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lunedì 21 luglio 2008

Skripov - WOC Long - 6 tappa

Finale Long nello stesso bosco della staffetta e della sesta tappa dell’ O-Festival. Il luogo è ampio, accogliente, un prato lunghissimo in leggera pendenza fa da tribuna naturale per gli spettatori che seguono lo schermo.
La TV Ceca ha dispiegato ancora grossi mezzi per proporre l’evento; in questi giorni pure il televideo riportava la notizia dei risultati del WOC.
Eppure, sinceramente, non è stato così coinvolgente come la middle: non so se la causa sia stata quella di far gareggiare assieme uomini e donne, oppure il fatto che la long distance ha subito chiarito chi fossero i possibili vincitori o comunque escludesse già parecchio tempo prima dell’arrivo chi non potesse più recuperare.
Per fortuna che l’equilibrio fra i primi c’è stato e da un punto di vista umano la sorte ha ripagato due personaggi che meritavano davvero la vittoria; da una parte la ragazza di casa, non più giovanissima, che aveva assistito al bronzo di Radka e sembrava alla sua ultima possibilità, correndo in casa.
Dall’altra parte uno svizzero (e qui ci sono molti fans) che dopo sette argenti (se non ho capito male lo speaker), riesce a trasformare in oro una gara fatta da solo, in costante recupero, dopo essersi corso tutte le batterie e le finali fin qui disputate. Credo sia l’uomo di questi mondiali: argento nella sprint, legno nella middle, oro long; Tero ha “ solo” vinto la sua gara, mentre Khramov ha cullato a lungo un eventuale bis.
Se Nordberg era uno di quelli “papabili”, molto più sorprendente la gara di Gonon: il francese non è il classico uomo da 1.80 e più, sta migliorando annualmente grazie ad una scuola francese che ormai inizia a fare paura a quelle classiche.
Per l’Italia le notizie non sono catastrofiche: Micha ha chiuso in una dignitosa posizione e Klaus partito prestissimo ha chiuso la sua gara dietro il binomio Ohlund – Soes partiti poco dopo. E’ vero che i bicchieri si possono vedere mezzi pieni o vuoti, ma è altrettanto vero che i nostri numeri sono assai sottili e fuori dai nostri confini ce ne accorgiamo subito.
Dal podio complessivo è rimasta fuori la Finlandia: Minna questa volta è partita lenta e non ha più avuto il ritmo giusto; l’ho incrociata e, meno sorridente del solito, mi ha spiegato che probabilmente aveva dato, psicologicamente, tutto nella middle.
I lati umani negativi non possono che iniziare dal norvegese Weltzien: arrivato in coda a Khramov è letteralmente stramazzato sul prato e dopo un quarto d’ora è stato portato via in barella.
Anche Jamie Stevenson non era proprio felice del suo finale: a lungo era rimasto in lotta per il podio, ma nel giro finale avrà maledetto quelle macchie giallo – verde che lo hanno relegato indietro.
Anche l’idolo di casa Smola ha tentato di rimanere in gara a lungo ma piano piano a dovuto cedere il passo ad atleti migliori. Se degli sprint delle cinesi ormai si è già scritto, la velocità con cui ho visto arrivare Davidik è stata impressionante: Micha in confronto sembrava fermo, ed è tutto dire…..
Chiusa la manifestazione individuale, domani si corre per nazioni: molte di loro hanno risparmiato la distanza classica ad alcuni atleti di punta; credo che ci sarà da divertirsi….
Pomeriggio dedicato alla sesta tappa della mia gara: inizialmente, avendo visto che la classifica era ormai compromessa, avevo deciso di fare gli 8,2 kmsf. della H21E; poi, complice la massiccia presenza degli atleti del WOC con conseguente rischio di mancanza delle carte, ho ripiegato sulla mia.
Purtroppo la mia griglia prevedeva la partenza come secondo: praticamente apripista con le conseguenze del caso!
Appena presa la carta vedevo il primo grappolo in un bosco intricato: bene, mi sono detto, questa volta non devi sbagliare! Sinceramente non so se ho fatto un buon ritmo comunque ne sono uscito indenne.
Rapido avvicinamento al binomio 7-8: altra zona impossibile! Qui ne esco con un minutino di errore, più che errore è stata una ricerca in mezzo agli abeti bassi….
Capisco che sto comunque viaggiando bene anche perché 9 e 10 le prendo subito; quando ormai comincio a crederci, vado in ebollizione ed il cervello inizia a dare i numeri…
Per la undici faccio una scelta disgraziata, scendendo fin quasi alla strada asfaltata (curva) per poi risalire nemmeno dalla parte esatta; un paio di minuti di troppo per raggiungere la lanterna!
Ma è la tratta successiva che da la dimensione della mia crisi: l’errore è di circa un minuto ma il percorso fatto è quello di un ubriaco: direzione nord fin quasi alla strada, giro attorno alla macchia gialla fino ad una lanterna posata alla curva del sentiero e finalmente ritorno in rotta fino all’arrivo, lo stesso del WOC.
Con un finale simile, non posso sperare di aver migliorato la mia classifica ed infatti i 3 minuti lasciati nel finale sono sempre quelli che mi relegano al solito posto.
Vabbè, si vede che non fosse destino quello di fare una tappa pulita…. Comunque devo ammettere che gli avversari che ho trovato non fossero proprio degli scarponi: si è viaggiato sempre attorno a 6’ al kmsf. anche in terreni non proprio piatti e puliti.
Una cosa che ho imparato in queste settimane è che, se si fa una tratta perfetta, si mantiene la posizione appena si sbaglia si scende! In pratica non si recupera mai….
A classifica finale stilata, noto con incredulità la mia nuova posizione finale: decimo! Potenza della matematica e di questo regolamento: tre sesti posti, un quinto ed un quarto….. mi trovo dietro ad un tizio che ho battuto 4 volte su 5! Alla faccia di coloro che mi dicono che nelle multiday ci vuole regolarità…
Domani ultimo giorno qui Sternberk, da lunedì al ….. lavoro! Eh,eh, mi dispiace per voi ma noi saremo in Slovenia per la 5 giorni prima della O-Marathon. CLASSIFICA & CLASSIFICA FINALE

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