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domenica 21 giugno 2009

Millegrobbe - JTT

Nuova trasferta trentina, non distante dai terreni di domenica scorsa, per l'ormai classico appuntamento annuale dei JTT; questa gara è una sorta di salvadanaio per il gruppo giovanile trentino ed è un peccato che non tutti vi partecipino.
Comunque sia, il gruppo Gok quando c'è da correre su questi terreni è sempre presente, anche se ormai questa carta inizia ad esserci familiare; nonostante ciò, riusciamo sempre a trovare qualche punto che ancora ci fa dannare...
Personalmente questa carta la trovo molto completa, poichè presenta sia zone veloci che lente, alterna pendenze secche ad una costa dolce e la vegetazione cambia continuamente.
Credo che i giovani de
ll'Italia junior team abbiano imparato varie tecniche in questa settimana come, credo, i gruppo di finlandesi capitanati da J.Huovila.
Il tracciato della M35 mi è sembrato buono fino al punto 17, poi è diventata una lunga corsa fino al traguardo; tutto sommato è stato un ottimo allenamento viste le difficoltà tecniche e fisiche lungo i quasi
10 chilometri della gara.
Davvero pochi gli avversari iscritti e quindi via libera alla caccia del terzo gradino del podio fra le seconde linee (senza offesa) ai nastri di partenza; alla fine Stegal l'ha spuntata sui compagni di team.
La
mia gara è stata mediocre, non ho fatto grossi errori ma in questi week end ho imparato che i terreni trentini fanno la differenza in zona punto; temevo molto il versante iniziale perchè ricordavo essere una costa con pochi riferimenti e che le curve di livello non sarebbero state di grande aiuto.
Infatti, dopo aver infilato bene i tre controlli iniziali, ho pagato un dazio di un paio di minuti al punto quattro: credo di essere passato qualche metro sotto la canaletta
prima di ricollocarmi esattamente.
La tratta 5-6 ho dovuto percorrerla dall'alto in quanto, da un di
gare, la caviglia sinistra mostra una certa facilità nell'infortunarsi; anche in questa occasione ho temuto, più di una volta, di dover abbandonare per il temporaneo dolore.
Al punto 6 venivo raggiunto da Andrea C. (partito dopo 4'), con il quale facevo gara quasi parallela fino al punto 10 dove cambiavo compagno di viagg
io (Stegal).
Sarà un caso ma, ultimamente, ogni volta che raggiungo il mio compagno di team inizio a dargli il cattivo esempio; al punto 12, sbaglio la zona di ricerca e perdo più di un min
uto, mentre alla 14 sono almeno due i minuti superflui impiegati a cercare tra le rocce.
Al punto 16, il tempo perso credo sia oltre al minuto ma qui ho davvero temuto di ritirarmi causa caviglia; ottimo, invece, l'attacco alla 17 denominata a fine gara "la lanterna della caverna" che qualche vittima l'ha fatta... in questo frangente, ho pensato che il fair-play prima di insegnarlo ai ragazzi lo dovrebbero imparare certi master!
Come scritto sopra
, la gara, da quel punto, prendeva un indirizzo molto diverso e la velocità di corsa diventava la componente predominante.
Nonostante i nuvoloni che più volte minacciavano di rovesciare il loro carico d'acqua, il tempo è rimasto buono dandoci la possibilità di sostare e mangiare presso il bar di Millegrobbe mentre gli ultimi elitè terminavano i loro sforzi.
Con la gara odierna si è conclusa la prima parte della stagione caratterizzata da molto Trentino - Asiago; ora ci aspetta l'estate delle cinque giorni mentre, finalmente, si materializza la mia prima partecipazione all'Oringen (2010).

domenica 14 giugno 2009

Barricata di Grigno

The two days of Valsugana, or P. Motter trophy, is a trademark DOC; it is synonymous with fun and good racing especially if, like this year, we run in a fantastic location ...
In general the plateau of Asiago is one of my favorite areas for orienteering, but the area Marcesina-Barricata is really the top!
Here I raced the world master, my only Italian Championship Elite, a memorable relay race with Stegal, but also the worst relay at the Italian Master Championship, so when I come on these areas I know it will not be a walk.
This year there wasn’t the competitive spirit to win but just to have fun, on a very technical terrain made more chaotic by the heap of trees fallen during last winter.
The races were a middle on Saturday and a long on Sunday; formula of race was the sum
of the times.
In M35 class we were few but very well-assorted; the two stages were very different.
In the afternoon Andrea drew on a piece of wood, a course characterized by many similar routes that left many solutions as the path was never the most optimal solution. Some points were close to the fence but I avoid to make a choice along the barbed wire not to trivialize my test; much more interesting to get to the point using holes and small hills ....
The real difference time was in the red circle! I never lost so many seconds to go round 10-20 meters far from control; I knew to be there, but to see the bicolour flag was always an undertaking! On this occasion I paied for my lack into the base to attack the point. It’s superfluous advise coaches to bring boys here to train....
On Sunday the track seemed more streamlined and easy; an advice for Matteo (planner): you have to be more bad with masters! we have too much experience not to see the comfortable legs .... so next time follow the example of Andrea and put the controls away from black hyphens!
Personally I would have avoided the final loop and I would have used the south part of the map which is really difficult.
My two days went so well: although this area is one of the coldest in Italy, these days were really hot; in spite of this, I realized two races without any obvious errors, but, as anticipated, full of small indecisions near controls.
In the middle race I started well up to point 5, where I lost a minute to find the stone (covered with a fir tree); I wanted to avoid the attack from the path/fence so not to trivialize the point. Another minute lost at point 8 despite the control was
very visible but, above all, I lost two minutes at control 10: good attack on the point arriving safe at a stone, which one of the three in the little circle it was it remains a mystery because there was no trace of the other two; only the help of a pair of ladies allowed me to find the control which was about 10 meters far from where I started to look for ....
30’’ lost at point 13, where the first stone gave me the stop; another minute for the next control as the attack (from the curve of the road) was not so clear.
I lost another minute at point 17 where many other orienteers have had some problems with azimut.
In conclusion, the race seemed fairly good, but the amount of wasted time around flags gave a striking result: about 7 minutes!
The evening continued with Gok group in Foza where we had a copious repast in spite of diet ....
Still a sunny and warm day for the Sunday race; it seemed the problem was the trees on the ground but with help of the map, I have not found the situation so terrible.
My start was not good, because I lost at least one minute at the first point due to an error of three meters on the contorn lines! In fact, when I was at the gully I stopped there for a long time to see where that pit might be and I didn’t notice that it was hidden a few meters above.
Some uncertainty at point 3 where I arrived a bit low, while running towards the 4 I was outdid at double speed by Carlo R. who, fortunately, has still will to run in MA Class.
In the cave (!?), a hole in the rock, I lost other 30”, then a long race to the other points.
As written above, I would have preferred point 8 located much more to the south with other 3-4 controls in that very difficult area. Then lunch by Marco Bezzi and a few hours of sun to get brown.
To conclude the day, a beautiful and warm prize giving cerimony commemorating two disappeared people very close to orienteering.
La due giorni della Valsugana, o trofeo P.Motter, è un marchio DOC; è sinonimo di divertimento e buone gare soprattutto se, come quest'anno, si corre in una località fantastica...
Già, in generale, l'altopiano di Asiago è tra le mie zone preferite a livello orientistico, ma la zona Marcesina - Barricata è veramente il top!
Qui ho corso i mondiali master, il mio unico campionato italiano elitè, un indimenticabile campionato a staffetta con Stegal, ma anche la peggior staffetta ai campionati italiani master, insomma quando torno su queste zone so che non sarà una passeggiata.
Quest'anno non c'era lo spirito agonistico di vincere ma solo quello di divertirmi, su un terreno molto tecnico reso più caotico dalla massa di abeti caduti quest'inverno.
Le gare previste erano una middle il sabato e la long la domenica; formula di gara, la somma dei tempi.
In M35 eravamo pochi ma molto ben assortiti; le due tappe sono state davvero molto differenti. Il pomeriggio Andrea ha disegnato, su un fazzoletto di bosco, un tracciato caratterizzato da molte tratte simili che lasciavano molte soluzioni in quanto la strada non era mai la soluzione più ottimale. Alcuni punti erano vicini ai recinti ma ho evitato di fare la scelta lungo il filo spinato per non banalizzare la mia prova; molto più interessante arrivare in zona punto utilizzando buche e collinette....
Dicevo in zona punto: la vera differenza si faceva all'interno del cerchio rosso! mai ho perso così tanti secondi a girare 10-20 metri lontano dalla lanterna; sapevo di essere lì, ma vedere il telo bicolore è stato sempre un'impresa! in questa circostanza è uscita la mia ca
renza di base nell'attacco al punto. E' superfluo consigliare agli allenatori di portare qui i ragazzi....
La domenica il tracciato è sembrato più filante e facile; un consiglio a Matteo: con i master devi essere più cattivo! abbiamo troppa esperienza per non vedere le tratte comode.... quindi la prossima volta segui l'esempio di Andrea e metti le lanterne lontane dai tratti
ni neri!
Personalmente avrei evitato il loop finale e mi sarei spinto maggiormente nella parte sud che è quella davvero tosta.

La mia due giorni è andata abbastanza bene: nonostante questa zona sia una delle più fredde in Italia, queste giornate sono state davvero calde; nonostante ciò, ho realizzato due gare senza errori evidenti ma, come anticipato, costellata di piccole indecisioni vicino alle lanterne.
Nella middle sono partito bene fino al punto 5, dove perdevo un minuto a
trovare il sasso (coperto da un abete); ho voluto evitare l'attacco dal sentiero/recinto per non banalizzare il punto. Un altro minuto perso alla otto nonostante la lanterna fosse in bella mostra ma, soprattutto i due minuti persi alla 10: buono l'attacco al punto con arrivo sicuro ad un sasso, quale fosse dei tre del cerchietto rimane un mistero in quanto degli altri due non c'era traccia; solo l'ausilio di un paio di signore mi ha permesso di trovare la lanterna distante nemmeno 10 metri da dove avevo iniziato a cercare....
30" persi alla 13,
dove il primo masso mi ha dato lo stop; un altro minuto alla lanterna successiva poichè l'attacco (dalla curva della strada) non era così netto.
Ulteriore minuto, abbondante, perso alla 17 dove qualche problema di azimut l'hanno avuto in molti.
In conclusione, la gara sembrava
abbastanza buona, ma la somma delle perdite di tempo attorno ai teli dava un risultato impressionante: attorno ai 7 minuti!
La ser
ata continuava, col gruppo GOK, in quel di Foza dove cenavamo in maniera succulenta alla faccia delle diete....
Ancora sole e caldo per la gara domenicale; il problema sembrava fossero diventati gli alberi a terra ma, con l'ausilio della carta, non ho trovato così terribile la situazione.
La mia partenza non era delle migliori, in quanto perdevo almeno un minuto al primo punto a causa di errore di tre metri sulle curve di livello! infatti, giunto alla canaletta sostavo a lungo per capire dove pot
esse essere quella buca non accorgendomi che stava nascosta qualche metro sopra.
Qualche incertezza alla tre dove arrivavo un basso, mentre correndo verso la 4 venivo superato a doppia velocità da Carlo R. che, per fortuna, ha ancora voglia di fare la MA
.
Alla caverna (!?), un buco nella roccia, altri 30" persi, dopodiché praticamente una lunga corsa verso gli altri punti. Matteo, non mettermi più un punto come quello alla 8! è c'è qualcuno che ha pure sbagliato.... riuscendo poi a vincere la gara!
Come scritto sopra, avrei preferito il punto 8 più a sud con altre 3-4 lanterne in quella zona molto difficile.
Tra i miei avversari, una citazione d'obbligo va a Massimo Lazzeri tornato a
buoni livelli; per chi non lo sapesse, nella seconda parte degli anni '80, Massimo si cimentava con gli elitè dell'epoca non sfigurando di certo; in quegli anni, il Marzola era una società molto competitiva tra cui figurava anche un certo Dario Beltramba.....
A seguire, pranzo completo by Marco Bezzi e qualche ora di sole per arrossire la pelle.
Per concludere la giornata, una bella e calorosa premiazione dove sono state ricordate anche due persone scomparse molto vicine all'orienteering.
CLASSIFICHE: 1^TAPPA - 2^TAPPA

domenica 7 giugno 2009

Costalta - Pinè

Now my car starts to know perfectly the motorway Milan-Trento; not because I go home every weekend but for the fact that in the last period a number of important races took place at a distance of a few kilometers each other.
Today there was the third race of Italian Cup, just in the place where I was born; to avoid misunderstandings I state that I know this area very little for two reasons: I have started to make orienteering in 1989 and a few months later I moved to Milan so I had not the possibility to do training on this grounds . When, rarely, I come home, I prefer to run in Bedolpian as the forest and the morphology are more engaging; I used Costalta Hill for my uphill training some years ago (when I was still willing to train); I started to run from the ice rink (970 m) to reach the top (just under 2000 m.). This is a necessary preamble for those who have repeated that I ran in my place of
birth.......
Saturday afternoon we went to the lake to observe closely the participants in the 24h race "Mai Zeder," among whom we recognized orienteers from Primiero; it’s a pity that this event is accompanied by bad weather: last year there was a night storm, this year it was an afternoon where the wind has swept away a big tent throwing it in the lake; next year may be the Gok group will take part in this competition.
A good sunny day welcomed us at the ice rink of Miola; the map was in different scales, from 7500 to 15000, and covered the lower part of the north coast of the mountain; the new addition part doesn’t convince me as concerned the fluency, because there is only a bad gradient and very few opportunities to plan a course.
The start is set to camping "Canè in fiore", where I have eaten some pizza in the past...., while the route goes immediately toward the old part of the map; I think that logistically my ex-club (the old members of GS Costalta are in the organization) has done things right; I know a little Mr. Plancher and I bet that he would have cleaned the most difficult passages by saws and tools.
A right thought is for the person to whom this race is dedicated, Roberto Plancher, a young boy who was clearly distinguishing in his class before he disappeared prematurely.
As concerned my race, I am satisfied; knowing that I was not in a very good physical form and that my ex team-mates would have kept an eye on me, I couldn’t make a superficial race.
First of all I have to thank Enrico Isma that saved me from a PE (wrong control)! We did a parallel race without making the same choices, however, in the final race, the tiredness risked to ruin an honourable conduct of the race.
The description of my hour race starts from leg 2-3, because the first two controls were easy transfer.
This "long leg" was well thought out as it was not an easily visible choice; my variant, after reading the splits time, was excellent in spite of a small mistake in the middle of the leg; during this stretch, I met Enrico I., who began 2' before me, and with him we came in area point.
For the next point I chose the "easy and fast" option leaving my companion and reaching Attilio.
Leg 5-8: here there would be a long speech to do (among other things I had just discussed with the couple Anuchkin in the evening for dinner) about my technical shortage to reach close downhill controls; perhaps, I’m demaged because I don’t use the compass in such cases and it doesn’t seems so much to lose 30-40 seconds, but it’s too much time for a leg of 1’!
Long back leg, the next, where I am surpassed from Enrico who took the path at the right place ... at that point I follow him but once again we reach the control point from different directions.
At this point I start to do a "dirty" race: at next point I do the same variant from the master of Castello di Fiemme, but when I arrive in the control area I meet him; and I think he has already punched ,instead he stops at a nearby control there .
I have a scruple and I control too,but I understand I’m still far from my little circle; we both go towards area point and I see a flag at the foot of a small stone: the description says little wall and so I have no doubt!
Isma let me note that pit is that one placed slightly under our control and he saves me from an inappropriate PE.
Then we go together for a couple of points and we separate going down to control 12; for control 13 we decide to pass through the meadows as fast as possible, when from behind is coming a silhouette at double speed with the same tracksuit of Enrico: he is Corradini!
Impressive to see how he runs fast .... of course we follow him, and, as often happens, we mistake in control area!
After about 1 minute I was searching in a few square meters, I see the bicolour flag hidden behind a bush; from there to finish I only think to run following the ex world champion ski-O; although it is all downhill I have difficult in keeping him in the viewfinder.
All in all I enjoyed myself, my race was not free of errors, in fact, I was saved only thanks to an excellent sequence 2-4 ...
After the last few races I appreciate more the victory of Asiago over Frizz and the podium of Maranza ....
It is almost a pity that races in Trentino are going to finish, because, in these last few weeks, I have taken the desire to run into the woods and do orienteering. Just in time for the usual intense month of July!
Ormai la mia autovettura inizia a conoscere perfettamente il tratto autostradale Milano -Trento; non perchè ritorno a casa tutti i week-end ma per il fatto che nell'ultimo periodo una serie di gare importanti si è tenuta nel giro di pochi km. di distanza fra loro.
Oggi, era di scena la terza prova di coppa Italia nientemeno che a casa mia; a scanso di equivoci premetto che conosco davvero poco questa zona per due motivi: io ho iniziato a fare orientamento nel 1989 e qualche mese dopo mi sono trasferito a Milano e quindi di allenamenti su carte pinetane nemmeno l'ombra. Quando, raramente, torno a casa, preferisco correre a Bedolpian poichè il bosco e la morfologia è più accattivante; il dosso di Costalta l'ho utilizzato qualche anno fa (quando avevo ancora voglia di allenarmi) per gli allenamenti in salita in quanto partivo dallo stadio del ghiaccio (970 m.) per arrivare alla vetta (poco meno di 2000 m.).
Questa doverosa premessa per coloro che mi hanno ripetuto e ribadito che corressi in casa....
Sabato pomeriggio ci siamo recati al lago per osservare da vicino i partecipanti alla gara 24h "mai zeder", fra i quali abbiamo riconosciuto gli orientisti primierotti; peccato che questa manifestazione sia accompagnata dalla cattiva sorte meteorologica: l'anno scorso una notte da lupi, quest'anno un pomeriggio dove il vento ha travolto perfino un tendone recapitandolo nel lago; l'anno prossimo potrebbe esserci la partecipazione del gruppo GOK nel caso di una nuova puntata.
Una buona giornata di sole ci ha accolto presso lo stadio del ghiaccio di Miola; la cartina, distribuita in varie salse dal 7500 al 15000, copre tutta la parte bassa della costa nord del monte; la nuova parte aggiunta, non mi convince molto in fatto di scorrevolezza, poichè presenta solo molto dislivello e pochissime possibilità di tracciatura.
La partenza è posta al camping "Canè in fiore", dove qualche pizza l'ho mangiata..., mentre il percorso ripiega subito verso la parte vecchia della carta; credo che a livello logistico la mia ex-società (i vecchi membri del GS Costalta sono presenti nell'organigramma) abbia fatto le cose per bene; conoscendo un Mr. Plancher, avevo scommesso che avrebbe impugnato motosega e attrezzi vari per ripulire i passaggi più delicati.
Un pensiero doveroso va alla persona a cui era dedicata questa gara, Roberto Plancher, un giovane che ben si stava distinguendo nella sua categoria prima che scomparisse prematuramente.
Per quanto riguarda la mia gara, mi ritengo soddisfatto: sapendo di non avere una grande forma fisica e che comunque i miei ex compagni di società mi avrebbero tenuto d'occhio, non potevo permettermi una gara superficiale.
Prima di tutto devo ringraziare Enrico Isma che mi ha salvato da un PE! abbiamo fatto una gara parallela senza fare le stesse scelte, però, nel finale di gara, la stanchezza ha rischiato di rovinare un'onorevole condotta di gara.
La cronaca della mia ora di corsa parte dal tratto 2-3, in quanto le prime due erano di puro trasferimento.
Questa "long leg" è stata ben congegnata in quanto non presentava una scelta facilmente visibile; la mia variante, alla luce degli split, è stata ottima nonostante un piccolo errore a metà del tratto; durante questo tratto ho raggiunto Enrico I., che partiva 2' prima di me, e con lui siamo arrivati in zona punto.
Per il punto successivo sceglievo l'opzione "facile e veloce" staccando il mio compagno di viaggio e raggiungendo il Gokkino Attilio.
Tratto 5-8: qui ci sarebbe un lungo discorso da fare (tra l'altro ne avevo appena discusso con i coniugi Anuchkin la sera a cena) sulla mia carenza tecnica nell'affrontare i punti ravvicinati in discesa; forse, il fatto di non usare la bussola mi penalizza molto in questi frangenti ed i 30-40 secondi persi sembrano pochi ma, su lanterne da 1', sono davvero moltissimi!
Larissa mi disse, giustamente, di allenarmi ma il problema è sempre quello: dove? al Monte Stella?
Tratta lunga di ritorno, quella successiva, dove vengo superato da Enrico che questa volta ha preso il sentiero nel punto giusto... a quel punto mi accodo ma ancora una volta raggiungiamo la lanterna da diverse direzioni.
A questo punto inizio a "sporcare" la mia gara: al punto successivo faccio la solita variante dal master del Castello di Fiemme, però giunto in zona lanterna me lo vedo venire incontro; penso che abbia già punzonato invece si ferma ad una lanterna lì vicina.
Per scrupolo, controllo anch'io ma capisco che sono ancora distante dal mio cerchietto; entrambi ci dirigiamo verso la zona punto ed io noto una lanterna ai piedi di un piccolo sasso: la descrizione dice piccolo muretto e quindi non ho dubbi!
Isma mi fa notare che quella è la buca posta leggermente sotto il nostro controllo e mi salva da un inopportuno PE.
A quel punto viaggiamo per un paio di punti assieme e ci separiamo scendendo alla 12; per la 13 cerchiamo di buttarci in mezzo ai prati più velocemente possibile, quando da dietro arriva una sagoma a doppia velocità con la stessa tuta di Enrico: è Corradini!
Impressionante vedere come viaggia.... naturalmente ci accodiamo e, come spesso accade, sbagliamo tutti in zona punto!
Dopo circa un minuto di ricerca in pochi metri quadrati riesco ad intravvedere il telo bicolore nascosto dietro un cespuglio; da lì all'arrivo penso solo a correre dietro all'ex campione del mondo di sci-O; nonostante sia tutta discesa faccio davvero fatica a tenerlo nel mirino.
Tutto sommato mi sono divertito, la mia gara non è stata esente da errori anzi, mi sono salvato solo grazie ad un'ottima sequenza 2-4...
Dopo le ultime gare riesco ad apprezzare maggiormente la vittoria di Asiago su Frizz ed il podio di Maranza....
Chiusa la parentesi atletica è iniziata quella sociale ma questa è un'altra storia; è quasi un peccato che le trasferte trentine siano agli sgoccioli poichè, in queste ultime settimane, ho ripreso la voglia di correre nel bosco e fare orienteering.
Giusto in tempo per il solito intenso mese di luglio!
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