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domenica 8 giugno 2008

Redebus

Ritorna la coppa Italia, ultimo appuntamento primaverile nazionale, prima della pausa estiva.
Il luogo è quello del passo di Redebus, uno degli ultimi angoli vergini d'orientamento dell'altipiano pinetano; il ritrovo è quello classico dei cercatori di funghi e camminatori che da qui partono per andare in Costalta o sulla catena del Lagorai.
Il tempo è davvero variabile, talmente tanto, da dover passeggiare con l'ombrello in mano, pena trovarsi inzuppati d'acqua senza accorgersene.
Per andare in partenza viene rispolverato il warm up molto utile per iniziare ad entrare in carta; dopo circa una mezz'oretta ci si trova ad un comodo start.
Il dislivello previsto è davvero notevole se proporzionato alla distanza; sarà, quindi, un susseguirsi di salita e discesa su una costa ripida.

Parto tranquillo, la mia griglia prevede avversari "normali" attorno a me, salvo poi scoprire che l'ucraino partente 4' dopo è tutt'altro che normale!
Percorro subito un sentiero in salita con acqua corrente e fiato subito in difficoltà, in quanto i 1500 metri d'altitudine si fanno sentire.
Impiego qualche secondo a comprendere che il primo punto si trova già dall'altra parte della cresta; trovata agevolmente la roccia salgo alla lanterna successiva e mi dico di stare attento poichè quest'anno ho sbagliato molte volte al 2°-3° punto.
Il disegno sembra semplice: macchia gialla, nel bianco, sul piano in cima alla salita.... appena scollino vado subito all'unico punto senz'alberi; purtroppo è il colore ocra e questo mi mette in difficoltà! ritorno indietro e scorgo la lanterna al bordo di una piccola radura che definire gialla è un eufemismo: persi un paio di minuti in 50 metri....
La discesa verso il terzo c
heck mi rivela la realtà: la costa non è parente del bosco di Bedolpian, poco distante, ma bensì sorella della più lontana Marileva!
Ecco, quindi, che il mio incedere diventa comico tra la ripida pendenza che mi farebbe "volare" e le
mie gambe che frenano a più non posso.
Finalmente arrivo al prato e vengo catapultato in una zona piena di rocce: qui bisogna cambiare
passo e testa! scendo con circospezione e raggiungo la zona punto dove vengo raggiunto dall'ucraino; entrambi cerchiamo nella collina sbagliata in quanto molto più visibile ad occhio nudo che sulla carta; dopo circa un minuto, avendo individuato il sasso, lì giacente, capiamo l'errore.
L'atleta straniero vola via e questo mi fa riflettere sulle batoste che prenderò in Portogallo.... non importa: continuo col mio passo!

Trovo bene 4 e 5, mentre alla 6 cambio scelta a metà strada in quanto noto tardi il comodo sentiero che porta vicino alla lanterna; penso di aver buttato più di un minuto.
Il punto sette lo trovo con una scelta supersicura, ovvero rientrando dal sentiero che passa a ovest; bene la otto t
utta in costa.
Da lì in avanti, dopo una rampa, si torna nella zona dolce della cresta e inizio a divertirmi; la velocità è costante nonostante la pioggia renda pesante la marcia.
Nessun problema fino ai prati, dove ho difficoltà a capire che i cerchi sono neri anzichè verdi!
Pessimo il tratto verso la 15 dove rami, sassi, piante basse rendono una battaglia il tragitto nel disboscamento; per fortuna, il cocuzzolo riesco a vederlo bene.
Andando alla 16 incontro Bettin, partito 2 minuti prima e capisco che non sto andando molto forte;
probabilmente gli errori iniziali e la marcia non esaltante stanno rendendo la mia prestazione appena sufficiente.
Finisco le ultime due lanterne della parte alta e improvvisamente trovo il baratro: una serie impressionante di curve di livello da percorrere in discesa.... vale lo stesso discorso 2-3!
Ringrazio la sorte per avermi fatto arrivare sano al sentiero e continuo la mia gara molto più convinto e sicuro; probabilmente inizio ad entrare in un terreno molto più ad
atto ai miei mezzi ed infatti non perdo più nulla fino all'arrivo.
Fatto il finish, mi sorbisco la "litania" dello speaker, ma il colpo del ko arriva subito dopo: il pc dell'arrivo è impallato, riprende subito dopo con il mio scarico e comunica un bel PM!
Impossibile....

Verso le 15.00, dopo aver mangiato, accompagnato il gruppo GOK sulla strada del ritorno ed aspettato pazientemente il mio turno, ho scoperto che il punto mancante era (tanto per cambiare) il numero 2!
Vabbè, è andata così, ma almeno ho fatto la mia gara su un tracciato molto divertente (a parte la mega-discesa), in un bosco bello anche se non mi si addice.... invece, il giorno prima, il PM è proprio voluto, perchè se avessi saputo prima quello che mi aspettava avrei fatto altro!

10 commenti:

Andrea S. Trent-O ha detto...

Il "giorno prima" era una SPRINT. E anche divertente in quanto non tutta corsa come è intesa a livello internazionale. Se non ti piacciono le Sprint ti conviene NON iscriverti direttamente e non fare il "brontolone" (qui ci starebbe la faccina sorridente....peccato che nei blog non si possano mettere) in quanto è circa così che dovrebbero essere... se non più veloci ancora.
Per oggial Redebus... davvero durissima. Poche volte ho fatto una fatica del genere. Tanto dislivello e inoltre su pendenze "vertical", E' un terreno che non piace nemmeno a me, che prediligo boschi veloci e scorrevoli, con dislivelli minori e su pendenze quanto meno corribili. La pesantezza del terreno fradicio di acqua ha fatto il resto.. stesera ho le gambe di granito.
Peccato davvero per il Meteo. Gli amici dell'Orienteering Pergine hanno fatto davvero le cose per bene.

Rusky ha detto...

Confermo la prima parte: Enrico mi aveva detto che era un pezzo di parco e uno di città.... comunque non ti preoccupare: non farò spendere altri euro alla mia società per gare simili...

926silvano ha detto...

La sprint si poteva chiamare Campionato Italiano Centri Storici!...e che non vengano a dire che questo è il bello dell'orientamento.Capisco le varie discipline, tutte belle, questo tipo di gara avrà più interesse nei paesi nordici dove c'è pubblico che segue e si appassiona. Ma da noi ci sono solo i familiari che aspettano all'arrivo.L'orientamento si fa nei boschi, in città ci siamo già tutti i giorni.

rusky ha detto...

Che dire.... se lo scrivo io, mi dicono di stare a casa! -)) avrei molto da scrivere ma non voglio sollevare polemiche: l'unica risposta sensata è cambiare programma giornaliero quando ci sarà quel tipo di gara...

Anonimo ha detto...

Secondo me bisognerebbe fare un sondaggio e, conseguentemente, cercare di accontentare il maggior numero di partecipanti alle varie categorie. Capisco molto che la tendenza dell'orienteering a livello mondiale si indirizza verso questo tipo di gare, e comprendo i motivi di questa scelta. E' giusto che i nostri più forti atleti si abituino a questi tracciati, per poi cercare di ridurre il gap che ci divide dai paesi più evoluti (orientisticamente parlando)... ma per quanto riguarda i master? Sentendo i vari pareri sembrerebbe che il desiderio sia esattamente l'opposto. Non penso che si offenda qualcuno se si proponessero per i master gare nei centri storici/parchi con dei tracciati di una certa distanza, con difficoltà tecniche, e poi velocissime sprint (anche spettacolari dal punto di vista mediatico) per le categorie giovanili e super Elite. Noi prima del risultato cerchiamo il divertimento, e dubito che la maggior parte si sposterebbe di molti km. da casa solo per una veloce e facile garetta. Meno male che ieri abbiamo trovato l'esatto opposto di sabato. Preferisco perdermi per delle difficoltà tecniche e non per l'annebbiamento della mente dovuto a 500 metri corsi "a palla".
ciao
Galimba

Andrea S. Trent-O ha detto...

A me ad esempio le gare come quella di Pergine piacciono da matti.
Come mi piacciono quelle in bosco. Sono due cose diverse...come lo slalom speciale e la discesa libera nell Sci.
Io detesto inveve quelle tipo Marilleva 207 dove solo per arrivare al traguardo rischi di farti male, e anche parecchio, non riuscendo praticamente mai a correre.
Quindi non ci trovo nulla di male se si organizzano delle sprint in cui l'aspetto atletico ha maggiore influenza di quello tecnico.
Io starò a casa quando mi fanno rischiare la pelle, a chi non piace correre starà a casa quando si organizza una sprint o una "centri storici".
Se le gare fossero tutte uguali sarebbe una noia terribile.
Per me la gara di sabato è perfettamente rappresentativa della disciplina "sprint". Leggasi regolamento tecnico federale.
Una sprint non va confusa con le caratteristiche di una "Middle" solamente accorciata della distanza.

rusky ha detto...

Il discorso di Oscar lo condivido in pieno... e a proposito di sondaggio basta vedere le risposte date all'Or.Pergine quando chiedeva se fare middle o long a Redebus per i master.
Per me Pergine o Parma sono due gare che con l'orienteering non c'entrano nulla. E' solo una corsa ad ostacoli fra case,recinti, auto,passanti dove il fattore casualità è molto alto. I centri storici long li uso per allenamento di corsa.
Credo che, gare come Marcesina e Trivigno rappresentino la "mia" concezione di sprint; ma, al limite, vedrei bene anche un parco come la semifinale del parco Lambro.

Anonimo ha detto...

Ho visto la cartina della sprint e sapete come la penso a riguardo; i centri storici non mi piacciono ed adoro correre nei boschi.

Però sono in disaccordo quando si parla di fare sondaggi per vedere l'orientista italiano vecchio cosa vuole da una gara di ori ed altro.
Noi dobbiamo seguire l'andamento internazionale e cercare di crescere come nazione riducendo il più possibile il gap con i più forti.

Se guardate il calendario ci sono talmente tante gare che uno può scegliere quelle che predilige, disputando la tipologia di gara ed i terreni che preferisce.

E se una domenica non trova nulla di entusiasmante, può sempre fare altri sport oppure farsi un allenamento tecnico in carta se è "malato" di orienteering.

M.

rusky ha detto...

A proposito di sondaggi: mi piacerebbe che ne facessero uno in Portogallo tra i master mondiali... siete venuti per fare la long o la sprint? fareste tutti questi km. per fare il mondiale sprint?
Parliamoci chiaro: la IOF spinge per le sprint per motivi commerciali e televisivi ma perchè ha da gestire realtà differenti... ricordo a Lugano i nazionali sprint svizzeri: tutto un altro mondo, una folla entusiasta seguiva il megaschermo e ricordiamoci che la Luder ha vinto il premio atleta femminile dell'anno ma non era riservato ai soli orientisti...
A Pergine non ho visto quasi nessuno, che non fosse qualche parente o amico, mentre la gente che vedeva passare gli atleti sembrava infastidita e preoccupata. A livello di giornali e TV qualche notizia è stata riportata, ma ricordiamoci che in Trentino scrivono anche chi ha vinto la partita a "dobelòn" nel bar del paese! Comunque la fortuna è che, essendo la gara domenicale un divertimento non si è obbligati ad andare. Comunque le gare sprint sono diventate prevalenti rispetto alle long e non credo che il motivo sia la richiesta degli orientisti; è solo una questione di convenienza organizzativa!

Lorenzino ha detto...

Ciao a tutti, sono Lorenzino Vivian, tracciatore della gara sprint di Pergine.
Ritengo che tutti i commenti negativi in riguardo alla gara di Pergine ci possano stare: il meglio possibile si cerca sempre di dare, per il terreno che si aveva a disposizione tante possono essere le critiche, sia negative che positive, ma nel mondo orientistico è difficile mettere tutti d'accordo.
A certi atleti questo tipo di gara può piacere, ad altri no, è normalissimo; a dirvela tutta anch'io faccio fatica a concepire le gare sprint (soprattutto in centro storico) e preferisco una bella gara in bosco. Mi fa piacere leggere che nei 2 giorni (per quelli che hanno storto il naso per gli sprint) almeno quello di Redebus sia stata gradita, nonostante il tempo malefico.
Unica cosa che però non mi va giù è l'ultimo paragrafo dell'ultimo commento: "Comunque le gare sprint sono diventate prevalenti rispetto alle long e non credo che il motivo sia la richiesta degli orientisti; è solo una questione di convenienza organizzativa!"... non so se ti è mai capitato di organizzare una 2gg nazionale, ma ti assicuro che nell'organizzare sprint+middle il tempo dedicato dagli organizzatori per tentare di rendere la gara migliore possibile è moltissimo. Forse per chi fa i tracciati risulta più semplice: i percorsi sono molto meno rispetto ad una gara normale, ma è l'unica cosa, l'impegno che ci si dedica no. Per non parlare di tutta l'organizzazione dell'evento che ci sta dietro e che gli atleti non vedono. Quindi che sia solo una questione di comodità non credo proprio.
Ciao a tutti,
Lorenzino