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giovedì 24 luglio 2008

OO cup - 2^ tappa

Se dovessi giudicare la classifica direi di essere abbastanza soddisfatto, ripercorrendo mentalmente la mia gara lo sono molto di più!
La seconda tappa era stata dipinta come la più dura, tecnica, difficile delle cinque frazioni; quale migliore occasione poteva presentarmi il destino per riscattare la magra figura di ieri?
La zona d'arrivo è sempre la stessa, il tempo pure; la partenza è, logicamente, in direzione opposta a ieri.
Il primo errore da evitare è stato quello di non prendermi la borraccia: ormai questo oggetto è diventato, per me, come i capelli per Sansone! ieri ne ho sentito la mancanza e ho pagato un conto salato.
Vado in partenza con Stegal, parte 6' dopo di me, ed è bello pimpante dall'alto del suo minuto scarso guadagnato ieri.... cerco di mettergli pressioni dicendo che oggi cercherò di entrare nei primi dieci!
Passiamo davanti al punto spettacolo che funge da ristoro: l'organizzazione, qui, è molto spartana ed anche questo ristoro, l'unico, per alcune categorie arriva tardivo.
Il primo quartetto di lanterne sulla carta sembra abbastanza semplice: certo non è la zona sassosa di ieri ma ci sono parecchi ostacoli ed insidie fra cui l'impossibilità d'individuare i sentieri: chi osserva la cartina non si faccia trarre in inganno da scelte aiutandosi con il sentiero perchè in realtà non si vede proprio; posso aggiungere che si nota solo quando si è davvero sicuri di esserci sopra poichè è una striscia piatta, coperta da erba e cespugli di altezza variabile, anche fino ad un metro.
Per questo motivo le mie prime scelte si basano solo ed esclusivamente sulle forme del terreno: ed infatti i risultati sono ottimi in quanto supero brillantemente la sindrome da primi punti. Che il bosco non sia facile lo intuisco dalla voce di aiuto giuntami da Bibi che sento appena passato il terzo controllo.
Primo errore alla lanterna 5: faccio la costa fino al piano con la palude; dico subito che quella costa è quasi impercorribile correndo; una serie di sassi, roccette, cespugli rendono difficoltoso e dispendioso ogni piccolo tentativo di corsa.
Continuo la mia avanzata passando dal giallo (che, come al solito è la trappola per le caviglie) e raggiungo il cerchio perfettamente; il problema è che le 3 rocce non sono così nette come da cartina e nemmeno il bianco risulta facile da distinguere. Passo leggermente alto e mi fermo al primo avvallamento, sento la voce di Attilio che mi rassicura sul fatto di essere qualche metro sopra il punto; scendo un pò e vedo la chiazza gialla capendo di aver fatto centro. Penso di aver perso due minuti scarsi, ma credo che quella lanterna abbia fatto piangere più di una persona.
Da questo punto fino al controllo 11 si entra nella zona difficile; sinceramente mi aiuto molto con i sentieri, ma perchè sono talmente concentrato che riesco a vederli anche se talvolta lasciano molti dubbi; la lezione tecnica di ieri ha dato buoni risultati e quindi in zona punto non perdo nulla. Solo al punto 10 perdo un minuto poichè cerco il telo bicolore ai piedi della roccetta ad est: era a trenta metri!
Il successivo tratto lungo potrebbe essere pericoloso poichè è il primo momento di rilassamento mentale; invece sono ancora molto in carta ed arrivo sufficientemente pulito anche se magari la velocità non sarà stata fenomenale.
Fino al punto spettacolo il tragitto inizia ad essere più scorrevole e mentalmente meno impegnativo: il rischio è sempre quello di lasciarsi andare!
La parte finale è mista fra difficoltà tecniche e velocità: c'è il rischio che, aumentando l'andatura e complice la stanchezza, si vada fuori rotta. Emblematica la mia scelta per la 20: anzichè passare dal giallo sbarrato di verde ho preferito andare sul sentiero a sud per rientrare nel bosco molto più avanti.
Il controllo 23 poteva rivelarsi un potenziale pericolo: la zona non offre punti chiari d'attacco mentre personalmente ho trovato la buca ad est.
Finisco davvero contento: non m'importa quanto io sia arrivato, il distacco che ho accumulato da Maddalena, se abbia o meno battuto Stegal.... so solo che ho dovuto affrontare una gara dura, fisicamente e mentalmente, in zone tutt'altro che semplici, che hanno costretto una decina di persone al PM......
Nonostante ciò sono riuscito a mantenere la concentrazione per un'ora e quaranta perdendo una manciata di minuti ma cosciente di aver superato l'esame presentatomi da questa carta.
Domani c'è una sprint-middle con carta 1:5000, giunge in tempo per riposare le mie gambe che oggi hanno iniziato a lamentarsi. SPLIT

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ma per andare alla 5 sei passato da destra? non era molto meglio passare da sx?

M.

PS: questi sono i terreni che preferisco.

Rusky ha detto...

Il Maddalena ha fatto la mia stessa scelta.... Galletti è andato fino in cima al dosso e chi ha provato ad andare dall'altra parte è tornato indietro!

stegal ha detto...

... il furbissimo Galletti ...

rusky ha detto...

Beh, certe volte alcune scelte "improbabili" pagano....