If you want to translate:

Translate Italian to English Translate Italian to German Translate Italian to French

domenica 27 luglio 2008

OO cup - 5^ tappa

Ultima tappa slovena forse la più bella tecnicamente poichè un misto fra le prime 3 tappe e quella di ieri.
La zona è sempre la stessa, con ritrovo molto lontano dall'arrivo e partenza; la differenza, oggi, è che piove e la notte passata è stata illuminata dai fulmini ed il rumore dei tuoni all'alba ancora si sentiva.
Il gruppo GOK parte tutto assieme: Stefano a mezzogiorno, Attilio quattro minuti dopo ed io e Bibi a chiudere il treno; l'attesa si svolge all'interno delle autovetture poichè la pioggia non cessa.
Giusto il tempo di prepararsi ed avviarsi allo start che improvvisamente esce il sole; purtroppo non ho preso la mia compagna di gare ma spero di non averne bisogno.
Percorrendo la strada per la partenza riviviamo, all'incontrario, la scena di ieri: concorrenti che ormai hanno terminato la cinque giorni danno le loro impressioni a coloro che ancora non si sono cimentati nel bosco; sinceramente non ho notato scene di antisportività visto che la cartina veniva lasciata ai concorrenti.
Il triangolo di partenza è abbastanza vicino all'arrivo, mentre la cartina odierna rappresenta parte del terreno di ieri ed una zona nuova ad ovest; il fatto che il suo nome contenga la parola "doline" può essere già un suggerimento....
Oggi non mi sento fisicamente pimpante poichè la vescica, che mi trascino da 5 giorni, non mi permette di correre correttamente; il sole, inizia a fare il suo dovere ed il bosco lentamente si asciuga facendomi rimpiangere il mio mezzo litro d'acqua.
Il tratto numero uno è piuttosto lungo: parto bene ed arrivo correttamente alla strada a sud del numero 19; lì, anzichè tagliare, mi metto a correre sulla carraia, senza accorgermi che sto sbagliando. Finalmente, arrivato all'incrocio (dove è stampato il numero 6), capisco l'errore e rimedio alla superficialità con cui ho iniziato.
Dopo aver lasciato almeno un minuto e mezzo per la scelta sbagliata, entro in gara e continuo bene; alla quattro incrocio Stegal che ha appena punzonato e mi meraviglio di averlo già raggiunto; sei minuti sono tanti da recuperare in un quarto d'ora e quindi capisco che deve aver sbagliato.
Per la lanterna successiva supero l'origiornalista, ma devo aspettarlo in quanto il cocuzzolo dov'è posata la lanterna è poco visibile nella realtà; ancora peggio faccio per la sei quando entro nel punto sbagliato, troppo a est, e quando raggiungo il telo giusto Stegal se ne sta già andando.
Qui inizio a sentire la mancanza della mia acqua fresca, il sudore non mi permette di essere lucido nella lettura in zona punto; dopo la sette saluto il mio compagno di squadra e inizio la zona difficile.
La otto la faccio bene, la nove diventa lenta in quanto la discesa sull'ultima roccia è a rischio, errore di un minutino alla 10 (arrivo troppo ad est), bene la dodici ed ancora un minuto abbondante alla 13, dove sono molto vicino al punto ma poco lucido.
Ne ho la conferma andando alla 14 dove, arrivato alla prima strada nera, confondo due curve simili e devo arrivare fino all'incrocio a bordo carta per capire che sono fuori rotta!
Anche qui un minuto se n'è andato; poi riesco a trovare un ritmo che mi lasci abbastanza ossigeno per rimanere concentrato. Per la prima volta vado volentieri al bicchiere, anche se è fuori rotta, perchè i secondi persi a bagnarsi li recupero non sbagliando praticamente più fino all'arrivo.
Finisco davvero stanco, poichè corro male su un piede ed il fondo è insidioso; sono un bagno di sudore ma almeno ho limitato i danni: capisco subito di non aver fatto la mia migliore gara ma è anche vero che la prova odierna era più difficile della quarta tappa.
Nel pomeriggio, frugale premiazione in quanto molti hanno le valigie già pronte; non noi, che lentamente ritorneremo in Italia fra qualche giorno. Le gare di luglio sono ormai terminate ed il prossimo appuntamento sarà la O-Marathon, ma quella non la considero una gara bensì una passeggiata. SPLIT CLASSIFICA FINALE

sabato 26 luglio 2008

OO cup - 4^ tappa

Per gli ultimi due giorni, il menù presenta il trasferimento dalle parti di Postumia; la zona è piuttosto piatta, piccole forme collinari sono coperte da una faggetta davvero fantastica per correrci.
Giornata davvero calda, afosa e ritrovo disperso fra le campagne di questa zona; ci si accampa al bordo di un lunghissimo prato dove è posta la zona classifiche e ristoro. L'arrivo è disperso nel bosco a quasi un km. di distanza; arrivati lì, bisogna ancora camminare parecchio per giungere allo start.
Partiamo tutti abbastanza presto e quindi non c'è troppa confusione in giro; Stegal è il primo, poi Attilio ed io.
Dopo la giornata di libertà mentale, oggi decido che devo tornare a fare l'orientista serio anche perchè, altrimenti, l'origiornalista inizia ad alzare troppo l'umore -)).
La lunghezza di circa 7 km, sembra più realistica rispetto ai giorni passati; manca il dislivello ma oggi è meno severo.
Devo dire che oggi tutto sembra più normale: colore quasi tutto bianco, percorribilità molto buona, rete di sentieri piuttosto ampia e le solite ampie depressioni; fortunatamente, il tracciatore ha fatto un buon lavoro, cosa che la M35 non può dire in quanto le tratte erano lunghe e monotone.
La mia gara è quasi perfetta: gli errori sono davvero pochi e la velocità è abbastanza buona, viste le poche tratte di salita. In sequenza posso dire di aver perso una trentina di secondi alla quarta lanterna dove sono arrivato leggermente alto; quasi due minuti alla 13 dove, attratto dalla corsa di alcuni orientisti verso una zona rocciosa, sono finito una decina di metri sopra la mia roccia salvo poi ritornare al sentiero ad ovest per riattaccare perfettamente il punto; una trentina di secondi alla 16 dove, inizialmente, cercavo la buca sul pendio anzichè in cima.
Per il resto poco da rimpiangere anzi, molta gioia nel poter correre senza grossi problemi in un bosco davvero bello, dove gli unici ostacoli erano i rami lasciati a terra dai boscaioli locali e qualche sasso non ancora inghiottito dal fogliame.
Fino all'ultimo ho sperato di raggiungere Stegal (partito 18' prima), ma "the President" ha tirato davvero forte riuscendo a rimontare orientisti che nei giorni scorsi lo avevano battuto.
Appena finito l'impegno agonistico, siamo andati a visitare un vecchio castello della zona dove la temperatura era molto più fresca di quella presente nel bosco odierno. SPLIT

venerdì 25 luglio 2008

OO cup - 3^ tappa

Oggi doveva esserci una specie di sprint, ma che di tale nome aveva solo la scala!
Terzo ed ultimo giorno di ritrovo a Mala Lazna, questo posto disperso fra le colline sopra Ajdovscina; dopo aver corso un dappertutto ci mancava una piccola parte, solo sfiorata nei primi due tracciati.
Anche oggi il tempo è bello e la partenza non è lontana; abbiamo quindi il tempo di scambiare qualche impressione con i numerosi italiani distribuiti sul prato; è bello sentire i commenti di tutti perchè ci si rende conto di quante teste diverse giudichino una determinata cosa.
C'è chi apprezza, chi dice troppo dura, chi troppo lenta, chi troppi sassi, chi troppe buche, insomma: è difficile accontentare tutti! io credo che chi si è iscritto sapesse a cosa andasse incontro.
Oggi non davvero voglia di mettermi a fare l'orientista serio: dopo la gara di ieri ho voglia di mollare un le gambe e non stare sempre a leggere. Il fatto che la carta sia un 5 mila m'invoglia a fare una bella tirata, sempre con i miei limiti fisici....
In partenza c'è quasi tutto il gruppo GOK al completo: Stegal mi parte poco dietro e spera in un aggancio; Attilio aggancia già prima della partenza il danese che lo precede in griglia, trattenendolo in una lunga conversazione (ecco a cosa serve realmente l'orienteering!).
Dopo lo start inizio lentamente e vado in cerca di oggetti sicuri: le prime tre lanterne le pianifico bene e non sbaglio, anche se i tempi d'esecuzione non sono molto veloci.
La prima tratta lunga comincia a mettermi adrenalina: viaggio molto bene, passando vicino alla 13 (attenzione!) ed arrivo alla 4 dal basso. La cinque, mi lascia un perplesso perchè è la prima lanterna posata in fondo ad una depressione in tutte queste tappe!
Per la sei, credo di aver fatto un'ottima rotta: corro, all'incontrario, sfruttando la scelta fatta nella sequenza 2-3-4; arrivo talmente bene che vado fuori giri.
Infatti, per trovare la lanterna successiva, necessito dello stesso tempo impiegato in questo lungo tratto; l'errore è stato quello di aver trovato la lanterna 33 fra le due rocce accanto all'ovale piatto col giallino in mezzo. Come già scritto, in questo bosco è difficile ricollocarsi subito e penso di aver impiegato almeno 4' per riuscire a comprendere dove fossi finito, nonostante fossi 50 metri a sud-est della lanterna.
Buona la successiva sequenza fino alla 10, qualche incertezza 11 e 12, poi la maledetta 13: ricordo che 2 volte ci sono passato davanti durante l'andata - ritorno delle tratte lunghe, eppure.... quando si hanno i black out, si pagano!
So solo che dopo essere passato molto vicino, sono sceso nel piano che c'è fra la 13 e la 17: sono rimasto lì 5' a capire dove potessi essere... poi, ritornato in me stesso, ho notato il sentiero ad ovest del punto e sono ritornato facilmente in zona punto.
Un errore da almeno 6 minuti, ma sinceramente oggi avevo messo in conto anche questa possibilità; altra buonissima sequenza fino alla 16 mentre per la 17 dove vado a finire? Ma certo, ancora nello stesso maledetto piano! questa volta riesco a riconoscerlo molto prima e raggiungo la lanterna non senza aver lasciato un minuto.
Finale semplice a chiudere quella che doveva essere una sprint-middle; è vero che senza i miei 10 minuti e passa di errore il tempo sarebbe stato più contenuto, ma i migliori hanno comunque impiegato poco più di mezz'ora.
Dopo gara piuttosto frugale in quanto dobbiamo scappare per andare a Postumia a vedere le famose grotte.
Domani si cambia zona e tipo di terreno, tornando a boschi più veloci e meno complessi. SPLIT

giovedì 24 luglio 2008

OO cup - 2^ tappa

Se dovessi giudicare la classifica direi di essere abbastanza soddisfatto, ripercorrendo mentalmente la mia gara lo sono molto di più!
La seconda tappa era stata dipinta come la più dura, tecnica, difficile delle cinque frazioni; quale migliore occasione poteva presentarmi il destino per riscattare la magra figura di ieri?
La zona d'arrivo è sempre la stessa, il tempo pure; la partenza è, logicamente, in direzione opposta a ieri.
Il primo errore da evitare è stato quello di non prendermi la borraccia: ormai questo oggetto è diventato, per me, come i capelli per Sansone! ieri ne ho sentito la mancanza e ho pagato un conto salato.
Vado in partenza con Stegal, parte 6' dopo di me, ed è bello pimpante dall'alto del suo minuto scarso guadagnato ieri.... cerco di mettergli pressioni dicendo che oggi cercherò di entrare nei primi dieci!
Passiamo davanti al punto spettacolo che funge da ristoro: l'organizzazione, qui, è molto spartana ed anche questo ristoro, l'unico, per alcune categorie arriva tardivo.
Il primo quartetto di lanterne sulla carta sembra abbastanza semplice: certo non è la zona sassosa di ieri ma ci sono parecchi ostacoli ed insidie fra cui l'impossibilità d'individuare i sentieri: chi osserva la cartina non si faccia trarre in inganno da scelte aiutandosi con il sentiero perchè in realtà non si vede proprio; posso aggiungere che si nota solo quando si è davvero sicuri di esserci sopra poichè è una striscia piatta, coperta da erba e cespugli di altezza variabile, anche fino ad un metro.
Per questo motivo le mie prime scelte si basano solo ed esclusivamente sulle forme del terreno: ed infatti i risultati sono ottimi in quanto supero brillantemente la sindrome da primi punti. Che il bosco non sia facile lo intuisco dalla voce di aiuto giuntami da Bibi che sento appena passato il terzo controllo.
Primo errore alla lanterna 5: faccio la costa fino al piano con la palude; dico subito che quella costa è quasi impercorribile correndo; una serie di sassi, roccette, cespugli rendono difficoltoso e dispendioso ogni piccolo tentativo di corsa.
Continuo la mia avanzata passando dal giallo (che, come al solito è la trappola per le caviglie) e raggiungo il cerchio perfettamente; il problema è che le 3 rocce non sono così nette come da cartina e nemmeno il bianco risulta facile da distinguere. Passo leggermente alto e mi fermo al primo avvallamento, sento la voce di Attilio che mi rassicura sul fatto di essere qualche metro sopra il punto; scendo un pò e vedo la chiazza gialla capendo di aver fatto centro. Penso di aver perso due minuti scarsi, ma credo che quella lanterna abbia fatto piangere più di una persona.
Da questo punto fino al controllo 11 si entra nella zona difficile; sinceramente mi aiuto molto con i sentieri, ma perchè sono talmente concentrato che riesco a vederli anche se talvolta lasciano molti dubbi; la lezione tecnica di ieri ha dato buoni risultati e quindi in zona punto non perdo nulla. Solo al punto 10 perdo un minuto poichè cerco il telo bicolore ai piedi della roccetta ad est: era a trenta metri!
Il successivo tratto lungo potrebbe essere pericoloso poichè è il primo momento di rilassamento mentale; invece sono ancora molto in carta ed arrivo sufficientemente pulito anche se magari la velocità non sarà stata fenomenale.
Fino al punto spettacolo il tragitto inizia ad essere più scorrevole e mentalmente meno impegnativo: il rischio è sempre quello di lasciarsi andare!
La parte finale è mista fra difficoltà tecniche e velocità: c'è il rischio che, aumentando l'andatura e complice la stanchezza, si vada fuori rotta. Emblematica la mia scelta per la 20: anzichè passare dal giallo sbarrato di verde ho preferito andare sul sentiero a sud per rientrare nel bosco molto più avanti.
Il controllo 23 poteva rivelarsi un potenziale pericolo: la zona non offre punti chiari d'attacco mentre personalmente ho trovato la buca ad est.
Finisco davvero contento: non m'importa quanto io sia arrivato, il distacco che ho accumulato da Maddalena, se abbia o meno battuto Stegal.... so solo che ho dovuto affrontare una gara dura, fisicamente e mentalmente, in zone tutt'altro che semplici, che hanno costretto una decina di persone al PM......
Nonostante ciò sono riuscito a mantenere la concentrazione per un'ora e quaranta perdendo una manciata di minuti ma cosciente di aver superato l'esame presentatomi da questa carta.
Domani c'è una sprint-middle con carta 1:5000, giunge in tempo per riposare le mie gambe che oggi hanno iniziato a lamentarsi. SPLIT

mercoledì 23 luglio 2008

OO cup - 1^ tappa

Se dovessi guardare la classifica dovrei dire che la gara è stata pessima; riflettendo penso che è stata un'ottima lezione di orienteering su un terreno ben diverso da quello fino ad ora affrontato.
Il nostro alloggio dista un'oretta dal campo gara, la strada è tortuosa soprattutto nell'ultimo pezzo, dove è sterrata; prima di giungere al prato, teatro d'arrivo delle prime tre tappe, abbiamo notato la zona coinvolta dalla caduta massiccia degli alberi, questa primavera.
Fra i numerosi partecipanti ci sono parecchi italiani: questo tipo di terreno è un'attrazione non indifferente per la maggior parte di loro.
La giornata è bella, la temperatura è sostenibile; la vegetazione sembra un incrocio fra Monte Livata e la zona sopra Asiago. Nel bosco, però, i numerosi sassi richiamano la cartina dei laghi di Fusine!
A livello agonistico sono presenti parecchi atleti della Rep. Ceca e la Danimarca; fra gli elitè corre anche il "pensionato" Dieter Wolf.
Dopo aver percorso una lunga via per arrivare allo start, si capisce subito perchè gli organizzatori abbiano calcolato in 8 kmsf. la velocità degli elitè....
Le rocce la fanno da padrone in questa zona ed è davvero difficile poter correre; ancora peggio riuscire a farlo e sapere dove si sta andando.
La carta presenta un'inedita scala 1:7500, questo probabilmente per facilitare il disegno e la chiarezza di lettura.
Davanti a me parte Stegal (6') ed il Madda (2'); ma se lo svizzero credo che non lo vedrò più, almeno il mio compagno di club rimane un obiettivo!
Presa la cartina, decido di fare camminando la prima tratta: non ci sono linee di conduzione e mi devo arrangiare con azimut e lettura; dopo circa un paio di minuti vedo una lanterna, ma non ci faccio caso poichè e sì sulla mia direttrice, ma mi sembra troppo vicina, calcolando che sto camminando.
Vado avanti ed arrivo ad una traccia di sentiero: credo sia quella prima del cerchio, ma ho la fortuna di notare l'incrocio e capisco che sono già lungo. Inizio a comprendere la difficoltà ad individuare i sentieri e la distanza inusuale.
Dopo l'errore, un paio di minuti, riesco ad entrare bene in carta e fino al punto sette non ho più grosse battute d'arresto.
A causa di questa buona sequenza, inizio a prendere fiducia, leggere meno ed aumentare la corsa; arrivo ad una zona stimata come quella adiacente al punto otto e noto Stegal: lui ha già trovato la lanterna e si sta dirigendo alla nove.... in pratica sono lungo!
In questo frangente ho il primo black out che mi rovina la ricerca 8 e 9 dove impiego complessivamente 10' anzichè la metà.
Dopo questa doccia fredda riprendo, umilmente, a rifare quello che facevo all'inizio: ed i risultati sono buoni poichè raggiungo Stefano alla 10 (complice un suo errore) e lo lascio prima della 13.
Noto che ormai ho superato la zona critica e devo salire un pendio per uscire da questa zona sassosa; mi concentro sulla mia corsa tanto devo arrivare ad una strada abbastanza evidente.
Infatti, raggiungo il mio target e mi accorgo che sono troppo ad est; vado in costa per giungere alla sella e prendere il sentiero che passa dal giallo.
Credo che lo sforzo fatto in salita mi abbia tolto la lucidità poichè percorro, inconsapevolmene, il sentiero alto giungendo fino alla macchia gialla; scendo da un naso convinto sia quello giusto, arrivo ad una roccia ma trovo una lanterna diversa da quella cercata.
In pratica non capisco più dove io sia finito, poichè non immagino nemmeno di aver preso il sentiero alto! anche l'arrivo di due sperduti bambini non risolve la situazione ed io sempre fermo per cercare di capire dove possa essere arrivato.
Finalmente, con l'arrivo di Cesare S. inizio ad aver un barlume d'idea: lui non sa dove sia di preciso, però mi dice di essere appena partito! guardo il suo triangolo e capisco di essere poco lontano dal mio numero 14: un paio di cm. a sud!
Ritorno in gara, ma ho stimato in almeno 13' la mia sosta indesiderata..... da lì all'arrivo non ho più problemi: ormai la testa si è raffreddata e quindi non ha difficoltà a superare i problemi posti dalle tratte successive.
All'arrivo trovo Stegal, incredulo nel vedermi arrivare: mi pensava già sotto la doccia!
E' stata una gara agro-dolce: amara per la doppia debacle avuta durante il tragitto, dolce per la tripla serie positiva infilata fra i black out.
Nei prossimi giorni capirò quale sarà il risultato della lezione odierna: riuscirò ancora a frenarmi per cercare di non sbagliare?
A fine mattinata il sole se ne va ed inizia a piovere; anche noi togliamo il disturbo, tanto avremo ancora due possibilità per domare questo bosco che, forse, tanto difficile non è, ma solo se la testa funziona a dovere. SPLIT

lunedì 21 luglio 2008

Skripov - WOC Relay

Ultimo giorno dei WOC con la spettacolare staffetta; stessa arena e stessa splendida giornata del giorno precedente.
Innanzitutto vorrei iniziare con l’immagine finale: quell’elicottero che si alza e vola verso l’ospedale! La cerimonia di chiusura è sospesa, il silenzio del pubblico è assordante, qualche timido applauso per gli ultimi ritardatari delle staffette maschili. Lo speaker, solo in lingua ceca, spiega cosa sta succedendo: Thierry Gueorgiou è stato punto da un insetto (calabrone, vespa) ed essendo allergico ha avuto un problema fisico che lo ha costretto al ritiro.
Parole fredde, che nascondono un piccolo dramma sportivo per i cugini d’oltralpe: il destino è strano, un gruppo di ragazzi che si allenano per mesi, hanno vinto una medaglia d’oro e una di bronzo, partono in testa, cambiano a pochi metri dal primo posto in seconda frazione dando il testimone al migliore orientistista che si possa avere in squadra, il quale recupera, va in testa, arriva alle ultime lanterne con un piccolo ma significativo vantaggio e ….. non potrò mai dimenticare l’immagine TV dove ho visto una tuta francese camminare nel bosco ed intorno l’affannarsi dei suoi avversari verso la conquista del podio!
Ma la domanda ricorrente era: cosa sta succedendo? Tero cammina regolarmente, quindi non può aver avuto un infortunio; punzona regolarmente, quindi ha il bricchetto; dopo qualche minuto, quasi in tempo per arrivare ancora nei primi 5, sbuca nel prato finale e viene soccorso dagli organizzatori che, anche loro, non sanno cosa curare; lentamente le cose si chiariscono e tutto trova una risposta.
Ritorno ora, all’inizio della giornata e racconterò le varie emozioni provate sul pratone d’arrivo; premetto che non ho visto su internet gli split ed i percorsi, quindi ciò che scrivo sono le sensazioni avute in real time.
Arriviamo al campo gara 5 minuti dopo la partenza della staffetta femminile; dallo schermo TV vediamo un mega treno di ragazze. La zona d’arrivo è talmente ampia che fra l’entrata nel prato prima della 100 e l’uscita dallo stesso, dopo aver ritirato la carta, ci saranno almeno 2’ di gara; non solo, ma dall’arrivo s’intravede un prato verticale dove transiteranno gli atleti e non in discesa….
La prima frazione femminile non dice molto, le frazioniste sono abbastanza vicine anche se la Finlandia è un po’ staccata; già con la frazione dell’elvetica Vreni K., la gara inizia ad infiammarsi, infatti solo la Svezia riesce a rimanere in scia mentre per il terzo posto si forma un gruppetto fra cui, in sequenza Brozkova, Kauppi, Hausken, praticamente le tre medaglie d’oro di questi mondiali.
Già penso ad un treno micidiale di questo trio verso la povera Lea Muller che fenomeno non è ( con la Luder non ci sarebbe stata storia), quando dalla TV si nota che Norvegia e Rep. Ceca commettono un errore iniziale che le taglierà fuori dal podio.
Viceversa la Finlandia raggiunge subito Svezia e Russia: dalle immagini si capisce subito che Minna ha più gambe delle altre due, le quali faticano a starle dietro anche senza guardare la carta.
La svolta si ha all’ottavo punto: il trac-trac segnala la tratta lunga in real time, sembra che la Svizzera abbia gestito bene la tratta invece in zona punto succede l’imprevisto: lo speaker annuncia che Lea è quarta!
Da qui inizia la sua disperata quanto inutile rincorsa al podio! Davanti ormai la Finlandia fa il vuoto mentre la Russia riesce a spuntarla sulla Svezia;i padroni di casa sono quinti in quando Dana riesce a scrollarsi di dosso la figura di Anne Margrethe. Sorprendente, ma forse ormai nemmeno troppo, il settimo posto delle cinesi!
Mentre arrivano le altre ragazze, parte la staffetta maschile: non so descrivere lo sprint che il rumeno Zinca ha fatto! O già sapeva dove andare oppure ha puntato tutto sul treno che si sarebbe comunque formato alla sua prima lanterna. Per noi c’era Michele T. che con la sua fascia gialla partiva nelle posizioni di rincalzo.
Le prime immagini TV mostravano il consueto treno guidato da un pimpante Pasi I.; con Mary rimanevamo sorpresi poiché vedevamo passare Portogallo, Serbia, ecc… e non la sagoma blu del nostro portacolori: o è davanti e non lo abbiamo riconosciuto (ma l’unica fascia bianca è di Gonon) oppure deve essergli successo qualcosa; non oso pensare che il Mic sia così peggiorato da non tenere il passo di taluni orientisti partiti in prima frazione!
Continuano a scorrere ed immagini ed intertempi con Francia e Rep. Ceca a condurre le danze mentre dell’Italia giunge la prima notizia: 27^ a più di tre minuti!
La parte finale vede la Francia cambiare in testa con terzetto alle spalle (Lettonia, Ceca, Gran Bretagna) ed in sequenza stati più o meno noti; la Svizzera passa al 16° posto, quindi secondi prima dell’arrivo di Tavernaro.
Mattias Merz sarebbe davvero un ottimo traino, ma ce la farà Klaus a tenere il suo passo? La seconda frazione risulta ancora molto equilibrata, in 5’ ci sono dentro le prime 15 squadre: grande frazione di Jon Duncan che passa il testimone del comando a Jamie S.; subito dietro, però, la Francia cambia il suo frazionista e mette in campo Tero il quale inquadra subito Stevenson.
Sorprendente, nel gruppo per il terzo posto, la presenza dell’Ungheria: Gosswein (che a un profano come me dice poco) si presenta all’arrivo con Khramov, Merz e Smola! Più staccati arrancano le nazioni scandinave, con la Danimarca out per un PE!
Klaus cambia al 16° posto, appena dietro a Germania e Polonia, che sono con lui.
Emozionante la terza frazione: Le bandiere di Francia ed Inghilterra viaggiano assieme sul trac-trac, mentre dietro lentamente si avvicina la sagoma di Novikov; ricordo le immagini della sua middle e la sua velocità nel muoversi nel bosco. A Hubmann, questa volta, non riesce l’impresa e deve accontentarsi di lottare con i padroni di casa per la medaglia di legno. Molla l’Ungheria e tiene bene la Lettonia davanti al trio scandinavo incapace di un acuto dei suoi protagonisti.
Dietro lottano le nazioni di seconda fascia, la Polonia riesce ad avvicinarsi alla top ten mentre Mamleev combatte con Ucraina, Australia e Germania.
Incredibile e difficile da descrivere l’immagine dello sforzo degli atleti nel correre sul prato ripido posto di fronte all’arrivo; il 90% di noi lo farebbe camminando!
Lo speaker infiamma sapientemente i toni della sfida finale, comincia a prevedere l’oro francese, racconta dell’aggancio e sorpasso di Novikov su Stevenson; dietro a loro Hubmann riesce a distanziare Dlabaja ma non basta per regalare una medaglia agli elvetici…
Poi, al controllo 23 , inizia a dire che Thierry commette un errore, lo aspetta al punto TV, vede passare Novikov inseguito da Stevenson; anche lui è incredulo nel vedere il francese camminare nel bosco.
A questo punto cambia tutto: gli inglesi passano incredibilmente in testa, forse aiutati dal nodo finale, mentre alla Russia rimane l’amaro di un argento a quel punto poco desiderato.
Hubmann vede trasformarsi il legno o cartone, a seconda delle usanze, in bronzo, lasciando il cerino al paese ospitante.
La Lettonia difende un ottimo quinto posto davanti ai tre stati nordici; L’Italia, complice la squalifica della Danimarca ed il ritiro della Francia, agguanta un tredicesimo posto più dignitoso del primo 27°!
Un po’ alla volta l’attenzione si sposta verso l’angolo dell’arena dove è ferma l’ambulanza che sta soccorrendo Tero.
Nel dopo gara, in un clima più disteso, vedo Micha che mi racconta la sua avventura ed i suoi programmi futuri e rivedo una mia vecchia conoscenza master finlandese, tale Kahari P., accompagnatore della nazionale finnica con cui ho incrociato la bussola in più di una gara….
Con questa gara finisce l’esperienza mondiale: a fine vacanza scriverò un post per raccontare le sensazioni e le considerazioni su queste trasferte.

Skripov - WOC Long - 6 tappa

Finale Long nello stesso bosco della staffetta e della sesta tappa dell’ O-Festival. Il luogo è ampio, accogliente, un prato lunghissimo in leggera pendenza fa da tribuna naturale per gli spettatori che seguono lo schermo.
La TV Ceca ha dispiegato ancora grossi mezzi per proporre l’evento; in questi giorni pure il televideo riportava la notizia dei risultati del WOC.
Eppure, sinceramente, non è stato così coinvolgente come la middle: non so se la causa sia stata quella di far gareggiare assieme uomini e donne, oppure il fatto che la long distance ha subito chiarito chi fossero i possibili vincitori o comunque escludesse già parecchio tempo prima dell’arrivo chi non potesse più recuperare.
Per fortuna che l’equilibrio fra i primi c’è stato e da un punto di vista umano la sorte ha ripagato due personaggi che meritavano davvero la vittoria; da una parte la ragazza di casa, non più giovanissima, che aveva assistito al bronzo di Radka e sembrava alla sua ultima possibilità, correndo in casa.
Dall’altra parte uno svizzero (e qui ci sono molti fans) che dopo sette argenti (se non ho capito male lo speaker), riesce a trasformare in oro una gara fatta da solo, in costante recupero, dopo essersi corso tutte le batterie e le finali fin qui disputate. Credo sia l’uomo di questi mondiali: argento nella sprint, legno nella middle, oro long; Tero ha “ solo” vinto la sua gara, mentre Khramov ha cullato a lungo un eventuale bis.
Se Nordberg era uno di quelli “papabili”, molto più sorprendente la gara di Gonon: il francese non è il classico uomo da 1.80 e più, sta migliorando annualmente grazie ad una scuola francese che ormai inizia a fare paura a quelle classiche.
Per l’Italia le notizie non sono catastrofiche: Micha ha chiuso in una dignitosa posizione e Klaus partito prestissimo ha chiuso la sua gara dietro il binomio Ohlund – Soes partiti poco dopo. E’ vero che i bicchieri si possono vedere mezzi pieni o vuoti, ma è altrettanto vero che i nostri numeri sono assai sottili e fuori dai nostri confini ce ne accorgiamo subito.
Dal podio complessivo è rimasta fuori la Finlandia: Minna questa volta è partita lenta e non ha più avuto il ritmo giusto; l’ho incrociata e, meno sorridente del solito, mi ha spiegato che probabilmente aveva dato, psicologicamente, tutto nella middle.
I lati umani negativi non possono che iniziare dal norvegese Weltzien: arrivato in coda a Khramov è letteralmente stramazzato sul prato e dopo un quarto d’ora è stato portato via in barella.
Anche Jamie Stevenson non era proprio felice del suo finale: a lungo era rimasto in lotta per il podio, ma nel giro finale avrà maledetto quelle macchie giallo – verde che lo hanno relegato indietro.
Anche l’idolo di casa Smola ha tentato di rimanere in gara a lungo ma piano piano a dovuto cedere il passo ad atleti migliori. Se degli sprint delle cinesi ormai si è già scritto, la velocità con cui ho visto arrivare Davidik è stata impressionante: Micha in confronto sembrava fermo, ed è tutto dire…..
Chiusa la manifestazione individuale, domani si corre per nazioni: molte di loro hanno risparmiato la distanza classica ad alcuni atleti di punta; credo che ci sarà da divertirsi….
Pomeriggio dedicato alla sesta tappa della mia gara: inizialmente, avendo visto che la classifica era ormai compromessa, avevo deciso di fare gli 8,2 kmsf. della H21E; poi, complice la massiccia presenza degli atleti del WOC con conseguente rischio di mancanza delle carte, ho ripiegato sulla mia.
Purtroppo la mia griglia prevedeva la partenza come secondo: praticamente apripista con le conseguenze del caso!
Appena presa la carta vedevo il primo grappolo in un bosco intricato: bene, mi sono detto, questa volta non devi sbagliare! Sinceramente non so se ho fatto un buon ritmo comunque ne sono uscito indenne.
Rapido avvicinamento al binomio 7-8: altra zona impossibile! Qui ne esco con un minutino di errore, più che errore è stata una ricerca in mezzo agli abeti bassi….
Capisco che sto comunque viaggiando bene anche perché 9 e 10 le prendo subito; quando ormai comincio a crederci, vado in ebollizione ed il cervello inizia a dare i numeri…
Per la undici faccio una scelta disgraziata, scendendo fin quasi alla strada asfaltata (curva) per poi risalire nemmeno dalla parte esatta; un paio di minuti di troppo per raggiungere la lanterna!
Ma è la tratta successiva che da la dimensione della mia crisi: l’errore è di circa un minuto ma il percorso fatto è quello di un ubriaco: direzione nord fin quasi alla strada, giro attorno alla macchia gialla fino ad una lanterna posata alla curva del sentiero e finalmente ritorno in rotta fino all’arrivo, lo stesso del WOC.
Con un finale simile, non posso sperare di aver migliorato la mia classifica ed infatti i 3 minuti lasciati nel finale sono sempre quelli che mi relegano al solito posto.
Vabbè, si vede che non fosse destino quello di fare una tappa pulita…. Comunque devo ammettere che gli avversari che ho trovato non fossero proprio degli scarponi: si è viaggiato sempre attorno a 6’ al kmsf. anche in terreni non proprio piatti e puliti.
Una cosa che ho imparato in queste settimane è che, se si fa una tratta perfetta, si mantiene la posizione appena si sbaglia si scende! In pratica non si recupera mai….
A classifica finale stilata, noto con incredulità la mia nuova posizione finale: decimo! Potenza della matematica e di questo regolamento: tre sesti posti, un quinto ed un quarto….. mi trovo dietro ad un tizio che ho battuto 4 volte su 5! Alla faccia di coloro che mi dicono che nelle multiday ci vuole regolarità…
Domani ultimo giorno qui Sternberk, da lunedì al ….. lavoro! Eh,eh, mi dispiace per voi ma noi saremo in Slovenia per la 5 giorni prima della O-Marathon. CLASSIFICA & CLASSIFICA FINALE

sabato 19 luglio 2008

Bouzov - 5 tappa

Penultima tappa dell’ O-Festival in un bosco dei dintorni di Bouzov; oggi il ritrovo è accogliente ed il bosco lo sembra altrettanto.
Sole a picco ma umidità non fastidiosa; il parcheggio è situato in un campo di piante simili al trifoglio ma alte almeno una trentina di cm., per cui alla fine ne uscirà abbastanza rovinato.
Fra il pubblico noto qualche faccia già vista fra gli elite mondiali: più di uno è venuto ad allenarsi qui, tra cui un certo Bonazzi che dovrebbe partecipare alla staffetta di domenica…
Lo start è ritornato alla normalità, cioè consegna della carta un minuto prima del via; in zona riscaldamento ci sono dei puledri che giocano a sfidare gli orientisti che si stanno riscaldando.
Presa in mano la carta noto che la mia svedese è al punto 1: praticamente è solo una lunga corsa! Inizio quindi a studiare le tratte successive, vedendo che dopo una prima parte veloce, c’è una zona sporca e sassosa.
Potrei inventarmi un’altra scusa, ma dopo le emozioni di ieri, ho deciso di correre senza sentieri e vedere se ci capisco qualcosa.
Infatti la tratta per il secondo punto la conduco praticamente ad azimut appoggiandomi sui vari riferimenti del terreno; attraversato l’ultimo verde “cado” sulla lanterna!
Sono talmente esaltato che per la tre non voglio fare la strada comoda ma tentare l’azimut: tutto bene fino all’entrata del verde dove però devo cambiare direzione; la mia poca dimestichezza con la bussola mi porta a raggiungere la strada in punto non prestabilito dalla mia scelta.
Potrei cercare la curva vicino al verdino, ma sono attratto da una canaletta/fossa che giunge fino all’avvallamento principale; dentro c’è anche una lanterna ma non è la mia! Qui inizia l’affannosa ricerca di un punto certo: alla fine decido di risalire verso nord lungo la costa; la scelta è indovinata ma alla fine ho buttato almeno 2 minuti e mezzo!
Altro che azimut: qui devo pensare seriamente a tornare all’ ABC dell’orientista sotto la voce “ come si affrontano i primi punti”…. Quest’anno ho rovinato decine di gare poiché ho sbagliato almeno una delle prime 3 lanterne.
In questo frangente penso a mollare la gara, ma poi ripenso alla Hausken nella serata di ieri: nonostante la pessima prima parte di gara ha ultimato il suo percorso ben consapevole dell’anonima posizione in cui sarebbe giunta; l’esempio dei campioni serve anche a questo!
Infatti continuo la mia gara, ma in modo meno spregiudicato, gareggiando nel modo in riesco meglio. Per questo non sbaglio più nulla e perdo una ventina di secondi al punto 12 dove obiettivamente non era facile uscirne indenni.
Una precisazione importante è sottolineare che in 2-3 punti il passaggio nelle erbacce mi è stato facilitato dagli sfortunati atleti passati per primi….
Purtroppo il mio proposito di fare almeno un podio in una tappa è a rischio: d’altronde è colpa mia poiché guardando gli split ogni giorno sarebbe stato buono per essere nei primi 3; invece, continuando a regalare minuti nei primi tratti di bosco, mi ritrovo sempre al solito posto.
Domani vedremo se riuscirò a fare una gara decente anche perché potrei rischiare, in caso tutti gli astri positivi coincidessero, di fare medaglia di bronzo generale: non me la merito molto ma comunque ci proverò.
Il pomeriggio abbiamo fatto una visita al castello della cittadina ceca: esteticamente è ben ristrutturato, purtroppo un percorso obbligato ed una guida in lingua locale non hanno agevolato la nostra curiosità. CLASSIFICA

venerdì 18 luglio 2008

Cokoladka - WOC Middle

Nonostante io abbia dormito (male), non si è ancora sbollita l’adrenalina accumulata nella giornata di ieri. Eh sì, non sarà facile dimenticare 11 ore passate all’event arena, in un susseguirsi di emozioni che, per un appassionato come me, hanno rappresentato un’esperienza indimenticabile ed impagabile.
Innanzitutto, era di scena la “gara”: quella distanza che io ritengo la migliore, connubio fra velocità, resistenza, tecnicità.
E poi c’era lui, l’Orientistita, colui che avevo visto sempre in foto o scritto su una fredda pagina web; volevo vederlo dal vivo questo fenomeno, capire come possa vincere in modo continuo a questi livelli; eppure ho scoperto che anche lui è umano, riesce anche a fare errori banali, però ragazzi….
Ho vinto la scommessa con Stegal poiché Pasi non ce l’ha fatta: lui stesso mi ha detto che la sua testa lo ha fatto uscire male ad azimut da un punto ed io a ricordargli della bussola…..
Pronostico centrato invece con Minna: forse perché tifavamo per lei in quanto contagiati dal solito origiornalista; la ragazza, oltre che essere brava e carina, si muove già da prima donna con quel suo sorriso e modo estroverso di porsi al pubblico: in un certo senso mi ricorda un’orientista italiana…
Dopo queste disquisizioni vado a raccontare questa indimenticabile giornata: la gara si svolge in un parco naturale mai utilizzato in passato; io e Mary arriviamo verso le 9.00 al campo gara giusto in tempo per guadagnare la posizione strategica: l’angolo delle transenne con vista sull’ultimo punto e l’arrivo.
Il tempo è nuvoloso ed ogni tanto pioviggina: ideale per chi corre meno per coloro che assisteranno alla gara; il parcheggio è abbastanza distante e la massa degli spettatori tarda ad arrivare.
La TV ceca dispiega un’enorme quantità di mezzi per coprire l’evento: entrambe le manches arriveranno allo stesso finish quindi non ci sarà bisogno di spostarsi come nella sprint.
Iniziano i primi arrivi, il tempo stimato, nonostante Alessio fosse pessimista, si rivelerà esatto; capiamo subito che Marco S. non sarà finalista: il suo tempo è già alto anche rispetto ai primi arrivi.
Più sorprendente l’arrivo di Michela: sinceramente non l’avrei data per finalista, il bosco mi sembrava poco adatto alle sue caratteristiche è pur vero che qualche aiuto lo avrà ricevuto da coloro che le partivano vicine, ma alla fine ha centrato l’obiettivo.
Molto simili gli arrivi di Klaus e Micha: il primo arrivava molto veloce ed il suo tempo sembrava buono, ma anche nella long si aveva la stessa sensazione ed alla fine…., mentre il secondo partiva allo stesso minuto di Tero ed essendo arrivato subito dopo il francese si capiva che molto indietro non poteva essere finito.
Un po’ alla volta si completavano gli arrivi ed in questo frangente succedevano degli episodi spiacevoli che ci facevano capire il motto: ogni mondo è paese; la maleducazione e l’arroganza di taluni tifosi non ha proprio bandiera, in barba ai luoghi comuni che vorrebbero gli scandinavi come persone di prima classe.
Parentesi centrale della giornata in quella che doveva essere la quarta tappa: ebbene, il tempo di tornare all’ auto, cambiarmi, salire sul bus, trovare l’arrivo e la partenza (il tutto un po’ ambiguo), risultato: sono partito tardi! Non solo: memori dell’errore del giorno prima, gli organizzatori, non hanno più distribuito le cartine a meno uno ma direttamente dopo lo start in cima ad una rampa di 20 metri accanto alla svedese…. se poi aggiungiamo che proprio in quei momenti era uscito l’unico sole della giornata a rendere afoso il bosco; rapida occhiata a cartina e vegetazione con immediata scelta di percorso verso il finish! Gara più veloce mai corsa dal sottoscritto… -)))
Chiusa la parentesi individuale mi rituffavo al campo gara WOC; in quel momento di calma ho avuto modo di parlare serenamente con Alessio a Marco B. sul passato, presente e futuro del nostro sport: è stato davvero interessante sentire la preparazione a questo mondiale, l’esperienza agli europei, insomma ragionare da atleta di punta elite e non da normale orientista domenicale.
Tra una briscola e l’altra, ho avuto modo di constatare come i ragazzi del Marconi, ritornati dalla quarta tappa, andassero dai due maestri e consiglieri per confrontare le loro scelte, i loro tempi, le loro sensazioni; qui ho avuto modo di comprendere l’utilità di questi ragazzi elite, in fase discendente (per ragioni di età), nei confronti di giovani rampanti bisognosi di suggerimenti per evitare errori che, invece, la prima generazione ha imparato sulle proprie spalle! Divertente è stato vedere come Alessio anticipasse in modo quasi scientifico gli split di uno degli junior.
Il pomeriggio iniziava con la finale maschile: già pronto in trincea decidevo, all’ultimo istante, di abbandonare la povera Mary in mezzo agli esaltati di turno e di collocarmi davanti allo schermo gigante; credo che scelta migliore non potesse rilevarsi: avevo sott’occhio davvero tutto e finalmente ero in grado di seguire la gara!
Grazie alla regia televisiva ho potuto godermi l’evolversi della classifica in più parti del tracciato e di osservare l’andatura degli atleti: devo ammettere che la TV falsa molto la velocità e la pendenza…. Sul rettilineo finale, in TV si aveva l’impressione di vedere un tapascione che avanzava, in realtà quello che verificavo con il mio occhio era tutt’altro che jogging.
La mia attenzione si soffermata, come logico, sui protagonisti più attesi: già le prime immagini facevano capire la difficoltà della parte iniziale con le rocce, l’arrivo del primo svizzero non faceva altro che confermarle.
Il primo test è stato Pasi: intermedio TV quasi un minuto sopra Bertuks, il migliore fra i primi arrivati, ed affannosa rincorsa fino al finish dove riusciva a giungere con il miglior tempo per soli 3 secondi; si capiva subito che, però, non sarebbe stato podio!
La prima netta differenza è stata quella fatta da Hubmann: credo che la sua seconda parte sia stata una delle migliori con un crescendo impressionante che mi ha fatto conoscere la completezza di questo ragazzo svizzero protagonista assoluto in tutte e tre le specialità.
Qualche dubbio sulla vittoria di Tero mi è venuta nel vedere Novikov e Smola correre in TV: impressionante la loro velocità e sicurezza in quel bosco soprattutto prima del punto spettacolo; credo di non aver mai sentito così tanto rumore in una gara di orientamento quando è arrivato Smola, non oso pensare alla staffetta dove i cechi se la giocheranno alla pari!
Poi gli ultimi tre vincitori di manche: Thierry va a raggiungere subito l’atleta partito 2 minuti prima e a metà gara è già davanti; nell’immagine TV si riesce a percepire una sua leggerezza.
Il momento cruciale è al punto spettacolo: il campione in carica ha appena sbagliato clamorosamente un azimut (mistake dice lui dopo…) e finisce nel prato; il vantaggio che ha su Smola svanisce e prima del loop finale si parte alla pari: sembra la volta buona per quelli che sperano in una sua sconfitta!
Il suo allenatore si avvicina e gli suggerisce qualcosa, risultato? Mr. Middle ha il tempo di prendere la bandiera francese fra il pubblico e piantarla dopo l’arrivo: è un grande!
A seguire passano quasi inosservati gli arrivi di due campioni come Rollier e Micha che lo speaker spinge ad entrare nei 10!
Nella ressa del dopogara ho il tempo di scambiare due chiacchiere con Klaus e Mamleev: l’altoatesino si lamenta di un brutto errore nella parte iniziale (è in buona compagnia), mentre l’italo-russo racconta di una gara buona nei tratti più difficili e qualche imprecisione nelle tratte corte e facili, aggiunge che comunque ora inizia a sentirsi bene.
Le voci di corridoio dicono che è in arrivo Michele T. ma non è certa la sua presenza in staffetta.
Alle 17.30 inizia la finale femminile la cui start list finirà alle 18.58: ebbene, il bosco è fitto, è nuvoloso non so con che visibilità potranno correre le ultime….
I tempi delle prime ragazze arrivate sono piuttosto alti: in TV si evidenziano lacune tecniche non indifferenti, anche Michela si trova in difficoltà ed i suoi 16 minuti di ritardo finale ne sono la prova.
Il primo asso viene giocato dall’atleta di casa Radka Brozkova che fa un buco di 6 minuti; si capisce subito che il suo sarà il tempo di riferimento per il podio.
Come altrettanto chiaramente si comprende che il tempo di Minna è davvero fantastico: lei stessa ammette, live, di aver fatto una gara perfetta! Sorprendente la prestazione della svizzera Koenig – Salmi, non perché sia sconosciuta, ma per il suo ritorno al vertice dopo anni di assenza.
Unico applauso antisportivo, ma si capisce, all’arrivo di Marianne A. che non riesce a togliere il bronzo alla ragazza Ceca.
Quasi imbarazzante è seguire la prova delle ultime partite (ricordo che hanno vinto la loro batteria), in particolare la Hausken sembra una esordiente! Io credo che il buio abbia influito notevolmente sulla loro prestazione….
Durante gli arrivi femminili ho avuto modo di osservare il pubblico presente, fra il quale grossi nomi del passato e molti atleti rimasti fuori dalla finale; tutti erano intenti a seguire lo spettacolo mediatico.
Ancora una volta devo sottolineare la disponibilità di questi grossi campioni a farsi fotografare, firmare autografi, perché probabilmente si sentono essi stessi parte integrante del movimento e capiscono il loro ruolo all’interno di questo sport.
Per la prima volta nella mia vita ho rimpianto di non aver studiato inglese in modo serio perché avrei scambiato volentieri due chiacchiere con questi ragazzi: in particolare, davanti alla tenda svizzera, sostavano i migliori elite elvetici ma la caccia di autografi non riguardava loro…. Eppure mica sono arrivati molto indietro!
Verso le 20 abbandonavamo il lungo pratone ed io avevo la consapevolezza di aver vissuto la mia più intensa giornata di sport non praticato.