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sabato 30 gennaio 2010

Salzano (VE)

Prima gara del 2010 riguardante il trailO; la sede della sfida è il parco di Salzano (VE). La voce "parco", già mi faceva supporre la solita carta gialla con macchie bianche e qualche rilievo disperso sul terreno. La partenza da Milano di buon'ora ed arrivo in zona gara verso le 11; la neve caduta appena qualche ora prima rendeva monocromatico il paesaggio ed aveva messo a rischio l'evento. Il tempo di fare un giretto per il paese che alle 13 ci si ritrova tutti presso il campo sportivo adiacente il parco; la vista esterna del campo gara inizia a far capire che non sarà proprio una passeggiata. Non voglio scrivere la cronaca della mia gara, punto per punto, ma soffermarmi su alcune cose che mi hanno colpito. Innanzitutto, non faccio parte di coloro che se la prendono con il terreno, tracciatore, disegno della carta, ecc... Questo non vuol dire che anch'io abbia qualcosa da segnalare (cosa che farò in seguito) ma ho deciso di concentrarmi solo sui miei errori e capire perchè ho sbagliato. In generale, se Alessio T. ha fatto 3 errori significa che lui ha capito bene la maggior parte dei punti e quindi è colpa mia se non sono riuscito ad eguagliarlo! scritto ciò, vado ad analizzare il tracciato dal mio punto di vista: il primo blocco è composto da 5 punti a tempo. Devo ammettere che sono stati buoni, in quanto non subito intuitivi ma comunque non impossibili; il mio unico dubbio rimane sul 4° punto, in quanto la descrizione "tra albero e limite vegetazione" non mi sembra coerente con le linee guida IOF/FISO. Se non erro, il punto intermedio fra 2 oggetti è quello a metà strada tra le parti più vicine dei due punti; in questo caso, il limite di vegetazione si estendeva in senso longitudinale e diventava impossibile capire l'allineamento ed il punto da dove iniziare a stimare la distanza. Personalmente, mi sono basato, sbagliando, solo su cerchio sperando di aver scelto esattamente.... in questo caso, è molto più logica la domanda del 5° punto! I primi due punti di gara classica mi sono stati fatali per un motivo molto semplice: non riuscivo a capire dove fosse esattamente il centro del cerchio! purtroppo, ho notato sulla carta solo i francobolli che partivano dal punto 7. Infatti, sia sulla sella che fra il gruppo di alberi erano state posate molte lanterne molto ravvicinate; non capendo esattamente gli allineamenti ho completamente sbagliato risposte. Il punto 3, lo rifacessi 100 volte lo sbaglierei sempre! la risposta più ovvia sarebbe stata Z .... tutte e tre le lanterne erano posate non sulla parte alta dell'avvalamento (con singola riga! attenzione...) ma molto prossime al cambio della pendenza. Nonostante abbia parlato con Guido M., prima dello start, della questione nasi/avvallamenti con singola curva di livello ancora non ho trovato uniformità di giudizio! I punti 4 e 5 erano molto particolari in quanto necessitavano dell'abilità di osservazione a lunga distanza; il mio errore alla 5 mi ha lasciato perplesso ma potrebbe essere che, qui, sono stato deficitario nel giudizio. Il punto 6, credo non abbia giustificazioni: non dico che fosse posato male (il termine di un sentiero non si può sbagliare!) ma che bisogna dare la possibilità, ai partecipanti, di poter giudicare onestamente.... qui, di elementi da poter utilizzare nella scelta, non ne ho notati. Il punto 7, presentava due lanterne davvero vicine e sulla carta non ho saputo capire quali elementi potessero farmi escludere quella sbagliata; ad onor del vero, qui avrei sbagliato comunque in quanto non avevo notato la lanterna A posta sul punto 8 .... Il punto 10 ha fatto molte vittime: io mi sono salvato perchè avevo osservato la zona dal punto 3 e quindi, al momento della scelta non mi tornavano le posizioni che avevo memorizzato in precedenza! Qualcuno ha avuto problemi alla 12 ma, la curva ausiliaria aiutava molto nella scelta. Il blocco 13-14 ha richiesto molta pazienza e studio: il sentiero sul crinale era invisibile (causa neve) e la lanterna alta (13) ingannava molto la vista facendo presupporre fosse esatta. Qui ho sbagliato la 13, mentre la 14 l'ho scelta giusta ma punzonata errata (ormai ho capito che in questo sport l'attenzione maggiore va rivolta verso il proprio punzone!). I punti 15 e 16 erano di tutt'altro genere: terreno di nuovo piatto, pulito, con altre problematiche... personalmente mi sono trovato bene ma so che molti hanno sbagliato ad individuare la collinetta del numero 16. Della 17, non so cosa dire in quanto l'ho sparata (50% di probabilità) dopo una rapida occhiata... tanto rapida che sono arrivato con 10" di vantaggio dallo scadere del tempo e senza avere il cronometro in funzione! (punto guadagnato). Dopo questo giro virtuale sul percorso, posso dire che il mio bilancio sia davvero mediocre: è vero che ho due punzonature errate (la 8 risulta F ma sulla mia ricevuta è A, e la 14) ma ho guadagnato un punto (la 17) e mi sono salvato sul tempo senza saperlo. Non è questo che m'importa: mi preoccupano maggiormente gli errori iniziali (dopo 8 lanterne avevo una sola risposta esatta) e soprattutto la difficoltà di capire il terreno dov'è mosso ed il bosco sporco. Forse, è proprio con questo tipo di gare che riuscirò a migliorare poichè, non è la classifica che m'interessa, ma la voglia di migliorare su quei pochi terreni "nordici" che abbiamo cartografati per il trailO.
Vi invito ad andare su trailo.it per quanto riguarda risultati, cartina e foto.

martedì 12 gennaio 2010

Fine della mia seconda epoca orientistica

Promessa è debito: avevo annunciato che durante le mie vacanze natalizie avrei scritto questo post e, siccome le mie ferie sono questa settimana, eccomi alla tastiera.
Come raccontato nel mio primo post, la mia attività sportiva, legata alle lanterne, risale al 1989; dopo una gara nella categoria esordienti fui gettato fra gli squali della HB e lì iniziai il mio curriculum. Erano anni in cui la vita notturna e mondana aveva il sopravvento su quella atletica ed i risultati erano la conseguenza di quell'approccio spensierato.
Qualche buon risultato ma molte gare gettate al vento per la scarsa resistenza fisica; la mia propensione a sudare molto incideva sulla lucidità mentale e, memorabili, ricordo ancora delle "pascolate" assurde!
Questa prima epoca terminò nell'estate del 2000;durante la vacanza estiva dovetti decidere quale bivio imboccare: lasciarmi andare ad una vita tranquilla con la conseguente decadenza fisica oppure mettermi seriamente ad allenarmi in modo da evitare un precoce invecchiamento....
Da quel giorno iniziai ad allenarmi con costanza: all'inizio una corsa ogni 4 giorni per 20', poi ogni 3 giorni per 40', infine a giorni alterni per circa un ora di corsa. I risultati iniziarono a farsi notare sia sotto l'aspetto fisico (da 82 kg. a 75 kg. in un anno), sia nell'orienteering dove riuscii a raggiungere il podio in alcune gare in HB.
La prima scommessa che feci con me stesso fu quella di poter partecipare, almeno una volta, ad un campionato italiano elitè; il problema erano i 60 punti in lista base.... purtroppo, nel bosco non ero abbastanza bravo per ottenerli (per tre anni ho raggiunto i 50 punti), nei centri storici ero troppo lento per raggiungere lo scopo.
Il salto di categoria (M35) e gli allenamenti con Ruggero J. diedero un impulso non indifferente alle mie performances; la prima soddisfazione venne dalla vittoria in staffetta a Passo Coe (2003) ai campionati italiani. Piano piano, incominciai ad avvicinarmi al livello dei master migliori che all'epoca dominavano in Lombardia (Arduini, Bozzola, Brambilla, Di Stefano, Biella, ecc..), mentre in coppa Italia gli ex-professionisti ed ex-nazionali rimanevano solo un miraggio irraggiungibile.
Grande è stata la mia soddisfazione per la convocazione al TdR del 2004 (Santa Colomba), quando arrivammo terzi; ricordo benissimo quella mia terza frazione (dopo Brambilla e Shutkovsky) in cui dovevo difendere il secondo posto parziale dal ritorno di Carenini e Grilli; purtroppo Oleg A. mi raggiunse a metà gara e dovetti lasciarlo andare ma riuscii a salvare il bronzo, stupendo anche me stesso.
Il 2004, fu anche quello della partecipazione ai mondiali master ad Asiago: correndo su cartine fantastiche mi resi conto del gap che c'era con i migliori al mondo!
Per un periodo ebbi una specie di repulsione per le gare: qualcuno mi disse che ne facevo troppe ma io sapevo il vero motivo.... la ricerca spasmodica dei punti in lista base e la mia mediocre prestanza atletica mi obbligavano a fare gare perfette tecnicamente e correre al massimo; appena facevo un errore, scattava in me un senso di frustrazione che diminuiva l'adrenalina, con la conseguente incapacità di continuare la gara su ritmi ottimi. Ricordo ancora molte gare con la voce RIT. o PM. proprio a causa dell'improvvisa mancanza di stimoli.
Finalmente il sogno divenne realtà nel 2005: su un bosco tecnico come Barricata ed un tracciatore illustre come Baccega, ebbi il battesimo elitè tanto sognato; il risultato fu pessimo, oltre le 3 ore, ma la soddisfazione immensa.
Vinta la mia scommessa, mi rimanevano altre idee: i titoli lombardi e qualche buon piazzamento in coppa Italia. Per migliorare la gamba, iniziai a correre pure le campestri brianzole tra una selva scatenata di podisti; l'esperienza fu traumatica ma molto utile.
Fino al 2007 gli allenamenti diedero i loro frutti, in quanto riuscii a raggiungere velocità per me impensabili: correre sotto ai 4'/km. fu un risultato strepitoso per i miei mezzi fisici altresì correre la mezza maratona intorno all'ora e mezzo mi sembrò un mezzo miracolo.
Ricordo lo stupore dei miei genitori quando raccontavo dei miei allenamenti a Baselga: loro, mi ricordavano abbastanza pigro e non si capacitavano che, a 40 anni, mi fossi messo a correre su e giù da Costalta con tanta disinvoltura.
Ma tutta quella fatica non fu inutile: negli anni ci furono tante piccole soddisfazioni, magari per qualcuno pure risibili, ma per me, ex HB della domenica molto importanti.
Tra i ricordi più belli ci sono la prima vittoria in coppa Italia (in categoria) davanti a Sacchet (da quel giorno non fece più la CO) oppure il podio con Pradel R., la seconda vittoria nella staffetta dei campionati italiani, il filotto di titoli lombardi nel 2008 ed altre gare dove ho corso gare quasi perfette.
Il risultato assoluto che ricorderò per sempre è l'ottavo posto, in batteria, ai mondiali master sprint: feci anche un miglior tempo, ma quello che mi stupì fu di trovarmi assieme ai mostri sacri dell'orienteering mondiale; il giorno dopo, invece, fu il giorno peggiore....
Dal 2005, incominciai a fare anche il coach, ma solo con Mary: il risultato non è stato esaltante ma qualche soddisfazione è arrivata anche da lei.
Col passare degli anni gli obiettivi rimanevano sempre meno e di conseguenza gli stimoli scarseggiavano; ormai, il fisico iniziava a dare i primi segnali di insofferenza verso quegli allenamenti che servivano a mantenere la forma. Per questo, la scorsa stagione mi sono dedicato a categorie e gare che ancora mi dessero un di adrenalina.
Complice la riscoperta del trailO come disciplina mentalmente più coinvolgente, ho iniziato a tralasciare la CO senza, però, smettere di correre per strade e sentieri; nei centri storici di fine stagione ho ripreso in mano la carta solo per variare la routine delle tapasciate domenicali.
Nel 2010, la mia vita legata all'orientamento cambierà: non ho ancora rinnovato la tessera agonisti, le uniche gare sicure saranno la 6 giorni del Tirolo e l'Oringen, per il resto deciderò al momento opportuno. Viceversa, il mio impegno sarà rivolto verso il trailO, disciplina in cui ho trovato nuovi stimoli soprattutto dopo la trasferta finlandese con la maglia della nazionale.
In conseguenza di tale programma, anche questo blog subirà un peggioramento in termini di notizie legate alle gare poichè la mia frequenza sarà molto frammentaria; mi dispiace un , anche perchè Rem ha appena chiuso il suo ed altri hanno abbandonato i loro diari informatici.... è vero che, le nuove leve si stanno dando da fare per sostituire coloro che iniziarono a scrivere di orientamento a titolo personale.
Con questo, credo di aver scritto abbastanza riguardo alla mia svolta epocale e ringrazio coloro che mi hanno letto e conosciuto tramite questo blog: sinceramente, non avrei mai creduto che, tanti volti a me anonimi nei ritrovi delle gare, in realtà mi seguissero in rete.