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sabato 13 settembre 2008

S. Anna Pelago - C.I. Long

Senza infamia, lode... ecco come definirei questa giornata di orienteering! questo vale per la mia prestazione ed in generale per la gara nel suo complesso.
La nostra trasferta inizia il venerdì pomeriggio quando arriviamo in un carino B&B di Riolunato nelle vicinanze del centro gare; risalendo il pendio appenninico attraverso Lama Mocogno che mi ricorda vecchie trasferte ed in particolare un campionato italiano middle dove, la finale fu tracciata sul bordo della carta, pessimamente rilevata.
Già dal rapporto distanza/dislivello immagino il terreno: classico collinone con lunghi nasi e ripidi pendii intervallati da profondi avvallamenti.
Il ritrovo mattutino prevede temporale ed
acquazzone; personalmente non mi dispiace, ma questo tipo di tempo, rovina il contorno della gara poichè il pubblico pensa più a trovare un posto caldo anzichè seguire l'arrivo degli atleti.
La vista degli ultimi metri della corsa è davvero buona in quanto c'è un prato ripidissimo dove si pensa solo a frenare anzichè a correre; lì si possono notare gli spericolati discesisti.
Purtroppo lascio in camera la macchina digitale e quindi niente immagini di ricordo....
Durante i 30' di strada per lo start penso solo a non raffreddarmi troppo in quanto l'acqua che cade gela anche quelli "caldi" come me; prima di partire incrocio Roberto P., che parte 6' dopo di me, il quale mi confida
di non essere al top in quanto l'impegno JWOC lo tiene distante dagli allenamenti.
Appena prendo la carta comprendo la difficoltà nel leggere i dettagli: probabilmente gli astri sono contro gli organizzatori, poichè forse solo con il sole la lettura del 15 mila potrebbe essere buona, ma con pioggia, buio e sacchetto è davvero un'impresa vedere i sentieri nel verde.
Cerco di attaccare la prima lanterna dal giallo... immagino un piccolo prato ma è tut
t'altro che una zona d'erba! riesco ad arrivare in zona punto ma non ho la vista buona e non vedo il telo; giro per un paio di minuti finchè ritorno nello stesso punto e finalmente riesco ad infilare la SI card.
Mi sono già innervosito per l'imprevista difficoltà a trovare il primo punto e pago le conseguenze per suc
cessivo tratto: scendo male fino alla strada asfaltata, mi ributto nel bosco in direzione sbagliata e dopo molte incertezze trovo un traliccio che mi confonde le idee; mi fermo, rifletto e finalmente entro in carta! Nelle vicinanze della lanterna sento l'arrivo di Roberto... ho già buttato sei minuti!
Penso che peggio di così non posso fare poi, finalmente, inizio a riprendere il mio ritmo, le giuste distanze e a capire il bosco; infatti non ho problemi alla 3 e 4.
Ora c'è il pezzo lungo: è vero, ci vogliono questi trasferimenti, ma dovrebbero rappresentare un quesito orientistico; invece questo trattone non offre molte
alternative se non quella di decidere dove affrontare il dislivello!
Passando per la strada asfaltata incrocio il Bacc che va alla due e capisco la sua scelta, molto diversa dalla mia! risalgo il primo pezzo di bosco per lo stesso naso dove avrei dovuto scendere in precedenza; non è stata la scelta ottimale ma almeno arrivo alla svedese abbastanza sicuro. Lì imbocco un sentiero che sale e sono convinto
di sapere quale sia in carta; in realtà, solo a fine gara ho notato quale fosse realmente....
Fortunatamente l'unico problema era quello di raggiungere l'altezza ideale per attaccare il punto; non sapendo dove fossi esattamente ho impiegato qualche minuto di troppo per raggiungere il quinto paletto.
Con sorpresa trovo nuovamente Roberto e questo mi confort
a un ; poi, lui va in costa ed io scendo fino allo sterrato. Neanche a farlo apposta ci ritroviamo in zona punto, poi lui allunga ed io ed Attilio dietro a denti stretti.
Trovata la settima lanterna opto per il giro della collina e durante il tragitto noto ancora la sagoma del Primiero che corre nel sentiero parallelo sottostante; quindi 8 e 9 trovate di slancio ma a quel punto decido di ritornare al mio passo.
Mentre salgo per la 10 inizio a pensare che la gara stia per terminare e quando arrivo agli incroci coi bicchieri vado in panico: per non sbagliare guardo la bussola e prendo il sentiero che va a nord!
Con delusione capisco di aver imboccato un sentiero sbagliato che per fortuna gira e ritorna in zona per poter riprendere il percorso ideale. Campanello d'allarme che purtroppo risulta vero: tratto 10-11 direzione nord ruscello prima della collina; dietro a me c'è Angelo che corre per il podio M45.... arrivo ai piedi di una salita e vedo un canale: mi fermo e cerco affannosamente dove sia la sua f
ine. Inizio a riflettere che non ho visto la strada e che il mio ruscello non ha angoli; finalmente mi convinco che sono corto e contrariato continuo finché tutto si aggiusta. Da quando ho messo piede su questo pezzo piatto di bosco avrò perso almeno 3'!
Ormai mi butto verso l'arrivo, rischio qualcosa alla penultima ma chiudo davvero incavolato; Stegal dice che sono medaglia di bronzo virtuale ma io sono conscio degli errori fatti e non m'illudo.
Tornando alla frase iniziale credo che la mia parte negativa sia stata l'inizio e la fine, mentre buono il tratto centrale; ottime le sensazioni fisiche, probabilmente l'allenamento a 30° ha pagato appena il freddo è tornato.
Sotto l'aspetto emozionale questa giornata non mi ha lasciato molto: il tempo ha rovinato l'aspetto dello spettacolo mentre la carta non offriva grandi possibilità di tracciatura; per questo non me la sento di criticare i tracciati in quanto non ho visto molte alternative. E' vero che alcuni tracciati presentavano tratti monotoni con dislivelli obbligatori senza possibilità di evitare i valloni.... anche il fatto di ritornare alla svedese per affrontare la seconda parte del percorso non mi è sembrato un'ottima idea.
Sinceramente non reputo questa costa come luogo ideale per correre la long nazionale, avrei visto meglio la middle nella parte meno ripida; forse spostare lo start più a nord avrebbe evitato l'incrocio alla svedese, ma forse avrebbe creato problemi per le categorie più corte....
Domani c'è la staffetta e speriamo che non piova altrimenti il bello di questa gara andrà perso.

2 commenti:

SuperLau ha detto...

"Sinceramente non reputo questa costa come luogo ideale per correre la long nazionale": mi associo.

La tua lanterna 5: nonsense, mi dissocio.

L'oro in staffetta: WOW!

rusky ha detto...

Ciao Lau, credo che questo sia il tuo primo commento sul mio blog -); per quanto riguarda le tratte lunghe, dopo aver letto anche il tuo post, credo che nella gara long ci vogliano in quanto c'è il rischio di tracciare middle e long molto simili.
Ho visto cartine, sui siti stranieri, dove i tracciati long presentavano non uno, ma molti tratti da più di un kilometro della linea rossa.
Ben diverso è come vengano inseriti in un contesto gara; il trattone di sabato non presentava nulla di tecnicamente difficile. L'unica difficoltà era vedere dove fossero certi sentieri, segnati mini ma in realtà larghi qualche metro oppure distinguere quali fossero segnati come piste da sci...
Penso che il tratto lungo dell'highland possa essere la base di partenza per sperimentare questo tipo di variante, che tanto banale non è, se è vero che quasi tutti gli elite, quel giorno, pensavano di aver sbagliato scelta!