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martedì 12 gennaio 2010

Fine della mia seconda epoca orientistica

Promessa è debito: avevo annunciato che durante le mie vacanze natalizie avrei scritto questo post e, siccome le mie ferie sono questa settimana, eccomi alla tastiera.
Come raccontato nel mio primo post, la mia attività sportiva, legata alle lanterne, risale al 1989; dopo una gara nella categoria esordienti fui gettato fra gli squali della HB e lì iniziai il mio curriculum. Erano anni in cui la vita notturna e mondana aveva il sopravvento su quella atletica ed i risultati erano la conseguenza di quell'approccio spensierato.
Qualche buon risultato ma molte gare gettate al vento per la scarsa resistenza fisica; la mia propensione a sudare molto incideva sulla lucidità mentale e, memorabili, ricordo ancora delle "pascolate" assurde!
Questa prima epoca terminò nell'estate del 2000;durante la vacanza estiva dovetti decidere quale bivio imboccare: lasciarmi andare ad una vita tranquilla con la conseguente decadenza fisica oppure mettermi seriamente ad allenarmi in modo da evitare un precoce invecchiamento....
Da quel giorno iniziai ad allenarmi con costanza: all'inizio una corsa ogni 4 giorni per 20', poi ogni 3 giorni per 40', infine a giorni alterni per circa un ora di corsa. I risultati iniziarono a farsi notare sia sotto l'aspetto fisico (da 82 kg. a 75 kg. in un anno), sia nell'orienteering dove riuscii a raggiungere il podio in alcune gare in HB.
La prima scommessa che feci con me stesso fu quella di poter partecipare, almeno una volta, ad un campionato italiano elitè; il problema erano i 60 punti in lista base.... purtroppo, nel bosco non ero abbastanza bravo per ottenerli (per tre anni ho raggiunto i 50 punti), nei centri storici ero troppo lento per raggiungere lo scopo.
Il salto di categoria (M35) e gli allenamenti con Ruggero J. diedero un impulso non indifferente alle mie performances; la prima soddisfazione venne dalla vittoria in staffetta a Passo Coe (2003) ai campionati italiani. Piano piano, incominciai ad avvicinarmi al livello dei master migliori che all'epoca dominavano in Lombardia (Arduini, Bozzola, Brambilla, Di Stefano, Biella, ecc..), mentre in coppa Italia gli ex-professionisti ed ex-nazionali rimanevano solo un miraggio irraggiungibile.
Grande è stata la mia soddisfazione per la convocazione al TdR del 2004 (Santa Colomba), quando arrivammo terzi; ricordo benissimo quella mia terza frazione (dopo Brambilla e Shutkovsky) in cui dovevo difendere il secondo posto parziale dal ritorno di Carenini e Grilli; purtroppo Oleg A. mi raggiunse a metà gara e dovetti lasciarlo andare ma riuscii a salvare il bronzo, stupendo anche me stesso.
Il 2004, fu anche quello della partecipazione ai mondiali master ad Asiago: correndo su cartine fantastiche mi resi conto del gap che c'era con i migliori al mondo!
Per un periodo ebbi una specie di repulsione per le gare: qualcuno mi disse che ne facevo troppe ma io sapevo il vero motivo.... la ricerca spasmodica dei punti in lista base e la mia mediocre prestanza atletica mi obbligavano a fare gare perfette tecnicamente e correre al massimo; appena facevo un errore, scattava in me un senso di frustrazione che diminuiva l'adrenalina, con la conseguente incapacità di continuare la gara su ritmi ottimi. Ricordo ancora molte gare con la voce RIT. o PM. proprio a causa dell'improvvisa mancanza di stimoli.
Finalmente il sogno divenne realtà nel 2005: su un bosco tecnico come Barricata ed un tracciatore illustre come Baccega, ebbi il battesimo elitè tanto sognato; il risultato fu pessimo, oltre le 3 ore, ma la soddisfazione immensa.
Vinta la mia scommessa, mi rimanevano altre idee: i titoli lombardi e qualche buon piazzamento in coppa Italia. Per migliorare la gamba, iniziai a correre pure le campestri brianzole tra una selva scatenata di podisti; l'esperienza fu traumatica ma molto utile.
Fino al 2007 gli allenamenti diedero i loro frutti, in quanto riuscii a raggiungere velocità per me impensabili: correre sotto ai 4'/km. fu un risultato strepitoso per i miei mezzi fisici altresì correre la mezza maratona intorno all'ora e mezzo mi sembrò un mezzo miracolo.
Ricordo lo stupore dei miei genitori quando raccontavo dei miei allenamenti a Baselga: loro, mi ricordavano abbastanza pigro e non si capacitavano che, a 40 anni, mi fossi messo a correre su e giù da Costalta con tanta disinvoltura.
Ma tutta quella fatica non fu inutile: negli anni ci furono tante piccole soddisfazioni, magari per qualcuno pure risibili, ma per me, ex HB della domenica molto importanti.
Tra i ricordi più belli ci sono la prima vittoria in coppa Italia (in categoria) davanti a Sacchet (da quel giorno non fece più la CO) oppure il podio con Pradel R., la seconda vittoria nella staffetta dei campionati italiani, il filotto di titoli lombardi nel 2008 ed altre gare dove ho corso gare quasi perfette.
Il risultato assoluto che ricorderò per sempre è l'ottavo posto, in batteria, ai mondiali master sprint: feci anche un miglior tempo, ma quello che mi stupì fu di trovarmi assieme ai mostri sacri dell'orienteering mondiale; il giorno dopo, invece, fu il giorno peggiore....
Dal 2005, incominciai a fare anche il coach, ma solo con Mary: il risultato non è stato esaltante ma qualche soddisfazione è arrivata anche da lei.
Col passare degli anni gli obiettivi rimanevano sempre meno e di conseguenza gli stimoli scarseggiavano; ormai, il fisico iniziava a dare i primi segnali di insofferenza verso quegli allenamenti che servivano a mantenere la forma. Per questo, la scorsa stagione mi sono dedicato a categorie e gare che ancora mi dessero un di adrenalina.
Complice la riscoperta del trailO come disciplina mentalmente più coinvolgente, ho iniziato a tralasciare la CO senza, però, smettere di correre per strade e sentieri; nei centri storici di fine stagione ho ripreso in mano la carta solo per variare la routine delle tapasciate domenicali.
Nel 2010, la mia vita legata all'orientamento cambierà: non ho ancora rinnovato la tessera agonisti, le uniche gare sicure saranno la 6 giorni del Tirolo e l'Oringen, per il resto deciderò al momento opportuno. Viceversa, il mio impegno sarà rivolto verso il trailO, disciplina in cui ho trovato nuovi stimoli soprattutto dopo la trasferta finlandese con la maglia della nazionale.
In conseguenza di tale programma, anche questo blog subirà un peggioramento in termini di notizie legate alle gare poichè la mia frequenza sarà molto frammentaria; mi dispiace un , anche perchè Rem ha appena chiuso il suo ed altri hanno abbandonato i loro diari informatici.... è vero che, le nuove leve si stanno dando da fare per sostituire coloro che iniziarono a scrivere di orientamento a titolo personale.
Con questo, credo di aver scritto abbastanza riguardo alla mia svolta epocale e ringrazio coloro che mi hanno letto e conosciuto tramite questo blog: sinceramente, non avrei mai creduto che, tanti volti a me anonimi nei ritrovi delle gare, in realtà mi seguissero in rete.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Peccato solo che la tua seconda vita sia rivolta verso il Trail-O...

rusky ha detto...

Eventualmente la terza....
Ormai non ho più nè il fisico nè la testa per correre in mezzo ai rovi... eventualmente solo in posti stimolanti!

Andrea S. Trent-O ha detto...

Ciao. Spero di vederti comunque ancora a molte gare. Credo che correre nei boschi, al di la di tutto, sia SEMPRE un gran divertimento a prescindere dai piazzamenti nelle classifiche. Il furore agonistico può venire a mancare ma il divertimento, se ami uno sport, difficilmente si perde. Poi dopo tanti anni può anche capitare di stufarsi e cercare nuovi stimoli in altre attività come hai scritto intendi fare
A presto

Rusky ha detto...

Ciao Andrea, sicuramente ci rivedremo perchè, come scrivi te, a me piace questo sport e continuerò a farlo. Quello che è cambiato è solo l'approccio agonistico; in realtà sembra poco ma, invece, lo stimolo del risultato, la voglia di migliorare, incidono molto sulla forza di volontà che serve per allenarsi.
A me, questa forza è passata e quindi parteciperò solo per divertirmi, che è quello che ho cercato di fare negli ultimi anni.
In bocca al lupo per la nuova stagione, potrebbe essere arrivato il tuo momento.

stegal ha detto...

Cerca almeno di essere in forma per il 13 giugno! :-)

Luigi ha detto...

Ciao Marco, ho apprezzato molto tutte le notizie e le indicazioni che hai voluto condividere sul tuo blog; a me "ultimo arrivato" sono state preziose e mi hanno consentito di migliorare tecnicamente ma soprattutto di divertirmi. Sinceramente non ho ancora provato la sensazione della "gara perfetta" che dici, ma non dispero... Capisco bene e condivido la necessità di nuovi stimoli e ti auguro di trovarne sempre di nuovi e di trarne grandi soddisfazioni. A presto.
Luigi Seb

rusky ha detto...

Ti ringrazio Luigi, ma il tuo problema è proprio questo: quel giorno che farai la gara perfetta sarai in grado di vincere un titolo italiano. Hai una base atletica tra le migliori, fra i master, e quindi devi solo pazientare, per riuscire a trovare la giusta dose fra la corsa ed il tempo per pensare. In un certo senso mi ricordi Enrico Casagrande, solo che lui, adesso, ha iniziato a capire come si legge una carta senza sbagliare.... ed i risultati si vedono.
Tranquillo: se avrai la mia costanza credo che fra non molto una bella medaglia, col nastro tricolore, la riceverai anche tu!
Un saluto a te e famiglia.

Eddys ha detto...

:-(((
Il trail-o l'ho provato l'ultima volta al lago dei caprioli e dopo le scene che ho visto, con gente che quasi si prendeva alle mani, non mi ha più aggradato gran che! Probabilmente ho beccato una giornata sbagliata, ma ...
La corsa orientamento è bella anche e soprattutto per l'ambiente che vi si trova. Tante volte le gare vanno male, non si trova la gara perfetta e neanche una gara che lontanamente ci assomigli, ma alla fine quando quelli che erano nostri avversari fino a qualche minuto prima vengono a consolarci e a tirarci su il morale si dimentica la gara in se e ci si immerge nel fantastico mondo dell'orientamento.
Noi per anni siamo riusciti a fare 60 e più gare non perchè eravamo in forma o perchè eravamo ammagliati dalla magia delle microforme dei boschi. Noi si andava alla gara per il magico e grande mondo dell'orientamento. Tu lo chiami GOK, altri usano altri nomi. Ma secondo me il vero motivo è che alla fine ci si sente parte di un grande gruppo di amici che hanno in comune una grande ed autentica passione per muoversi ( non necessariamente correre o primeggioare, ma muoversi ) in un bosco con una cartina.
Ti auguro ogni sodisfazione nel trail-o, ma anche di tornare presto sui campi di gara della co a battagliare come hai fatti questi anni.
Io ti conosco dalla trasferta di 2 anni fa alla OO-cup. Prima non sapevo neppure chi fossi. E ti ho sempre immaginato come uno dei grandissimi fra i Master italiani. Assieme ai Rigoni ai Baccega agli Anuckin ai Cipriani ai Corradini agli Arduini ai Galletti e così via. Uno dei pochi che dopo aver vinto tutto il possibile nella co aveva il coraggio di affrontare i temerari dell'Elite (unico oltre all'elite Carlo Rigoni) e di uscire con onore da quelle sfide.
Quest'anno mi impegnerò per raggiugere quei 60 punti che mi permetterebbero di imitare le tue gesta e di lanciarti una sfida elite. Spero quindi di avere l'onore di sfidarti, almeno una volta, in quella categoria. Magari al tuo ritorno vittorioso dal mondo del trail-o.

rusky ha detto...

Ciao Eddy, commenti come i tuoi mi fanno riflettere molto.... le tue stesse sensazioni le ho provate anch'io quando ero un HB e vedevo ragazzi da imitare, da raggiungere. Scoprire che anch'io faccio parte di quelle persone da imitare, mi lascia molto sorpreso in quanto non mi sento un BIG. Io, mi considero uno nella media che, con un pò di volontà è riuscito ad ottenere qualche risultato soddisfacente. Anch'io ho avuto i miei miti orientistici ed, imitandoli, ho migliorato molto.
Per questo, mi fa molto piacere sapere che io possa essere un esempio; per quanto riguarda le gare, devo dire che una parte del divertimento è scemato proprio per la monotonia dei terreni. Essendo da 20 anni in mezzo ai boschi, non riesco più a trovare la maggior parte dei boschi "intriganti" a livello mentale. Quest'anno mi sono divertito molto a Civezzano o in Marzola, terreni molto tecnici e con boschi percorribili. In Lombardia ho smesso da un pò di tempo poichè la tecnica di navigazione ed i boschi sono sempre simili.
Per questo nel 2010 ho già scelto almeno Oringen e Tirolo: so che saranno manifestazioni in cui ritroverò l'entusiasmo di correre. Per quanto riguarda la sfida, credo che il 13 giugno sarà "il giorno", in quanto Stegal mi sta martellando per mantere lo status di senatore!
Ti auguro di poter raggiungere i 60 punti e di divertirti a fare l'elitè. Un saluto

stegal ha detto...

Ma guarda che io alludevo al 13 giugno perchè c'è una gara di Trail-O a Folgaria...
"Senatore"...? What's "senatore"...?
Ah! Forse ho un vaghissimo ricordo... :-)