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domenica 30 maggio 2010

Settimana a Tampere

Descrivere quattro gare di trailO, disputate in appena 24 ore, potrebbe essere noioso per chi legge; per questo motivo farò un riassunto di vari aspetti e curiosità relativi a questa trasferta.
Innanzitutto, volevo scrivere della città: sulla carta è la terza città finlandese ma, paragonata alle città italiane, potrei dire che non sarebbe nemmeno nelle prime cento città, in una ipotetica classifica. La vita è molto tranquilla, c'è tanto verde, tanta acqua, tanti spazi, tante piste ciclabili e pedonali, tanta gente che fa sport; viceversa, essendo una cittadella creata da vecchie fabbriche, non ha grandi tradizioni o attrazioni escluso qualche museo specifico. La temperatura è fresca ed il tempo molto variabile mentre la luce solare si protrae almeno per 20 ore! non c'è una zona particolare per shopping poichè le case si estendono lungo una striscia di terra racchiusa da due laghi; per questo, i nuovi centri commerciali sono costruiti in periferia comunque ben collegati dai mezzi pubblici che, con Mary, abbiamo sfruttato molto; a questo proposito, devo ammettere che qui ognuno paga il biglietto poichè si entra solo dalla porta anteriore sotto l'attento controllo dell'autista.
La fortuna degli sportivi di Tampere è avere un paio di boschi in città dove possono andare ad esercitarsi in molteplici sport: oltre alla solita corsa e bicicletta, al centro Kauppi ho visto una serie di squadre esercitarsi in sport di diverso tipo: calcio, freesbee, calcio con un pallone enorme, una variante del baseball, una palestra all'aperto....
Non avendo una cartina d'orienteering, non ho potuto provare ad esercitarmi su questo terreno a me sconosciuto: la zona è disegnata con il colore bianco ma è davvero difficile correre in mezzo a questa vegetazione. Mi ha ricordato i boschi di Asiago, con meno pendenze ma tutta una serie di sassi e rocce a rendere interessante la carta; nel 2001, su queste cartine si sono corsi i WOC ed è stato interessante osservare i percorsi in internet.
Il super weekend era un appuntamento che mi avevo segnato nell'autunno 2009, quando sono venuto ai Nordic match con la nazionale; questo terreno mi aveva affascinato per la sua complessità e la differenza dalle nostre gare era notevole. Purtroppo, l'anno scorso, ero influenzato e non ero riuscito ad esprimermi al meglio; quest'anno, la mia vera sfida era con il bosco e non contro gli avversari, soprattutto Remo che è molto più familiare con i terreni e con gli atleti nordici.
L'organizzazione è affidata a quattro persone che gestiscono tutto l'evento: Sari, Jari, Marj e Hannu sono ovunque e coordinano una ventina di persone addette alla posa e cronometraggio; ne risentono gli orari di partenza in quanto il ritrovo della seconda e terza tappa è un distante e la mass start divisa in tre gruppi non sempre viene rispettata. A proposito di mass start, devo confermare di non amare questo tipo di soluzione: arrivare in venti (se non sessanta come nella terza tappa) sul primo punto è davvero una brutta sensazione consideranto che ci sono le carrozzelle e talvolta passeggini ....
Il sabato mattina c'è il primo impegno: 20 punti + 2 a tempo per 110' ; il cielo è variabile e fa fresco. Il terreno è quello tipico di questa zona: sassi, rocce, bosco con visibilità ridotta; del primo gruppo di lanterne sbaglio grossolanamente una Z che avevo visto bene ma alla fine sono stato condizionato dalle molte persone che assiepavano il punto di vista.
Sugli errori al numero 9, 12, 17 non ho rimpianti in quanto i dubbi mi sono rimasti anche dopo la gara; in questa tappa ho avuto problemi di tempo e fortunatamente le ultime tre risposte erano facili. Molto semplici i punti a tempo anche se sul primo ho impiegato troppo tempo per non dare risposte affrettate.
Il tempo di mangiare qualcosa, presso una struttura convenzionata, ed alle 15 si parte per il tempO: otto gruppi di lanterne da tre quesiti ciascuno. La start list è data dalla classifica generale e quindi parto fra i primi; durante il percorso prendo anche un d'acqua, ma chi è partito mezz'ora dopo ha gareggiato con l'acquazzone! Mi sono divertito molto con questa formula: per ogni errore 45" di penalità più il tempo impiegato; nella classifica finale ogni 60" costavano un punto (quindi 200" di tempo totale costavano 3 punti e 20"). Alla fine, sembra pagasse maggiormente la velocità piuttosto che la precisione ma sulla tattica ci sarà da studiare....
La mia prestazione parte con un errore di chiamata dettata dalla fretta (la signora mi dice: "You can't change answer!"); al secondo gruppo temo di averne sbagliata un'altra, mentre al terzo grappolo sbaglio una risposta facile però distinguere le fronde di due abeti uno davanti all'altro non è affatto semplice. La quarta fermata è tremenda (non solo per me): ben due gli errori! purtroppo non sono riuscito ad impostare mentalmente bene quell'avvalamento. Qui inizia a piovere ed ho ancora più fretta in quanto non avevo portato nulla con me (ad inizio prova c'era il sole...); ancora una risposta sbagliata al quinto grappolo e poi, finalmente un percorso netto fino alla fine.
Sicuramente l'esperimento è stato positivo ma c'è bisogno di allenamento specifico in quanto la velocità di alcuni atleti è davvero sorprendente!
Verso le 19, nuova mass start (ma proprio tutti!) per 16 punti + 2 a tempo in 80'; in questa fase inizio a sentire la stanchezza ed un calo di zuccheri. Commetto un errore al punto 4 per una Z millimimetrica (sono senza occhiali in quanto ho perso una lente) ma quello che mi brucia è l'errore di punzonatura della 8 sulla 9! me lo sentivo in quanto le sensazioni fisiche erano le stesse di quando faccio quel tipo di errore; nessun rimpianto sull'errore alla numero 7 che rifarei sempre così. Lunga coda per i punti a tempo, con la conseguenza di innervosirmi troppo a causa della fame e del buio che c'è in zona punto (sono quasi le 21!); rispondo senza convinzione ai quesiti ma la fortuna mi aiuta nella seconda risposta!
Torno all'hotel con l'amaro in bocca per il calo fisico finale ma consapevole di aver migliorato rispetto al 2009.
La domenica mattina il sole appare fra i boschi di Tampere ma i concorrenti non si fidano molto ad abbandonare le proprie giacche; la gara preve 20 punti + 2 a tempo in 150'. Tutto sembra partire bene con la prima risposta dove sono rimasto indeciso fra la D e la Z (Remo dice Z e fa l'unico errore della giornata) ma punzono giusto; black out dalla 4 alla 6: le prime due figlie dello stesso errore: curve di livello (poi scriverò il perchè); la sei, una specie di cimitero (in realtà erano blocchi di cemento con palo di ferro verticale) con un piccolo problema: le lanterne erano visibili solo dal punto di vista e provate voi a sgomitare con 10-15 persone per osservare 30 metri più in basso quale sia il cemento giusto! alla fine ho tirato un a caso fra le due più lontane. Buona la sequenza fino al punto 13 (errore alla undici ma vedi motivo 4 e 5) poi, sindrome da Z al 14 e 15! chi fa trailO sa che se non trova una Z nelle prime 10 risposte inizia a preoccuparsi.... a parte gli scherzi, in entrambi i punti le risposte erano abbastanza evidenti, ma chissà perchè ho dovuto cercare motivazioni valide per convincermi che non lo fossero! Tutto ok fino alla lanterna 20. I due punti a tempo davvero cattivi: io reputo cattivi i punti dove la scena o la carta viene parzialmente celata. Nel primo punto, io ho risposto A che, visto sulla carta, sembra da stupidi! in realtà il bivio non era in mezzo ad un bosco piatto ma all'inizio della salita... peggiore, il secondo controllo a tempo dove la roccia più vicina alla strada era coperta da degli abeti mentre la lanterna C era stata posata ai piedi di una roccia (sempre davanti alle altre) ma di piccole dimensioni. Tutto legittimo, ma che insegna a non sottovalutare certi particolari anche nelle lanterne a tempo.
Il discorso curve di livello è molto semplice: sulla carta c'è scritto equidistanza 2,5 mentre nella realtà potrei definirle a proprio piacimento; ho capito che queste curve vengono disegnate non alla misura reale ma soprattutto per segnalare forme particolari del terreno indipendentemente dalla loro altezza.
Una nota di merito a Remo che ha saputo ben interpretare queste curve anche se l'unico suo errore è stato causato proprio da questo oggetto; da segnalare che, al contrario di quello sostenuto da molta gente CO-orientista, il podio, ed il suo prolungamento, è composto da giovani di varie nazioni, segno che una buona vista ed un cervello non ancora usurato fanno ancora la differenza!
In conclusione, torno a casa dopo una vacanza rilassante, al fresco, conscio di aver migliorato il mio rapporto con le rocce finlandesi ma di aver trovato un nuovo ostacolo nelle curve di livello! ma di questo me ne occuperò nel prossimo super weekend.

giovedì 27 maggio 2010

L'arte del comunicare

Questo è un post transitorio: l'ho scritto per segnalare tre cose.
Prima cosa, cercherò di scrivere i prossimi post in modo semplice affinchè google translate riesca ad essere più fedele possibile a ciò che legge.
Seconda cosa, segnalare il sito di Alberto Grilli dove è possibile ascoltare in diretta (mercoledì sera) o in modo registrato, le voci e le impressioni di atleti coinvolti nelle varie attività legate all'orienteering.
Ieri sera, ho fatto anch'io un intervento per dare un contributo ad un'iniziativa davvero lodevole.
Terza cosa, sul sito trailo.it, è in pubblicazione un'intervista fatta a Marit Wiksell, ragazza diciottenne svedese, che risponde alle domande di Stegal sul suo rapporto con il trail-orienteering.

domenica 23 maggio 2010

Pietra Corva e Penicina

Terza gara di coppa Italia, quella odierna, su un bosco che divide ben 4 regioni italiane e sotto un sole, per la prima volta, estivo; essendo vicino a casa (in linea d'aria) e, probabilmente, all'ultimo appuntamento prima della O-Marathon ho voluto fare un salto a Romagnese.
Mi ricordo, anni fa, una trasferta in questa zona che non aveva lasciato (a me e Mary) dei bei ricordi; vegetazione cattiva e zona sassosa non rilevata adeguatamente. Quest'anno la carta è stata ampliata coprendo un bosco molto dissimile da quello già cartografato; il bosco è più veloce e simile a quello del Monte Penice e per questo motivo, nel suo insieme, la zona offre una buona varietà di orienteering. La rilevazione è sembrata abbastanza buona anche se alcuni dubbi rimangono sul colore verde 2, rilevatosi molto scorrevole, ed alcune parti dove le curve di livello non sembravano essere perfettamente combacianti con la realtà.
Fortunatamente i tracciati sono stati intelligenti: nella parte nuova, una serie di punti middle davvero veloci e filanti, mentre nella zona lenta e variopinta alcune tratte long che hanno lasciato spazio a varie scelte, talvolta decisive. E' stato un peccato che alcune categorie siano state falsate dal cattivo posizionamento di una lanterna, personalmente mi è andata bene, ma non è la prima volta che in coppa Italia succedono queste cose! il problema è che, alla fine, chi rimane scottato da questo problema, ricorderà la gara solo per quel motivo... L'organizzazione è sembrata buona e, nonostante lo spazio ridotto per i parcheggi, il ritrovo ha ben accolto i 500 partenti; ancora una volta sono state accorpate le categorie M20-35-40 e questo risulta esaltante per alcuni, umiliante per altri!
La mia trasferta inizia con il lungo e tortuoso tragitto che da Voghera sale al Monte Penice; fortunatamente, parto verso mezzogiorno e ho il tempo di prendermela con comodo: il rovescio della medaglia è che farà caldo! Allo start scopro che non sarò l'ultimo a partire in quanto si è aggiunto Nicolò appena dietro: non essendo la prima volta, non mi faccio coinvolgere mentalmente in quanto abbiamo due passi molto diversi. Dopo il via, scelgo una tratta facile per il primo punto che trovo velocemente; entro bene in carta ed alla tre sono con Angelo B. che parte due minuti prima.
Ad un certo punto cerco la borraccia per bagnarmi ma scopro che l'ho persa! questo sarà un problema in quanto è la gara giusta per usarla.... perdo una trentina di secondi all'uscita della quattro ma viaggio bene; errore da più di un minuto alla 8: arrivo 5 metri alto e cerco nell'avvalamento giusto ma 50 metri a sud della lanterna; da dietro arriva Corradini che mi indica l'errore. Nemmeno a farlo apposta, alla successiva ricambio il favore in quanto lui va troppo a est.
A questo punto sono sopra ritmo e faccio un errore: andando in direzione della 10 sbuco su una strada che, in seguito, scoprirò essere il sentiero che corre parallelo al filo elettrico; appena oltrepasso il verde3, decido di utilizzare le curve di livello per raggiungere la strada giusta; a quel punto non ho problemi a trovare la lanterna anche se quella piazzola mi sembrava un pò alta. Alla dieci, Nicolò se ne va con il suo passo mentre io punzono 11 e 12 con ancora qualche scoria mentale in corpo. Il punto successivo lo pianifico bene ma mi metto un pò di paura quando noto che il verde1 non è quello da me aspettato: corro senza intoppi e, quando vedo Marco Seppi punzonare la mia lanterna, non ci credo andando lungo a cercare chissà cosa... questo minuto perso è stato davvero gratuito! andando alla 14, penso già alla tratta lunga successiva: scelgo la via corta e rischiosa che, se andasse bene, mi farebbe recuperare molto tempo rispetto a chi sceglierà il sentiero... infatti, va tutto bene ed arrivo in zona punto 15 dove mi fermo sulla sella in cerca del masso: dall'alto scendono Rudi e Nicolò che mi portano al punto una decina di metri avanti.
Vedo che la gara è finita ed utilizzo le ultime energie per rimanere in scia dei due scatenati corridori: alla 16, il master trentino sparisce nei cespugli e lo ritroviamo aggrappato a quella lanterna maledetta da molti! lui scappa via e io mi tiro il collo per non mollare Rudi ma, quegli ultimi dieci metri prima dell'entrata del cancello.... arrivo completamente fuori soglia ma contento della mia gara fino a quando ....
chiedo un pò in giro ma trovo tutti fenomeni che mi hanno battuto! a Sassofortino avevo fatto una gara simile ed avevo vinto, possibile che qui fossi arrivato nelle retrovie?
la doccia fredda arriva da Remo che mi da un tempo di almeno 4 minuti più basso! piano piano, dagli split, inizio a capire gli errori e devo ammettere che pensavo ad una classifica più selettiva ed invece le differenze le hanno fatte i piccoli errori che sommati assieme sono stati determinanti. Alla fine sono però contento di essermi divertito e di scoprire che, alla fine, sono stati bravi Remo e Dario S. (auguri) e non troppo scarso io.
Adesso Finlandia e O-Marathon.

domenica 16 maggio 2010

San Giovanni al Monte


Quando avevo visto in calendario questa gara mi ero appuntato subito la data: la denominazione "coppa del Trentino" poteva sembrare abbastanza anonima ma io, che avevo gareggiato su quel terreno sapevo cosa avrei trovato. Il ricordo andava alla finale di Coppa Italia di quell'anno dove avevo vinto la medaglia d'argento nella classifica finale del circuito... ma, soprattutto, una bella gara in mezzo ad una comitiva di danesi, guidati da tale Mogesen, rimasti davvero sorpresi dalla bellezza della carta. Il fatto che il Trent-o avesse organizzato una ultralong mi ha convinto a fare la MA per due motivi: il primo, testare la gamba e la condizione in previsione della O-Marathon, il secondo, rimanere per molto tempo su questo terreno dove la sfida con se stessi è al massimo livello.
A proposito di O-Marathon: volevo precisare che la mia preparazione non è finalizzata per chi sa quale obiettivo ma solo in ottica di terminare dignitosamente la terza e, probabilmente, ultima apparizione in elitè (per le motivazioni chiedere a Stegal). L'unico "problema" odierno era la mass start, per la quale non sono proprio portato; fortunatamente, il gruppo dei partenti aveva un altro passo e mi ha lasciato solo fin dal primo punto.
Per quanto riguarda il tracciato è risultato (per ovviare ai problemi della partenza in linea) più middle dei recenti campionati italiani... un peccato è stato aver riservato la zona tecnica all'inizio della gara dove i treni e la freschezza fisica aiutavano a non sbagliare troppo; credo che quel pezzo di bosco sia fatto per gli orientisti! basta perdere la concentrazione 15" e si è letteralmente persi. Quella strada che attraversa il bosco è stata, per moltissimi, un'ancora di salvezza in quanto ha consentito di riprovare a trovare la lanterna da un punto certo; correre in mezzo a questo labirinto da soli e dopo più di un'ora di gara avrebbe reso la classifica ancor più interessante.
Sotto l'aspetto agonistico l'aspettativa di un ultimo posto era abbastanza giustificata: mentre tra i master il mio "scalpo" è ancora ambito da qualcuno, tra questi ragazzi l'onta di farsi battere dal "vecchietto" è davvero enorme! il problema è che non mi posso nascondere dietro la mia età perchè la risposta è che Rigoni non è molto più giovane.... ma Rigoni è Rigoni e l'ha dimostrato rifilando un quarto d'ora a due giovani che si chiamano Dallavalle e Rass! la sorpresa, ma non troppo, l'ha riservata la Christine K.: allo start, scherzava con il sottoscritto per giocarsi l'ultimo posto ed invece sono stati davvero pochi quelli che l'hanno lasciata dietro...
La mia trasferta è iniziata sabato dove alloggiavamo nello stesso agriturismo della passata edizione; la zona di Arco offre un clima davvero mite e per questo è invasa da cittadini del nord Europa riconoscibili in sella alle loro mountain bike. Proprio l'abitato di San Giovanni è una delle mete di questo popolo di cicloamatori che, dopo aver percorso la lunga e tortuosa salita, si è mescolato con il popolo degli orientisti; ne ha fatto le spese (o magari l'incasso) il rifugio dove abbiamo mangiato, visto che per un piatto di pasta il tempo d'attesa era di 30'.
La mia gara, solitaria, non è stata perfetta in quanto ho fatto degli errori, in zona punto, abbastanza evitabili; a sensazione (visto che i miei split sono sballati dalla composizione del mio percorso) credo di aver perso 10-15 minuti, sommando il tutto.
Raramente ho incontrato altri MA: a sorpresa, verso il punto 12 venivo superato da Vincenzo ed un altro dei molteplici Monteginer; durante il secondo anello incontravo Marco B. e Daniele O., sicuramente più avanti di me ma che mi consolavano circa il distacco che potessi avere. Fisicamente, ho sentito di essere al limite durante l'ascesa al punto 24 ma, osservando la parte finale del tracciato, mi rinfrancavo vedendo che il finale era una lunga discesa.
Finalmente, posso dire di essermi davvero divertito; per quelli come me, non ci vuole molto a soddisfarli: basta una carta ed un tracciato che tenga la testa impegnata per la maggior parte del tempo di gara in modo da non poter notare tutte quelle cose negative che poi vengono rinfacciate a fine gara. Alla prossima, S.Giovanni!

domenica 9 maggio 2010

Monte Livata


Campionato italiano middle: storicamente è la gara più partecipata ed attesa in quanto le distanze non sono proibitive e ci sono le batterie in cui ci si gioca l'accesso alla finale. Ecco perchè, quest'anno, con soli 400 iscritti questa manifestazione è uscita un pò ridimensionata. Piuttosto triste è stato vedere classifiche molto corte o, addirittura, con batteria inutile. Non starò qui ad analizzare i motivi di questo fenomeno in quanto ognuno ha la sua idea....
Anche in M35, complice l'istituzione della nuova categoria M45, le iscrizioni non erano molto numerose: 21 atleti al via di cui solo 13 in finale! i grandi nomi rimasti a casa sono stati almeno 5, ma la commitiva presente a Monte Livata era comunque di grosso spessore. Già prenotati i primi due posti, Rigoni - Pin, rimaneva il bronzo che fungeva da vittoria virtuale; sulla carta doveva essere a portata della new star Dario P. ma l'orienteering, alle volte, riserva delle sorprese. Nel gruppone, invece, tutta una serie di atleti con caratteristiche differenti: chi veloce ma poco tecnico, chi tecnico ma lento, chi entrambe le cose.
Il terreno e la carta sono ingannevoli: bosco di faggetto con fondo pulito e carta completamente bianca suggeriscono velocità alte ma il rischio è quello di andare fuori soglia e finire, confusi, in mezzo a depressioni, collinette e radure tutte simili. Le distanze previste risultano fin da subito troppo lunghe: 9 kmsf. (finale M35) da percorrere in 30'-35' (da regolamento) significano 4' al kmsf.! forse, solo Rigoni, è in grado di fare ciò.... per questo, nel capannello pre gara dei master, si teorizza il podio M35 con 50'.
Ma andiamo con ordine: venerdi pomeriggio partiamo da Milano alle 15 ed arriviamo a Subiaco alle 24! questo potrebbe essere un motivo per il quale non troppi orientisti del nord Italia abbiano deciso di oltrepassare l'Appenino, in questo week end. Sabato mattina, il tempo meteo è quello che piace a me: freddo, pioggia sottile, nebbia; questo significa che nessuno ha voglia di stare all'aperto ma tutti rimangono rintanati nelle auto e nelle poche tende di società (ho assistito alla lezione tenuta dall'ErTeam su come montare una tenda....).
La zona di arrivo è la stessa di una tappa della 5 giorni di qualche anno fà; la partenza dista una ventina di minuti con warm up a disposizione.
Provo a fare qualche punto e mi accorgo che questo tipo di morfologia necessità di un occhio particolare in quanto le curve di livello parallele non sempre sono sulla stessa costa; ulteriore attenzione è richiesta nel decifrare quale simbolo sia stato usato per disegnare i gruppi di sassi e rocce che affiorano in certe zone; dentro qualche depressione c'è ancora della neve. Come già accennato, su questa carta non ci sono grosse difficoltà, se si è concentrati, viceversa, il rischio è quello di perdere tempo inutile se, improvvisamente, si perde il controllo dei propri spostamenti. La mia semifinale non è molto difficile: solo qualche punto potrebbe fare delle differenze ma per il resto ci sono elementi sufficienti che permettono la navigazione sicura.
La mia gara non è delle migliori: parto molto tranquillo cercando di non rischiare errori gravi; mi sento subito pesante e lento (per fortuna che Stegal aveva avuto gli stessi sintomi durante la sua gara...). Perdo più di un minuto alla 4 dove vado lungo nonostante avessi scelto un ottimo punto d'attacco (i due gialli a SE); tutto bene fino alla 11 dove perdo quasi 2 minuti facendomi condizionare da un ragazzino che cerca la mia stessa lanterna.... siccome lui giunge dalla zona, dove io ho individuato esserci il punto, chiedendomi se io abbia visto la lanterna, mi metto a cercare qualche metro più a est.
Brutto errore alla 12: per una volta mi fido ad andare in bussola: nord, dritto per dritto! probabilmente a causa della mia scarsa dimestichezza con questo strumento mi trovo a cercare la lanterna troppo ad ovest, riuscendo a trovare altri due punti collocati a poche decine di metri tra di loro. Credo di aver perso circa 4' quando, finalmente, incrocio Frizz che ha appena punzonato... da lì, all'arrivo è una lunga tirata per rientrare nel numero dei qualificati.
Nonostante il freddo, ancora una volta, sono andato oltre la mia soglia con la conseguenza che la testa andasse in crisi; credo sia il sintomo dello scarso allenamento ad alti ritmi e quindi abbastanza giustificato. Come da copione, i tredici nomi dei finalisti erano quelli pronosticati anche se il Bardo rischiava grosso.... analizzando gli split mi accorgevo che Dario P. (the dream) sbagliava più di 10' e quindi capivo che il suo potenziale fisico era davvero superiore a noi tutti vecchi master "storici".
Nelle altre categorie le sorprese maggiori venivano da rappresentanti laziali che riuscivano ad inserirsi tra i soliti noti. Pomeriggio e sera, con Mary e Stegal, passato a Fiuggi, attraversando varie località teatro di gare del passato visto che questa zona offre un tipo di terreno ideale per l'orientamento.
Domenica mattina il meteo è completamente diverso: bel sole, temperatura fresca e musica ad alto volume ad accogliere i pochi turisti domenicali; Stegal impiega quasi due ore a fare la finale B e preannuncia una rampa a metà percorso che farà sudare molto. Ho apprezzato molto il momento in cui quasi tutti i finalisti M35 si sono trovati a parlare e scherzare fra di loro: ognuno di loro avrebbe dato il massimo, da lì a poco, per prendere quel bronzo che sapeva di vittoria ma il clima gogliardico evidenziava che tutti erano sereni e divertiti da questa opportunità.
Il tracciato della finale non mi è piaciuto molto: quel trattone in mezzo non è molto da middle e le varie tratte non hanno valorizzato la complessità del terreno; forse, io sono condizionato dai percorsi visti sui siti internazionali dove la middle è una gara tecnica con almeno 20-25 punti da max. 2 minuti! nel tracciato domenicale, solo la parte 10 - 16 ha dato dei brividi; il resto delle tratte sembravano più da long. Ovviamente, i tempi ne hanno risentito e nemmeno Rigoni è riuscito a rimanere sotto i 35' che sarebbero una soglia su cui fare dei riferimenti; solo Seppi e Seidenari sono rimasti sotto i 4' Kmsf. e non corrono in M35, quindi i tempi di riferimento dovevano essere ben altri.... per non parlare della finale B che, essendo riservata agli esclusi, doveva essere decisamente più breve! Anche la griglia di partenza, ogni 2', poteva essere dilatata visti i pochi partenti: non c'era bisogno di accorpare 3 categorie ad un unico tracciato per far partire tutti così vicini.
La mia prova è stata abbastanza buona, macchiata da due errori da circa 2' l'uno: il primo punto, sbagliato da più di una persona, era maligno in quanto la lingua gialla sulla carta, che in realtà si vedeva davanti alla svedese, non era quella che portava verso il cerchio; quando, dopo l'errore, sono tornato in zona punto ho sentito l'arrivo di "the dream"; inizialmente ho pensato di lasciar perdere la gara poi, visto che il tempo perso era inferiore ai due minuti, ho pensato alla lunghezza della gara; ho deciso subito di farmi superare dall'atleta trentino per non sballare il mio ritmo e la mia concentrazione in quanto il suo passo è di una categoria superiore; sono riuscito a vederlo sbagliare alla 3, in mezzo ai prati e, all'atto di punzonare, l'ho consigliato di correre più piano e concentrarsi meglio sulla carta. Appena lui è sparito dalla mia vista (subito dopo) ho iniziato la mia gara: nonostante la velocità non fosse granchè riuscivo a tenere un ritmo costante e con errori abbastanza minimali in zona punto. Verso il punto sette incrociavo il Bardo e capivo di non aver un grosso distacco da lui.... di Remo, partito due minuti prima di me, nemmeno l'ombra.
Durante la tratta lunga mi supera Enrico che corre con una facilità irritante; dopo la rampa centrale il loop divertente dopo facevo il secondo errore: al punto 11, anche questo ha fatto le sue vittime, seguivo la lingua gialla (come sopra) ma non mi accorgevo che la roccia da cercare era a sinistra dell'avvallamento! anche qui, un paio di minuti persi, ma durante la rampa per la 12 vedevo la sagoma di Remo. Qui devo sfatare ciò che Remo vuol fare apparire: in questi anni, lui arriva sempre, dalla 100 al finish, con un passo ridicolo; ma questa è solo scena in quanto il suo ritmo nel bosco è ben diverso! alla fine del loop sono riuscito a prenderlo ma per la 17 facevo una scelta a rischio: anzichè salire e scendere facevo il giro del dosso sulla strada! arrivavo alla lanterna appena dopo Remo (che sceglieva l'altra opzione) ma dagli split capivo che il giro non aveva pagato.
Nel finale raggiungevo Bussi e mi tornava in mente il finale della staffetta di qualche anno fà, sempre su questi terreni, dove persi la sfida per l'argento: anche questa volta riusciva a starmi davanti segno che non sono proprio migliorato! La classifica finale rendeva giustizia alle forze in campo: Rigoni davanti al duo Pin - Pedrotti (hanno praticamente lo stesso passo) e dietro il gruppone dei master "veri" racchiuso in pochi minuti.
Alla fine, comunque, erano un pò tutti contenti anche quelli che avevano perso di pochi secondi una medaglia; non ci sono state grosse sorprese ma alcune medaglie "famigliari" hanno fatto sembrare il circo dell'orientamento ancora più piccolo. Viaggio di ritorno ancora con code ma almeno ci siamo divertiti!