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mercoledì 30 settembre 2009

Nordic match of Trail-O

Raccontare una settimana trascorsa ad Helsinki, in un post, diventerebbe davvero difficile e poichè la trasferta in terra finlandese si è divisa in due parti partirò col raccontare il lato prettamente sportivo: quello turistico, magari, più avanti!
Innanzitutto i ringraziamenti vanno alla FISO, che ha organizzato la trasferta, ed alla selezionatrice Roberta F., che mi ha permesso di esserci.
L'avventura del trail inizia il venerdì sera quando arrivano all'aeroporto di Vantaa i 9 componenti della rappresentativa nazionale; per sbrigare tutte le formalità e raggiungere il campeggio ci vuole un pò di tempo e la ritirata avviene verso le 2 di notte.
Siamo divisi in due gruppi: una casetta da 4, piuttosto spartana, e una casetta da 6, molto confortevole, nella quale vi è pure una sauna che nessuno ha avuto tempo di usare.
La sveglia avviene verso le 8 ed il gruppo compatto fa colazione/pranzo in vista dell'impegno pomeridiano; il coach chiama tutti a rapporto per consigliare strategie di gara e per tastare il polso ad ognuno. Per formalità, ci sono 2 squadre composte, rispettivamente, dai vecchi elementi della nazionale (Roberta, Renato B. e P., Michelotti senior, Roberto) ed un nuovo gruppo di esordienti (io, Stegal, Alberto, Marina, Michelotti Jr.).
Si cercano sfide personali fittizie, in quanto sappiamo bene che non sarà davvero semplice rimanere al passo con gli avversari; quest'ultimi sono davvero di un livello impressionante poichè rappresentano il meglio di 5 nazioni al vertice del trail-o mondiale.
Il luogo della manifestazione dista una ventina di chilometri dal nostro quartiere generale; è un piccolo paesino circandato da boschi e laghetti con le classiche "bare rock" che ogni tanto fanno capolino.
La giornata è soleggiata ed il clima non è inclemente; alle 14 inizia la chiamata con Roberta che fa da starter; io parto molto presto ed impiegherò tutti i 90' per ritornare; sulle due gare ritornerò più avanti!
Nel dopogara c'è giusto il tempo di confrontare i nostri risultati ed i nostri errori ed alle 19 ci ritroviamo tutti nel piccolo ristorante poco distante; ogni nazione ha il proprio tavolo e noi siamo accanto ai finlandesi ed agli svedesi (inusualmente in ritardo).
La cosa che mi meraviglia maggiormente di questo sport è la diversità esistente fra tutti i componenti delle nazionali: si va dalle ragazze svedesi, forse nemmeno trentenni, ai "nonni" finlandesi che sembrano dei pensionati qualunque.... è un misto di volti, sessi, fisici, diversi fra loro ma che hanno in comune una testa ed un occhio non indifferenti!
D'altronde, anche la nostra decina non scherza in quest'ottica....
Dopo cena, riunione tecnica per analizzare i vari punti della gara dove ognuno dava il proprio contributo: peccato che fra di noi non ci fosse qualche svedese....
Sveglia mattutina domenicale, attorno alle 6.30, colazione, pulizie e via di corsa; alle 10 faccio da starter seguito da Roberta e Giuliano: in mezz'ora partiamo tutti! l'organizzazione ha cambiato la griglia per farci finire presto; il meteo è peggiorato e per qualche secondo abbiamo visto qualche fiocco di neve.
Le due ore di gara volano veloci ed appena prima delle 13 ripartiamo per l'aeroporto: consegna auto, check in al fotofinish ed alle 15 siamo sull'aereo di ritorno; ad Amsterdam la compagnia si divide, mentre il gruppo di Malpensa alle 20 è già in Italia.
Fino a qui la descrizione veloce dell'avventura; ora, l'analisi delle gare e le considerazioni generali: in queste occasioni si è soliti dire "... è stata una bella esperienza.."!
Personalmente ero tornato dal Friuli con la convinzione di essere migliorato molto, avendo sbagliato più punti a tempo che lanterne normali. Ora, torno da Helsinki con la convinzione che la strada sarà molto lunga e difficile; non è tanto la differenza di punteggio con i migliori che mi preoccupa maggiormente, poichè Guido ha fatto vedere che anche un neofita può competere con loro.
No, le mie perplessità riguardano come poter migliorare: le nostre gare si svolgono su carte e terreni molto diversi da quelli appena visitati e l'unica soluzione sarebbe (scartando l'ipotesi di ulteriori frequenti trasferte finniche) di allenarsi in boschi particolarmente "scorbutici"; mi viene in mente la prima parte di gara di Asiago, dove non a caso i tempi di decisione furono molto lunghi; in quest'ottica i boschi della Brughiera, molto odiati dagli orientisti, sarebbero davvero indicati!
Solo chi ha gareggiato può capire cosa sto scrivendo: i tracciatori del Nordic match non hanno utilizzato tranelli o punti bingo, poichè basta solo il terreno a mettere in difficoltà i partecipanti; piuttosto, sono risultati difficili anche i punti banali in quanto mentalmente non siamo abituati ad accettare che esista un punto facile!
Il sabato sono stati annullati due controlli: uno, faceva riferimento all'individuazione di una coppia di alberi la cui lanterna doveva essere al centro; nell'intenzione del tracciatore bastava capire la coppia di alberi, mentre il cattivo posizionamento del telo (magari spostato dal vento) rendeva la risposta Z in quanto le distanze dai tronchi non erano uguali; a molti, questo cattivo posizionamento sembrava voluto invece era del tutto casuale!
La prima lezione di questa gara è stata quella di non utilizzare l'azimut! molti punti sono stati sbagliati per l'eccessivo uso di questa tecnica; potrebbe essere una buona scusa ma, il vero insegnamento è stato quello che si debba valutare ad inizio percorso la validità di questa tecnica e non a fine gara.
La lettura della carta non si rivelata così diversa da come mi aspettavo, diversa, invece, è stata la visibilità degli oggetti con i quali ci si doveva orientare; molto spesso non si riusciva ad individuare i sassi, le rocce, i cocuzzoli su cui basare le proprie teorie.
L'ottima prestazione di Guido è figlia della sua predisposizione a comprendere il terreno, a vederne i bordi, molto aiutato dalla sua esperienza di cartografo; la sua chiave è stata quella di studiare il terreno senza farsi influenzare da distanze e direzioni; è come se, il cartografo, avesse disegnato il terreno senza preoccuparsi delle geometrie!
In questo post, non è mia intenzione analizzare la mia gara: non sono contento della mia trasferta, troppi errori, troppe incertezze e purtroppo, la domenica, aver gareggiato in condizioni non ottimali: per la prima volta, non avevo la voglia di "cercare" la risposta esatta ma trovarne una, prima possibile.
Una cosa positiva è stata la conoscenza del gruppo: alcuni compagni non li conoscevo o comunque solo di vista; probabilmente, sarà da tutti noi che dovrà partire l'imput per migliorare il livello di gare in Italia sia a livello qualitativo che numerico.
Ci sarebbero ulteriori considerazioni ma ci sarà modo di approfondire l'argomento.
FOTOGRAFIE - CLASSIFICHE

domenica 20 settembre 2009

Week end in Friuli

Week end intenso quello appena concluso; sono davvero stanco e domani partirò, con Mary, per Helsinki e quindi non avrò modo di lasciare scritto qualcosa di più. Sabato pomeriggio, in località Brugnera (PN), si è svolta la VI prova di coppa Italia di Trail-o; il posto è stato ideale per questo tipo di gare anche se alla fine la gara è sembrata facile. Buona la partecipazione, clima abbastanza caldo, moltissime le lanterne Z! annullato un punto a tempo per errata collocazione del telo, qualche problema di scelta vicino al laghetto. Personalmente, ho fatto il percorso netto sbagliando la seconda lanterna a tempo, per fretta, seppure non fosse molto difficile. Molto belli i punti 1 e 18, peccato che sul sentiero della 11 non ci fosse stata un'altra lanterna.... In conclusione, gara molto scorrevole che ha riservato soddisfazioni alla maggioranza dei partecipanti.
Domenica mattina, tutti a Collerumiz per il campionato friulano sprint; Stegal ci iscrive tutti in MA e gli avversari forti non mancano. Gara molto variegata e non semplice, di durata superiore ai 20' fra bosco fitto, salita ripida, prati ed un paio di scelte lunghe decisive.
Nel mio tranquillo incedere, non ho commesso errori e qualche scelta è stata dettata dall'aver indossato i calzoncini corti, ignaro di cosa mi aspettasse....
Gran bella sudata e molto divertimento per una gara che, certamente, non avevo pianificato ad inizio anno!
Dopo un paio d'ore di riposo ed impegni istituzionali, parte la VII g
ara di coppa Italia di Trail-o: il tracciato si è rivelato molto più impegnativo rispetto al sabato, molto pochi i punti facili ed una nuvola di passaggio a farci visita durante la prova.
Non conoscendo la classifica finale (Udine non è proprio vicina a Milano così siamo scappati via subito), mi baserò sulla mia gara: i primi due punti a tempo
facili, il terzo ha "sconfitto" quasi tutti: solo adesso mi sono reso conto dell'errore in quanto la recinzione prosegue anche nel verde fitto! durante la prova avevo calcolato la metà della recinzione basandomi solo sul tratto visibile.
Più attenzione del normale, la dedicavo al punto 3, dove un fastidioso cagnolino faceva compagnia ad ognuno, al punto 11 (decisamente il più difficile) e 15.
La svolta negativa della mia gara avveniva verso il punto 10, quando iniziava a piovere: dopo aver risposto Z (esattamente) alla 10 mi soffermavo almeno 15' alla 11. In quel frangente m'innervosivo per il fatto che mi si erano bagnati gli occhiali, che la carta e cartellino si stessero bagnando e sciogliendo; l'organizzatore, bravamente, ci riforniva di buste plastificate e tutto tornava quasi normale (continuava a piovere).
Scelta la risposta B (esatta) per la 11, tiravo fuori il cartellino dalla busta e punzonavo B sulla 10! a quel punto ero talmente innervosito dell'errore che me ne volevo andare al traguardo; complice la mia nuova veste in seno al trail-o dovevo trattenermi e continuare come nulla fosse successo.
Fortunatamente, le conseguenze psicologiche di quell' errore sparivano molto velocemente permettendom
i di chiudere la gara dignitosamente.
Il mio vero errore lo commettevo alla 15 ma, sinceramente, è stata la prima volta che ho dato una risposta senza avere dei validi elementi per decidere.
In conclusione, rimango molto soddisfatto per l'esercizio fatto in quanto era un gradino superiore (a livello di difficoltà) della prova precedente; devo ammettere che i tempi delle contestazioni iniziano ad essere lontani ricordi, in quanto i punti hanno ora una logica e l'esercizio è quello di trovare questa caratteristica.
Come anticipato sopra, questa 2 giorni avrebbe meritato maggior spazio ma, questa volta, il tempo è tiranno.

sabato 12 settembre 2009

Monte Moria

Campionati italiani long, quelli odierni tenutisi a Monte Moria (PC); in passato avevo già gareggiato in questa zona anche se la superficie era stata più limitata.
Molti amici sono rimasti sorpresi nel vedermi iscritto in ME: il motivo è abbastanza particolare e più avanti lo scriverò.
La valutazione della manifestazione è stata buona: seppur la zona sia molto isolata e priva di grosse strutture ricettive, molti hanno optato per le tende ed i camper; altri hanno preferito ritornare dalle parti di Piacenza per dormire in un comodo letto.
Il tempo è stato piacevole e la temperatura abbastanza ideale per lo sforzo fisico; il bosco è un misto di piante latifoglie che permettono un'ottima corsa e zone di arbusti insidiosi e spinosi. La pendenza è abbastanza contenuta e solo una parte presenta i classici valloni da evitare; il lato ovest presenta la morfologia e la vegetazione peggiore mentre il resto della carta è il classico bosco appenninico.
Il tracciato ME è stato abbastanza impegnativo, soprattutto nella prima parte, poi diventava più lineare e semplice; un solo tratto lungo e confrontando il tracciato con le long norvegesi (in internet) si notano le differenze sul modo di disegnare: i percorsi personalmente prediligo molte lanterne ma per convenzione, nelle gare long, ci dovrebbero essere maggiori scelte lunghe.
La carta al 15mila non era di facile lettura: i continui movimenti del terreno e l'alternarsi dei colori hanno reso il foglio davvero pieno di dettagli.
Analizzando le varie tratte credo che la lanterna n.87 fosse davvero tosta: o si trovava subito, altrimenti si potevano perdere minuti; non male il tratto lungo, dove c'erano 3 opzioni diverse per raggiungere il punto.
La sequenza 4-14 era una sorta di middle, dove contava molto rimanere collegati con la carta; dopo il ristoro ancora 5 punti abbastanza vicini, per poi affrontare due tratte di spostamento (magari la 19 non era necessaria...); da lì, la risalita al punto spettacolo ed un loop finale che non aggiungeva molto tecnicamente ma solo parecchio dislivello.
La mia gara è stata abbastanza buona: un errore grosso (5') al terzo punto, una decina di minuti buttati in quello successivo ,cioè la scelta lunga, che è stata fatta sul sicuro ma ho sbagliato malamente l'attacco dall'alto (non è una novità).
Per il resto ho corso col mio ritmo da 8'/kmsf., cercando di gestire le forze fisiche e mentali in modo da evitare figuracce davanti ai veri elitè che ogni tanto mi superavano; il mio obiettivo era di rimanere nelle 2 ore e 30' (purtroppo leggermente fallito) e di non concludere la gara dopo l'arrivo di Klaus: qui mi sono salvato in quanto ho visto arrivare gli ultimi 5 partiti....
Se non fosse per il mal di piedi (le scarpe "la sportiva" vanno bene a Michele mentre io non sono cenerentola!) direi che sono pienamente soddisfatto.
In generale, ho sentito qualche critica sul fatto che si partisse in discesa e nella zona più tecnica: Giandomenico ha spiegato che esistevano difficoltà nel reperire un'alternativa al triangolo piazzato in quel posto.
RESULTS