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mercoledì 23 luglio 2008

OO cup - 1^ tappa

Se dovessi guardare la classifica dovrei dire che la gara è stata pessima; riflettendo penso che è stata un'ottima lezione di orienteering su un terreno ben diverso da quello fino ad ora affrontato.
Il nostro alloggio dista un'oretta dal campo gara, la strada è tortuosa soprattutto nell'ultimo pezzo, dove è sterrata; prima di giungere al prato, teatro d'arrivo delle prime tre tappe, abbiamo notato la zona coinvolta dalla caduta massiccia degli alberi, questa primavera.
Fra i numerosi partecipanti ci sono parecchi italiani: questo tipo di terreno è un'attrazione non indifferente per la maggior parte di loro.
La giornata è bella, la temperatura è sostenibile; la vegetazione sembra un incrocio fra Monte Livata e la zona sopra Asiago. Nel bosco, però, i numerosi sassi richiamano la cartina dei laghi di Fusine!
A livello agonistico sono presenti parecchi atleti della Rep. Ceca e la Danimarca; fra gli elitè corre anche il "pensionato" Dieter Wolf.
Dopo aver percorso una lunga via per arrivare allo start, si capisce subito perchè gli organizzatori abbiano calcolato in 8 kmsf. la velocità degli elitè....
Le rocce la fanno da padrone in questa zona ed è davvero difficile poter correre; ancora peggio riuscire a farlo e sapere dove si sta andando.
La carta presenta un'inedita scala 1:7500, questo probabilmente per facilitare il disegno e la chiarezza di lettura.
Davanti a me parte Stegal (6') ed il Madda (2'); ma se lo svizzero credo che non lo vedrò più, almeno il mio compagno di club rimane un obiettivo!
Presa la cartina, decido di fare camminando la prima tratta: non ci sono linee di conduzione e mi devo arrangiare con azimut e lettura; dopo circa un paio di minuti vedo una lanterna, ma non ci faccio caso poichè e sì sulla mia direttrice, ma mi sembra troppo vicina, calcolando che sto camminando.
Vado avanti ed arrivo ad una traccia di sentiero: credo sia quella prima del cerchio, ma ho la fortuna di notare l'incrocio e capisco che sono già lungo. Inizio a comprendere la difficoltà ad individuare i sentieri e la distanza inusuale.
Dopo l'errore, un paio di minuti, riesco ad entrare bene in carta e fino al punto sette non ho più grosse battute d'arresto.
A causa di questa buona sequenza, inizio a prendere fiducia, leggere meno ed aumentare la corsa; arrivo ad una zona stimata come quella adiacente al punto otto e noto Stegal: lui ha già trovato la lanterna e si sta dirigendo alla nove.... in pratica sono lungo!
In questo frangente ho il primo black out che mi rovina la ricerca 8 e 9 dove impiego complessivamente 10' anzichè la metà.
Dopo questa doccia fredda riprendo, umilmente, a rifare quello che facevo all'inizio: ed i risultati sono buoni poichè raggiungo Stefano alla 10 (complice un suo errore) e lo lascio prima della 13.
Noto che ormai ho superato la zona critica e devo salire un pendio per uscire da questa zona sassosa; mi concentro sulla mia corsa tanto devo arrivare ad una strada abbastanza evidente.
Infatti, raggiungo il mio target e mi accorgo che sono troppo ad est; vado in costa per giungere alla sella e prendere il sentiero che passa dal giallo.
Credo che lo sforzo fatto in salita mi abbia tolto la lucidità poichè percorro, inconsapevolmene, il sentiero alto giungendo fino alla macchia gialla; scendo da un naso convinto sia quello giusto, arrivo ad una roccia ma trovo una lanterna diversa da quella cercata.
In pratica non capisco più dove io sia finito, poichè non immagino nemmeno di aver preso il sentiero alto! anche l'arrivo di due sperduti bambini non risolve la situazione ed io sempre fermo per cercare di capire dove possa essere arrivato.
Finalmente, con l'arrivo di Cesare S. inizio ad aver un barlume d'idea: lui non sa dove sia di preciso, però mi dice di essere appena partito! guardo il suo triangolo e capisco di essere poco lontano dal mio numero 14: un paio di cm. a sud!
Ritorno in gara, ma ho stimato in almeno 13' la mia sosta indesiderata..... da lì all'arrivo non ho più problemi: ormai la testa si è raffreddata e quindi non ha difficoltà a superare i problemi posti dalle tratte successive.
All'arrivo trovo Stegal, incredulo nel vedermi arrivare: mi pensava già sotto la doccia!
E' stata una gara agro-dolce: amara per la doppia debacle avuta durante il tragitto, dolce per la tripla serie positiva infilata fra i black out.
Nei prossimi giorni capirò quale sarà il risultato della lezione odierna: riuscirò ancora a frenarmi per cercare di non sbagliare?
A fine mattinata il sole se ne va ed inizia a piovere; anche noi togliamo il disturbo, tanto avremo ancora due possibilità per domare questo bosco che, forse, tanto difficile non è, ma solo se la testa funziona a dovere. SPLIT

4 commenti:

Andrea S. Trent-O ha detto...

Ma come caxxxx faccio a batterti adesso?? Tu hai fatto 20 gare e io nemmeno una.... e inoltre corro 2 volte alla settimana al massimo,spesso la sera dopo cena quando Giorgia e Mamma sono a dormire....
Non ho proprio più speranze

rusky ha detto...

Beh, settembre non è vicino, e ad agosto penso di riposarmi! e comunque non conta solo correre, anzi...

SILVAN ha detto...

Secondo me conta abbastanza invece perchè influisce anche sulla prestazione tecnica data la maggior o minor lucidità...soprattutto verso fine gara

Rusky ha detto...

Come ha scritto qualcuno: la potenza è nulla senza il controllo...