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domenica 3 agosto 2008

O-Marathon

O-Marathon: questa parola sbucata improvvisamente nel calendario, neanche tanto ufficiale, del 2008; tante ipotesi, tante speranze, tante paure, adesso è già storia!
Stegal, a sorpresa, mi iscrive alla ME mentre Mary corre con Roby nelle WMaster; quando chiedo lumi del motivo per cui dobbiamo "sciropparci" più di 30 kmsf, Stefano mi risponde: "... o quest'anno o mai più...".
All'inizio credevo che la frase fosse stata detta in quanto manifestazione unica, quella del 2008, invece l'origiornalista intendeva dire che a 40 anni suonati certe cose si fanno subito oppure meglio lasciar perdere!
Col senno di poi, devo ammettere che è stato meglio così: avevo scritto, nell'ultimo post, che sarebbe stata una passeggiata e sono stato di parola: non avendo problemi di classifica (che magari fra i master mi sarebbero venuti..), ho pensato solo a sfidare me stesso; non avevo mai corso tutti quei km., ricordo un campionato italiano elitè ed uno master a lunga distanza nel mio passato, la o-maratona, simile a questa, organizzata da Etter qualche anno fa....
Sinceramente non avevo idea di quali fossero i miei limiti, ero tentato di correre ma volevo assolutamente finirla quindi ho optato per la partenza a passeggio per poi vedere come sarebbe finita.
Dicevo molte ipotesi: la mia idea era quella di una gara prevalentemente su sentieri con qualche lanterna tecnica per sfoltire il gruppo, tratte lunghe con più scelte, insomma una gara soft per attirare i coraggiosi.
Niente di più sbagliato: la società organizzatrice ha in mente di fare storia, con questa gara, e lo fa nel modo inverso; tre carte tecniche, tracciati che basterebbero da soli a fare selezione, dando un pizzico di agonismo con la partenza a caccia.
Sì, perchè il sabato c'è stato il prologo, una passerella per Folgaria e dintorni dove ho rischiato di farmi male nell'unico vallone che c'era!
La carta non era il massimo della leggibilità, ma avendo corso con comodo non ho avuto grossi problemi.
Un pò di racconto: la mattina si parte (7.15) con il pulman per Forte Cherle; tutte le categorie, escluse le elitè, partono in massa. Alcuni, accennano già a scattare ma forse è solo scena poichè di strata devono farne parecchia.
Un'ora dopo partiamo noi, qualcuno vorrebbe anticipare lo start in quanto il rischio è di arrivare a premiazioni già fatte! Durante questo periodo di sosta si parla e si scherza in gruppo, dove Dipa,Jonas, Gian e Mic fanno i mattatori; qualcuno sta invece in disparte magari per concentrarsi sulla fatica che farà.
Ogni tanto Carlo Cristellon si diverte a mettere pessimismo prevedendo che forse nemmeno Tavernaro riuscirà a stare sotto le 2 ore e mezzo preventivate.
All'ora fatidica iniziano le partenze: tutti affrontano correndo la prima salitella.... l'unico che cammina sono io! anzi, faccio pure una scelta più larga per non fare dislivello.
Al primo punto incontro il gruppo partito in massa dopo Stegal; sono quelli che ieri non hanno fatto il prologo e sono partiti più di due minuti dopo di me; continuo con il mio passo senza farmi influenzare dalla loro corsa.
Per farla breve dico che arrivo con Stegal al centro del primo loop; ma la cosa buffa è che non abbiamo quasi mai fatto la stessa scelta! mentre percorro le tre ali, incrocio un paio di ragazzi, ma alla fine rimango in coda in quanto sbaglio la 10 e perdo un paio di minuti.
Alla 15 raggiungo nuovamente Stefano e vado in fuga lungo la salita per la 16; non serve a nulla poichè nel tratto in bianco e nero lui mi supera ed arriva al ristoro davanti.
Piccolo appunto: la strada che porta al ristoro e che sembra chiara in realtà quasi nessuno l'ha vista; il problema è che c'era una parete rocciosa piuttosto estesa appena finito il prato e forse sarebbe bastato segnalare il sentiero piuttosto che mandare allo sbaraglio i più coraggiosi.
Diciamo che questo è l'unico appunto che faccio al Gronlait.
Il superamento di questo ostacolo e la vista in lontananza di Stegal mi fanno dimenticare, dopo il cambio di SI card, che ho lasciato i miei sacchetti intatti al ristoro; anzichè tornare indietro, continuo, confidando sul fatto che mi sento ancora in forze.
Andando alla due raggiungo il mio compagno d'avventura e mentre parliamo sbagliamo l'attacco al punto.....
Senza saperlo, stiamo per entrare nel loop infernale! Sì, credo che quella lanterna centrale molti se la sogneranno per parecchio tempo: già a trovarla la prima volta è stato un calvario ma farlo 4 volte da angolazioni diverse è stato un incubo.
Personalmente ho fatto bene le prime due ali, poi verso la 10 si è chiuso il tubo dell'ossigeno al cervello: ricordo che con Vincenzo abbiamo punzonato assieme la lanterna centrale ma a me mancava la sequenza 10-11; arrivato a pochi metri dalla lanterna ho iniziato a sentirmi insicuro, indeciso. E' stato l'unico momento in cui ho avuto paura di dovermi ritirare: ero solo, in fondo al gruppo, senza viveri e con la testa che non riusciva più a concentrarsi.
L'esperienza mi è venuta in soccorso: anzichè cercare la 10, sono andato alla 11 molto vicina ad un prato inconfondibile ed una volta trovata sono andato a ritroso.
A parole è semplice ma lì saranno passati almeno 10'; i problemi non erano finiti: bisognava tornare al centro delle ali: nonostante fosse la quarta volta che la cercavo, ho gironzolato ancora finchè visivamente non ho riconosciuto la tratta già fatta in precedenza.
Finito l'incubo il mio solo scopo rimaneva quello di raggiungere il ristoro successivo: infatti la scarsa lucidità rimasta non mi permetteva di avanzare celermente se non rischiando grossi errori.
Finalmente a Passo Coe con la speranza che non se ne fossero gia andati tutti! a sorpresa trovo Stegal che beve e borbotta: "... sento cosa dice il mio socio..." rivolgendosi al sottoscritto.
Appena avverto che lui stà per ritirarsi inizio a minacciarlo come ho fatto col Dipa! La sua risposta è: ".... lasciami 5 minuti e vengo anch'io..."; dietro, anche il Bacc inizia a rincuoralo e lo carbura con delle maltodestrine.
Dopo averlo convinto a continuare lo rassicuro sul fatto che sarei rimasto con lui; prima di scendere su Folgaria avvisiamo, tramite cellulare dell'organizzazione, il gruppo GOK della nostra sopravvivenza.
Sarà stata la facilità della terza carta oppure le recuperate forze mentali il risultato è stato un percorso netto fino al traguardo, mentre nel loop ci siamo doverosamente aspettati.
Ormai nel centro del paese la gente si era già scordata della gara, delle premiazioni e la vista di questi due dispersi suscitava umana pietà; ma all'arrivo un applauso ci accoglieva, quello che normalmente accoglie gli ultimi!
Non m'interessava la classifica, ho vinto la sfida con me stesso, non avrei mai pensato di poter stare nel bosco con la cartina per 5 ore 30 minuti di seguito arrivare con le gambe ancora in salute e di assaporare una gioia maggiore che quella di vincere una sprint.
Ecco: se la sprint è adrenalina, la o-marathon è gioia.
Il destino ha voluto ripagarmi con il sorteggio del week end a Folgaria: mentre ero nel bosco non sapevo che avrei avuto un'altra occasione per ritornarci!
Sono contento anche per Mary, mi ha dimostrato che il bosco non è suo nemico fisico ma solo psicologico e grazie anche a Roby per averla voluta al suo fianco.
Credo che questa manifestazione potrà durare nel tempo e vedere tra i propri partecipanti futuri anche grandi nomi stranieri: però, caro Gronlait, un piccolo gadget per i partecipanti alla prima edizione sarebbe stato un importante ricordo.

6 commenti:

orizen ha detto...

Ciao,
strano perchè sabato il gadget è stato dato: una bella borraccina a marsupio proprio adatta per la gara della domenica. Ho visto Stegal che ne aveva a bracciate...forse si è dimenticato di dartene una.....

stegal ha detto...

Ciao Bozza! ("Bozza" non è un errore visto che ti chiami così... almeno sul comunicato stampa ufficiale :-)
Credo che Rusky alludesse a qualcosa che ricordasse proprio la prima edizione. Infatti le "bracciate" di borracce sono andate alle "bracciate" di UnionLombardini presenti alla O-Marathon (non so, forse eravamo la squadra più rappresentata)

stegal ha detto...

Marco, ho inserito qualcosa anche sul mio blog ma...

GRAZIE per quello che hai fatto all'ultimo cambio carta!!!

Rusky ha detto...

Angelo, confermo quanto scritto da Stefano... anzi, l'idea è di Mary. pensavo ad una cosa di poco valore, portachiavi,medaglia, ma che fra 15-20 anni tu possa mostrare con orgoglio: io ho partecipato alla 1^ o-marathon e l'ho vinta!
Stegal, niente ringraziamenti... una maratonetta come dovrebbe sapere come vanno le cose in coda al gruppo!

Andrea S. Trent-O ha detto...

Tanto, ma TANTO di cappello.
Un applauso per tutti voi.

stegal ha detto...

Ieri sera mi è venuta in mente una cosa ... sai quelle sensazioni che arrivano alla superficie ed improvvisamente ti tornano in mente?

Sei stato tu a dirmi che quel sentiero quasi a bordo carta per andare alla 13 di Passo Coe è sbagliato? Io avrò anche avuto le traveggole ed un paio di coccoloni... ma io ricordo un sentiero ben battuto con almeno 3 tornanti, ed è quello il sentiero che mi ha portato al recinto di fiolo spinato per attaccare la 13 dall'alto. Sulla carta doveva essere una traccia piccolina e rettilinea... qualcuno può svelarmi il mistero? O sono finito in un'altra dimensione?