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domenica 24 maggio 2009

Maranza - Villazzano

Fifteen days later I have to thank a new team from Trentino: Or. Pergine! In fact, after discovering Civezzano’s wood, now I have a new map in the same area: Maranza.
We were undecided whether to make the trip daily, then because of the hot temperature in Milan and the words "Championship Trentino Middle", we opted for this move.
Andrea Segatta had advanced on his blog, that the area had seemed interesting, seeing from above ....
Stegal had sent me an sms with the description of the race on Saturday: "more than 5% drop!"
In late morning we met the Gok group at the meeting point; before that, we covered the long and winding road that climbs up to Povo picnic area, from where walked for a couple of km. observing from a privileged position the Adige valley, where stands the capital of Trentino.
We have the time to see a frightened deer which flows along the steep slope along the road; there are two thoughts that run through my head: the first one is the reason why this street had been created (I think it was a problem only to think where it had to pass), the second one, more current, is about the drop I would have done during the race.
I didn’t image that, in the meantime, about fifty athletes have just climbed the trails around for a competition of mountain racewith finish at Maranza refuge.
Near the refuge, did it up and very nice, I find Stegal who parked the car in the VIP parking; the departure is not far and I envy those who manage to go along the ramp running ...
I meet Enrico, today he is the controller, who tells me about the beauty of the area, mainly because he ran with map 7500 scale instead of the 10.000 scale (both are scanned and displayed in my blog).
My opponents are the "usual" well known master from Trentino and therefore I have no illusions of classification; as I have already written, the sunny day makes the atmosphere warm despite the altitude is around 800 meters.
My start is 6’ behind Stegal and 2' after Andrea C.; someone take me around the port because I took the water bottle with me, but at the end of the race, will have change my mind!
It’s not easy to describe a such concentrated race like this; my fortune was to have the right mind and legs "heavy" (probably the weather produces this sense of heaviness that ultimately proves not to be very reliable).
I said fortunately, because I walked a lot and I made few mistakes: first indecision at point 4 where I missed the right junction with the risk of going down to control 10; at control 6 I reached Stegal and Ennio and with their help I found point 7: I was deceived by contour lines in the circle as I considered them equidistant instead of parallel..... This misunderstanding led me to search towards the side of the hill instead of in the saddle.
I think control 8 was the most hard: despite the aid of paths, I found myself at the head of a group that was looking for the control fifty meters to the south - west.
Going to point 9 I have a surprise: I meet Andrea Cipriani who took the wrong area of search ... exiting from the next point I have a moment of crisis: I think I turned the map. I stopped a moment to reflect while Andrea reaches me encouraging me to go forward.
I arrive at control 10 with him and Andrea Segatta; there, the company is dissolved and everyone makes its long choice.
Control 11 is another key point: my point of attack is perfect and at the control I meet again the athlete of Panda Club and Isma; a new goodbye to the two, faster than me, who run away.
I made good choices for my last three controls and during the final steep slope the "pandugo" (Andrea C.) catches up on me and he brings me on arrival.
I’m satisfied with the course of the race, the terrain and the area! I’m not interested in my final time, but only in good quality of my performance: about 45 'of concentration where it was very important not to lose contact with the map.
It’t not a coincidence that most of those who arrived at the finish line exclaimed "beautiful!”. Then they dwell upon the various problems encountered during the race.
Small remark for Carlo Rigoni who wins the absolute title of Trentino in front of Simion and Rasse ... here are the runners with whom we, simple masters of Sunday,must face !
The day continued among the various price giving cerimonies (mountain race and C.O.) and a typical dinner at the refuge.
In conclusion, for the third weekend in a row, I went back to savour those sensations that, in the past months, had disappeared perhaps because of competitions were not capable of coping with a situation.

A
quindici giorni di distanza devo ringraziare un nuovo team trentino: Or. Pergine! infatti, dopo aver scoperto Bosco di Civezzano, ora ho una nuova cartina in zona: Maranza.
Eravamo indecisi se fare il viaggio giornaliero in quel di Trento; poi, complice il caldo milanese e la dicitura "campionato trentino middle", abbiamo optato per questa trasferta.
Andrea Segatta aveva anticipato, sul suo blog, che la zona gli era sembrata interessante, vedendola dall'alto....
Stegal mi aveva mandato un sms con la descrizione della gara del sabato: "altro che 5% di dislivello!"
In tarda mattinata ci ritroviamo con parte del Gok al ritrovo; prima di ciò, abbiamo percorso la lunga e tortuosa stradina che sale da Povo fino all'area pic-nic, da dove c'incamminiamo per un paio di km. osservando da una posizione privilegiata la valle dell'Adige su cui sorge il capoluogo trentino.
Abbiamo il tempo di scorgere uno spaventato capriolo che si getta lungo il ripido pendio che costeggia la strada; due sono i pensieri che mi frullano in testa: il primo riguarda la motivazione per cui questa stradina fosse stata creata (solo a pensare dove farla passare dev'essere stato un problema), il secondo, più attuale, sul dislivello che mi sarei dovuto fare in gara.
Non immagino nemmeno che, nel frattempo, una cinquantina di atleti si sono appena arrampicati sui sentieri circostanti per una competizione di corsa in montagna che termina proprio al rifugio Maranza.
Nei pressi della baita, rimessa a nuovo e molto carina, trovo Stegal che ha parcheggiato l'auto nel parcheggio VIP; la partenza è poco distante ed invidio coloro che riescono a percorrere, quella rampa, di corsa...
Incrocio Enrico, oggi controllore, che mi anticipa la bellezza della zona, soprattutto perchè lui ha corso con la scala 7.500 anzichè il 10.000 (entrambe sono scansite e mostrate nel blog)
.
I miei avversari, sono i "soliti" noti master trentini e quindi non mi faccio illusioni di classifica; come già scritto, la giornata di sole rende il clima caldo nonostante l'altitudine sia attorno agli 800 metri.

Il mio start è posizionato 6' dopo Stegal e 2' dopo Andrea C.; qualcuno mi prende in giro perchè porto la borraccia ma, a fine gara, dovrà ricredersi!
Non è facile descrivere una gara intensa come quella odierna; la mia fortuna è stata quella di avere la testa a posto e le gambe "pesanti" (probabilmente il clima mi crea questo senso di pesantezza che alla fine si dimostra poco attendibile)
.
Dicevo fortuna, perchè ho camminato molto e sbagliato poco: prima indecisione per il punto 4 dove ho saltato il bivio giusto rischiando di scendere alla 10; alla sei ho raggiunto Stegal ed Ennio e con il loro aiuto ho trovato la sette:
sono stato ingannato dalle curve di livello nel cerchio poichè le reputavo equidistanti anzichè parallele... questo malinteso mi portava a cercare sul versante della collina anzichè nella sella.
La otto mi è sembrata la lanterna più tosta: nonostante l'aiuto dei sentieri, mi sono ritrovato alla testa di un gruppetto che cercava la lanterna ad una cinquantina di metri più a sud - ovest.
Andando alla 9
ho una sorpresa: incrocio Andrea Cipriani che ha sbagliato zona di ricerca... uscendo dal punto successivo ho un momento di crisi: credo di aver girato la cartina. Mi fermo un attimo a riflettere mentre Andrea mi raggiunge incitandomi ad andare avanti.
Con lui ed Andrea Segatta arrivo alla
10; lì, la compagnia si scioglie ed ognuno fa la sua scelta lunga.
Il punto 11 è un altro punto chiave: il mio punto d'attacco è perfetto ed alla lanterna ritrovo l'atleta del Panda ed Isma; ancora un nuovo arrivederci ai due, più veloci di me, che scappano via
.
Buone le mie scelte nelle ultime tre lanterne e durante la ripida discesa finale vengo agganciato nuovamente dal "pandugo" che a questo punto mi porta all'arrivo.
Sono soddisfattto del tracciato, del terreno, della zona! non m'importa del risultato cronometrico ma soltanto della bontà della prestazione: circa 45' di concentrazione dove è stato importantissimo non perdere il contatto con la carta.
Non
è un caso che la maggior parte di coloro che arrivavano al traguardo esclamavano "bella!", per poi soffermarsi sui vari problemi incontrati in gara.
Piccola annotazione per Carlo Rigoni che vince il titolo trentino assoluto davanti a Simion e Rass... ecco con chi dobbiamo confrontarci noi semplici master della domenica!
La giornata è continuata fra le varie premiazioni (corsa in montagna e c.o.) ed un pranzetto tipico alla baita
.
In conclusione, per il terzo week end di seguito, sono tornato ad assaporare quelle sensazioni che, nei mesi passati, erano sparite forse a causa di competizioni non all'altezza della situazione.

CLASSIFICA - SPLIT

domenica 17 maggio 2009

Asiago - Highlands open

I spent an intense weekend in Asiago 7 Comuni with the group Gok, full of excitement and satisfaction.

The first athletic, mental and not physical appointment was with the fourtht Trail–O race; now we are becoming very keen on this discipline and we have engaged a psychologist – dietician -interpreter for future appointments.
Some problems with the time start called into question the initial programs to be on time for the race of the afternoon, as the time set for the route of
Trail-O, 2 hours, was not too "inflated".
Mary took advantage of this time to do physical training on a dirt patch, since she wouldn’t have taken part in orienteering races.

TRAIL-O
I must say that I liked a lot the race: I had never competed in the wood and this was a new experience. The first part of the route was very challenging especially the difficulty of identifing the objects on the ground; I must admit that the technical level is rising and the sporting disputes are lower.
My idea is that certain points are debatable because not everyone arrives at the solution in the same way; probably, the “old foxes” (competitors who practice Trail-O from many years) have understood on what are based some solutions: I use a lot of the triangulars, but I was explained that the map is not always accurate, so two solutions, ideally right, can be contrasting each other.
My performance has evolved quite satisfactorily; I made the first two timed controls with safety, the second one was quite evil and in fact many competitors have fallen into the trap.
The first point of the race was so much simple, that I thought of some traps; long transfer and first serious test designed to identify the rock marked on the map compared with
the two rocks visible on the ground (I begin to believe that some cartographers are advantaged in certain assessments ...); after some logical considerations (height and direction) I hadn’t any
doubts in indicating the correct answer.
Point 3: I consider it a little “bingo” since the sixth holes designed on the map, were almost invisible on the ground as covered by vegetation, and my answer was the most logical, but I considered that, as it was the easier, it could be the Z factor; as I was not able to identify useful details I preferred to give the most obvious answer.
Point 4: I didn’t think much, I just thought that as the object described was a pit, all the three controls were on the edge! I didn’t considered that it was depression.
Point 5: I was waiting for this rule, and I answered easily, even if I had doubts because the point further north was a corner and not the side. The control description said a generic North side and therefore I would like to know if Remo is right to contest this solution.
Point 6: not easy, I excluded immediately “C” because it was higher than the design on the map (by the way: here the equidistance of 5 meters didn’t convince me); to decide between the other two points I based on the pit at the side, also covered by a pine on the ground ....
Point 7: here I had difficulty to answer! “C” was the first answer I ruled out because I aligned it with the stone (above) and the half-line intersected the path very near the decision point, which is not possible if done on the map. What's more, I measured the distance between the center of the circle and the path (5 mm.) and I took as reference a tree near the control, but I didn’t believe it was 20 m away. To give my answer, I aligned the circle 8 with the 7 and the ray intersected the trail near the pit,
which actually appeared to be in reality.
Point 8: this was a new kind of problem for me, because the correct answer was given from the right lining stone-tree.
Point 9: error, as I discovered a new definition of depression: up today I have always believed depression was the steep part of the slope, today I discovered that even the flat area is part of this object .... I don’t understand, but I adapt myself!
3rd timed control: I thought a lot, but as I didn’t see the little wall I used my sensation and evaluation of the distance; unfortunately I haven’t learned yet!
Point 10: it was not difficult to locate the exact control, the only doubt was to observe if the flag was actually attached to the net.
Point 11: I didn’t find it difficult because I saw half wall and the only attention had to be placed in a possible joke by the planner.
Point 12: I learned this lesson well! The difference between "white" vegetation and isolated tree .... as soon as you understood that, it was not difficult.
Point 13:I was deceived for a moment, but then I considered the fences in a better way and I understood the good Z.
Point 14: the most challenged by the writer! I could say that the solution is changed from mm. 0,5! I measured 2 mm from the bridge at the center circle, Stegal 1,5! I made 8 steps he made 6! I could go this way, but I made another control: distance of the house (north) from the bridge 0,4 mm;I made 16 steps and everything coincides! I align the corner of the house with that of the house in front (behind the controls) and flags are well east of the imaginary line! I answered Z. .. I was explained that maybe the houses were not designed well and thus also with reason, had not taken into account! mah ... however I was pleased to Michelotti's answer: we just do not get a Z! ok, but I hope that everyone will adjust as 2 meters in Trail-O is a big distance.
Point 15: after identifing the house in the east, it became clear that it was a Z.
As I said, I enjoyed myself very much, I want to say, because not everyone has understood that I consider this discipline as a challenge with myself; so at the end of the race I wait much more the solutions than the ranking.
A small clarity: I’ll continue to describe my Trail-O races on this blog, using the material at my disposal (including photos), because I think it’s a way to show this discipline. I will certainly not allow myself to be influenced by those who preach fair play without looking at home (a good connoisseur few words).

C.O.
Closed the beautiful experience in the morning, it's time to think about the physical side (the one currently most deficient); I eat very fast a couple of sandwiches and I go immediately towards the start.
As I’m not interested in ranking, I decide to have a quiet race to do a training run; I and Gok group like very much the land of Asiago because the grounds are technical and very different. By now the atmosphere and temperature play against me and my only weapon is the usual water-bottle. Friz (Lorenzo Frizzera) starts before me, opponent who has my utmost respect as he lives orienteering just like me, considering it a sport, a pastime, a fun without neglecting the competitive side.
Behind me starts the favourite John Feehan, whose past is certainly not comparable with mine; among the other adversaries there are Remo, Alberto G., Rudi M. and Gok group.
I made slow the first two points, however well made, I arrive in area point 3 as well, but I am deceived by the rock at the bottom of the yellow ... I search incorrectly for one minute and
I saw the Lorenzo’s track suit of Trent-O Club; after a few seconds we understand the mistake and we punch just after John.
Here I must decide the long track: both choose to stay high (the best choice was to take the road that passes under the point), but after a hundred meters he makes a choice different from mine. I stay high with the intention to reach the street passing along the border of the map and for a while I think to be off the map!
The stars revealed positive for me and I was able to reach the longed-junction from which I had no problems to get the point. Here, and this will be a constant in these two days, I see the Trent-O truck suit to run away .....
Point to point I bring him closer, but honestly I haven’t his pace, especially today, exploiting his uncertainties in control area we reach together control 8, we go down to control 9 where I met Davide who marks out the path for me to the small cave.
Friz decides it’s time to retrieve the lost gap on me and he runs away along the side of the mountain in a impressive way; I trudge up to control 10 where Attilio’s bandana is like the comet for me!
During the transfer to control 12 I beat the knee violently on a rock; for a moment I fear the worst, then the pain starts to become less annoying.
The latest problems occur near the hole 15, but identified the intersection of the paths I use the contourn line to arrive straight into the pit.
At finish Lorenzo is already there waiting for me smiling as he recovered 3 of the 4 minutes gap ...
Technically, I enjoyed myself, even if the second part of the transfer was a little too long and obvious;the very uneven and dirt terrain didn’t help those who decided alternative choices to roads, if not at the risk of paying a huge duty.
Stegal decided to give the best of him and he was filmed at hole n.15, where he amused himself to attack the control in any direction .... but I think he will write about that!
Not even time to take a shower and immediately by car to reach the refuge Varena, specially opened for us, where a succulent dinner was waiting for us in the middle of a landscape still covered with snow.
On Sunday morning, a beautiful sunny day will be with us in the second act of the event; the race is a “chase start” and, given the absence of John, I will act as a “hare”.
Behind, a little over a minute, Friz starts and then Remo; later Alberto, while Rudi, who was absent on Saturday, will be the parameter to judge my performance today; Stegal will run after Davide and Oscar to obtain a position to purchase the first act.
In the forest the temperature is cool and it makes me feel less "thinking" on Saturday;I meet Lorenzo and we decide when he reach me we’ll try to do our race not crush the feet; I have already paired with him during a race last year a I have seen that he is a correct opponent.
The presence of Remo, in third place, worries me less, because I think that if he runs over an hour time he becomes to have physical problems and he would have difficulty to sustain the pace of Friz and Grilli.
Personally, after the race on Saturday, I’m already thinking about a non-victory, because I don’t believe I can stand the pace of those who follow me; for this reason I think to do my race trying not to make too many mistakes.
After I started, a not indifferent ramp takes me to the first control; I understand well the vertical paths and I arrive, in step, to the point;as I don’t want to risk anything I run to the second point by making a fairly safe choice, but I give Friz a lot of time who is already slightly behind. Here begins the fun of my mental and physical challenge with my opponent!
We reach control 3 making two different choices, while at the next point we were together because the area was very complex.
First long choise: remembering the tactical error of Saturday I point immediately to the road that passes south of the circle n.5; Lorenzo, initially does the same movement but he chooses to go to the first path, while I point to the house located at the junction of the roads through the wood.
The result is that when I exit from control 5, I hear, behind me, a sound of branches that break and I see the silhouette white-yellow-blue of Friz who threw himself headlong at the point and then coupled in a short time, to point 6; I remain astounded by the speed with which he has done it!
Different choise for the banal track 6-7: he passes from above while I pass around the spur, he is good to win fifteen seconds that he’ll keep up to point 9.
First crucial moment of the challenge at control 10: as usual we made different choices; while I go down the slope I find a huge depression and I stop; my travelling companion is more
down, further the depression, and he approaches me slowly; I still look for the flag but I don’t see it ... he passes near me and I ask him if this is not the right depression.
I see that, without saying anything, he moves away from me ..... mm ... in my opinion he has already found it! I go down in the right direction and I find the flag; I remain somewhat puzzled about this control, but I can not stop.
Friz has already gone away and now I race for the second place; second long leg and a new choice, long but safe, on the path; while running downhill I think about many things but certainly not to win.
When I arrive near point 11, I see far into the forest, a white dot and I understand it could be him .... I still don’t feel out of the game!
The turning point of the race is at control 12: I think one of the most difficult because there aren’t clear references; I use the contour lines because I’m convinced I can get there in a right way; from afar, so intermittent, I see the white dot ... suddenly I see a control and I read the code: 162! I don’t believe, but I understand that the white dot was wrong!
I try to gather all my forces during the ramp towards point 13 and the only thought is not to make mistakes .... I know that I can’t get much benefit, and therefore any small error can be decisive.
I find in a good way the following three flags, I’m not very fast, but I want to be very very careful! I reach the middle point and I curse those who invented the final loop.
I study the last three controls, I see that point 17 is easy if taken from the right lawn; control 18, a large root that you can see in the distance! now I can’t miss this rock, apparently visible, but the area is that on Saturday (last control) that gave me some problems.
While I climb up the path that leads to the rock I see the usual outline of Trent-O going down! but what is he doing here? Is it possible he went past on me? Fear takes a minute: Friz exchanged control 19 for 17! I begin to think I can do it, but not before I had found the rock! Finally I see it, but there is no trace of the flag .... I had a moment of panic, then I note the black strock is oval and I understand it must be at the back.
Last moments of concentration not to take the wrong direction up to the path; finally I am more and more close to the speaker, I’m very happy, not so much for the victory of M35 class but for the challenge with Lorenzo; I was keen on this challenge, I knew to be less physically, but I begin to think that in some races, I manage to pull off something more than usual!
I had the confirmation of that, camparing the time of Rudi and girls elite,that I had posted much on Sunday; behind, as expected, after us Remo has kept the position from attack by Alberto, and fifths are Davide and Stegal who mimicked the duo Alessio and Emiliano (two elite runners) arrived shortly before.
In this way ended my 2 days HOP, an event that brings me luck, perhaps because the ground of Asiago and surroundings give me those inputs necessary to put to the test.

W
eek end intenso quello passato sull'altipiano di Asiago, pieno di emozioni e soddisfazioni, passato in compagnia del gruppo Gok al completo.
Il primo impegno agonistico, mentale e non fisico, quello con la quarta prova di trail - O; oramai ci stiamo appassionando sempre più a questa disciplina ed abbiamo ingaggiato uno psicologo - dietologo - interprete per i futuri appuntamenti.
Qualche problema con gli orari di partenza metteva in forse i programmi iniziali di riuscire ad essere puntuali alla gara del pomeriggio, visto che il tempo stabilito per il percorso trail, di 2 ore, si è rivelato non troppo "gonfiato".
Mary approfittava di questo spazio temporale per fare un allenamento fisico sul sentiero sterrato, visto che non avrebbe corso le gare di c.o.

TRAIL - O

Devo dire che la gara mi è piaciuta molto: non avevo mai gareggiato nel bosco e questa è stata una nuova esperienza. La prima parte del tracciato è stata molto impegnativasoprattutto per la difficoltà di identificare gli oggetti sul terreno; devo ammettere che lentamente il livello tecnico si sta alzando e soprattutto le contestazioni, sportive, sono
sempre minori.
La mia idea è che alcuni punti diventano opinabili poichè non tutti arrivano alla soluzione nello stesso modo; probabilmente, le vecchie volpi hanno capito su che cosa si basano certe soluzioni: personalmente uso molto le triangolazioni ma mi è stato spiegato che non sempre la cartina è precisa e quindi due soluzioni, idealmente giuste, possono essere
contrastanti fra di loro.
La mia prestazione si è evoluta in modo abbastanza soddisfacente; primi due punti a tempo fatti con sicurezza, il secondo era abbastanza maligno ed infatti parecchi sono caduti
nel tranello.
Primo punto gara semplicissimo, talmente tanto che ho pensato a qualche tranello; lungo trasferimento a piedi e primo esame serio! individuare il sasso disegnato in carta rispetto ai due visibili sul terreno (inizio a credere che i cartografi siano davvero avvantaggiati in certe valutazioni...); dopo alcune logiche considerazioni (altezza e direzione) non ho avuto dubbi nell'indicare la risposta esatta.
Punto 3: lo considero un bingo poichè le sei buche disegnate sul terreno erano pressoché invisibili in quanto coperte dalla vegetazione; la mia risposta era la più logica ma avevo messo in preventivo che essendo la più facile si sarebbe potuto verificare il fattore Z; non riuscendo ad individuare alcun elemento utile ho preferito dare la risposta più ovvia.
Punto 4: non ho ragionato molto, ho solo pensato che essendo una buca l'oggetto descritto tutte e tre le lanterne erano al bordo! non ho nemmeno valutato che fosse la depressione.
Punto 5: aspettavo questa regola ed ho risposto facile anche se ho avuto dei dubbi in quanto il punto più a nord era uno spigolo e non il lato. La descrizione diceva un generico lato N e quindi mi piacerebbe sapere se ha ragione Remo nel contestare questa soluzione.
Punto 6: non semplice, avevo subito escluso C in quanto risultava alta rispetto al disegno sulla carta (a proposito: l'equidistanza a 5 m., qui non mi ha proprio convinto); per decidere fra le altre due mi sono basato sulla buca al lato, peraltro coperta dal pino a terra....
Punto 7: qui non mi ci ritrovo con la soluzione! la risposta C è stata la prima che ho escluso in quanto l'avevo allineata con il sasso (in alto) e la semiretta intersecava il sentiero molto vicino al punto di osservazione, cosa non possibile se fatto sulla carta. In più avevo misurato la distanza fra il centro del cerchio ed il sentiero (5 mm.) e prendendo come riferimento
un albero vicino alla lanterna non lo avevo reputato distante 20m. Per dare la mia risposta ho allineato il cerchio 8 con il 7 e la semiretta intersecava il sentiero nei pressi della buca cosa che effettivamente risultava essere nella realtà.
Punto 8: questo era un nuovo tipo di problema per me, in quanto la risposta esatta veniva data dall'allineamento sasso - albero.
Punto 9: errore, in quanto ho scoperto una nuova definizione di avvallamento: fin'ora ho sempre creduto che fosse tale la parte ripida del pendio, oggi ho scoperto che anche la parte
piatta fa parte di quest'oggetto.... non capisco, ma mi adeguo!
3° punto a tempo: ho riflettuto molto, ma non vedendo il muretto ho dovuto andare a sensazione e a valutazione della distanza; purtroppo non ho ancora imparato!
Punto 10: non difficile individuare la lanterna esatta, l'unico dubbio è stato quello di osservare se fosse realmente attaccata alla rete.
Punto 11: anche questa non l'ho trovata difficile in quanto si vedeva metà muretto e l'unica attenzione doveva essere riposta in un eventuale scherzo del tracciatore.
Punto 12: questa lezione l'ho imparata bene! la differenza fra vegetazione "bianca" ed albero isolato.... una volta compreso ciò non era difficile.
Punto 13: per un attimo mi aveva ingannato, poi però ho considerato meglio i recinti e ho capito l'ottima Z.
Punto 14: il più contestato dallo scrivente! potrei dire che la soluzione passa da 0,5 mm.! io ho misurato 2 mm dal ponte al centro cerchio, Stegal 1,5 ! io ho fatto 8 passi lui 6! la potrei passare così, ma ho fatto un altro controllo: distanza della casa (a nord) dal ponte 0,4 mm.; faccio 16 passi e tutto coincide! allineo lo spigolo della casa con quello della casa di fronte (dietro le lanterne) e i teli sono nettamente a est della linea immaginaria! dico Z... mi verrà spiegato che forse le case non erano state disegnate perfettamente e quindi, anche
avendo ragione, non dovevo tenerne conto! mah... comunque mi ha fatto piacere la risposta di Michelotti: per così poco non mettiamo una Z! ok, ma spero che tutti si adeguino poichè 2 metri nel trail sono tanti ed in alcune gare si sono date delle Z molto più risicate!
Punto 15: identificata la casa a est diventava chiaro che fosse una Z.
Come detto, mi sono divertito molto, tengo a precisarlo, perchè non tutti hanno capito che considero questa disciplina come una sfida con me stesso; per questo a fine gara attendo maggiormente le soluzioni che non la classifica.
Un piccolo inciso: continuerò a descrivere le mie gare di trail-o su questo blog, utilizzando il materiale a mia disposizione (comprese le foto), perchè credo sia un modo per rendere visibile questa disciplina. Sicuramente non mi farò influenzare da chi predica fair play senza guardare in casa propria (a buon intenditor poche parole).

C.O.

Chiusa la bella esperienza mattutina, è tempo di pensare al lato fisico (quello attualmente più deficitario); ingoio al volo un paio di panini e vado subito in partenza.
Non interessandomi la classifica, decido di vivere una gara tranquilla per farmi un allenamento di corsa; i terreni dell'altopiano di Asiago m ed il gruppo Gok i piacciono molto in quanto sono tecnici
e molto diversi fra loro. Ormai il clima e la temperatura mi giocano contro e la mia unica arma è la solita borraccia.
Prima di me parte Friz, avversario che gode del mio massimo rispetto in quanto vive l'orientamento come piace a me, considerandolo uno sport, un passatempo, un divertimento senza tralasciare l'aspetto agonistico.
Alle mie spalle parte il favorito, John Feehan il cui passato non è certamente comparabile con il mio; tra gli altri avversari c'è Remo, Alberto G., Rudi M., il gruppo Gok in forza.
Parto lento i primi due punti, peraltro fatti bene, giungo in zona punto 3 altrettanto bene ma vengo ingannato dalla roccia in fondo al giallo... cerco erroneamente per un minuto ed intravvedo la tuta del Trent-O di Lorenzo; dopo qualche secondo capiamo l'errore e punzoniamo appena dopo John.
Qui si deve decidere la tratta lunga: entrambi scegliamo di stare alti (la scelta migliore era quella di prendere la strada che passa sotto il punto), ma dopo un centinaio di metro lui fa una scelta
diversa dalla mia. Io rimango alto con l'intento di raggiungere la strada che passa a bordo carta e per qualche istante ho pensato di essere fuori mappa!
Le stelle si rivelavano positive e riuscivo ad arrivare al sospirato bivio da cui poi non avevo problemi ad arrivare al punto. Qui, e questa sarà una costante di questi due giorni, noto la tuta Trent-O scappare via.....
Punto su punto riesco ad avvicinarlo, ma sinceramente non ho il suo passo soprattutto oggi, sfruttando le sue incertezze in zona lanterna; arriviamo assieme fino alla lanterna 8, scendiamo alla 9 dove trovo Davide che mi traccia la via per la piccola caverna.
Friz decide che è ora di recuperare il gap perso nei miei confronti e scappa via in costa in modo impressionante; io arranco come posso fino alla 10 dove la bandana di Attilio mi fa da stella cometa!
Durante il trasferimento verso la 12 riesco a sbattere violentemente il ginocchio su una roccia; per un momento temo il peggio, poi il dolore inizia a farsi meno fastidioso.
Gli ultimi problemi si presentano nei pressi della buca 15, ma individuato l'incrocio dei sentieri uso la curva di livello per entrare dritto nella buca.
All'arrivo Lorenzo è già lì che mi aspetta sorridente in quanto mi ha recuperato 3 dei 4 minuti di gap...
Tecnicamente mi sono divertito, anche se il secondo tratto di trasferimento è apparso un troppo lungo e scontato; il terreno molto sconnesso e sporco non agevolava coloro che decidevano scelte alternative alle strade, se non col rischio di pagare un grosso dazio.
Stegal decideva di dare il meglio di , facendosi filmare alla buca n.15, dove si divertiva ad attaccarla in ogni direzione.... ma di questo, penso, ve ne scriverà lui!
Nemmeno il tempo di una doccia ed il gruppo Gok subito in auto per raggiungere il rifugio Varena, appositamente aperto per noi, dove una succulenta cena ci aspettava in mezzo ad un panorama ancora coperto di neve.
Domenica mattina, ancora una bella giornata di sole ci accompagna al secondo atto della manifestazione; la gara è a caccia e, vista la mancanza di John, io fungerò da lepre.
Dietro, a poco più di un minuto, parte Friz e poi Remo; più lontano Alberto mentre Rudi, assente il sabato, sarà il parametro per giudicare la mia prestazione; in coda, Stegal andrà alla rincorsa di Davide ed Oscar per ottenere una posizione che riscatti il primo atto.
Nel bosco, la temperatura è fresca e ciò mi fa sentire meno "pensante" del sabato; incrocio Lorenzo e decidiamo che, appena ci sarà il suo aggancio, cercheremo di fare la nostra gara senza pestarci i piedi; ho già corso in coppia con lui durante la staffetta dell'anno scorso e ho potuto constatare la sua correttezza durante la gara.
La presenza di Remo, in terza posizione, mi preoccupa di meno, in quanto penso che sopra l'ora di gara inizi a cedere fisicamente o comunque abbia difficoltà a sostenere il ritmo che Friz o eventualmente Grilli potrebbero fare.
Personalmente, dopo la gara del sabato, sono già proiettato ad una non-vittoria, poichè non credo di poter reggere l'andatura di chi mi segue; proprio per questo penso solo a fare la mia gara cercando di sbagliare il meno possibile.
Dopo il via, una rampa non indifferente mi accompagna alla prima lanterna; riesco ad interpretare bene i sentieri verticali ed arrivo, al passo, al punto; non volendo rischiare nulla corro verso il secondo punto facendo una scelta abbastanza sicura ma regalo troppo a Friz che è già poco dietro. Qui inizia il bello della mia sfida psico-fisica con il master trentino!
Al punto 3 ci arriviamo da due scelte diverse, mentre a quello successivo ci ritroviamo assieme in quanto la zona punto è alquanto complessa.
Prima scelta lunga: memore dell'errore tattico del sabato punto subito alla strada che passa a sud del cerchio n.5; Lorenzo, inizialmente fa lo stesso movimento ma sceglie di percorrere la prima traversa, mentre io punto alla casa posta al bivio delle strade, passando dal bosco.
Il risultato è che mentre esco dal punto 5, sento, alle mie spalle, un rumore di rami che si spezzano e la sagoma bianco-giallo-blu di Friz che si butta a capofitto sul punto per poi agganciarmi, in un amen, verso il punto 6; rimango sbalordito dalla velocità con cui lo ha fatto!
Scelta diversa anche nel banale tratto 6-7: lui da sopra, io da sotto; bravo lui che mi guadagna una quindici di secondi che mantiene fino alla 9.
Primo momento cruciale della sfida alla 10: come al solito scelte diverse, mentre io scendo il pendio trovo una enorme depressione e mi fermo; il mio compagno di viaggio si trova più in basso, oltre la depressione, e lentamente si avvicina a me; io continuo cercare il telo ma non lo vedo... lui mi passa vicino e gli chiedo se questa non sia la depressione giusta.
Vedo che, senza dire nulla, si allontana alle mie spalle..... mm... secondo me l'ha già trovata! mi butto giù, nella direzione esatta e trovo il telo; rimango piuttosto perplesso riguardo a questa lanterna, ma non mi posso fermare.
Friz se nè andato ed ora corro per il secondo posto; secondo tratto lungo e nuova scelta, lunga ma sicura, sul sentiero; mentre corro in discesa penso a tante cose ma non sicuramente di vincere.
Giunto in zona punto 11, vedo, lontano nel bosco, un puntino bianco e capisco chi potrebbe essere se non lui.... non mi sento ancora fuori dai giochi!
La svolta della gara arriva al punto 12: secondo me uno dei più difficili poichè non vi sono riferimenti chiari; io utilizzo le curve di livello convinto che ci possa arrivare in modo esatto;
da lontano, in modo intermittente, vedo il puntino bianco... ad un tratto scorso una lanterna leggo il codice: 162! non ci credo, ma capisco che il puntino bianco ha sbagliato!
Cerco di raccogliere tutte le forze durante la rampa per la 13 e l'unico pensiero è quello di non sbagliare.... so che non posso avere molto vantaggio e quindi ogni piccolo errore può essere decisivo.
Le tre lanterne successive le trovo bene, non sono velocissimo, ma m'interessa essere precisissimo! arrivo al punto spettacolo e maledico chi si è inventato il loop finale.
Studio le ultime tre lanterne, vedo che la 17 è facile se presa dal prato giusto; la 18, una grande radice, si vede in lontananza! ora mi manca questa roccia, apparentemente visibile, ma la zona
è quella del sabato (ultimi punti) e mi ha dato qualche problema.
Mentre risalgo il sentiero che porta alla roccia vedo la solita sagoma del Trent-O che scende! ma che ci fa qui? possibile che mi abbia superato? il timore dura un attimo: Friz ha scambiato
la lanterna 19 per la 17! comincio a pensare di avercela fatta ma non prima di aver trovato la roccia! finalmente la vedo, ma del telo non c'è traccia.... attimo di panico, poi osservo che il tratto nero è ovale e capisco che dev'essere dietro.
Ultimi attimi di concentrazione per non sbagliare direzione fino al sentiero; finalmente sono sempre più vicino allo speaker, contentissimo, non tanto per la vittoria della M35 ma per la battaglia ingaggiata con Lorenzo; mi ha appassionato questa sfida, sapevo di essere inferiore fisicamente, ma inizio a pensare che in certe gare, riesco a tirare fuori qualcosa in più del solito!
La conferma l'ho avuta dal confronto dei tempi di Rudi e delle ragazze elite che il sabato mi avevano distaccato nettamente; dietro, come da copione, dopo noi due Remo ha mantenuto la posizione dall'attacco di Alberto, mentre quinti, Stegal e Davide imitavano il duo Alessio ed Emiliano giunti poco prima.
In questo modo si è chiusa la mia 2 giorni HOP, una manifestazione che mi porta fortuna, forse perchè le carte di Asiago e d'intorni sanno darmi quegli imput necessari per mettermi alla prova.
CLASSIFICA E SPLIT

domenica 10 maggio 2009

Zeloforamagno - 24 x 1

Questo fine settimana niente cartina e bussola; con Mary avevamo già segnato sul nostro calendario la 28à edizione della 24 per 1 ora.
Devo precisare che non vi è nulla di eroico nel fare questa gara: basta correre la propria ora ed il gioco è fatto!
I veri eroi sono coloro che organizzano e gestiscono i vari team e la manifestazione....
Nel nostro caso, gli amici del Team ortica, hanno messo in piedi ben 4 squadre (di cui una totalmente femminile) delle 30 partecipanti; ciò significa almeno 100 persone coinvolte nella corsa ed altre a coordinare il tutto.
Un grazie quindi a Gianfry (che di cognome fa Gallotti ... praticamente l'alter ego di Stegal) e tutti coloro che hanno aiutato la squadra intera a funzionare. Non credo sia facile gestire iscrizioni, formazioni, tendoni, computer, cena da campo con tanto di tavolata! non solo: chiamare sul cellulare eventuali ritardatari, distribuire chip e pettorali nonchè omaggiare i partecipanti con tanto di gadget; e questo è soltanto ciò che ho visto io....
Credo
che cercherò di coinvolgere qualcuno dei tanti iscritti in questa società, a provare l'orienteering, convinto che possa interessare a chi voglia variare la propria attività fisica!
Tornando alla gara, il coach non ha puntato al risultato in quanto il livello medio dei partecipanti "team ortica" non avrebbe potuto tenere medie da podio; il rischio sarebbe stato quello di far sentire di serie A e B i vari iscritti e la filosofia del gruppo mi sembra puntare su altri valori.
Altro problema, davvero grosso, è accontentare tutti negli orari e per
fare ciò non si può badare alla bravura dei singoli.
Uno di questi problemi lo abbiamo creato anch'io e Mary, in quanto volevamo correre la stessa ora; a disposizione era rimasta la fascia oraria 05-06 di domenica mattina (praticamente un'ora prima dell'anno scorso) che abbiamo accettato volentieri.
La mia prestazione è stata identica a quella dello scorso anno, ma l'ho vissuta in maniera completamente diversa; non essendo al meglio della condizione fisica, non avevo idea di come avrei rea
gito a questo impegno.
Normalmente la mia ora di allenamento prevede il primo quarto d'ora più lento e l'ultimo il più veloce; come punto di riferimento avevo il minuto e quaranta sul giro che equivaleva a 4'10" /km.
Per non perdere le buone abitudini, sistemavo la borraccia al lato della pista e nel proseguio della prova ne avrei fatto frequente uso.
Il destino ha voluto che, qualche minuto dopo il mio via, mi ritrovassi assieme a due runner che viaggiavano al ritmo sopra citato; chi ha corso sa che in questi casi si rischia di strafare...
ed infatti, anzichè partire piano, impostavo la mia andatura al loro pas
so, forte del fatto che non fossi fuori soglia.
Per circa 35' tutto è girato a meraviglia: cambi regolari, respiro nella norma, spugnaggio costante.... ad un tratto ho sentito che la mia macchina umana si stava rompendo!
Siccome non potevo fermarmi, la scelta razionale è stata quella di scendere subito di frequenza passando al ritmo 4'20"-4'30"; davanti a me vedevo la mia sagoma viaggiare con i due compagni della prima mezz'ora, rammaricandomi di vedere aumentare il distacco fino a mezzo anello.
Per circa un quarto d'ora ho sofferto questo calo, concentrandomi solo ed esclusivamente sul terminare il mio compito; pian piano, vedendo l'orologio avvicinarsi al numero 60, iniziavo a tornar
e in salute e ricominciavo a spingere sui tempi iniziali.
Quando l'omino - speaker (complimenti per la sua tenacia nel tenere la posizione) iniziava il count down, mi ero prefissato di fare ancora un paio di giri: purtroppo, iniziava un dolore fastidioso alla milza tale da farmi sperare di avere il cambio in anticipo: l'omino ha capito al volo ed autorizzava i cambi delle staffette partendo da me!
Mary, dopo la mezz'ora dello scorso anno, ha voluto mettersi alla prova per non essere da meno del gruppo femminile; nonostante non sia allenata come qualche anno fa, ha
girato sul ritmo di 5'30", rammaricandosi, alla fine, con se stessa per essere arrivata ancora in forze al finish. La paura di non farcela l'ha bloccata psicologicamente non permettendole di tirare fuori il massimo risultato.
Al termine del nostro impegno, la luce solare aveva preso possesso del cielo ed anzichè tornare a letto ci siamo fermati a "vivere" lo sforzo altrui, soddisfatti di aver già fatto il nostro.
Per fare colazione ci siamo spostati nel laghetto vicino, dove era in svolgimento un'altra gara molto diversa dalla nostra: quella con lenza ed amo! ma di quella vi scriverà qualcun altro...
Un saluto agli amici Ortica.
Risultati staffette ortica

domenica 3 maggio 2009

Regensburg - Ratisbona open

Trasferta tedesca in questo lungo ponte di inizio maggio; di scena la Ratisbona open associata all’Alpe Adria. Inizialmente, il gruppo GOK decideva l’uscita compatta in terra teutonica poi, problemi di lavoro hanno falcidiato il numero di presenze ed alla fine solo io e Mary abbiamo scavalcato le Alpi. Col passare dei giorni sono cambiati i programmi: all’inizio si era pensato di partire il giovedì per fare la staffetta GOK, ma alla fine abbiamo optato per una più tranquilla gita il venerdì e ritornare il lunedì. Per questo motivo ho declinato l’invito a partecipare sotto l’insegna della Lombardia impegnata contro le altre regioni per la conquista del trofeo. Partenza verso le 8 da Milano ed arrivo al campo gara verso le 16, giusto il tempo di vedere chiudersi le staffette di scena a quell'ora; devo dire che gli oltre 700 chilometri di strada sono filati lisci, ma le autostrade tedesche hanno la particolarità di alternare tratti di strada da 200 all’ora ad altri dove non si superano i 60! Sabato mattina la bella giornata di sole ci permette di visitare Regensburg: la città è moderna, moltissime piste ciclabili e ciclisti, molte le persone che corrono lungo le sponde del Danubio. La rete viaria alterna strade ampie e veloci a piccoli vicoli nel centro storico: credo che la notturna sarà davvero carina. Approfittiamo per visitare il duomo ed il centro storico giusto il tempo per prendere una multa: sosta vietata! Sinceramente non ne ho capito il motivo, ma essendo solo 15 euro la metterò in conto come prezzo del biglietto turistico…. La mia partenza è fissata verso le 13.30, quindi con molta calma raggiungiamo il ritrovo posto in un paesino distante una mezz’oretta; il paesaggio è molto simile a quello che ho visto in Rep. Ceca, l’anno scorso, ed anche i terreni sembrano molto simili. Il nome della carta è “Paradise rock” e mi ispira molto: vuoi vedere che dopo Civezzano mi tocca un altro terreno fantastico? La zona d’arrivo è un campo sportivo ben tenuto, dove i vari gruppi si disperdono facendo sembrare poche le persone partecipanti; lo start è in cima ad una collina ed allora, con Mary, decido di fare il warm up per studiare la zona di gara. Durante il tratto di strada che ci conduce nel bosco, notiamo come ogni casetta sia un piccolo mondo a se stante, curato nei particolari e variegato nel suo essere. Dopo un piccolo riscaldamento, decido di portarmi la borraccia in quanto il clima sembra fresco ma in realtà si suda facilmente; anche in questa manifestazione è presente Peter Heim, uomo “ovunque” che molti di noi ormai conoscono. La carta promette bene: la zona è collinare e le rocce sono disseminate uniformemente; a renderla semplice una rete di sentieri e tagli nel bosco che non permettono grossi errori. La mia gara fila via abbastanza liscia, un paio di errori mi costano 2’-3’, la testa ha rischiato più volte di andarsene per conto proprio, ma alla fine sono soddisfatto di questa middle; è vero, le premesse sembravano migliori, la carta inganna sulle difficoltà reali: fondamentalmente basta cancellare tutti quei punti neri e si capisce quanto più semplice sia il terreno. Volevo sottolineare come il livello medio dei partecipanti sia elevato: in M40, a parte i primi 3, ci siamo trovati una decina in 3’! in generale i nostri atleti hanno ben figurato: le vittorie di Klaus in ME, Christine in WE e Carlo in M35 dimostrano che chi vince le nostre gare non sia un “bidone”; la differenza con molti altri Stati sta nel numero di orientisti che s’inserisce appena dietro ai migliori. Da noi ci sono un numero limitato di “fuoriclasse” che fanno il vuoto e poi ci sono gli “amatori” che lottano per il piazzamento; quando si corre all’estero è quel vuoto che viene riempito con la conseguenza che il distacco dai migliori è molto simile a quello preso in Italia ma è il piazzamento in classifica che diventa deleterio…. Questa sera ci sarà la notturna in città: credo che sarà divertente veder viaggiare le luci “danzanti” fra i turisti che transitano per le vie del centro e sui vari ponti sul Danubio.
Ancora una giornata calda e ben assolata ci accoglie sullo stesso campo da calcio dove si è svolta la staffetta; sono di scena le long, che sono long davvero….
C’è chi parte alle 9.00, i più fortunati, altri verso le 13! Tra questi Paolo Mario che mi propone di fare il suo percorso da 22 kmsf.; sinceramente mi bastano gli oltre 13 riservatimi. Non avendo molto allenamento nelle gambe non so nemmeno come reagirò dopo l’ora di gara, soprattutto con questo cambio di clima. Prima di partire incontro Etter, che ha appena fatto la M45, il quale mi consiglia di partire piano e bagnarmi per bene poiché la gara è bella e molto filante, ma fa caldo. Come spesso mi capita quando ho troppo tempo a disposizione, mi riduco all’ultimo momento nel prepararmi ed arrivo giusto al limite del mio start; probabilmente il quarto d’ora preventivato dall’organizzazione non era poi così preciso… La carta è scala 15.000 e questo non è un buon segno poiché ho perso il senso delle distanze ed in zona punto diventa arduo capire ciò che si cerca (vedasi gruppo di rocce). Il bosco sarebbe molto scorrevole, ma tanti rami ed alberi caduti a terra rendono difficoltosa un’andatura costante; il verde è abbastanza dolce poiché è composto principalmente dall’infoltimento di piante latifoglie giovani. Per evitare rischi, propendo per le scelte semplici usando i sentieri; la prima parte di gara scorre via bene, andatura costante e tranquilla sempre in sicurezza utilizzando i ristori a disposizione per tener bagnata la testa. Primo errore da 3’ alla lanterna 5: non ho problemi ad arrivare in zona punto e vado dritto a punzonare la lanterna 97 (un sasso); il caso ha voluto che controllassi il codice (solitamente non lo faccio mai) e notassi l’errore. Purtroppo nel cerchio vi sono moltissimi punti neri che rendono la ricerca più lenta e difficile; alla fine trovo la mia lanterna poco distante da quella erroneamente punzonata; qui mi si accoda un master tedesco (probabilmente partito dopo di me) che mi farà da ombra per parecchio tempo accompagnandomi nelle mie sventure…. Alla otto, raggiungo il baffuto Peter H. che oramai consideriamo come un parente, mentre nel tratto verso la nove cerco di togliermi dai piedi la mia ombra; è in questo frangente che utilizzo le mie forze in modo errato poiché perdo lucidità avendo aumentato il passo. Infatti, la mia scelta iniziale era quella di raggiungere la strada che passa sopra la lanterna; purtroppo, arrivato al sentiero appena sotto la predetta strada, inizio a percorrerlo col solo scopo di togliermi dalla visuale della tuta bianco-blu che mi segue. Solo dopo qualche minuto capisco che la scelta non è quella preventivata e che devo cambiare strategia; inizio a risalire un naso con il taglio di bosco e credo di sapere esattamente dove sono. Improvvisamente sbuca dal bosco il numero 712 che non ne vuol sapere di mollare la presa! Entrambi andiamo decisi verso un gruppo di rocce convinti dell’ esattezza della scelta, ma con somma sorpresa rimaniamo beffati dalla mancanza di lanterne… Rapida occhiata in giro e corsa fino al naso giusto; qui rivedo Peter, che a mia insaputa ha già trovato la lanterna, cosicché non mi preoccupo di cercare in basso ma solo dietro un altro gruppo di rocce. Purtroppo la situazione continua ad essere comica: io ed il tedesco a cercare nella parte alta mentre la lanterna è posta in basso di circa 20 metri ben nascosta dietro una roccia poco visibile. A questo punto, avendo valutato questo errore in circa 7-8 minuti, decido di mollare psicologicamente e ritornare al traguardo in quanto la mia ora di corsa sarebbe comunque stata nelle gambe. Lascio andare il compagno di sventura e studio la strada per il ritorno; mi rendo conto che per tornare devo fare talmente tanta strada che a quel punto vale la pena fare anche le lanterne; eppoi, adesso, sono di nuovo solo! Continuo la gara, taglio nel bosco, corro sul sentiero e …. Chi ti trovo? Ancora lui! Allora non c’è proprio verso di scollarlo! Approfitto del lungo tratto 10-11 su strada per lasciarlo andare nuovamente; non c’è verso: in cima alla rampa siamo di nuovo assieme. Tratto 11-12: questa volta mi accodo io e ne approfitto per studiare la strada migliore; ad un certo punto, approfitto di una sua scelta per lasciarlo indietro ed infatti lo ritrovo molto staccato che ancora arranca per cercare di riagganciarmi. Questa volta, complice la mia scelta apparentemente senza senso, riesco a stare da solo fino alla fine; alla 13 riprendo il tedesco col baffo con il quale arrivo al sasso della 14. Lui sembra più fresco fisicamente ma fa la scelta bassa ed io lo lascio indietro; la parte finale è pura corsa e chiudo non molto soddisfatto della mia prestazione. Un minuto dopo arrivano i due comprimari di questo racconto, ignari di essere i protagonisti e motivatori della mia gara. Passando all’aspetto tecnico credo che il bosco sia l’ideale per coloro che amano correre senza il pensiero di rompersi una caviglia o graffiarsi le gambe. Tecnicamente il terreno non è difficile, forse il 15 mila non è indicato per alcune zone ma fondamentalmente il livello di orientamento da conoscere è normale; molte strade e tagli di bosco aiutano a rimanere in carta. Penso che la maggior parte degli orientisti ami questo tipo di bosco poiché fa correre molto e non è banale. In generale, i risultati Alpe Adria hanno visto il secondo posto del Veneto; in elite, l’elvetico Schneider ha impressionato rifilando più di 5’ ad un Klaus in forma! La M35 parla italiano con Carlo primo ed Oleg quarto. Questa sera ultima visita alla città e domani rientro con i dovuti tempi….