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domenica 25 aprile 2010

Brinzio


Due giorni di Brinzio: manifestazione organizzata dal connubio Tumiza - Punto Nord composta da una staffetta, a due, ed una vera long. Sabato pomeriggio ci si ritrova in un piccolo campo sportivo di Brinzio per la staffetta; io sono iscritto con Stegal memore della vittoria rimediata al parco della Pellerina nel 2008. L'obiettivo non è la vittoria, in quanto ci sono almeno tre staffette più forti di noi, ma quello di immagazzinare chilometri di corsa per preparare l'avventura O-Marathon 2010 in programma fra nemmeno 2 mesi. Il programma prevede lo start delle categorie con giro classico alle ore 15, mentre alle 16, il menù sportivo propone la formula innovativa del doppio giro. Devo dire che, dopo aver provato l'esperienza, non è stata male questa pensata: anzi, credo che una staffetta con 6 cambi (tre a testa) da 10-15 minuti sarebbe ancora più spettacolare per chi assiste e per chi corre! Quella di sabato prevedeva il primo giro molto breve mentre il secondo più lungo.

La mia prova è stata davvero differente: il primo lancio si è dimostrato davvero difficile in quanto si doveva partire forte ed entrare subito in carta; non avevo problemi sul primo punto ma a partire dai successivi, in quanto la mancanza di alcuni particolari sulla carta mi rendevano insicuro; per questo motivo non riuscivo a fare una prova decente e solo grazie alla brevità del tracciato limitavo i danni.
La spettacolarità della prova era comunque molto elevata anche per la novità della consegna della SI Card che fungeva da testimone; per la seconda tratta dovevo aspettare l'arrivo di Stegal e quindi, nel frattempo, avevo il tempo di vedere l'arrivo (finale!) del Madda con dietro Oleg, nonchè memorizzare i distacchi dalle squadre che ci precedevano.
Il secondo tracciato prevedeva una tratta centrale molto lunga che avrebbe sicuramente fatto la differenza: infatti, dopo essere salito per i primi due punti decidevo di scendere di quota per evitare i valloni profondi che caratterizzano questa zona; la scelta si rilevava buona permettendomi di recuperare molte posizioni in classifica. Per il rimanente tratto non avevo problemi e chiudevo senza grosse sbavature; il risultato finale era quello ipotizzato dall'inizio: subito dietro le staffette fuori portata! Per la cronaca M35 e MA sono state vinte da gruppi familiari: cogniugi Maddalena ed Anuchkin senior ed junior.
Domenica mattina si corre la long: distanza e temperatura fanno capire che non sarà una passeggiata... in più, non c'è ristoro e non mi sono nemmeno portato la borraccia! Il terreno è comunque pulito nonostante il colore predominante sia il verdino; la rete di sentieri è buona anche se non sempre visibile. Il dislivello è accentuato in quanto il pendio non è affatto dolce. Anni fà, si disputò un campionato italiano ultralong (forse l'unico) con l'arrivo Pradel - Zanetello spalla a spalla.... che molti ancora ricordano! nonostante i rilievi siano vecchi di 10 anni la vegetazione non è molto diversa da quella disegnata. Il tracciato della long è ben disegnato e solo il tratto 12 - 13 ha davvero sfiancato quelli che erano al limite; buona l'alternanza fra punti a grappolo e tratte lunghe; forse inutili gli ultimi 2 punti che aggiungevano solo un di strada ma nulla tecnicamente. MA e M35 con lo stesso percorso e quindi classifica da comparare: a sorpresa (ma non troppo), i migliori sono stati Oleg A. ed il ticinese Castelli; nascosto fra i PM c'è il Madda che ha dimenticato la lanterna 8 ma il suo tempo era appena sopra l'ora.
Fra i master, il tempo "umano" era attorno all'ora e venticinque: il gruppone Bozzola, Grilli, Shutkovsky, Magenes era racchiuso in un minuto circa; la mia prova, piuttosto regolare, è stata macchiata da un paio di errori: circa 3' alla lanterna 9 dove non vedevo la lanterna e vagavo a vuoto su un tratto di naso, almeno 6' al punto 14 dove perdevo la concentrazione e con essa il sentiero che portava in zona punto.
Per il resto, dopo aver raggiunto Steven, ho fatto da suo punto di riferimento sperando di trasmettergli qualche buon consiglio: in effetti, un paio di volte se n'è andato, ma è riuscito a farsi superare nel centro di Brinzio! Tutto sommato la gamba ha retto ma la velocità non è più quella di un paio d'anni ed in una long, la tecnica ha meno incidenza rispetto alla corsa e la resistenza fisica. In conclusione, il week end è stato piacevole anche grazie alla bella giornata che ha reso lieto anche il dopogara; un saluto alla famiglia Calandry, ori-amici di vecchia data.

domenica 11 aprile 2010

Monghidoro


Doveva essere un post lungo questo, in quanto erano di scena due importanti gare: campionati italiani sprint e coppa Italia! invece mi ritrovo a scrivere davvero poco. Sabato pomeriggio sono stato spettatore del LIVE sul sito del Cus Bologna: causa lavoro sono rimasto a casa e per qualche ora mi sono goduto i risultati di atleti che conosco personalmente, anzichè i soliti nomi internazionali che riconosco solo dalle fotografie. Peccato non aver potuto essere lì, non perchè io ami le sprint, ma per i commenti, post gara, che mi sono sembrati lusinghieri anche da persone che non amano la velocità pura. Osservando le varie classifiche in real time, ho potuto verificare alcune prestazioni davvero sorprendenti come quelle degli elitè Pittau e Simion ed il master Pedrotti.
Preso nota che il tempo meteo era buono, preparavo la borsa con indumenti estivi pronto a godermi una domenica primaverile in vetta all'Appennino.
All'alba, un vento sostenuto porta sulla città dei nuvoloni preoccupanti e perciò cambio abbigliamento appena prima della partenza mattutina; Stegal ci chiama in autostrada e preannuncia lo slittamento della partenza di due ore. Arriviamo a Monghidoro e sentiamo che la temperatura è molto cambiata in quanto ha appena finito di nevicare, qualche metro più in alto. A causa dello spazio ridotto per il parcheggio, dobbiamo salire al ritrovo con un pulmino e la conseguenza è quella di rimanere al freddo in attesa dello start. Fortunatamente e lentamente, le nuvole iniziano a spostarsi verso sud lasciando il posto ad un cielo azzurro; il paesaggio è davvero particolare in quanto tutto il bosco è ricoperto di neve fresca. Mentre vado in partenza penso a Stegal che è già nel bosco e tornerà al finish come un grande pupazzo di neve....
Appena vedo la carta capisco che ho sbagliato a venire fin qui: il terreno è quello classico della zona appenninica, con un crinale al centro cartina ed una serie infinita di curve di livello; le coste sono frastagliate dai soliti avvallamenti, più o meno profondi, e questo tipo di gara è quello preferito da coloro si allenano spesso e sono resistenti fisicamnete. La mia gara dura 7 punti: fino a quel momento (circa 30'), un solo errore da due minuti, al punto 5, dove è uscita la mia cronica carenza tecnica di "scendere in bussola".
Dopo una felicissima tratta 6-7 il mio cervello va in tilt: nonostante il freddo riusco a sudare troppo ed andare fuori soglia! in pratica, passo sotto il disbosco e, non sapendo (colpa mia che non leggo i comunicati...) che c'è il "francobollo" in alto sulla carta, comincio a girare a vuoto sulla costa ad est del punto.
La cosa peggiore è che vengo coinvolto in una pubblica seduta, composta da ragazzi e ragazze nonchè supermaster, che stanno cercando la lanterna 90 e sono sicuri della loro posizione; quando vedo Attilio in zona, mi convinco che mancano le lanterne e decido di continuare.... dopo qualche minuto ritorno sui miei passi e, più lucido, capisco che ho cercato nel posto sbagliato! Punzono la numero 8 con Attilio e noto che è già passata un'ora; sento lo stomaco e le gambe non perfettamente funzionanti e, dopo aver dato uno sguardo al tracciato mancante, capisco che è meglio rientrare a casa.

Visti i risultati finali, avrei anche potuto continuare la gara e fare qualche punto in classifica generale, ma non era mia intenzione correre per la coppa Italia. Purtroppo, nonostante il sole cercasse di riscaldare insistentemente le anime presenti al ritrovo, decidavamo di scappare subito in quanto il freddo la faceva ancora da padrone.
In conclusione, non sono in grado di dare un giudizio su questa trasferta in quanto non sono riuscito ad apprezzarne le caratteristiche tecniche e di contorno.