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domenica 4 ottobre 2009

Vallombrosa - Ultimo atto

Per l'ultima gara di coppa Italia, calendario ci ha riservato la trasferta toscana: sono davvero contento di aver chiuso, su questa carta, la mia esperienza elitè di c.o. (almeno long distance) ed, in generale, il mio secondo capitolo dedicato all'orienteering.
La serata della vigilia l'abbiamo trascorsa a villa Patiana, caseggiato molto capiente, dove convivevano orientisti, autisti (auto d'epoca) e ospiti vari; le stanze erano davvero ampie e ben arredate, mentre sala da pranzo (addirittura 4 stanze) e spazi comuni erano presi d'assalto dalle variopinte tute sociali del TOL, Primiero, ed altre società sportive.
Bello anche il giardino, da dove si scorgeva un'ottima vista, mentre per l'intrattenimento vi era una piscina ed un labirinto! peccato che tutto fosse vanificato da una cena da matrimonio, cioè menù fisso e di porzioni ridotte che mal si coniugava con la fame degli orientisti.
Poca fortuna ha avuto il Dj, in quanto la maggior parte delle persone ha preferito stare all'esterno.
Chiusa la parentesi logistica, inizia quella sportiva: durante la salita per il ritrovo, scorgiamo la sagoma di Stegal, con la carta in mano, che scende a zig-zag nel bosco; ci fermiamo un attimo, il tempo di farci dire che il bosco è bellissimo e che lui sta andando bene.
La giornata è fresca ed ideale per correre mentre il bosco sembra lontano parente di quello 500 metri più in basso; la partenza è abbastanza distante e quindi non mi resta molto tempo per gironzolare fra le tende del ritrovo.
Allo start mi accorgo che mi manca la SI card: ecco i primi segni di vecchiaia.... trovo Paolo Mario che mi racconta dei suoi guai fisici e dello spirito con cui affronta queste gare; davvero buffo pensare che lui tema il mio risultato! d'altronde, senza allenamento specifico si rischia di rimanere a secco durante lo sforzo.
La mia gara è molto regolare, con un black-out dopo 90' di corsa: succede durante il tratto 20-21, abbastanza semplice, quando arrivo sul sentiero piuttosto marcato; lo confondo con quello più in basso e sbaglio completamente zona di ricerca! la riprova che fossi in crisi, l'ho avuta quando trovo la lanterna n.47 e non mi accorgo che è la mia 22....
Per completare l'opera, prendo anche la "solita" storta e temo per il peggio; piano piano riprendo, ma non sarà più la stessa gara. Il tracciato è un toboga con sorpresa finale: infatti, si sale subito alla uno ma poi si scende quasi sempre esclusi un paio di tratti, ripidi, che fanno riprendere quota; la mazzata finale sono gli ultimi tre tratti che, dopo 2 ore e mezzo, sono diventati una sofferenza.
Per il resto, ho visto passarmi nelle vicinanze avversari giovani di belle speranze, ma anche vecchi che corrono ancora: l'unico mio avversario possibile era Zarfo che ho incontrato un paio di volte, la seconda delle quali abbastanza claudicante (entrambi eravamo un bella coppia di zoppi!).
La gara non mi è sembrata difficile; a parte qualche lanterna che poteva creare qualche grattacapo, il resto mi è sembrato molto filante visto che il bosco lo permetteva.
Devo ammettere che, in questa zona d'Italia, si trovano delle zone molto belle per la corsa mi vengono in mente Monte Amiata e, più giù, la zona di Monte Livata.
In conclusione, credo che la trasferta sia stata piacevole e il teatro di gara molto indicato per organizzare una manifestazione di questo tipo.
CLASSIFICA

3 commenti:

Andrea S. Trent-O ha detto...

Che significa "....aver chiuso il mio secondo capitolo dedicato all'orienteering...."? Suona bene come frase..... che quasi quasi lo chiudo anche io, anche se non so che vuol dire! Ah ah ah
A parte gli scherzi vuol dire che non
farai più gare elite?

rusky ha detto...

Non solo quello... devo ancora spiegare nel famoso post! ma ormai ho tempo per pubblicarlo in quanto non avrò molto altro materiale da scrivere -)

Andrea S. Trent-O ha detto...

il famoso post... ormai mi mette quasi ansia!