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domenica 2 novembre 2008

Monte Beigua

Gara di vecchio stampo quella odierna, vuoi per la lunghezza del tracciato, per il terreno, per la pioggia e per la nebbia; insomma: sfida per uomini duri!
Dopo la pioggia dei giorni scorsi, speravamo di non trovare il diluvio; la partenza da Milano era promettente ma avvicinandosi alla vetta del Monte Beigua le cose volgevano al peggio. L'ampia sala del ristorante, adibita a ritrovo, si riempiva celermente di infreddoliti orientisti; in un angusto angolo, appena dentro l'entrata, molti si assiepavano a studiare le griglie e le classifiche provvisorie del trofeo interregionale.
Il ritardo della partenza non agevolava certo l'umore visto che, fuori dalle finestre, il colore bianco opaco della nebbia lasciava una visibilità poco superiore alla decina di metri.
Nonostante tutto, la temperatura non era proibitiva e solo un fastidioso vento faceva sentire l'umidità sotto i propri indumenti; partenza ed arrivo erano a due passi dal parcheggio, ma nessuno (escluso la fotografa) ha avuto il coraggio di fermarsi ad osservare i superstiti....
La mia partenza è fissata a poco prima di mezzogiorno ma se non fosse per l'orologio non si avrebbe l'idea in quale parte del giorno ci si trovi.
Appena partito, litigo subito con il sacchetto di plastica esageratamente ampio rispetto alla carta... i primi metri sono di circospezione in quanto devo tarare la mente per queste condizioni di gara; non c'è la luce solare e quindi gli aperti e semiaperti sono difficili da distinguere; nonostante l'acqua caduta non tutti i rivoli sono visibili e spesso si confondono con le canalette.
La prima scelta è sul sicuro: percorro la strada fino alla lanterna degli esordienti, che rivedro altre due volte, prima di scendere nel bosco ed iniziare la gara. I primi quattro punti li faccio tranquillo, concentrato, magari lento ma voglio viaggiare sicuro perchè mi accorgo che tutto è molto simile e basta una distrazione per con capire più nulla.
Molto presto incrocio una vecchia conoscenza, Andrea Rebora ormai londinese, partito 3' prima di me e capisco che ha già perso la giusta direzione.
Al punto 4 c'è da scegliere che strada fare per la lanterna successiva: non è semplice, ci sono poche scelte logiche e sicure e qualcuno ha scambiato il bianco sotto la linea rossa come un bosco piatto....
Io opto per ritornare alla 2, poi alla 1, passare dall'arrivo, percorrere la strada asfaltata, passare dalla 9 e giù fino al punto; l'alternativa è stare a bordo carta dalla parte bassa! a fine gara, confrontando gli split con Alberto G. che ha fatto questa seconda scelta, la differenza è stata di 10" in suo favore!
Logicamente il dubbio di aver fatto una buona scelta mi accompagna fino alla fine ma tant'è che tutto funziona bene e non commetto errori. Questa parte di carta è diversa da quella dei primi punti: bosco più uniforme, ripido, buio, sassoso.
Non commetto errori fino alla 11 anche se la doppia salita-discesa (5-8 e 10-11) iniziano a fiaccare la resistenza; scopro ancora dagli split di aver perso più di 2' al punto 8 ma sinceramente non lo avevo messo in conto durante la mia gara.
Tratto 11-12 per ritornare nella zona di partenza; decido di stare alto e scendere all'ultimo momento! Qui termina la mia benzina.... me ne accorgo piano piano poichè non riesco più a tenere la concentrazione!
Primo errore al punto 13: scendo dall'angolo del sentiero, vedo una lanterna vicino al sasso e scendo tranquillo; arrivo troppo a destra e scendo fino al sentiero fino alla curva dove sbaglio l'attacco... scopro che lo pago 5'!
Errore alla lanterna successiva: passo vicino al punto 1 ed arrivato alla strada scendo fino alla zona punto, inizio a confondere i sassi e di minuti ne perdo altri 2....
Passo indenne il punto 15 raggiungendo Remo e cosa faccio? mi metto davanti a tirare fino al recinto poi scendo alla strada asfaltata; tutto bene no? infatti anzichè salire alla curva scendo e vado a quella sotto! come se non bastasse inizio a ragionare sul perchè il recinto sia cambiato.... in poche parole dopo 3 minuti ritorno allo stesso punto dove ho perso Remo!
Il destino ha voluto che fossi all'ultimo punto altrimenti avrei anch'io un bel RIT.....
Sono talmente arrabbiato che non saluto nemmeno la povera Mary tutta infreddolita al finish... per fortuna che sa come sono fatto!
Una volta all'asciutto davanti ad un piatto di polenta ho la possibilità di riflettere e rivedere mentalmente la mia gara; davvero buona per poco più di un'ora con intertempi non velocissimi ma molto costanti (escluso il predetto numero 8). Ultima mezz'ora da dimenticare ma questa volta a causa della mancanza di energia fisica; probabilmente il dislivello che ho fatto è molto superiore a quello ipotizzato dal tracciatore e la pesantezza del sottobosco ha lasciato il segno.
Più di una persona ha borbottato: "è già una vittoria finirla!"; è vero e forse per questo mi rammarico della mia gara perchè disputata in condizioni a me favorevoli.
In conclusione, non posso nemmeno dire che sia stato una bella domenica di sole e nemmeno di aver potuto godere del panorama sul golfo ligure.... insomma una giornata un pò così senza infamia nè lode. CLASSIFICA
The today’s competition was an old kind race, because of the length ot the route, the ground, the rain and the fog; in conclusion: a challange for hard men!!
After the rain in the last days we hoped don’t find a downpour; our start from Milan looked promising, but going towards Monte Beigua top (1.260 m) the weather got worse. The meeting place was in the big dining room of a restaurant, where there were lots of cold orienteers; in a narrow corner, at the entrance, a lot of them were studing the starting grids and the temporary results of the Inter-regional Trophy. The start’s delay was not good for our mood, because out of the windows we only saw the opaque white fog with a poor visibility about ten meters.
In spite of everything it wasn’t very cold, there was only a tiresome wind that let us feel the umidity under our clothes; start and finish were within a stone’s throw from the car park, but nobody was so brave to stop to watch the survivers (only the photograph – Mary -).
My start was set a short time before midday and only looking at the watch you can understand in which hour of the day you were.
Just starting I quarrelled with the plastic bag, because it was too much big for the map.... In the first minutes I ran warily to get my mind used to this kind of race conditions; there wasn’t the sunny light, so open land and roug open lands were difficult to distinguish; even if it rained a lot, not all the trickles were visible and you often could confuse them with gullies.
I did the first choice safety: I ran up to the beginners control (I’ll see it twice again) when I reached the wood and I started my race. When I found the first four controls I was quiet, concentrated, maybe slow, but I wanted to run with safety, because I realized that everything was similar and it was enough a litlle distraction to get lost in the fog. Very soon I met an old acquaintance, the already Londoner Andrea Rebora, who started 3’ before me and I understood he had lost the rigth direction. At control 4 I had to choose which was the best way to go to the next control: it wasn’t easy because there were few logical and sure choices and somebody confused the “white” under the red line as a flat wood instead of a deep valley.
I decided to come back to control 2, than 1, to pass by the finish, to run along the pave road, to pass by control 9 and down to the control; the alternative choice was to follow the border of the map in the lowest part! At the end of the race I compared my split time with Alberto G., who did this second choice and there was a difference of 10’’ in his favour! During the whole race I had the doubt if I did the right choice, but everything was going well and I didn’t make mistakes. That part of the map was different from that one of the first controls: a more uniform wood, steep, dark and stony.
I didn’t make mistakes up to control 11even if after the double climb-slope (5-8 and 10-11) I began to be tired; reading my splits I noticed I lost 2’ at control 8, but sincerely I didn’t took it into account during my race. Route 11-12: I came back near the start; I decided to go down only in the last part of my way! Here my power finished......I gradually noticed it, because I began to lose my concentration! The first mistake was at control 13: I went down from the corner of the path, I saw a control near the stone and I proceeded calmly; I arrived too much on the right and I ran up to the path, to the curve and I lost about 5’ before finding the control! Then another mistake at the next control: I passed by control 1 and when I reached the road I went down to control area, I began to confuse the stones and I lost other 2 minutes... At control 15 I reached Remo and what did I do? I began to run up to the fence then I went down up to the the road; all right, isn’t it? In fact, instead of coming up the curve I went down to that one below! I began to ask myself because of the changing of the fence.... in short, after 3’ I came back at the same point where I lost Remo! If I wasn’t been at the last control I should have dropped out.....
In front of a “polenta” dish (a typical food of North Italy) I could think and to see again mentally my race; it was a good race for about 1 hour, my split time weren’t very fast, but ever-during (except for control 8). The last half an hour is to forget because of the lack of my forces; probably I did a climb higher than that one the route maker thought. More than one person said: “It was already a win to finish!”; it’s truth and maybe this is the reason because I were angry, because the weather conditions were in favour of me. In short, I cannot tell it was a nice sunny day and I couldn’t admire the view of Ligurian Gulf, but it was only a simple orienteering Sunday.

20 commenti:

stegal ha detto...

Parole parole parole che scompaiono di fronte al fatto che oggi 3 novembre...
...
BUON COMPLEANNO RUSKY !!!

Rusky ha detto...

Grazie.... non pensavo che qualcuno se lo ricordasse!

Anonimo ha detto...

Auguri Campione!
Sandro

Rusky ha detto...

Ringrazio in anticipo coloro che lasceranno il proprio augurio...
X Sandro: ormai sei rimasto solo tu da sistemare col titolo...

stegal ha detto...

Sono già stato scaricato? ... :-)

Anonimo ha detto...

Dopo quello che ha detto il nostro premier, non ho fretta posso aspettare fino all'M120!
ciao Sandro.

Rusky ha detto...

Stegal, tu sei già campione lombardo e il movimento non è pronto per uno Stegal campione italiano! magari meglio un president....

Galimba ha detto...

Auguri bicampione!! Certo che ieri è stata una gara epocale. Una piccola onta nella mia cronologia orientistica, ma ad un certo punto ho avuto paura di non riuscire a tornare! Perdersi al Beigua con un tempo simile non è bella cosa. Complimenti a tutti quelli che sono riusciti a finirla, dal primo all'ultimo!
Galimba

stegal ha detto...

Ma se io che ho scritto l'articolo non ho visto un filo di nebbia e di pioggia...! E si che mi sono fatto 19 chilometri invece dei vostri 7 :-)

Rusky ha detto...

Infatti hai messo Grilli vincitore in W35.... se non è disinformazione questa! speriamo che il nuovo presidente si affidi a gente valida e non ai soliti fai da te....

Rusky ha detto...

Infatti hai messo Grilli vincitore in W35.... se non è disinformazione questa! speriamo che il nuovo presidente si affidi a gente valida e non ai soliti fai da te....

Martin Dean ha detto...

Hi Rusky,
The weather you faced seemed almost Scottish! The area looked great - am very envious of you having such fine forests to run in!
Thanks for translating your Blog into English.
Best wishes
Martin

Rusky ha detto...

Hi Martin, my last race was a training for night-O... Will you run in Venice?

rusky lawyer ha detto...

Dear Mr. Dean
it's only ten Euros for the translation.
Credit cards are accepted.

stegal ha detto...

Ti dico io chi sarà della partita a Venezia: il nostro amico Espen Finn Nilsen.
Ho fatto una pubblicità spudorata del MOV al suo club, in pratica gli ho detto che finché non viene a correre a Venezia non può considerarsi un orientista al nostro livello :-)

rusky ha detto...

Sicuramente non avrai detto dell'acqua alta e della gente che troverà per strada....

stegal ha detto...

Se non lo sa non è un orientista!
Comunque io glielo ho detto, ma gli ho detto anche che...

"...Anyway, I think that an orienteer must compete once in a life in Venice!..."

Martin Dean ha detto...

I agree that an orienteer should run in Venice at least once in their life time. I've been once and hope to visit many more times in the future.

Rusky ha detto...

I've seen your name here: http://www.fiso.it/03_gare/gara_risultati_non_inseribili.asp?gara=211&anno=2007&categoria=M50

Martin Dean ha detto...

I did run in Venice last year - my first time there! A great city giving fantastic orienteering!