento col GOK è il sabato pomeriggio a Lavarone; purtroppo a causa della concomitante 1000 grobbe bikers, il "Nido verde" è esaurito.
Il sabato arriviamo appena in tempo a comperare qualche formaggio tipico ed a cenare circondati da ciclisti che si portano la bici in camera.
Il mattino ci rise
rva un cielo azzurro, che man mano diventerà grigio e piovoso, ed una temperatura piuttosto bassa.
Della gara non si sa nulla e solo a Stegal, alle due di notte, arriva un sms con la notizia che la partenza dista circa 40' dal ritrovo.
Dopo aver percorso la tortuosa strada che porta al bar Forte Cherle riusciamo a prendere visione di distanze, orari e quant'altro serva per affrontare la gara; il terreno lo conosco già in quanto teatro di un paio di tappe della 5 giorni dei Forti dell'anno scorso.

So che la gara sarà veloce ma tecnica ed il fatto che abbia tracciato "Bepi" mi rende felice in quanto indice di tecnicità; gli avversari in M35 sono pochi poichè i migliori master (Rigoni, Loss, Feehan) sono passati a bacchettare gli MA.
La griglia è di 6' d'intervallo e questo vuol dire correre proprio da soli; prima di me partono Attilio e Stegal a fare
da lepri.
Parto verso la
prima lanterna in sicurezza, salendo fino al sentiero alto e scendendo dopo il recinto; intanto che corro sul sentiero studio le tratte successive in quanto quest'anno patisco le lanterne 2-3.
P
urtroppo anche in questa gara la regola si ripete: lanterna 2, cerco tra le rocce del 2° piano e butto un paio di minuti, lanterna 3, vado al sentiero scendo ma non vedo la lanterna ed arrivo lungo salvo poi capire, lentamente, l'errore e rimediare in almeno 3-4 minuti di troppo.
Sono davvero demoralizzato, nonostante sapessi d
el pericolo che stavo correndo non sono riuscito a porvi rimedio; la cosa peggiore è che per arrivare alla quattro non sbaglio nulla, nonostante quel punto abbia messo in difficoltà più di un orientista.
Dopo questo tratto agrodolce , mi sposto verso la cinque: qui raggiungo Attilio in zona punto e mi dice che il codice della lanterna presente è il 52 anzichè il 65; do una rapida occhiata è gli dico che quella lanterna è posizionata giusta quindi io punzono e continuo la mia gara.
Andando alla sei incrocio Roby, la quale si lamenta di uno scambio di codice e questo mi rassicura sulla mia decisione.
Correre da solo, in questo bosco, mi esalta e la sequenza 6-12 è davvero buona; lo sarebbe anche la 13 se non mi accorgessi, in ritardo, della possibilità
di prendere la strada ad est: questa scelta incideva negativamente sul mio iter in quanto percorrevo una tratta davvero rischiosa in mezzo alla costa senza appoggiarmi alle due strade (alta e bassa) che saltavano subito all'occhio.
Trovata bene la lanterna 13, continuavo ottimamente fino in zona punto 17 dove iniziava a manifestarsi un bosco tutt'altro che semplice; Bepi, a fine gara, mi dirà che è denominato l'inferno!
Infatti ho buttato almeno 2 minuti a cercare il telo bicolore all'interno del cerchio 17; per la successiva vado camminando in quanto capisco davvero poco. Il destino mi ha mandato un aiuto sotto forma di un bimbo del Primiero il quale, con sicurezza sorprendente, trovava la buca con il codice 58.
La 19 cerco di farla da solo: poco prima della lanterna ci sono dei roccioni con delle spaccature impressionanti e la mia attenzione viene attirata su come superare indenne quella specie di trappole! alla fine con l'ausilio di un paio di tute del Panda Marostica arrivo al check esatto.

A quel punto la gara è finita in quanto si esce da quella zona impervia per andare all'arrivo.
Nonostante inizi a piovere sono davvero contento, non della mia prestazione (circa 10' di errore sono troppi), ma della gara, molto varia, mai banale, lunga ma che non mi ha affaticato in poche parole quel tipo di manifestazione che vorrei correre sempre.
Un saluto va anche al signore anziano, proprietario della baracca adiacente l'arrivo, che è riuscito ad inimicarsi Stegal: sappia che è davvero uno dei pochi che c'è riuscito!
Dopo una birra con il duo trentino Cipriani-Casagrande, miei avversari per chissà quanti anni ancora torniamo a casa senza assistere alla premiazione in quanto la giornata non è delle migliori.

3 commenti:

stegal ha detto...

Così se per gli anni a venire non ci daranno più il permesso di correre a Forte Cherle la colpa sarà mia! :-)
Credo che ci sia in giro una foto del mio arrivo: me la passi? Per una volta che arrivo al traguardo prima di te!

stegal ha detto...

Ho visto una cosa pazzesca: ho il miglir tempo di gara per andare alla 17... ma dove cavolo siete andati voi altri Elite già campioni italiani ecc.ecc.?
La prossima volta la JTT la faccio tracciare al Bepi tutta tra i pratoni e l'"hell between the rocks"...

rusky ha detto...

Ogni tanto diamo qualche soddisfazione a voi poveri impiegati... -))