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domenica 28 marzo 2010

Tor 3 Teste - Roma

Week end romano quello odierno: inizialmente avevo programmato solo la gara trailO poi, visto che Stegal faceva lo speaker, ho prolungato la trasferta anche per il trofeo centri storici nazionali.
Prima volta senza Mary al seguito ma sostituita da uno Stefano tuttofare; partiamo da Milano verso le 8 ed arriviamo verso le 13 al ritrovo dopo aver navigato con Eurostar, tram, autobus con cartina al seguito; qualcosa da raccontare sui mezzi romani ci sarebbe ma potrei diventare un antipatico e quindi salterò direttamente a Tor tre teste!
Al nostro arrivo incrociamo coloro che hanno fatto la sprint del mattino: troviamo Alessio piuttosto alterato a causa di un intoppo di gara. Vedremo se inciderà sul suo rendimento pomeridiano; dall'aeroporto arriva anche Marina ma, quello che mi sorprende è notare la griglia di partenza degli Open A più lunga di quella Elitè!
Per la prima volta, quest'anno, la giornata è soleggiata e solo una leggera brezza ricorda che non siamo ancora in estate. Essendo il tracciatore Remo ed il terreno molto aperto e schematico capisco che potrebbe essere la volta buona per una gara decente.
L'inizio, con i quattro punti a tempo, è finalmente buono: capisco subito, e bene, le varie lanterne disposte sul terreno dando risposte sensate.
Questo start mi caricava mentalmente in quanto nelle prime gare avevo sempre sbagliato almeno 2-3 risposte; sarà stato un caso, ma con il sole mi trovo meglio!
Il tracciato vero e proprio si snoda con un andata e ritorno in un parco urbano; la tipologia dei problemi maggiormente utilizzata è quella degli allineamenti fra oggetti: il cartografo ha cercato di collocare tutte le palme al posto giusto per evitare gli eventuali errori commessi da chi avrebbe utilizzato questa tecnica.
Senza soffermarmi sui vari punti, devo dire che mi sono divertito e soprattutto sono arrivato al traguardo conscio di aver risposto con logica, magari sbagliata, ma comunque frutto di un ragionamento.
Qualche intoppo non è mancato: supporti dei punti di vista caduti o divelti dai bambini, qualche open che ha invaso le zone vietate, Stegal che rompe il punzone.... alla fine è uscita la classifica perfetta: il vincitore con il punteggio pieno e dietro una fila indiana non troppo a ridosso dei punti - podio. Oltre ad un paio di nomi svedesi, la vera sorpresa è stata la prestazione di Emiliano Corona alla sua prima gara!
Chiusa la parentesi pomeridiana, io e Stefano andiamo ad un vicino B&B; prima di andare a letto devo fare una sprint notturna per andare a recuperare il cellulare lasciato in pizzeria!
Dopo aver dormito un'ora in meno, oggi, ci rechiamo a Villa Borghese per il ritrovo della gara; giornata ancora calda e quindi abbigliamento stagionale nuovo visto che, fino ad ora, i pantaloni lunghi l'avevano sempre spuntata (c'è chi corre anche in mutande senza saperlo...).
Per andare alla partenza si deve percorrere un lungo sottopassaggio (piazza di Spagna) dove la gente guarda incuriosita gli atleti più o meno prestanti; in questo tratto si comincia ad avere la sensazione che il fattore "turisti" potrebbe essere una variante non quantificabile.
Personalmente opto per la M35 in quanto non ho voglia di fare due gare sprint ma solo un allenamento medio - lungo; il tracciato si snoda per due terzi nel centro e l'ultima parte all'interno dei giardini.
Nonostante il tracciatore abbia provato a vivacizzare la gara con due farfalle non poteva fare miracoli visto che le strade dell'Urbe non sono certo un labirinto; interessante l'ultima parte anche se le lanterne erano troppo poche per diventare decisive.
Dopo la sgambata mattutina, mi aggrego a Stegal per gestire la finale degli elitè: gara bella ed intensa con vittoria di Tenani su Corona, Nisi, Salvioni ed un norvegese classe 1962 che scopriremo, con Stegal ed internet, essere un fior di orientista!
Il ritorno col treno è un divertimento a causa di una bionda.... (vedi il blog di Stefano!).

domenica 21 marzo 2010

Roccastrada - Sassofortino


Delle volte il destino è davvero beffardo: ho annunciato da poco il cambio di disciplina, per vari motivi, che mi ritrovo a dover commentare un fine settimana che va esattamente all'opposto di come l'avevo immaginato. Sabato, dopo un viaggio di oltre 4 ore, mi aspetta la quarta prova di TrailO; le prime tre sono state un disastro in quanto non sono più riuscito a provare le sensazioni del 2009. Questa volta sembrava la volta buona visto che il percorso di Giuliano Michelotti era infarcito di lanterne a norma di regola ed i vari quesiti erano stati studiati per un contesto urbano. Come al solito inizio ad handicap, nel senso che sbaglio le prime due risposte a tempo (sono l'unico ad aver sbagliato la prima!); improvvisamente entro in gara e non sbaglio più nulla, esclusa la prima lanterna del tracciato (non m'immaginavo che quella domanda nascondesse quel tipo di soluzione).
Tutte le lanterne del tracciato filavano lisce con facilità tanto da farmi chiedere se stessi rispondendo esattamente.... A questo punto, qualcuno potrebbe dire: ma che ti lamenti se hai sbagliato solo 3 punti? il problema è che la classifica dice 5 errori! ma come? ebbene sì, punti 13 e 14 black out inaspettato, non per aver sbagliato ad individuare la lanterna esatta, ma per essere andato, due volte, al punzone con in testa una lettera diversa da quella individuata. Chiara Sargenti, nel pomeriggio spiegherà che questo è un errore mentale in quanto ho chiuso la pratica prima di aver punzonato! Sarà, ma io so che coscientemente sono andato al punzone per timbrare quella lettera che non c'entrava nulla con la mia scelta! La prima reazione è stata quella di mollare tutto: non si può fare 500 km. per venire a fare queste cavolate! è vero che la mia risposta era quella esatta ma questo lo so solo io. Con questo spirito negativo sono andato alla riunione pomeridiana della FISO inerente l'aspetto mentale del nostro sport: credo che il profilo che uscirà dal mio questionario non sarà molto attendibile in quanto la motivazione era davvero al minimo.
Già sognavo una bella cena che Stegal mi precetta per fare la notturna... come accaduto in passato mi affibia l'identità di Plab per accompagnarlo nella gara di contorno denominata MA. Il clima serale non è migliori ed un pò di nebbia rende le lampade più accecanti; avendo programmato una sola gara di CO non ho nemmeno il ricambio. Partiamo con la mass-start e ci accorgiamo subito che non sarà una scampagnata: fortunatamente, abbiamo il primo loop identico e viaggiamo assieme. Ogni tanto, nel buio della notte, mi vergogno un pò a chiamarlo per assicurarmi che sia in zona in quanto so che non è il massimo della sportività; è vero che, viaggiando nelle retrovie, non diamo fastidio a nessuno. Nella prima parte facciamo un errore al punto 6 (credo 2 minuti) ma arriviamo al giro di boa mentre Mamleev chiude la sua prova. Il capolavoro tecnico lo facciamo per il punto 12: anzichè seguire le strade tagliamo per il bosco ed arriviamo esattamente sulla lanterna (solo questa scelta valeva il prezzo del biglietto...).
Al secondo loop ci accorgiamo che il destino non ci vuole più compagni: io faccio le due ali e trovo Stefano che sta completando la prima! a quel punto decidiamo di finire separati. La mia gara finisce tranquillamente bene ma il problema è che la situazione psicologica si è ribaltata: io, dalla delusione TrailO passo ad un buon umore per la divertente sgambata, Stegal arriva con un diavolo per capello! non oso scrivere ciò che ha sentenziato a cavallo della cena, ma di certo non era il simpatico speaker che tutti voi conoscete.
Più difficile è stato trovare la località del pernotto a causa delle scarse indicazioni stradali ma alla fine ci siamo rifocillati alla lunga tavolata orientistica del TOL. Domenica la giornata si preannunciava ottimale per me: cartina tecnica e lenta, temperatura fresca, nebbia; tutti ingredienti ideali per farmi venire voglia di correre con la carta. Il percorso della M40 è identico alla M20 ed alla M35; questo significa che avrò dei confronti ottimali con tutti i miei ex avversari.
Siccome so che non sono in forma fisica mi affido alla mia testa per fare meno metri possibili; la giornata è di quelle buone, la testa riesce a scindere chiaramente cippi (disegni e forme animali per arcieri), sassi, muretti, casette. Ho qualche titubanza verso la 3 e la 4 ma niente di compromettente; alla 4 arrivo con Alessio, alla 6 sono ancora con lui e Misha, alla 7 ancora in loro compagnia... mica starò facendo l'elitè? a parte gli scherzi mi riesco a distrarre un pochino osservando le loro cavalcate. molto bene senza perdite di tempo inutili, riesco a gestire lo sforzo che mi sta facendo sudare come d'estate; alla 11 vengo raggiunto da Carbone che parte molto dopo di me, gli faccio i complimenti ma.... non sta cercando la 11! capisco che si è perso. Ultimi sforzi in salita ed in discesa ed arrivo davvero contento; non sapevo come fosse la classifica ma era da tanto tempo che non trovavo una gara come questa; la soddisfazione, doppia, è stata quella di aver vinto la sfida con i master e di non aver sfigurato troppo rispetto ai ventenni in odore di nazionale. A questo punto mi chiedo: devo riaprire la mia seconda epoca?

domenica 14 marzo 2010

Casorate Sempione

"Ma tu non sei quello che non doveva più correre la CO?" con questa frase mi ha accolto un anonimo orientista al ritrovo del primo trofeo Lombardia svoltosi a Casorate Sempione.
Ebbene sì, avevo scritto che non avrei fatto molte gare CO ma quella di oggi era in calendario da parecchio tempo; infatti, Paolo Mario mi aveva parlato, tempo fa, di aver trovato un bosco davvero interessante orientisticamente. Non essendo, lui, un ciarlatano ho voluto partecipare e constatare la verità.
Devo dire che ne valsa la pena: la cartina si estende su una zona molto piatta con due parti ben distinte; la parte nord - est è la classica brughiera lombarda con terreno mosso e sentieri abbastanza frequenti. La zona sud - ovest offre un terreno completamente piatto, interrotto da depressioni, cocuzzoli e qualche canaletta; i pochi sentieri presenti non aiutano granchè in quanto molto lunghi e con poche curve.
L'insidia maggiore di questa zona è la vegetazione: i tipici arbusti spinosi non permettono di usufruire della carta nei mesi caldi poichè sarebbe impossibile uscirne senza graffi!
Personalmente, la trovo perfetta per esercitarsi con l'azimut cosa davvero rara sulle carte italiane.
Da questa prefazione si comprende che oggi mi sono divertito molto sotto l'aspetto tecnico; fisicamente ho fatto fatica non allenandomi più con costanza.
La giornata è stata soleggiata ed il clima mite, proprio l'ideale dopo la neve di domenica scorsa! numerosa la partecipazione compresa la rappresentanza ticinese, tra cui saluto gli assidui lettori del blog.
Devo dire che ero molto curioso di vedere come avrei reagito dopo mesi di inattività; ho cercato di dimenticare la start list in quanto mi trovavo in mezzo ad Arduini e Di Stefano; psicologicamente questa situazione mi avrebbe potuto creare problemi in quanto, in altri tempi, sarebbero stati degli avversari su cui fare la gara.
Oggi, sono partito sgombro da pensieri di classifica e mi sono concentrato sul video di Tero "Follow me" per cercare di fare una gara fuori dagli schemi. Fino al quinto punto non ho avuto grossi problemi, la carta era abbastanza dettagliata e non si prestava a grandi svarioni. La vera sfida era dal punto 5 al punto 11; il sesto controllo coincideva con il mio primo errore: errata valutazione del punto d'attacco e punzonatura su una lanterna che fungeva da sirena! fortunatamente, risolvevo l'enigma in poco tempo e perdevo almeno un minuto e mezzo. Anche al punto successivo non andavo liscio: punto d'attacco da una depressione parallela e conseguente errore da circa 30". Qui, mi raggiungeva Di Stefano con il quale iniziava una gara parallela ma non troppo "collaborativa"; facile l'ottavo punto, mentre il nono sembrava davvero insidioso: riuscivo a giungere in zona punto abbastanza bene e riconoscevo il cocuzzolo con la canaletta appena ad ovest della lanterna.
Grave, invece, l'errore alla dieci: non riuscendo a piazzare bene la bussola, scendevo troppo a sud - est ed arrivavo al sentiero troppo ad est della lanterna; in questo caso non seguivo la "golden route" dei cocuzzoli e perdevo almeno due minuti per andare a punzonare.
Verso la undici venivo riagganciato da Di Stefano e, nonostante qualche differenza nelle scelte, arrivavamo all'arrivo senza grossi problemi.
Sinceramente mi sono stupito della mia tenuta fisica nei confronti dell'atleta degli AAA; atleticamente era più veloce di me ma, tecnicamente, riuscivo a rosicchiare quei 5" alla volta che mi permettevano di rimanere a contatto con lui.
Anche non volendo, alla fine mi sono ritrovato a sgomitare per un posto in classifica ma la presenza di un avversario forte, alla fine, non mi ha condizionato nelle scelte.
Devo ammettere che da molto tempo non mi divertivo così su una carta lombarda: un grazie a Paolo Mario e alla sua società per aver trovato un posto ed una gara stimolanti.