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venerdì 18 luglio 2008

Cokoladka - WOC Middle

Nonostante io abbia dormito (male), non si è ancora sbollita l’adrenalina accumulata nella giornata di ieri. Eh sì, non sarà facile dimenticare 11 ore passate all’event arena, in un susseguirsi di emozioni che, per un appassionato come me, hanno rappresentato un’esperienza indimenticabile ed impagabile.
Innanzitutto, era di scena la “gara”: quella distanza che io ritengo la migliore, connubio fra velocità, resistenza, tecnicità.
E poi c’era lui, l’Orientistita, colui che avevo visto sempre in foto o scritto su una fredda pagina web; volevo vederlo dal vivo questo fenomeno, capire come possa vincere in modo continuo a questi livelli; eppure ho scoperto che anche lui è umano, riesce anche a fare errori banali, però ragazzi….
Ho vinto la scommessa con Stegal poiché Pasi non ce l’ha fatta: lui stesso mi ha detto che la sua testa lo ha fatto uscire male ad azimut da un punto ed io a ricordargli della bussola…..
Pronostico centrato invece con Minna: forse perché tifavamo per lei in quanto contagiati dal solito origiornalista; la ragazza, oltre che essere brava e carina, si muove già da prima donna con quel suo sorriso e modo estroverso di porsi al pubblico: in un certo senso mi ricorda un’orientista italiana…
Dopo queste disquisizioni vado a raccontare questa indimenticabile giornata: la gara si svolge in un parco naturale mai utilizzato in passato; io e Mary arriviamo verso le 9.00 al campo gara giusto in tempo per guadagnare la posizione strategica: l’angolo delle transenne con vista sull’ultimo punto e l’arrivo.
Il tempo è nuvoloso ed ogni tanto pioviggina: ideale per chi corre meno per coloro che assisteranno alla gara; il parcheggio è abbastanza distante e la massa degli spettatori tarda ad arrivare.
La TV ceca dispiega un’enorme quantità di mezzi per coprire l’evento: entrambe le manches arriveranno allo stesso finish quindi non ci sarà bisogno di spostarsi come nella sprint.
Iniziano i primi arrivi, il tempo stimato, nonostante Alessio fosse pessimista, si rivelerà esatto; capiamo subito che Marco S. non sarà finalista: il suo tempo è già alto anche rispetto ai primi arrivi.
Più sorprendente l’arrivo di Michela: sinceramente non l’avrei data per finalista, il bosco mi sembrava poco adatto alle sue caratteristiche è pur vero che qualche aiuto lo avrà ricevuto da coloro che le partivano vicine, ma alla fine ha centrato l’obiettivo.
Molto simili gli arrivi di Klaus e Micha: il primo arrivava molto veloce ed il suo tempo sembrava buono, ma anche nella long si aveva la stessa sensazione ed alla fine…., mentre il secondo partiva allo stesso minuto di Tero ed essendo arrivato subito dopo il francese si capiva che molto indietro non poteva essere finito.
Un po’ alla volta si completavano gli arrivi ed in questo frangente succedevano degli episodi spiacevoli che ci facevano capire il motto: ogni mondo è paese; la maleducazione e l’arroganza di taluni tifosi non ha proprio bandiera, in barba ai luoghi comuni che vorrebbero gli scandinavi come persone di prima classe.
Parentesi centrale della giornata in quella che doveva essere la quarta tappa: ebbene, il tempo di tornare all’ auto, cambiarmi, salire sul bus, trovare l’arrivo e la partenza (il tutto un po’ ambiguo), risultato: sono partito tardi! Non solo: memori dell’errore del giorno prima, gli organizzatori, non hanno più distribuito le cartine a meno uno ma direttamente dopo lo start in cima ad una rampa di 20 metri accanto alla svedese…. se poi aggiungiamo che proprio in quei momenti era uscito l’unico sole della giornata a rendere afoso il bosco; rapida occhiata a cartina e vegetazione con immediata scelta di percorso verso il finish! Gara più veloce mai corsa dal sottoscritto… -)))
Chiusa la parentesi individuale mi rituffavo al campo gara WOC; in quel momento di calma ho avuto modo di parlare serenamente con Alessio a Marco B. sul passato, presente e futuro del nostro sport: è stato davvero interessante sentire la preparazione a questo mondiale, l’esperienza agli europei, insomma ragionare da atleta di punta elite e non da normale orientista domenicale.
Tra una briscola e l’altra, ho avuto modo di constatare come i ragazzi del Marconi, ritornati dalla quarta tappa, andassero dai due maestri e consiglieri per confrontare le loro scelte, i loro tempi, le loro sensazioni; qui ho avuto modo di comprendere l’utilità di questi ragazzi elite, in fase discendente (per ragioni di età), nei confronti di giovani rampanti bisognosi di suggerimenti per evitare errori che, invece, la prima generazione ha imparato sulle proprie spalle! Divertente è stato vedere come Alessio anticipasse in modo quasi scientifico gli split di uno degli junior.
Il pomeriggio iniziava con la finale maschile: già pronto in trincea decidevo, all’ultimo istante, di abbandonare la povera Mary in mezzo agli esaltati di turno e di collocarmi davanti allo schermo gigante; credo che scelta migliore non potesse rilevarsi: avevo sott’occhio davvero tutto e finalmente ero in grado di seguire la gara!
Grazie alla regia televisiva ho potuto godermi l’evolversi della classifica in più parti del tracciato e di osservare l’andatura degli atleti: devo ammettere che la TV falsa molto la velocità e la pendenza…. Sul rettilineo finale, in TV si aveva l’impressione di vedere un tapascione che avanzava, in realtà quello che verificavo con il mio occhio era tutt’altro che jogging.
La mia attenzione si soffermata, come logico, sui protagonisti più attesi: già le prime immagini facevano capire la difficoltà della parte iniziale con le rocce, l’arrivo del primo svizzero non faceva altro che confermarle.
Il primo test è stato Pasi: intermedio TV quasi un minuto sopra Bertuks, il migliore fra i primi arrivati, ed affannosa rincorsa fino al finish dove riusciva a giungere con il miglior tempo per soli 3 secondi; si capiva subito che, però, non sarebbe stato podio!
La prima netta differenza è stata quella fatta da Hubmann: credo che la sua seconda parte sia stata una delle migliori con un crescendo impressionante che mi ha fatto conoscere la completezza di questo ragazzo svizzero protagonista assoluto in tutte e tre le specialità.
Qualche dubbio sulla vittoria di Tero mi è venuta nel vedere Novikov e Smola correre in TV: impressionante la loro velocità e sicurezza in quel bosco soprattutto prima del punto spettacolo; credo di non aver mai sentito così tanto rumore in una gara di orientamento quando è arrivato Smola, non oso pensare alla staffetta dove i cechi se la giocheranno alla pari!
Poi gli ultimi tre vincitori di manche: Thierry va a raggiungere subito l’atleta partito 2 minuti prima e a metà gara è già davanti; nell’immagine TV si riesce a percepire una sua leggerezza.
Il momento cruciale è al punto spettacolo: il campione in carica ha appena sbagliato clamorosamente un azimut (mistake dice lui dopo…) e finisce nel prato; il vantaggio che ha su Smola svanisce e prima del loop finale si parte alla pari: sembra la volta buona per quelli che sperano in una sua sconfitta!
Il suo allenatore si avvicina e gli suggerisce qualcosa, risultato? Mr. Middle ha il tempo di prendere la bandiera francese fra il pubblico e piantarla dopo l’arrivo: è un grande!
A seguire passano quasi inosservati gli arrivi di due campioni come Rollier e Micha che lo speaker spinge ad entrare nei 10!
Nella ressa del dopogara ho il tempo di scambiare due chiacchiere con Klaus e Mamleev: l’altoatesino si lamenta di un brutto errore nella parte iniziale (è in buona compagnia), mentre l’italo-russo racconta di una gara buona nei tratti più difficili e qualche imprecisione nelle tratte corte e facili, aggiunge che comunque ora inizia a sentirsi bene.
Le voci di corridoio dicono che è in arrivo Michele T. ma non è certa la sua presenza in staffetta.
Alle 17.30 inizia la finale femminile la cui start list finirà alle 18.58: ebbene, il bosco è fitto, è nuvoloso non so con che visibilità potranno correre le ultime….
I tempi delle prime ragazze arrivate sono piuttosto alti: in TV si evidenziano lacune tecniche non indifferenti, anche Michela si trova in difficoltà ed i suoi 16 minuti di ritardo finale ne sono la prova.
Il primo asso viene giocato dall’atleta di casa Radka Brozkova che fa un buco di 6 minuti; si capisce subito che il suo sarà il tempo di riferimento per il podio.
Come altrettanto chiaramente si comprende che il tempo di Minna è davvero fantastico: lei stessa ammette, live, di aver fatto una gara perfetta! Sorprendente la prestazione della svizzera Koenig – Salmi, non perché sia sconosciuta, ma per il suo ritorno al vertice dopo anni di assenza.
Unico applauso antisportivo, ma si capisce, all’arrivo di Marianne A. che non riesce a togliere il bronzo alla ragazza Ceca.
Quasi imbarazzante è seguire la prova delle ultime partite (ricordo che hanno vinto la loro batteria), in particolare la Hausken sembra una esordiente! Io credo che il buio abbia influito notevolmente sulla loro prestazione….
Durante gli arrivi femminili ho avuto modo di osservare il pubblico presente, fra il quale grossi nomi del passato e molti atleti rimasti fuori dalla finale; tutti erano intenti a seguire lo spettacolo mediatico.
Ancora una volta devo sottolineare la disponibilità di questi grossi campioni a farsi fotografare, firmare autografi, perché probabilmente si sentono essi stessi parte integrante del movimento e capiscono il loro ruolo all’interno di questo sport.
Per la prima volta nella mia vita ho rimpianto di non aver studiato inglese in modo serio perché avrei scambiato volentieri due chiacchiere con questi ragazzi: in particolare, davanti alla tenda svizzera, sostavano i migliori elite elvetici ma la caccia di autografi non riguardava loro…. Eppure mica sono arrivati molto indietro!
Verso le 20 abbandonavamo il lungo pratone ed io avevo la consapevolezza di aver vissuto la mia più intensa giornata di sport non praticato.

6 commenti:

stegal ha detto...

Complimenti!
Uno dei pezzi più belli che abbia mai letto.
Perchè non lo mandi a Bruno T. per una eventuale pubblicazione sul sito Fiso?

Anonimo ha detto...

che ricchia che sei!!!! una foto con il francese... Dovevi farla abbracciato a Minna!!!

M.

Anonimo ha detto...

Bravo Marco,

i Vostri resoconti mi fanno sentire un pò in vacanza. Bella esperienza, divertitevi e continua a scrivere...se riesci finisci anche una gara tua...:-)

beppe magenes

Andrea S. Trent-O ha detto...

Porca Pupazza!!! La foto con Thierry. Adesso sei diventato imbattibile!
A proposito di plurivincitori... che fine ha hatto la Simone Luder? E' infortunata?

cosimo ha detto...

Altri la definiscono così, suo marito la ritiene incinta... :-)

Rusky ha detto...

Ora sono di fretta perché devo andare a vedere l´arrivo di Klaus.... poi spieghero´con calma alcune cose. Ciao