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domenica 26 ottobre 2008

Parco della Pellerina - (TO)

Innanzitutto una constatazione: questo era il campionato regionale a staffetta di 3 regioni; se ha attirato poco più di 100 atleti, o non interessa oppure il movimento è alla frutta... infatti molti vincitori non hanno potuto fregiarsi di campioni regionali proprio per la mancanza di avversari! ecco dunque un consiglio ai nuovi vertici regionali: nella futura 2 giorni lombarda anzichè accorpare long e middle sarebbe più interessante copiare la formula dei campionati italiani.
La giornata odierna, nata con l'improvviso calo della nebbia, è stata accompagnata da una bella giornata di sole, clima caldo e bel posto; questo parco, scelto all'ultimo momento al posto di quello della Mandria, è ben esteso e per nulla banale: in certi versi mi ha ricordato la gara primaverile al parco Lambro.
Ad evitare che le frazioni diventassero monotone ci ha pens
ato Michele C., tracciatore, nonchè l'inserimento del labirint-O (una zona recintata dove era stato costruito un labirinto riportato in carta e dove si doveva punzonare la propria lanterna) a 2/3 della gara.
La mia presenza
in coppia con Stegal nasce dalla sfida lanciata al duo Galimberti - Madella prima della gara vincente ai recenti campionati italiani; a fare da outsider la terza coppia di società dove corre anche un ex campione italiano del 2003...
Gli altri binomi, senza offesa, sono leggermente inferiori e quindi la sfida sarà molto ristretta.
Credo che il destino abbia fatto bene al nostro movimento privandoci del parco della Mandria: infatti nonostante l'orario mattutino inoltrato c'è molta gente che corre, gioca a calcio, passeggia, chiede, guarda ecc... probabilmente il fatto di vedere i vari lanci, i cambi, il labirint-O ha permesso una certa visibilità alla gara.
Personalmente, se devo sacrificare l'aspetto tecnico della gara lo faccio volentieri in queste occasioni quando capisco che la pubblicità è comunque buona.
Il tracciato è molto veloce e per questo molto insidioso: bella l'idea della farfalla, tratti corti e lunghi, difficoltà nel distinguere le macchie bianche, anche la
rete viaria può ingannare!
Lo speaker chiama a raccolta i primi fraz
ionisti dopo le dimostrazioni di rito e dopo la partenza gli atleti invadono un improvvisato campo di calcio dove i giocatori iniziano ad inveire... alcuni orientisti "curiosi" cercano di studiare il labirinto ma Carla inizia ad allontanare i più arditi; alla fine ho scoperto che quelli più furbi sono stati quelli che hanno sbagliato di più!
MA e M35 hanno lo stesso percorso e quindi i primi avvistamenti sono quelli della
categoria più prestigiosa; non mi soffermo a seguire i primi tentativi fatti dentro il recinto di fettucce.
Aspetto il transito di Oscar (UL1) e lo vedo abbastanza provato, poi passa Battelli (UL2) a circa 3', poi Stegal (UL3) con Ravasio (AR) a 4' abbondanti;
piano piano si concludono le frazioni ed Oscar da il cambio a Remo in vantaggio di 2' a UL2.
A circa 4' e mezzo arriva Stefano e l'Ago Rosso ed io rischio di ritardare il cambio in quanto sono impegnato in tattiche di gara....

Fortunatamente la testa entra subito in carta e quindi mi concentro sulle gambe: so che dovrò spingere al massimo ma senza esagerare come avevo fatto nella finale del parco Lambro.
Do un'occhiata al labirint-O ma d
ecido subito di occuparmene al momento opportuno; premetto che non ho avuto alcun problema durante la gara e quindi è inutile che racconti le scelte fatte.
I ricordi salienti sono l'aggancio di Sandro (UL2) alla lanterna 6, rischio PE alla 17 dove inizialmente venivo attratto da una lanterna "sirena", verso la 19 l'avvistamento di Re
mo che mi faceva cambiare strategia in corsa.
L'aggancio vero e proprio avveniva all'uscita del labirinto: credo di aver fatto un
percorso perfetto all'interno del recinto in quanto avevo fotografato mentalmente il mio tragitto come si fa sulla "settimana enigmistica"!
Dopo la scenetta con Mary per il rifornimento in corsa, raggiung
o Remo e tiro un il fiato; a quel punto ho due opzioni: sto con lui fino allo sprint oppure ricomincio con il mio ritmo... alla fine lascio decidere alle mie gambe e siccome loro sono in giornata di grazia piano piano mi allontano da lui.
Arrivo alla 100 e con lo sguardo cerco Stegal per fare l'arrivo in coppia; Mary mi dice che non c'è perchè, tutto deluso dalla sua gara e quindi convinto della sconfitta finale, se ne è andato a fare la doccia! (no comment..)
Prima di gioire meglio scaricare, non si sa mai.... dietro a noi si piazzano UL1
e UL2 completando un podio che probabilmente mai la società aveva ottenuto.
La sfida è vinta
ma la gara è stata bella combattuta anche se il percorso veloce e poco tecnico ha portato la sfida sul lato atletico.... e come ben si sa io sono un fuoriclasse della corsa! sigh...
In conclusione, è stata una bella gita domenicale dove la gara è passata quasi in secondo piano in quanto c'è stato il tempo di fare un pic-nic, scambiare due chiacchiere sul tema del giorno (elezioni) e comunque rilassarsi all'ombra di grossi platani.
First of all I want to make a statement: this was the Regional Relay Championship of 3 regions; it attracted more or less 100 athletes so maybe it’s not interesting or there are less and less orienteers...... in fact lots of winners couldn’t be appointed Regional Champion because of the lack of challengers (the rule provides that the relay must be at least 3). So I suggest to new regional management: in the next 2 days in Lombardy it would be more interesting to copy the pattern of the Italian Championship instead of amalgamating “long and middle”.
At the beginning of the day there was the fog, but later it became a beautiful sunny day, warm climate and we ran in a nice park that has been chosen under the wire instead of Mandria’s Park; it was vast and at all banal: it reminded me the spring race at Lambro Park (MI).
Michele C., the route maker, spared us boring legs and he inserted in the two-third of the race the “labyrinth-O” (a fenced area in which a labyrinth was built and marked on the map and you had to punch the right control).
Before the winning race of the last Italian Relay Championship I and Stegal (the partner of my relay) challenged Galimberti and Madella (the 2 partners of the last winning relay); than there was as “outsider” the third couple of the team with the ex Italian champion of 2003.... I don’t want to give offence to anyone, but the other couples were slightly inferior, so the challenge was only among a few. I think the destiny was good with our sporting movement depriving us of Mandria’s Park: in fact, even if it was late in the morning, there was many people running, playing football, walking, asking, looking etc. etc. and so other people could see our sport.
Personally, for this occasions I sacrifice with pleasure the technical aspect of the race, because I understand that the promotion is however important. The route was very fast and for this reason very insidious: the idea of loop was very nice, short and long courses, difficulties to distinguish white spots on the map. After the dimonstration the speaker called the runners of the first leg and after starting they invaded an improvised football field and football players began to shout abuse at the runners. Some curious orienteers tried to study the labyrinth, but Carla (a member of the organization) moved away the most bold; at the end I knew the most sly made more mistakes! MA and M35 had the same route, so the first runners to arrive at the labyrint were that ones from class MA. I waited for Oscar Galimberti (UL1) at the labyrinth and I saw him to arrive enough tired, than Battelli (UL2) at about 3 minutes, later Stegal (UL3) with Ravasio (AR) at about 4 minutes; gradually the legs came to an end and Oscar Galimberti stood in for Remo Madella 2 minutes ahead UL2. At about 4 and ½ minutes Stegal and Ravasio (Ago Rosso) arrived and I started my leg.

Fortunately I was immediately lucid so I concentrated on my legs: I knew I had to run very fast, but without exaggerating as I did in the final race in Lambro Park few months ago. I had a look at “labyrinth”, but I decided to pay attention to it at the right moment; granted that I had no problems during my race, it’s unnecessary to describe my choices.

The main memories are: the reaching of Sandro (UL2) at control point 6, the risk of making PE (wrong point) at control 17, towards control 19 I saw Remo and I decided to change the strategy of my race. I really reached Remo at the exit of labyrinth: I think I made a perfect route inside the labyrinth, because I memorized my route as you do on “Settimana Enigmistica” (an Italian puzzle magazine)!! When I reached Remo I got some air; at that point I had two options: to stay with him up to sprint or to run again with my pace....... lastly I let my legs decide for me and, as they were in good form today, I began to move away from him. I arrived at control 100 and I looked for Stegal to run to the finish line with him; Mary told me he wasn’t there because he went to have a shower and he was disillusioned with his race! Before rejoicing it was better to download my sportident card; in the end behind us there were UL1 and UL2. I think it was the first time that there was a podium totally Unione Lombarda. I and Stegal won the challenge, but the fight was assorbing even if not much tecnichal.
To conclude it was a beautiful Sunday excursion, we had time for a pic nic, to talk and to rest in the shade of big plane trees.

domenica 19 ottobre 2008

St. Gallen - Arge Alp

Ultima trasferta orientistica internazionale, quella odierna; il programma prevedeva l'edizione San Gallese dell'Arge Alp. Un week end corso con la tuta della "Lombardei" dove ognuno dei Lander schierava i migliori atleti a disposizione.
Si parte il sabato mattina di buon'ora, il tempo si è improvvisamente imbruttito e nel Ticino sta piovendo; dopo il Passo S.Bernardino tutto cambia e con il gruppo Gok ci troviamo sul prato del ritrovo sotto un bel sole e una temperatura mite. Lentamente, con l'arrivo degli autobus, iniziano ad arrivare gonfaloni e bandiere delle varie regioni; il prato si anima e le due lingue ufficiali (italiano e tedesco) iniziano a sfidarsi; lo speaker di casa s'impegna a dare il benvenuto in italiano con un discorso che sembra essere stato tradotto da google... con Mary riflettiamo su cosa possa capire Martin e compagni quando traduciamo il nostro blog! Prima della partenza c'è la presentazione, con tanto di bandiere, della manifestazione; ma ormai ognuno è concentrato sulla propria frazione di staffetta perchè la responsabilità è grande. Come al solito ci sono lanci scaglionati: c'è un lungo pratone che porta alla svedese, poi il passaggio di metà gara ed infine una discesa con toboga finale per dare il cambio carta. La mia M35 è composta da Alberto, il mio omonimo Colombo, ed io a chiudere; gli avversari sono più o meno noti, quelli italiani e ticinesi ma di quelli tedeschi conosco solo Kunz e Ruppenthal. Il nostro scopo è quello di fare una gara regolare sapendo di non essere favoriti e quindi senza grosse aspettative. Alberto ha come riferimenti Cipriani ed Hiltebrand; al punto spettacolo passa sornione appena dietro di loro ancora molto presente; il cambio vede in testa il Trentino col S.Gallo dietro di 3'; il terzo posto vede il Ticino a circa 6' ma con il fiato sul collo di Alberto ed un altro Lander. Il cronometro dirà che siamo al quinto posto! Marco parte con Etter alla caccia di Roby T.; al punto intermedio passa il S.Gallo ed Enrico (Trentino) dietro a causa della dimenticanza di una lanterna... Moritz precede di poco la nostra staffetta mentre non si vede il Ticino. All'ultimo cambio arrivano Trentino e San Gallo assieme poi una terza squadra e infine noi ed il Ticino! mi tocca partire assieme al miglior master in circolazione.... per non sfigurare parto veloce sul prato cercando di seguire il Madda... proprio per questo vado fuori giri e sbaglio completamente il primo punto. Impiego quasi 3' a rientrare in me stesso ed affrontare la gara con le mie capacità. Le tratte non sono difficili bisogna fare attenzione in zona punto; fisicamente faccio un di fatica e nonostante la borraccia non riesco ad essere lucido. Lascio qualche secondo di troppo sulla 6 e 7 ma è per andare alla 8 che sbaglio completamente scelta! non mi accorgo del sentiero a sinistra della linea rossa e preferisco prendere quello a monte; sbaglio ulteriormente incrocio e mi ritrovo nei pressi della mia 2! fortunatamente da lì in poi entro in carta e non ho più problemi. Al punto spettacolo mi aspettano Mary ed Alberto che mi notiziano della squalifica del Ticino! per me è una magra consolazione in quanto sono già deluso della mia gara. Nella seconda parte riesco, invece, a prendere un buon ritmo senza sbagliare. Riesco a parare il tentativo di recupero di Ruppenthal che mi aveva raggiunto... sul punto 18 mi ricordo del consiglio di Alberto e non perdo tempo. Chiudiamo al quarto posto, buon piazzamento di squadra mentre personalmente sono insoddisfatto del mio tempo. Appena cala il sole, la temperatura si fa fredda e dopo una veloce doccia siamo a cena nella grande palestra militare con tutti gli atleti. Sinceramente il menù non era il massimo, e lo dice uno che è tutt'altro che buongustaio, ma lo scopo è quello di far socializzare i presenti e fare le premiazioni. La gara individuale si disputa in una zona molto diversa; lo speaker annuncia, con enfasi, che è stata scelta ancora tre anni fa per le sue caratteristiche morfologiche... La zona d'arrivo è molto sacrificata: un piccolo piazzale appena dentro l'ingresso di un villaggio, che costringe i convenuti a schierarsi in luoghi diversi. La giornata è ancora bella, molti pascoli sono ancora territorio di bovini ed ovini, la tranquillità regna sovrana; la partenza è a vista, in cima ai prati prima di entrare nel bosco che costeggia il dosso che fa da ossatura a questa cartina. Oggi corro in M35 con avversari di livello superiore: non penso minimamente alla classifica Arge Alp ma solamente a divertirmi e fare una bella gara; ai punti ci penserà Colombo! Il terreno, soprattutto nel giallo, è molto pesante poichè l'acqua stenta ad essere assorbita dal terreno argilloso; il bosco alterna tratti puliti a vegetazione fitta ma la difficoltà sta nelle numerose fosse, canalette ed avvallamenti che scendono a valle. Per questo motivo capisco subito che i sentieri sono indispensabili per non perdere troppo tempo! Parto benino, fisicamente mi sento meglio e la testa entra subito in carta. Non ho grossi problemi fino al punto 8 dove butto un minuto a causa di un errata valutazione del terreno. Il primo errore è di tipo mentale: trovato il punto 10 faccio la scelta successiva; peccato che il tragitto sia calibrato per il punto 12! infatti passo sopra lo start, prendo la strada sterrata e stacco la mente fin sotto il punto 12... quando sto per salire mi accorgo che esiste anche l'undici! Rapido dietro-front e ripristino dell'esatta sequenza. Il punto 12, credo sia sbagliato: non tanto la posa della lanterna quanto il disegno sulla carta. La teoria prevede di trovare la buca a bordo di un piano prima della discesa ripida; la realtà è che la buca si trova già sulla costa ripida e nemmeno tanto vicino al pianetto soprastante! personalmente devo ringraziare un ragazzo trentino che una volta scovato il telo ha "avvertito" tutti i pascolanti... Errore di giornata sono i due minuti persi al sasso n.15: sono entrato nel bosco dal bordo del prato ma non sono riuscito a vedere la sagoma della lanterna; dopo essere arrivato sopra la macchietta giallina sono ritornato indietro e, ahimè, ho visto il telo bicolore. La classifica finale mi vede nelle posizioni centrali appena dietro a Marco; credo che il margine d'errore sia valutabile in circa 5-6 minuti il resto è differenza sulla corsa. Il terreno e la carta non mi sono sembrati così speciali come annunciato: in Ticino e non solo si possono trovare terreni molto simili a questo! Il percorso della staffetta l'ho trovato più interessante e la salita è pesata maggiormente la domenica. Per il resto è stata una bella due giorni, peccato per il poco tempo extra orientistico rimasto ma il viaggio e le giornate corte hanno lasciato poco tempo per visite di contorno.
CLASSIFICA INDIVIDUALE - STAFFETTA
Today there was the last orienteering international race named “Arge Alp” (it’s a challange among the best orienteers from the countries situated around the Alps ) in San Gallo (Switzerland).
I went away from Milan on saturaday morning very early and suddenly the weather became bad and it started to rain; after passing through S. Bernardino Pass the weather became clear. I arrived with GOK group (my friends) at the meeting place where lots of buses arrived and where there were banners and flags of different countries.
The two official languages were German and Italian; the speaker tried to welcome in Italian, but his speech seemed to be translated by “google”..... so I and Mary thought: “What will Martin and his friends understand about the translation of our blog?!?”. Before the start of relay there was the open cerimony with many flags; but every runner was concentrated on the relay because the responsability was serious! Around the meeting place you could see a large meadow before reaching the start control, the xxxxx and the final slope before the change area. My relay class M35 made up of Alberto, Colombo and me (the third member of the relay); the opponents from Italy and Ticino were quite well-known, but among the German runners I only knew Kunz and Ruppenthal. Our aim was to have a regular race, because we weren’t the favourite. Alberto had to fight against Cipriani and Hiltebrand; at the middle point he went just a bit behind of them; at the end of the first leg the leader was Trentino and 3 minutes behind S. Gallo; on the third place there was Ticino, 6 minutes behind. We were fifth, just 1 minute behind. Colombo (the second member of my relay) started with Etter and they tried to reach Roby T.; at the middle control the first runner to pass was from S. Gallo and than Enrico (from Trentino), who lost time because he forgot a control point. Moritz Etter was a short time ahead our relay, but instead we didn’t see the runner from Ticino. At the end of the second leg the competitors from Trentino and San Gallo arrived together and later another Team; after about 10 minutes the runner of my relay and that one from Ticino arrived together. I had to start with one of the best Swiss master and, as I didn’t want to make a poor impression, I began to run fast trying to follow Maddalena. For this reason I made a mistake at the first control. I lost about 3 minutes and than I decided to face the race with my faculties.
The routes were not difficult but I had to pay attention around controls area; physically I ran with effort and I wasn’t able to be lucid. I lost a few seconds at points 6 and 7, but to go to control 8 I did the wrong choice! I didn’t notice the path on the left of the red line so I preferred the path upstream; I mistaked the path crossing too and so I was nearby my control 2! Fortunately, after thi bad choice I will have no more problems. Mary and Alberto, at the middle point, told me about the disqualification of Ticino Team! It was a cold comfort for me because I was already disillusioned with my race.
In the second part of my leg I was able to have a good pace without mistakes.
So we finished the race in the fourth place; it was a good placing for my team, but I’m not satisfied with my final time. As soon as the sunshine set, the climate became colder and after having a shower we ate in the big military gym with all the other athletes.
In reality the menu was not the maximum, but the purpose is to make friends and to have the prize giving.
The individual race took place in a very different area; the speaker said that this place was already chosen 3 years ago for its morphological features... The finish was in a very confined area; a small square just at the entrance of a village. It was a beautiful day and the start was at the top of the fields near the wood. Today I ran in class M35 with strong opponents; I didn’t think about the “Arge alp” ranking, but only to enjoy myself and have a nice race and Colombo will attend to the score! The ground, especially in the yellow area, is very heavy, because the clay soil didn’t absorb water; sometimes there were clean area and sometimes a lot of vegetation; but the difficulties were: ditches, gullies and re-entrant going down the slope. For this reason I understood immediately that paths were necessary to lose not much time! I started so so, phisically I felt fine and my mind was lucid. I had no problems up to control 8 where I lost about 1 minute because of the wrong interpretation of the ground. The first mistake was mental: after having found control 10 I made the next choice: it’s a pity that with my mind I was going to control 12. I run over the start, I took the main path and I didn’t look at the map up to I was near control 12. Before going up I realized that there was control 11, too!! So I came back immediately.
I think control 12 is wrong: not its location but how it is marked on the map.
Watching the map you can think the pit is at the end of the plane before the sleep slope.
In reality the pit is already 10 meters down the plane. The main mistake of my race was at control 15: I searched the boulder 5 meters up and so I didn’t see it because the wood was dark; after 2 minutes I was able to see the control’s colours!
In the final ranking I was about in the middle position, just behind Colombo; I think my perfect race could be 5/6 minutes less, because other time differences dipended on the run. The ground and the map weren’t so special, because I already saw many other similar places.
The route of the relay (route maker M. Hubmann – World Champion) was very interesting and the climb was harder than it was on Sunday.
In short, it was a good weekend but it’s a pity we hadn’t much time to visit the surroundings.

domenica 12 ottobre 2008

San Genesio

Dopo due anni si ritorna a Jenesien dove si svolsero i Campionati italiani long distance e staffetta; il mio ricordo non era nitido, poichè all'epoca ero sotto l'effetto ascesso, però ricordavo un bosco tecnico, con poca pendenza e lo stesso tracciatore...
Tanto mi era bastato per immaginare una prova finale degna della coppa Italia ed invece...
Ma volevo partire da sabato sera: poco prima della cena col gruppo GOK, benvenuta alla nuova esordiente Tatiana, mi isolavo per le stradine di Collalbo; in quella mezz'ora ho capito perchè faccio orienteering! Mi trovavo in un paesino ordinato, variopinto, tranquillo... ma soprattutto, di fronte a me, illuminate dagli ultimi raggi rossi del tramonto, c'erano le Dolomiti; sopra di esse un cielo ancora sereno ed azzurro solcato da lunghe ed irregolari strisce bianche, lasciate dal crocevia di aerei; attorno a me una serie di alberi, di piante, ognuna con un colore differente accentuato dall'autunno; tale disegno virtuale riempiva l'occhio e nel contempo appagava la voglia di bellezza che si ricerca nella natura.
Sì, credo che in quei momenti si riesca a staccarsi dalla realtà riuscendo a viaggiare con i propri pensieri verso quei desideri spesso impossibili.
Chiudo la parentesi serale omaggiando la signora che ci ha ospitato; molte volte non basta avere un albergo per essere ristoratori, ci vuole la capacità di saper soddisfare il cliente anche il più "rompipalle".
Mi sono soffermato maggiormente sul pre-gara poichè oggi sono rimasto piuttosto deluso...
Sicura
mente non dal clima: cielo sereno, temperatura piuttosto alta, la giornata ideale per fare delle passeggiate a media-alta quota.
Il ritrovo e l'arrivo sono gli stessi dei campionati e la mente incomincia a rinfrescare i ricordi; il prato dove avvenne il lancio della staffetta ora è sostituito da un nuovo campo da calcio; la zona ippica è riempita di tavoli che più tardi faticheranno a contenere i commensali.

La partenza è a 30' ma la strada è molto agevole; la zona di riscaldamento è davvero bella: l'erba, intrisa di rugiada, riflette il sole splendente ed il bosco è molto pulito e filante.
Incontro Rudi e inizio a chiedere spiegazioni circa la mia descrizione punti: 4 alberi isolati mi sembrano un troppi anche per una M40... lui, apre le braccia e dice:" ne riparliamo quando avrai visto la carta!"
Brutto segno, in quanto il suo modo di traccia
re è tutt'altro che banale e se mi ha messo quei quattro punti....
Saluto Mary, che mi ha accompagnato allo start, ed inizio la mia gara; il primo punto è posato in una buca che 2 anni fa mi costò parecchio tempo! anche stavolta arrivo lungo ma, memore del passato, riesco a ridurre
l'errore in meno di due minuti.
Dopo la rampa successiva, la gara si prende la prima lunga pausa: per molti minuti sono costretto a correre in mezzo ai pascoli dove si ripetono costantemente tre cose: mucche, alberi isolati e recinti! la cosa buffa è che non serve nemmeno l'azimut in quanto i lunghi recinti danno la giusta direzione.
Anche il fatto che la scala sia 15 mila in
cide davvero poco; non ho problemi a trovare le lanterne, forse più opinabili sono le scelte 3-4 e 6-7 dove ho preferito aggirare la collina anzichè scavalcarla; purtroppo non sono fisicamente al massimo e questo ha condizionato qualche tratta.
Che non viaggiassi veloc
e l'ho capito al punto 7 dove ho raggiunto l'atleta partito sei minuti prima di me: alla nove ero ancora con lui ma posso garantire che i suoi distacchi in M40 sono ben altri...
L'inizio della gara vera e propria è al punto 10; da lì, fino all'arrivo si ricomincia ad osservare la carta. Riesco anche a sbagliare al punto 11: passo leggermente alto (è stata sensazi
one comune che il cocuzzolo fosse più basso del previsto) e mi fermo nel bosco bianco; purtroppo ci sono pochi riferimenti e perdo almeno tre minuti in pochi metri. Quando vedo la lanterna (tra l'altro più nel verde che sul bordo) infilo il mio chip che però non da segni di vita... aspetto che qualcuno arrivi per accertarmi del funzionamento! neanchè a farlo apposta la stazione funziona ed allora pinzo la carta sempre più convinto che quella lanterna fosse maledetta.
Successivamente non ho più problemi e chiudo la gara senza grande eufor
ia conscio della banalità del tracciato; ora, non me la prendo col tracciatore ma con chi ha voluto la long di coppa Italia su una carta che è gialla per oltre il 50%.
Chiarisco subito una cosa: il luogo, il bosco, l'ospitalità, la funzionalità, sono state bellissime e potrei anche fermarmi a questo; è mancato l'aspetto tec
nico della gara! Bepi mi diceva che la difficoltà stava nel non esagerare con la corsa... vero, però credo che ormai la maggior parte degli atleti di punta (a parte qualche eccezione) abbia imparato a gestire la propria andatura.
Per quanto riguarda la classifica finale di coppa Italia, il primo
e secondo posto erano già stati assegnati; grande lotta per il terzo gradino e, grazie all'assenza del Bacc, Enrico dovrebbe aver superato (ma sono a pari punti) Alberto G.; io dovrei essere quinto, ma lottare contro tutti questi ex nazionali è davvero un'impresa.
Ritorniamo a casa comunque soddisfatti del week end trascorso, memorizzand
o i panorami ed i colori delle valli altoatesine, dimenticando velocemente questa gara e questa coppa Italia 2008 abbastanza avara di emozioni.
After two years I came back to Jenesien (BZ), where the Italian long distance Relay Championship took place; I had a vague recollection of the wood, because in that time I had a dental abscess, but I remembered a difficult ground, few climbs and the same maker route......
That is why I imagined a final competition worthy of the Italian Cup but......
In this post I’ll speak much more about pre-competition, because I was quite disappointed with the race.
I begin from Saturday evening: just before to have dinner with my friends (GOK group), I went for a walk in solitude along the streets of Collalbo; during that short walk I understood the reason because I’m an orienteer!! I was in a trim, multicoloured and quit village...... but, in particular, in front of me there were the Dolomites (The most beautiful mountains in the world!). They looked red, because of the setting sun. Over them there was a blu and clear sky with long and irregular white stripes due to the crossing of planes; around me there were trees and plants of different colours.
I think that in those moments you can withdraw from the reality and let imagination wander towards impossible wishes.
On Sunday the meeting place and the start were the same of two years ago so my mind began to have many memories: on the meadow where there was the start of relay today there is a football field; in the horse area there were lots of tables where later many orienteers would have eaten.
It took 30 minutes to go to the start, but the way was very smooth; the warm up area was very beautiful.
I met Rudi (the maker route) and I asked him for explanations about the control description: “4 isolated trees for a class M40? I think they are too much!”. He opened his arms and said: “we’ll talk about it again after you’ll have seen the map!!!” That was a bad sign!
I said goodbye to Mary, who came with me to the start, and I began my race; the first control was situated in a pit, the same of two years ago (where I lost a long time), but this time I did only a mistake of about 2 minutes. After the next slope, I had only to run for lots of minutes because in front of me there were only wide pasture lands, cows, isolated trees and wood fences!!! The funny thing was that you didn’t need “azimut” because if you followed the fences you could have the right direction. The scale 1:15.000 was not a problem, I had no troubles to find the controls. It could discuss the choices 3-4 and 6-7 where I preferred to move around the hill instead of climbing over it.
At control point 7 I reached the runner who started 6 minutes before me and I realized that I wasn’t running so fast because at control 9 I still was with him..... Usually, during difficult races, there is a bigger lead of time between me and him.
The real race started at control point 10; from there to the finish I began to examine the map again. I made a mistake at point 11: I didn’t see the knoll because I ran 5 meters upper as regards it; after few meters I stopped but I lost time because I didn’t find clear reference marks to orientate myself. (At the end of the race I spoke with the other runners and we thought this point was located lower than that one marked on the map).
When I saw the control point I inserted my sportident into the electronic punch station, but it didn’t work. So I waited for some competitors to check if they could punch.
I saw that the electronic punch station worked so I used the needle punch on the map to prove my transit. Now I think that control was damned!!!
Afterwards I hadn’t any problems and I finished my race unsatisfied because of the simplicity of the course. I think it was not the maker route fault, but I believe the mistake is to run with this kind of map (too much “yellow” with few orienteering difficulties). I want to make the point that the place, the wood and the organization were good. But I have a compliant only about the race: there were no orienteering difficulties! A member of the organization (Bepi) told me that the difficulty was to run not too fast, but, I think most of the orienteers are able to control their pace.
Watching the overall standing of the Italian Cup (each runner adds the best four results of 5 competitions) I knew that the 1st and 2nd place were already decided. So the fight was for the 3rd position among five competitors. At the end I was in the 5th place, but fight against ex-athletes of the National Italian Team is hard!!
Anyway we came back home satisfied with the nice week-end.
ITALY CUP -
Results

domenica 5 ottobre 2008

Montorfano

Dopo parecchi mesi si ritorna a correre in Lombardia; la trasferta al lido di Montorfano è stata a lungo in forse poichè il cambiamento di clima, come l'anno scorso (prima di Monte Moira), ha colpito il mio fisico che evidentemente sta invecchiando!
L'obiettivo odierno, dopo la settimana di inattività, era quello di difendermi degnamente, in quanto il trofeo Lombardia è rimasto uno dei pochi stimoli di questo fine stagione 2008.
La giornata è davvero bella, il clima è ideale per correre ma anche per bivaccare sulla sponda ancora verde del lido; piano piano tutta la zona del ritrovo si anima e non solo di orientisti lombardi. Sullo sfondo una zona piena di lanterne, campo gara di tale trofeo "Parallel-O" di cui non ero a conoscenza.
La mia griglia dice di fare presto in quanto sono lo starter della M35; la zona di partenza è un infelice, in quanto il sentiero che costeggia il campo da golf è stretto e ci sono anche dei bikers che saltuariamente transitano; Beppe C. è piuttosto indaffarato poichè la macchina organizzativa stenta a partire.
Fortunatamente, la punching - start permette di ovviare ai problemi legati alla chiamata degli atleti; parto e mi concentro sulla carta che non è semplice da mettere a fuoco... impiego parecchio a trovare il triangolo e ad immettermi sul sentiero che costeggia il recinto. Su questo tratto, è sembrato a più persone, che la cartina fosse scala 15 mila in quanto l'angolo della rete metallica non arrivava mai!
Osservando la fitta rete di sentieri, la strategia di gara è stata subito la seguente: corsa a regime senza mai forzare, per non rischiare di confondere incroci e recinti; il tracciato risultava essere poco selettivo e quindi la differenza si faceva nella corsa e nei piccoli errori.
Non scendo nel dettaglio delle tratte in quanto non vi sono particolari scelte da commentare; credo che in alcune zone il bosco abbia cambiato, in peggio, il suo colore rischiando di alterare la corretta scelta degli atleti.
Avendo io corso in sicurezza, non ho avuto particolari problemi se non attorno al punto 11 dove, sia in entrata che in uscita, ho perso tempo prezioso a causa di un momentaneo black out.
Essendo partito davanti, ho fatto la mia gara in solitudine incrociando solamente il vincitore della gara; qualche problema l'ho avuto verso la 100 dove, una serie di nastri ambigui mi ha fatto perdere una quindicina di secondi.
Nel dopo gara, fra una castagna e l'altra, si è svolta la manifestazione di cui sopra...
In parole povere, c'erano 4 file parallele con 5 lanterne ciascuna; il tabellone, ad eliminazione diretta, prevedeva che due atleti si sfidassero contemporaneamente. Entrambi partivano da un angolo e, dopo aver punzonato una serie di lanterne in sequenza, ci ritornavano dove, il primo arrivato, veniva dichiarato vincitore.
Per la cronaca, la classifica maschile vedeva la finale tra gli outsider Manelli (1°) e Cattaneo (2°) che in semifinale avevano eliminato Grilli (3°) e Caraglio (4°).
Personalmente, penso che questa dimostrazione sia un ottimo trampolino: sicuramente, in un campo da calcio, con degli ostacoli artificiali o percorsi obbligati sarebbe ancora più spettacolare; a livello tecnico, credo sia molto utile questo esercizio per memorizzare i punti in sequenza e per l'uscita veloce dal punto.
Da eliminare, invece, la punzonatura manuale con un solo punzone (lo testimoniano alcuni scontri non proprio amichevoli), ma soprattutto va regolata la questione punzonatura nel quadrato corrispondente! molte lamentele si sono levate a causa del cattivo posizionamento dei buchi lasciati dalla pinza; sembra ininfluente, ma molti hanno perso la loro gara per la lentezza con cui centravano la pinza sul cartellino.....
La premiazione, fortunatamente successiva e non in concomitanza con il parallel-O, ha chiuso il pomeriggio in riva al lago; poi, molti si sono trasferiti altrove per seguire l'elezione degli organi lombardi.

UPDATE:

Da questo post, saltuariamente, metterò, per gli amici orientisti stranieri, una traduzione in inglese; premetto che il mio è un livello scolastico quindi si accettano solo suggerimenti...

After many months I begin again to run in Lombardy; I was not sure to go to Montorfano, because I was not very well due to the bad turn in the weather. It happened just the same last year (before the race in Mount Moira). Maybe I’m growing old!!
That is why In the previous week I didn’t train and today my main purpose is to play safe, because the “Lombardy Trophy” is still one of the few stimulus I have for the end of this sport season 2008.
It’s a bautiful sunny day, there is the right temperature to run and rest along the green lake shore. Soon the meeting place becomes croweded and there are not only orienteers from Lombardy.
In the distance I can see an area with many “control points”. It’s the ground of the “Parallel-O” competition that I didn’t know. I must hurry up, because I’m the starter of my category M35. The route to go to the start is not so nice, because the path along the golf course is narrow and sometimes you meet bikers. Beppe C. is very busy to organizer the start, because there are some little problems.
It’s my turn, I start and I concentrate on the map. It’s not so easy to focus...
I take a lot of time to find the “triangle” on the map and to enter in the path along the fence. I and other runners thought that the map was a 15.000 scale, because it appeard so far to reach the corner of the fence.
I watch the numerous paths and I decide to run without a great effort so I can’t mix up crossing and fences; there were only few choises about the circuit and the difference was between the run and the little mistakes.
I don’t describe precisely my route, because there aren’t particular choices to remark; I think in some areas the colour of the wood was changed and this could modify the right choice of the runners.
As I run safely, I hadn’t particular problems. I lost time around the control point n° 11, because of a brief black out. Since I was one of the first runners to start, I made my race alone and I met only the winner of my category. I had a few problems round about control point n° 100 where I lost about 15 seconds due to unclear ribbons.
After the race, the above mentioned competition (Parellel-O) took place.
Crudely speaking, there were 4 parallel lines with 5 control points per line.
The challange was between two athletes at the same time.
The two runners started from the same corner and after punching a number of control points in sequence, they came back to the same start point. The first one to come back was the winner.
Personally, I think that this sporting event is a good launching pad: I image a football field with man-made hurdles or fixed courses. It will be much more spectacular!!
I think this kind of exercise is very useful to learn the controls points in sequence and to decide quickly the direction towards the next point.
I would remove the manual punching by only a punch (because of the collisions between the two runners). There were many complaints about the punching in the right square. If you punch out of the border of the square it’s not valid. So you take a lot of time to punch correctly!! In fact some good runners lost the race because they took too much time to punch properly!!
After the “Parallel-O” there was the prizegiving
RESULTS (Page of all season' s results in Lombardy)