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domenica 21 settembre 2008

Gribbio

Ci sono scienze che studiano il fenomeno e scrittori che vendono libri, ma anche senza di loro so che quando una cosa nasce sotto la cattiva stella non c'è niente da fare...
Questa frase introduttiva è d'obbligo per descrivere il mio week end ed il rapporto con il canton Ticino!
Venerdi 19, alle 18 sono in auto con Mary sulla tangenziale di Milano dalle parti di piazzale Corvetto; la destinazione è un piccolo paese a nord di Lugano dove si svolgerà la manifestazione denominata "lui e lei", gara a coppie, notturna, che entrambi abbiamo già sperimentato nel 2007.
Ore 19.20, siamo ancora sulla tangenziale ovest nei pressi del casello di Rho; al di là della barriera il traffico è bloccato.... non c'è altra soluzione che tornare indietro! nel contempo invidio Stegal che, col suo elicottero aziendale, è arrivato puntuale senza trovare code....
Domenica 21, il traffico non c'è ed arriviamo tranquilli a Faido; abbiamo una vecchia cartina che segna una sola strada che sale fino a Gribbio.
Riusciamo a trovare la stradina, stretta, che sale verso la nostra meta; ad un certo punto vediamo delle auto, pensiamo di essere arrivati ed invece troviamo una transenna che ci sbarra la strada!
Rimango trasecolato ... casualmente troviamo un signore che sta per salire in auto ed essendo del luogo c'informa sulla via alternativa che si trova dalle parti di Dalpe.
Finalmente siamo arrivati ad un ritrovo! il luogo è molto suggestivo, non ci sono grosse attrazioni, ma dei pascoli e qualche casetta; la vista sulla valle e le cime che circondano la località danno una dolce sensazione di libertà e rilassatezza.
Siamo a 1500 metri, ma non fa freddo; il sole riscalda il corpo solamente se ci mette al riparo dalla brezza che sale dal basso. Non ho molto tempo per guardarmi attorno: la partenza è a 45' al passo e per fortuna che è quasi tutta strada asfaltata, in salita!
Lo start è racchiuso in un avvallamento molto ripido e si capisce subito che tipo di bosco ci sarà in gara; purtroppo non ho messo le scarpe con i chiodi e me pentirò amaramente!
Prendo la carta e, a prima vista, mi piace: sembra molto tecnica, dettagliata, non ripida, insomma sembra la mia gara!
Dirigendomi verso il primo punto, passo da un canalone e già sono per terra! il problema è che la ripidità del terreno mi fa scivolare per alcuni metri e questo mi mette un di paura; il primo punto lo trovo bene e quindi inizio a velocizzare le operazioni.
Grosso errore di valutazione! infatti prendendo velocità inizio ad inciampare e rischiare di cadere ad ogni passo: questo incedere mi toglie concentrazione ed infatti scambio la V azzurra con la pozza più a sud-ovest; questo errore mi porta lungo ed al ritorno in zona punto devo seguire Antonio G. che partiva dopo di me.
Inizialmente, dopo aver capito che non fosse giornata,l'istinto era quello di seguirlo ma poi ho lasciato perdere; la mia speranza era che questa zona di bosco terminasse presto per poter correre un .
Per questo motivo decidevo di camminare solamente, stando bene attento a dove mettessi i piedi: il ginocchio sinistro era già stato colpito da una roccia e la mia unica paura era quella di non peggiorare la situazione.
Camminando, non ho avuto problemi tecnici: i punti 4-5-6 mi sono venuti incontro ma la mia soddisfazione non era certo alle stelle: orientarsi correndo o camminando sono due sport diversi!
La tratta lunga, per me, è stato un errore tecnico: non so chi abbia fatto il bosco a ritroso, ma la scelta che ho trovato più ovvia era quella di tornare in partenza ed attaccare il punto arrivando dalla 8! è vero: ci sono parecchi metri di dislivello, ma sono fetucciati fino al triangolo... e la differenza di corsa fra la strada asfaltata ed il sottobosco era davvero notevole!
In zona punto ero impreciso ma sinceramente iniziavo a stancarmi mentalmente di questo tipo di gara; infatti dopo aver centrato 8 e 9, iniziavo a perdere la concentrazione alla 10 e 11 anche perchè, durante il tragitto, cadevo pesantemente sul gluteo sinistro scendendo da una delle innumerevoli rocce.
Il caso ha voluto che, un atleta dell'Aget cadesse pesantemente a terra dopo avermi superato... ancora due lanterne (12-13) fatte bene eppoi, appena intravvisti i prati con le casette circondate dalle auto parcheggiate, la mia destinazione è diventata il doppio cerchio rosso.
Non mi è neanchè passato per la testa di fare 14 e 15 tanto ero stufo di vagare per questo bosco; per chi c'è stato, paragono questa carta con quella di Marilleva! solo i grandi campioni e quelli il cui peso/altezza è quello di una piuma riescono a districarsi in mezzo a queste rocce, cespugli, rami che sono disseminati nella parte alta della carta.
Tolti, finalmente, i panni dell'orientista, ho indossato quelli del turista e con Mary ci siamo fatti una passeggiata alla ricerca di quel cervo il cui bramito riecheggiava fin dalle prime ore della mattina.
Nota a margine per gli amici del Primiero: nonostante i vostri sforzi propagandistici in giro per l'Europa, i rappresentanti dello Scom Mendrisio, che stanno organizzandosi per l'estate prossima, mi chiedevano se valesse la pena partecipare alla 5 giorni delle Dolomiti.... io ci sarò, ma spero che anche loro possano essere della partita.

mercoledì 17 settembre 2008

Elezioni d'autunno

Dopo aver smaltitola sbornia da vittoria, ho voluto scrivere questo post sapendo benissimo di andare a camminare su un terreno minato; è molto più semplice ed amichevole commentare una gara propria o altrui piuttosto che parlare di oripolitica!
Come si sa, fra poco ci saranno le elezioni del comitato lombardo e, soprattutto, del consiglio federale; il primo aprile, l’Er-team ci ha bruciato la candidatura a sorpresa di Stegal ed ora non abbiamo alternative.
A parte gli scherzi, ogni tanto parliamo di questo argomento alle cene GOK e si capisce bene che ognuno ha le proprie idee e soluzioni.
Su una cosa concordiamo: chi aspira a determinate cariche lo deve fare non per farsi bello a premiazioni, convegni, incontri, ma viceversa solo perché ha il tempo, la voglia e le idee per sviluppare il nostro sport che da tempo ormai si è arenato nei bassi fondali.
Chi ha retto le redini fino ad ora credo che pensi di averlo fatto bene (mi stupirei dell’incontrario); di contro ci sono persone, episodi, che raccontano tutti i mali della Federazione!
Il mio post non vuole giudicare nessuno anche perché non ho abbastanza elementi per prendere posizione; vorrei, invece, pensare al futuro, ma il problema è che nessuno ne parla, se non sottovoce e di nascosto; non pretendo che tizio venga sul mio o altro blog a dire i suoi programmi, magari esponendoli con il solito linguaggio burocratico… non pretendo nemmeno un confronto in TV faccia a faccia, ma che almeno un organo ufficiale, come potrebbe essere il sito Fiso, riportasse notizie, idee o comunque parole che rendessero l’idea di quale direzione prenderà la prossima squadra.
Come dicevo a Stefano mi piacerebbe che un ipotetico giornalista ponesse delle domande specifiche ai possibili candidati su vari aspetti del nostro sport: il ruolo della nazionale, i settori giovanili, il settore scuola, la formazione dei tecnici, cartografia, ecc… insomma sottoporre i problemi che ci sono attualmente e possibilmente avere delle risposte non burocratiche!
Una delle cose che mi sono sempre chiesto è: l’orienteering al sud Italia è utopia? Gli sforzi fatti in tempi passati hanno prodotto risultati? Vale la pena di insistere ancora e come?
Questa potrebbe essere una domanda fac-simile da porre….
Credo che, più si è diretti e sinceri meglio si possa affrontare la realtà; siccome, come sempre, i soldi saranno pochi, ci sarà chi verrà scontentato ed allora sarà sempre il primo a criticare.
Ci saranno sempre i soliti interessi di società, di singoli, che verranno toccati ed allora nasceranno le solite alleanze trasversali pro e contro il consiglio federale.
Ormai da tanti anni viaggio assieme al mondo orientistico che non è certo diverso da quello reale; credo che, molte volte, gli eletti dovrebbero togliersi la tuta d'atleta e di società ed indossare quella istituzionale soprattutto nelle manifestazioni internazionali.
Sono riflessioni, buttate nello stagno, i cui effetti posso essere raccolti o meno dipende dalla volontà dei candidati; quattro anni fa si dicevano le stesse cose e fra quattro, magari, farò un copia-incolla….
Vedremo, ricordo solo che a livello internazionale le cose vanno avanti e non aspettano, di certo, l’Italia per decidere come muoversi; e questo non solo a livello direttivo ma anche sotto l’aspetto agonistico!

domenica 14 settembre 2008

S. Geminiano - C.I. Staffetta

Penso che la frase pronunciata da Mary a fine gara sintetizzi al meglio questa staffetta: ".. quando ho visto Oscar arrivare sul prato mi sono emozionata.."
Credo che meglio di così non potesse finire questa settimana caratterizzata dalla scelta del terzo frazionista dell'UL (vedi post precedente): della serie "al bando le tattiche tanto quando gira bene il risultato arriva!"
Ma andiamo con ordine: non avendo modificato nulla rispetto alle iscrizioni, debbo alzarmi presto per essere puntuale al lancio delle 09.40; purtroppo la lunga e tortuosa strada che porta al ritrovo sembra non finire mai ed alla fine arrivo giusto in tempo per vedere il lancio degli elitè.
Nemmeno il tempo per salutare e riscaldarmi un attimo che mi trovo già dietro la mia cartina, in attesa di affrontare la rampa iniziale appena dentro il bosco.
Attorno a me riconosco i volti di grandi avversari master: Etter, Di Stefano, Balboni, Biella, Frizzera, Cavara e non ultimo l'imponente sagoma di Bettellini che farà da apristrada alla selezione ticinese che comprende Cantoreggi ed il Madda.
Di tattica c'è poco da discutere: l'unica squadra che ha le punte in terza frazione è il Panda V. e gli AAA; i miei pronostici sono per gli AAA e Cus Bologna mentre non considero minimamente il Trent-O in quanto non conosco Pegoretti ed il suo nome non mi dice nulla; cercherò, quindi di aggrapparmi ai primi e di staccare il più possibile il Borgo.
Quest'anno, con l'assenza del super Primiero (i cui componenti sono d'argento in elitè), la gara sarà più equilibrata e combattutta; un'occasione unica per avvicinarsi all'oro!
Si parte, in cima alla rampa vedo davanti a me Cavara e Di Stefano; mi concentro sulla carta e faccio la mia scelta; arrivo in sicurezza, loro hanno appena fatto il check e quindi sono partito bene.
Le gambe iniziano a girare bene e la temperatura, nonostante il sole splendente, è davvero ideale; piano piano raggiungo i due master citati ed arrivo al terzo punto dove raggiungo anche Balboni.
Nel pianetto verso la quattro ci sono un pò tutti, ma appena si arriva alla strada ci si disperde in quanto vi è la seconda farfalla; improvvisamente mi trovo davanti da solo ma continuo bene la mia gara.
Qualche incertezza alla sei mi fa capire che sono troppo sopra ritmo ed infatti pago dazio alla sette: in realtà scendo lungo il sentiero ed alla curva mi getto nell'ampio avvallamento dove, sulla parte destra dovrei trovare la canaletta.
Quando ne vedo una, credo di essere alla lanterna invece è vuota; inizio a preoccuparmi, so che sono molto vicino e la visibilità è ampia ma di teli bicolori nemmeno l'ombra.
Aspetto circa un minuto e comincio a notare le tute dei miei inseguitori che scendono anche loro; qualcuno, più bravo, riesce a trovarla subito mentre io mi devo aggrappare alla tuta del Trent-O del Frizz per poter punzonare.
Essendo in crisi tecnica sfrutto la sua scia fino al punto successivo, poi mi stacca prima del punto spettacolo.
Poco dopo vedo una tuta del Panda ancora nel gruppo e questo mi preoccupa poichè non mi posso permettere di arrivare con lui al cambio; la seconda parte dell'anello è più mossa, con maggior dislivello con punti più distanti.
Durante il trasferimento sulle piste da sci verso la 11, riesco a vedere da lontano le sagome dei miei avversari più temuti e questo mi conforta in quanto il distacco è limitato; dopo qualche minuto rimango con il Frizz e con Cavara che fa una scelta leggermente diversa, ma il risultato è lo stesso, cioè alla lanterna tra i due sassi arriviamo insieme! in verità i due punti neri mi sono sembrati più alti rispetto al ruscello da cui si attaccava il punto...
Ancora assieme alla 12 anche se io sceglievo una via diversa; poi prendo la testa e con il Trent-O piombiamo su Balboni che ha fatto una scelta fra i valloni; perdiamo un pò di tempo poichè la lanterna è molto in basso rispetto a quello che ci aspettavamo.
Lì, Lorenzo prende la testa è corre spedito in costa alla ricerca della strada che scende dal pendio; io dietro a tenere duro sperando di non essere troppo basso....
invece la scelta è ottima poichè sbuchiamo in prossimità del ruscello, nel punto esatto per prendere il sentiero che sale di fianco alla 14; ci accorgiamo che dietro non c'è più nessuno e questo ci galvanizza.
Sorpresa: salendo verso la 15 troviamo Bettellini che arriva da un sentiero e con lui ci tiriamo il collo per salire fino in zona punto; qui si arriva alla lanterna decisiva per molti staffettisti!
Io arrivo al bordo del verde con il master ticinese che entra deciso fra il fogliame rigoglioso; vedo che i sassi sono al bordo bianco-verde e quindi non mi fido a seguirlo perchè potrebbe avere un altro punto...
Anche Frizz è titubante in quanto la vegetazione non è netta nel cambiamento e ci sono alcuni sassi non rilevati che ingannano; improvvisamente vedo passare la tuta giallonera svizzera ed una voce che mi dice di avere già punzonato: corro a ritroso la scia del leader M35 e vedo i due sospirati sassi!
Risalgo il pendio e non vedo la sagoma del Trent-O dietro di me... Lorenzo avrà avuto la stessa lanterna? nel dubbio piombo, attraverso i prati, verso l'arrivo vedendo ancora la schiena del leader ticinese.
La voce eccitata dello speaker, compagno di società, conferma il buon esito della mia prova ed arrivo senza fiato a dare il cambio a Remo; prima di esultare, controllo che i famosi PE o PM non compaiano sul foglio bianco degli split in quanto non ho mai controllato i codici essendo abbastanza sicuro delle mie scelte.
Qui inizia l'avventura dei miei compagni: la seconda frazione viene condotta da Bussi il quale perde un'eternità alla famosa lanterna dei due sassi.... Remo è primo alla 100 e terzo al cambio in quanto nel toboga finale viene superato da Lari e De Carli!
Oscar passa al punto spettacolo con poco più di tre minuti dal duo Cus Bologna - TrentO; quando vedo che AAA e Panda V. partono con oltre 15' di ritardo inizio ad essere tranquillo per l'incognita rimonte.
Arriva il Madda a chiudere il discorso vittoria ed io inizio a gustare l'ennesimo terzo posto anche perchè non ho ancora capito chi sia in quarta posizione...
Improvvisamente spunta la sagoma alta e magra con cappellino in testa di Oscar: io non ci voglio credere anche perchè è da solo! non avrà mica saltato un punto? non esulto fino allo scarico della SI card... sì! è vero, siamo di nuovo campioni italiani a staffetta!
La storia della staffetta è incredibile: quelle volte che ti senti forte rischi di non salire sul podio, in altre occasioni pensi che non ce la farai ed invece tutto si avvera.
Ancora una volta gli AAA sono saltati e Andrea C. conquista il "solito" quarto posto con la consueta rimonta.
Passando ad un discorso generale, credo che le carte ed il bosco di ieri ed oggi non siano nemmeno lontane parenti! se sono stato severo nel post precedente devo, invece, dare atto che questo "Passo delle Radici" è stato molto bello ed i percorsi hanno offerto una prima parte piatta e veloce per poi fiondarsi in zona più mossa e fisica; la lettura della carta è stata buona, sinceramente non mi sono fermato molto ad osservare eventuali errori...
Nonostante la nuvola passeggera, che ha ricordato come il tempo oggi ci abbia graziato, credo che questa gara sia stata molto più apprezzata dell'individuale long.
Nota a margine: l'uomo del "gran rifiuto", mangiandosi le mani per il risultato finale, con una banale scusa si è allontanato prima della premiazione per evitare una pubblica umiliazione visto che nessuno aveva letto il post infrasettimanale!
Stegal, ti aspetto al parco della Mandria....-))

sabato 13 settembre 2008

S. Anna Pelago - C.I. Long

Senza infamia, lode... ecco come definirei questa giornata di orienteering! questo vale per la mia prestazione ed in generale per la gara nel suo complesso.
La nostra trasferta inizia il venerdì pomeriggio quando arriviamo in un carino B&B di Riolunato nelle vicinanze del centro gare; risalendo il pendio appenninico attraverso Lama Mocogno che mi ricorda vecchie trasferte ed in particolare un campionato italiano middle dove, la finale fu tracciata sul bordo della carta, pessimamente rilevata.
Già dal rapporto distanza/dislivello immagino il terreno: classico collinone con lunghi nasi e ripidi pendii intervallati da profondi avvallamenti.
Il ritrovo mattutino prevede temporale ed
acquazzone; personalmente non mi dispiace, ma questo tipo di tempo, rovina il contorno della gara poichè il pubblico pensa più a trovare un posto caldo anzichè seguire l'arrivo degli atleti.
La vista degli ultimi metri della corsa è davvero buona in quanto c'è un prato ripidissimo dove si pensa solo a frenare anzichè a correre; lì si possono notare gli spericolati discesisti.
Purtroppo lascio in camera la macchina digitale e quindi niente immagini di ricordo....
Durante i 30' di strada per lo start penso solo a non raffreddarmi troppo in quanto l'acqua che cade gela anche quelli "caldi" come me; prima di partire incrocio Roberto P., che parte 6' dopo di me, il quale mi confida
di non essere al top in quanto l'impegno JWOC lo tiene distante dagli allenamenti.
Appena prendo la carta comprendo la difficoltà nel leggere i dettagli: probabilmente gli astri sono contro gli organizzatori, poichè forse solo con il sole la lettura del 15 mila potrebbe essere buona, ma con pioggia, buio e sacchetto è davvero un'impresa vedere i sentieri nel verde.
Cerco di attaccare la prima lanterna dal giallo... immagino un piccolo prato ma è tut
t'altro che una zona d'erba! riesco ad arrivare in zona punto ma non ho la vista buona e non vedo il telo; giro per un paio di minuti finchè ritorno nello stesso punto e finalmente riesco ad infilare la SI card.
Mi sono già innervosito per l'imprevista difficoltà a trovare il primo punto e pago le conseguenze per suc
cessivo tratto: scendo male fino alla strada asfaltata, mi ributto nel bosco in direzione sbagliata e dopo molte incertezze trovo un traliccio che mi confonde le idee; mi fermo, rifletto e finalmente entro in carta! Nelle vicinanze della lanterna sento l'arrivo di Roberto... ho già buttato sei minuti!
Penso che peggio di così non posso fare poi, finalmente, inizio a riprendere il mio ritmo, le giuste distanze e a capire il bosco; infatti non ho problemi alla 3 e 4.
Ora c'è il pezzo lungo: è vero, ci vogliono questi trasferimenti, ma dovrebbero rappresentare un quesito orientistico; invece questo trattone non offre molte
alternative se non quella di decidere dove affrontare il dislivello!
Passando per la strada asfaltata incrocio il Bacc che va alla due e capisco la sua scelta, molto diversa dalla mia! risalgo il primo pezzo di bosco per lo stesso naso dove avrei dovuto scendere in precedenza; non è stata la scelta ottimale ma almeno arrivo alla svedese abbastanza sicuro. Lì imbocco un sentiero che sale e sono convinto
di sapere quale sia in carta; in realtà, solo a fine gara ho notato quale fosse realmente....
Fortunatamente l'unico problema era quello di raggiungere l'altezza ideale per attaccare il punto; non sapendo dove fossi esattamente ho impiegato qualche minuto di troppo per raggiungere il quinto paletto.
Con sorpresa trovo nuovamente Roberto e questo mi confort
a un ; poi, lui va in costa ed io scendo fino allo sterrato. Neanche a farlo apposta ci ritroviamo in zona punto, poi lui allunga ed io ed Attilio dietro a denti stretti.
Trovata la settima lanterna opto per il giro della collina e durante il tragitto noto ancora la sagoma del Primiero che corre nel sentiero parallelo sottostante; quindi 8 e 9 trovate di slancio ma a quel punto decido di ritornare al mio passo.
Mentre salgo per la 10 inizio a pensare che la gara stia per terminare e quando arrivo agli incroci coi bicchieri vado in panico: per non sbagliare guardo la bussola e prendo il sentiero che va a nord!
Con delusione capisco di aver imboccato un sentiero sbagliato che per fortuna gira e ritorna in zona per poter riprendere il percorso ideale. Campanello d'allarme che purtroppo risulta vero: tratto 10-11 direzione nord ruscello prima della collina; dietro a me c'è Angelo che corre per il podio M45.... arrivo ai piedi di una salita e vedo un canale: mi fermo e cerco affannosamente dove sia la sua f
ine. Inizio a riflettere che non ho visto la strada e che il mio ruscello non ha angoli; finalmente mi convinco che sono corto e contrariato continuo finché tutto si aggiusta. Da quando ho messo piede su questo pezzo piatto di bosco avrò perso almeno 3'!
Ormai mi butto verso l'arrivo, rischio qualcosa alla penultima ma chiudo davvero incavolato; Stegal dice che sono medaglia di bronzo virtuale ma io sono conscio degli errori fatti e non m'illudo.
Tornando alla frase iniziale credo che la mia parte negativa sia stata l'inizio e la fine, mentre buono il tratto centrale; ottime le sensazioni fisiche, probabilmente l'allenamento a 30° ha pagato appena il freddo è tornato.
Sotto l'aspetto emozionale questa giornata non mi ha lasciato molto: il tempo ha rovinato l'aspetto dello spettacolo mentre la carta non offriva grandi possibilità di tracciatura; per questo non me la sento di criticare i tracciati in quanto non ho visto molte alternative. E' vero che alcuni tracciati presentavano tratti monotoni con dislivelli obbligatori senza possibilità di evitare i valloni.... anche il fatto di ritornare alla svedese per affrontare la seconda parte del percorso non mi è sembrato un'ottima idea.
Sinceramente non reputo questa costa come luogo ideale per correre la long nazionale, avrei visto meglio la middle nella parte meno ripida; forse spostare lo start più a nord avrebbe evitato l'incrocio alla svedese, ma forse avrebbe creato problemi per le categorie più corte....
Domani c'è la staffetta e speriamo che non piova altrimenti il bello di questa gara andrà perso.

mercoledì 10 settembre 2008

Un pensiero per Stegal e la staffetta UL

Leggendo il post di Stegal, riguardo alla gara di domenica scorsa, sono rimasto colpito poiché ho capito con quanti stati d’animo uno persona può affrontare le proprie sfide. Innanzitutto, voglio dire a Stefano che quanto scriverò non è da prendere come lezione di vita o di sport ma solo un modo per cercare di aiutarlo psicologicamente a vincere delle paure o la mentalità sbagliata con cui sta affrontando il “problema” staffetta. Già da alcuni anni, all’interno della società, nasce il ballottaggio staffetta: l’abbondanza di master “Uellini” ha sempre reso più arduo il compito del selezionatore di turno; nel mio caso, sempre su raccomandazione, sono riuscito a trovare un buco nella staffetta di punta, nonostante siano passati i vari Brambilla, Deligios, Bozzola, Madella, compagni di squadra migliori del sottoscritto. Ho avuto la fortuna di centrare il podio 5 volte su 6 e l’unica volta che l’ho mancato è stato per colpa mia quando, a Marcesina, impiegai 17’ per fare la prima lanterna…. In quel momento ho pensato anch’io ai miei compagni ma non perché avevo rovinato la gara ma perché è stato l’unico motivo per non ritirarmi! Altre volte mi sono sentito l’anello debole, come in occasione del trofeo delle regioni a Santa Colomba, dove Brambilla e Shutkovsky erano molto più forti di me! In quell’ occasione corsi una delle più belle gare facendo il miglior tempo dei nostri, vincendo una medaglia di bronzo molto importante nella mia vita orientistica. Quest’anno, con la partenza di Angelo, si è ripresentato il problema del terzo frazionista in quanto io e Remo sembriamo iscritti d’ufficio…-)) I candidati a correre la frazione erano Oscar e Stegal; personalmente li considero sullo stesso piano anche se sono abbastanza diversi: Oscar è più veloce di Stefano mentre tecnicamente credo che il secondo sia leggermente più preciso. Un coach che punta alla vittoria comincerebbe a studiare tattiche, bosco, dislivelli, ecc… per poi capire chi dei due sia più adatto alla gara. Siccome io non sono lo stratega della società ragiono col cuore; non è un fattore di amicizia o simpatia ma un pensiero di riconoscenza. Stefano, si sa, lavoro molto e gratis per l’orientamento sia societario che a livello nazionale; i suoi risultati sportivi raramente gli hanno permesso di emergere in società a tal punto da essere soprannominato simpaticamente come “signor nessuno”. Quest’anno, girando il mondo orientistico ed allenandosi per chilometri lungo le campestri lombarde ha raggiunto dei risultati buoni ed una sicurezza nel bosco molto simile alla mia; per questo motivo avevo proposto di fare la staffetta. Dopo aver corso con lui la staffetta ai campionati trentini ed aver compreso la sua soddisfazione nel farlo, volevo dargli la possibilità di cimentarsi nella più importante. Il problema, ma di questo ero già a conoscenza, è che Stefano “sente” questa possibilità non come una nuova opportunità di confronto e gioia di esserci, bensì come un esame che non è certo di superare con l’aggravante di recare danno agli altri. Non posso dargli torto in quanto imparando a conoscere Mary, che è molto simile a Stegal, ho capito la differenza psicologica che c’è in ognuno di noi; se da una parte mi dispiace che lui abbia rinunciato, dall’altra so che se avesse accettato e magari perso la gara per un suo errore si sarebbe buttato giù per chissà quanto tempo. Quello che voglio dirgli è che la staffetta è tale solo fuori dal bosco, una volta presa la carta diventa la solita sfida con se stessi; è vero: ad alti livelli scattano altri meccanismi, controllare gli avversari, studiare una strategia, ecc… ma noi corriamo una semplice M35 dove alla fine conta divertirsi. Personalmente ho vissuto podi molto differenti emotivamente, ma non per colpa dei miei compagni ma dettati dalla mia prestazione personale come, del resto, mi capita dopo ogni gara single. Credo che le sue stesse paure le possano vivere i compagni di Cipriani, Balboni, Biella, cioè coloro che hanno uno o due compagni migliori e sanno che la loro prova sarà determinante; che dire degli AAA, squadra sulla carta molto forte ma che ogni anno fallisce il colpo (non quest’anno). La staffetta è una gara particolare perché alcune volte azzera le differenze fra i singoli e non è mai finita (chiedere a Tero!); domenica poi, con la mancanza del super Primiero, sarà davvero una lotta difficile ed equilibrata dove chi corre non deve essere schiavo delle proprie paure ma dovrà tirare fuori il meglio del proprio repertorio. Ognuno di noi, quando prende la carta dalla cassetta di partenza, non ha certezza o sicurezza di fare bene; a volte dipende dalla testa, dalle gambe, da un semplice colpo di fortuna che ti fa trovare subito una lanterna “imboscata”; l’importante è riuscire a divertirsi e giungere al finish con la consapevolezza di avere fatto del proprio meglio. Gli errori ci stanno, per tutti: ricordo i trac-trac di certi campioni ed io a pensare: “ ma allora sbagliano anche loro!” ed io a rivalutare certe mie gare dove magari ho perso solo qualche secondo per strada… Negli ultimi anni ho fatto parecchi Rit. o PM. ma la maggior parte delle volte perché o non mi diverto o sono deluso da me stesso; reputo la mia gara domenicale come un passatempo per evadere dalla vita cittadina, un modo per ricaricare la mia mente e staccare la spina dal lavoro. Ecco perché voglio mettere al primo posto il divertimento, la soddisfazione di aver superato difficoltà tecniche, tornare a casa con la voglia che sia di nuovo domenica per una nuova sfida. Stefano, credo che tu debba continuare a vivere il nostro sport come una parentesi tra un Lussemburgo e l’altro e non considerare i tuoi compagni di squadra dei professori pronti a spararti addosso… hai mai pensato all’ipotesi che tu potessi fare una bella gara ed io o Remo a sbagliare? Come dovremmo sentirci noi allora? Perché se sbagli tu ci potrebbe anche stare, d’altronde sei considerato il punto debole, ma se sbagliamo noi? Comunque vedremo come andrà e non dimenticare che ti aspetto al parco della Mandria..-)))

domenica 7 settembre 2008

Sella Valsugana - 2 giorni

Ormai da qualche anno si svolge questa manifestazione: stessa socie organizzatrice (Panda), stessa valle, ma quest'anno la denominazione è leggermente cambiata in memoria di Pietro Motter prematuramente scomparso qualche tempo fa.
Personalmente ho partecipato più volte, forse perchè una volta riuscii a giocarmi la caccia in HB giungendo secondo al traguardo dopo aver fatto da lepre.
Quest'anno, visto che di classifica finale c'era poco da parlare poichè erano presenti fior di master, ho approfittato del clima più fresco per poter correre in un luogo diverso dai soliti viali asfaltati milanesi.
Nonostante fossimo partiti sabato mattina, arrivo al ritrovo all'ultimo momento: d'altronde, i miei genitori mi vedono solo in queste occasioni e credo sia meglio dedicare qualche ora in più a loro piuttosto che arrivare in anticipo.
Arrivo al pelo allo start e sento che la temperatura non è per niente fresca, ogni tanto qualche nuvola passeggera butta giù qualche goccia rendendo ancora più umida l'aria.
Durante il lungo trasferimento per la svedese leggo "anno 2000", ciò significa che i verdi ed i gialli saranno sui generis...
I primi tre punti sono abbastanza semplici mentre per il successivo opto per la scelta alta: salgo lungo il sentiero ed al bivio mi porto nel bianco sopra la lanterna; credo di aver fatto una buona scelta ma c'è un piccolo problema: dove inizia la zona con le righe verdi? con questo dilemma affronto la zona finchè, alzando gli occhi, trovo la lanterna una decina di metri sopra.
Non ho perso molto in termini di tempo, ma molto di più in sicurezza....
Faccio bene le successive due tratte ed arrivo al luogo del misfatto: 6-7 tratta abbastanza facile sulla carta, discesa tenendosi il sentiero sulla destra e trovare un sasso nel bianco a bordo del verde 1 anche perchè a sinistra c'è una canaletta....
Infatti eseguo per bene il piano d'attacco, scendo, scendo però non trovo il sasso; allora decido di percorrere il sentiero fino alla strada che passa sotto e riattaccare dal basso il punto. Arrivato all'incrocio mi assicuro che ci sia la curva verso ovest e percorro la strada verso est cercando il sentiero che risale il pendio; trovo una traccia e salgo per qualche metro ma non mi convince molto. A quel punto decido di tornare sul sentiero grosso ed accertarmi dove realmente io sia finito; finalmente capisco di essere ad est della lanterna e che la curva non era quella esatta, come non era esatto il primo sentiero che avevo percorso in discesa: in poche parole l'avvallamento che parte sotto la sei è diventato un sentiero che si congiunge con le due piccole tracce segnate in carta.
Credo di aver perso almeno 5 minuti a capire quanto scritto sopra e soprattutto iniziava a crescere in me la convinzione di lasciar perdere la gara; comunque continuo e trovo agevolmente 8 e 9 mentre correndo verso la 10 scelgo di salire fino alla fine dell'asfalto e di entrare da quel bel bianco piatto dove una canaletta mi farà da guida verso il basso....Beh, prima di arrivare a quella canaletta ho trovato di tutto e quel bosco bianco, tanto immaginato, è rimasto sulla carta.
Colpo di grazia per la 11: praticamente non c'è alternativa, bisogna affrontare i valloni; scendo fino al sentiero ed inizio ad arrampicarmi per poi ridiscendere e risalire.... inizia a piovere quando mi trovo qualche metro sotto la lanterna; improvvisamente scatta una repulsione mentale alla gara e decido di scendere alla 12 per poi tornare all'arrivo.Sinceramente avevo già pianificato di non voler partire a caccia per due motivi: primo, evitare di alzarmi presto e scappare subito dall'albergo per essere allo start in tempo con 35' di strada da fare a piedi (in salita); secondo, non ho nessuna voglia di mettermi a correre con lo stress di raggiungere o essere raggiunto da qualcuno per poi pensare a come staccarlo per non fare la volata.... (a riprova di ciò, l'esempio è venuto da uno come Pierpaolo che si è bevuto due punti solo perchè dietro arrivavano due mastini come il Bacc e Niccolò).A fine gara rivedo Ruggero, ormai inghiottito dalla grande Cina che comunque riesce a fare una discreta gara.Domenica me la prendo comoda e nonostante la colonna lunga e lenta delle auto d'epoca, riesco ad arrivare in tempo per gustarmi il sentiero dove ci sono le opere d'arte sparpagliate per il bosco e per la valle.Andrea, il tracciatore, mi anticipa la condotta di gara: le prime saranno veloci poi dovrai tirare il freno a mano; ad Enrico, che mi parte tre minuti davanti, anticipo che lo avrei preso il quel tratto... tra gli avversari si sono aggiunti anche Roberto P. e Michele C., mica male per una M35 regionale!
Le prime lanterne sembrano molto facili ma in realtà nascondono sempre qualche insidia, poichè tutti i paletti sono posati in modo non troppo visibile.I primi sei punti sono molto fisici in quanto non bisogna dimenticare che il tracciato è stato pensato per una gara a caccia!
Le insidie iniziano dal settimo punto: non sbaglio nulla ma capisco che dovrò cambiare metodo di navigazione... purtroppo, dietro, ho un tizio che ho raggiunto alla cinque e non riuscirò più a scollarlo fino alla 15!
Scendo verso la otto e sento una voce conosciuta che mi chiede se ho trovato il punto... è Enrico! si è arenato in un avvallamento a bordo carta; per mia fortuna mi indica dove sia quella specie di 0 nero a ovest della lanterna: "ma come", dico io," se siamo qui la lanterna è la sopra!".
Non so cosa abbia scatenato la sua reazione, so solo che, dopo aver punzonato, è letteralmente volato alla 9! e l'ha pure trovata al volo mentre io ho perso un paio di minuti a setacciare quel fazzoletto di bosco adiacente al burrone! riprendo la mia gara, faccio una buona scelta ed arrivo alle tre buche dove perdo qualche secondo a causa dell'invisibilità del telo....
Le lanterne 12 e 13 hanno una particolarità: sono vicine al precipizio e questo aiuta molto! se non ci fosse quel riferimento credo che di "pascolate" se ne farebbero davvero molte; il terreno è insidioso perchè ti porta verso sud senza fartelo notare....
Anche i tre punti successivi, che io ho trovato abbastanza bene, sono molto pericolosi in quanto sono visibili solo a qualche metro di distanza; in questo frangente ricordo le parole di Pierpaolo che malediceva il bip della stazione in quanto tutto il circondario si catapultava sulla lanterna facilitando il compito degli inseguitori.
Credo che in questo pezzo di bosco fare orienteering da solo o in gara con altre persone che parlano, si chiamano ecc... siano due sport diversi!
Uscito dalla zona "mistica" non trovo grossi problemi tecnici nel ritornare verso l'arrivo; purtroppo l'andatura non è quella dei migliori ma comunque faccio del mio meglio. Ormai tranquillo, arrivo alla 21 e probabilmente la stanchezza mi fa memorizzare un codice lanterna (39, chissà perchè..); Arrivo alla 40, la vedo ma non la calcolo... dopo più di un minuto arriva Stegal e la punzona! Capisco l'errore banale che macchia la mia prestazione... Chicca finale: sfida allo sprint con Stefano: lui davanti cerca la S.I. card di sinistra, io a destra.... inizia ad imprecare e non corre.... vinco io! Motivo?
Tutto sommato è stato un buon week, divertente, forse un rovinato dalle vecchie cartine ma sufficientemente coinvolgente per ricordare una persona che non è più con noi.