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domenica 29 novembre 2009

Lissone

Ultima gara della stagione 2009 quella odierna a Lissone; il tempo meteo ha voluto regalare la pioggia per la festa del Lanternino che, comunque, è riuscita ugualmente all'interno della palestra.
Avendo già corso qualche volta in passato sapevo che non avrei trovato stimolante questa gara; la cittadella ha caratteristiche troppo moderne per poter risultare "tecnica". Per questo sono rimasto piacevolmente impressionato dalla formula di gara e, soprattutto, dalla collocazione dei punti "score".
I primi 10 punti, a sequenza obbligatoria ed uguale per tutte le categorie, proponevano una lettura veloce e decisa per cercare di vincere il premio "sprint" che, appunto, vedeva il finish al cambio carta (brave le ragazze che hanno preso i tempi ma soprattutto i nomi a "memory"!).
La seconda parte si è rilevata veramente impegnativa non tanto per la mezz'ora di corsa, quanto per la continua ricerca della sequenza migliore; più volte, in gara,
l'istinto spingeva a fare anche la lanterna vicina, dimenticando la sequenza decisa alla ricezione della carta.
Credo che i distacchi e le posizioni si siano decisi non solo sulla cors
a, in quanto non si potevano fare grandi errori, ma sulle scelte che potevano aggiungere quei 200 metri in più che alla fine sono quasi un minuto.
Il mio percorso è stato abbastanza scorrevole e l'unico dubbio che mi è rimasto è sulla lanterna 21 che ho punzonato nell'ultima parte anzichè a metà corsa.
Mary, che non digerisce le "score", ha avuto i suoi problemi a memorizzare un percorso che comprendesse tutte le lanterne; alla fine ha portato a termine la prova, non senza fare qualche metro in più...
Nel dopo gara, in attesa delle premiazioni globali del CRL, i presenti sono stati "costretti" a cimentarsi in quiz culturali, logici e visivi.
Purtroppo, l'unico evento negativo si è verificato nel parcheggio dove, l'unico svizzero presente, è stato derubato di alcuni oggetti lasciati all'interno dell'auto! Anche questa, purtroppo, è Italia....

domenica 15 novembre 2009

Castello di Brianza

Evitate le calli e la folla di Venezia, abbiamo deciso di farci una corsetta denominata "Marcia sull'alpe e a San Genesio" con partenza a Castello Brianza.
Ormai ho cominciato a capire che le tapasciate di questa zona sono tutt'altro che una noiosa corsa monotona; l'orografia permette di tracciare dei percorsi davvero impegnativi e quindi la distanza non va sottovalutata.
Quest'anno le distanze erano 4 (8,15,20,26 Km.) ma, i dislivelli erano sconosciuti per chi, come me, partecipava per la prima volta.
Assenti gli altri componenti del GOK, io e Mary abbiamo deciso di correre individualmente; la giornata nuvolosa e climaticamente ottimale mi ispirava particolarmente.
La partenza era posta all'altitudine di 350 s.l.m. e fin da subito la strada si faceva ripida; per un chilometro si saliva lungo una strada asfaltata, poi girava in un bel sentiero che costeggiava il dosso sopra il paese di partenza.
Successivamente ancora una salita su asfalto fino a raggiungere il primo ristoro verso il quinto chilometro; fino a quel punto, di gente che correva ne avevo visto davvero poca, poichè il dislivello non lasciava mai un attimo di recupero.
Dopo il ristoro c'erano le biforcazioni per gli otto ed i quindici; io sceglievo la strada 20/28 e continuavo a salire....
Pian piano, passavo per dei centri abitati a me sconosciuti e posti sempre più vicini alla vetta; quando arrivavo al secondo ristoro credevo di aver terminato la salita ed invece il bello doveva ancora venire! fra strade strette e sentieri più o meno ripidi si arrivava all'eremo di San Genesio (832 s.l.m.); qui, finalmente, la salita era finita.
La distanza dallo start era superiore ai dieci chilometri ed il mio tempo poco sopra l'ora; sorseggiando un thè davo uno sguardo all'orizzonte, ma la nebbia lasciava intravedere ben poco.
Il ritorno a Castello iniziava con un sentiero molto difficile da percorrere in discesa; in questo frangente, mi sorprendevo nel vedermi nella vesti un Tomba fra gli attoniti corridori che fungevano da paletti! scendendo verso valle la strada diventava sempre più comoda e la leggera discesa permetteva velocità abbastanza sostenute.
Ultimo tratto in leggera salita ed arrivo nel bel mezzo del campo sportivo.
Sinceramente mi sono divertito molto: sono tornato indietro di qualche anno, quando mi allenavo a Baselga.... la prima parte tutta in salita ed il ritorno a casa in scioltezza.
Ovviamente, questo percorso lo consiglio a chi vuole allenarsi seriamente poichè, senza un minimo di base, non si riesce a farlo senza camminare.


domenica 8 novembre 2009

Casatenovo 1, 2 e 3....

Due trasferte consecutive quelle a Casatenovo in questi giorni:
domenica 1 novembre, le tapasciate brianzole proponevano un giro fra le case ed i campi di Casatenovo; le distanze variavano fra gli 8, 15 e 21.
La giornata è stata molto mite, quasi calda; il percorso è quello classico distribuito fra centri abitati e stradine di campagna; sono presenti anche alcuni strappi tanto per alzare il ritmo cardiaco. Il sottofondo è misto tra asfalto e terra; per gli orientisti alcuni passaggi si sono rivelati familiari in quanto qui abbiamo corso abbastanza spesso.
Io e Mary, dopo aver imparato che Casatenovo non è composto da un solo centro, ci troviamo a Rogoredo dove è posto il ritrovo; il parcheggio è in un immenso prato che veniva riempito molto presto. Questo particolare è molto importante per capire che questo genere di manifestazioni ha un suo seguito importante con punte di iscritti che superano le cinquemila unità!
Il destino ha voluto che parcheggiassi vicino a Stegal e di conseguenza gli rovinassi la sua tapasciata; infatti, non sapendo ancora se il tendine avesse recuperato o meno, decidevo di correre con lui.
All'ultimo ristoro, dopo 17 km., decidevo di allungare il passo per fare gli ultimi 3 km. ad un ritmo più elevato; Mary e Roby hanno portato a termine la 15 km.
Oggi, doppio impegno: campionato regionale sprint e centro storico.
La pioggia rovinava i programmi di molti partecipanti e non.... personalmente avevo optato di correre solo la seconda gara, in caso di pioggia battente.
Il caso ha voluto che attorno alle 10 le nuvole avessero finito l'acqua; a quel punto una rapida corsa allo start per fare la sprint. Stegal ha pensato di iscrivermi in MA e quindi il mio risultato diventava ininfluente ai fini della classifica visto il lotto dei partenti.
Purtroppo, conoscendo già le caratteristiche della zona, sapevo che non avrei letto molto la carta; infatti, la mia è stata una corsa attraverso i campi inzuppati d'acqua e sentieri abbastanza visibili anche se il rovo di turno ha lasciato i segni sulle gambe di qualcuno.
Tutto sarebbe passato inosservato e dimenticato se non fosse stato per un singolare episodio: lanterna n. 55, la mia ottava, non si trova! arrivo alla radice, trovo qualche supermaster che impreca e capisco che qualcosa non torna. Mi accerto di essere nel punto esatto, faccio il giro del tronco per cercare i coriandoli (non ci sono) e vado avanti anche se nel frattempo mi raggiunge Fabrizio I. che parte 2' dopo.
Al traguardo sento i racconti dei fratelli Grassi che narrano di un tizio, proprietario del prato/bosco, che si è preso la lanterna e sta inveendo contro i passanti; succede anche questo..... alla fine la classifica sembra venga data buona, anche se, sicuramente, non sarà quella veritiera, in quanto chi partiva dietro veniva a conoscenza di questo inconveniente prima di partire.
La seconda gara si svolge nel centro di Casatenovo: un paio di giri su e giù dalla collina e ultime lanterne a "memory". Dovendo aspettare per quasi 2 ore il mio start, mi passava la voglia di correre; accompagnavo Mary al via sperando che si divertisse anche se il memory la preoccupava particolarmente.
Vedendola tornare felice, decidevo di correre anch'io; come immaginavo, non avevo grossi problemi ma, rischiavo molto nell'ultimo tratto memory dove dimenticavo l'ultimo incrocio: con un di mestiere riuscivo a rimediare....
Molto più difficile è stato trovare una pizzeria (chiusa) con le indicazioni di ben 3 passanti!
In conclusione, una giornata dove la pioggia ci ha risparmiato e che mi è servita per rifare un la gamba visto che erano mesi che non correvo più a certi ritmi.

sabato 17 ottobre 2009

Parco Lambro - Trail-O

Ultimo appuntamento 2009 con il trail-O; questa disciplina, a torto, trattata come pecora nera dell'orienteering, inizia ad avere un suo seguito indipendentemente dalle gare di contorno organizzate.
La prova lampante è stata quella odierna: l'orario di gara, ore 11, non era dei migliori, tant'è che io e Stegal siamo giunti allo start direttamente dal posto di lavoro! eppure erano più di una trentina i partecipanti che, a prima vista, potevano sembrare "quattro gatti" (senza offesa per il Gatti presente), ma che pian piano stanno formando una base su cui poggiare le prossime stagioni.
La gara odierna, come sottolineato nel post precedente, era decisiva per l'assegnazione della coppa Italia (al momento il più importante riconoscimento nazionale); sebbene i pretendenti fossero ancora molti, il responso è stato chiaro: finalmente, anche nel trail, s'incominciano a vedere classifiche che hanno una logica e non sono composte da concorrenti saltuari che magari danno delle risposte buttate a caso.
Questo non significa che le sorprese non siano mancate: Daniele D., con solo 3 errori, si è trovato subito nelle posizioni di rincalzo! da ciò, si comprende che la sfida è stata piuttosto equilibrata in quanto, con un errore, si era già fuori dal podio.
In generale, non mi soffermerei molto sul piazzamento singolo, ma opterei nel considerare l'insieme dei risultati di ciascun partecipante: se è vero che "una rondine non fa primavera", credo che Guido M. sia davvero il volto nuovo del trail italiano: dopo l'ottima figura fatta ad Helsinki, ha piazzato un percorso netto che lo ha visto prevalere anche nella coppa Italia generale.
Dietro a lui, oltre a Remo che ha fatto solo 3 gare, la zampata finale l'ha data Renato B., atleta dal rendimento alterno; Daniele D. non ha migliorato il suo punteggio e quindi è sceso alla medaglia di bronzo finale.
Questo è il quartetto che farà da riferimento per il prossimo anno forse coloro che, attualmente, sono un gradino sopra gli altri.
La gara di oggi ha visto più errori pratici che tecnici: alcuni hanno sbagliato a punzonare casella, altri a trovare il punto di osservazione adeguato.
Il primo gruppo delle 3 lanterne a tempo era formato da 4 soli teli: i tre quesiti erano molto simili in quanto la tecnica da usare era calcolare la metà tra due oggetti.
Prima lanterna, abbastanza chiaramente Z (troppo sul lato ripido a sud); la successiva era più insidiosa: due lanterne sul naso a ovest, vicine al sentiero: personalmente ho solo calcolato la distanza dei teli dall'albero.
Terzo punto molto facile (solo un pò di attenzione agli avvallamenti) mentre il gruppo 4-5-6 doveva essere studiato un pò per capire i vari sentieri e scalette; nessun problema alla 7, mentre la 8 mi metteva davanti ad un dilemma: la strada partirà dal bordo o dal centro? considerando le distanze ho optato per la più alta che alcuni, erroneamente, hanno identificato nella lettera A senza contare le lanterne del punto 9 (chiaramente Z).
Punto 10, il più bello: a prima vista la lettera C sembrava la più ovvia; osservando il punto da ovest si riusciva a capire, però, che il cespuglio era quello a nord del sentiero... rimaneva la risposta B che però distava troppo dal bordo del cespuglio.
Tutta questa attenzione non la mettevo al punto seguente: infatti, dopo aver identificato il buco esatto nella siepe non facevo caso all'allineamento, con la conseguente risposta sbagliata.
Nessun problema alla 12 e 13, mentre il gruppo 14-16 necessitava di molta attenzione: una volta capita la cartografia riuscito a non sbagliare le risposte.
Ultimo gruppo a tempo: ho avuto qualche difficoltà alla seconda, in quanto non riuscivo a capire la profondità delle due lanterne; alla fine mi sono affidato alla sorte....
Credo che la gara sia stata abbastanza semplice, i terreni sono questi e non è possibile fare di meglio; in futuro penso che si dovrà pensare, per gli elitè, qualche formula più selettiva, altrimenti il rischio è di arenarci ad un ottimo livello tra giardini e parchi e non migliorare su terreni ostici.
Oggi, la classifica poteva essere ancora più corta se non si fossero verificati errori non legati al tracciato; questo significa che il gruppo principale ha raggiunto un buon livello di base e quindi andrebbe alzato il tasso di difficoltà delle gare elitè.
Con questa gara terminano i miei impegni ufficiali sotto la voce "orienteering" e rimarrano qualche centro storico o "tapasciata".

giovedì 15 ottobre 2009

Finale di Trail-o

Nonostante non sappia ancora se sarò presente, ho dato uno sguardo alla classifica di coppa Italia: col fatto che è stata annullata una gara e quindi i risultati validi saranno 4, la situazione è diventata davvero intricata.
Di seguito, la vera classifica attuale che tiene conto dei migliori tre punteggi; il quarto punteggio, detto scarto, è in realtà il punteggio minimo assicurato alla gara di sabato. Chi non ha scarti, ha comunque diritto ad un punto per il solo motivo di partecipare...


Non gareggiando Remo, la lotta è aperta a molte soluzioni e ricordando i punteggi di coppa (20,17,14,12,11, a scalare di un punto fino a 1 per il quindicesimo ed oltre) ,non mi resta altro che augurare a tutti buona fortuna e divertimento nonchè ai lettori di sbizzarrirsi in pronostici.
Sito della gara

domenica 11 ottobre 2009

StraVimercate

Ad innaugurare la nuova stagione dedicata alle "tapasciate" è stata la Stra-Vimercate; alle ore 8.30 arriviamo in via Valcamonica dopo aver girato per il centro storico, più idoneo alla c-o che al traffico, troviamo Roby e Attilio (Stegal assente per lavoro) e ci avviamo per la strada.
Io opto per i 22 km. mentre loro tre per i 12 km.; nel menù sono previste anche le varianti della 6 e 30 km.; il percorso si snoda attraverso le campagne circostanti la cittadina lombarda raggiungendo altri abitati attigui come Arcore.
Non ci sono salite (escluso un paio di cavalcavia) ed il fondo è prevalentemente di asfalto; solo in qualche tratto sterrato sono presenti delle pozze d'acqua. Il clima è mite, il sole si fa, via via, più insitente ma la giornata è davvero ideale per correre.
I ristori sono distribuiti equamente al 7°-12°-17° km.; il riconoscimento consiste in alcune confezioni di pasta artigianale.
Personalmente, ho fatto un pò di fatica fino al primo ristoro in quanto non ero più abituato a correre su strada; dopo la mezz'ora ho ricominciato a sentire il mio ritmo anche se i giorni migliori sono molto lontani; alla fine ho impiegato 1 ora e 45 a fare i 22 km. (niente di straordinario ma al momento penso solo a divertirmi).
Purtroppo, la mia caviglia sinistra mi da ancora problemi e non sarà facile guarire continuando a correrci sopra.
Mary si è trovata a suo agio e, dopo aver staccato i compagni di gruppo, si è trovata un partner occasionale con cui concludere lo sforzo.

domenica 4 ottobre 2009

Vallombrosa - Ultimo atto

Per l'ultima gara di coppa Italia, calendario ci ha riservato la trasferta toscana: sono davvero contento di aver chiuso, su questa carta, la mia esperienza elitè di c.o. (almeno long distance) ed, in generale, il mio secondo capitolo dedicato all'orienteering.
La serata della vigilia l'abbiamo trascorsa a villa Patiana, caseggiato molto capiente, dove convivevano orientisti, autisti (auto d'epoca) e ospiti vari; le stanze erano davvero ampie e ben arredate, mentre sala da pranzo (addirittura 4 stanze) e spazi comuni erano presi d'assalto dalle variopinte tute sociali del TOL, Primiero, ed altre società sportive.
Bello anche il giardino, da dove si scorgeva un'ottima vista, mentre per l'intrattenimento vi era una piscina ed un labirinto! peccato che tutto fosse vanificato da una cena da matrimonio, cioè menù fisso e di porzioni ridotte che mal si coniugava con la fame degli orientisti.
Poca fortuna ha avuto il Dj, in quanto la maggior parte delle persone ha preferito stare all'esterno.
Chiusa la parentesi logistica, inizia quella sportiva: durante la salita per il ritrovo, scorgiamo la sagoma di Stegal, con la carta in mano, che scende a zig-zag nel bosco; ci fermiamo un attimo, il tempo di farci dire che il bosco è bellissimo e che lui sta andando bene.
La giornata è fresca ed ideale per correre mentre il bosco sembra lontano parente di quello 500 metri più in basso; la partenza è abbastanza distante e quindi non mi resta molto tempo per gironzolare fra le tende del ritrovo.
Allo start mi accorgo che mi manca la SI card: ecco i primi segni di vecchiaia.... trovo Paolo Mario che mi racconta dei suoi guai fisici e dello spirito con cui affronta queste gare; davvero buffo pensare che lui tema il mio risultato! d'altronde, senza allenamento specifico si rischia di rimanere a secco durante lo sforzo.
La mia gara è molto regolare, con un black-out dopo 90' di corsa: succede durante il tratto 20-21, abbastanza semplice, quando arrivo sul sentiero piuttosto marcato; lo confondo con quello più in basso e sbaglio completamente zona di ricerca! la riprova che fossi in crisi, l'ho avuta quando trovo la lanterna n.47 e non mi accorgo che è la mia 22....
Per completare l'opera, prendo anche la "solita" storta e temo per il peggio; piano piano riprendo, ma non sarà più la stessa gara. Il tracciato è un toboga con sorpresa finale: infatti, si sale subito alla uno ma poi si scende quasi sempre esclusi un paio di tratti, ripidi, che fanno riprendere quota; la mazzata finale sono gli ultimi tre tratti che, dopo 2 ore e mezzo, sono diventati una sofferenza.
Per il resto, ho visto passarmi nelle vicinanze avversari giovani di belle speranze, ma anche vecchi che corrono ancora: l'unico mio avversario possibile era Zarfo che ho incontrato un paio di volte, la seconda delle quali abbastanza claudicante (entrambi eravamo un bella coppia di zoppi!).
La gara non mi è sembrata difficile; a parte qualche lanterna che poteva creare qualche grattacapo, il resto mi è sembrato molto filante visto che il bosco lo permetteva.
Devo ammettere che, in questa zona d'Italia, si trovano delle zone molto belle per la corsa mi vengono in mente Monte Amiata e, più giù, la zona di Monte Livata.
In conclusione, credo che la trasferta sia stata piacevole e il teatro di gara molto indicato per organizzare una manifestazione di questo tipo.
CLASSIFICA

mercoledì 30 settembre 2009

Nordic match of Trail-O

Raccontare una settimana trascorsa ad Helsinki, in un post, diventerebbe davvero difficile e poichè la trasferta in terra finlandese si è divisa in due parti partirò col raccontare il lato prettamente sportivo: quello turistico, magari, più avanti!
Innanzitutto i ringraziamenti vanno alla FISO, che ha organizzato la trasferta, ed alla selezionatrice Roberta F., che mi ha permesso di esserci.
L'avventura del trail inizia il venerdì sera quando arrivano all'aeroporto di Vantaa i 9 componenti della rappresentativa nazionale; per sbrigare tutte le formalità e raggiungere il campeggio ci vuole un pò di tempo e la ritirata avviene verso le 2 di notte.
Siamo divisi in due gruppi: una casetta da 4, piuttosto spartana, e una casetta da 6, molto confortevole, nella quale vi è pure una sauna che nessuno ha avuto tempo di usare.
La sveglia avviene verso le 8 ed il gruppo compatto fa colazione/pranzo in vista dell'impegno pomeridiano; il coach chiama tutti a rapporto per consigliare strategie di gara e per tastare il polso ad ognuno. Per formalità, ci sono 2 squadre composte, rispettivamente, dai vecchi elementi della nazionale (Roberta, Renato B. e P., Michelotti senior, Roberto) ed un nuovo gruppo di esordienti (io, Stegal, Alberto, Marina, Michelotti Jr.).
Si cercano sfide personali fittizie, in quanto sappiamo bene che non sarà davvero semplice rimanere al passo con gli avversari; quest'ultimi sono davvero di un livello impressionante poichè rappresentano il meglio di 5 nazioni al vertice del trail-o mondiale.
Il luogo della manifestazione dista una ventina di chilometri dal nostro quartiere generale; è un piccolo paesino circandato da boschi e laghetti con le classiche "bare rock" che ogni tanto fanno capolino.
La giornata è soleggiata ed il clima non è inclemente; alle 14 inizia la chiamata con Roberta che fa da starter; io parto molto presto ed impiegherò tutti i 90' per ritornare; sulle due gare ritornerò più avanti!
Nel dopogara c'è giusto il tempo di confrontare i nostri risultati ed i nostri errori ed alle 19 ci ritroviamo tutti nel piccolo ristorante poco distante; ogni nazione ha il proprio tavolo e noi siamo accanto ai finlandesi ed agli svedesi (inusualmente in ritardo).
La cosa che mi meraviglia maggiormente di questo sport è la diversità esistente fra tutti i componenti delle nazionali: si va dalle ragazze svedesi, forse nemmeno trentenni, ai "nonni" finlandesi che sembrano dei pensionati qualunque.... è un misto di volti, sessi, fisici, diversi fra loro ma che hanno in comune una testa ed un occhio non indifferenti!
D'altronde, anche la nostra decina non scherza in quest'ottica....
Dopo cena, riunione tecnica per analizzare i vari punti della gara dove ognuno dava il proprio contributo: peccato che fra di noi non ci fosse qualche svedese....
Sveglia mattutina domenicale, attorno alle 6.30, colazione, pulizie e via di corsa; alle 10 faccio da starter seguito da Roberta e Giuliano: in mezz'ora partiamo tutti! l'organizzazione ha cambiato la griglia per farci finire presto; il meteo è peggiorato e per qualche secondo abbiamo visto qualche fiocco di neve.
Le due ore di gara volano veloci ed appena prima delle 13 ripartiamo per l'aeroporto: consegna auto, check in al fotofinish ed alle 15 siamo sull'aereo di ritorno; ad Amsterdam la compagnia si divide, mentre il gruppo di Malpensa alle 20 è già in Italia.
Fino a qui la descrizione veloce dell'avventura; ora, l'analisi delle gare e le considerazioni generali: in queste occasioni si è soliti dire "... è stata una bella esperienza.."!
Personalmente ero tornato dal Friuli con la convinzione di essere migliorato molto, avendo sbagliato più punti a tempo che lanterne normali. Ora, torno da Helsinki con la convinzione che la strada sarà molto lunga e difficile; non è tanto la differenza di punteggio con i migliori che mi preoccupa maggiormente, poichè Guido ha fatto vedere che anche un neofita può competere con loro.
No, le mie perplessità riguardano come poter migliorare: le nostre gare si svolgono su carte e terreni molto diversi da quelli appena visitati e l'unica soluzione sarebbe (scartando l'ipotesi di ulteriori frequenti trasferte finniche) di allenarsi in boschi particolarmente "scorbutici"; mi viene in mente la prima parte di gara di Asiago, dove non a caso i tempi di decisione furono molto lunghi; in quest'ottica i boschi della Brughiera, molto odiati dagli orientisti, sarebbero davvero indicati!
Solo chi ha gareggiato può capire cosa sto scrivendo: i tracciatori del Nordic match non hanno utilizzato tranelli o punti bingo, poichè basta solo il terreno a mettere in difficoltà i partecipanti; piuttosto, sono risultati difficili anche i punti banali in quanto mentalmente non siamo abituati ad accettare che esista un punto facile!
Il sabato sono stati annullati due controlli: uno, faceva riferimento all'individuazione di una coppia di alberi la cui lanterna doveva essere al centro; nell'intenzione del tracciatore bastava capire la coppia di alberi, mentre il cattivo posizionamento del telo (magari spostato dal vento) rendeva la risposta Z in quanto le distanze dai tronchi non erano uguali; a molti, questo cattivo posizionamento sembrava voluto invece era del tutto casuale!
La prima lezione di questa gara è stata quella di non utilizzare l'azimut! molti punti sono stati sbagliati per l'eccessivo uso di questa tecnica; potrebbe essere una buona scusa ma, il vero insegnamento è stato quello che si debba valutare ad inizio percorso la validità di questa tecnica e non a fine gara.
La lettura della carta non si rivelata così diversa da come mi aspettavo, diversa, invece, è stata la visibilità degli oggetti con i quali ci si doveva orientare; molto spesso non si riusciva ad individuare i sassi, le rocce, i cocuzzoli su cui basare le proprie teorie.
L'ottima prestazione di Guido è figlia della sua predisposizione a comprendere il terreno, a vederne i bordi, molto aiutato dalla sua esperienza di cartografo; la sua chiave è stata quella di studiare il terreno senza farsi influenzare da distanze e direzioni; è come se, il cartografo, avesse disegnato il terreno senza preoccuparsi delle geometrie!
In questo post, non è mia intenzione analizzare la mia gara: non sono contento della mia trasferta, troppi errori, troppe incertezze e purtroppo, la domenica, aver gareggiato in condizioni non ottimali: per la prima volta, non avevo la voglia di "cercare" la risposta esatta ma trovarne una, prima possibile.
Una cosa positiva è stata la conoscenza del gruppo: alcuni compagni non li conoscevo o comunque solo di vista; probabilmente, sarà da tutti noi che dovrà partire l'imput per migliorare il livello di gare in Italia sia a livello qualitativo che numerico.
Ci sarebbero ulteriori considerazioni ma ci sarà modo di approfondire l'argomento.
FOTOGRAFIE - CLASSIFICHE

domenica 20 settembre 2009

Week end in Friuli

Week end intenso quello appena concluso; sono davvero stanco e domani partirò, con Mary, per Helsinki e quindi non avrò modo di lasciare scritto qualcosa di più. Sabato pomeriggio, in località Brugnera (PN), si è svolta la VI prova di coppa Italia di Trail-o; il posto è stato ideale per questo tipo di gare anche se alla fine la gara è sembrata facile. Buona la partecipazione, clima abbastanza caldo, moltissime le lanterne Z! annullato un punto a tempo per errata collocazione del telo, qualche problema di scelta vicino al laghetto. Personalmente, ho fatto il percorso netto sbagliando la seconda lanterna a tempo, per fretta, seppure non fosse molto difficile. Molto belli i punti 1 e 18, peccato che sul sentiero della 11 non ci fosse stata un'altra lanterna.... In conclusione, gara molto scorrevole che ha riservato soddisfazioni alla maggioranza dei partecipanti.
Domenica mattina, tutti a Collerumiz per il campionato friulano sprint; Stegal ci iscrive tutti in MA e gli avversari forti non mancano. Gara molto variegata e non semplice, di durata superiore ai 20' fra bosco fitto, salita ripida, prati ed un paio di scelte lunghe decisive.
Nel mio tranquillo incedere, non ho commesso errori e qualche scelta è stata dettata dall'aver indossato i calzoncini corti, ignaro di cosa mi aspettasse....
Gran bella sudata e molto divertimento per una gara che, certamente, non avevo pianificato ad inizio anno!
Dopo un paio d'ore di riposo ed impegni istituzionali, parte la VII g
ara di coppa Italia di Trail-o: il tracciato si è rivelato molto più impegnativo rispetto al sabato, molto pochi i punti facili ed una nuvola di passaggio a farci visita durante la prova.
Non conoscendo la classifica finale (Udine non è proprio vicina a Milano così siamo scappati via subito), mi baserò sulla mia gara: i primi due punti a tempo
facili, il terzo ha "sconfitto" quasi tutti: solo adesso mi sono reso conto dell'errore in quanto la recinzione prosegue anche nel verde fitto! durante la prova avevo calcolato la metà della recinzione basandomi solo sul tratto visibile.
Più attenzione del normale, la dedicavo al punto 3, dove un fastidioso cagnolino faceva compagnia ad ognuno, al punto 11 (decisamente il più difficile) e 15.
La svolta negativa della mia gara avveniva verso il punto 10, quando iniziava a piovere: dopo aver risposto Z (esattamente) alla 10 mi soffermavo almeno 15' alla 11. In quel frangente m'innervosivo per il fatto che mi si erano bagnati gli occhiali, che la carta e cartellino si stessero bagnando e sciogliendo; l'organizzatore, bravamente, ci riforniva di buste plastificate e tutto tornava quasi normale (continuava a piovere).
Scelta la risposta B (esatta) per la 11, tiravo fuori il cartellino dalla busta e punzonavo B sulla 10! a quel punto ero talmente innervosito dell'errore che me ne volevo andare al traguardo; complice la mia nuova veste in seno al trail-o dovevo trattenermi e continuare come nulla fosse successo.
Fortunatamente, le conseguenze psicologiche di quell' errore sparivano molto velocemente permettendom
i di chiudere la gara dignitosamente.
Il mio vero errore lo commettevo alla 15 ma, sinceramente, è stata la prima volta che ho dato una risposta senza avere dei validi elementi per decidere.
In conclusione, rimango molto soddisfatto per l'esercizio fatto in quanto era un gradino superiore (a livello di difficoltà) della prova precedente; devo ammettere che i tempi delle contestazioni iniziano ad essere lontani ricordi, in quanto i punti hanno ora una logica e l'esercizio è quello di trovare questa caratteristica.
Come anticipato sopra, questa 2 giorni avrebbe meritato maggior spazio ma, questa volta, il tempo è tiranno.

sabato 12 settembre 2009

Monte Moria

Campionati italiani long, quelli odierni tenutisi a Monte Moria (PC); in passato avevo già gareggiato in questa zona anche se la superficie era stata più limitata.
Molti amici sono rimasti sorpresi nel vedermi iscritto in ME: il motivo è abbastanza particolare e più avanti lo scriverò.
La valutazione della manifestazione è stata buona: seppur la zona sia molto isolata e priva di grosse strutture ricettive, molti hanno optato per le tende ed i camper; altri hanno preferito ritornare dalle parti di Piacenza per dormire in un comodo letto.
Il tempo è stato piacevole e la temperatura abbastanza ideale per lo sforzo fisico; il bosco è un misto di piante latifoglie che permettono un'ottima corsa e zone di arbusti insidiosi e spinosi. La pendenza è abbastanza contenuta e solo una parte presenta i classici valloni da evitare; il lato ovest presenta la morfologia e la vegetazione peggiore mentre il resto della carta è il classico bosco appenninico.
Il tracciato ME è stato abbastanza impegnativo, soprattutto nella prima parte, poi diventava più lineare e semplice; un solo tratto lungo e confrontando il tracciato con le long norvegesi (in internet) si notano le differenze sul modo di disegnare: i percorsi personalmente prediligo molte lanterne ma per convenzione, nelle gare long, ci dovrebbero essere maggiori scelte lunghe.
La carta al 15mila non era di facile lettura: i continui movimenti del terreno e l'alternarsi dei colori hanno reso il foglio davvero pieno di dettagli.
Analizzando le varie tratte credo che la lanterna n.87 fosse davvero tosta: o si trovava subito, altrimenti si potevano perdere minuti; non male il tratto lungo, dove c'erano 3 opzioni diverse per raggiungere il punto.
La sequenza 4-14 era una sorta di middle, dove contava molto rimanere collegati con la carta; dopo il ristoro ancora 5 punti abbastanza vicini, per poi affrontare due tratte di spostamento (magari la 19 non era necessaria...); da lì, la risalita al punto spettacolo ed un loop finale che non aggiungeva molto tecnicamente ma solo parecchio dislivello.
La mia gara è stata abbastanza buona: un errore grosso (5') al terzo punto, una decina di minuti buttati in quello successivo ,cioè la scelta lunga, che è stata fatta sul sicuro ma ho sbagliato malamente l'attacco dall'alto (non è una novità).
Per il resto ho corso col mio ritmo da 8'/kmsf., cercando di gestire le forze fisiche e mentali in modo da evitare figuracce davanti ai veri elitè che ogni tanto mi superavano; il mio obiettivo era di rimanere nelle 2 ore e 30' (purtroppo leggermente fallito) e di non concludere la gara dopo l'arrivo di Klaus: qui mi sono salvato in quanto ho visto arrivare gli ultimi 5 partiti....
Se non fosse per il mal di piedi (le scarpe "la sportiva" vanno bene a Michele mentre io non sono cenerentola!) direi che sono pienamente soddisfatto.
In generale, ho sentito qualche critica sul fatto che si partisse in discesa e nella zona più tecnica: Giandomenico ha spiegato che esistevano difficoltà nel reperire un'alternativa al triangolo piazzato in quel posto.
RESULTS

domenica 2 agosto 2009

Luserna & O-Marathon

Seconda edizione della O-Marathon disputatasi sulle cartine di Lavarone, Vezzena, Millegrobbe tutto su un foglio 66X44 scala 1:15000; l'idea è stata buona poichè uno dei punti deboli dello scorso anno furono i trasferimenti tra le carte.
Le differenze con la passata edizione non sono state poche: innanzitutto, niente prologo cittadino o, per essere precisi, la sprint, il sabato, c'è stata ma solo come gara a se stante.
La zona di gara non era molto lontana da Folgaria ma questa edizione è risultata essere più facile rispetto al maledetto loop di passo Coe; non credo sia stata solo una questione di cartine e terreni ma di una scelta ben precisa: da una parte, rendere più incerta possibile la vittoria (con un terreno molto tecnico il rischio era di aspettare minuti fra coloro che giungevano all'arrivo), dall'altra, permettere a tutti di arrivare entro il tempo limite per non vanificare ore di fatica.
Ulterione conferma è venuta dal numero di ali dei loop: due quest'anno contro i tre della passata edizione; ciò significava che, almeno una metà del gruppone avrebbe viaggiato assieme per parecchi chilometri nonostante il tentativo di scrematura.
Altra novità, l'introduzione della categoria supermaster: la scelta organizzativa passava fra l'avere pochi iscritti al via delle categorie lunghe e l'aumento delle tute presenti a Millegrobbe over 50; si è scelto la seconda opzione anche se alla fine ne ha risentito il risultato tecnico, visti gli accorpamenti proposti e le poche farfalle presenti nel tracciato.
La partenza, alle ore 08.30, delle categorie di contorno ha comunque avuto un 'ottima visibilità visto il variegato parterre al via; gli elitè maschi, partiti alle ore 09.00, erano una trentina più un gruppo di ragazze altamente competitive.
Una situazione non semplice da gestire è stato il trasferimento in partenza degli atleti: l'organizzazione aveva messo a disposizione un trasporto di trenta persone; chi fosse arrivato alla o-marathon da solo o con altri atleti in auto, avrebbe avuto il problema di recarsi a Millegrobbe o ritornarci dopo la gara; avendo il gruppo Gok risolto il problema grazie a Piero, non so se qualcuno sia rimasto attardato.
Molto ben forniti i ristori anche se ho un piccolo appunto da fare: 4 ristori erano racchiusi nella prima metà della nostra gara mentre l'ultimo e più agognato era davvero isolato.
Prima di parlare delle gare, voglio sottolineare un concetto, per me superfluo, ma che non tutti hanno capito: chi partecipa a questa gara lo fa con due stati d'animo in contrasto fra loro; c'è chi si allena per vincere o ben figurare in classifica e chi, invece, vuole sfidare se stesso in una prova fuori dal comune.
Il gruppo GOK fa parte di questa seconda schiera: eravamo al completo e tutti abbiamo finito la nostra categoria; io e Stegal corriamo l'elitè perchè siamo convinti che solo quella categoria sia la vera maratona e non c'importa nulla se ogni anno dovremo chiudere la gara durante le premiazioni... l'importante era arrivare entro le 14.30 e noi c'eravamo!
Sabato pomeriggio era di scena la sprint: tracciatore Rem, che non ricordo molto sotto questo aspetto.... alle 15.30, iniziano le categorie di contorno che partono in una zona diversa da quella degli elitè; la difficoltà è quella di capire le calzature ed i pantaloncini da indossare; il clima meteo direbbe di correre leggeri mentre il terreno di gara suggerisce di non prenderla troppo alla leggera.
Mary si cimenta nella sua categoria e non sfigura sebbene, ancora una volta, abbia dei problemi in un fazzoletto di bosco;la sua prestazione mi è utile per capire quali scarpe dovessi calzare.
I tracciati sono a sequenza obbligata e quindi le partenze scaglionate ad intervalli di un minuto; nonostante il cronometro dicesse che la lunghezza non fosse adeguata al tipo di gara, devo dire che mi sono divertito nonostante il dislivello presente; preferisco maggiormente le gare corte disegnate fra boschi e case piuttosto che una lunga e monotona corsa.
La mia gara elitè non mi accreditava di alcun pronostico vista la buona presenza di runner specialisti in queste gare veloci a partire dall'azzurro Alessio T.; davanti a me partiva Gianluca C. sicuramente più favorito per un buon piazzamento.
La mia gara è stata molto regolare con un piccolo errore (15") dopo la lanterna 10 dove mi dirigevo verso la 17 avendo confuso il numero con l'11! in un paio di occasioni sono stato favorito dalla presenza di altri atleti in zona punto ma è stato dopo il passaggio alla 17 che mi sono divertito a fare gruppo con i migliori: la cosa buffa è che ne sono uscito meglio del previsto ricevendo, addirittura, i complimenti dallo sportivissimo Alessio; sicuramente, sono rimasto sbigottito dal salto di lanterna di Michele F. che aveva punzonato la 20 appena davanti a me.
Una nota di colore per il dopogara dove, in attesa delle premiazioni, abbiamo visitato la casa/fattoria di Luserna (mai visti così tanti animali domestici in un recinto) e la sfida di bocce con Massimo A.
Domenica mattina, di buon'ora, la sveglia ha suonato per avvicinarci alla lunga sfida con noi stessi; ancora una volta il sole non ha rinunciato a farsi vedere sicchè il clima non era dei più idonei per un lungo sforzo.
Dopo una serie di contrattempi, arriviamo in tempo al centro fondo di millegrobbe per lanciare la maggior parte dei nostri atleti: Mary e Roby in Wmaster, Attilio, Davide, Paola, Stefano B, Maria Adele, in Mmaster; Piero non corre essendo in veste di tuttofare.
Davvero suggestiva la partenza, con la maggior parte degli atleti partire forte verso est salvo poi correggere la direzione verso la loro sinistra! tutti quelli rimasti sul prato iniziano a scaldarsi (sì, perchè alcuni si scaldano pure) e farsi gli auguri consapevoli dello sforzo che dovranno fare.
Parlo con Stegal su cosa intenda fare: lo vedo abbastanza preoccupato per il tempo limite di 5 ore e mezzo. Infatti, l'anno scorso, impiegammo esattamente quel tempo e questo lo innervosisce più del pensiero di finire il percorso, a questo punto gli propongo di farla assieme visto che nemmeno io ho altri obiettivi.
Fischio di partenza, uomini a sud, donne a nord! prendo in mano il lenzuolo e lo ripiego in modo idoneo; il fatto che la scala sia 1:15mila rende il percorso più digeribile in quanto i cm. di linea rossa sono minori rispetto ad altre scale (la differenza si capisce solo correndo...).
I primi punti sono una passerella e la presenza del gruppone facilità le scelte; piano piano la coda del gruppo si svuota ed al primo loop rimaniamo con un atleta Erebus.
Che le combinazioni dei loop potessero essere casuali non posso crederlo in quanto io e Stegal avevamo tutte le farfalle diverse!
Essendo molto semplici le combinazioni, non avevo problemi a superare la farfalla ma iniziavo a preoccuparmi per il ritardo di Stegal; improvvisamente, vedevo la sua sagoma sbucare da dietro un abete e lo sentivo borbottare che Marco Bezzi si era fatto male e lui si era fermato a soccorrerlo.
Nel frattempo, studiavo la tratta per la 12 e dopo aver bevuto qualcosa partivamo alla caccia della tuta Erebus che nel frattempo si era allontanata; giunti ai piedi della salita, Stegal aveva un sussulto: "non ho punzonato la 11!"
Aspettavo qualche minuto ed eccolo di ritorno; adesso dovevamo iniziare a fare la gara.... arrivavamo al ristoro di passo Vezzena ancora freschi e sbagliando molto poco, forse un paio di minuti in tutto.
Trovavo Roberta F. col mio sacchetto del ristoro e capivo che c'era stato un equivoco: io intendevo il ristoro col secondo cambio SI card mentre lei era al secondo ristoro...
durante il tragitto per la 13 sentivamo qualcuno che arrivava da dietro: io lo scambiavo per uno junior, ma era Mukhidinov che aveva un passo doppio del nostro e probabilmente era partito tardi! qualche secondo dopo sentivamo ancora dei passi veloci: questo lo conoscevamo, era Steve che correva quasi come quello appena passato prima ma la sua tecnica non era la stessa.....
La seconda farfalla era più insidiosa, forse a causa della vegetazione fitta ma le tracce, in mezzo alle ortiche, di chi ci aveva preceduto ci salvano almeno le gambe; personalmente perdevo un minuto sbagliando a riconoscere la roccia del punto 26.
Superata anche questa prova affrontavamo, superficialmente, la ventinovesima lanterna: entravamo troppo presto dal sentiero e non riuscivo a vedere il ruscello centrale; dopo un paio di minuti trovavo il punto ma non era stato semplice in mezzo a quelle piante.
Altro punto critico la tratta 31-32: la vegetazione, altamente ostica e la salita ripida hanno rallentato parecchio la nostra marcia sebbene la situazione fosse ben chiara.
Al bivio di Monterovere, dove c'era il cambio SI card ed il penultimo ristoro, notavo che eravamo a circa 2 ore e mezzo di corsa; davo un'occhiata alla parte finale e stimavo in un altro paio d'ore il nostro sforzo.
Le tratte successive erano tutte equidistanti, non difficili ma tutte ipoteticamente insidiose se la testa avesse ceduto; le tratte per la 35 e la 36 non erano perfette, mentre per la 39 scegliavamo il sentiero nel verde per risalire dall'incrocio: non potevamo pescare di peggio... quel sentiero era pieno di alberi a terra!
Errore da 2'-3' alla 41: la ricerca iniziale avveniva a ovest della collina ma riuscivamo a limitare l'errore abbastanza presto. Durante la salita per la 42 ho iniziato a preoccuparmi in quanto non avevo più acqua e l'effetto Carbogel era terminato; Stegal non stava meglio poichè da un suo quesito capivo che la sua lucidità iniziava a scemare.
Fortunatamente il loop finale veniva raggiunto senza problemi ed una volta giunti al tavolo del ristoro abbiamo abbandonato mentalmente la gara; dire che ce l'abbiamo presa comoda è un eufemismo! in quel frangente abbiamo rivisto Steve e Kristian che ci precedevano di poco.
In quegli attimi, Stefano, se ne usciva con una delle sue classiche affermazioni:" se vuoi, vai pure perchè non so se riesco a finire la farfalla!" mi sembrava di essere tornato indietro un anno, dal ristoro post Passo Coe!
L'incoraggiamento di Gigi e del signore del ristoro lo hanno convinto a fare un ultimo sforzo il cui resoconto è nel suo blog; la mia farfalla, mi riservava l'incontro con Maria Adele la quale lamentava la puntura di una vespa ad una gamba (alla fine anche lei arriverà al traguardo).
Dopo aver ultimato quest'ultimo loop ed aver aspettato un sempre più rinfrancato Stegal, alla gara rimaneva ben poco da dire: un paio di minuti persi alla buca della 50 e poi la discesa verso il lago Palù dove rimbombavano le parole di Isella in procinto di fare le premiazioni.
Ancora qualche problema a scendere dalla 51 alla 52 eppoi l'arrivo dove ricevevamo l'applauso compassionevole dei presenti.
Fisicamente le gambe e la testa hanno retto bene le 5 ore di corsa mentre sono stati i piedi a soffrire maggiormente, causa le inevitabili vesciche.
Questa è stata la mia O-Marathon, diversa da chi mi ha preceduto, diversa da chi ha fatto un'altra categoria, praticamente unica! Sì, perchè questa sfida dev'essere unica.... il mio gps segnava 27,5 km con dislivello indefinito e soprattutto, per le signore, 1800 calorie bruciate!
Ecco: questo considero O-Marathon, tutto il resto non conta perchè è dopo il 35 km. che si fa la differenza in una maratona.
Ultima nota: da quest'anno possiamo chiamarci "senatori elitè!", non so per quanto tempo ancora ma continueremo finché età e tempo massimo non ci sbarreranno la strada.


domenica 26 luglio 2009

OO cup - Logatec

Continuando il tour sloveno, non potevo che ritornare a fare la OO cup; l'anno scorso avevo avuto un buon ricordo della manifestazione ma avevo dimenticato un particolare: anche in Slovenia a luglio fa molto caldo!
Per questo motivo, mi trovo in difficoltà a scrivere il post in quanto non vorrei mescolare la mia cinque giorni con la manifestazione nel suo insieme.
Due erano le località di ritrovo: un prato disperso nel bosco dalle parti di Predgrize (i primi tre giorni) e la zona sud di Logatec (per le ultime due tappe).
I boschi sono risultati molto vari tra di loro: le prima e seconda frazione sono risultate le più belle in quanto solo una piccola parte di terreno era scorrevole, il resto era puro orientamento e concentrazione.
La terza frazione, praticamente corsa di fianco ai primi due tracciati, è risultata essere la più facile in quanto il terreno cambiava completamente diventando molto simile a quello nostrano.
Le ultime due frazioni erano molto simili ma, la differenza, l'ha fatta il tracciatore! per chi osserva le cartine è d'obbligo sapere che, appena usciti dai sentieri, diventa una battaglia contro i sassi, cespugli, buche per fare qualche metro; è ovvio che la scelta cadrà sempre sui tratti neri, a meno che il cerchio non sia disegnato in modo da penalizzare chi sceglie la via semplice.
La partecipazione è stata buona, credo più di un miliaio le persone presenti soprattutto gruppi di francesi e portoghesi; molti anche gli scandinavi che hanno barattato l'o-ringen di quest'anno con la OO cup.
Le giornate meteo non hanno scherzato con il sole e solo il sabato mattina qualche nuvola ha tenuto nascosti i raggi solari; da sottolineare che in questi boschi non si trova una goccia d'acqua nemmeno dopo un acquazzone, ma l'umidità si sente comunque.
Un appunto lo devo fare a chi ha formato le griglie di partenza: è vero che si era cercato di tenere vicini coloro che si erano iscritti con lo stesso club, ma non ho capito il senso dei vacant accumulati a metà griglia! Nella tappa finale, la M40 (abbinata alla M18) presentava al via 7 persone dopodichè c'era un buco di mezz'ora (come nella M18) per ripartire con il resto della griglia; non solo: anzichè ruotare giornalmente gli atleti è successo che alcuni sono partiti tardi tutti i giorni mentre altri no! sembrerebbe una cosa di poca importanza, ma credo che nessuno fosse felice di partire dopo le ore 13!
La presenza italiana, oltre che dal gruppo GOK, è stata notata grazie ai vicini team friulani ed alcuni ragazzi non hanno sfigurato nelle varie classifiche; si sono sentiti anche accenti romani e veneti seppur in minoranza rispetto alla presenza del gruppo ticinese.
Analizzando sommariamente le singole giornate, riguardando i miei tracciati, credo la prima tappa abbia avuto un primo gruppo di lanterne molto vicine e veloci dove i distacchi non sono stati eccessivi; la prima vera differenza si faceva nel tratto lungo dove non vi era una vera e propria linea di direzione; infatti, una delle scelte più utilizzate è stata quella di passare per il prato del ritrovo.
Come anticipavo prima, quando si usciva dai sentieri non si andava più avanti! personalmente ho provato a viaggiare ad azimut ma ho pagato la lentezza con cui proseguivo.
Tornando alla prima tappa, l'esempio di come perdere molti minuti lo abbiamo nella tratta 11-12 e 13-14: personalmente, come Stegal, ho cercato di navigare nel bosco; la scelta dei migliori è stata quella di percorrere il sentiero sotto il filo della luce nonostante fosse ben lontana dalla riga rossa.
La seconda tappa, sicuramente la più bella, è stata davvero "la gara" in quanto il bosco si è rivelato davvero ostico. Nonostante la parte finale fosse stata disegnata sulla carta della prima tappa, ben pochi sono stati i vantaggi ....
Arrivare al termine della gara, senza sbagliare molto, significava aver capito come affrontare questo terreno e come evitarne i tranelli; credo che un minimo calo di concentrazione sarebbe costato davvero molto sia in termini di tempo che di fatica.
La terza prova si svolgeva dall'altro lato della strada eppure non sembrava di essere nella stessa zona dei due giorni precedenti; la carta permetteva un'alta velocità di lettura e di corsa. I tracciati richiedevano molta fisicità e velocità d'esecuzione, lungo una sottile cresta per poi spegnersi in una ripida costa finale; sinceramente l'ho trovata abbastanza scontata con troppi punti sulla stessa linea direttrice.
I quarto appuntamento si sviluppava su una carta abbastanza intricata con molte strade e sentieri abbastanza visibili; il tracciato favoriva troppo la scelta sui trattini neri: ne è testimone il mio primo punto, dove ho corso solo sul sentiero facendo una scelta da esordiente... eppure non ho perso rispetto a chi ha scelto la linea rossa! l'unica tratta interessante è stata quella lunga dove i sentieri influivano meno visto che la zona punto era davvero un grosso enigma.
L'ultimo sforzo veniva riservato per la stessa zona del quarto giorno ma il percorso risultava più interessante e meno scontato del precedente; il trend non era diverso dal solito ed i sentieri hanno rappresentato il solito indispensabile aiuto.
Personalmente, credo che alcune zone disegnate in bianco siano fuorvianti in quanto la velocità è davvero ostacolata, non tanto dai cespugli ma, dai massi coperti dal muschio.
Il gruppo GOK, già privo di Attilio, ha visto la vittoria di Piero per ko: Stegal ha copiato il mio mp. della terza tappa anche se per cause differenti; Roby e Mary si sono cimentate sul tracciato delle W35-open2 che, l'ultimo giorno, era più tecnico del nostro.
Per quanto riguarda la mia trasferta non ho molto da scrivere in quanto la mia OO cup è durata 2 giorni: la prima tappa ho pagato care le tratte 11-12 e 13-14 solo per non aver voluto utlizzare le strade.
Sono soddisfatto della seconda tappa che consideravo il mio test; ho perso velocità nella parte finale ma sono riuscito a non buttare ciò che avevo costruito in precedenza.
Le altre tappe sono state un calvario: la temperatura ambientale non mi ha mai permesso di fare il mio solito ritmo in quanto appena forzavo il ritmo incappavo in un black-out; a quel punto, ho sempre dovuto camminare per tornare a ragionare ma col morale sotto i tacchi; non mi sono mai sentito a mio agio anche se, a parziale scusante, sono partito per tre volte dopo le 13!
In generale, la Slovenia, mi ha ricordato la mia giovinezza in quel di Baselga: molte similitudini nel modo di vivere nei paesi, dei paesaggi collinari, qualche lago montano tra cui segnalo lo splendido color turchese del lago di Bled.
Una particolarità, da ricordare, è la qualità delle strade interne che vengono segnalate sulle cartine stradali: se improvvisamente vedete sparire l'asfalto e vi trovate su una strada bianca e polverosa non abbiate paura perchè è del tutto normale! diciamo che si notano ancora le differenze che esistono fra le nuove strutture abitative e viarie dei grossi borghi e le zone rurali ancora molto popolate di animali da pascolo.
In conclusione, la cosa che dovrò ricordare quando tornerò a correre qui sarà di non farlo a luglio!

sabato 18 luglio 2009

Mala Lazna - Xtremor

Approfitto della prima mattinata di pioggia per scrivere il post relativo alla Xtremor; per chi non lo sapesse, si tratta di una tre giorni di orientamento svoltasi nella località, sconosciuta sulle carte stradali, di Mala Lazna.
Tutte le indicazioni, notizie, griglie e quant'altro si trovavano solo in internet; l'organizzazione è stata davvero spartana, in quanto tutto il lavoro ricadeva su nemmeno una decina di persone.
Le tre tappe ricalcavano le prime tre giornate della scorsa OOCup, con partenze su tre carte diverse e punto di ritrovo il grande prato centrale che fa da collante fra i vari colli adiacenti.
Gli iscritti, quasi 200, non erano nelle previsioni ma, il numero si è ingrossato in quanto il gruppo PWT, capitanato da M.Jorgensson e G.Viale, si è presentato al via delle prime due gare con tanto di autobus stile TOL.
Alcuni atleti erano reduci, come me, dalla 5 giorni delle Dolomiti ed altri saranno presenti all'incombente OOcup 2009; particolarmente piacere mi ha fatto ritrovare l'ori-blogger Martin Dean e famiglia con cui abbiamo avuto modo di conoscerci.
Purtroppo, per me, il tempo è stato soleggiato, la temperatura aumentata notevolmente e di conseguenza il bosco non era fresco come di solito; le difficoltà tecniche di queste carte erano risapute, tant'è che lo stimolo di venire a correre qui lo avevo avuto riguardando le vecchie gare.
A livello agonistico la mia categoria, M35, presentava alcuni nomi reduci dal Primiero e, visti i loro risultati, ho capito subito che avrei dovuto cercare di correre solo contro me stesso.
La prima e la terza carta sono simili poichè presentano zone scorrevoli intervallate da gruppi di massi ed avvallamenti; la seconda carta è, invece, tutta una serie di profonde buche, rocce enormi e dislivelli importanti; i sentieri segnati sono quasi invisibili a causa della vegetazione, solo un paio di loro sono davvero carreggiabili.
Correre su questi terreni è davvero impegnativo sia fisicamente che, soprattutto, mentalmente; qui, la concentrazione è fondamentale: non basta arrivare in zona punto, l'orientamento inizia dentro il cerchio. I minuti si perdono con facilità irrisoria, chi non è abituato all'orientamento fine paga un dazio molto alto.
Forse è per questo che esco da questa tre giorni davvero sconsolato: ho capito che il mio orientamento è troppo approssimativo per questo bosco e che dovrei ricominciare dalle basi per poter migliorare significativamente.
Credo che ormai sia troppo tardi per dedicarmi a migliorare certe caratteristiche, quindi non mi resta che prendere con leggerezza le mie gare cercando di divertirmi ancora senza farmi male.
Non sto a descrivere le mie singole gare, in quanto solo nella prima tappa sono riuscito a sbagliare poco; le due successive, forse complice la temperatura elevata, sono da dimenticare velocemente.
Per il resto è andato tutto abbastanza bene, salvo un problema con la prima stazione della seconda tappa che ha fatto riscrivere la classifica partendo dal secondo controllo.
Unici italiani presenti il duo del Cus Torino, in attesa dell'arrivo del GOK fra qualche giorno.

sabato 11 luglio 2009

5 Giorni delle Dolomiti - JWOC

Il mio tour estivo inizia con la 5 giorni delle Dolomiti; era molta l'attesa per questa manifestazione in quanto abbinata al JWOC (campionato mondiale giovanile).
L'abbinamento delle gare è simile a quello dello scorso anno in Rep. Ceca: cioè, dare la possibilità agli accompagnatori (la maggioranza dei quali sono scandinavi) di poter assistere alle gare giovanili e di cimentarsi sui terreni alpini per tutta la durata della manifestazione.
Per una settimana, la valle del Primiero è completamente invasa da divise, colori, volti che richiamano l'orienteering; dalle targhe delle autovetture, ai pulmini "grazie, non fumo" ticinesi, ai negozi tapezzati di lanterne e cartine, tutto è stato finalizzato per rendere l'accoglienza degna di questo evento.
Il numero di volontari è impressionante: spesso vengono citate le due società organizzatrici, Primiero e Pavione, ma ho riconosciuto moltissimi volti, dietro i tavoli, che nulla hanno in comune con le predette società sportive; qui era in ballo la faccia dell'intero orienteering italiano e molti sono accorsi in aiuto agli organizzatori.
Non voglio tralasciare nemmeno quelle facce meno note che, con paletta in mano, erano confinati ai parcheggi o altri personaggi impiegati in compiti poco appariscenti.
Questo preambolo potrebbe avere poca attinenza con la mia gara, ma credo sia doveroso ricordare chi s'impegna per organizzare questi eventi ovunque essi si tengano.
Sicuramente alla fine verrano ricordati gli errori, le varianti in corso, i "se ed i ma", ma credo che, solo organizzatori specializzati tipo "o-ringen" possano permettersi di considerare "normale" questo tipo di evento.
Il lunedì mattina, sotto una pioggia intermittente, s'inizia con la prima tappa; l'ampio pratone si riempie velocemente di autovetture (moltissime a noleggio), mentre le tende iniziano a gonfiarsi nei pressi del campo sportivo. Partenza ed arrivo sono molto distanti dal ritrovo e quindi niente fotografie.... infatti, un lungo sentiero, stretto e ripido ci conduce allo start; per i temerari c'è anche il warm up, ma il clima non aiuta molto in questo esercizio.
I gazebo di partenza sono molto differenti dal solito: almeno 5 canali differenti, ognuno dei quali con i propri controlli; ciò significa che, solo qui, ci sono almeno una cinquantina di addetti!
Non mi voglio dilungare sulla mia gara altrimenti questi post diventerebbero infiniti... la mia prima tappa è stata davvero bella, interessante, solo un paio di tratte obbligate; mi sono divertito molto e nonostante fossimo in molti, nel bosco, raramente ho visto qualcuno.
Non ho fatto grossi errori ed il tempo perso per strada penso si possa quantificare in 3-4 minuti; purtroppo ho fatto PE, nella parte finale della gara dove non osservavo l'oggetto da ricercare, cioè scambiando un sasso con il vicino rudere.
Comunque il tempo finale mi ha soddisfatto facendomi capire di essere posizionato a centro classifica; è davvero notevole il livello dei miei avversari: vedere gente del calibro di Maddalena e Mogensen lottare con altri 5-6 atleti per il podio e considerare gente come Corradini e Tettamanti dei rincalzi (cioè oltre il decimo posto), rende l'immagine di come sia il livello dei master in genere. Ciò che m'impressiona è il livello fisico degli stranieri: dagli split ho notato alcuni nomi anonimi, che mi circondano in classifica, i quali fanno comunque segnare intertempi incredibili rispetto alla mia velocità.... probabilmente sbagliano maggiormente!
Nel pomeriggio è stata la volta del mondiale sprint: personalmente ricordavo un campionato italiano sprint a Mezzano, come uno dei più belli, in quanto alternava velocità a lettura fine in mezzo alle case del paese.
Per questa occasione, gli organizzatori hanno voluto inserire anche il centro di Imer come assaggio iniziale; con Mary, abbiamo navigato lungo percorso in modo da immortalare i ragazzi in più punti. Ovviamente si notavano delle differenze fra l'incedere di atleti più evoluti orientisticamente ed altri meno abituati a districarsi nel labirinto; l'arena finale, il campo sportivo di Mezzano, offriva un colpo d'occhio non indifferente: tribune gremite, speaker coinvolgenti, ragazzi che sprintavano fino all'ultima forza.... il tutto baciato dal sole che riscaldava tutti i tifosi reduci dall'acqua mattutina.
Nella classifica finale, si notavano le bandiere rossocrociate fra gli uomini mentre erano le donne scandinave a dominare la scena; la nazionale italiana rimaneva un pò delusa, ma credo che certi risultati si ottengano col tempo e con il lavoro di squadra e non con un singolo che, magari, corre la gara della vita.
Il martedì era il giorno del passo Rolle: sulla carta doveva essere la giornata migliore sia per lo scenario che per la carta. Purtroppo tutto è andato storto: un violento acquazzone ha raffreddato la voglia di assistere a oltre sei ore di arrivi! Lo speaker (uno nuovo) creava un ulteriore senso di malinconia e davvero pochi hanno seguito l'evolversi della gara long dei JWOC. La seconda tappa della 5 giorni non si è corsa sull'impianto mondiale e questo ha reso la gara molto banale e davvero deludente per chi aveva sperato di divertirsi; il tracciato master si sviluppava, inizialmente, in discesa lungo i prati, poi tratto centrale più divertente e ritorno, in salita, lungo il bosco e il prato.
La mia gara è finita prima del terzo controllo: avevo già perso un minuto alla 2 (ero passato a 5 metri), ma il colpo di grazia arrivava al termine della discesa nei prati... la caviglia, che da qualche gara ha dei problemi, cedeva improvvisamente con le conseguenze del caso.
Il primo pensiero andava alle ferie: fare le vacanze con la caviglia gonfia non è il massimo della felicità! problema successivo, come tornare al ritrovo: notavo che mi trovavo dalla parte opposta della carta e quindi non proprio nei paraggi delle tende. Camminando lentamente, riuscivo a lenire il dolore e l'idea di continuare la gara iniziava a maturare nella mia mente. Infatti, camminando, mi avvicinavo alla lanterna e proseguivo la mia marcia; un altro minuto speso male per andare alla lanterna quattro (probabilmente la concentrazione era ancora per conto suo), poi una serie di sorpassi nei miei confronti (in sequenza: Stormer, Tettamanti, Maddalena) mi facevano riflettere sulla differenza atletica esistente fra i master; il gap diventava ancora maggiore in quanto non riuscivo a stare in piedi, a causa della paura di rompere la caviglia e per la presenza di quei piccoli rami bagnati, nascosti fra l'erba del bosco, che sono peggiori dei sassi!
Assurdamente, quando iniziavo la parte finale, in salita, riuscivo a camminare meglio e sbagliare poco; nonostante gli ampi spazi gialli finali fossero un invito a correre le insidiose paludine facevano sprofondare e cadere anche i più allenati orientisti scandinavi.
Subito dopo la mia gara un nubifragio costringeva i superstiti del gruppo GOK dentro una tenda intenti a tenere il telo fermo, poichè il vento rischiava di portare via tutto.
Come già scritto, la giornata del passo Rolle è stata molto deludente rispetto alle attese; lo stesso sentimento che, penso, abbiano avuto quei turisti arrivati sul passo ed impossibilitati a parcheggiare nei pressi del valico.
Mercoledì il programma prevedeva la gara di trail-O: Roberta Falda aveva caldeggiato la nostra partecipazione in quanto era importante mettere assieme delle squadre, da tre individui, che rappresentassero delle nazioni; Stegal si "vendeva" ad Italia 1 (con Remo e Alessio), mentre io, Roby e Piero venivamo nominati Italia2; inizialmente i partecipanti dovevano essere pochini ed invece, al lago di Calaita, sono saliti in parecchi.
La gara mi è piaciuta molto a livello tecnico: molte le lanterne a disposizione, molto diverse le tipologie di risoluzione dei controlli, solo due-tre le lanterne discusse nel dopogara e, come da copione, un cambio di risposta esatta in overtime. Il rovescio della medaglia stava nella poca ufficialità della manifestazione: le partenze scaglionate "mass start" non hanno scremato il gruppone e più di uno ha preferito fare gara di coppia o addentrarsi nella zona proibita; accese lamentele ha destato la coda sviluppatasi prima dei punti a tempo: chi ha aspettato per un'ora, a stomaco vuoto, non era proprio felice dell'epilogo della gara. Personalmente avrei diviso i controlli a tempo fra gli elitè e gli open, mentre il quarto e quinto punto a tempo li ho trovati superflui.
La mia gara è stata abbastanza buona nei punti più insidiosi: ho commesso due errori in sequenza (4-5) per l'errata lettura della carta in quanto non avevo visto le linee che differenziano la depressione dalla collina; errata la mia valutazione al sentiero (13), nonostante parecchi indizzi mi portassero alla risposta B. Altri due errori (15-16) davvero simili ma che non sono ancora riuscito a chiarire: come si devono interpretare nasi e avvallamenti con linea singola... ultimo errore in un punto a tempo, forse dettato dalla troppa foga nel rispondere.
Bella la premiazione a contorno di quelle dei JWOC: è stato un fatto insolito salire su un podio del trail-O davanti ad un pubblico prevalentemente straniero in rappresentanza dell'Italia.
Giovedì è stato il mio giorno di riposo, in quanto la caviglia non mi dava delle garanzie di tornare sano al traguardo; con Mary, ne ho approffittato per fare il turista lungo una serie di passi dolomitici che non hanno nulla da invidiare ad altre bellezze naturalistiche. Al ritorno, mi fermavo a San Martino di Castrozza per osservare i superstiti della terza tappa: dai commenti mi è sembrato di non essermi perso granchè, anche perchè la gara dei JWOC aveva selezionato soltanto i finalisti della gara middle.
Venerdì è stato "il giorno"! Sempre a San Martino, di buon'ora si svolgeva la finale middle: il tempo teneva egregiamente giusto quel poco da far terminare la gara. Avendo assistito l'anno scorso agli assoluti, ho avuto un termine di paragone diretto fra le due manifestazioni; sarà che questi ragazzi non sono molto conosciuti, sarà che i ragazzi italiani sono ancora troppo distanti dal vertice, sarà che non c'erano i trac trac e le telecamere nel bosco, il risultato pende per la gara del WOC 2008.
L'organizzazione aveva posato un ottimo punto spettacolo, che però aveva radunato tutti i tifosi lontano dall'arrivo e quindi assenti lungo il rettilineo finale; per parecchio tempo gli atleti sono arrivati al finish non trovando molti spettatori ad applaudirli; gli speaker hanno cercato di coinvolgere i presenti ma, le grida di Stegal poco hanno potuto fare se lasciate a loro stesse.
L'unica cosa certa era che il bosco doveva essere bello e tecnico; questo mi rallegrava molto in quanto anche i master sarebbero passati su quel lembo di montagna. La griglia di partenza pomeridiana, credo sia stata studiata in un bel giorno estivo: altrimenti non mi spiego come si possa partire alle 19 circa! il problema è che da mezzogiorno in avanti è caduta una pioggia torrenziale alternata da schiarite e grandinate!
Chi ha corso verso le 15, ha potuto chiudere la sua prova sudando, un paio d'ore dopo ci voleva una coperta termica, verso le 19 oltre alla coperta anche una bella pila con doccia calda al finish! questo per descrivere come il tempo meteo abbia influito sui giudizi ed umori dei singoli partecipanti. A parte ciò, il mio giudizio sulla carta è stato fantastico! finalmente una gara dove non c'era da pensare al menù serale, dove la concentrazione era fondamentale per non perdersi all'interno del cerchio, dove le varie tracce potevano essere d'aiuto o d'inganno. Il tutto sotto una gelida pioggia, qualche chicco di grandine, una luce sempre più fiocca, una caviglia malandata.... però è stato bellissimo!
La mia gara è stata molto pulita, solo un errore da poco più di un minuto alla 4 e qualche decina di secondi in altre 3-4 lanterne; avrò perso tecnicamente 3' circa, avrò perso molto nella corsa, avendo come primo pensiero l'infortunio, ma mi chiedo come possano aver viaggiato quei 4 che stavano davanti in classifica! all'arrivo avevo la consapevolezza di essermi divertito molto in quel bosco, nonostante l'ennesima storta sul sentiero finale....
Sabato era di scena l'ultimo atto a Val Canali ma, di questo, vi scriverà qualcun altro in quanto, sommando i più ed i meno della giornata, ho preferito rientrare senza passare dal via!
domani mattina saremo in viaggio per la Slovenia dove ci attendono terreni altrettanto affascinanti.
In conclusione, la cinque giorni delle Dolomiti passa nell'archivio 2009 come manifestazione imperniata sui JWOC con le conseguenze del caso; probabilmente fosse stata pensata singolarmente avrebbe avuto meno problemi organizzativi in quanto i volontari e i responsabili non potevano essere ovunque; nella mia mente rimarrà la cartina di San Martino ed il ricordo di aver incontrato vecchi amici reali e di blog nonchè questa caviglia che inizia a darmi seri problemi.