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domenica 7 giugno 2009

Costalta - Pinè

Now my car starts to know perfectly the motorway Milan-Trento; not because I go home every weekend but for the fact that in the last period a number of important races took place at a distance of a few kilometers each other.
Today there was the third race of Italian Cup, just in the place where I was born; to avoid misunderstandings I state that I know this area very little for two reasons: I have started to make orienteering in 1989 and a few months later I moved to Milan so I had not the possibility to do training on this grounds . When, rarely, I come home, I prefer to run in Bedolpian as the forest and the morphology are more engaging; I used Costalta Hill for my uphill training some years ago (when I was still willing to train); I started to run from the ice rink (970 m) to reach the top (just under 2000 m.). This is a necessary preamble for those who have repeated that I ran in my place of
birth.......
Saturday afternoon we went to the lake to observe closely the participants in the 24h race "Mai Zeder," among whom we recognized orienteers from Primiero; it’s a pity that this event is accompanied by bad weather: last year there was a night storm, this year it was an afternoon where the wind has swept away a big tent throwing it in the lake; next year may be the Gok group will take part in this competition.
A good sunny day welcomed us at the ice rink of Miola; the map was in different scales, from 7500 to 15000, and covered the lower part of the north coast of the mountain; the new addition part doesn’t convince me as concerned the fluency, because there is only a bad gradient and very few opportunities to plan a course.
The start is set to camping "Canè in fiore", where I have eaten some pizza in the past...., while the route goes immediately toward the old part of the map; I think that logistically my ex-club (the old members of GS Costalta are in the organization) has done things right; I know a little Mr. Plancher and I bet that he would have cleaned the most difficult passages by saws and tools.
A right thought is for the person to whom this race is dedicated, Roberto Plancher, a young boy who was clearly distinguishing in his class before he disappeared prematurely.
As concerned my race, I am satisfied; knowing that I was not in a very good physical form and that my ex team-mates would have kept an eye on me, I couldn’t make a superficial race.
First of all I have to thank Enrico Isma that saved me from a PE (wrong control)! We did a parallel race without making the same choices, however, in the final race, the tiredness risked to ruin an honourable conduct of the race.
The description of my hour race starts from leg 2-3, because the first two controls were easy transfer.
This "long leg" was well thought out as it was not an easily visible choice; my variant, after reading the splits time, was excellent in spite of a small mistake in the middle of the leg; during this stretch, I met Enrico I., who began 2' before me, and with him we came in area point.
For the next point I chose the "easy and fast" option leaving my companion and reaching Attilio.
Leg 5-8: here there would be a long speech to do (among other things I had just discussed with the couple Anuchkin in the evening for dinner) about my technical shortage to reach close downhill controls; perhaps, I’m demaged because I don’t use the compass in such cases and it doesn’t seems so much to lose 30-40 seconds, but it’s too much time for a leg of 1’!
Long back leg, the next, where I am surpassed from Enrico who took the path at the right place ... at that point I follow him but once again we reach the control point from different directions.
At this point I start to do a "dirty" race: at next point I do the same variant from the master of Castello di Fiemme, but when I arrive in the control area I meet him; and I think he has already punched ,instead he stops at a nearby control there .
I have a scruple and I control too,but I understand I’m still far from my little circle; we both go towards area point and I see a flag at the foot of a small stone: the description says little wall and so I have no doubt!
Isma let me note that pit is that one placed slightly under our control and he saves me from an inappropriate PE.
Then we go together for a couple of points and we separate going down to control 12; for control 13 we decide to pass through the meadows as fast as possible, when from behind is coming a silhouette at double speed with the same tracksuit of Enrico: he is Corradini!
Impressive to see how he runs fast .... of course we follow him, and, as often happens, we mistake in control area!
After about 1 minute I was searching in a few square meters, I see the bicolour flag hidden behind a bush; from there to finish I only think to run following the ex world champion ski-O; although it is all downhill I have difficult in keeping him in the viewfinder.
All in all I enjoyed myself, my race was not free of errors, in fact, I was saved only thanks to an excellent sequence 2-4 ...
After the last few races I appreciate more the victory of Asiago over Frizz and the podium of Maranza ....
It is almost a pity that races in Trentino are going to finish, because, in these last few weeks, I have taken the desire to run into the woods and do orienteering. Just in time for the usual intense month of July!
Ormai la mia autovettura inizia a conoscere perfettamente il tratto autostradale Milano -Trento; non perchè ritorno a casa tutti i week-end ma per il fatto che nell'ultimo periodo una serie di gare importanti si è tenuta nel giro di pochi km. di distanza fra loro.
Oggi, era di scena la terza prova di coppa Italia nientemeno che a casa mia; a scanso di equivoci premetto che conosco davvero poco questa zona per due motivi: io ho iniziato a fare orientamento nel 1989 e qualche mese dopo mi sono trasferito a Milano e quindi di allenamenti su carte pinetane nemmeno l'ombra. Quando, raramente, torno a casa, preferisco correre a Bedolpian poichè il bosco e la morfologia è più accattivante; il dosso di Costalta l'ho utilizzato qualche anno fa (quando avevo ancora voglia di allenarmi) per gli allenamenti in salita in quanto partivo dallo stadio del ghiaccio (970 m.) per arrivare alla vetta (poco meno di 2000 m.).
Questa doverosa premessa per coloro che mi hanno ripetuto e ribadito che corressi in casa....
Sabato pomeriggio ci siamo recati al lago per osservare da vicino i partecipanti alla gara 24h "mai zeder", fra i quali abbiamo riconosciuto gli orientisti primierotti; peccato che questa manifestazione sia accompagnata dalla cattiva sorte meteorologica: l'anno scorso una notte da lupi, quest'anno un pomeriggio dove il vento ha travolto perfino un tendone recapitandolo nel lago; l'anno prossimo potrebbe esserci la partecipazione del gruppo GOK nel caso di una nuova puntata.
Una buona giornata di sole ci ha accolto presso lo stadio del ghiaccio di Miola; la cartina, distribuita in varie salse dal 7500 al 15000, copre tutta la parte bassa della costa nord del monte; la nuova parte aggiunta, non mi convince molto in fatto di scorrevolezza, poichè presenta solo molto dislivello e pochissime possibilità di tracciatura.
La partenza è posta al camping "Canè in fiore", dove qualche pizza l'ho mangiata..., mentre il percorso ripiega subito verso la parte vecchia della carta; credo che a livello logistico la mia ex-società (i vecchi membri del GS Costalta sono presenti nell'organigramma) abbia fatto le cose per bene; conoscendo un Mr. Plancher, avevo scommesso che avrebbe impugnato motosega e attrezzi vari per ripulire i passaggi più delicati.
Un pensiero doveroso va alla persona a cui era dedicata questa gara, Roberto Plancher, un giovane che ben si stava distinguendo nella sua categoria prima che scomparisse prematuramente.
Per quanto riguarda la mia gara, mi ritengo soddisfatto: sapendo di non avere una grande forma fisica e che comunque i miei ex compagni di società mi avrebbero tenuto d'occhio, non potevo permettermi una gara superficiale.
Prima di tutto devo ringraziare Enrico Isma che mi ha salvato da un PE! abbiamo fatto una gara parallela senza fare le stesse scelte, però, nel finale di gara, la stanchezza ha rischiato di rovinare un'onorevole condotta di gara.
La cronaca della mia ora di corsa parte dal tratto 2-3, in quanto le prime due erano di puro trasferimento.
Questa "long leg" è stata ben congegnata in quanto non presentava una scelta facilmente visibile; la mia variante, alla luce degli split, è stata ottima nonostante un piccolo errore a metà del tratto; durante questo tratto ho raggiunto Enrico I., che partiva 2' prima di me, e con lui siamo arrivati in zona punto.
Per il punto successivo sceglievo l'opzione "facile e veloce" staccando il mio compagno di viaggio e raggiungendo il Gokkino Attilio.
Tratto 5-8: qui ci sarebbe un lungo discorso da fare (tra l'altro ne avevo appena discusso con i coniugi Anuchkin la sera a cena) sulla mia carenza tecnica nell'affrontare i punti ravvicinati in discesa; forse, il fatto di non usare la bussola mi penalizza molto in questi frangenti ed i 30-40 secondi persi sembrano pochi ma, su lanterne da 1', sono davvero moltissimi!
Larissa mi disse, giustamente, di allenarmi ma il problema è sempre quello: dove? al Monte Stella?
Tratta lunga di ritorno, quella successiva, dove vengo superato da Enrico che questa volta ha preso il sentiero nel punto giusto... a quel punto mi accodo ma ancora una volta raggiungiamo la lanterna da diverse direzioni.
A questo punto inizio a "sporcare" la mia gara: al punto successivo faccio la solita variante dal master del Castello di Fiemme, però giunto in zona lanterna me lo vedo venire incontro; penso che abbia già punzonato invece si ferma ad una lanterna lì vicina.
Per scrupolo, controllo anch'io ma capisco che sono ancora distante dal mio cerchietto; entrambi ci dirigiamo verso la zona punto ed io noto una lanterna ai piedi di un piccolo sasso: la descrizione dice piccolo muretto e quindi non ho dubbi!
Isma mi fa notare che quella è la buca posta leggermente sotto il nostro controllo e mi salva da un inopportuno PE.
A quel punto viaggiamo per un paio di punti assieme e ci separiamo scendendo alla 12; per la 13 cerchiamo di buttarci in mezzo ai prati più velocemente possibile, quando da dietro arriva una sagoma a doppia velocità con la stessa tuta di Enrico: è Corradini!
Impressionante vedere come viaggia.... naturalmente ci accodiamo e, come spesso accade, sbagliamo tutti in zona punto!
Dopo circa un minuto di ricerca in pochi metri quadrati riesco ad intravvedere il telo bicolore nascosto dietro un cespuglio; da lì all'arrivo penso solo a correre dietro all'ex campione del mondo di sci-O; nonostante sia tutta discesa faccio davvero fatica a tenerlo nel mirino.
Tutto sommato mi sono divertito, la mia gara non è stata esente da errori anzi, mi sono salvato solo grazie ad un'ottima sequenza 2-4...
Dopo le ultime gare riesco ad apprezzare maggiormente la vittoria di Asiago su Frizz ed il podio di Maranza....
Chiusa la parentesi atletica è iniziata quella sociale ma questa è un'altra storia; è quasi un peccato che le trasferte trentine siano agli sgoccioli poichè, in queste ultime settimane, ho ripreso la voglia di correre nel bosco e fare orienteering.
Giusto in tempo per il solito intenso mese di luglio!
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