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domenica 10 maggio 2009

Zeloforamagno - 24 x 1

Questo fine settimana niente cartina e bussola; con Mary avevamo già segnato sul nostro calendario la 28à edizione della 24 per 1 ora.
Devo precisare che non vi è nulla di eroico nel fare questa gara: basta correre la propria ora ed il gioco è fatto!
I veri eroi sono coloro che organizzano e gestiscono i vari team e la manifestazione....
Nel nostro caso, gli amici del Team ortica, hanno messo in piedi ben 4 squadre (di cui una totalmente femminile) delle 30 partecipanti; ciò significa almeno 100 persone coinvolte nella corsa ed altre a coordinare il tutto.
Un grazie quindi a Gianfry (che di cognome fa Gallotti ... praticamente l'alter ego di Stegal) e tutti coloro che hanno aiutato la squadra intera a funzionare. Non credo sia facile gestire iscrizioni, formazioni, tendoni, computer, cena da campo con tanto di tavolata! non solo: chiamare sul cellulare eventuali ritardatari, distribuire chip e pettorali nonchè omaggiare i partecipanti con tanto di gadget; e questo è soltanto ciò che ho visto io....
Credo
che cercherò di coinvolgere qualcuno dei tanti iscritti in questa società, a provare l'orienteering, convinto che possa interessare a chi voglia variare la propria attività fisica!
Tornando alla gara, il coach non ha puntato al risultato in quanto il livello medio dei partecipanti "team ortica" non avrebbe potuto tenere medie da podio; il rischio sarebbe stato quello di far sentire di serie A e B i vari iscritti e la filosofia del gruppo mi sembra puntare su altri valori.
Altro problema, davvero grosso, è accontentare tutti negli orari e per
fare ciò non si può badare alla bravura dei singoli.
Uno di questi problemi lo abbiamo creato anch'io e Mary, in quanto volevamo correre la stessa ora; a disposizione era rimasta la fascia oraria 05-06 di domenica mattina (praticamente un'ora prima dell'anno scorso) che abbiamo accettato volentieri.
La mia prestazione è stata identica a quella dello scorso anno, ma l'ho vissuta in maniera completamente diversa; non essendo al meglio della condizione fisica, non avevo idea di come avrei rea
gito a questo impegno.
Normalmente la mia ora di allenamento prevede il primo quarto d'ora più lento e l'ultimo il più veloce; come punto di riferimento avevo il minuto e quaranta sul giro che equivaleva a 4'10" /km.
Per non perdere le buone abitudini, sistemavo la borraccia al lato della pista e nel proseguio della prova ne avrei fatto frequente uso.
Il destino ha voluto che, qualche minuto dopo il mio via, mi ritrovassi assieme a due runner che viaggiavano al ritmo sopra citato; chi ha corso sa che in questi casi si rischia di strafare...
ed infatti, anzichè partire piano, impostavo la mia andatura al loro pas
so, forte del fatto che non fossi fuori soglia.
Per circa 35' tutto è girato a meraviglia: cambi regolari, respiro nella norma, spugnaggio costante.... ad un tratto ho sentito che la mia macchina umana si stava rompendo!
Siccome non potevo fermarmi, la scelta razionale è stata quella di scendere subito di frequenza passando al ritmo 4'20"-4'30"; davanti a me vedevo la mia sagoma viaggiare con i due compagni della prima mezz'ora, rammaricandomi di vedere aumentare il distacco fino a mezzo anello.
Per circa un quarto d'ora ho sofferto questo calo, concentrandomi solo ed esclusivamente sul terminare il mio compito; pian piano, vedendo l'orologio avvicinarsi al numero 60, iniziavo a tornar
e in salute e ricominciavo a spingere sui tempi iniziali.
Quando l'omino - speaker (complimenti per la sua tenacia nel tenere la posizione) iniziava il count down, mi ero prefissato di fare ancora un paio di giri: purtroppo, iniziava un dolore fastidioso alla milza tale da farmi sperare di avere il cambio in anticipo: l'omino ha capito al volo ed autorizzava i cambi delle staffette partendo da me!
Mary, dopo la mezz'ora dello scorso anno, ha voluto mettersi alla prova per non essere da meno del gruppo femminile; nonostante non sia allenata come qualche anno fa, ha
girato sul ritmo di 5'30", rammaricandosi, alla fine, con se stessa per essere arrivata ancora in forze al finish. La paura di non farcela l'ha bloccata psicologicamente non permettendole di tirare fuori il massimo risultato.
Al termine del nostro impegno, la luce solare aveva preso possesso del cielo ed anzichè tornare a letto ci siamo fermati a "vivere" lo sforzo altrui, soddisfatti di aver già fatto il nostro.
Per fare colazione ci siamo spostati nel laghetto vicino, dove era in svolgimento un'altra gara molto diversa dalla nostra: quella con lenza ed amo! ma di quella vi scriverà qualcun altro...
Un saluto agli amici Ortica.
Risultati staffette ortica

1 commento:

Andrea S. Trent-O ha detto...

Beh dai... mica male 14.4 km.
Ti dichiaro promosso d'ufficio!