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domenica 3 maggio 2009

Regensburg - Ratisbona open

Trasferta tedesca in questo lungo ponte di inizio maggio; di scena la Ratisbona open associata all’Alpe Adria. Inizialmente, il gruppo GOK decideva l’uscita compatta in terra teutonica poi, problemi di lavoro hanno falcidiato il numero di presenze ed alla fine solo io e Mary abbiamo scavalcato le Alpi. Col passare dei giorni sono cambiati i programmi: all’inizio si era pensato di partire il giovedì per fare la staffetta GOK, ma alla fine abbiamo optato per una più tranquilla gita il venerdì e ritornare il lunedì. Per questo motivo ho declinato l’invito a partecipare sotto l’insegna della Lombardia impegnata contro le altre regioni per la conquista del trofeo. Partenza verso le 8 da Milano ed arrivo al campo gara verso le 16, giusto il tempo di vedere chiudersi le staffette di scena a quell'ora; devo dire che gli oltre 700 chilometri di strada sono filati lisci, ma le autostrade tedesche hanno la particolarità di alternare tratti di strada da 200 all’ora ad altri dove non si superano i 60! Sabato mattina la bella giornata di sole ci permette di visitare Regensburg: la città è moderna, moltissime piste ciclabili e ciclisti, molte le persone che corrono lungo le sponde del Danubio. La rete viaria alterna strade ampie e veloci a piccoli vicoli nel centro storico: credo che la notturna sarà davvero carina. Approfittiamo per visitare il duomo ed il centro storico giusto il tempo per prendere una multa: sosta vietata! Sinceramente non ne ho capito il motivo, ma essendo solo 15 euro la metterò in conto come prezzo del biglietto turistico…. La mia partenza è fissata verso le 13.30, quindi con molta calma raggiungiamo il ritrovo posto in un paesino distante una mezz’oretta; il paesaggio è molto simile a quello che ho visto in Rep. Ceca, l’anno scorso, ed anche i terreni sembrano molto simili. Il nome della carta è “Paradise rock” e mi ispira molto: vuoi vedere che dopo Civezzano mi tocca un altro terreno fantastico? La zona d’arrivo è un campo sportivo ben tenuto, dove i vari gruppi si disperdono facendo sembrare poche le persone partecipanti; lo start è in cima ad una collina ed allora, con Mary, decido di fare il warm up per studiare la zona di gara. Durante il tratto di strada che ci conduce nel bosco, notiamo come ogni casetta sia un piccolo mondo a se stante, curato nei particolari e variegato nel suo essere. Dopo un piccolo riscaldamento, decido di portarmi la borraccia in quanto il clima sembra fresco ma in realtà si suda facilmente; anche in questa manifestazione è presente Peter Heim, uomo “ovunque” che molti di noi ormai conoscono. La carta promette bene: la zona è collinare e le rocce sono disseminate uniformemente; a renderla semplice una rete di sentieri e tagli nel bosco che non permettono grossi errori. La mia gara fila via abbastanza liscia, un paio di errori mi costano 2’-3’, la testa ha rischiato più volte di andarsene per conto proprio, ma alla fine sono soddisfatto di questa middle; è vero, le premesse sembravano migliori, la carta inganna sulle difficoltà reali: fondamentalmente basta cancellare tutti quei punti neri e si capisce quanto più semplice sia il terreno. Volevo sottolineare come il livello medio dei partecipanti sia elevato: in M40, a parte i primi 3, ci siamo trovati una decina in 3’! in generale i nostri atleti hanno ben figurato: le vittorie di Klaus in ME, Christine in WE e Carlo in M35 dimostrano che chi vince le nostre gare non sia un “bidone”; la differenza con molti altri Stati sta nel numero di orientisti che s’inserisce appena dietro ai migliori. Da noi ci sono un numero limitato di “fuoriclasse” che fanno il vuoto e poi ci sono gli “amatori” che lottano per il piazzamento; quando si corre all’estero è quel vuoto che viene riempito con la conseguenza che il distacco dai migliori è molto simile a quello preso in Italia ma è il piazzamento in classifica che diventa deleterio…. Questa sera ci sarà la notturna in città: credo che sarà divertente veder viaggiare le luci “danzanti” fra i turisti che transitano per le vie del centro e sui vari ponti sul Danubio.
Ancora una giornata calda e ben assolata ci accoglie sullo stesso campo da calcio dove si è svolta la staffetta; sono di scena le long, che sono long davvero….
C’è chi parte alle 9.00, i più fortunati, altri verso le 13! Tra questi Paolo Mario che mi propone di fare il suo percorso da 22 kmsf.; sinceramente mi bastano gli oltre 13 riservatimi. Non avendo molto allenamento nelle gambe non so nemmeno come reagirò dopo l’ora di gara, soprattutto con questo cambio di clima. Prima di partire incontro Etter, che ha appena fatto la M45, il quale mi consiglia di partire piano e bagnarmi per bene poiché la gara è bella e molto filante, ma fa caldo. Come spesso mi capita quando ho troppo tempo a disposizione, mi riduco all’ultimo momento nel prepararmi ed arrivo giusto al limite del mio start; probabilmente il quarto d’ora preventivato dall’organizzazione non era poi così preciso… La carta è scala 15.000 e questo non è un buon segno poiché ho perso il senso delle distanze ed in zona punto diventa arduo capire ciò che si cerca (vedasi gruppo di rocce). Il bosco sarebbe molto scorrevole, ma tanti rami ed alberi caduti a terra rendono difficoltosa un’andatura costante; il verde è abbastanza dolce poiché è composto principalmente dall’infoltimento di piante latifoglie giovani. Per evitare rischi, propendo per le scelte semplici usando i sentieri; la prima parte di gara scorre via bene, andatura costante e tranquilla sempre in sicurezza utilizzando i ristori a disposizione per tener bagnata la testa. Primo errore da 3’ alla lanterna 5: non ho problemi ad arrivare in zona punto e vado dritto a punzonare la lanterna 97 (un sasso); il caso ha voluto che controllassi il codice (solitamente non lo faccio mai) e notassi l’errore. Purtroppo nel cerchio vi sono moltissimi punti neri che rendono la ricerca più lenta e difficile; alla fine trovo la mia lanterna poco distante da quella erroneamente punzonata; qui mi si accoda un master tedesco (probabilmente partito dopo di me) che mi farà da ombra per parecchio tempo accompagnandomi nelle mie sventure…. Alla otto, raggiungo il baffuto Peter H. che oramai consideriamo come un parente, mentre nel tratto verso la nove cerco di togliermi dai piedi la mia ombra; è in questo frangente che utilizzo le mie forze in modo errato poiché perdo lucidità avendo aumentato il passo. Infatti, la mia scelta iniziale era quella di raggiungere la strada che passa sopra la lanterna; purtroppo, arrivato al sentiero appena sotto la predetta strada, inizio a percorrerlo col solo scopo di togliermi dalla visuale della tuta bianco-blu che mi segue. Solo dopo qualche minuto capisco che la scelta non è quella preventivata e che devo cambiare strategia; inizio a risalire un naso con il taglio di bosco e credo di sapere esattamente dove sono. Improvvisamente sbuca dal bosco il numero 712 che non ne vuol sapere di mollare la presa! Entrambi andiamo decisi verso un gruppo di rocce convinti dell’ esattezza della scelta, ma con somma sorpresa rimaniamo beffati dalla mancanza di lanterne… Rapida occhiata in giro e corsa fino al naso giusto; qui rivedo Peter, che a mia insaputa ha già trovato la lanterna, cosicché non mi preoccupo di cercare in basso ma solo dietro un altro gruppo di rocce. Purtroppo la situazione continua ad essere comica: io ed il tedesco a cercare nella parte alta mentre la lanterna è posta in basso di circa 20 metri ben nascosta dietro una roccia poco visibile. A questo punto, avendo valutato questo errore in circa 7-8 minuti, decido di mollare psicologicamente e ritornare al traguardo in quanto la mia ora di corsa sarebbe comunque stata nelle gambe. Lascio andare il compagno di sventura e studio la strada per il ritorno; mi rendo conto che per tornare devo fare talmente tanta strada che a quel punto vale la pena fare anche le lanterne; eppoi, adesso, sono di nuovo solo! Continuo la gara, taglio nel bosco, corro sul sentiero e …. Chi ti trovo? Ancora lui! Allora non c’è proprio verso di scollarlo! Approfitto del lungo tratto 10-11 su strada per lasciarlo andare nuovamente; non c’è verso: in cima alla rampa siamo di nuovo assieme. Tratto 11-12: questa volta mi accodo io e ne approfitto per studiare la strada migliore; ad un certo punto, approfitto di una sua scelta per lasciarlo indietro ed infatti lo ritrovo molto staccato che ancora arranca per cercare di riagganciarmi. Questa volta, complice la mia scelta apparentemente senza senso, riesco a stare da solo fino alla fine; alla 13 riprendo il tedesco col baffo con il quale arrivo al sasso della 14. Lui sembra più fresco fisicamente ma fa la scelta bassa ed io lo lascio indietro; la parte finale è pura corsa e chiudo non molto soddisfatto della mia prestazione. Un minuto dopo arrivano i due comprimari di questo racconto, ignari di essere i protagonisti e motivatori della mia gara. Passando all’aspetto tecnico credo che il bosco sia l’ideale per coloro che amano correre senza il pensiero di rompersi una caviglia o graffiarsi le gambe. Tecnicamente il terreno non è difficile, forse il 15 mila non è indicato per alcune zone ma fondamentalmente il livello di orientamento da conoscere è normale; molte strade e tagli di bosco aiutano a rimanere in carta. Penso che la maggior parte degli orientisti ami questo tipo di bosco poiché fa correre molto e non è banale. In generale, i risultati Alpe Adria hanno visto il secondo posto del Veneto; in elite, l’elvetico Schneider ha impressionato rifilando più di 5’ ad un Klaus in forma! La M35 parla italiano con Carlo primo ed Oleg quarto. Questa sera ultima visita alla città e domani rientro con i dovuti tempi….

5 commenti:

stegal ha detto...

Bentornato! Non avevo capito che saresto rientrato oggi e già "pensavo male" dopo aver seguito i tuoi split su internet... :-)

rusky ha detto...

Figurati.... anzi dopo che ho letto gli split mi è tornato il buonumore: un paio di migliori tempi ed andatura molto vicina a Lexen e Hostla che erano i miei riferimenti (cfr. mondiali master);peccato che la long sudtirolese sia caduta in questo week end...

stegal ha detto...

Da sabato sera io dico anche "peccato che la sprint di Giubiasco sia caduta in questo week-end" che ti ha portato in Germania.
Ti saresti divertito molto!

rusky ha detto...

troppe belle gare in un week end.... eppoi sono troppo euforico per via di quell'investimento di cui ti avevo accennato!

Andrea S. Trent-O ha detto...

Mamma mia che voglia avrei di fare una trasferta del genere.
Spero che i miei bimbi crescano in fretta!!!