If you want to translate:

Translate Italian to English Translate Italian to German Translate Italian to French

domenica 2 agosto 2009

Luserna & O-Marathon

Seconda edizione della O-Marathon disputatasi sulle cartine di Lavarone, Vezzena, Millegrobbe tutto su un foglio 66X44 scala 1:15000; l'idea è stata buona poichè uno dei punti deboli dello scorso anno furono i trasferimenti tra le carte.
Le differenze con la passata edizione non sono state poche: innanzitutto, niente prologo cittadino o, per essere precisi, la sprint, il sabato, c'è stata ma solo come gara a se stante.
La zona di gara non era molto lontana da Folgaria ma questa edizione è risultata essere più facile rispetto al maledetto loop di passo Coe; non credo sia stata solo una questione di cartine e terreni ma di una scelta ben precisa: da una parte, rendere più incerta possibile la vittoria (con un terreno molto tecnico il rischio era di aspettare minuti fra coloro che giungevano all'arrivo), dall'altra, permettere a tutti di arrivare entro il tempo limite per non vanificare ore di fatica.
Ulterione conferma è venuta dal numero di ali dei loop: due quest'anno contro i tre della passata edizione; ciò significava che, almeno una metà del gruppone avrebbe viaggiato assieme per parecchi chilometri nonostante il tentativo di scrematura.
Altra novità, l'introduzione della categoria supermaster: la scelta organizzativa passava fra l'avere pochi iscritti al via delle categorie lunghe e l'aumento delle tute presenti a Millegrobbe over 50; si è scelto la seconda opzione anche se alla fine ne ha risentito il risultato tecnico, visti gli accorpamenti proposti e le poche farfalle presenti nel tracciato.
La partenza, alle ore 08.30, delle categorie di contorno ha comunque avuto un 'ottima visibilità visto il variegato parterre al via; gli elitè maschi, partiti alle ore 09.00, erano una trentina più un gruppo di ragazze altamente competitive.
Una situazione non semplice da gestire è stato il trasferimento in partenza degli atleti: l'organizzazione aveva messo a disposizione un trasporto di trenta persone; chi fosse arrivato alla o-marathon da solo o con altri atleti in auto, avrebbe avuto il problema di recarsi a Millegrobbe o ritornarci dopo la gara; avendo il gruppo Gok risolto il problema grazie a Piero, non so se qualcuno sia rimasto attardato.
Molto ben forniti i ristori anche se ho un piccolo appunto da fare: 4 ristori erano racchiusi nella prima metà della nostra gara mentre l'ultimo e più agognato era davvero isolato.
Prima di parlare delle gare, voglio sottolineare un concetto, per me superfluo, ma che non tutti hanno capito: chi partecipa a questa gara lo fa con due stati d'animo in contrasto fra loro; c'è chi si allena per vincere o ben figurare in classifica e chi, invece, vuole sfidare se stesso in una prova fuori dal comune.
Il gruppo GOK fa parte di questa seconda schiera: eravamo al completo e tutti abbiamo finito la nostra categoria; io e Stegal corriamo l'elitè perchè siamo convinti che solo quella categoria sia la vera maratona e non c'importa nulla se ogni anno dovremo chiudere la gara durante le premiazioni... l'importante era arrivare entro le 14.30 e noi c'eravamo!
Sabato pomeriggio era di scena la sprint: tracciatore Rem, che non ricordo molto sotto questo aspetto.... alle 15.30, iniziano le categorie di contorno che partono in una zona diversa da quella degli elitè; la difficoltà è quella di capire le calzature ed i pantaloncini da indossare; il clima meteo direbbe di correre leggeri mentre il terreno di gara suggerisce di non prenderla troppo alla leggera.
Mary si cimenta nella sua categoria e non sfigura sebbene, ancora una volta, abbia dei problemi in un fazzoletto di bosco;la sua prestazione mi è utile per capire quali scarpe dovessi calzare.
I tracciati sono a sequenza obbligata e quindi le partenze scaglionate ad intervalli di un minuto; nonostante il cronometro dicesse che la lunghezza non fosse adeguata al tipo di gara, devo dire che mi sono divertito nonostante il dislivello presente; preferisco maggiormente le gare corte disegnate fra boschi e case piuttosto che una lunga e monotona corsa.
La mia gara elitè non mi accreditava di alcun pronostico vista la buona presenza di runner specialisti in queste gare veloci a partire dall'azzurro Alessio T.; davanti a me partiva Gianluca C. sicuramente più favorito per un buon piazzamento.
La mia gara è stata molto regolare con un piccolo errore (15") dopo la lanterna 10 dove mi dirigevo verso la 17 avendo confuso il numero con l'11! in un paio di occasioni sono stato favorito dalla presenza di altri atleti in zona punto ma è stato dopo il passaggio alla 17 che mi sono divertito a fare gruppo con i migliori: la cosa buffa è che ne sono uscito meglio del previsto ricevendo, addirittura, i complimenti dallo sportivissimo Alessio; sicuramente, sono rimasto sbigottito dal salto di lanterna di Michele F. che aveva punzonato la 20 appena davanti a me.
Una nota di colore per il dopogara dove, in attesa delle premiazioni, abbiamo visitato la casa/fattoria di Luserna (mai visti così tanti animali domestici in un recinto) e la sfida di bocce con Massimo A.
Domenica mattina, di buon'ora, la sveglia ha suonato per avvicinarci alla lunga sfida con noi stessi; ancora una volta il sole non ha rinunciato a farsi vedere sicchè il clima non era dei più idonei per un lungo sforzo.
Dopo una serie di contrattempi, arriviamo in tempo al centro fondo di millegrobbe per lanciare la maggior parte dei nostri atleti: Mary e Roby in Wmaster, Attilio, Davide, Paola, Stefano B, Maria Adele, in Mmaster; Piero non corre essendo in veste di tuttofare.
Davvero suggestiva la partenza, con la maggior parte degli atleti partire forte verso est salvo poi correggere la direzione verso la loro sinistra! tutti quelli rimasti sul prato iniziano a scaldarsi (sì, perchè alcuni si scaldano pure) e farsi gli auguri consapevoli dello sforzo che dovranno fare.
Parlo con Stegal su cosa intenda fare: lo vedo abbastanza preoccupato per il tempo limite di 5 ore e mezzo. Infatti, l'anno scorso, impiegammo esattamente quel tempo e questo lo innervosisce più del pensiero di finire il percorso, a questo punto gli propongo di farla assieme visto che nemmeno io ho altri obiettivi.
Fischio di partenza, uomini a sud, donne a nord! prendo in mano il lenzuolo e lo ripiego in modo idoneo; il fatto che la scala sia 1:15mila rende il percorso più digeribile in quanto i cm. di linea rossa sono minori rispetto ad altre scale (la differenza si capisce solo correndo...).
I primi punti sono una passerella e la presenza del gruppone facilità le scelte; piano piano la coda del gruppo si svuota ed al primo loop rimaniamo con un atleta Erebus.
Che le combinazioni dei loop potessero essere casuali non posso crederlo in quanto io e Stegal avevamo tutte le farfalle diverse!
Essendo molto semplici le combinazioni, non avevo problemi a superare la farfalla ma iniziavo a preoccuparmi per il ritardo di Stegal; improvvisamente, vedevo la sua sagoma sbucare da dietro un abete e lo sentivo borbottare che Marco Bezzi si era fatto male e lui si era fermato a soccorrerlo.
Nel frattempo, studiavo la tratta per la 12 e dopo aver bevuto qualcosa partivamo alla caccia della tuta Erebus che nel frattempo si era allontanata; giunti ai piedi della salita, Stegal aveva un sussulto: "non ho punzonato la 11!"
Aspettavo qualche minuto ed eccolo di ritorno; adesso dovevamo iniziare a fare la gara.... arrivavamo al ristoro di passo Vezzena ancora freschi e sbagliando molto poco, forse un paio di minuti in tutto.
Trovavo Roberta F. col mio sacchetto del ristoro e capivo che c'era stato un equivoco: io intendevo il ristoro col secondo cambio SI card mentre lei era al secondo ristoro...
durante il tragitto per la 13 sentivamo qualcuno che arrivava da dietro: io lo scambiavo per uno junior, ma era Mukhidinov che aveva un passo doppio del nostro e probabilmente era partito tardi! qualche secondo dopo sentivamo ancora dei passi veloci: questo lo conoscevamo, era Steve che correva quasi come quello appena passato prima ma la sua tecnica non era la stessa.....
La seconda farfalla era più insidiosa, forse a causa della vegetazione fitta ma le tracce, in mezzo alle ortiche, di chi ci aveva preceduto ci salvano almeno le gambe; personalmente perdevo un minuto sbagliando a riconoscere la roccia del punto 26.
Superata anche questa prova affrontavamo, superficialmente, la ventinovesima lanterna: entravamo troppo presto dal sentiero e non riuscivo a vedere il ruscello centrale; dopo un paio di minuti trovavo il punto ma non era stato semplice in mezzo a quelle piante.
Altro punto critico la tratta 31-32: la vegetazione, altamente ostica e la salita ripida hanno rallentato parecchio la nostra marcia sebbene la situazione fosse ben chiara.
Al bivio di Monterovere, dove c'era il cambio SI card ed il penultimo ristoro, notavo che eravamo a circa 2 ore e mezzo di corsa; davo un'occhiata alla parte finale e stimavo in un altro paio d'ore il nostro sforzo.
Le tratte successive erano tutte equidistanti, non difficili ma tutte ipoteticamente insidiose se la testa avesse ceduto; le tratte per la 35 e la 36 non erano perfette, mentre per la 39 scegliavamo il sentiero nel verde per risalire dall'incrocio: non potevamo pescare di peggio... quel sentiero era pieno di alberi a terra!
Errore da 2'-3' alla 41: la ricerca iniziale avveniva a ovest della collina ma riuscivamo a limitare l'errore abbastanza presto. Durante la salita per la 42 ho iniziato a preoccuparmi in quanto non avevo più acqua e l'effetto Carbogel era terminato; Stegal non stava meglio poichè da un suo quesito capivo che la sua lucidità iniziava a scemare.
Fortunatamente il loop finale veniva raggiunto senza problemi ed una volta giunti al tavolo del ristoro abbiamo abbandonato mentalmente la gara; dire che ce l'abbiamo presa comoda è un eufemismo! in quel frangente abbiamo rivisto Steve e Kristian che ci precedevano di poco.
In quegli attimi, Stefano, se ne usciva con una delle sue classiche affermazioni:" se vuoi, vai pure perchè non so se riesco a finire la farfalla!" mi sembrava di essere tornato indietro un anno, dal ristoro post Passo Coe!
L'incoraggiamento di Gigi e del signore del ristoro lo hanno convinto a fare un ultimo sforzo il cui resoconto è nel suo blog; la mia farfalla, mi riservava l'incontro con Maria Adele la quale lamentava la puntura di una vespa ad una gamba (alla fine anche lei arriverà al traguardo).
Dopo aver ultimato quest'ultimo loop ed aver aspettato un sempre più rinfrancato Stegal, alla gara rimaneva ben poco da dire: un paio di minuti persi alla buca della 50 e poi la discesa verso il lago Palù dove rimbombavano le parole di Isella in procinto di fare le premiazioni.
Ancora qualche problema a scendere dalla 51 alla 52 eppoi l'arrivo dove ricevevamo l'applauso compassionevole dei presenti.
Fisicamente le gambe e la testa hanno retto bene le 5 ore di corsa mentre sono stati i piedi a soffrire maggiormente, causa le inevitabili vesciche.
Questa è stata la mia O-Marathon, diversa da chi mi ha preceduto, diversa da chi ha fatto un'altra categoria, praticamente unica! Sì, perchè questa sfida dev'essere unica.... il mio gps segnava 27,5 km con dislivello indefinito e soprattutto, per le signore, 1800 calorie bruciate!
Ecco: questo considero O-Marathon, tutto il resto non conta perchè è dopo il 35 km. che si fa la differenza in una maratona.
Ultima nota: da quest'anno possiamo chiamarci "senatori elitè!", non so per quanto tempo ancora ma continueremo finché età e tempo massimo non ci sbarreranno la strada.